DIGITA LA TUA MAIL QUI PER GLI AGGIORNAMENTI

sabato 28 maggio 2011

IL NUOVO RINASCIMENTO. DA DOVE RIPARTIRE.

di Nicola Natale
Nicola NATALE
Ho proposto da poco ad un consigliere provinciale di Laterza di far stampare nel proprio Comune dei bollini e di distribuirle alle imprese che producono in loco i propri prodotti. Mi ha detto che passerà l'idea al nuovo Sindaco, Gianfranco Lopane.
L'ho proposto al Comune di Laterza, ma spero che anche Ginosa faccia la stessa cosa. Qualsiasi sia l'Amministrazione che la guiderà nei prossimi 5 anni.
Nel contempo gli uomini e le donne che fanno la spesa devono guardare con attenzione DOVE sono prodotti i beni che comprano.
E scegliere lo stabilimento o il campo più vicino, che magari attua forme di responsabilità sociale d'impresa. Non fasulle possibilmente, come spesso accade. 
Mogli, madri, ed in generale chi compra, sono responsabili del futuro economico dei propri mariti e figli. Decidono se avranno un lavoro o meno quando comprano.
Se non vogliamo più imprese in crisi, cassintegrati, disoccupati, precari e lavoratori in nero dobbiamo iniziare a guardare questo aspetto essenziale della nostra spesa.
E' chiaro che comprare prodotti locali spesso non corrisponderà al nostro gusto, spesso la loro qualità sarà scadente, il prezzo più caro, quindi insostenibile.
 Questa è una sfida grandissima per i nostri imprenditori, perché dovranno essere concorrenziali per prezzo, qualità e design. Una sfida amarissima, ma cruciale.
Bisogna guardare dove vengono fatte le cose che usiamo e da chi, altrimenti non c'è sviluppo possibile per noi. 
Dalle auto agli stuzzicadenti, guardando persino la sede della ditta importatrice, come sarà inevitabile per molti prodotti. E' da qui che si ricostruisce la catena dello sviluppo locale. 
Innanzitutto perché riducendo la quantità totale delle merci in viaggio e i chilometri di percorrenza si riduce la domanda petrolifera e l'inquinamento, che ha un costo enorme e non calcolato sul nostro sistema sanitario. Poi perché i nostri soldi verrebbero con probabilità reimpiegati e spesi nelle nostre stesse aree. Non è una idea nuova ma è un punto dal quale ripartire.

giovedì 26 maggio 2011

LA PROVINCIA ALL’ANAS: FORZA CON LA ROTATORIA DI CASTELLANETA


di Nicola Natale
Sala conferenze Provincia di Taranto 24 Maggio 2011
La Provincia di Taranto sollecita all’ANAS la realizzazione della rotatoria tra la Strada Statale 7 e la Strada Provinciale 23. Lo strumento è un ordine del giorno bipartisan: c’è anche la firma del cons. prov. Giovanni Gugliotti (Pdl). Il rondò del costo di 1 milione di € sorgerà su un incrocio di grande pericolosità, in zona Madonna del Carmine di Castellaneta. L’intersezione è stata teatro di numerosi incidenti anche mortali, come del resto la stessa Strada Statale 7 Appia, nel tratto tra Laterza e Castellaneta. Alla conferenza stampa tenutasi a Taranto, oltre a Gugliotti di Castellaneta, erano presenti l’Assessore alla Cooperazione Sociale Marta Teresita  Galeota e i consiglieri provinciali Luigi Pinto di Mottola, Carmine Montemurro di Palagiano, Vito Cassano di Laterza del PD. L’ordine del giorno sarà approvato nel corso delle prossime sedute del Consiglio Provinciale.
Per l’assessore Galeota siamo in una situazione di “grave assenza di sicurezza stradale”. A quell’incrocio accedono i veicoli provenienti dalla Bari-Taranto (Statale 100), dal casello autostradale, nonché da Laterza, Castellaneta e Ginosa. Questo è il primo passo ha detto l’assessore di “un Piano–programma della Provincia di Taranto che vedrà completare l’itinerario Bradanico-Salentino con una serie d’interventi di messa in sicurezza che interesseranno anche la Strada Provinciale 23 che collega Castellaneta, Laterza e Ginosa all’autostrada ed alla Bari-Taranto”. Il Cons. Pinto ha sottolineato l’estrema valenza di aver coinvolto sulle tematiche della viabilità anche i consiglieri della minoranza, perché  infrastrutture funzionali aiutano la produttività dei territori. Lo stesso non ha escluso di riconvocare una conferenza stampa sull’incrocio stesso, per verificare l’attuazione della intera progettualità. Per il cons. prov. Vito Cassano la rappresentanza del Consiglio intervenuta serve a porre all’attenzione di ANAS e Regione, l’emergenza di un territorio che ha bisogno di infrastrutture sicure per potersi sviluppare. Ma l’obiettivo chiarisce è anche più ambizioso: “sollecitare tutti gli attori istituzionali alla realizzazione effettiva della Bradanico-Salentina, opera di viabilità strategica. La Giunta Regionale con la Delibera n°540 del 24 Marzo 2011 l’ha indicata come prima tra 10  priorità nell’area jonico-salentina. Ci sono dei finanziamenti pari a 436 milioni di €. Saremo attenti, chiederemo un incontro con i responsabili dell’ANAS per verificarne copertura finanziaria e presenza progetti esecutivi”. Il Cons. Montemurro ha ricordato che “la strada provinciale 23 e l’incrocio in questione sono essenziali per raggiungere l’Ospedale di Castellaneta, unico presidio ospedaliero del versante occidentale della Provincia”. Infine Gugliotti ha rimarcato “che centrodestra e centrosinistra collaborano insieme per il bene del territorio. Su infrastrutture ed economia del territorio non è possibile dividersi. Abbiamo deciso di stare insieme, noi quattro consiglieri del versante occidentale con il nostro Assessore Galeota, per far sentire quanto più forte possibile la nostra voce”.

venerdì 20 maggio 2011

NESSUN RISCHIO DI ANATRA ZOPPA A GINOSA

Vetrina di CTR Viaggi - GINOSA durante la campagna elettorale.









di Nicola NATALE
La campagna elettorale si incentra ora sul rischio “anatra zoppa”. 
Cioè sul fatto che, se vincesse al ballottaggio il centrosinistra del candidato sindaco Felice Bitetti, quest'ultimo non potrebbe amministrare alcunché. Secondo questa tesi, la maggioranza in Consiglio è già stata conquistata dai suoi avversari del centrodestra, che avrebbero superato la maggioranza dei voti validi. 
Nulla di più sbagliato ribattono dal centrosinistra. Una sentenza del Consiglio di Stato la n°03022 del 2010 dice che per assicurarsi la maggioranza bisogna avere la metà dei voti validi. Come in effetti statuisce il testo Unico degli Enti locali all’art.73 comma 10. 
Nel caso del Comune di Ginosa, i voti validi espressi per il Sindaco alle Comunali svoltesi il 15 e 16 Maggio sono 14.375, la metà è 7.187.
I voti delle 6 liste collegate al candidato sindaco del centrodestra Vito de Palma sono 7.073. 
14.375 sono riferiti dal sito del Ministero degli Interni come voti al candidato sindaco, mentre i voti di lista sono pari a 13.770, la cui metà è 6.885. 
Rispetto ai 13.770 voti di lista la percentuale raggiunta dal centrodestra è in effetti del 51,36%. Ma non rispetto alla totalità dei voti espressi, che tine conto anche di quelli dati al solo candidato sindaco.
E' questo che ha scatenato la diatriba tra i due blocchi elettorali approdati al ballottaggio.
L'Ufficio Elettorale di Ginosa sta lavorando ad un ricognizione dei voti, spulciando attentamente i verbali.  Prudentemente il Comune nel dar conto dei risultati rimanda al sito ufficiale. Anche perché a sopire ogni polemica, basteranno i voti del ballottaggio previsto per Domenica 29 e Lunedì 30 Maggio.
Nel pomeriggio di oggi un Giudice della Commissione Elettorale Provinciale dovrebbe sovrintendere alle ulteriori operazioni di convalida del voto espresso dai ginosini alle Comunali. L'Ufficio Elettorale sta attendendo inoltre una circolare interpretativa dal Ministero degli Interni che dovrebbe dirimere la questione.
E' probabile che ci siano ancora ritocchi nelle percentuali così come alle preferenze espresse per qualche consigliere ma niente di sconvolgente, in grado di cambiare il quadro generale di  questa competizione elettorale.
Quindi sono mancati solo 162 voti al centrodestra per conquistare la vittoria al primo turno. 
Una maggioranza corposa del centrodestra a Ginosa, soprattutto se confrontata con il 29,29% raggiunto dalla coalizione di centrosinistra, che prova a riprendersi l’Ente Comunale dopo dieci anni di astinenza. 
Ma nulla è perduto, la sfida è aperta,  anche se i numeri la dicono lunga sui  rapporti di forza esistente tra il centrodestra ed il centrosinistra a Ginosa.  
In questa campagna elettorale, va detto, un pezzo notevole si è distaccato dalla grosse coalition di centrosinistra guidata dal professor Bitetti e se ne è andato con l’avv. Cristiano Inglese; con il quale però ha corso anche IoSud che proprio di sinistra non è. 
Ma tant’è, queste distinzioni iniziano a farsi logore e l’avv. Cristiano Inglese ha già dichiarato in una intervista concessa al Quotidiano che il suo elettorato dovrà “fare le sue scelte in maniera autonoma, che hanno completa libertà di scelta, non ci sono apparentamenti precostituiti come candidati del Pd o dell’UDC dicevano nel primo turno”. E’ probabile che il quarantenne avvocato non cambi idea.

mercoledì 18 maggio 2011

ROCCO CALABRIA, IL VAN GOGH DI PUGLIA

di Nicola NATALE
Rocco Calabria, Painter (ph ginosanews)
Dalle strade alle gallerie. 
Si è conclusa da poco a Bari, la rassegna delle opere pittoriche di Rocco Calabria presso la Galleria Tortora.  
Nel 2008 un catalogo fu dato alle stampe per merito dell’avv. Nino Giordano. Qualche anno fa, pochi avrebbero predetto il successo del pittore ginosino ma i tratti della grandezza c’erano già tutti, follia compresa. Rocco a volte si presentava per le strade di Ginosa con 4 o 5 tele che vendeva per 40-50 mila lire ed anche meno, più spesso le regalava. 
Il suo aspetto trasandato, i suoi modi, facevano tirare dritto. 
Ma qualcuno iniziò a capire che “Rocchino” non era un folle, ma un pittore follemente bravo, che raccontava i suoi sentimenti, raffigurando gli uomini, la natura, le città; una predisposizione naturale fin dai primi gradi scolastici. 
Fiutando l’affare molti hanno cominciato finalmente ad  osservare i suoi quadri. 
La ricerca è scattata subito: un quadro abbandonato nel garage, una cornice appesa in qualche seconda residenza. 
Poi richieste esplicite di una qualche tela, non di rado accolte. 
Ho dipinto oltre 2000 quadri” dice sorridendo Calabria e il fratello Leonardo che insieme con lui ci concede l’intervista, annuisce paziente.
Grande capacità evocativa, grandissima sensibilità, vissuto personale sconvolgente, un mix che, anche in assenza di qualsiasi studio artistico, lo ha portato a raffigurare il “sentimento” di chi guarda al soggetto rappresentato e con precisione chirurgica lo trasmette. 
Sono gli stessi canoni che hanno reso celebre ed apprezzata nel mondo la pittura di Van Gogh e senza dubbio la pittura di Calabria può esservi accostata, senza perdere nulla della sua originalità. Rocco racconta, sorprendendo il fratello Leonardo: “io ho guardato tutti, da Michelangelo a Tiepolo, sono pittore, ho passione per l’arte”. 
Rocco Calabria nasce a Ginosa in provincia di Taranto il 23 Luglio del 1954 e già la sua infanzia si presenta problematica, per il rapporto mancato con il padre, ormai scomparso, probabile origine dei suoi malanni psichici che ancora lo tormentano. 
Padre che cerca di raggiungere a 16 anni a Milano, periodo durante il quale viaggia molto. 
E’ stato precoce infatti: i suoi stessi modi di vestire erano incredibilmente avanti, i suoi disegni già richiesti. 
Volti, donne, il mare, mi piace tutto, azzardo” dice. 
Piango, soffro, ma voglio lasciare il vero dell’arte, della natura. Io non tanto mi posso esprimere, ma so tutto di me. L’acqua, l’acquazzone, il paesaggio, l’atomosfera, lo metto sul quadro”. E va via, scusandosi. 
Ciò che Rocco sente, precisa il fratello, non lo rivela, lo tiene per sé. Il suo unico mezzo è la tela, da interpretare. E con quella Calabria parla quando dipinge, in una sorta di immedesimazione totale con il soggetto, di trance. 
Sono venuti anche per riprenderlo, ma lui non piace essere osservato mentre dipinge. 
Lo fa di notte, con una piccola luce ora, in uno scantinato della sua casa. 
Da qualche tempo Rocco però è più sereno, si lamenta solo delle “punture” che gli danno “dolore ai rognoni”, gli tolgono lucidità e manualità per pittura. 
"Sono un pittore" dice, la definizione è totalizzante: l’arte è il suo solo fine. 
Una sorta di dono, quasi una mano ora non più sua: “non aveva mai fatto questa descrizione della sua arte” dice il fratello e confida: “tanto del mistero della pittura di Rocco deve essere ancora svelato”. 
Solo, non è ancora tempo. 
(riproduzione riservata)
I Covoni di Rocco Calabria

 Quotidiano di Puglia

venerdì 13 maggio 2011

I NON GIORNALISTI

Nicola NATALE, giornalista de Il Quotidiano
di Nicola Natale
Da qualche tempo vedo molti pseudo-giornalisti scrivere o parlare, a seconda del mezzo utilizzato. Sono dappertutto, quindi anche a Ginosa e dintorni.
Il problema è che non hanno niente da dire, se non fare da megafono alle varie iniziative ed ai vari potentati politici o economici. Leggete o ascoltate le loro parole alla luce di questo filtro interpretativo.
Abbiamo periodici, televisioni, radio ma ne sappiamo meno di quanto ne sappia un cittadino analfabeta che fa funzionare gli occhi e il cervello.
In questo quadro fare il giornalista è impossibile oltre che inutile poiché si è costretti a nascondere il proprio pensiero dietro frasi comprensibili a pochi, cioè quelli che già sanno.
Indro Montanelli o Enzo Biagi, per citare giornalisti che tutti dicono di voler emulare, non avrebbero potuto fare liberamente il loro mestiere oggi. Avrebbero dovuto soggiacere ai desiderata dei proprietari delle emittenti e dei giornali, in effetti hanno penato non poco nella ultima parte della loro vita professionale.
Il primo scopo dell'essere giornalisti -  cioè dare  informazioni corrette, viene così sostituito dal fare disinformazione.
Così si scrive o si dice quello che conviene, invece di quello che si sa e che bisognerebbe far sapere, se si avesse un'etica.
La minaccia delle querele tiene a bada gli spiriti più irriverenti, poiché anche nel caso si dimostri di avere scritto il vero, si deve pagare comunque l'avvocato che ci ha fatti assolvere.
Garantito, mi è successo personalmente.
Trovo assurdi quindi i complimenti ai pseudo giornalisti che in realtà sono addetti stampa al servizio di questo o quel politico o Amministrazione. Ultimamente questi figuri non trovano nessun filtro giornalistico alle loro sparate propagandistiche perché sono essi stessi i giornalisti.

mercoledì 4 maggio 2011

SIDORELA E LAILA, l’altrove ginosino Dal Maghreb e dall’Albania due storie incredibili

Pubblicato sul Nuovo Quotidiano di Puglia Domenica 1° Maggio 2011
di Nicola Natale
GINOSA 27 APRILE 2011 CAFFE' LETTERARI GIRI D'ARTE
Per Pirandello il reale non è verosimile, e viene da credergli. Durante l’incontro “Caffè Letterari Giri D’arte” di Orizzonti 2001, l’associazione che con ogni mezzo tenta di qualificare il panorama culturale locale, spuntano due storie che hanno dell’incredibile. Quella di Sidorela e Laila, rispettivamente una giovanissima ragazza albanese ed una donna marocchina che raccontano il loro viaggio di vita, che le ha condotte a Ginosa. La prima diciassettenne, la seconda donna, sposata, con laurea in economia e commercio. La realtà dell’emigrazione è entrata nell’universo patinato dei viaggi, l’esperienza dell’altrove ha ceduto alla necessità dell’altrove. I caffè letterari propongono una lettura ad alta voce di testi che i soci hanno già apprezzato con l’intento di favorire la discussione e il contatto tra i partecipanti.  E’ stata la narrazione delle due donne a donare brio alla serata ed invogliare il pubblico a concedere agli altri qualcosa di sé, parlando della propria esperienza di viaggio. L’esotico però, visto come una predilezione per ciò che è straniero, è Ginosa agli occhi di queste due donne. Con l’Italia mitizzata, finalmente abitata e conosciuta per Sidorela. Con lo stupore per la scarsissima propensione alla lettura dei ginosini, grandi o piccoli non importa per Laila Fadad. Sconvolgenti ed interessanti le storie delle due donne come lo sono sempre quelle di chi abbandona il luogo natìo per consegnarsi all’altrove.  Sidorela A. fa una cronaca dettagliata e brillante, con un italiano impeccabile, del suo ricongiungimento familiare con il papà attraverso la Grecia, della lenta ascesa sociale che da un piccolo paese dell’Albania li fa comprare casa a Tirana e della sfortuna che ancora li colpisce quando una alluvione sommerge la loro casa a Marina di Ginosa. Dell’albergo che ancora li ospita fino a Maggio.  Altrettanto interessante la storia di Laila Fadad che venendo a trovare il fratello, trova anche marito nell’amico presentatogli dal fratello e decide di rimanere qui, affascinata dal calore umano, dai sorrisi che dice di non aver visto a Bolzano e negli altri altrove che visitato. L’iniziativa che prosegue il 25 Maggio con “Come piante tra i sassi” al Caffè Europa ed il 29 Giugno al Bar Cococoricò con “Legal Triller” ha già avuto un appuntamento al Caggè del Borgo Antico con “Come diventare grandi” il 30 Marzo scorso. Azzeccata la scelta di svolgerla in alcuni dei tanti caffè fioriti negli ultimi 10 anni a Ginosa.  Luoghi che hanno sostituito la Piazza, un tempo frequentatissima dai ginosini di ogni età e condizione sociale.  Nell’incontro di mercoledì scorso (27 Aprile)  organizzato il collaborazione con la libreria Maggi si è commentato il libro di Dacia Maraini con “La seduzione dell’altrove” edito da Rizzoli. Di grande fascino la storia personale della scrittrice cui si è accennato e di grande classe la descrizione dei suoi viaggi, ma mai viva, reale e vicina coma la testimonianza delle due giovani donne ormai ginosine.