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giovedì 30 maggio 2013

MARINA DI GINOSA IN BALIA DEGLI INCENDIARI


di Nicola NATALE
Marina di Ginosa, l'incendio sulla via del camping
Marina di Ginosa è nel mirino non di pericolosi incendiari, ma di stupidi irresponsabili che continuano ad appiccare il fuoco per liberare suoli e terreni dalle sterpaglie. Peraltro in giorni di forte vento, e rischiando giustamente pesanti denunce.
Dopo l’ultimo devastante incendio della pineta regina che divorò gli ettari che costeggiano viale trieste, il fuoco ritorno alla batteria toscano, l’area utilizzata dall’aeronautica militare come centro di sopravvivenza a mare. Il fuoco in quell’area non è una novità, ed a poco è servita la recinzione che vieta l’accesso dal viale. Un viale tra i più belli di Marina di Ginosa da sempre utilizzato per le passeggiate in bicicletta. 
Lì vicino il camping internazionale che già in questo mese ospita alcuni turisti. Intorno alle 15:45 di giovedì 30 Maggio due diversi roghi hanno distrutto la pineta che rimaneva dopo il disastroso incendio del 2004. Anche il tratto ferroviario è stato interrotto dando modo ad un trattore del lido perla di intervenire. 
Ne ha dato notizia sconsolato l’assessore all’ambiente Leonardo Galante tra i primi a recarsi sul posto assieme alla protezione civile del servizio emergenza radio, alla forestale ed ai volontari che per fortuna hanno potuto circoscrivere l’incendio alimentato da forti raffiche di vento. L’assessore non pensa ad un disegno dietro questi incendi ripetuti ma piuttosto “a qualcuno che è malato” poiché altri due roghi sono stati appiccati subito dopo nei pressi del villaggio torre serena e nei pressi dell’idrovora allocata al termone di viale jonio, presso il blue moon. 
La risposta dell’amministrazione sarà quella di re-istituire il progetto di tutela dell’ambiente con un pattugliamento continuo delle zone verdi a rischio. 
Galante esclude inoltre che ci sia qualcuno che possa lucrare da questi incendi che ormai interessano in maniera costante la cittadina costiera. Tre giorni fa, tre roghi diversi erano stati appiccati sempre nei pressi del blue moon, causando l’intervento dei vigili del fuoco a salvaguardia di un’abitazione vicina. Queste modalità fanno propendere l’assessore “per la presenza di un piromane”, ma le indagini dei carabinieri avrebbero poi appurato che trattavasi di un incauto proprietario che aveva deciso di risolvere nella peggior maniera possibile i problemi di pulizia ed ordine nel suo suolo.

LATERZA / PARTE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA


di Nicola NATALE
Laterza una fase del test effettuato nell'Ottobre del 2011
Anche Laterza parte con la raccolta differenziata dei rifiuti.
Dal prossimo giugno, con tutta probabilità lunedì 17, addio ai cassonetti, e via con le pattumelle. Vale a dire i bidoncini colorati consegnati porta a porta a ciascuna delle circa 5.700 utenze del comune pre-murgiano.  L’organico sarà raccolto il lunedì, mercoledì e venerdì, mentre giovedì e domenica saranno i giorni del ritiro della frazione indifferenziata. Martedì sarà il giorno del ritiro di carta, cartone e tetrapak, mentre il sabato sarà dedicato a plastica e metalli. I contenitori vanno posti all’esterno della propria abitazione tra le venti e le ventiquattro, il mattino dopo saranno raccolti. 
Oronzo Calella,
assessore all'ambiente
I giorni scelti sono gli stessi della vicina Ginosa che ha avviato a novembre 2012 la raccolta differenziata, affidando alla stessa società, Achab, la gestione della campagna informativa. 
A Laterza invece il servizio vero e proprio è stato affidato alla ecologica pugliese di capurso con un appalto di 1,5 milioni di euro per nove anni. 
A questo punto il  quantitativo di rifiuti da avviare in discarica dovrebbe vistosamente calare. 
La maggioranza di centrosinistra guidata dal sindaco Gianfranco Lopane ci spera poiché in questo modo potrebbe neutralizzare gli aumenti della tares, che si aggirano intorno al 30%. Intanto precisano che il kit per la differenziata é gratis e non a pagamento, come alcuni avrebbero riportato. 
Secondo l’assessore all’ambiente, Oronzo Calella “il ritardo è stato anche dovuto ad un migliaio di utenze ai cui numeri non è stato possibile consegnare il kit ma perlopiù si tratta di abitazioni vuote o abitate solo d’estate". 
Un momento della conferenza stampa
L’assessore ha escluso che la consegna sia servita anche per controllare il numero effettivo delle utenze: “sulle utenze ci siamo, non c’è gente esente” e ne ha approfittato per ringraziare i 26 facilitatori laertini che hanno informato e distribuito tutto il materiale. E’ stato anche istituto un ufficio informazioni nella centralissima via roma ed un numero verde per le chiamate (800814674) che servirà anche per concordare il ritiro dei rifiuti ingombranti. Nello stesso tempo Laterza è stata divisa in sei zone, in cui più o meno una volta la settimana, passerà la spazzolatrice. La sterzata della regione Puglia con l’applicazione dell’eco-tassa ha finalmente obbligato i comuni a rinnovare gli appalti adottando un  sistema che obbliga i cittadini a separare i rifiuti, concetto introdotto in Europa già 38 anni fa.

GINOSA- TARANTO TBM TESSILE ALTRI 67 A RISCHIO.


QUOTIDIANO DI PUGLIA 31 MAGGIO 2013
di Nicola NATALE
Taranto La prima manifestazione degli operai tbm sotto la prefettura
E due. Dopo gli operai della miroglio, anche quelli della tbm tessile rischiano la mobilità. 
Ieri hanno incrociato le braccia e hanno passato tutta la mattinata in via anfiteatro a Taranto in attesa di essere ricevuti dal prefetto. 
La protesta era stata ampiamente annunciata, perché anche i 67 dipendenti del gruppo di Besnate in provincia di Varese, ci tengono a seguire un percorso istituzionale per la risoluzione della loro vertenza. E dalla prefettura, per accordo con il capo di gabinetto, dott. Cosima Di Stani, è venuto l’impegno a contattare il ministero dello sviluppo per l’apertura di un ulteriore tavolo di crisi presso la ormai nota sede di via molise. 
Tbm Ginosa - il tir che ha portato via il primo telaio
I dipendenti hanno anche accettato (a malincuore) che altri 4 telai ormai non più utilizzati partano, ma non accettano che si svenda così l’uno dei pochi stabilimenti di tessitura industriale attivi in Italia. 
A novembre prossimo si prospetta o una forte riduzione di personale o addirittura la richiesta di mobilità e chiusura dello stabilimento che sorge proprio a fianco alla più nota miroglio, in contrada girifalco. Un’area nota per l’estrema fertilità dei suoi terreni che fu fatta diventare industriale grazie ad una legge regionale del 1995, in nome dell’industrializzazione e di un indotto che non è mai arrivato. La proprietà, rappresentata dal dott. Giuseppe Marcora, ha acconsentito al confronto in sede ministeriale ma non ha mancato di sottolineare ancora una volta la non competitività dei costi italiani, e di quelli meridionali in particolare. Far partire le merci sulla rotta Genova-Tunisi è più conveniente che farle transitare dal porto di Taranto, proprio per il  traffico già esistente su quell’asse. E già  qui siamo alla grande assente, cioè una politica industriale pensata per tutto il paese. 
Uno dei momenti della manifestazione in via anfiteatro
sotto la Prefettura che rappresenta il Governo
Per Giuseppe Massafra (filctem cgil) presente all’incontro con Amedeo Guerriero (uil) “l’atteggiamento dell’azienda è positivo ma serve una chiara volontà di voler rimanere sul territorio”. 
L’azienda deve confrontarsi con i lavoratori” ha aggiunto l’assessore comunale al lavoro Mario Toma. 
La proprietà nel frattempo ha avviato anche un confronto con l’amministrazione di Ginosa, guidata dal sindaco Vito De Palma, sembra per l’installazione di una torre eolica in aggiunta all’impianto fotovoltaico esistente sul tetto dell’opificio. 
Ciò dovrebbe compensare la non competitività del sito ginosino in attesa che arrivino tempi migliori, nonostante i confronti dei costi con le tessiture asiatiche continuino ad essere impietosi. Il sindaco di Taranto, Ezio Stefàno, si è fermato con i lavoratori promettendo di parlare anche della loro situazione al tavolo romano che discuterà della vertenza taranto. 
Resta la difficoltà di individuare a livello locale una strategia di uscita dalla crisi strutturale delle imprese italiane. Le ottime risposte produttive fornite dalla miroglio prima e dalla tbm poi non sono affatto servite ai loro lavoratori a mantenere quello che all’inizio era sembrato un sogno: un posto di lavoro fisso a due passi da casa.
Tbm, l'articolo del Quotidiano di Puglia

mercoledì 29 maggio 2013

MAGGIO GINOSINO: I MAESTRI SI INNAMORANO DELLA GRAVINA


di Nicola NATALE
Davide Giove, direttore artistico del Maggio ginosino
con il maestro Antonio Amenduni e Rosa Martemucci
Volge al termine il maggio ginosino, ovvero un cartellone unico per la musica colta. 
Con la partecipazione di maestri di riconosciuta fama internazionale: impressionanti le loro biografie. 
Ne sono promotori symbola, l’associazione abruzzese amici della musica, spazio arte che gestisce le attività del Castello Normanno nell’ambito del programma regionale bollenti spiriti e la casa musicale cassano.
La direzione artistica è affidata al maestro Davide Giove, mentre i masterclass (lezioni interattive con un maestro di alto livello) e alcuni corsi di specializzazione sono stati affidati al maestro Antonio Amenduni, primo flauto presso l’orchestra del teatro all’opera di Roma. 
I partecipanti al masterclass di flauto sul pianoro retrostante il Castello
Il concorso “Città di Ginosa" è stato invece affidato al maestro Gabriele Maggi.
Tra venerdì 24 maggio e sabato 25 si sono tenuti quattro eventi, tutti concentrati sul flauto e tutti utilizzando le più belle cornici ginosine. Vale a dire la chiesa madre, il castello normanno, la corte interna di palazzo tarantini. 
Più che positiva, in qualche caso entusiasta, l’accoglienza del pubblico, nonostante la musica classica necessiti spesso di una preparazione musicale per cogliere appieno la validità delle esecuzioni. 
Ma il maggio ginosino non è stato solo dedicato ai flauti. Ci sono stati seminari di violino e concerti con il maestro Francesco Manara (primo violino orchestra teatro alla scala), un masterclass di sassofono ed un concerto con il maestro Federico Mondelci (orchestra sinfonica di san Pietroburgo) e per finire un seminario con il maestro e professore di tromba Marco Pierobon.
L’altro appuntamento in cartellone è previsto per sabato 1° giugno sempre al Castello Normanno ore 20:30. Con il titolo di "Viva Verdi" andrà in scena un recital lirico con brani tratti dalle opere più celebri del maestro di Busseto.
Ad eseguirle saranno Gerardo Spinelli (baritono) Eleonora Plati (soprano) Silvia Barletta (soprano) Giuseppe Ranoia (basso) Teresa Balacco (mandolino) Angela Pascale (pianoforte).
Maggio ginosino: il pubblico nella sala
con vista sulla gravina del Castello Normanno
Insomma un programma completo che consolida e certifica  la grande tradizione musicale ginosina, che vede ottimi professionisti inseriti in orchestre, gruppi e contesti spesso di caratura nazionale.
Il concorso e il maggio ginosino sono un ottimo modo non solo per valorizzare l’ingente patrimonio storico, interessato negli ultimi anni da corposi restauri, ma anche un veicolo di promozione turistica. Un maestro alloggiato in un piccolo albergo sapientemente ristrutturato nel cuore del centro storico, con invidiabili affacci in gravina, ha scelto di ritornarvi in vacanza. Colpito qualcuno ha detto “dalla grande energia” che si sprigiona dal panorama ancestrale della gravina.
La Gravina di Ginosa, uno scorcio sul casale

lunedì 27 maggio 2013

MARINA DI GINOSA IL DIRETTORE DI TORRE SERENA: NO ALL’IMPOSTA DI SOGGIORNO


QUOTIDIANO DI PUGLIA 26 MAGGIO 2013
di Nicola NATALE
Geraldo Fatone,
direttore del Torre Serena Village
La tassa di soggiorno sveglia il gigante, cioè torre serena. Al momento l’unico grande villaggio turistico esistente a Marina di Ginosa. Sulla questione interviene il direttore del complesso turistico Geraldo Fatone, dichiarando “siamo sempre stati fermamente contrari e abbiamo interloquito con l’amministrazione comunale affinché evitasse quello che consideriamo un grande danno per l’economia locale”. 
Una diretta presa di posizione del gruppo bluserena che pur “apprezzando la disponibilità del sindaco di Ginosa a dialogare sull’entità della tassa e sulla sua modalità di applicazione” ha voluto ribadire pubblicamente il suo no. L’intervento proprio a seguito dell’articolo del Quotidiano relativo al consiglio comunale del 13 maggio scorso. Consiglio la cui diretta non è stata pubblicata a tutt’oggi  nella apposita sezione del sito ufficiale dell’ente.
Il direttore spiega anche le ragioni della sua contrarietà: “abbiamo una legge  nazionale sciagurata che crea condizioni di competizione fra le amministrazioni comunali, nel turismo oggi perdono i comuni che istituiscono la tassa”. 
Un’impostazione diametralmente opposta a quella perorata dalla maggioranza, cui si è unita la lista inglese. Di diverso parere il pd che dall’opposizione con Bitetti, Giannico e Rosato ha votato contro. 
Marina di Ginosa - Torre serena village
Giacomo Cassano, il consigliere delegato al marketing territoriale che ne ha curato l’istituzione assieme all’assessore al turismo e ambiente Leonardo Galante aveva dichiarato in proposito che l’imposta “non avrebbe fatto fuggire nessuno”.
E invece insiste Fatone le cose non stanno così: “questa imposta deprime i flussi turistici e l’occupazione e danneggia l’indotto”. Secondo il dirigente “chi valuterà Ginosa per le proprie vacanze, non potrà non prendere in considerazione destinazioni alternative, su cui non gravi l’imposta” anche perché conclude “ad incidere nelle scelte dei turisti è sia la maggior spesa che l’idiosincrasia generalizzata verso le imposte ….e questa è particolarmente odiosa”.

sabato 25 maggio 2013

THE DAY AFTER . ANCORA IN SILENZIO LA MAGGIORANZA. SOLIDARIETA’ TOTALE A DI CANIO


QUOTIDIANO DI PUGLIA 25 MAGGIO 2013
di Nicola NATALE   
GINOSA -Piazza Nicola Nusco detta "la madonnina",
storico luogo di incontro e di chiacchiere
Il giorno dopo gli arresti la città è ancora traumatizzata, ed incredula. 
Comincia a farsi più chiaro il quadro, e molti propendono per la non colpevolezza, pur di fronte alla pesantezza dei capi di imputazione. Anche perché, bisogna ripeterlo, il consigliere delegato ai lavori pubblici Vincenzo Di Canio, il dirigente dell’ufficio tecnico pro-tempore Mauro De Molfetta e il tecnico comunale Alfredo Clemenza sono ancora a tutti gli effetti innocenti. 
Sul loro capo pendono però accuse pesanti come corruzione, truffa, abuso di ufficio e voto di scambio, a seconda delle loro condotte personali. 
La custodia cautelare, cioè gli arresti prima di un processo e di una condanna, sono disposti però quando ci sono precise condizioni, come ad esempio il rischio di inquinamento delle prove o di reiterazione del reato. 
Lavori pubblici a Ginosa,  inchiesta guardia di finanza.
La conferenza stampa tenutasi a Taranto il 23 Maggio 2013
Il quadro che emerge dalle intercettazioni è stato definito “agghiacciante” da un consigliere comunale che asserisce di averle lette e lo stesso comandante provinciale Salvatore Paiano ha definito la vicenda una “storia avvilente”. “L’unica nota positiva è stata la denuncia delle vittime” ha concluso il responsabile provinciale della guardia di finanza, titolare delle indagini. Nel caso di specie infatti, sono stati i soci della cooperativa “il Poligono” a mettere in azione la guardia di finanza sui pagamenti illeciti che sarebbero avvenuti tra il loro vicepresidente oggi indagato, Enrico Grilli e l’uomo politico al centro delle accuse. 
Il tutto per il centro ludico per minori e disabili tuttora in costruzione a Marina di Ginosa, nella zona del mercato, finanziato con 800mila euro. Una nuova struttura pubblica, nonostante le due esistenti a Ginosa, una per minori a rischio e l’altra per disabili privi di assistenza genitoriale, non siano mai state avviate proprio per le difficoltà relative al personale ed ai costi di gestione. Ma tant’è: i finanziamenti europei gestiti dalle regioni esulano a volte dalla conoscenza fine del territorio e un'amministrazione non può permettersi di lasciarsi scappare un bando, che significa nuovo lavoro e nuove strutture. 
Ma non è questa la realtà percepita a Ginosa e Marina di Ginosa, dove la maggioranza della popolazione solidarizza con Vincenzo Di Canio, assessore con sindaco Montanaro prima e  consigliere con sindaco De Palma e delega forte poi.
Perché, nell’inerzia della politica, nei ritardi dell’amministrazione, quella di Montanaro prima, e di De Palma si è sempre proposta come “la politica del fare”. 
E Vincenzo Di Canio, agronomo, proveniente da una solida famiglia di agricoltori, ne era uno dei diretti rappresentanti. Con la notevole esperienza acquisita in regione Puglia, dove è funzionario del servizio foreste nell’ambito dell’assessorato allo sviluppo rurale, con il suo consenso, non solo in termini elettorali, si era riguadagnato una posizione forte anche all’interno della terza amministrazione di centrodestra di Ginosa, che gli si è stretta affianco.
Molto minore il rilievo dato in città alle responsabilità dell’ing. Mauro De Molfetta e del geometra Alfredo Clemenza, conosciutissimo quest’ultimo dalle aziende locali che partecipavano ai bandi dell’amministrazione. Da sempre Clemenza, in quanto incardinato nell’ufficio manutenzione, si occupava dell’enorme patrimonio immobiliare del comune che conta ormai decine di immobili di uso pubblico, il centro ludico di Marina di Ginosa si sarebbe aggiunto a questi. 
Su tutta la vicenda è calato peraltro il silenzio dell’amministrazione guidata da Vito De Palma. 
Silenzio che non si è sciolto nemmeno ieri, se non per diramare un comunicato sulla giornata ecologica in corso il 26 Maggio a Marina di Ginosa per la pulizia di spiagge e pineta. 
Giornata alla quale parteciperanno tutte le associazioni del territorio.
Sicuramente  il modo migliore per ripartire, dopo la lunga riunione di maggioranza tenutasi fino a sera nel palazzo comunale. 
Le attestazioni di solidarietà non sono mancate sul profilo facebook di Vincenzo Di Canio. L’abbraccio tributato a lui ed alla sua famiglia  dal vicesindaco prof. Marilisa Mongelli ha ricevuto 35 “mi piace”. Mentre un altro funzionario della regione, che sempre asserisce di aver letto l’ordinanza, dichiara “non si può arrestare qualcuno sulla base di quel nulla assoluto”.

venerdì 24 maggio 2013

GINOSA / LE REAZIONI AGLI ARRESTI DELLA GUARDIA DI FINANZA


QUOTIDIANO DI PUGLIA DEL 23 MAGGIO 2013
di Nicola NATALE
Il Comune di Ginosa
Sbigottimento. E’ solo una delle reazioni alla notizia dell’arresto di Vincenzo Di Canio, consigliere comunale delegato ai lavori pubblici. Ma anche dell’ing. Mauro De Molfetta, già responsabile pro-tempore dell’ufficio tecnico e del geom. Alfredo Clemenza, tutt’ora in forza all’ufficio manutenzione.
In second’ordine l’arresto ai domiciliari dell’imprenditore Enrico Grilli, che pochi in città conoscono. E tanta confusione sui reati contestati. Anche perché in Comune a mezzogiorno non c’è quasi nessuno e nella sala riunioni i consiglieri comunali non hanno molta voglia di parlare. Rimangono solo due addetti al front-office, compìti  ed efficienti, per dire che il sindaco Vito De Palma (pdl) è andato via e che dopo la riunione di maggioranza nel tardo pomeriggio sarà diramato un comunicato. 
Nelle tre piazze centrali, i lavori di ristrutturazione procedono come al solito e i funzionari non hanno nemmeno loro voglia di parlare. Si buttano sul lavoro, come ad esorcizzare l’accaduto, ma il tema tra i passanti è unico: gli arresti. E non è un caso, perché a Ginosa, pur a fronte di quintali di denunce, esposti, querele, nessuno aveva mai avuto serie conseguenze giudiziarie. 
Le tempeste giudiziarie, quasi inevitabili per un amministratore pubblico, sono sempre passate senza nessun condannato eccellente, perlomeno negli ultimi 20 anni. 
Per questo la sensazione è ancora più forte, opposta a seconda delle posizioni politiche e personali dei cittadini. 
Uno dei momenti conclusivi dell'indagine della
Guardia di Finanza a Ginosa
Anche perché moltissimi conoscono bene Vincenzo Di Canio, affabile con tutti, e soprattutto responsabile da anni di quello che per tutti i  comuni è uno dei settore più delicati ed importanti. 
Come fare ad applicare a lui così solerte, partecipe, voglioso di risolvere i tanti problemi della città, la rabbia, l’indignazione e la rivalsa che si usano per le decine di politici e delinquenti che ormai occupano da anni le cronache dei giornali? 
Ha il sapore di una tangentopoli vent’anni dopo questa inchiesta in cui è inusuale anche il corpo che mette a segno la delicata ed importantissima indagine, la guardia di finanza che a Ginosa non ha nemmeno una stazione.
Insomma i sentimenti sono molteplici, con tante sfumature quante sono le persone che esternano, c’è l’indignazione, la difesa d’ufficio, l’irritazione, la vendetta ed addirittura un senso di liberazione. 
Tutto espresso a tempo di record dopo la prima fuga di notizie, avutasi nelle prime ore del mattino di ieri, già con nomi e cognomi. Fuga cui è seguita un'esplosione di commenti poi continuata tutto il giorno, tra distinguo, incredulità e “tanto sono tutti uguali” e “voi non sapete cosa significa amministrare”. 
Restano opposte le due chiavi di lettura dell’accaduto. Da una parte quella popolare, tendente alla colpevolizzazione con tanto di invito a condanne esemplari e quella più altolocata, che memore delle numerose insidie dell’esercizio di funzioni pubbliche, propende per l’errore tecnico, anzi per l’ingenuità nel voler risolvere con semplicità la complicata partita tra norme di legge, consenso elettorale, esecuzione dei lavori con adeguata celerità, selettività politica degli interventi da effettuare e delle ditte da far lavorare. 
Già perché il grande assente, è il lavoro anche a Ginosa, la cui mancanza agisce da corruttore principale tanto da far esclamare ad un’anima candida “abbiate più rispetto per tutta la comunità ginosina ed i senza lavoro”.
http://www.quotidianodipuglia.it/taranto/tangenti_e_appalti_a_ginosa_quattro_arresti_della_finanza/notizie/283060.shtml

GINOSA / INCHIESTA GDF SU AMMINISTRATORI E TECNICI, LE REAZIONI DELLA MAGGIORANZA: “CHIARIRA’ TUTTO, E’ TRASPARENTE”


di Nicola NATALE
Il consigliere regionale Pietro Lospinuso
La maggioranza fa quadrato intorno al consigliere comunale Vincenzo Di Canio ed ai funzionari coinvolti nell'inchiesta della guardia di finanza. Le facce sono moge, a volte tese, ma le dichiarazioni sono unanimi. 
Il consigliere regionale Pietro Lospinuso è l’unico a rilasciare una comunicazione ufficiale. Poi prontamente ripresa da fonti vicine  all'amministrazione aggiungendovi i nomi del sindaco Vito De Palma, del coordinatore provinciale pdl Luigi Montanaro, del consigliere provinciale Augusto Pardo e del coordinatore cittadino Mino Di Tinco. “Viviamo l’amara vicenda che sta vivendo il fraterno amico Vincenzo Di Canio in spirito di profonda solidarietà e con la certezza che la magistratura, cui rinnoviamo senza riserve la nostra fiducia, non possa non accertarne la trasparenza dei comportamenti al servizio della nostra comunità, al quale egli si dedica instancabilmente con passione e competenza”.
Giovanni Perniola,
consigliere comunale adc
Ma prima ancora è la faccia di Giovanni Perniola (alleanza di centro) ad esprimere incredulità e fiducia nel chiarimento da parte di quell’amministratore e di quell’amministrazione il cui operato ha sempre difeso con foga. 
Perniola, scuola dc, è un politico di lungo corso, abituato ai marosi ed alle tempeste della politica e commenta secco “sono sicuro che tutto si chiarirà, non c’è niente”. 
Sarà,  ma si vaga alla ricerca di una comunicazione ufficiale, di uno straccio di una convocazione per una conferenza stampa che non arriverà, di telefoni che non rispondono, di comunicati che non arrivano benché promessi. Incontriamo, cerchiamo alcuni membri della maggioranza ma le reazioni - pur diverse -  sono tutte improntate al no comment.
La maggioranza si chiude a riccio, eppure nessuno è ancora colpevole in questa vicenda, giacché un’inchiesta è appena il primo dei passi per arrivare ad una condanna.
Ed anche se ci fosse, dopo quella c’è il secondo e terzo grado di giudizio. Anche se tutti dovrebbero comprendere la portata devastante di un provvedimento giudiziario, i cui danni sono incalcolabili se l'inchiesta colpisce innocenti.

IL CENTRO SOCIO-EDUCATIVO, UN APPALTO DA 800MILA EURO


QUOTIDIANO DI PUGLIA 23 MAGGIO 2013
di Nicola NATALE
Marina di Ginosa, l'area di via Dalmazia,
ove si tiene il mercato
Molti, fino a ieri, non sapevano neppure dell’esistenza della struttura al centro dell’inchiesta della guardia di finanza. 
Il centro socio-educativo diurno per minori e disabili è a Marina di Ginosa, alla fine di via Pordenone, ovvero all’entrata di Marina di Ginosa sulla destra. Vicino all’area ove si svolge ogni venerdì il mercato, quella che i tecnici chiamano lottizzazione zanelli. Attualmente la struttura è incompleta poiché mancano l’intonaco e gli infissi. Anche questa iniziativa non si era sottratta al consueto battage propagandistico affidato ad un comunicato stampa prontamente riportato, senza commenti, da vari organi di comunicazione vicini all’amministrazione.
In quell’occasione si parlò esplicitamente degli 800mila euro stanziati dal fondo europeo di sviluppo regionale per la realizzazione del complesso. Una costruzione da 350 metri quadri con un’area recintata ed attrezzata, 4 laboratori per attività ricreative e culturali con annessa biblioteca, un campetto polifunzionale, un anfiteatro, attrezzature ludiche all’esterno e zona verde per complessivi 2.500 metri quadri.
 L’iniziativa fu presentata come un valido gioco di squadra tra tutti i comuni componenti facenti parte dell’ambito 1, che ha proprio Ginosa come comune capofila oltre a Laterza, Castellaneta e Palagianello. Finalità alta, scopo encomiabile ma che si scontra ora con le complesse attività poste in essere non solo per la sua realizzazione, ma anche per la sua gestione.
Attualmente due altre strutture, con esplicita finalità sociale,  giacciono inutilizzate in Ginosa, sebbene concepite ed in parte realizzate già prima del 2001. Si tratta per l’inciso, ed anche qui Quotidiano ne ha già parlato,  della strutture poste appena dopo la casa famiglia sulla ex ss580. L’una doveva ospitare minori a rischio di devianza, l’altra disabili che non avevano più il sostegno genitoriale. Entrambe, per problemi di diversa natura, non hanno mai funzionato. Il destino del centro socio-educativo sembra essere diverso però, nonostante la vicenda giudiziaria, che deve ancora definirsi.

GINOSA / INCHIESTA SUL CENTRO DIURNO, LE REAZIONI DELL'OPPOSIZIONE


QUOTIDIANO DI PUGLIA 24 MAGGIO 2013
di Nicola NATALE
Enzo Giannico,
consigliere comunale  di minoranza pd
La notizia piomba alle sette in città. Il primo ad intervenire è Enzo Giannico, consigliere comunale del pd, tra i più attivi sul fronte dell’opposizione. 
E’ infatti lui l’ultimo ad aver polemizzato proprio martedì scorso con uno degli arrestati, il consigliere Vincenzo Di Canio, su un altro tema, quello della cittadella della salute, sempre a Marina di Ginosa. Tema seguito dal Quotidiano che aspettava ieri la replica del consigliere delegato ai lavori pubblici, affidata ad una nota che non è mai arrivata. 
Giannico, consigliere da due anni, denuncia che in tutto questo tempo non ha fatto altro che segnalare “anomalie e irregolarità” nel settore dei lavori pubblici. Tuttavia fa notare, “quando interviene la magistratura è sempre una sconfitta della politica”. Naturalmente anche lui come parte dell’opposizione del pd si augura “che tutti possano dimostrare la propria innocenza”.  Salvo aggiungere qualche ora dopo: “il sindaco De Palma non può sottrarsi, in termini politici, da quanto accaduto a Ginosa; nell’ordinanza del gip viene messo in discussione l’uso privatistico del settore lavori pubblici”. 
L'avv. Cristiano Inglese,
consigliere di minoranza lista inglese
Infatti, sempre secondo il consigliere di minoranza, le indagini si appuntano sui lavori seguiti durante le elezioni, fatti strumentalmente in tale periodo, ma le azioni sono proseguite anche durante i due anni di amministrazione De Palma. Quindi “saranno affrontate e ci saranno ulteriori inchieste su 8 milioni di euro di lavori”. Più cauta, molto più cauta la reazione del capogruppo Cristiano Inglese (lista inglese) che si riserva assieme al consigliere Massimo Castria di esprimere nei prossimi giorni le valutazioni relative alle vicende giudiziarie. Non sono mancate in questi anni neppure loro prese di posizione sul modus operandi della maggioranza.

martedì 21 maggio 2013

MARINA DI GINOSA VILLAGGIO DELLA SALUTE / GIANNICO “ALTRO CHE VENTI POSTI, E’ SPECULAZIONE”


QUOTIDIANO DI PUGLIA 21 MAGGIO 2013
di Nicola NATALE
Marina di Ginosa - l'area interessata vista dall'alto con google hearth
Sarà un villaggio, ma non certo della salute. 
Questo afferma Enzo Giannico, consigliere di minoranza pd attaccando il progetto dell’amministrazione De Palma già denominato “la cittadella della salute”. 
Come Quotidiano aveva riportato il 24 Aprile scorso il progetto deve essere ancora approvato, e la recente conferenza di servizio tenutasi il 14 Maggio scorso poteva essere un avanzamento notevole per l’idea della cardec system srl di Massafra. 
Invece tutto rimandato giacché,  informa Giannico,  “la cittadella della salute”  deve essere assoggettata alla valutazione ambientale strategica (vas), cioè alla previsione delle conseguenze ambientali delle trasformazioni introdotte. 
Non solo,  rincara il consigliere marinese, bisognerà aspettare anche il parere dell’assessorato regionale alla salute. 
Enzo Giannico,
consigliere comunale di minoranza
Per Giannico “ancora una volta il consigliere ai lavori pubblici Di Canio dimostra di fare proclami annunciando opere a mero scopo propagandistico senza tenere in minimo conto i tempi e le procedure di legge per la realizzazione”. 
Fin qui la naturale, salutare ed a volte teatrale schermaglia tra maggioranza ed opposizione ma l’ex segretario provinciale dei ds questa volta va oltre e parla esplicitamente di speculazione. Questo è un villaggio vacanza tuona ed allora “perché andare in variante al piano regolatore consentendo di costruire in zona agricola”? “A distanza di qualche centinaio di metri ci sono le aree individuate dal prg per lo sviluppo turistico ed invece si acquisiscono aree agricole con un costo molto basso e poi si realizzano le varianti”
Qual è l’interesse pubblico che consente di andare in variante in quelle zone?” si chiede il consigliere che poi conclude “sé è un investimento socio-sanitario, siamo proprio sicuri che siano esaurite le zone f, cioè quelle dedicate a questo tipo di investimento siano esaurite”. 
Secondo Di Canio quelle zone sono invece esaurite mentre dall’opposizione si ribatte che il dirigente dell’ufficio urbanistica non fa riferimento a queste aree. 
Insomma una questione giocata non solo in punta di diritto, ma che sottende proprio un diverso approccio alle esigenze dello sviluppo turistico. Giannico, ad ogni modo,  si conferma uno dei più presenti sul fronte dell’opposizione all’amministrazione di centrodestra che da dodici anni presidia il Comune. Gli investimenti al momento sembrano concentrarsi tutti nell’area dell’ex blue moon. Restano a bocca asciutta le altre aree tipizzate e intonso tutto il litorale a sinistra di Marina di Ginosa provenendo dalla ex statale 580, ancora privo di validi punti di accesso.
Le Terme Luigiane, una cittadella della salute realizzata ad Acquappesa (Cosenza) e convenzionata con il s.s.n.

LATERZA MOSTRE / RAFFAELLO D’ACCOLTI E LA RIVOLUZIONE ALLEGRA.


Laterza - La personale di Raffaello D'Accolti in una sala del Palazzo Marchesale (ph luca grandi)


di Nicola NATALE
Si è inaugurata domenica scorsa la personale d’arte di Raffaello D’Accolti al palazzo marchesale. Mostra a cura di Nicola Zilio e con coordinamento generale delle Officine Culturali Arthemisia.
D'Accolti, che vive e lavora a Bari, espone fino al 2 Giugno in una delle sale mirabilmente ristrutturate della dimora nobiliare del XVI° secolo. Il palazzo è oggetto di un’efficace opera di valorizzazione, senza la quale sarebbero stati vani gli sforzi di chi si é adoperato negli anni per consentirne il restauro, ancora in corso.
Dalle venti alle ventitrè, è possibile ammirare le opere cromaticamente felici ed allegre di questo pittore che persegue una sua ricerca tutt’altro che leggera.
Raffaello D'Accolti (ph luca grandi)
D’Accolti ritiene di vivere un’era di assoluto appiattimento culturale dovuta alla cacofonia di messaggi e che bisogna re-imparare a leggere la realtà: “lo spettatore non ne è più capace perché abituato ad essere stupito”.
E’ per questo che le opere di D’Accolti sono accompagnate da titoli meticolosi nella loro spiegazione, ma anche divertenti.
Da citare sono i supporti che utilizza per alcune delle sue opere, e cioè l’interno delle confezioni aperte di prodotti alimentari di marche assolutamente note e globali.
La facciata non stampata è la sola capace di trasmettere un messaggio, al contrario dei loghi. Questi ultimi ci rimandano direttamente all’immaginario pubblicitario che, non solo non ci consente di conoscere la realtà del prodotto che usiamo,  ma anche della vita che stiamo vivendo.
Come si vede una tematica nient’affatto rinunciataria, tuttavia le opere conservano levità e allegria, nella minuziosa descrizione di tanti nostri atti quotidiani.
C’è l’eco della sua Bari e della sua infanzia soprattutto nei personaggi maschili, fasciati nei loro abiti ufficiali. Simbolo di quella borghesia che, smarrito ogni senso di fratellanza e di amicizia, ne conserva le forme a puro scopo utilitaristico. Insomma il materialismo e l’egoismo eretti a sistema che ci trasformano in oggetti più che in esseri autonomi.
Di qui l’inversione con la quale si devono leggere alcune sue opere: a volte il giocattolo rappresenta il protagonista umano, un burattino é invece l’uomo nelle mani degli oggetti che invece ci dominano.
Apprezzamenti unanimi quindi per l’artista che con il suo passato da disegnatore e il presente di  titolare di un’agenzia di comunicazione e marketing sembra aver scoperto nell’arte la sua passione più autentica. Con opere che pur strizzando l’occhio a maestri riconosciuti, sono assolutamente originali  e disegnano una via allegra alla riflessione.
Se ne sono accorti anche in Olanda, nel 2011 la galleria Stuurmanskunst ha esposto sue opere nell’ambito di un progetto internazionale.

LATERZA IL SINDACO LOPANE: “FORSE UN RIMPASTO IN GIUNTA”


di Nicola NATALE
Gianfranco Lopane,
sindaco di Laterza dal Maggio 2011
Pare che il sindaco Gianfranco Lopane abbia impaginato e redatto di suo pugno molte delle pagine del rendiconto amministrativo. 
Ma la notizia più forte la butta giù tra le righe: “é possibile una rimodulazione delle competenze in giunta”. In altre parole un rimpasto, “ma non perché la maggioranza non sia salda” precisa. 
A due anni dalla sua elezione, innanzitutto il primo cittadino di Laterza ci tiene a dire che “sono stati mesi complessi vissuti tra tagli che hanno massacrato gli enti locali”. 
Nonostante ciò l’indebitamento del comune laertino è passato da 15,36 milioni di euro del 2007 (punta massima) ai 12,6 del 2012. 
Il sindaco sciorina gli oltre 20 interventi in cantiere  da realizzare “finanziati per 7 milioni di euro senza indebitare ulteriormente il nostro comune” grazie alla “progettualità”. Cioè al fatto di partecipare ai bandi con progetti che abbiano un piano di gestione sostenibile, soprattutto economicamente. Tra questi c’è il museo delle ceramiche al primo piano del palazzo marchesale, la masseria cangiulli da destinare a sede del parco delle gravine, l’area camper nell’oasi lipu, il belvedere del municipio, il percorso avventura nella pineta scivolizzo, il recupero del vecchio mattatoio.
Una creazione di SuMo maioliche
Senza dimenticare i 2 progetti  per la scuola michelangelo, il restauro del diaz, la manutenzione straordinaria del ponte di selva san vito e le due rotatorie sulla ex 580 e sulle provinciali 20 e 22 di concerto con la provincia. 
Il parco in costruzione nella sede del vecchio stadio
sulla via per Castellaneta
La prima opera a venire alla luce (forse a luglio)  sarà il rifacimento del vecchio campo sportivo in via Castellaneta e la sua definitiva destinazione a parco comunale. Il rifacimento del muro perimetrale ed altre noie hanno comportato una serie di ritardi. 
Poi arriverà il centro diurno ubicato nel cortile della scuola diaz, in pieno centro cittadino. 
Per il momento la cittadinanza dovrà pagare le opere già realizzate con rate che finiranno intorno tra il 2021 ed il 2025, una lunga traversata nel deserto.
I laertini però godono fin d’ora del rifacimento di parte del palazzo marchesale, dell’auditorium giannico o del nuovo stadio sulla via per Santeramo. 
Per quanto riguarda il capitolo restituzione imu il sindaco tiene a dire che è una “discussione falsa” poiché a Laterza il 90% delle case paga meno di cento euro. La restituzione in progetto cambierebbe poco o nulla. 
Un’altra battuta importante il sindaco la concede sul piano regolatore concepito nel 2004 per una cittadina di 18mila abitanti ed ora avviato a diventare piano urbanistico con nuovi tecnici: “no a nuove aree di espansione”. 
Una frase importante per una cittadina che ora conta oltre 15mila abitanti e i cui muratori ti fermano per strada lamentandosi del poco lavoro. Ma la via sembra essere la ristrutturazione e il rifacimento dell’esistente, in attesa di una ripresa economica che non arriva.