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mercoledì 9 marzo 2011

IL COMITATO: LA GENTE VUOLE RISPOSTE SUBITO E il Pd prepara una interrogazione urgente

MARINA DI GINOSA   L'alluvione del 1 e 2 Marzo 2011 vista dall'alto


dall'articolo apparso sul Nuovo Quotidiano di Puglia dell'8 Marzo 2011
Oggi gli ulteriori aggiornamenti


di Nicola Natale
Ernesto Carrera, uno dei cittadini colpiti
L'assemblea del Comitato Alluvione 1° Marzo di Marina di Ginosa


MARINA DI GINOSA – Momenti di tensione, lo spavento, l’ira trattenuta in questi giorni rischiano di esplodere nella sala conferenze della locale Banca di Credito Cooperativo. “Non ci ha salvati nessuno a noi, alle sei di mattina ancora eravamo con l’acqua alla gola. Una persona raccontano è dovuta salire prima sul tavolo, poi sulla sedia sul tavolo e solo allora sono arrivati i soccorsi”. Io - racconta Ernesto Carrera - un imprenditore edile ho perso i mezzi, gli attrezzi, mia figlia al piano terra ha perso tutti i suoi averi i suoi ricordi, persino le foto del matrimonio. E’ come se fosse nata ieri. I danni sono nell’ordine delle decine di migliaia di euro ma noi abbiamo ora bisogno almeno di quanto ci serve per tirare avanti”.  Il comitato spontaneo nelle persone di Nicola Pupino e Enzo Candela introduce quella che deve essere una prima riunione per “portare avanti la battaglia, come in Veneto”. Ma gli animi si scaldano subito, le signore in particolare gridano, inveiscono vogliono le Autorità locali e queste non si esimono. Salgono sul tavolo e cominciano a spiegare che hanno fatto il possibile e che non era certo prevedibile una circostanza così eccezionale. “Il Bradano è tornato nel suo antico alveo, si è quasi creato un altro fiume che scende a mare” racconta l’assessore Vincenzo Di Canio che da giorni con le scarpe infangate gira per la cittadina e le campagne stravolte dalle acque. Non manca Don Renzo Di Fonzo che raccomanda la solidarietà al numero di conto corrente istituito presso la B.C.C di Marina di Ginosa (IT36S0868878880000000400488). “Chi non subisce questi danni non può comprendere lo stato d’animo di queste persone. Questo conto sarà controllato dalla Parrocchia di S. Maria Assunta, potete stare tranquilli, domani verserò i primi contributi. C’è gente che ha perso tutto;  non immaginavo così tanta solidarietà ma c’è ne vuole ancora di più, la gente ha ora più di prima un disperato bisogno. Al tavolo arrivano poi l’assessore provinciale alla cooperazione sociale Teresa Galeota che spiega che il dramma di quelle persone è il dramma di tutta una cittadinanza e il consigliere regionale nonché assessore alle Attività Produttive Giampaolo Scalera che raccomanda di chiedere una riunione urgente del CIPE, ovvero il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica cui partecipano i Ministri più influenti del Governo lo stanziamento dei fondi relativi alla Legge riguardanti la calamità naturale. E’ lì che vertono anche le richieste del Comitato che sostanzialmente si traducono nel pronto uso dei fondi della Protezione Civile, nell’intervento diretto e senza spese del Comune per quantificare i danni alle persone ed alle aziende colpite più gravemente che non possono sostenere le spese di una perizia giurata ma soprattutto di accorpare i referendum nazionali alle votazioni per risparmiare da subito una somma da destinare all’alluvione di Marina di Ginosa. Il Pd intanto con i Consiglieri Comunali Galeota, Bitetti, Leone, Pizzulli, Rosato e Sannelli chiede con una interrogazione urgente se è stato predisposto e attuato nel Comune di Ginosa il  Piano Comunale di Emergenza di Protezione Civile e quali iniziative sono state compiute dal Sindaco e dal Consigliere Comunale con delega alla Protezione Civile dal 2 Marzo in poi per allertare la popolazione e fronteggiare l’emergenza.■

ALLUVIONE DI MARINA DI GINOSA ARTICOLI DELL'8 MARZO SUL "QUOTIDIANO"

dall'articolo apparso sul Nuovo Quotidiano di Puglia dell'8 Marzo 2011
Oggi un nuovo articolo di aggiornamento.
di Nicola Natale
La conferenza stampa dell'Amministrazione Comunale,
dei Vigili del Fuoco e della Prefettura di Taranto
del 7 Marzo 2011
MARINA DI GINOSA – Fantasiose ricostruzioni. La conferenza stampa sembra subito mirare ad evitare che si offuschi il gran lavoro fatto dall’Amministrazione Comunale, dai Vigili del Fuoco, dalla Protezione Civile e soprattutto dai cittadini di Marina di Ginosa. Sono stati infatti questi ultimi a dare i primi allarmi nella notte tra l’1 e il 2 Marzo, fornire i primi soccorsi e ad evitare il peggio: non ci sono vittime e feriti ma i danni materiali sono ingentissimi ed ancora non stimati. Lo sforzo principale dice in conferenza la Dr.ssa Cosima Di Stani della Prefettura di Taranto ha riguardato la macchina del soccorso: 40 Vigili del Fuoco, 23 genieri della Brigata Pinerolo di Bari su richiesta del Prefetto, 50 uomini tra Carabinieri, Questura di Taranto, Corpo Forestale, Enti vari tra cui i 60 uomini dell‘Agenzia Regionale Attività Irrigue e Forestali. Ma anche i mezzi: 2 elicotteri dei Vigili del Fuoco, 1 della Marina Militare, 4 gommoni dei Vigili del Fuoco, 2 della Marina, 1 della Guardia di Finanza, idrovore fornite anche dal Consorzio di Bonifica Stornara e Tara e da privati cittadini. Ed ancora il 118, la Polizia Stradale, Provinciale e Municipale, il volontariato con 14 associazioni e circa 150 persone, le aziende locali inclusa la Miroglio ed i suoi cassintegrati, tutti hanno dato il proprio contributo. Un lungo elenco come per dire ce l’abbiamo messa tutta. Ingenerose secondo l’Amministrazione le accuse circa le tute e le divise pulite, anche perché molte sono visibilmente sporche. Fuori luogo - oltre che premature - le illazioni circa l’orario e le modalità di comunicazione dell’emergenza alluvione alla popolazione e soprattutto sulle sue cause. Il Sindaco Luigi Montanaro chiarisce subito: “non siamo in grado di dire quale singola causa abbia scatenato questo finimondo, sicuramente una serie di concause ma chiederò che sia fatta luce. Sto preparando un esposto alla Procura della Repubblica per sapere cosa sia avvenuto in quelle ore della notte del 1°Marzo. Noi come Amministrazione Comunale non abbiamo ricevuto nessun allerta ufficiale, la Prefettura di Taranto ha ricevuto i preallarmi di routine che non fanno scattare da sé il sistema della Protezione Civile. I responsabili, se ce ne sono devono pagare, ammonisce però.  Il nostro obiettivo – prosegue - è ora il riconoscimento dello stato di calamità naturale richiesto al Governo nazionale ed a quello regionale. Stiamo aspettando”. 
Il Canale che attraversa perpendicolarmente Via Ancona
Ieri 6 Marzo c’è stata la visita dell’ass.reg. ai Lavori Pubblici Fabiano Amati che ha assicurato nei primi giorni della settimana un contributo economico della Regione Puglia, martedì 8 Marzo è prevista quella dell’ass.reg. all’Agricoltura Dario Stefàno. Una interrogazione al Governo è partita dall’on. Carmelo Patarino. Intanto il Comune affronta spese per 70.000€ al giorno - dice il Sindaco -  ho consigliato a tutti i proprietari appena potranno di farsi fare perizie giurate da tecnici di fiducia. Nei momenti di massima emergenza abbiamo avuto circa 450-500 sfollati, oggi sono circa 60 i cittadini marinesi ancora ospiti in albergo. Il Centro Operativo Comunale ha dei numeri attivi (099.8271680 - 099.8277889 - 099.8277872) per le richieste più urgenti ed è bello sapere che non c’è stata nessuna denuncia di furto o sciacallaggio. Il Comandante dei Vigili del Fuoco di Taranto Ing. Maurizio Lucia precisa: l’obiettivo é aspirare le acque e liberare le strade immediatamente, ma dobbiamo fare gradualmente questa operazione per non attirare altra acqua dalle falde e dalle zone circostanti. Ci vorranno giorni ancora, anche se non avremo piogge. Ma abbiamo garantito soccorsi e viabilità. Il dramma però si è compiuto ugualmente e si riassume nel volto di due allevatori presenti alla conferenza, con gli animali annegati e portati via nella notte dall’acqua scura. Facce con la pelle riarsa e negli occhi come una disillusione per una punizione non meritata.■

lunedì 7 marzo 2011

ALLUVIONE DEL 1° MARZO A MARINA DI GINOSA, GLI ARTICOLI APPARSI SUL "QUOTIDIANO"

Marina di Ginosa   Alluvione del 1° Marzo Case Coop. San Giuseppe
Lunedì 7 Marzo alle 11:00 la conferenza stampa che sarà seguita e descritta nel "Quotidiano" di domani 8 Marzo
MARINA DI GINOSA : AL SOLITO MANCANO UOMINI E MEZZI PER PULIRE IL FANGO


Mancano fondi certi ed è probabile che si crei un nuovo buco finanziario per il Comune di Ginosa.

di Nicola Natale (Sintesi dell'articolo apparso sul Quotidiano di Domenica 6 Marzo)
Il C.O.C. Centro Operativo Comunale presso Piazza San Pio
MARINA DI GINOSA - Case, scantinati ed aziende invase da un giorno e mezzo di pioggia ininterrotta, dai milioni di metri cubi  dalla Diga di San Giuliano e infine dalla rottura dell’argine del Bradano.
Tutta questa acqua  si è riversata sulla cittadina che dormiva, i primi abitanti sono stati svegliati intorno alle 3 di notte. 5 giorni dopo alle 15 il numero 30 di Piazza Marconi, sede del Municipio a Ginosa è chiuso mentre invece è allestito e aperto il Centro Operativo Comunale presso la Scuola "Boschetti - Alberti" in Piazza Padre Pio a Marina di Ginosa (TA).
Lì troviamo l’assessore ai Lavori Pubblici Vincenzo Di Canio che si lamenta angosciato: “Mancano uomini e mezzi che puliscano il fango. Mancano tante altre idrovore. Ci sono almeno 300-350 abitazioni piene di fango.  La Regione non ha ancora deliberato lo stato di calamità naturale ed è il Sindaco che sta firmando gli ordini di servizio. Il danno procurato dall’alluvione rischia di essere pagato dalla sola comunità ginosina. Mentre invece qui siamo di fronte ad una vera emergenza sovra regionale.” “Ci vorrebbero degli esperti che non abbiamo, è inutile vantare competenze che non sono proprie. Qui servono uomini abituati a gestire queste emergenze mentre invece è tutto frutto di improvvisazione e buona volontà. Inoltre la gente dichiara di non avere soldi per provvedere nemmeno alla rimozione delle proprie macchine. In Via Marinella, la via che si diparte dallo storico ex locale Blue Moon per andare al Torre Serena, il megavillaggio turistico di Marina di Ginosa, abbiamo dovuto provvedere in proprio. Stessa cosa per la massa di arredi e suppellettili che la gente inizia a tirare fuori dalle proprie case”.
Sono scene apocalittiche come di guerra, la gente infangata con stivali continua nel lavoro immane di dare una parvenza di normalità alla propria vita che spesso ha in una sola casa il proprio nido sicuro. Ma nemmeno le tante strutture ed uffici del territorio, protezione civile compresa, hanno dato l’allarme in tempo. Il dito si tende verso la Protezione Civile della Basilicata e della Puglia, le autorità di gestione della Diga, le Autorità di Bacino che non si sarebbero coordinate non diramando l’allarme o facendolo in ritardo verso i colleghi pugliesi. Non in tempo almeno, per evitare alla gente di farsi sorprendere in piena notte con l’acqua in casa. I geologi sanno bene che in base ai dati pluviometrici è possibile calcolare l’ondata di piena che si forma, come è stato con il Tevere a Roma e quindi allertare la popolazione. Nulla di tutto questo pare accaduto poiché M. S. di Via Ancona testimonia: “I vicini ci hanno svegliato alle 6 per dire di porci in salvo. La nostra auto e noi. Altrimenti i danni sarebbero stati ancora maggiori poiché nella nostra zona siamo andati oltre il metro e mezzo. Ho crepe nella casa, abbiamo chiamato un geometra e ci ha detto di stare tranquilli, ma questi danni dovremo piangerli noi, per fortuna abbiamo una pompa nostra sempre attiva poiché i lavori di costruzione della fogna bianca hanno molto peggiorato la nostra situazione. Indicammo agli operai il punto preciso il cui l’acqua si raccoglieva ma si attennero alle rigide disposizioni dell’ingegnere e questa è stata l’innovazione. Siamo distrutti poiché questa casa è il frutto dei nostri sacrifici di una vita, non voglio andare via”. Insomma il tema della tempestività degli allarmi e della loro comunicazione a tutti i residenti di Marina di Ginosa è fortemente sentito, la gente è adirata, poiché mentre la Protezione Civile locale dichiara che tutto ha funzionato alla meraviglia, il mancato allarme provoca accuse feroci. Il quadro della distruzione portata dall’acqua presenta la più atroce e severa delle smentite, la Polizia, i Carabinieri sono in strada anche per sedare gli animi troppo abbattuti ancora da una catastrofe che pare incredibile nella città eletta a luogo di svago e di vacanze.
La hall del Villaggio Turistico
Torre Serena a Marina di Ginosa
Le idrovore del Galaso –ci raccontano ancora - avrebbero funzionato subito se non fossero state messe fuori uso proprio dall’ondata di piena e solo quando questa è stata assorbita dai terreni circostanti e dal mare si è potuto rimetterle in funzione. Ma sono ancora poche. In questo momento sono in funzione 7-8 idrovore della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco, i 250 operai cassintegrati della Miroglio  si sono coordinati per fornire il loro aiuto così come gli scout locali e naturalmente tutto il sistema della Protezione Civile, da Palagiano a Squinzano. I Tg nazionali hanno parlato solo sabato 5 e domenica 6 Marzo dell’alluvione. Per fortuna non  ci sono vittime o feriti gravi ma i danni sono immensi, e colpiscono soprattutto i più svantaggiati, come i coltivatori, già messi a dura prova dai prezzi da fame concessi ai loro prodotti, pur indispensabili.  Di qui l’appello dell’assessore Vincenzo di Canio alla Regione Puglia e alla Provincia di Taranto. “Il coordinamento, il C.O.C. lo sta gestendo l’Amministrazione. Questo va bene poiché siamo la prima Autorità sul territorio ma di fronte ad eventi così grandi sono loro che devono prendere il comando e soprattutto fornirci i mezzi economici per gestire l’emergenza. Stiamo facendo ordini di servizio, buoni, ma quei 55 milioni di metri cubi d’acqua di martedì notte non sono una diretta competenza del Comune. Anche se 15 uomini dell’Agenzia Regionale delle Foreste, i militari ci stanno dando una mano enorme per spostare i rifiuti, poiché la locale azienda appaltatrice del servizio non ce la fa”. Intanto la pioggia un tempo benedetta viene ora vista come minaccia.