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giovedì 28 settembre 2017

ELICOTTERI KONNER NELL'EX FILATURA DI CASTELLANETA? LA TASK FORCE: "UN INCONTRO A BARI NELLE PROSSIME SETTIMANE".


CASTELLANETA - Lo stabilimento già Filatura del gruppo Miroglio ora in proprietà al Comune di Castellaneta.
La ripresa economica tarda a concretizzarsi nel triangolo Ginosa, Laterza, Castellaneta. 
Le tre cittadine con un bacino di circa 55mila abitanti, sono ancora alle prese con i vuoti occupazionali lasciati da Natuzzi e Miroglio (Ginosa) Curvet (Laterza) ed ancora Miroglio a Castellaneta.

LATERZA La Curvet, azienda specializzata nella produzione di vetri curvi, finanziata con fondi pubblici, è ora sotto procedura fallimentare. La casa madre di Colbordolo (Pesaro-Urbino) è ancora attiva.
Questi ultimi in particolare, circa 60 addetti tessili rimasti fuori dall’investimento di Logistic & Trade a Ginosa nel settore del trattamento della plastica differenziata e degli imballaggi per ortofrutta, tornano a chiedersi che fine abbia fatto l’ipotesi Konner s.r.l.. 
La sede della Konner s.r.l. ad Amaro (Udine).
Da allora però il progetto, presentato sotto forma di contratto di sviluppo, non ha ancora ricevuto il nulla osta definitivo da Invitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione di investimenti che fa capo al Ministero dell’Economia. 
Il chiarimento è essenziale in quanto voci ricorrenti attribuivano alla Regione Puglia i ritardi nell’esaminare la proposta ed assegnare i finanziamenti. 
Il contratto di sviluppo è una misura di sostegno attraverso cui il Governo cofinanzia con risorse pubbliche investimenti privati di grandi dimensioni nei settori industriali, turistico e di tutela ambientale. Ma non sono esclusi nemmeno quelli nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli: in quel caso l’investimento minimo scende da 20 milioni di euro a 7,5 milioni di euro. 
I tempi non sono immediati: anche con il “fast track” introdotto nel 2016 il completamento del programma di investimenti  prevede 3 anni per chiudersi, mentre è stata introdotta una nuova procedura per “l’accordo di sviluppo” a favore dei progetti strategici di grandi dimensioni
Leo Caroli,
Task force Regione Puglia
per l'occupazione
Sulla vertenza degli ex Miroglio  è attivo un tavolo anche presso la task force della Regione Puglia sul lavoro, presieduta da Leo Caroli. 
E’ stato quest’ultimo a chiarire che “così come previsto dalla programmazione del tavolo stesso nelle prossime settimane ci sarà un incontro nel corso del quale Konner verrà a dirci come stanno le cose ed anche il Comune di Castellaneta e i sindacati”. Nessuna dimenticanza quindi a quanto pare per il destino dei circa 60 addetti tessili che sperano di tornare a lavoro nello stabilimento già adibito a filatura dal gruppo Miroglio a Castellaneta. Resta il dubbio sul perché la Konner abbia deciso di perseguire la via dei finanziamenti statali, a quanto sembra molto più lunga rispetto all’accesso alle risorse regionali. Dubbio su cui l'azienda, interpellata, non ha rilasciato al momento dichiarazioni.
Sono tutti nodi destinati ad essere chiariti nel prossimo incontro in cui tutti gli attori della vicenda dovranno confrontarsi de visu. Intanto però per la maggior parte degli ex Miroglio qualsiasi sussidio è finito e molti sono ritornati alle loro vecchie occupazioni, in un contesto molto più difficile rispetto a quello degli anni Novanta.
L'elicottero ultraleggero Konner K1 con motore turboalbero.
Sullo sfondo resta ancora il progetto Logistic & Trade a Ginosa dove il Comune ha richiesto un parere legale prima di cedere la metà dello stabilimento ex Tessitura Miroglio.  
Ciò sarebbe indispensabile secondo la Logistic che lo detiene già in comodato, per  finanziare i restanti investimenti nella seconda metà dell’immensa struttura.

martedì 26 settembre 2017

NUOVO VOCABOLARIO DEL DIALETTO GINOSINO, UN INNO ALLA GINOSA DEL PASSATO.


Grazia Pollicoro e Nicola Facilla, autori del "Vocabolario del dialetto ginosino".
(photo courtesy of Francesco Pignalosa)


di Nicola NATALE

C’è chi ama il dialetto ginosino a tal punto da farne un vocabolario. E’ il caso di Nicola Facilla e della prof. Grazia Pollicoro dell’associazione “La Jarvìne”. 
I due hanno presentato il loro lavoro lunedì scorso al teatro comunale Alcanices di Ginosa con Luigi Dell’Orco nel corso di una serata molto partecipata.
GINOSA Il teatro Alcanices durante la presentazione dell'edizione 2017 del "Vocabolario del dialetto ginosino".
Sul palco il sindaco di Ginosa Vito Parisi, Eufemia Pavone, autrice di rime e prose in vernacolo ginosino nonché don Domenico Giacovelli, direttore dell’ufficio della diocesi di Castellaneta per i beni culturali ed ecclesiastici. 
E’ al cancelliere vescovile che si deve non solo la prefazione dell’opera, ma anche l’intervento per illustrare “una pagina di storia locale non letta sul culto di Santa Veneranda Parasceve”. 
Santa Veneranda Parasceve,
antica patrona di Ginosa.
Era quest’ultima infatti la Santa patrona di Ginosa, fino al 1765 quando le fu affiancata la Madonna del Rosario, i cui festeggiamenti cadono quest’anno il 1° ottobre, preceduti da quelli dei Santi Medici Cosma e Damiano, affiancatisi a loro volta nel 1948. 
Il vocabolario del dialetto ginosino nasce sulla base di un preesistente lavoro del dr. Giovanni Gigli, “Raccolta di voci dialettali ginosine”, presentato a suo tempo dal critico letterario Rai Luciano Luisi, ma ne amplia il numero di espressioni nel frattempo raccolte dai due autori. 
Si arriva a 10.857 lemmi preceduti nella prima parte dalle caratteristiche fonetiche e dalla diatesi paradigmatica di alcuni verbi, utile per comprendere le correlazioni tra il significato della frase è la sua struttura grammaticale della frase. 
Il vocabolario non si limita all’esposizione di voci che affondano la loro ragion d’essere nella cultura materiale e contadina di una civiltà antichissima, quella rupestre, ma è un vero e proprio viaggio nella Ginosa storica. 
A partire dalla terza parte che elenca nomi di persone e nomi di Santi, per continuare alla quarta che contiene un quadro d’unione dei fogli di mappa delle contrade e delle masserie di Ginosa, accompagnato da aerofotogrammetrie e dagli stradari del paese madre fino alla sua marina.
Non mancano le unità di misura in uso nelle province dell’ex Regno di Napoli. 
L’opera di 480 pagine* si conclude con la versione dall’italiano al ginosino dei lemmi, contenente 9.888 voci. 
Un lavoro imponente intervallato  da foto che illustrano il passato recente di Ginosa,  a testimonianza perenne di quei tempi ben fissi nella memoria di tanti anziani, spesso rievocati con intensa nostalgia.

*in vendita nelle seguenti esercizi commerciali ginosini: Edicola del Poggio, il Calamaio, Lorenti, Rosato, Ico Dragone, Ip via Puglie.

giovedì 21 settembre 2017

CASTELLANETA, L'ANESTESIA DELL'OSPEDALE.

CASTELLANETA (Ta) L'Ospedale Civile in via del Mercato 1.

QUOTIDIANO DI PUGLIA 19 SETTEMBRE 2017*

di Nicola NATALE

Ormai a corto anche di anestesisti, il grande malato è proprio l’Ospedale Civile di Castellaneta. 
Michele LONOCE,
direttore medico dell'Ospedale di Castellaneta.
Ne ha cinque “ne servirebbero almeno otto” secondo il direttore medico dott. Michele Lonoce. 
La soluzione, cui sta lavorando alla direzione sanitaria della Asl di Taranto (direttore dott.ssa Matilde Carlucci) è l’arrivo di un’anestesista dall’Ospedale di Martina Franca, “in attesa di soluzioni definitive”. 
Grazie a questo nuovo innesto “è stato possibile programmare una seduta operatoria già oggi pomeriggio ed altre due per mercoledì mattina e pomeriggio, tutto questo per sopperire alla gravissima urgenza che noi abbiamo, in coordinamento aziendale”.
Le soluzioni non sono facili perché, racconta sempre il direttore Lonoce, “abbiamo chiamato tutti gli anestesisti della graduatoria del concorso ma nessuno ha accettato, tranne uno che all’ultimo momento ha rifiutato
Una carenza che si estende per quanto riguarda Castellaneta anche ai pediatri “specialità divenute merce rara, perché si preferisce la libera professione o l’esercizio nelle sedi universitarie”. 
Un frutto anticipato, secondo alcuni, dei numeri chiusi imposti per l’accesso alle facoltà di medicina ed alle specializzazioni. 
Tutto questo mentre l’Ospedale Civile di Castellaneta, secondo il piano di riordino ospedaliero e il conseguente regolamento regionale n°7 del 10 marzo 2017, rimane un ospedale di primo livello, condividendo con altri sedici nosocomi in Puglia la stessa classificazione.
Vale a dire una classificazione intermedia rispetto a quella di base (10 ospedali) o dei 5 di secondo livello, tutti ubicati nei capoluoghi di provincia.
Lo scontento, toccato con mano dall’on. Ludovico Vico (Pd) durante una sua recente visita, è confermato anche dal personale interno che chiede insistentemente ed a più livelli a cosa servano “gli incontri, le lettere durante la campagna elettorale” se poi si registra lo stallo per quanto riguarda primari, personale medico e macchinari. 
Il problema maggiore sembra sia ora proprio nell’utilizzo delle sale operatorie. Un utilizzo possibile “per sole 8 ore al giorno e per sei giorni alla settimana”. 
Tutto dovuto alla presenza in servizio di soli 5 anestesisti evidentemente non sufficienti per assicurare un utilizzo continuo ed ininterrotto delle sale operatorie che ospitano gli interventi di chirurgia, ortopedia e ginecologia.
LATERZA da sx Nicola Natale giornalista del Quotidiano di Puglia, Gianfranco Lopane sindaco di Laterza, Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, Sebastiano Stano consigliere provinciale, Michele Mazzarano assessore regionale allo sviluppo economico.
In un suo recente intervento a Laterza, durante la festa dell’Unità, lo stesso presidente della Regione Michele Emiliano, pur assicurando attenzione per l’Ospedale di Castellaneta, ha detto che la realizzazione del piano di riordino non potrà che essere graduale
Un modo forse per rinviare ancora il problema di una struttura bella, nuova, ma avara di servizi comparabili con altre realtà sanitarie?  
Presidi sanitari come il Miulli di Acquaviva o il Madonna delle Grazie di Matera vengono puntualmente scelti come alternativa, contribuendo da un lato a peggiorare la mobilità passiva della Asl di Taranto, dall’altro ad indebolire l’attrattiva proprio dell’Ospedale di Castellaneta, privo ancora di unità di terapia intensiva coronarica.

CASTELLANETA Una sala dell'unità di terapia intensiva coronarica chiusa nel 2007.
E’ appena il caso di far notare che le prime Utic sono nate nel 1961 in America ed in Australia, per poi diffondersi in tutto il mondo. Non a Castellaneta però. 
L’Utic castellanetana, dopo un breve periodo di funzionamento, venne chiusa nel 2007 e mai più riaperta in seguito ad 8 decessi, dovuti ad uno scambio di tubi di gas medicali. 
Da più parti inoltre si è sottolineata l’incongruenza di un punto nascita in assenza di un reparto di rianimazione, come della mancanza dei primari di anestesia, chirurgia e cardiologia. Figure e strutture decisive in un Ospedale che nonostante tutto va avanti anche grazie all’abnegazione di tante figure professionali tra le quali spicca quella dell’oncologo Dr. Antonio Rinaldi. 
Tra le altre cose è stato ricordato come “il governo abbia messo a disposizione della Asl di Taranto 70 milioni di euro per l’acquisto dei macchinari”.  
Ma, come  è arcinoto, non c’è solo bisogno dei macchinari, c’è anche bisogno di personale e di un’ottima organizzazione.

* versione integrale
QUOTIDIANO DI PUGLIA 19 settembre 2017 edizione di Taranto pag.20