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sabato 13 maggio 2017

CROLLO DI VIA MATRICE: DALLA PROTEZIONE CIVILE ALTRI DUE ANNI DI TEMPO PER FINIRE I LAVORI.

GINOSA - Via Matrice com'era prima del crollo del 21 gennaio 2014.


QUOTIDIANO DI PUGLIA 13 MAGGIO 2017*

di Nicola NATALE


A cosa servono le interrogazioni dei consiglieri di minoranza se le risposte non vengono date o vengono date in maniera elusiva o intempestiva? 
Il consiglio comunale dell’11 maggio ha segnato una parziale giravolta da parte dell’amministrazione in carica. Un’inversione di tendenza registratasi su un tema cruciale per Ginosa: il recupero di via Matrice. 
E’ stata la lista Inglese per la terza volta a chiedere lumi per bocca del consigliere Maria Rosaria Leserri concentrandosi sulla “disparità di trattamento tra famiglie, alcune sono rientrate mentre ad altre è stato impedito” e sui contributi per gli affitti concessi per venire incontro agli sgomberi determinati dal crollo del 21 gennaio 2014. 
Altra questione è la rimozione dei contatori disposta da AQP per presunta impossibilità di manutenzione. 
Vito Parisi, sindaco di Ginosa
Per il sindaco Parisi, che ha risposto direttamente all'interrogazione la situazione è limitata ad 11 nuclei e il contributo fitto è stato ripristinato in seguito all’assenso della Protezione Civile”.
La delibera di giunta (pubblicata in albo pretorio il 12 maggio)* che dispone la ripresa degli aiuti è della settimana scorsa ma il primo cittadino ha precisato che non sono mancati “gli aiuti economici da parte dell’ufficio servizio sociali durante i mesi di interruzione”. Naturalmente “non ci sono i margini per recuperare i contributi affitti non corrisposti”. 
Esaurita la parte sociale Parisi ha affrontato anche il tema rimozione delle macerie con il cantiere fermo da mesi. 
Lo stop è dovuto “alla necessità di procedere ad espropri per demolire alcuni edifici instabili”, operazione si presume necessaria a stabilizzare e mettere in sicurezza i due versanti di via Matrice e via Burrone. 
Una procedura “complicata dalla residenza in Germania di alcuni proprietari e dal decesso di altri”.
GINOSA Una parte dell'ansa che caratterizza la gravina del Casale.
Al centro della foto l'area di crollo.
Fatto sta che “la situazione di rischio nell’area oggetto di crollo permane” anche se non sono stati diffusi i dati delle strumentazioni. 
Ad ogni modo sembra rimanga “solo un mese di lavoro per completare la demolizione e la rimozione delle macerie”. 
Poi altri due anni di tempo per giungere ad una ricostruzione del tratto crollato secondo le previsioni di Parisi e i termini fissati della Protezione Civile, che finanzia le operazioni. 
GINOSA La visita dell'assessore Loredana Capone 
Un lasso di tempo che quindi sposta almeno al 2019 il giorno del libero accesso da via Matrice al complesso Chiesa Madre – Gravina di Rivolta, con un futuro tutto da disegnare per lo sviluppo turistico.
Nel frattempo un altro brutto segnale di abbandono dell’area è stato dato da AQP “che ha deciso d’impeto di andare lì e togliere i contatori”. Forse prelievi irregolari all’origine del problema?Anche qui il Comune ha reagito inviando una lettera giovedì scorso per chiedere all’AQP di ritornare sui suoi passi. 
La seduta, di circa mezz’ora, è servita anche per interrogare l’amministrazione 5 stelle sulla redazione del piano turistico comunale, sul rispetto dei contratti di lavoro da parte dell’azienda Servito nonché sulla programmazione della stagione balneare. 
Intesa quest’ultima “non solo nei suoi servizi ma anche come manutenzione straordinaria dell’illuminazione pubblica e del manto stradale che non arrivi a stagione conclusa”. 
La seduta ha poi registrato l’unanimità sull’unico punto all’ordine del giorno. Vale a dire la proroga di un mese per l’adesione al saldo agevolato delle cartelle Equitalia per pendenze relative a carichi di lavoro.

*   versione integrale
** rettifica via web per sopravvenuta pubblicazione.
VIA MATRICE GINOSA - QUOTIDIANO DI PUGLIA Edizione di Taranto pag.25

ASECO (AQP) vs COMUNE DI GINOSA. Finisce al Tar lo stop all'ampliamento deciso dal Consiglio comunale.

GINOSA Contrada Lama di Pozzo - L'entrata dell'impianto Aseco sulla strada comunale n°135

QUOTIDIANO DI PUGLIA 12 MAGGIO 2017

di Nicola NATALE

E’ sempre un corpo a corpo tra l’Aseco spa, la società Aqp di trattamento rifiuti urbani ed il Comune di Ginosa. 
Il 16 marzo scorso l’intero Consiglio comunale si era posto contro l’ampliamento dell’impianto di contrada Lama di Pozzo per la produzione di fertilizzanti da rifiuti organici differenziati.
ASECO Una visita agli impianti esterni.
Un ampliamento generato dalla scarsità di impianti sul territorio e dalla crescente massa di umido o rifiuto organico prodotto dal (tardivo) avvio delle raccolte differenziate dei rifiuti nei vari comuni. 
Circa un mese dopo, il 20 aprile del 2017, la società ora guidata dal dr. Maurizio Cianci presentava già ricorso al Tribunale amministrativo regionale di Lecce, impugnando la delibera dell'intero Consiglio comunale di Ginosa.
Nell’ultima giunta del 9 maggio scorso, con i 5 componenti tutti presenti, l’amministrazione 5 stelle guidata dal sindaco Vito Parisi ha naturalmente optato per la resistenza del Comune di Ginosa davanti al Tar di Lecce. 
La difesa della delibera di consiglio approvata all’unanimità è stata affidata ad un nuovo legale, l’avv. Francesco Calculli,  al costo di 9.616 euro.  
Anche in questo caso prescindendo dalla lista breve di professionisti formata durante la gestione del commissario prefettizio Malgari Trematerra. 
Pressoché identiche le motivazioni con le quali si sono esclusi gli altri professionisti: “la particolarità e l’importanza del contenzioso”. 
Motivazioni che, nel caso Aseco come nel caso del congelamento del trasferimento di proprietà della metà dello stabilimento ex Miroglio, ci sono tutte.
Sorge però più di un interrogativo sulla natura e le modalità di formazione di questa short lista o meglio, lista breve.

GINOSA - L'impianto di compostaggio da residui organici è posto sulla comunale n°135.

In ogni caso quella dell’Aseco è una battaglia che si combatte da anni, per via delle emissioni odorigene che rendono la vita impossibile a chi vive e lavora da quelle parti, un’area densamente coltivata, con residenze e masserie. 
Da ultimo anche un agriturismo. 
Particolare importante, l’Aseco nella sua dichiarazione ambientale del 14 gennaio scorso dichiara di trovarsi ad almeno 300 metri da edifici sparsi o isolati regolarmente destinati a residenza. 
Una circostanza che non ha evitato un aspro contenzioso con i proprietari di immobili, di fatto adiacenti alla struttura.
ASECO - QUOTIDIANO DI PUGLIA Edizione di Taranto pag.22

giovedì 11 maggio 2017

EX STABILIMENTO MIROGLIO: IL COMUNE NON CEDE LA PROPRIETA'. Prima un parere legale.

GINOSA - Agro di Girifalco - Logistic & Trade
Cassoni contenenti la plastica differenziata proveniente da diverse regioni.

QUOTIDIANO DI PUGLIA 11 MAGGIO 2017*

di Nicola NATALE


La Logistic & Trade, azienda specializzata in imballaggi plastici, preme per ottenere il trasferimento di proprietà di metà dello stabilimento ex Miroglio, ma il Comune frena e chiede un parere legale. 
Dopo l’incontro con Aurelio Vitiello della Logistic del 27 aprile scorso non ci fu nessuna comunicazione da parte dell’amministrazione ma ieri, con una delibera di giunta, si è deciso di affidare l’incarico ad un legale. 
Sarà l’avv. Valeria Pellegrino ad esprimere un parere che per i 5 Stelle ha valore di “assistenza stragiudiziale e di difesa degli interessi dell’Ente”. 
Un parere acquisito al costo di 2.920 euro prescindendo dalla lista breve degli avvocati istituita dal commissario prefettizio nel 2015.
Ciò in ragione “della particolarità della fattispecie e della rilevanza e delicatezza della questione che coinvolge la sana gestione del patrimonio comunale e la tutela dei lavoratori”. 
La Logistic aveva preannunciato una battaglia legale nel caso di rifiuto dell’Ente di cedere la proprietà come previsto dagli accordi stipulati a livello ministeriale e regionale oltreché sindacale. 
Ma se a prima vista la delibera può sembrare un ulteriore ostacolo al progetto Logistic & Trade, in alcuni ambienti della Logistic viene interpretata “come  passo necessario ad evitare il contenzioso”. 
Un atto che in caso di parere positivo solleva l’amministrazione Parisi da ogni responsabilità politica, amministrativa e contabile in merito al fatto di aver affidato un consistente bene ormai comunale, ad una singola impresa. 
QUOTIDIANO DI PUGLIA 11 MAGGIO 2017
Edizione di Taranto pag. 19
Un affidamento avvenuto  dopo un percorso ad ostacoli compiuto in maggior parte dagli ex operai della Filatura e Tessitura di Puglia del gruppo Miroglio spa in accordo con i sindacati e l’esame di una varietà di altre proposte di investimento.
Confindustria Taranto ritiene il progetto Logistic & Trade “uno dei più avanzati centri europei per la selezione e valorizzazione dei rifiuti plastici provenienti dalla raccolta differenziata”. 
La proprietà è considerata fondamentale da uno dei consulenti dello stabilimento “per ottenere l’autorizzazione all’installazione di un impianto fotovoltaico e procedere alla seconda parte del progetto” che consiste nel trattare i rifiuti plastici selezionati in modo da ottenere granuli per la creazione di nuovi prodotti plastici.
Al centro di tutto c’è un nuovo investimento annunciato di 13,5 milioni di euro e la necessità per la Logistic di patrimonializzarsi. 
Al momento gli assunti sono 72, con la necessità di assumere per 6-7 mesi altri 10 o 15 addetti.
Questi ultimi dovrebbero essere presi dal bacino dei rimanenti 72 ex dipendenti della Miroglio, anche se gli accordi in precedenza parlavano di contratti a tempo indeterminato.
Rimane in stand by il destino della ex Filatura di Castellaneta per il quale gli ex miroglini avevano lanciato un sollecito al presidente Michele Emiliano.
GINOSA Logistic & Trade.
Granuli per ottenere nuovi imballaggi plastici. La produzione di granuli è l'obiettivo della seconda parte del progetto scelto dal Ministero, Sindacati, Regione Puglia e Comune di Ginosa per la riconversione dello stabilimento "Filatura e Tessitura di Puglia" del gruppo Miroglio.

* versione integrale

giovedì 4 maggio 2017

TRA PAI E IMMIGRATI SI RIACCENDE LO SCONTRO M5S-FORZA ITALIA.


QUOTIDIANO DI PUGLIA 4 MAGGIO 2017*

di Nicola NATALE

Edilizia e crisi, parole che a volte vanno a braccetto, specie se il tutto è complicato da un piano regolatore di incerta validità. L’amministrazione a 5 stelle di Ginosa retta dal sindaco Vito Parisi punta però il dito sul rischio idrogeologico emerso dopo le alluvioni del marzo 2011 a Marina di Ginosa e dell’ottobre del 2013 a Ginosa. 
GINOSA - Prima seduta del consiglio comunale 
eletto nel 2016
Secondo il monocolore che amministra Ginosa dal 24 giugno 2016 “non si è mai cercato di affrontare questo problema”. 
La “soluzione concreta” proposta è di impiegare 345mila euro annui del bilancio comunale per avere un “nuovo studio geologico ed idrogeologico del territorio in pochi mesi”. Attualmente se ne usa uno dei primi anni '90.
La posta in bilancio consentirà, secondo i 5 stelle, di “dotarci di un parco progetti che sia finalmente candidabile a finanziamenti per la mitigazione del rischio”. 975mila euro in tre anni i fondi comunali impegnati a questo scopo.
GINOSA Alluvione dell'ottobre del 2013  con 4 vittime.
Uno dei mezzi travolti dalla forza delle acque sotto ponte San Leonardo.
Nel frattempo spiegano da piazza Marconi, sede del municipio ginosino, una mega conferenza di servizi è fissata il 29 maggio per stipulare un accordo di programma tra tutti gli enti coinvolti finalizzato a non far ripetere i brutti giorni vissuti con le alluvioni. 
GINOSA SUD - ottobre 2013
Gli effetti a valle delle piogge alluvionali.
Ben 14 gli enti interessati, dal Ministero dell’Ambiente all’Agenzia del Demanio di Puglia e Basilicata per “pianificare gli interventi atti alla mitigazione dell’evidenziato rischio idrogeologico”. Un rischio divenuto certezza dopo l’allagamento di contrada Marinella e di parte di contrada Tufarello a Marina di Ginosa nel 2011. Rischio poi drammaticamente confermato dalla perdita di 4 giovani vite a Ginosa nel 2013.
I 5 stelle colgono l’occasione anche per ritornare sul problema delle aree edificabili prive di piani particolareggiati approvati.
Aree non realmente edificabili, ma sottoposte a tassazione imu come se lo fossero.
Problema complicato dallo studio del 2011 dell’Autorità di Bacino della Puglia su Marina di Ginosa che ha gravato alcune di queste aree di un ulteriore vincolo legato alla pericolosità idraulica.
MARINA DI GINOSA Estratto della cartografia del Piano di Assetto Idrogeologico
In pratica al rischio di essere sommerse in seguito a piogge intense e prolungate. 
Il Comune di Ginosa era a conoscenza del piano di assetto idrogeologico dal 2011 avendo fornito anche alcuni dati tuttavia scrive l'ufficio stampa dell'amministrazione m5S “non si instaura un dialogo istituzionale” ma solo una lettera “dell’organo politico dell’epoca priva di qualsiasi indirizzo nel merito”.
Per i pentastellati, al momento del loro insediamento, nonostante diversi incontri con l’Autorità di Bacino “non c’erano né i tempi nei margini per contro-deduzioni puntuali” : di lì la scelta di prendere atto del piano di assetto idrogeologico di Marina di Ginosa (PAI) senza tuttavia approvarlo. 
Vito Parisi (M5S)
sindaco di Ginosa
Una mossa che secondo l’amministrazione Parisi consente di “realizzare in tempi brevi la messa in sicurezza del territorio, garantire l’attività edificatoria e cantierizzare già gli interventi per la difesa del suolo”. 
Interventi  non meglio specificati. 
Tutta la diatriba sul Pai si somma alla tassazione imu in cui le parti politiche si rinfacciano la mancata riduzione per l’anno in corso, alla vigilia delle scadenze di giugno per l'imu, l'imposta municipale propria
Vito De Palma,
consigliere comunale per "La forza dei fatti"
La proposta di riduzione progressiva dell’imu a seconda dell’alta, media e bassa pericolosità idraulica fu scavalcata secondo i 5 stelle da un emendamento presentato a notte inoltrata in Consiglio dall’ex sindaco De Palma. 
L’emendamento mirava a eliminare totalmente l’imu da suoli contraddistinti da pericolosità ma era, sempre secondo l’amministrazione, solo propaganda.
L’iter scatenato da quell’emendamento ha poi portato a cassarlo in quanto avrebbe creato ulteriore “squilibrio sociale tra i contribuenti di terreni agricoli”.
Importante a questo punto l'uso dell'espressione "terreni agricoli" nel comunicato dell'amministrazione: la qualificazione giuridica è essenziale ai fini dell'assoggettabilità all'IMU.
La riduzione imu è quindi promessa per il 2018, sempreché qualcuno non impugni già da quest’anno le cartelle innanzi alla commissione tributaria. 
Intanto l’ex sindaco forzista Vito De Palma, ora consigliere di opposizione, invita il sindaco Parisi ad un confronto pubblico. 
Oltre al tema dell’imu su suoli di fatto non edificabili, De Palma vorrebbe discutere anche di accoglienza immigrati. L’obiettivo dice l'ex sindaco “è un’operazione verità”. 
Il riferimento probabile è all’accoglimento di alcuni immigrati in Marina di Ginosa in un ex albergo, fatto noto da tempo, ma non confermato da fonti ufficiali.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 4 MAGGIO 2017 Edizione di Taranto
* si evidenziano alcune riduzioni nell'edizione cartacea dovute al rigaggio, essenziali però nell'economia dell'articolo.