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sabato 30 gennaio 2016

APPELLO DA LATERZA: "SALVIAMO L’OSPEDALE DI CASTELLANETA, RIDIAMOGLI L’UTIC E LA RIANIMAZIONE"

CASTELLANETA (Ta) - L'OSPEDALE CIVILE di via del Mercato.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 28 GENNAIO 2016
di Nicola NATALE

Fioriscono le iniziative sulla sanità, mentre non si discute a livello ufficiale che di tagli certi e di “presunte” razionalizzazioni.
Ha iniziato il 22 gennaio scorso il Pd di Ginosa invitando l’on. Ludovico Vico ed il consigliere regionale Donato Pentassuglia, ha proseguito il consiglio comunale di Laterza ponendo all’ordine del giorno “il piano sanità della Regione Puglia”. Tutti si sentono defraudati di qualcosa e tutti istituiscono battaglie sotterranee per assicurarsi il mantenimento di alcuni servizi sanitari o lo spostamento nei propri territori. 
Prova ne sia l’auto medicalizzata del 118 posizionata presso il poliambulatorio di Ginosa ma poi dirottata su Laterza. 
Con Ginosa che in forza del maggior numero di abitanti e della originaria destinazione ritiene “solo dovuto alla politica” il suo spostamento e con Laterza che “lo ritiene semplicemente qualcosa che ci spettava ed è infine ritornato”. 
Ma non sono battaglie di campanile” dice il sindaco Gianfranco Lopane rivendicando la lotta per il mantenimento dell’Ospedale di Castellaneta come lotta per il territorio, soprattutto per la pesante mobilità passiva verso il vicino “Madonna delle Grazie” di Matera e verso il “Miulli” di Acquaviva”. 
Vanno rispettate le agenzie consolidate sull’intero territorio come ad esempio è stato per il Liceo Vico di Laterza, confermato anche nel nuovo piano di dimensionamento scolastico, mentre a Castellaneta il Liceo “Flacco” chiedeva l’apertura di un'altra sezione scientifica
In difesa dell’Ospedale di Castellaneta si è schierato anche Cosimo Fungoso, referente per il Tribunale dei diritti del malato e per l’associazione vittime della strada. 
Ci vuole una commissione territoriale che interloquisca con il presidente Emiliano e gli chieda la riapertura della rianimazione, non possiamo portare malati gravi fino a Taranto”. 
All’attacco anche Basilio Solazzo, animatore di una pluriennale lotta civile per il diritto ad una sanità migliore, deluso per l’assenza degli amministratori della sanità jonica. “Dobbiamo assicurare a tutti almeno i livelli essenziali di assistenza, mentre ci sono servizi come il Punto di primo intervento territoriale di Ginosa che sottraggono risorse al 118”. 
Ancora un attacco al comune limitrofo distante appena 6 chilometri (peraltro più popoloso) piuttosto che un discorso su come riequilibrare un’offerta povera di risorse e personale.
Poi la denuncia “dello spostamento elettorale verso Manduria delle attrezzature per la rianimazione di Castellaneta senza l’intervento di alcuno”. 
Rivendicazioni, denunce che rimandano all’idea di un generale smantellamento della sanità territoriale che alimenta una lotta tra poveri, senza esclusione di colpi. 
Sul finire il grande tema dell’Ospedale San Cataldo di Taranto “in ambiente inquinato con un costo di partenza di circa 300 milioni di euro per dare in un lontano futuro un’eccellenza senza assicurare da ora almeno la normalità”. 
Una denuncia a tutto tondo cui si è aggiunta quella del Movimento 5 stelle con Gianvito Larato. 
Per quest’ultimo, riportando a suo dire gli umori della popolazione “l’Ospedale di Castellaneta può anche chiudere se non c’è maggiore disponibilità da parte del personale, un’ambiente diverso e professionalità più alte”.
Un'accusa che ha causato un’immediata levata di scudi circa gli ottimi standard dell’Ospedale di Castellaneta, travolto però dal tragico incidente degli 8 morti del 2007 per lo scambio di gas medicali. 
Insomma una lunga catena di doglianze mentre da una parte c’è chi assicura con senso del dovere ottime prestazioni e dall’altra chi usa la sanità come bancomat e trampolino per carriere politiche e sanitarie. 
QUOTIDIANO DI PUGLIA - EDIZIONE DI TARANTO DEL 28 GENNAIO 2016

MARINA DI GINOSA, TABACCHIFICIO INAGIBILE, MA NON PER TUTTI.

MARINA DI GINOSA - Il Tabacchificio sorse come magazzino di prodotti agricoli nel 1920.
(photo courtesy of Anna Maria Cossu)
QUOTIDIANO DI PUGLIA 28 GENNAIO 2016

di Nicola NATALE


Certo il carnevale marinese s’ha da fare. 
Commissario o non commissario, amministrazione o non amministrazione. Ma non occupando un’immobile inagibile. La denuncia viene da Marina di Ginosa, dove l’ex Tabacchificio è occupato in questi giorni da chi sta allestendo i carri allegorici per il prossimo Carnevale. 
Un fatto che non è andato giù per niente a tutti coloro che frequentavano l’ex Tabacchificio di viale Virgilio e che da questo sono stati sgomberati per ragioni di sicurezza. 
Lo sgombero porta la data del 6 novembre 2014, ufficialmente per ragioni di “degrado sulle parti esterne dell’immobile”. 
Da un rapido controllo effettuato ieri, 27 gennaio, presso l’ufficio di polizia urbana di Marina di Ginosa sembra che effettivamente l’immobile sorto negli anni ’20 ed ampliato negli anni ’50 sia tuttora inagibile. E questo nonostante nel gennaio del 2015 l’amministrazione comunale avesse finanziato i “primi interventi di manutenzione straordinaria per la messa in sicurezza”. In quel modo, stanziando 16mila euro si era messo al sicuro però solo “l’utilizzo del piano terra della struttura”. 
IL MANIFESTO DELL'EDIZIONE 2016
DEL CARNEVALE MARINESE
L’anno scorso era stata la Pro Loco marinese ad animare la macchina organizzativa  mentre quest’anno a farsi carico della 34ª edizione marinese sono le patrocinanti Città di Ginosa, associazione Net1, Bcc marina di Ginosa.  
Oltre naturalmente ai commercianti e agli appassionati del carnevale marinese che hanno finanziato l’iniziativa e a chi ci sta tuttora mettendo l’olio di gomito. 
Ad essere sotto accusa insomma non è affatto l’organizzazione del Carnevale e l’impegno dei volenterosi ma il diverso trattamento imposto alle associazioni ed alla biblioteca comunale, cui era stata promessa una sede alternativa. 
A vuoto anche l’interrogazione della lista civica Inglese circa la riapertura della biblioteca, di cui evidentemente non si ravvisava la necessità di una pronta riapertura. 
Ex Tabacchificio di Marina di Ginosa
La locandina
dell'incontro del 5 marzo 2015.
Nel frattempo non ha avuto alcun seguito l’iniziativa del Pd circa l’utilizzo della legge regionale n°1 del 27 gennaio 2015 per la valorizzazione del patrimonio archeologico regionale onde giungere ad una completo risanamento e riqualificazione dell’immobile.  Già l’ex sindaco Vito De Palma aveva lamentato la mancata copertura economica della legge mentre dal Pd marinese gli rispondevano che il comune da 7 anni non paga alcun canone alla Regione per la concessione del bene. 
Nel frattempo l’unico uso che si era fatto dell’ex Tabacchificio era stato di deposito dei mastelli per il vetro, ma il complesso meriterebbe ben altro. O quantomeno un accesso garantito a tutti secondo le regole, e non solo ad alcuni.
Ex Tabacchificio di Marina di Ginosa - QUOTIDIANO DI PUGLIA Edizione di Taranto.

venerdì 29 gennaio 2016

L'INCUBO DELLA DROGA ASSOCIATA AI FURTI. OPERAZIONE DEI CARABINIERI.

I militari della Stazione Carabinieri di Ginosa (TA), nel corso di un servizio finalizzato al contrasto di reati contro il patrimonio, hanno denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria del capoluogo jonico, per ricettazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacente un 38enne, pregiudicato del posto. 
L’uomo, a seguito di perquisizione domiciliare eseguita all’interno della sua abitazione, veniva trovato in possesso di due televisori LCD che, da ulteriori accertamenti risultavano provento di furto perpetrato nel mese di febbraio 2015 ai danni di una struttura alberghiera del posto. 
Nel corso delle operazioni, gli operanti rinvenivano, altresì, gr 4 circa di hashish, una dose di eroina, un bilancino di precisione e materiale vario per il confezionamento dello stupefacente. 
Il 38enne, al termine delle formalità di rito, è stato denunciato in stato di libertà per ricettazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, mentre la refurtiva, del valore commerciale di € 1.500,00 circa, verrà restituita al legittimo proprietario. 
Lo stupefacente è stato invece sequestrato per le successive analisi quali-quantitative presso il Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale Carabinieri di Taranto.

martedì 26 gennaio 2016

DIFFERENZIATA CHE ARRANCA. SCENDONO IN CAMPO 14 GIOVANI VOLONTARI.

GINOSA -I 14 volontari del progetto Vivi Verde per il miglioramento della raccolta differenziata porta a porta.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 26 GENNAIO 2016

di Nicola NATALE


A giugno del 2015, data dell’ultima comunicazione pubblicata dal portale ambientale della regione Puglia, la percentuale di raccolta differenziata è stata del 47,94%
Praticamente i 22.719 ginosini non differenziano la metà dei rifiuti che producono, una media di 42,5 kg al mese secondo le dettagliate statistiche regionali. 
MALGARI TREMATERRA
commissario straordinario del Comune di Ginosa
Per questo oggi il Commissario Straordinario Dr.ssa Malgari Trematerra presenterà in Comune un progetto dal nome “Vivi Verde” che coinvolgerà 14 giovani tra i 18 ed i 28 anni e si svolgerà su tutto il territorio comunale. 
Dal Comune madre alla Marina distante 21 chilometri. 
L’obiettivo del progetto è principalmente quello di sensibilizzare la popolazione, soprattutto quella più riluttante, a selezionare con diligenza i rifiuti. 
Un atto obbligato se non si vogliono nuove discariche, inceneritori ed impianti con emissioni impattanti sul territorio, a cominciare dagli odori sgradevoli come per il caso di Aseco (Aqp) in contrada Lama di Pozzo a  Ginosa e Progeva srl a Laterza. 
Il progetto è stato redatto dalla ABS consulting con sede a Cellino San Marco (Brindisi) che ha curato anche la selezione e la formazione dei ragazzi che espleteranno così il loro servizio civile volontario ordinario. 
A marzo dello scorso anno lo stesso ex sindaco Vito De Palma annunciò il ritorno a Ginosa dei progetti di Servizio Civile, facendo riferimento proprio al progetto Vivi Verde. 
Intanto gli operatori della Teknoservice sono stati muniti di adesivi che applicheranno alle buste con materiale non correttamente differenziato. 
Un altro dei problemi verificatosi in questi anni è anche la cattiva qualità dei rifiuti selezionati. 
Sono in parecchi a non rispettare scrupolosamente le indicazioni date dalla Teknoservice di Piossasco (Torino) su come differenziare i rifiuti. 
Va detto che, a tutt’oggi, l’impegno delle aziende produttrici e della legislazione nazionale per favorire la facile selezione dei rifiuti è insufficiente. 
Basterebbe un quadratino con un colore univoco su ogni prodotto per far capire istantaneamente, e senza bisogno di pensare, dove riporre l’incarto o il rifiuto, adeguando al contempo la legislazione. 
La raccolta differenziata si muove tra troppe stridenti contraddizioni. 
In primis il dato regionale di raccolta differenziata della Puglia che rimane fermo per il mese di Dicembre 2015 al 36,1%. 
Poi il dato tutto ginosino del mancato perfetto funzionamento delle isole ecologiche, nonostante l’appalto della ditta porta la data di affidamento del novembre del 2012.
Da sx Giovanni Zigrino (dirigente area lavori pubblici ed ambiente) e Malgari Trematerra.
Rimane quindi attualissimo il problema dei rifiuti quando si salta il turno,  peraltro avendo ridotto da quattro a tre i giorni di ritiro dell’umido, a canone invariato. 
Per la cronaca, 185 mila euro al mese, quasi seimila euro al giorno per la raccolta, trasporto e spazzamento dei rifiuti.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 26 GENNAIO 2016

domenica 24 gennaio 2016

L'AVV. INGLESE: “OPERE PUBBLICHE INDECENTI, DOBBIAMO RIPARTIRE DAI SERVIZI ESSENZIALI”.

MARINA DI GINOSA -
Il rettilineo che conduce dalla statale 106 alla cittadina presenta già deformazioni del fondo.

di Nicola NATALE


La strada che dalla statale 106 conduce a Marina di Ginosa è “deformata e pericolosa”. 
Avrebbe dovuto essere il fiore all’occhiello dell’amministrazione uscente ed invece dopo nemmeno 2 anni è già dissestata”. 
Si apre con un caso-tipo l’incontro con cui la lista Inglese ha aperto le danze politiche nella sede elettorale di piazza IV novembre a Ginosa. 
Un incontro tutto incentrato sulle criticità emerse in gran parte delle opere pubbliche ultimate con le amministrazioni Montanaro e De Palma. Criticità cui non sono seguiti atti conseguenti da parte del Comune di Ginosa. 
CRISTIANO INGLESE,
fondatore della lista civica che porta il suo nome.
Nessuno ha richiamato alle proprie responsabilità tanto il direttore dei lavori e i progettisti, quanto i dirigenti del Comune: di questi esempi ce ne sono un’infinità.” 
Non ci servono progetti faraonici, ma in realtà bisogna ripartire dai servizi essenziali”. 
La stessa piazza IV Novembre, piazza centrale di Ginosa e cuore del centro amministrativo “è buia, e potete immaginare cosa avviene nelle periferie nelle quali non si possono cambiare le lampadine”.
GINOSA Piazza IV Novembre 18 gennaio 2016
Insomma prosegue l’avvocato “se i bilanci sono regolari come mai non ci sono soldi per le lampadine da febbraio-marzo e i dipendenti delle cooperative che hanno in appalto servizi comunali non possono essere pagati”? 
Per Inglese è tempo di mettere da parte gli spot e rendersi conto che “qualcosa non va”. 
Poi c’è la difesa del ruolo svolto dall’opposizione: “non è vero che non ci siamo stati, è vero che abbiamo dovuto elemosinare le carte che avremmo dovuto consultare liberamente e con facilità”.
QUOTIDIANO DI PUGLIA - Edizione di TARANTO.
Senza dimenticare il ruolo del Consiglio Comunale marginalizzato e ridotto “ad approvare provvedimenti in favore di una singola impresa edilizia stravolgendo norme nazionali a proposito di distanze dai fabbricati”. 
Salvo poi ritirare il punto. Un “episodio particolarmente significativo delle dinamiche che ci sono state sul Comune”. Per Inglese, l’unico a parlare nella riunione di simpatizzanti della prima ora, la presenza della sua lista civica nella competizione “è volta ad assicurare il principio che le regole devono rispettarle tutti”. 
In chiusura il rimando ad ulteriori incontri per l’approfondimento delle singole questioni emerse: dal crollo di via Matrice (per cui va capito innanzitutto a cosa è stato dovuto) allo spostamento del mercato settimanale da viale Martiri D’Ungheria a piazzale Padre Pio. 
Nessun preciso riferimento ad alleanze con altre liste, partiti o movimenti: “chi si aspettava da questa sera una definizione del nostro schieramento andrà deluso”. 
Il senso di questa serata è solo dire: “noi ci si siamo, ma soprattutto siamo trasversali ed aperti ad un discorso unitario con altre forze politiche; sempre che ci sia una convergenza su punti essenziali per Ginosa”.  
La lista Inglese “pur consapevole della necessità di alleanze per vincere le elezioni non è disposta a firmare patti scellerati o inciuci”. 
Anche perché, testuali parole, “le vite, le tasche dei cittadini sono considerate da alcune forze politiche come qualcosa da saccheggiare”.
I partecipanti all'incontro della lista civica Inglese.

MARINA DI GINOSA, LA NUOVA COSTA NEI PROGETTI DEL PD.

MARINA DI GINOSA la spiaggia durante la nevicata del 18 gennaio 2016
(photo courtesy of           )

di Nicola NATALE


Incontri a tutto tondo a quattro mesi dalle elezioni comunali. Spesso in contemporanea come è accaduto giovedì scorso (21 gennaio) per Ginosa e Marina di Ginosa. 
Ha iniziato quest’ultima con la sezione Giuseppe Latorre del Partito democratico all’insegna del tema “Disegniamo una nuova Marina di Ginosa”. 
Disegniamo una nuova Marina di Ginosa.
Da sx avv. Margherita Zanelli, ing.Angelo Cimini (provincia di Taranto mobilità sostenibile) Prof. Carmelo Torre (rigenerazione urbana) Enzo Giannico (componente circolo pd marinese) ing. Giuseppe Clemente (ufficio tecnico di Laterza) ing. Paolo Magrini.
Eccellente la scelta dei relatori che ha privilegiato funzionari e professionisti direttamente impegnati nella programmazione urbanistica, grande assente nello sviluppo di Marina di Ginosa degli ultimi anni. 
Sono infatti ancora senza piani particolareggiati, quindi di fatto inutilizzabili, grandi aree del borgo rivierasco. 
Ma continuano a far cassa per il Comune di Ginosa alimentando il sospetto che siano state create esclusivamente per quell’unico fine, a partire dal 2003. 
L’oggetto della discussione, moderata dall’ex consigliere comunale Enzo Giannico e dal segretario Margherita Zanelli, era capire se esiste un futuro migliore per Marina di Ginosa. “Non si può prescindere dal coinvolgimento di popolazione e professionisti” ha esordito Giuseppe Clemente, responsabile del settore urbanistica del comune di Laterza, alle prese con la redazione di un  nuovo piano urbanistico. 
Con il principio generale di non allargare le zone di espansione ma di recuperare con funzioni nuove le vecchie aree già urbanizzate. 
Un grande contributo è venuto anche dall’ing. Paolo Cimini, esperto di mobilità sostenibile. 
A lui il compito di illustrare alla platea le possibili direttrici di sviluppo turistico, basate al momento soprattutto su cicloturismo e aree attrezzate per i camper. 
Non è affatto un turismo povero, e se si offrono servizi adeguati ci sono buone opportunità, soprattutto se si realizzerà la Ciclovia dello Jonio da Reggio Calabria a Castro”. 
Chiaramente il nodo cruciale resta l’accessibilità, con qualunque mezzo si decida di arrivare alle spiagge di Marina di Ginosa da 17 bandiere blu.
MARINA DI GINOSA - La poesia del mare in inverno.
Gennaio 2016 (photo courtesy of Francesco Pignalosa da Ginosa Antica e Moderna)

Lo sforzo è tutto concentrato sull’Adriatico (peraltro finanziando solo opere di completamento) lasciando di fatto a bocca asciutta lo Jonio. 
Ma anche così i turisti arrivano, grazie anche all’ottima percorribilità del tratto tarantino e lucano della strada statale 106 che corre parallelo alla costa fino a Reggio Calabria. Certo “se si completasse la strada Bradanico Salentina, idea degli anni ’60, realizzata per il 90% da Candela fin quasi alle porte di Matera, l’accessibilità sarebbe migliorata”. 
Un suo completamento non solo doterebbe Laterza di una circonvallazione completamente assente ma consentirebbe “un collegamento alle fasce costiere”. 
Tutto sta all’Unione Europea, l’unica in grado finanziare questi progetti di sviluppo, sia che riguardino strade, sia ciclovie. 
Ma per quest’ultime i tratti devono essere importanti (almeno 500 chilometri) ed essere dotati di servizi adeguati per attrarre turisti nordeuropei desiderosi di conoscere la riva sud dell’Europa. In ballo circa 10mila posti letto: una manna per hotel e B&B. 
Per il momento il tratto del versante ovest della Provincia deve essere definito e i comuni di Ginosa, Castellaneta, Palagiano e Massafra sono chiamati a dare il loro contributo. 
Resta il problema del paesaggio urbano e qui è stato determinato l’intervento del prof. Carmelo Torre. 
Punto fondamentale “la rigenerazione urbana piuttosto che modelli ormai superati come villaggi turistici e seconde case”.
Si deve puntare quindi su identità e attenzione ai nuovi trend, ai servizi piuttosto che all’aumento continuo delle zone di espansione
MARINA DI GINOSA
PARCO COMUNALE DI VIALE JONIO
Ma anche “alla capacità di creare valori immateriali, determinanti nella competizione turistica, per questo servono progetti credibili ed analisi reali del mercato”. 
Per questo bisogna valorizzare meglio quello che già c’è come il Parco Comunale che deve diventare nelle intenzioni dell’ing. Paolo Magrini “il salotto della Marina”. Un’ambizione che il Parco Comunale e molti marinesi inseguono fin dalla creazione del Parco nei primi anni ’70.

sabato 23 gennaio 2016

POLIAMBULATORIO DI GINOSA, RIUNIONE CON I VERTICI MA NESSUNA SOLUZIONE PER 118, PIP E SENOLOGIA.

GINOSA il Poliambulatorio di via Palatrasio.
La struttura è ben lungi dall'offrire tutti i servizi per i quali era stata pensata.

di Nicola NATALE


La coperta è sempre troppo corta per il Poliambulatorio di Ginosa. 
Ieri (19 gennaio) si è tenuta l’ennesima riunione presso il centro Asl di via Palatrasio. 
Massiccia la partecipazione degli addetti ai lavori (operatori sociali e sindacalisti) ma nessuna novità di rilievo sul fronte di un miglioramento dei servizi e dell’abbattimento delle liste di attesa. 
Stefano Rossi,
direttore generale della
Azienda Sanitaria Locale di Taranto
A Ginosa ieri è arrivato anche il direttore generale della Asl di Taranto, l’avv. Stefano Rossi insieme al responsabile del servizio di emergenza 118 dr. Mario Giosuè Balzanelli. L’occasione è stata colta da Balzanelli per precisare che la copertura integrale per tutto l’arco del giorno (come è previsto per alcuni servizi sanitari) è legata esclusivamente all’arrivo di circa 10 nuovi medici. 
Una notizia non nuova, che conferma però il mancato o ritardato avvio dei corsi di specializzazione per i nuovi sanitari e la scarsità di personale medico esistente (45 disponibili su 90 previsti). Il tutto mentre i medici già in servizio non potranno più effettuare straordinari oltre il limite fissato dalla direttiva europea. Devono cioè obbligatoriamente osservare 11 ore di riposo continuativo ogni 24 ore, anche a tutela degli stessi pazienti. 
Rimane perciò disagiata la situazione di Ginosa, Marina di Ginosa e Laterza costrette a condividere risorse umane e mezzi non sufficienti a coprire in maniera ottimale tutta l’area. 
Un bacino di 38mila persone distribuite in 30 chilometri che condivide un’auto-medica che si sposta a seconda delle esigenze. 
Ma anche la diagnostica, essenziale per la medicina preventiva, ha i suoi guai. Lo spostamento del mammografo dal Poliambulatorio di Ginosa a Mottola ha riproposto (assieme al leit-motiv di tante campagne elettorali) un tema serio. 
In questo caso è stato detto che quella macchina è ormai datata, e la soluzione è quella di dotare Castellaneta di un nuovo apparecchio più avanzato in modo da servire tutto il bacino corrispondente alla parte ovest della provincia di Taranto. 
Non sono stati dati maggiori ragguagli su tempi e modalità di quest’operazione, lasciando sostanzialmente non risolto il problema. 
Per cui a chi vuole controllarsi (con il servizio sanitario nazionale) non resta che andare a Mottola. Con l’auto però, perché non ci sono collegamenti bus diretti. 
La protesta organizzata del 2 dicembre 2015 presso il Poliambulatorio
Anche per il Punto di primo intervento territoriale (PIP) non ci sono novità apprezzabili. 
L’orario rimane quello dalle 8 di mattino alle 20, dodici ore sostanzialmente sovrapposte a quelle in cui sono già attivi i medici di famiglia e le altre strutture di presidio sanitario. 
Anche qui il discorso della completa copertura oraria rimane legato all’arrivo di nuovi medici: un rinforzo non più rinviabile. Rimane quindi il nodo della “grossa carenza che costringe addirittura a chiudere alcuni servizi” come commentato a margine da un operatore sanitario.
QUOTIDIANO DI PUGLIA Edizione di Taranto del 20 gennaio 2016

sabato 9 gennaio 2016

NUOVO ATTACCO AL PROGETTO DI VIA MATRICE. M5S: "SI INDAGHI E LA SOPRINTENDENZA SI PRONUNCI".

GINOSA Via Burrone.
Ciò che resta delle antiche abitazioni nella via sottostante via Matrice, principale accesso allo scenario naturale della gravina di Casale.



Irrompono i cinque stelle sulla vicenda del crollo di via Matrice nella gravina di Ginosa. 
A quasi due anni dalla data del disastro (21 gennaio 2014) che ha interrotto una delle più belle vie di accesso al patrimonio rupestre ginosino, parte dal gruppo 5 stelle alla regione Puglia una richiesta di informazioni a tutte le istituzioni competenti. 
A iniziare dalla Soprintendenza ai beni archeologici della Puglia per finire al Comando provinciale Carabinieri, senza dimenticare l’autorità nazionale anticorruzione e il procuratore della Repubblica di Taranto. 
Marco GALANTE
cons.reg. Mov.5 STELLE
Sostanzialmente il gruppo regionale su impulso del consigliere regionale ginosino Marco Galante chiede di “svolgere ogni opportuna indagine sulla liceità dei comportamenti tenuti” oltre a sollecitare opportuni “provvedimenti cautelari prima dell’esecuzioni di lavori che potrebbero stravolgere luoghi tutelati da vincoli paesaggistici, storici ed ambientali”. Sotto accusa la determina dirigenziale n°33 del 5 febbraio 2015. 
Lungi da noi voler rallentare o bloccare la rinascita di via Matrice ma è nostro preciso dovere impedire lavori in emergenza che non siano risolutivi a lungo termine” dice il cons. Galante. 
Lo proverebbe tra le altre cose la presenza di una grotta indicata con sigla G9 nello studio del C.N.R. Irpi classificata con “alta suscettibilità ai crolli” ubicata ben prima dei civici 79-109 interessati direttamente dai lavori di rimozione. 
Insomma qualora si ripristinasse il tratto crollato le situazioni di pericolo non sarebbero cessate e imporrebbero una visione di recupero generale, prima che interventi tampone. 
Ma la richiesta di informazioni, rimarca anche il fatto che la situazione di estremo pericolo (solo per un caso non furono travolte dal crollo 4 persone) era ben conosciuta fin dal 21 dicembre 2013. Un mese esatto prima del crollo. L’unica precauzione fu quella di vietare il transito ai veicoli. Ma questo riguarda il passato, quello che la richiesta intende sollecitare è soprattutto un’azione per il presente visto che l’intera procedura è stata concepita con caratteristiche d’urgenza evidentemente non più presenti: sono passati due anni dall’evento.
Anche i 5 stelle rilevano che il progetto in via di esecuzione lungi dal voler realizzare  “lavori di indagine e rimozione dei materiali lapidei crollati ed instabili” prevede “un’evidente alterazione morfologica dello stato dei luoghi rispetto allo stato pre-crollo”. 
Non solo è prevista dicono “la realizzazione di un nuovo tracciato, parallelo a quello esistente prima del crollo” ma si tratta di “un percorso pedonabile e non più carrabile caratterizzato da una doppia staccionata in legno”. Insomma addio “all’affaccio panoramico sul suggestivo scenario della Gravina”. 
GINOSA - LA GRAVINA DI CASALE.
Via Matrice consentiva di ammirarla dall'alto ma anche di accedere con mezzi
alla Chiesa Madre ed al restante ramo della gravina di Rivolta.
Poi ritorna la questione del muro di sostegno alto tre metri. Un accrocchio largo  3 metri in base e 2 metri in cima che comunque non evita di dover riempire le cavità ipogee sottostanti via Matrice con circa 700 metri cubi di miscela cementizia. 
QUOTIDIANO DI PUGLIA
Edizione di Taranto dell'8 gennaio 2016

Un mix composto da materiale calcarenitico presente in loco e cemento portland. 
Per i 5 stelle le conclusioni sono chiare: l’esecuzione di quei lavori è subordinata ad autorizzazione del Soprintendente a norma del D.Lgs. n°42 del 2004. 
Sotto accusa anche la regimentazione delle acque. 
Così Galante “proprio perché si dice che il crollo è stato dovuto alle precedenti alluvioni è stato fatto uno studio di dove andranno a finire le acque future visto che calcarenite e acqua, come è noto, non vanno d’accordo?” 
Un’ironia pesante visto che gli antichi maestri avevano sviluppato nella gravina di Ginosa un esteso reticolo di captazioni e cisterne che non sprecava una goccia di acqua piovana, ma non metteva nemmeno in pericolo i pianori delle coste gravinali. 
Circostanza dimostrata dal fatto che l’antichissimo villaggio di Rivolta è ancora lì a testimoniare con la sua esistenza, una progettazione destinata a sfidare i secoli.
GINOSA Il villaggio rupestre de La Rivolta nella Passio Christi del 2014 (courtesy of.....)

giovedì 7 gennaio 2016

IL PARCO PINETA REGINA: UN PICCOLO EDEN.

PARCO REGINA DI MARINA DI GINOSA L'area riservata a bambini e famiglie.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 7 GENNAIO 2016

di Nicola NATALE

Finalmente qualcosa di nuovo e di bello a Marina di Ginosa. Il parco attrezzato ai margini della Pineta Regina, con accesso da viale Virgilio, è un gioiello da tutelare e curare nel tempo. 
A partire dal patrimonio boschivo per finire alle tante attrezzature in legno che lo rendono perfetto per i bambini ed in generale per tutti gli amanti della natura e della vita all’aria aperta. 
Raggiungibile anche a piedi dal centro cittadino o in bici (sono state già installate numerosissime rastrelliere in legno) è stato concepito espressamente per la valorizzazione turistico ricreativa dei boschi ed il miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale. L’annuncio era stato già dato dall’amministrazione comunale uscente nel giugno del 2014 ma, dopo di allora, l’incalzare degli eventi aveva fatto perdere di vista l’avanzamento dei lavori del parco. 
I marinesi ne hanno però già iniziato a fare la conoscenza ed anche a lanciare l’allarme perché il parco non diventi luogo di bevute eccessive con relativo abbandono di bottiglie sul posto. 
MARINA DI GINOSA L'Orto Botanico è una
delle realizzazioni più interessanti e bisognose di cura.
Ora  il parco della Pineta Regina si presenta come un piccolo Eden tra pini d’Aleppo, eucalipti, cespugli di mirto, lentisco, rosmarino ed altre piante tutte descritte all’interno della sezione Orto Botanico, forse la più interessante per gli adulti sebbene ancora in fase di allestimento. 
I sentieri all’interno dei circa 4 ettari di superficie sono stati delimitati da palizzate in legno e solo per una cinquantina di metri sono interessate da un asfalto di raccordo di color verde. All’interno, come accennato, sono numerosissimi i giochi che possono rendere piacevole la vita ai bambini ed adolescenti: dalla parete in legno per scalare ad un sistema di funi e passerelle tra gli alberi, da altalene e casette varie fino alle attrezzature per i grandi. 
MARINA DI GINOSA Percorsi avventura per i più piccini.
Tra le quali si segnalano senza dubbio l’Orto Botanico con i pannelli esplicativi della flora e della fauna locale e il palco in legno per rappresentazioni e incontri pubblici all’aperto. 
Da tempo le pressioni perché almeno una parte della Pineta Regina fosse fruibile e non un santuario del verde accessibile solo a chi sfidava le restrizioni  si moltiplicavano. 
Ed è stata la stessa Regione Puglia tramite il Piano di sviluppo rurale ed in collaborazione con il comune di Ginosa area urbanistica, patrimonio e manutenzione a rendere possibile quella che è una svolta epocale per Marina di Ginosa. 
La quale ha ora ben due polmoni verdi: uno in pieno centro cittadino (il parco comunale degli anni '70 da riqualificare) ed uno leggermente decentrato nei pressi del vecchio campo sportivo. 
L'area incontri e rappresentazioni all'intero del Parco Regina di MARINA DI GINOSA
La vegetazione dominante (pini d’Aleppo) è insieme un elemento di grande fascino e di grande fragilità che può essere fruito tra l’altro in piena sicurezza: la pineta è tagliata in quel punto da un corridoio spartifuoco. 
 Le indicazioni essenziali dei lavori
Il progetto, davvero notevole, è stato curato dall’attuale dirigente dell’area lavori pubblici ed ambiente ing, Giovanni Zigrino e dalla dr.ssa forestale Wanda Galante.
A dirigere l’intero procedimento l’architetto Cosimo Venneri per un importo totale di 951mila euro, con lavori e forniture affidate ad un mix tra imprese locali ed extraregionali. 
La valorizzazione turistico-ricreativa interessa anche un bosco periferico di Ginosa (Murge san Pellegrino – Gaudella) mentre è in dirittura d’arrivo anche il contestato miglioramento del già esistente parco Baden Powell. 
Per il momento però è Marina di Ginosa a svettare per la presenza nel perimetro urbano di due grandi aree verdi.