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mercoledì 23 marzo 2016

IL CALO’ INSEGNA AI GENITORI OLTRE CHE AGLI ALUNNI

Da sx Vitalba Bruno psicologa,
Marianna Galli dirigente scolastico
comprensivo "Giovanni Calò".
QUOTIDIANO DI PUGLIA 23 MARZO 2016 

di Nicola NATALE


La scuola si sdoppia e si allunga ai genitori. È stato questo l’intento del corso sulla genitorialità terminato ieri (22 marzo). A svolgere le conclusioni la stessa dirigente del Comprensivo “Calò” Marianna Galli. 
Focus dell’ultimo incontro è stata la dispersione scolastica, sia quella effettiva, sia quella latente. 
Quinto posto per l’Italia in Europa per l’abbandono scolastico, con le donne più propense dei maschi a terminare gli studi. Puglia al quarto posto in Italia per numero di abbandoni con il 19-20% con tendenza alla riduzione nel 2015 che si attesta al 16%. Le due isole maggiori, Sicilia e Sardegna subito seguite dalla Campania occupano il poco felice podio con un significativo sovrapporsi dei dati sull’abbandono scolastico con quelli della disoccupazione
Non c'é essere una relazione diretta” ha aggiunto la Galli "ma il dato è sintomatico"Uno studio del 2007 indica inoltre come i comportamenti devianti interessino il 68% dei ragazzi che hanno abbandonato la scuola. 
Varie le ragioni, con la famiglia di provenienza all’origine prima degli abbandoni. In subordine il contesto territoriale e gli amici “i pari” che contribuiscono a determinare gli abbandoni.
GINOSA ISTITUTO CALO'
I genitori presenti all'ultimo incontro del corso sulla genitorialità "La famiglia si-cura"
Mancanza di autostima e possibilità di carriera preclusa sono gli esiti quasi scontati di un abbandono. 
Mentre le difficoltà di accesso al mondo del lavoro sono utilizzate sempre più come alibi per non impegnarsi nello studio. Abbandonare cioè la competizione invece di diventare più abili.
Il futuro disoccupato si forma nella stessa famiglia, quando c’è lassismo rispetto al rendimento scolastico”. 
Il danno lo si avverte quando è ormai troppo tardi, quando i ragazzi intorno ai 20-22 anni vogliono lavorare. 
A rendere più problematico è il contesto è anche la società mediatica ed informatica: "a volte smartphone e computer diseducano, regalando scarse capacità di concentrazione". L’accesso ai social deve avvenire a 12-13 anni: non prima. 
Di qui i finanziamenti dell’Unione Europea per dotare la scuola di più laboratori perché servano a ridurre la dispersione. 
Obiettivo fallito nei primi sei anni ma ancora rincorso dai programmi europei specie nel Sud dell’Europa, desiderosa quest’ultima di portare al massimo al 10% l’abbandono. Rimedio principe quindi inserire i ragazzi in contesti realmente sociali, strada inclusa, purché “si eviti l'abbandono sul divano a tv e smartphone”. 
Il corso ha affrontato in otto incontri anche i temi dei conflitti nella coppia, i segnali d’allarme in neuropsichiatria ed anche i risvolti legali e psicologici delle separazioni, tutt’altro che infrequenti. 
Tra gli esperti che hanno fornito gratuitamente il loro contributo la psicologa Vitalba Bruno, la dr.ssa Caterina Lattarulo, la dr.ssa Alessandra Giannuzzi, l’assistente sociale Marika Curci. 
Ma nulla” ha concluso la dirigente “ci può consentire di abdicare al nostro ruolo di genitori e di educatori, anche quando i figli ti sfiniscono e ti deludono”.

martedì 22 marzo 2016

A RISCHIO ANCHE L’IDEA DI ZONE A TRAFFICO LIMITATO.


GINOSA Corso Vittorio Emanuele in un normale giorno feriale.
di Nicola NATALE

Da Ginosa a Laterza, da Castellaneta alle due marine si impongono i temi delle zone a traffico limitato. 
Mentre a Bari, capoluogo regionale, si ampliano le zone e le vie solo pedonali, in provincia jonica sono soprattutto commercianti e residenti ad opporsi. 
I primi timorosi di un crollo delle vendite causa impossibilità di parcheggi vicini, i secondi per estendere anche a congiunti e badanti il parcheggio a pochi metri dall’uscio di casa. 
A Ginosa, anche a causa del commissariamento del Comune, il dibattito sulle zone pedonali si è arenato. 
Come sia possibile sostenere di voler incrementare il turismo (ed eventuali introiti connessi) senza aree pedonali in cui sia possibile passeggiare senza scansare auto parcheggiate e appiattirsi ai lati per consentire il transito delle macchine è un mistero. 
Ad ogni modo in tutte e tre le cittadine del versante jonico occidentale i temi delle zone a traffico limitato sono all’ordine del giorno anche alla luce dei piani urbani per la mobilità sostenibile. 
Cioè tutto quel complesso di norme, strutture ed abitudini concepite per diminuire il traffico veicolare a favore di una mobilità dolce.
L'obiettivo è invogliare (ed a volte costringere)  i cittadini a fare moto e ridurre i livelli di inquinamento cittadino tenendo spenti i motori quando non essenziali. 
I temi sono l’ideale per gettare benzina sul fuoco delle polemiche elettorali. 
LATERZA - Piazza e via Vittorio Emanuele
Il Pd di Laterza, che non sostiene all’ormai imminente competizione elettorale il sindaco uscente Gianfranco Lopane, critica aspramente le scelte che quest’ultimo e la sua giunta intendono adottare, sia pure gradualmente e sottoponendole a cittadinanza consiglio comunale. 
Sotto accusa “la chiusura permanente del traffico di via Roma, l’arteria principale ora a senso unico, i chilometri di piste ciclabili immaginate in sostituzione dei pochi parcheggi presenti”. 
Due delle soluzioni immaginate dai tecnici venuti dall’Emilia Romagna assieme “all’autobus cittadino per collegare due parcheggi di scambio all’ingresso della cittadina alla modica cifra di 17 milioni di euro”. 
Contro queste misure si schiera la locale Confcommercio (Luigi Traetta) e il comitato contro la chiusura al traffico di Via Roma (Mario Montrone), una contrarietà fatta propria dal Pd laertino guidato da Lucrezia Laforgia e dal Forum Civico. 
Per il pd di Laterza le priorità sono “le strade senza buche, il rifacimento della segnaletica orizzontale, marciapiedi decorosi, assenza di barriere architettoniche, dossi all’ingresso del paese, organizzazione della sosta e riqualificazione delle intersezioni”. 
CASTELLANETA
Via Vittorio Emanuele attraversa gran parte del centro storico
Ma anche la città natale di Rodolfo Valentino (Castellaneta) ha i suoi guai e la zona a traffico limitato imposta in via Vittorio Emanuele rischia di essere vanificata dai troppi pass richiesti. Come ha specificato molto opportunamente il comandante della Polizia Municipale di Castellaneta, Paolo Larizza “i 500 pass ad oggi rilasciati sono considerati un numero esiguo, ma i 2.500-3.000 stimati in seguito alla nuove richieste, se rilasciati vanificherebbero ogni forma di regolamentazione della circolazione”. 
Lo stesso ha fatto notare che l’area in cui la giunta Gugliotti aveva istituito la zona a traffico limitato “tra piazza Marconi e via Caporlando in Castellaneta è di appena 900 metri, percorribili a piedi in un tempo medio di 12 minuti e con possibilità di parcheggio in zone attigue”. 
Nulla da fare però, il partito anti-ztl è più forte e trasversale che mai.
QUOTIDIANO DI PUGLIA Edizione di TARANTO 21 MARZO 2016

sabato 19 marzo 2016

LATERZA TUTTO PRONTO PER LA DUE GIORNI FAI. Muma, Cantina spagnola e due novità.

LATERZA - Il museo della maiolica. All'interno la collezione privata "Riccardo Tondolo". 

di Nicola NATALE
Laterza non demorde e fa sul serio per quanto riguarda il turismo. 
Da sx Mimma Stano, ass.del. marketing territoriale,
Rosa Natile delegata Fai,
Gianfranco Lopane, sindaco di Laterza
Presentate ieri a cura dell’amministrazione comunale le due giornate laertine inserite tra quelle pugliesi del Fondo Ambiente Italiano. Tutti hanno imparato a conoscere nel tempo le iniziative di valorizzazione del Fondo che hanno aperto tesori artistici, spesso anche privati, al grande pubblico. 
Sabato 19 Marzo e domenica 20 saranno 4 i luoghi di Laterza scelti dalla delegazione di Taranto su proposta dei volontari locali Fai, della prof. Rosa Natile e dell'amministrazione comunale.
Si tratta del MUMA, il museo della ceramica maiolica che contiene la collezione privata Tondolo, della Cantina Spagnola, della Cantina/Ipogeo De Biasi ed infine della Cripta Rupestre Cristo giudice
Ad accompagnare e spiegare questi importanti lasciti della “Laterza tra Medioevo e Seicento” saranno gli apprendisti ciceroni dell’Istituto Diaz, del Liceo Vico e del “Perrone” di Castellaneta. 
Gli orari sono compresi al mattino tra le 9:30-12:30 e al pomeriggio tra le 15:30-17:30, con il sabato mattina riservato alle scolaresche. 
Rosa Natile, nel corso della conferenza,  ha parlato di “un lavoro iniziato prima di Natale, che non sarebbe stato possibile portare a termine senza il contributo delle associazioni del territorio in particolare l’AIDE Ginosa-Laterza”.
Le due giornate culmineranno con gli spettacoli previsti domenica 20 marzo dalle 17:30 in poi nella corte interna del Palazzo Marchesale. 
Si potranno rivivere le atmosfere del ‘600 con le musiche barocche, una lettura del Libre Ensemble sul tema “La marchesa Isabella Aldano, tra immaginazione e realtà”.
La rievocazione si avvarrà dell’interpretazione dell’attrice Roberta Laguardia e delle musiche del ‘600 a cura di Giacomo e Giampaolo Cassano.
L’evento laertino proseguirà con musiche e danze storiche del gruppo pro loco-La Marchesana ed i tamburi Federicus di Altamura.
LATERZA - Auditorium Michele Giannico
(ex  Chiesa del Purgatorio)
In un altro luogo notevole di Laterza - l’ex Chiesa del Purgatorio diventata Auditorium “Michele Giannico” negli anni scorsi - si terrà invece a supporto degli eventi FAI una mostra fotografica (“I Ricordi”) a cura del laboratorio urbano Philos lab for art ed una degustazione a cura dell’Istituto Perrone di Castellaneta.
Collegata ai "Ricordi" una maratona fotografica, un seminario e la premiazione delle foto più significative.
Una valorizzazione del territorio che è indispensabile per creare opportunità di lavoro” ha detto efficacemente la prof. Natile. Intervento commentato a margine dall’assessore delegato al marketing territoriale Mimma Stano per la quale “fino a quando le presenze non si traducono in soggiorni alberghieri siamo ancora alla promozione e non al turismo”. 
A chiudere gli interventi, il sindaco Lopane: “Laterza si conferma terra di scoperte come dimostrano i 4 eventi di primavera che uniscono tesori storici, patrimoni naturali ed artistici in collaborazione con Fai, Lipu, Touring e Città della Ceramica”.


venerdì 18 marzo 2016

NURITH, UN GIORNO IN AZIENDA PER I RAGAZZI DEL VICO.

GINOSA -  Nurith, una delle fasi automatizzate della produzione di un infisso.

QUOTIDIANO DI PUGLIA 17 marzo 2016
di Nicola NATALE

Un giorno in azienda per gli studenti della 3ª E del Liceo Scientifico “G.B. Vico” di Laterza. Tutto nell’ambito dei progetti di alternanza scuola lavoro.
Accompagnati dalla docente Vita Maria Martellotta hanno compiuto una full immersion nei processi organizzativi e produttivi della Nurith, l’azienda ginosina nota per i suoi infissi in pvc. 
GINOSA Sede della Nurith in contrada Madona d'Attoli.
Un caso raro nel panorama imprenditoriale ginosino innanzitutto per essere una società per azioni e poi per i numeri espressi: oltre quindici milioni di euro di fatturato nel 2014 e più di novanta addetti. 
Una lezione tutta al femminile con Cristina Pignalosa, Liviana Zancarini, Maria Rosaria Nigro e Mimma Nigro, a vario titolo impegnate in settori cruciali per l’impresa attiva dal 1986. 
Gli studenti diciassettenni, provenienti dai tre paesi che formano il bacino principale d’utenza del Liceo (Ginosa, Laterza e Castellaneta) hanno approfondito l’organizzazione aziendale e il processo produttivo vero e proprio che si realizza in contrada Madonna d’Attoli a Ginosa.
Una organizzazione che ha il suo input fondamentale nella rete commerciale affidata a show-rom ed agenti” ha puntualizzato Maria Rosaria Nigro “ma che non potrebbe fare a meno della progettazione pura dei nuovi prodotti e della gestione delle variabili dei singoli ordini”. 
A illustrare i punti di forza dell’azienda ci ha pensato anche Cristina Pignalosa ribadendo la necessità di adesione alle certificazioni volontarie di qualità come l’Iso 9001: “una garanzia aggiuntiva per i clienti diventata quasi un obbligo in un contesto fortemente competitivo e molto normato”. 
All’inizio” ha aggiunto Mimma Nigro “le procedure di certificazione mi sembravano veramente ostili, lontane dalla realtà, poi si sono rivelate importantissime per i clienti e per l’estero, valide quindi non solo a livello commerciale, ma obbligatorie per avere accesso a determinate gare”. Il tutto per evitare errori che si riflettano sul risultato di fine esercizio.
GINOSA Nurith, una delle fasi di lavorazione in cui automaticamente sono applicati gli elementi di completamento dell'infisso.
La catena di approvvigionamento Nurith spazia dalla Maico di San Leonardo in Passiria (Bolzano) ad aziende per la verniciatura di Castellana Grotte o per l’estrusione a Pisticci ed ancora a vetrerie specializzate di Massafra e Modugno. 
Il tutto per comporre a tempo di record, infissi il cui ciclo di lavorazione non supera l’ora una volta progettati, la fase più delicata e lunga di un processo che si svolge interamente a Ginosa (Taranto). 
Un processo che gli alunni hanno toccato con mano visitando le tre aree di produzione, in cui spiccano le macchine di fabbricazione belga che hanno quasi completamente automatizzato ed informatizzato il ciclo di fabbricazione.
QUOTIDIANO DI PUGLIA Edizione di Taranto 17 marzo 2016

giovedì 17 marzo 2016

TRANI, APPUNTAMENTO CON LA BIODIVERSITA’. Reinventare il rapporto tra cibo e agricoltura.

TRANI - Il break del seminario "Biodiversità per alimentare il futuro"
di Nicola NATALE

BiodiverSO riapproda a Trani e punta alla rieducazione del gusto. 
Quindi non solo ricerca sulle specie orticole pugliesi a rischio di estinzione o erosione genetica ma anche nuovo rinascimento dei sapori pugliesi. 
Attentissimo l’uditorio dell’Istituto Alberghiero Aldo Moro di Trani sulla rieducazione del gusto e su possibili nuove idee di impresa. 
TRANI -L'intervento del dr. Beniamino Leoni
Particolarmente seguito l’intervento del dr. Beniamino Leoni che ha toccato il punto centrale di tutto il discorso sulla biodiversità, vale a dire la perdita, a volte irreversibile, di migliaia di varietà dovuta alle monoculture. 
Da Trani è partito un ennesimo appello a segnalare in tutta la Puglia specie che non trovano più accoglienza in agricoltura intensiva. 
Ritrovamenti che possono essere comunicati anche con un’applicazione informatica, BiodiverSO appunto. L’applicazione permette con gli smartphone di far valutare immediatamente qualsiasi pianta che promette di essere un residuo della abbondanza varietale pugliese. 
E’ particolarmente significativo” ha fatto notare Matteo Saulle della fondazione italiana sommelier, “che i gusti, anche in fatto di vino, si siano appiattiti e virino, soprattutto per i cibi esclusivamente al troppo dolce o al troppo salato”. 
Alcuni produttori di vino" ha aggiunto "badano esclusivamente a ciò che si vende più facilmente, per fortuna ce ne sono altri che rispettano le caratteristiche dell’uva e consentono di apprezzare vini meno standardizzati”. 
Particolarmente importante è stata la presenza di Gianfranco Marcone, responsabile del progetto “Dedicato” per l’azienda pastificia Granoro
Marcone, particolarmente impressionato dalla perdita di circa 300mila varietà vegetali, ha posto l’accento sul fatto che la pasta italiana è fatta esclusivamente di semola di grano duro. 
L’utilizzo di quest’ultimo al posto del grano tenero non cambia solo l’aspetto della pasta, ma assicura un maggior contenuto di proteine e un minor quantitativo di amido. 
Solo in Italia è obbligatorio produrre pasta con semola di grano duro:  può sembrare un’eccentricità vista dall’estero, ma è un indice della grande attenzione italiana alla qualità dei prodotti”. 
Un’attenzione sempre minacciata dagli speculatori avventatisi anche sul cibo “made in Italy”. 
Sicuramente  ha detto “la trasformazione del grano e di altri prodotti alimentari in commodities, cioè in beni ad utilizzo massivo non soggetti esclusivamente alle leggi di mercato ma anche e soprattutto alle contrattazioni di borsa non ha aiutato la cerealicoltura italiana”. 
Agli agricoltori italiani, sostanzialmente, non conviene produrre con i prezzi attuali grano di qualità. 
Per questo Granoro ha deciso di rafforzare il suo legame con i produttori pugliesi, garantendo con “Dedicato” l’accorciamento di filiera. 
Così la scelta di riscoprire la “saragolla antica”, è  una piccola azione di recupero della biodiversità che al momento si attesta ad Apricena in provincia di Foggia. 
Il tutto per restituire ai consumatori “pasta realmente prodotta con grani di Puglia e non canadesi, capaci però di offrire sul mercato internazionale ben quattro qualità di grano duro”.
Di qui l’utilizzo del marchio regionale “Prodotti di Qualità Puglia”, con la P stilizzata su uno sfondo verde. 
TRANI Seminario Biodiversità.
Il dr. Massimo Renna (Università di Bari)
e un'opera di Juan Sanchez Cotan
A concludere la mattina tranese di BiodiverSO, è stato Massimiliano Renna, docente di Orticoltura all’Università di Bari. 
Il suo intervento si è incentrato sulla biodiversità nel piatto, l’aspetto forse di più immediato impatto. 
Per Renna già guardando un quadro del ‘600 di Juan Sánchez Cotán (1560-1627) ci si rende conto che le carote di quel tempo erano di vario colore, e nacquero, ancor prima, assumendo esclusivamente il colore viola. 
Lo testimoniano le varietà locali riscoperte da BiodiverSO come quelle di Polignano e di Tiggiano, che conservano colorazioni dal giallo tenue al viola scuro.
Alcune carote di Polignano, coltivate conservando in loco i semi.
Renna ha illustrato tutto lo spettro delle possibilità di utilizzo delle varietà dimenticate. 
Quindi confetture di carote, purè di carote, orobanche o succiamele delle fave, tutte nuove sfide per il gusto dei consumatori, assuefatti ed abituati a gusti standard. 
Ed ancora al barattiere, un melone immaturo, per cui ci aspetta un grande successo dovuto alla maggiore digeribilità. 
Al secondo evento tranese presso l’Istituto Moro non poteva mancare il riferimento ad uno dei primi prodotti ad essere riscoperti sulle tavole pugliesi: la cipolla rossa di Acquaviva nota per essere più dolce, meno pungente di altre. 
Un seminario sulla biodiversità che si è trasformato in apprezzamento alla cultura ed alla dieta mediterranea.
BiodiverSO - lo stand allestito in una delle sale degustazioni dell'IISS "Aldo Moro".
Si possono vedere alcune delle pubblicazioni prodotte: "Almanacco BiodiverSO" e "Racconti raccolti".


lunedì 14 marzo 2016

SI INDAGA SU MALINCONIA E DINTORNI PERICOLOSI.

GINOSA -
Il frontone del Teatro Pubblico Alcanices
di Nicola NATALE
Si indaga a fondo sulle cause della malinconia. 
Appuntamento a Ginosa martedì 15 marzo nel teatro pubblico Alcanices con il prof. Mauro Maldonato, attualmente professore presso il dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo dell’Università della Basilicata
L’appuntamento è fissato per le ore 18:30.
Ad introdurre il prof. Maldonato e coordinare i lavori sarà Silvia Dell’Orco, dottoressa in scienze psicologiche. 
In tutto il mondo occidentale - e Ginosa non ne è esclusa -  ci sono ricorrenti forme di sofferenza psicologica, ma “sul termine depressione si sono addensati molti equivoci, c’è confusione tra la condizione clinica definita depressione e la tristezza normale”.
Silvia Dell'Orco - PhD in Scienze Psicologiche
Quest’ultima è la condizione più comune ma, afferma Dell’Orco, “non richiede l’intervento del medico, né tantomeno dello specialista”. 
Tutt’altra storia la depressione clinica in cui “il dolore appare slegato da cause evidenti, è sproporzionato rispetto all’evento precipitante e non si attenua con il passare del tempo”. 
Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità la depressione è al 4° posto tra i maggiori problemi sanitari in Occidente e seconda solo alle malattie cardiovascolari come causa di invalidità. 
Ciò ha comportato nuovi studi che hanno condotto all’introduzione di nuove molecole per  il trattamento della depressione e a progressi importanti in campo terapeutico.
Tuttavia” aggiunge la dr.ssa Dell’Orco “l’iniziativa serve a fugare, anche a livello locale equivoci e interpretazioni errate”. La depressione rimane oggi una condizione spesso non diagnosticata e non trattata adeguatamente nella maggior parte dei casi”.
A GINOSA il 15 marzo 2016 presso il Teatro Alcanices
Frase sicuramente veritiera se collegata non solo al consumo di farmaci antidepressivi, ma anche ai suicidi che hanno turbato notevolmente le cittadine del versante jonico occidentale negli ultimi anni.
Mauro Maldonato,
Dipartimento delle Culture Europee
e del Mediterraneo - Università della Basilicata
Per questo un’informazione corretta è parte della soluzione di un problema e rappresenta sicuramente “una componente importante nella gestione a livello di comunità”. 
In molti infatti lamentarono l’assenza di una risposta pubblica al problema, poi arrivata con l’istituzione nel giugno del 2013 del centro ascolto Caritas presso la parrocchia Gesù Risorto.
Il prof. Maldonato, psichiatra laureatosi in medicina presso la Seconda Università di Napoli, forte degli approfondimenti presso l’Università La Sapienza di Roma, la London School of Economics e l’École de haute et Etude di Parigi, promette di illustrare bene “la linea d’ombra di questa delicatissima esperienza psicologica”.

domenica 6 marzo 2016

TAPPA DI ZANETTI E MATARRESE NELLE AZIENDE LEADER.

Da sx un delegato della Nurith, Salvatore Matarrese, Enrico Zanetti, Raffaele Calabrese.

di Nicola NATALE


La Ginosa che non ti aspetti si rivela durante la visita del vice-ministro Enrico Zanetti e dell’on. Salvatore Matarrese. 
I due politici, tornati su impulso di Raffaele Calabrese, candidato sindaco con la lista civica “Forza Ginosa e Marina di Ginosa,” hanno visitato le realtà economiche più brillanti del territorio, quelle che hanno resistito meglio alla crisi. 
Prima tappa ieri mattina presso la sede centrale della Banca di Credito Cooperativo di Marina di Ginosa, dove a ricevere i due onorevoli c’era l’intero consiglio di amministrazione, con a capo il presidente Giuseppe Ratti. 
Il discorso non poteva non cadere sulla recente riforma del credito cooperativo. 
La riforma, a quanto sembra, vede complessivamente favorevole il mondo del credito cooperativo purché sia salvaguardata identità territoriale ed autonomia gestionale delle banche.
La visita è poi proseguita allo stabilimento vinicolo ed oleicolo di Castria sulla ex statale 580 per approdare poi alla Nurith, la più grande azienda ginosina in termini di fatturato (oltre 15 milioni di euro) ed occupazione (circa 100 addetti). 
NURITH - GINOSA. Gli stabilimenti produttivi in c.da Madonna d'Attoli
L’impressione di Zanetti e Matarrese è stata ottima, anche perché non credevano di trovare una realtà industriale così grande e strutturata in una cittadina di circa 23mila abitanti. 
NURITH Avvolgibili/frangisole di nuova concezione.
La presentazione del prodotto.
Un’azienda la Nurith che utilizza brevetti sia per la produzione di un particolare tipo di persiane e avvolgibili, sia per la produzione del suo prodotto principale, le finestre installate ormai in case ed edifici di tutt’Italia.  
Se da un lato Zanetti ha illustrato al management Nurith la possibilità di utilizzare uno sgravio fiscale per l’utilizzo dei brevetti (patent box), dall’altro Matarrese fedele al suo mestiere di imprenditore, si è molto interessato ai prodotti dell’impresa. 
La società fondata nel 1986 ha in atto una diversificazione produttiva in Bulgaria, dove avvierà uno stabilimento per la produzione di pellets. 
Uno dei titolari, Vincenzo Bitetti, ha fatto notare tra l'altro che "avviare un'impresa all'estero non è affatto semplice come si crede e la burocrazia regna sovrana anche in Bulgaria, rallentando e complicando inverosimilmente ogni investimento".
La trasformazione dei profilati in pvc “rimarrà comunque  a Ginosa” nello stabilimento di contrada Madonna d’Attoli, lo stesso che è divenuto la base di partenza per la visita alla Cemab, altra impresa attestata invece nella grande zona artigianale ginosina, molto vicina al centro abitato.
La Cemab, con circa venti dipendenti, si è costruita in pochi anni una nicchia tutta sua nel settore degli espositori commerciali in legno ad incastro. 
GINOSA - La visita degli onorevoli Zanetti e Matarrese ha toccato anche la Cemab, specializzata in espositori in legno ad incastro e allocata nella zona artigianale.
Una presenza che partendo dalle fiere di settore le ha consentito di aggredire prima il mercato italiano, poi di aggiungere alcuni clienti esteri che hanno contribuito a tener su il fatturato. 
Una storia particolare che sottolinea orgogliosamente il più grande pantografo d’Europa e la posizione di preminenza tra i produttori europei. 
Dal management dell’azienda, presente il titolare, l'ing. Alessandro Leccese, è venuto anche un invito da girare alle aziende venete (portavoce Zanetti) ad insediarsi nell’ampia area artigianale, ancora vuota per oltre metà della sua superficie e con numerosissimi capannoni inutilizzati.
Il tour ha poi toccato anche l'Istituto di vigilanza Metronotte e i vivai Bitella.
Zanetti in particolare prima di andare via ha sottolineato il suo ruolo nello sblocco dei fondi post-alluvione dichiarando di voler tornare ancora, specie in caso di vittoria del suo candidato.

venerdì 4 marzo 2016

IL CALO' IN SCENA PER "SALVARE" LE PAROLE IN DISUSO.

GINOSA ANFFAS - Un momento della rappresentazione della classe IV B dell'Istituto "Giovanni Calò"

di Nicola NATALE


La lingua non contiene solo le parole di un popolo, ne contiene anche l’anima. 
Rinunciare a parlarla, estrometterla per praticità dai consessi internazionali e nei contesti scientifici, espone in concreto ad una diminuzione dei diritti. 
Partendo da questo assunto, la IVª B dell’Istituto Giovanni Calò di Ginosa, con le insegnanti Giusy Miraglia e Rosa Perrone, ha celebrato l’importanza della lingua madre con una commedia teatrale ispirata al racconto “La grande fabbrica delle parole” di Agnése de Lestrade. 
A incoraggiare il loro progetto la dirigente scolastica Marianna Galli. 
GINOSA SEDE ANFFAS DURANTE L'INAUGURAZIONE FATTORIA SOCIALE
Protagonisti i loro alunni che hanno inscenato la commedia presso la struttura ANFASS “Dopo di noi” che ospita al momento sei persone disabili bisognose di particolari cure ed attenzioni. 
È una struttura bellissima, molto importante per Ginosa e l’abbiamo scelta per accompagnare i bambini al rispetto di tutte le diversità, farla conoscere ai loro genitori ed ai nostri colleghi” hanno commentato le due insegnanti.
Le quali oltre a sottolineare “l’intesa perfetta con gli ospiti durante le due settimane di preparazione” hanno ricordato l’’istituzione della “Giornata della Lingua Madre” da parte dell’Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura)  il 21 febbraio del 1999.
La giornata non nasce casualmente: 22 studenti bengalesi furono uccisi nel 1952 dalla polizia del Pakistan presso l’Università di Daka perché chiedevano di usare la propria lingua invece dell’urdu imposto dal Governo. 
I nostri alunni di 9 anni sanno bene che la lingua italiana non è a rischio estinzione, tuttavia alcune espressioni sono cadute in disuso ed è per questo che  abbiamo avviato una ricerca delle parole che non fanno più parte dell’uso corrente e che potrebbero essere a rischio estinzione per mancanza di utilizzo”.
Un appello è stato lanciato per la segnalazione di questi termini con la volontà di riusarli nel corso della prossima celebrazione nel 2017.