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martedì 31 dicembre 2013

CAPODANNO, GLI AUGURI DI UN AMICO

Una visione notturna di Ginosa

di Angelo Cinieri


L’anno vecchio oramai sta trascinando il suo pesante sacco pieno di giorni trascorsi…di avvenimenti che hanno reso quest’anno difficile da dimenticare e pieno di incertezze…
Un anno che molti di noi hanno vissuto con il cuore stretto dall' angoscia, senza lavoro senza la luce di una speranza...a tutti quelli che hanno sofferto e hanno stretto i denti per andare avanti, l’augurio che il nuovo anno porti la serenità, la speranza di giorni migliori, l’opportunità di realizzare i sogni, la possibilità di vivere una vita dignitosa e ritrovare la voglia di sorridere…

Auguri, auguri di cuore, che sia un 2014 sereno!

LATERZA PODOLICHE IN ARRIVO. PASSERANNO QUI L’INVERNO

Le mucche podoliche in arrivo a Laterza. E' una specie il cui allevamento si è attestato soprattutto al Sud

QUOTIDIANO DI PUGLIA 30 DICEMBRE 2013
di Nicola NATALE
La transumanza, che nome magico. 
Le mucche sono arrivate a Laterza da Accettura  in provincia di Matera passando anche da Ginosa. Sono decine e decine di mucche bianche e grige, spesso con lunghe corna che vengono a svernare sulle murge laertine. 
La transumanza è pratica antica e ormai ridottasi a poche decine di pastori che con grandi sacrifici e quasi perpetuando un rito ancestrale compiono i lunghi tragitti che separano i monti lucani dai miti altipiani murgiani. Murge aspre ma mai fredde e soprattutto con tanta erba in questo periodo. 
Ad immortalarle è stata la stessa Mimma Stano, assessore al bilancio del comune di Laterza. 
Fino a qualche anno non erano solo i pastori lucani ad avventurarsi lungo itinerari insoliti ormai noti solo a loro. Erano anche pastori provenienti da piccolissimi paesi dall’Abruzzo che d’inverno vengono spesso coperti dalla neve, di qui la necessità di raggiungere attraverso i tratturi, le calde terre joniche. I tratturi sono sentieri creati nel tempo proprio col continuo passaggio degli animali. 
Nel tempo molte di queste antiche strade sono state coltivate interrompendo percorsi che oggi ritornerebbero utilissimi ai fini delle piste ciclabili, ad uno sviluppo della mobilità lenta o dolce che nell’Europa del nord è molto più diffuso. 
I tratturi tagliano boschi, attraversano vallate e spesso consentono scorciatoie notevoli. A Marina di Ginosa ne esiste uno che viene da Foggia e corre parallelo alla strada per Riva dei Tessali.
Naturalmente la transumanza costituisce oggi una sorta di allevamento eroico, ben diverso da quello praticato ormai quasi generalmente su scala industriale. 
Fatta da chi non ha potuto o voluto passare alle moderne tecniche zootecniche tutte incentrate su un’idea di produzione ben diversa da quella che avevano in mente gli antichi allevatori. 
Difatti la versione italiana dei mitizzati “cowboy” americani, usi (soprattutto quelli che siamo abituati a vedere) ad accompagnare a piedi le proprie bestie. 
I pastori arrivati nei boschi e nelle murge di Laterza affittano i terreni, pagando un canone, ai proprietari o trovando altre forme di corrispettivo. Queste attività ormai marginali rispetto alle rilevantissime attività economiche che si sviluppano intorno al consumo intensivo di carne (i fornelli di Laterza ne sanno qualcosa) potrebbero però avere un utilizzo imprevisto.
A fini turistici o di tutela dello scarsissimo, quindi prezioso, patrimonio boschivo delle murge tarantine. Insomma, se per le nostre strade non si possono vedere le renne, cui ormai l’immaginario collettivo affida le immagini del Natale, l’immagine turisticamente valorizzabile resta quelle di queste mucche dalla carne pregiata e dall’alimentazione naturale.

MARINA DI GINOSA STORIA DI LEON, IL VOLPINO CORAGGIOSO. LA SIGNORA AGGREDITA “MI HA SALVATO LA VITA”.


La signora Sara con Leon, il volpino che l'ha salvata
dall'aggressione dei pastori maremmani
QUOTIDIANO DI PUGLIA 24 DICEMBRE 2013
di Nicola NATALE
Potrebbe essere la storia di Natale. 
Con il cane buono e quello cattivo. 
A raccontare la sua vicenda è la stessa Sara Ria Lovecchio, un’elegante signora che vive a Marina di Ginosa in compagnia di 2 bellissimi cuccioli di volpini. 
Da qualche tempo presso il cancello della sua abitazione si aggiravano due esemplari notevoli di pastore maremmano. 
La signora Rosaria lascia correre poiché quei due esemplari li aveva visti in un podere poco distante, non sembravano affatto pericolosi. I due cani, anche a detta di altre persone, non avevano dato nessun tipo di problema. 
Poi giovedì scorso, 19 dicembre, l’esemplare maschio scavalca il muretto e inizia a mangiare nella ciotola dei suoi cani. La signora lo scaccia, chiude il cancello e pensa che l’episodio sia chiuso. 
Invece no. 
La mattina successiva l'esemplare maschio torna alla carica, la signora che era in casa se ne accorge grazie all’abbaiare fortissimo dei due cani ed interviene. 
Intanto i suoi due cuccioli, più piccoli, indietreggiano rispetto al randagio. In un attimo il cane si avventa contro la signora che indossa una giacca e gli grida “via, via!”. Per fortuna lo spessore gli consente di non farsi troppo male.
In quel momento Lèon, dimostrando che il nome non gli è stato dato a caso, trova il coraggio e si butta verso l’avversario più grande, più grosso e soprattutto più esperto. 
Interviene anche l’esemplare di maremmano femmina e Leon è vicino alla morte. 
Solo le urla disperate della signora hanno infine convinto i cani a fermarsi e a lasciare agonizzante il cucciolo che aveva infine trovato il coraggio di difendere la sua padrona. 
Il volpino perdeva sangue e non riusciva a stare in piedi: bisognava far qualcosa. 
Vincenzo Matarrese, il soccorritore della signora Sara
E’ in questo caso che servono gli amici e Vincenzo Matarrese, un agente immobiliare noto in paese, chiamato accorre subito e porta la donna al pronto soccorso ed il cane al veterinario. 
La signora Sara è scioccata ma non ha serie conseguenze fisiche e abbandona subito il punto di primo intervento per correre difilato da Léon. 
Il cane viene subito operato con successo e finalmente può essere riabbracciato dalla padrona che non esita ad ammettere: “sono e sarò vicina a lui con amore, mi ha salvato la vita”. 
Nella foto che pubblichiamo il cucciolo non ha ancora subito l’attacco crudele ma il veterinario, che gli ha prescritto il collare, 2 antibiotici al giorno nonché lavaggio e drenaggio della ferita, dice che il peggio è passato. 
Auguriamo pertanto alla signora, alla sua famiglia e perché no, anche a Lèon, giorni felici liberi da cani cattivi. 
Questa volta il bene, anche se ammaccato, ha trionfato. 
La storia dimostra che la microchippatura dei cani, la sterilizzazione gratuita portata avanti dal comune di Ginosa assieme all’anpa poco possono contro il randagismo favorito da proprietari di cani poco attenti e irrispettosi della legge.

MATARRESE: "I FONDI CONTRO IL DISSESTO SI USINO ANCHE PER LE EMERGENZE POST ALLUVIONE".


di Nicola NATALE
Ritorna alla carica Salvatore Matarrese, il deputato di scelta civica, membro di confindustria.
Dopo la bocciatura dell’emendamento destinato all’emergenza per Ginosa (nonostante la riduzione della richiesta da 5 a 3 milioni di euro) ha trovato accoglimento invece un ordine del giorno. 
Il documento approvato impegna il governo “a valutare la possibilità di destinare con priorità ed urgenza le risorse necessarie a realizzare opere di manutenzione ordinaria, straordinaria e preventiva oltre che di regimentazione dei comuni colpiti dall’alluvione”. 
Il governo Letta ha stanziato complessivamente 1,5 miliardi euro per contrastare il dissesto idrogeologico in Italia con tre tipologie di interventi finanziari. 
Una parte di questi interesserà Ginosa ed i comuni colpiti (Laterza e Castellaneta, Palagiano e Palagianello) mentre il sindaco Michele Labalestra denuncia l’irragionevole esclusione del proprio comune dai finanziamenti della misura 1.2.5 del piano di sviluppo rurale regionale. 
Per Matarrese “le risorse non impegnate a tutto il 2013 sono di circa 600 milioni di euro e dovranno essere utilizzate per gli interventi immediatamente cantierabili”. 
Ma poi ci sono anche le risorse “di cui alle delibere cipe n.6 del 2012 e n.8 del 2012 pari rispettivamente a 130 e 674,7 milioni di euro”. 
Senza dimenticare "il fondo di 180 milioni di euro istituito presso il ministero dell’ambiente così spendibili” 30 milioni nel 2014, 50 nel 2015 e 100 nel 2016”. 
Insomma anche per l’ing. Raffaele Calabrese, membro del direttivo provinciale di scelta civica “ si tratta di risorse che è opportuno attivare per ristabilire gli standard minimi di sicurezza”.

CASTELLANETA / GAZEBO DEI 5 STELLE TRA I BAR DI VIA SAN FRANCESCO.


Il deputato Giuseppe Brescia (di Bari) a Castellaneta con alcuni attivisti del movimento 5 stelle  il 21 dicembre scorso

di Nicola NATALE
La prima rivoluzione è anagrafica. Non capita spesso di parlare con un deputato di trent’anni, come Giuseppe Brescia. Poi il look: jeans, giubbotto e maglia scura. 
C’è l’elemento classico (il gazebo) e c’è l’elemento tecnologico (le riprese in diretta video visibile sul profilo facebook, i costanti riferimenti ad internet). 
Per spiegare quello che la televisione non fa passare e i giornali non dicono dell’attività del movimento 5 stelle. 
All’appuntamento manca Giuseppe L’Abbate, deputato della commissione agricoltura e la platea é tutta per Brescia e per un attivista locale, Nicola Debellis. 
Il deputato divenuto di recente vicecapogruppo alla Camera è di Bari e porta un piccolo pezzo dell’esperienza romana. 
Qualcosa di molto diverso rispetto alla sua passata esperienza di educatore e di volontario di emergency. 
Il primo riferimento è alla restituzione della maggior parte dello stipendio dei parlamentari al fondo per la riduzione del debito pubblico per 1,5 milioni di euro. 
Il gazebo dei 5 stelle a Castellaneta
Un gesto simbolico per far capire che facciamo davvero quel che diciamo, ora altri 2,5 milioni di euro li destiniamo alle piccole medie imprese, anche qui per invitare gli altri partiti a farlo”. 
Poi il racconto del sit-in al Ministero per ottenere il decreto attuativo atteso da due mesi e la pressione dei cittadini con mail e telefonate che fa sbloccare tutto in due giorni. 
La partecipazione dunque, l’informazione attraverso la rete. 
Viene anche il turno delle lobby in azione durante la legge di stabilità, con “individui che si trovavano dovunque e per i quali abbiamo chiesto alla Boldrini di regolamentare gli ingressi, come avviene per qualsiasi cittadino”. 
“Finora un andazzo da tutti ritenuto normale
L’atmosfera si riscalda e immancabile arriva la stoccata contro i giornalisti che non racconterebbero la verità e la richiesta dello stop al finanziamento pubblico dell’editoria
Quei soldi andrebbero destinati a start up di giovani giornalisti che assicurino la pluralità d’informazione” mentre “in televisione abbiamo l’1,8% dello spazio, cosa inconcepibile visto che abbiamo il 25% dei voti”
Insomma nulla o poco verrebbe comunicato dell’attività dei parlamentari cinque stelle “fatti per governare, non per essere opposizione a vita”. 
Ci accusano di essere fascisti o comunisti, ogni occasione è buona per denigrare”. 
L’obiettivo di lungo corso, l’orizzonte “è quello della democrazia diretta”. 
Per ora si va avanti con i commenti alle proposte di legge, commentati, filtrati e fatti propri quando ritenuto opportuno. 
Si passa alla cultura, quindi all’esperienza specifica con cui Brescia si è misurato. 
Per il deputato 5 stelle e per il movimento si tratta di ritornare ad investire, fornendo “gli studenti di tablet e di insegnanti che sappiano usarli adeguatamente motivati”. 
Dire che si ritorna ad investire in cultura quando la somma destinata è di gran lunga inferiore a quella tagliata è una colossale bugia”. 
Già, e i fondi? 
Bisogna uscire dall’euro, riappropriarci della sovranità monetaria, l’unico rimedio per restituire competitività al nostro sistema, va tutelato il made in Italy e al contempo abolita l’irap, tassando le rendite finanziarie ritenute però intoccabili”.

PERSI I SOLDI PER LE EMERGENZE POST ALLUVIONE. NON PASSA L’EMENDAMENTO MATARRESE.


La ex statale 580 ancora interrotta
dopo quasi tre mesi dall'alluvione del
7 ed 8 dicembre del 2013
QUOTIDIANO DI PUGLIA 22 DICEMBRE 2013
di Nicola NATALE
Ginosa perde prima cinque, poi tre milioni di euro. Finisce in un binario morto l’emendamento proposto dall’on. Salvatore Matarrese di scelta civica per le emergenze legate all’alluvione del 7 ed 8 ottobre scorso. 
A lamentarsene più di tutti il coordinatore locale, l’ing. Raffaele Calabrese che addita i membri pugliesi della commissione bilancio della Camera come responsabili della mancata difesa del territorio in cui sono stati eletti. 
La ricostruzione del percorso dell’emendamento 1.2802 è minuziosa. 
Dopo un primo giudizio di ammissibilità l’emendamento che chiedeva di finanziare interventi di somma urgenza è finito in un maxiemendamento che riuniva tutte le richieste particolari dai territori. 
La somma da stanziare  che si chiedeva era anche scesa da cinque a tre milioni di euro dopo una richiesta esplicita pervenuta dalla stessa commissione bilancio. 
Ma l’amara sorpresa si è avuta “nella notte mercoledì e giovedì scorso quando il relatore della commissione ha semplicemente omesso di far votare su tutte le richieste particolare che aveva promesso di riunire in un maxiemendamento”. 
Un’accortezza che avrebbe evitato alla commissione il voto contrario a richieste che provengono direttamente dai territori. C’è da capire se l’emendamento fosse perfetto sotto il piano formale ma non avesse trovato le coperture necessarie. 
Raffaele Calabrese (scelta civica)
Questa possibilità è esclusa da Calabrese per il quale “bastava semplicemente che i nostri rappresentanti in Parlamento se ne fossero ricordati e l’avessero difeso ed approvato al momento opportuno”. 
Certo” aggiunge “ognuno fa delle richieste e non tutte possono essere accolte ma di quell’emendamento si era parlato per la riduzione della richiesta, avevamo avuto rassicurazioni, é questa la cosa grave”. Insomma come già accadde per l’alluvione marinese del 2011 è terribilmente difficile far approvare in questi territori interventi statali di un certo rilievo, specie di richiest immediate come nel caso di specie. 
Non va dimenticato che nell’alluvione del 7 ed 8 ottobre scorso perirono tragicamente quattro persone mentre con le loro auto erano per strada. E che a più di due mesi dall’evento non sono partiti i lavori per la riparazione provvisoria dei ponti crollati, in primis quello sulla ex statale 580. 
Per il ponte crollato su questa fondamentale arteria di collegamento tra Ginosa, Marina di Ginosa e Taranto è stata invece la regione Puglia a stanziare 320mila euro il 30 novembre scorso. 
Dodici giorni dopo la provincia di Taranto ha inviato gli avvisi alle ditte per partecipare alla gara. La bocciatura dell’emendamento non pregiudica tutti gli altri interventi finanziari promessi nell’immediatezza dell’alluvione e che hanno seguito altri percorsi.

LATERZA / COSI' ALCUNI COMMERCIANTI: "IL SINDACO PROMETTE SCIOPERO ANTITARES? NON E’ SUFFICIENTE".


Il confronto organizzato con il sindaco Gianfranco Lopane
e la sua amministrazione organizzato
il 15 dicembre del 2013 all'auditorium Michele GIannico
QUOTIDIANO DI PUGLIA 22 dicembre 2013
di Nicola NATALE
Non si fermano le proteste per l’aumento della tares, il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi. Anche perché l’evidenza degli avvisi di pagamento e delle scadenze ha fatto capire che non di polemiche si trattava, ma di euro fumanti sottratti alle spese di dicembre. 
In provincia ha fatto eco il caso di Laterza dove sono stati i commercianti ad alzare la voce e reagire in maniera veemente agli aumenti che in qualche caso hanno sfiorato il 154%. Una volta e mezza la cifra della vecchia tarsu, come si chiamava prima. 
L’amministrazione comunale ha accettato di incontrare i commercianti ma si è detta indisponibile a rivedere i criteri, se non altro perché quei criteri rispettano pedissequamente il decreto legge 201 del 2011. 
Giuseppe Barbetta,
uno dei commercianti animatori della protesta
Il sindaco Gianfranco Lopane nei giorni scorsi si è detto addirittura pronto allo sciopero della fame. Tra le voci di dissenso più forti quella di Giuseppe Barbetta, titolare di una nota macelleria a chilometro zero.
E allora finisce tutto con un incontro all’auditorium? L’agitazione è terminata o continua?
Il malumore non è solo dei commercianti, ma anche del cittadino. C’è qualcuno che addirittura ha chiesto un prestito per poter pagare la tares. La protesta però è singola, non riusciamo a metterla insieme. Chi però non protesta, non ha il diritto di lamentarsi.
Le posizioni del sindaco vi sembrano solo strumentali, per rabbonirvi?
Penso di sì. Soprattutto se la paragono a quanto hanno fatto a Ginosa dove hanno distribuito gli aumenti tra tutti, imprese e cittadini. Rischiando i ricorsi ma assumendosi una responsabilità politica. Caricare del 150% di aumento, fruttivendoli e fiorai e del 100% ai ristoratori di questi tempi è inaccettabile. Ci sono ristoranti che non fanno un evento, un pranzo da mesi. Se paragono Lopane a De Palma devo dire che quest’ultimo ha tutelato maggiormente la popolazione.
Il manifesto antitares affisso a fine anno 2013
per le strade di Laterza
Quindi chiedete ancora di rivedere gli avvisi di pagamento che vi sono giunti?
I cittadini sono intimoriti e pagano. Noi però vogliamo lanciare un messaggio ai nostri politici: devono fare gli interessi del proprio paese, altrimenti lasciare. E rispondere al telefono quando vengono chiamati a risolvere questi problemi. Se è difficile arrivare al nostro sindaco, figuriamoci allora arrivare a Roma.
Senta, ma se il sindaco e la sua maggioranza rivedono i criteri tares agendo contro la legge, non si rischia di peggiorare le cose?
Il sindaco deve tutelare i suoi cittadini o dimettersi. Se tutti i sindaci si uniscono in questa protesta, li voglio vedere 8.100 commissari ad applicare la tares o ad inasprire ancora la pressione fiscale. 
Poi non va dimenticata la situazione peggiore che si vive al sud. 
Non bisogna dimenticare i suicidi dei colleghi: non sono numeri. Ho visto commercianti piangere per lo stato di difficoltà in cui sono, proprio nella conferenza di domenica scorsa.

martedì 24 dicembre 2013

O E' NATALE TUTTI I GIORNI…..

Merry Christmas by Ginosa e Marina di Ginosa - foto di Angelo Cinieri
Desidero innanzitutto fare gli auguri a tutte le persone che ogni giorno leggono il mio blog.
Chi fa questa scelta sceglie di non avere notizie preconfezionate. 
Di non arrendersi all'alluvione dei comunicati stampa. 
E' un dovere di tutti mantenere e sostenere l'informazione libera anche quando sbaglia. 
Di questo chiedo eventualmente scusa.
Questo blog tuttavia ha assicurato un'informazione locale gratuita senza alcun giro diretto o indiretto di contributi.
L'alimentarlo pazientemente è un atto di coscienza civica, perché i fatti, i soli ai quali ci atteniamo, restino e non scompaiano tra la cronaca minore del Quotidiano di Puglia.
E' a questo giornale che si deve l'aggiornamento di questo blog, finestra di libera informazione.
Giorni fa discorrendo con un amico, siamo tornati al tema solito dell'esodo di gran parte di trentenni e quarantenni brillanti verso posti che hanno potuto dargli un lavoro migliore e più spesso semplicemente un lavoro degno di questo nome.
Ne consegue che quelli che restano non possano fare molto, specie nel contesto in cui ci è dato vivere. 
Non è vero, non bisogna arrendersi alla mediocrità. 
Lo dobbiamo ai bambini che abbiamo, a quelli che avremo ed anche, per chi crede, a quel Bambino che festeggeremo domani.

Auguri a tutti, 

Nicola NATALE

venerdì 20 dicembre 2013

NATUZZI E SINDACATI LOTTANO SUI CRITERI DI ESCLUSIONE.


QUOTIDIANO DI PUGLIA 19 DICEMBRE 2013
di Nicola NATALE
Mentre per le strade di Ginosa spuntano i manifesti della nuova avveniristica poltrona di Natuzzi, a Bari si lotta intorno alla big list. 
La lista di chi è dentro e di chi è fuori dagli stabilimenti Natuzzi mentre quello di Ginosa resta la vittima designata di un piano di esuberi che taglia 1.506 posti di lavoro a cavallo tra Puglia e Basilicata. 
Il triangolo del salotto diviene così molto più piccolo, concentrandosi tra Santeramo, Matera e Laterza e la cabina di regia rischia di saltare già dopo i primi incontri. 
E’ muro contro muro tra azienda e sindacati con la prima che vorrebbe applicare in maniera unilaterale i criteri previsti dalla legge 223 del 1991 meglio nota come legge Biagi nel caso di licenziamenti collettivi. 
Secondo fonti sindacali la Natuzzi punta sui “polivalenti”. 
Giampietro Castano,
funzionario del Ministero dello sviluppo
Un lavoratore che secondo l’azienda sa svolgere più mansioni “anche se assunto da poco vale quanto uno che da venticinque anni è in Natuzzi”.  
E’ questo che riportano esasperati i rappresentanti sindacali unitari con Mino Mazzone, uno dei presenti alla cabina di regia svoltasi a Bari martedì scorso.
Con Mazzone, c’era anche Luigi Fiore, uno degli rsu molto critici verso gli accordi stretti con l’azienda. E’ la massimizzazione del criterio delle esigenze tecnico produttive a scapito dell’anzianità di servizio e dei carichi familiari.
Prontamente le rappresentanze sindacali unitarie hanno rilasciato una nota con la quale rigettano in toto i criteri proposti da Natuzzi giudicandoli “non equi e discriminanti”.
Insomma le acque si fanno sempre più agitate e lo stesso funzionario governativo Giampietro Castano, presente all’incontro insieme con gli assessori regionali allo sviluppo economico Loredana Capone e Leo Caroli, ha invitato le parti a riunirsi ancora ed a trovare un accordo prima del 21 Gennaio, data di prossima convocazione della cabina di regia.
Gli accordi sugli esuberi del resto dovevano essere notificati entro il 31 dicembre ma tutto è slittato ad una nuova riunione in confindustria Bari prevista per il prossimo 13 gennaio alle 11.
Ginosa - lo stabilimento Natuzzi ormai chiuso dal novembre 2013
Sarà una riunione ristretta ma esternamente saranno presenti gli rsu che dovranno poi spiegare i contenuti dell’accordo, se accordo ci sarà. Intanto solo 210 persone rispetto alle 600 previste ha accettato l’incentivo completo e sembra che si vada verso una proroga del termine entro il quale farsi avanti.
A preoccupare più di tutti è il capitolo reindustrializzazione sul quale sono puntate le speranze di chi dovesse trovarsi tra i “sommersi” invece che tra i salvati, in quella che è diventata una crudele roulette russa.
La Wollo presente all’incontro di Bari ha dichiarato che sì, ci sono manifestazioni di interesse di vari imprenditori della Puglia, dell’Emilia Romagna e della Lombardia ma appunto: manifestazioni di interesse, nulla più.
Intanto si cercano imprenditori anche in Veneto mentre filtrano indiscrezioni su dichiarazioni del viceministro allo sviluppo economico Carlo Calenda in merito ad una positiva risoluzione della vertenza Natuzzi, ma davvero non c’è nulla di ufficiale. E i 1.506 ormai ridottisi a 1.296 non meritano questo stillicidio di notizie.

CONVEGNO CHOC. OSPEDALE DI CASTELLANETA A RISCHIO CHIUSURA.


Ospedale di Castellaneta. La grande piramide che caratterizza l'atrio.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 19 DICEMBRE 2013
di Nicola NATALE
La gente è ancora incredula. 
Nessuno pensa che davvero l’Ospedale Civile di Castellaneta possa chiudere. 
Tantissimi lo criticano aspramente, si dirigono verso l’ospedale di Matera o il Miulli di Acquaviva (peggiorando i dati di mobilità passiva della asl di Taranto) ma sanno che l’edificio della piramide è lì. 
Con il coacervo indissolubile di alte professionalità, di ammirevoli abnegazioni unite a non pochi fattori critici, esplosi con il caso degli 8 decessi al reparto di cardiologia per inalazione di protossido di azoto al posto dell’ossigeno nel 2007. Reparto che è stato dunque uno dei primi su cui è caduta la mannaia e con il quale si voleva portare a nuova efficienza ed attrattiva tutto il nosocomio castellanetano. 
A parlarne in un convegno organizzato sabato scorso dall’associazione fpds-fidas è intervenuto anche l’ex assessore regionale alla sanità Tommaso Fiore, ora nuovamente direttore del reparto di anestesia e rianimazione del policlinico di Bari. 
Per tutti la conclusione è stata unanime: il presidio di Castellaneta non può chiudere, anche perché solo poco più di una decina di posti letto lo salvano dalla linea dei 120 posti minimi posta a base della decisione dal governo. 
La preoccupazione è massima tra le corsie castellanetane, “non altrettanta tra il bacino d’utenza elettivo del polo ospedaliero” dice l’avv. Gianvito Bruno coordinatore del polo della donazione. 
E’ per questo che alla causa si è prestata anche la parrocchia  Santa Croce di Laterza con il parroco don Oronzo Maraffa nell’ambito del sesto seminario della cultura della vita e della donazione. 
Il tema affrontato con il dott. Evaristo Dell’Aquila e il dr. Antonio Rinaldi direttore del reparto oncologia di Castellaneta è stato proprio quello del volontariato e della “spending reviù” in ambito sanitario. 
A sottolineare con la sua presenza la contarietà delle amministrazione a questo ulteriore storico taglio il sindaco Gianfranco Lopane che ha promesso “daremo battaglia”. 
Particolarmente esplosivo l’intervento del dr. Antonio Rinaldi che ha denunciato come il disegno di chiudere l’ospedale venga da lontano, non è stata un caso in questi anni è stata disposta “la riduzione da 120 a 100 posti letto”. 
Il convegno organizzato sabato 15 Aprile a Laterza. 
Per Rinaldi, apprezzatissimo nella sua quotidiana lotta contro la malattia per eccellenza che colpisce circa 700 persone all’anno a Taranto e provincia, il volontariato ha garantito un servizio che non sarebbe stato possibile con le sole risorse interne. Con gli studi clinici che si sono compiuti è stato possibile usare e testare farmaci costosissimi, avviare sperimentazioni e progetti. 
Ma l’oncologo non si è fermato alla alta geografia sanitaria: è sceso nel concreto di scelte sanitarie e politiche sbagliate. 
Denunciando lo spreco di risorse umane a Mottola e Massafra (piccoli ospedali ormai chiusi) con il personale che non va impinguare la scarsa dotazione organica di Castellaneta
Emblematico il caso dell’infermiera che dopo un periodo di lavoro a Castellaneta viene immediatamente ritrasferita a Massafra  dopo semplice richiesta. 
“A fare cosa?” sembra chiedere Rinaldi. 
E poi ancora macchinari mancanti che costringono malati gravi a vari spostamenti per l’asl con ulteriore spreco di risorse. Perché? 
Perché competenze, reparti e risorse sono spezzettati a seconda della geografia politica, non della buona sanità. “E’ qui che le associazioni per la tutela dei diritti dei malati possono e devono intervenire” aggiunge. “E’ questa la razionalizzazione?” continua a chiedere il dr. Rinaldi, appassionatissimo nel suo intervento. 
 Parole pesanti come il piombo, pronunciate in chiesa. 
A finire l’intervento del professor Fiore che ha rievocato i difficili giorni in cui era costretto a tagliare reparti e piccoli ospedali pur di fronte alle richieste pressanti dei sindaci. 
Gli uni a difendere la fetta di economia (e di elettorato) del proprio territorio, l’altro a razionalizzare una rete sanitaria non più sostenibile.

giovedì 19 dicembre 2013

LATERZA IL SINDACO LOPANE: "PRONTO ALLO SCIOPERO DELLA FAME, INASCOLTATI GLI ENTI LOCALI".


Gianfranco Lopane,
sindaco di Laterza mentre avvia
a Laterza la differenziata con un progetto pilota
QUOTIDIANO DI PUGLIA 17 DICEMBRE 2013
di Nicola NATALE
La tares, il tributo comunale sui rifiuti e servizi, spinge i sindaci alla protesta, non solo i cittadini. 
A Laterza, un gruppo spontaneo di commercianti ha chiesto conto dei nuovi aumenti all’amministrazione locale di centrosinistra, invitandola a rivedere i criteri di applicazione. 
Infuocato il dibattito tenutosi domenica scorsa all’auditorium Michele Giannico. 
I più penalizzati dalla legge 214 del 2011 sono le rivendite di frutta e verdura, le pescherie, i fiorai e i tanti dispensatori di pizza al taglio (+154%) seguiti dal quasi raddoppio del tributo per pizzerie, pub, trattorie (+96). 
Per i commercianti riunitisi senza le organizzazioni di categoria si tratta di “evitare l’ennesimo aumento del costo della vita in questo nostro paese martoriato da una pressione fiscale ingiusta, iniqua e mortificante”. Il giovane sindaco Gianfranco Lopane, (33 anni, ingegnere gestionale) pur spiegando che è stata la legge, ad imporre quegli aumenti ha solidarizzato con loro, giungendo ad avallare nuove forti forme di protesta, finora usate soprattutto da Marco Panella.
Gianfranco Lopane,
sindaco di Laterza
Sindaco farebbe davvero lo sciopero della fame contro la tares?
Certo che sì. La situazione degli enti locali necessita l’attenzione del Governo. Si sposta la fiscalità dal centro alle periferie, con sproporzione nei trasferimenti. Noi diventiamo poi parafulmini.
Si sente spalleggiato dalle posizioni dell’ANCI?
La protesta non nasce certo ora. L’indeterminatezza e la schizofrenia normativa ci mettono in grande difficoltà, lo sciopero della fame è il minimo che si possa fare. D’altronde nello sciopero dei sindaci del settembre 2011 abbiamo riconsegnato la fascia simbolicamente e alle nostre istanze non è stata data risposta. La protesta è ormai necessaria.
Spostando però gli enti impositori la somma da pagare non cambia…
Ci sono più ordini di problemi. Il primo è la portata dell’imposizione fiscale ormai ai massimi storici, i trasferimenti ridotti al lumicino e le manutenzioni ordinarie che non possono essere trascurate. Pena disastri quando piove, come le recenti alluvioni ci hanno insegnato. 
Va detto inoltre che non è possibile far passare i sindaci come esattori dello stato, è un giochino a farsi male. Lo 0,30 €/mq della tares, l’imu sui capannoni vanno allo Stato centrale non a rimpinguare le tasse comunali. 
Comunicare questo ai cittadini non fa altro che danneggiare gli amministratori locali. 
I cittadini poi si aspettano servizi all’altezza che invece non vedono. Per non parlare del fondo di solidarietà istituito in aiuto dei comuni che hanno alzato l’imu sulla prima casa, penalizzando di fatto quei comuni che, tagliando spese e servizi, non l’hanno fatto come il mio. Questo è intollerabile.
I commercianti laertini sono quasi insorti minacciando una serrata. Non è che avete preferito aumentare la tares ai commercianti piuttosto che spalmare gli aumenti sull’intera cittadinanza?
La legge non dava molti margini di manovra. Le utenze commerciali incidono per il 15% sul totale dei metri quadri da sottoporre a tributo e noi a quel criterio ci siano attenuti. Non è una questione politica, tra i nostri elettori ci sono sia cittadini che commercianti entrambi meritevoli di tutela.
E allora perché banche ed alcune grandi imprese del territorio hanno pagato meno?
Perché la legge ha statuito così. Il nostro lavoro, lo ribadisco, è stato solo cercare di attutire l’effetto della legge all’interno degli indicatori dati. 
Cercare cioè di far pagare meno chi ha avuto gli aumenti più alti, facendo pagare quasi lo stesso chi ha avuto invece delle riduzioni rispetto all’anno scorso. 
Hanno pagato meno anche gli artigiani e gli anziani, quindi una fetta larga della popolazione contribuente. 
Per gli altri, quelli più colpiti, come fruttivendoli e fiorai, abbiamo applicato delle tariffe di 12 €/mq che sono la metà rispetta a quanto imposto da altri Comuni tipo Mottola, Martina Franca e Massafra.
Mi sembra di capire che i giochi siano fatti.  Quindi la protesta eventuale o addirittura l’unione con le proteste del movimento dei forconi che futuro potrebbe avere?
L'entrata in vigore della tares ha coinciso con la differenziata.
Ma l'aumento della tributo non è legato alla raccolta differenziata
Noi pensiamo già ai problemi del 2014 e ci aspettiamo ulteriori penalizzazioni. La protesta serve a lanciare un grido di disperazione rispetto allo stato in cui operiamo. Con centinaia di cittadini che stanno vivendo appieno la crisi e noi costretti a tartassarli.
Un’ultima domanda. Il risparmio per la differenziata viene annullato dagli alti costi della raccolta porta a porta. Si rischia di dar ragione al partito degli inceneritori e delle discariche?
La raccolta differenziata, anche porta a porta ha un costo sostanzialmente equivalente. Bisogna dire che da quest’anno i cittadini italiani pagano integralmente il servizio. Inoltre nel piano finanziario della tares compaiono le spese per il personale comunale addetto, i costi per la spedizione delle bollette ed anche eventuali debiti fuori bilancio. Ciò dà l’impressione che costi di più ma non è così.

LATERZA RUGGISCONO I COMMERCIANTI: "TARES INGIUSTA". Il sindaco Lopane:"destineremo i risparmi all’alleggerimento della tassa”.


LATERZA Auditorium Michele Giannico - I commercianti protestano contro la Tares Domenica 15 dicembre

QUOTIDIANO DI PUGLIA 16 DICEMBRE 2013
di Nicola NATALE
Tanti commercianti esasperati hanno riempito l’auditorium Michele Giannico di Laterza. 
Ad ascoltarli l’amministrazione comunale quasi al completo, non sottrattasi ad un confronto iniziato giorni prima. 
A prendere la parola per primo Giuseppe Barbetta, titolare di una nota macelleria e già membro della confcommercio. A lui il compito di delineare la quasi rivolta dei commercianti contro un aumento che in qualche caso avrebbe sfiorato il raddoppio della tassa e di sgomberare il campo dai pregiudizi che dipingono i commercianti come popolo di evasori. 
La verità “è che tanti di noi sono ad un passo dal chiudere e quella sbandierata come una vittoria della confcommercio, la liberalizzazione dell’orario di apertura, non è stata che un grosso favore alla grande distribuzione” ha aggiunto una delle poche titolari presunti all’incontro (platea numerosa ma quasi tutta al maschile). 
Sotto accusa anche la mancata partecipazione di Confcommercio e Confesercenti alle quali la platea ha imputato l’abbandono del campo quando si è trattata di difendere sul serio gli interessi della categoria. “Eppure” ha sottolineato Barbetta “erano stati invitati”. 
Insomma una lamentela non nuova quella dell’assenza delle associazioni di categoria, con i commercianti che provano lo stesso sentimento degli agricoltori lasciati soli contro la globalizzazione che ha spazzato via certezze, ritmi e tutele dando profitto solo ad alcuni. 
Ma sul banco degli imputati è salita anche l’amministrazione Lopane alla quale è stato chiesto di fare marcia indietro. “Il sindaco dica che questa tassa non si può pagare” e giù applausi. 
Poi parla Lorenzo Tamborrino, panificatore, un’altra delle arti in cui Laterza eccelle che si concentra sulle contraddizioni della legge che non lega i rifiuti alla quantità effettivamente prodotta. 
L’atmosfera è tesa, tra il pubblico qualcuno borbotta, altri imprecano. Non è un gioco facile per il giovane sindaco Gianfranco Lopane (33 anni) provare a spiegare come si è arrivati a far pagare una tares per la quale dice “da un anno avevo avvisato tutti, non a caso come sindaci abbiamo scioperato, un fatto inedito”. 
Il problema sta tutto nella legge istitutiva, la n.214 del 2011 che ha imposto di coprire totalmente i costi del servizio, senza accedere ad altri capitoli di bilancio e individuato tre macrocategorie di esercizi commerciali alle quali il Comune poteva solo decidere se applicare il coefficiente minimo o quello massimo. 
Noi” ha dichiarato Lopane “abbiamo solo scelto di applicare il coefficiente minimo a chi dalla nuova disciplina ha subito un aumento notevole e di applicare il coefficiente massimo a chi invece ne è stato beneficiato”. 
L'Osmairm di Laterza
Non sono vere pertanto le accuse di aver salvato l’Osmairm, il colosso locale da 590 dipendenti, e le banche dal pagare di più, ma solo la loro collocazione in fasce più favorevoli in base al principio di chi inquina, paga, inteso in questo caso anche come mero commercio. 
Serve a poco dire che la scelta della vicina Ginosa di optare per aumenti intermedi tra famiglie e commercianti è tendenzialmente opponibile in giudizio, l’assemblea chiede che si faccia di più. 
Ma oltre a proporre provocatoriamente uno sciopero della fame (il sindaco) o una partecipazione alla prossima manifestazione romana dei forconi (Giuseppe Barbetta) è chiaro che la tares è un argomento destinato preso a derubricarsi. 
Vito Minei,
consigliere comunale di Laterza
Ed a passare ad argomento di lotta politica poiché come Vito Minei, consigliere d’opposizione del pdl ha sottolineato “i sindacati non hanno reagito poiché presenti in amministrazione al contrario di altri paesi dove hanno protestato, l'amministrazione doveva distribuire equamente la tares”. 
"Certo, ma poi è intervenuta la legge" ha concluso il sindaco e l’unico nostro impegno “è quello di destinare tutti i risparmi dati dalla differenziata all’abbattimento della tares sapendo che è una delle più basse della provincia di Taranto”. 
115 euro a tonnellata secondo i calcoli dell’assessore Mimma Stano che avrebbero consentito un risparmio già da quest’anno di 200mila euro dei costi di conferimento dei rifiuti ma con “un aumento di 500mila euro” dei costi complessivi di raccolta precisa Vito Minei
In realtà la faccenda è anche più complessa poiché i due terzi degli esercizi commerciali non sono stati colpiti dall’aumento tares in ragione della loro reale o presunta minore produzione di rifiuti. Ma spiegarlo alla sala avrebbe ulteriormente esasperato il clima.

mercoledì 18 dicembre 2013

TARES DA PAURA A LATERZA. I COMMERCIANTI CHIEDONO ALL’AMMINISTRAZIONE DI RIVEDERE I CRITERI.


QUOTIDIANO DI PUGLIA 15 DICEMBRE 2013
di Nicola NATALE
La tares fa paura a Laterza, soprattutto ai commercianti e titolari di bar, pizzerie e naturalmente delle famose macellerie con fornello e sala degustazione. 
Gli aumenti sono stati particolarmente pesanti per queste categorie e non a caso domenica prossima è stato fissato un incontro tra amministrazione e confcommercio per chiedere come è andata ma soprattutto trovare una soluzione migliore. 
Giuseppe Barbetta
Tra gli organizzatori dell’incontro, alle dieci  presso l'auditorium Michele Giannico in pieno centro storico, Giuseppe Barbetta, componenti di confcommercio e titolare di una nota macelleria a km zero. Uno insomma di quelli punti sul vivo.
A chiarire i contorni della faccenda è intervenuto l’assessore all’ambiente Oronzo Calella, uno di quelli che ci ha messo la faccia nell’avvio della raccolta porta a porta che ora, ahimè, coincide (anche a Laterza) con aumenti insostenibili. 
Senza peraltro che le cose siano legate, perché la differenziata, si era detto in origine, avrebbe fatto risparmiare i comuni. Ma del resto si era detta la stessa cosa esternalizzando la raccolta, affidandola cioè a società private esterne. 
Oronzo Calella,
assessore all'ambiente di Laterza
Calella ha chiarito che la tares è stata applicata rispettando la legge nazionale (Legge 22/12/2011 n.214) che è entrata anche nei criteri di merito. Imponendo quindi non solo la copertura completa del servizio ma anche di far pagare di più chi produce più rifiuti, quindi le famiglie più numerose e particolari categorie di esercenti commerciali. Di qui il “il grido di dolore di dolore di famiglie ed esercenti” ma chiarisce il giovane assessore “non accetto né provocazioni né strumentalizzazioni”.
Insomma si chiede “dov’erano i rappresentanti di queste categorie quando si decideva tutto questo?” “Perché non si sono attivati tavoli di confronto dopo aver fatto le simulazioni di calcolo?”. 
Per Calella le proposte di approvare delibere contra legem sono senza senso ed a complicare la faccenda è intervenuta anche la legge 124 che all’ultimo momento ha statuito che si potesse anche tenere la tarsu per un altro anno. 
Per questo dice Calella “mi stringo intorno alle famiglie ed ai commercianti ma chi si vuole sedere con noi per affrontare il problema sappia che non possiamo accettare polemiche sterili ed accuse gratuite,  possiamo solo fare del nostro meglio per sollevare il problema a livello nazionale”. Un intervento preventivo teso chiaramente a smontare il clima infuocato che si preannuncia nella riunione di stamattina.