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giovedì 26 novembre 2015

VIA MATRICE NON ESISTERA’ PIU’, IL PROGETTO DI "RIMOZIONE" LA STRAVOLGE.

GINOSA - Via Matrice,
il progetto non prevede la ricostruzione
del tratto "com'era, dov'era".
QUOTIDIANO DI PUGLIA 26 novembre 2015

di Nicola NATALE

Le pagine social ed i siti che inneggiano alla bellezza di Ginosa si moltiplicano, ma un silenzio assordante è calato sul recupero di via Matrice. 
I principali attori dello smaltimento delle macerie non danno alcuna informazione su come e quando partirà il cantiere ma soprattutto sembra accertato che si avrà una diversa via Matrice, qualora questi lavori fossero compiuti. 
Un fatto su cui la Soprintendenza ai beni architettonici forse dovrebbe esprimersi in quanto deputata al restauro ed alla conservazione degli stessi. A meno che non si consideri via Matrice, con lo stupendo affaccio sulla Gravina e il profilo prospettico risultante da case e andamento viario, un bene non architettonico. 
Una delle tavole del progetto di
rimozione macerie di via Matrice a Ginosa
Il tutto è contenuto nella tavola s-06 facente parte del progetto affidato in via definitiva con determina n°33 del 5 febbraio 2015 dal settore lavori pubblici ed ambiente del comune di Ginosa. 
La tavola esplicitamente parla nella sua legenda di “un nuovo tracciato di via Matrice”. Perché c’è da chiedersi?  Perché prevedere un nuovo tracciato se il progetto prevede solo “lavori di indagine e di rimozione delle macerie e dei materiali lapidei crollati ed instabili”? Quanto si desume dalla tavola S_06 viene poi confermato dalla tavola S_06.1 del progetto esecutivo-strutturale. 
La sezione trasversale di progetto rende evidente che al posto del tracciato di via Matrice è previsto un “nuovo tracciato di via Matrice” che visibilmente passa a destra dell’area un tempo occupata dalle abitazioni.
Non solo, al posto della via Matrice un tempo transitabile anche con automezzi, ci sarà un percorso per cui è prevista una doppia staccionata in legname di castagno. 
Una configurazione nemmeno lontanamente simile alla strada provvista di un muretto che ginosini e turisti hanno imparato ad amare. 
La tavola S_06.1 del progetto di "rimozione" appaltato.
Le alterazioni dell’aspetto preesistente non finiscono qui perché una scarpata molto meno ripida di quella esistente, un muro di sostegno e l’allargamento della sottostante via Burrone disegnano un tratto del centro storico completamente diverso da quello che aveva iniziato ad essere recuperato. 
Perché l’attenzione massima adottata nel recupero di altri immobili nel centro storico non è stata riservata anche a questa fase della vita, altrimenti lunghissima, di via Matrice? 
Non è dato sapere se la soluzione ingegneristica trovata non avesse alternative, rispetto all’obbligo di consolidare anche per il futuro l’intero costone. 
Va detto che gli ipogei sottostanti che tanto avevano fatto temere per la stabilità di via Matrice saranno comunque riempiti con miscele cementizie, eliminando quindi i potenziali fattori di instabilità della parete gravinale.
E’ difficile perciò capire perché vincolare a priori con questa che è già una ricostruzione “lo scenario a lungo termine" della riqualificazione affidata al Politecnico di Bari.
GINOSA - Il complesso della Chiesa Madre dedicata in origine a San Martino di Tours ed ora alla Madonna del Rosario. Situata nell'ansa che divide la gravina di Casale dalla gravina di Rivolta è raggiungibile con mezzi solo percorrendo via Matrice. E' anche per questo che il recupero alla viabilità è essenziale.
Di certo è stato il comitato centro storico il primo a lanciare l’allarme sul probabile addio al profilo classico di via Matrice, per come è venuto a formarsi già prima del XV secolo, data di costruzione della Chiesa Madre. 
Ma forse non è detta l’ultima parola. 
I lavori che dovevano iniziare a Luglio del 2015, sulla base del progetto elaborato dalla Sea Consulting di Torino, non sono mai iniziati. 
E questo nonostante l’appalto di 587mila euro fosse stato affidato in procedura negoziata (quindi con un numero limitato di operatori economici selezionati) alla Giampetruzzi srl. per “ridurre il più possibile i tempi per l’appalto e la realizzazione delle opere”. 
A un anno e dieci mesi non una pietra è stata mossa. 
I tre monoliti, i resti dei 6 edifici crollati di via Matrice e dei 5 di via Burrone sono il monumento visibile alla mancata tutela della gravina di Ginosa.
QUOTIDIANO DI PUGLIA - Edizione di TARANTO 26 NOVEMBRE 2015

martedì 24 novembre 2015

BUFERA SULLA CASTRIA S.R.L. MA SONO PRONTE SCUSE E CHIARIMENTI.

Versione integrale dell'articolo apparso lunedì 23 novembre 2015 sul QUOTIDIANO DI PUGLIA*

di Nicola NATALE


Non avremmo mai potuto assumere un comportamento ostile nei confronti di chi opera nel nostro comparto”.*
Mimmo Castria,
titolare della Castria s.r.l..
Mimmo Castria, 50 anni,  è un imprenditore che non le manda a dire. 
Ma sa quando fermarsi e innestare la marcia indietro, senza arretrare rispetto all’urgenza della questione: proteggere l’olio pugliese da nuove speculazioni. 
Il suo spot dell’olio delle gravine affidato all’emittente materana TRM che ha rilevato le frequenze di Blustar, emittente televisiva tarantina “era una provocazione, ma è stato anche equivocato”. Puntuale ieri è arrivata la lettera con la quale Castria diffonde tramite il proprio avvocato Arcangelo Divitofrancesco “chiarimenti e scuse” dicendosi pronto a ritirare lo spot e a commissionarne uno nuovo che non aggiunga altra benzina al fuoco che divampa da due anni sul problema xylella. 
Un fuoco sul quale si è innestata la disinformazione e un’irrazionale precauzione che mischia i problemi di alcuni alberi di una piccola parte della Puglia con un prodotto che è ancora l’ambasciatore di questa regione. 
Non avevamo in alcun modo l’intenzione di ledere l’immagine della Puglia, né in particolare del Salento, a cui porgiamo le scuse per quanto involontariamente accaduto” scrive l’avvocato Arcangelo Divitofrancesco per conto della Castria s.r.l. sua assistita. 
Ed è lo stesso imprenditore, travolto dalle critiche e dalle prese di distanze anche via social a chiarire l’intento dell’infelicissimo spot. 
Il mercato è crollato a causa proprio dell’impatto mediatico della xylella, per cui si parla da due anni danneggiando l’immagine di tutta la Puglia”. 
Assistiamo da anni a incontri, iniziative senza essere riusciti a capire la vera natura dei problemi innescati dal batterio e soprattutto senza essere riusciti a cambiare la politica agricola comunitaria che premia l’estensione dei terreni, anziché la qualità e la cura effettiva delle coltivazioni”.  

Nella foto un albero affetto da xylella, batterio forse legato al complesso del dissecamento rapido degli olivi.A visitare il campo nel luglio scorso il Commissario europeo alla sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis (al centro) il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, a sinistra e il presidente della regione Puglia Michele Emiliano.

Lo spot, che ha causato la chiamata in causa persino del presidente della provincia di Taranto Martino Tamburrano e di quello della regione Puglia Michele Emiliano da parte dell’emittente salentina Telerama, aveva invece secondo la Castria s.r.l. l’obiettivo opposto: “stimolare un impegno reciproco e condiviso volto alla risoluzione del problema xylella che sebbene abbia una diffusione territoriale circoscritta, genera pregiudizi sull’intera immagine della produzione regionale”. 
Spuntano insomma dietro questa difesa in punta di fioretto le diversità e le competizioni territoriali che rimandano all’antica idea delle Puglie anziché a quella della Puglia, cosa forse normale in una regione lunga 433 chilometri da Chieuti a Santa Maria di Leuca. 
La targa apposta al n°22 di via Roma a GINOSA (Taranto).
(photo courtesy of Nicola FACILLA)
Pur ricordando bene che Ginosa, fino al 1923, era parte della provincia di Terra D’Otranto come attesta una targa ancora adesso affissa nella centralissima via Roma.
Insomma quasi tutti utilizzano l’olio d’oliva, ma pochi  quanto sia complesso questo mondo. 
Silenzio invece sulle bassissime quotazioni del prodotto indotte dall’eccellente annata in quantità e qualità dopo quella disastrosa del 2014.

* nella giornata di ieri ci è stato recapitato un video anonimo contro lo spot della Castria s.r.l. del quale daremo al più presto notizia.

venerdì 20 novembre 2015

VIOLENTA COLLUTTAZIONE IN ZONA POGGIO. PROTESTA SUI SOCIAL.

Viale Martiri D'Ungheria nel quartiere Poggio di Ginosa. 
QUOTIDIANO DI PUGLIA 20 NOVEMBRE 2015

di Nicola NATALE


Ha provocato vivo disappunto la colluttazione di ieri pomeriggio (mercoledì 18 novembre) a Ginosa. 
Una violenta rissa con l’uso di “mazze di ferro” nel quartiere Poggio, uno dei più popolosi di Ginosa, ha scatenato la protesta dei social per l’apparente mancanza di conseguenze per i responsabili. 
Sembra che la zuffa sia avvenuta tra ginosini e romeni intorno alle 17:30 di mercoledì pomeriggio ed i Carabinieri della locale Stazione siano intervenuti per sedarla. 
Secondo i commenti  più diffusi, il tafferuglio, oltre a turbare i passanti, avrebbe dovuto concludersi con l’arresto dei responsabili.
Invece sembra non sia accaduto niente, contribuendo a esacerbare le posizioni di chi ritiene che ai cittadini rumeni sia consentito “comportarsi male”.
Tutto sarebbe accaduto per un banale sportello aperto improvvisamente per scendere dall’auto. L’improvvisa apertura della portiera avrebbe provocato un breve scambio di opinioni con il conducente di un’altra auto che sopraggiungeva. 
Di qui la rissa, con lo sfortunato automobilista aggredito dai quattro occupanti dell’auto, tutti, sembra, di nazionalità rumena.  
I quattro lo avrebbero picchiato tanto da costringerlo a chiamare in soccorso gli amici, intervenuti subito perché vicini al luogo nei pressi di via Volturno. 
Ma gli aggressori hanno capito quel che stavano accadendo e, nascostisi, hanno aspettato anche gli amici del malcapitato per continuare l’aggressione, testimoniata da tracce di sangue sull’asfalto. 
Una dinamica che forse presuppone precedenti “antipatie” tra i soggetti coinvolti. 
Naturalmente è difficilmente rintracciabile la versione romena dell’accaduto ma chi ha raccontato il fatto insiste nel dire che non c’era “apparente motivo”.  
Non è il primo episodio di violente colluttazioni a Ginosa. Risse che sembrano aver preso il posto di quelle che avvenivano nei primi anni ’70 tra giovinastri appartenenti a diverse comitive, spesso di paesi vicini. 
Ora le risse hanno cambiato natura e dalla rivalità campanilistica e tra comitive, si è passati a contrasti tra immigrati, allargatisi in poco tempo a contrapposizioni tra residenti di lungo corso e nuovi arrivati.
Chiaramente la gran parte di immigrati è composta da persone responsabili e rispettose ma è indubbia l’esistenza di una piccola minoranza che turba la tranquillità dei luoghi e impegna le forze dell’ordine. Di certo il clima sociale e culturale di Ginosa è cambiato ed i residenti hanno cessato l’uso diffusissimo di popolare le piazze e le vie al termine della loro giornata lavorativa e nelle pause, contribuendo a ravvivare l’impressione - certo non rispondente alla realtà - di “accerchiamento”.