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venerdì 30 novembre 2012

GINOSA, ARRIVA LA RIMOZIONE FORZATA. NUOVI DEBITI FUORI BILANCIO.


di Nicola NATALE
L'imboccatura a destra della foto di Via Costa della Crognola.
E' una delle arterie che dovrebbe collegare Viale Martiri D'Ungheria alla circonvallazione sud. 
Una discussione tutta incentrata sui conti quella di ieri in Consiglio, anche per l’assestamento a norma di legge del bilancio di previsione. 
Vito De Palma,
sindaco di Ginosa dal maggio 2011
Ma siamo un Comune con i bilanci in salute” ha precisato il sindaco Vito De Palma. 
Novità di rilievo l’avvio della gara per il servizio di rimozione forzata delle autovetture, finora assente. 
Su nove punti all’ordine del giorno, sei riguardavano questione di natura contabile. 
La lista Inglese in apertura ha interrogato la maggioranza sulla pubblica illuminazione e sulle condizioni di instabilità geologica di Via Costa della Crognola. Risposte che arriveranno nel prossimo Consiglio. 
Ad animare la discussione sono stati tre debiti fuori bilancio.  
In primis quelli relativi ad indennizzi legali pagati a cittadini feritisi cadendo in qualche buca non segnalata. Il sindaco Vito De Palma ha avanzato il sospetto che “qualcuno ci marci”
La contrapposizione si è accentuata al momento di riconoscere 77mila euro all’impresa Cazzetta Vincenzo relativi alla bitumazione di una strada rurale detta Terzo di Mezzo. 
Cristiano Inglese, cons. di minoranza
Per la maggioranza, l’esistenza di un giudizio in corso - intentato dal Comune per gravi irregolarità nell’esecuzione dell’opera riscontrate dal direttore dei lavori - ha indotto a sospendere i pagamenti.
Dal 2011 si potevano pagare questi debiti, ora da 40mila euro siamo arrivati a 77mila euro” ha replicato l’opposizione.
Chi risponde di queste maggiori somme - si chiede Inglese - che datano agli inizi del 2011?" 
Sulla stessa linea Bitetti del pd: “spendiamo tanti soldi in spese legali, sono 260mila euro nel solo 2012”. 
Felice Bitetti, capogruppo pd
Allo stesso modo suscita sospetti nel capogruppo pd il fatto che “su opere pubbliche come le strade rurali previste per 322mila euro, si siano fatte poi perizie di variante fino a 470mila euro in pieno clima elettorale”. 
Il capogruppo pd - anche sulla scorta dei dubbi che hanno spinto il collegio dei revisori ad inviare la documentazione alla corte dei conti -  dichiara la non partecipazione al voto del suo partito. 
Pronta la risposta di Vincenzo Di Canio, consigliere delegato ai lavori pubblici e già assessore allo stesso ramo: “il terrorismo psicologico non serve; smettiamolo di usare questi termini perché tutti i debiti fuori bilancio vanno automaticamente alla Corte dei Conti”.
Alla fine la delibera passa con 11 favorevoli e i 2 contrari di Inglese e Castria. 
La discussione si ripete per la condanna del Comune a pagare oltre 18mila euro imputati al bilancio 2013 in favore del fallimento della società a responsabilità limitata Studio2000, su questo punto tutta l’opposizione vota contro, ma la maggioranza compatta tiene.
Ancora una volta, con riferimento alle sentenze di condanna, la maggioranza ne mette in discussione l’appropriatezza.
Il consiglio si conclude poi con l’approvazione del piano per il diritto allo studio, in particolare servizio mensa e trasporti. Il vicesindaco Marilisa Mongelli ha ribadito che nonostante i tagli regionali il Comune ha trovato le risorse per assicurare i servizi a fronte di un’utenza anche maggiore.

TERRA DELLE GRAVINE, POST ILVA E POST MIROGLIO


di Nicola NATALE
Francesco Zaccaria, 29 anni,
l'uomo morto in seguito alla caduta in mare
della gru dell'Ilva su cui lavorava. E' stato ritrovato dopo due giorni.
La provincia è stordita da quanto succede nel capoluogo. 
Man mano arrivano i racconti dei tanti che intorno alle 11 del 28 Novembre 2012 si trovavano a Taranto per le più svariate ragioni,  ed hanno visto un principio di apocalisse.  
Il paragone più usato, quello dei film americani di genere catastrofico. 
Ma assieme al dramma dell’operaio disperso e poi ritrovato morto due giorni dopo, al dramma più generale sollevato dalla vicenda ilva, la vicende scorrono vorticose anche nella Terra delle Gravine. 
Da Ginosa a Palagianello, passando per Laterza e Castellaneta gli avvenimenti locali si mischiano a quelli nazionali.  
Succede così che le riprese di Net-unoTv del consiglio comunale flash di Castellaneta finiscano a Striscia la notizia su Canale 5 ieri a supporto della consegna-sfottò del mezzo provolone a Giovanni Gugliotti e di una tutina da mimo al presidente Nardulli.  
Ma queste sono notizie minori rispetto al rischio del licenziamento per gli oltre 220 cassintegrati Miroglio. 
Di ieri (28 Novembre) la convocazione in Provincia per l'11 Dicembre alle ore 11.00 presso l’Agenzia del lavoro per comunicazioni riguardanti la procedura di mobilità aperta il 21 Settembre scorso. 
I sindacati cgil cisl uil avevano inviato mercoledì scorso a Roma una richiesta urgente di incontro al Ministero del Lavoro all’attenzione del dott. Giuseppe Sapio. 
Gianni Alfieri-femca cisl
Il ministero è l’unico interlocutore in questo momento in grado di interrompere la procedura di mobilità. “Questa è l’ultima fase, dopo arrivano le lettere di licenziamento” commenta amaro Gianni Alfieri della Femca Cisl. 
Qualcuno butta lì la proposta di far salire le donne sul tetto della Miroglio ma è l’intera provincia che trema al pensiero della disoccupazione e della precarietà. 
61 persone la vedono ma solo due scrivono mi piace: a dimostrazione che i 220 non sanno veramente cosa inventarsi più per difendere il loro posto di lavoro finito all’estero. 
Con i marchi della Miroglio nelle principali vie italiane a vendere abiti in cui nemmeno il tessuto è fatto utilizzando norme e costi del lavoro europei. 
Lunedì scorso (26 novembre) i sindaci di Ginosa, Laterza e Castellaneta avevano chiesto al presidente Vendola di convocare al più presto  un incontro con il Ministero dello Sviluppo Economico e con il sottosegretario di stato “per la problematica riferita alla rioccupazione dei lavoratori della ex Miroglio”. 
Un quadro fosco, appena allietato dai numerosi convegni ed iniziative culturali e di spettacolo che si susseguono senza sosta. Mentre la maggior parte ha approfittato nei giorni scorsi per iniziare la raccolta delle olive, un rito che assume un sapore antico, quasi nostalgico ma che poco o nulla ha più della attività economica per i tanti produttori. L’oro verde è tale solo per pochi.

mercoledì 28 novembre 2012

TARANTO, ILVA, ITALIANS. Una lettera a Beppe Severgnini


Taranto, tromba d'aria. Devastazione anche al porto.
La lettera è una risposta ad un intervento apparso oggi su Italians, rubrica del Corriere della Sera online, di cui vi aggiungo il testo sotto.

Caro Beppe,
un mio amico da Bari ha chiesto se per l'Ilva di Taranto era meglio far finta che non esistesse. 
Da Ginosa in provincia di Taranto dove vivo, gli ho detto no. 
Bisogna chiederlo ai tarantini che ci vivono, chiedere loro insomma se vogliono continuare a sacrificarsi per i 13.630 che ci lavorano (dati ilva 2005) e per i tantissimi che da essa dipendono. A Taranto ed in tutta Italia.
In cambio di questo sforzo industriale - non l'unico -  la Provincia jonica è agli ultimi posti non solo per qualità della vita, ma anche per occupazione. 
Naturalmente la situazione peggiorerebbe ancora se l'Ilva si fermasse: non ci sono alternative serie praticabili a breve. Non é tollerabile tuttavia che il referendum sull'acciaieria proposto da un comitato locale sia stato bellamente ignorato.
Lo Stato, fin dal 1960 e con altre leggi, ha contribuito al pari, se non più di Riva, ad inquinare. 
Il problema è che ora non ci sarebbero soldi pubblici (scomparsi quelli già destinati) e dobbiamo per impegni internazionali pareggiare il bilancio statale. 
Tuttavia, secondo il Codice dell'ambiente, è Riva che dovrebbe bonificare, anche se per l'inquinamento dal 1995 in poi, cosa tra l'altro non facile da distinguere. 
Faccio presente che, prima dell'Ilva, l'altra grande "industria" smantellata in silenzio è stata l'agricoltura. Se Taranto deve sacrificarsi - e non lo ritengo giusto anche se fa tanto nimby - lo Stato può imporglielo come sembra stia facendo con decreto per superiori interessi nazionali.
Bisogna allora trovare il modo per produrre acciaio nella maniera più indolore possibile: le bat, le best available technologies di cui si ciancia da anni.
Posto che ci si riesca, questa soluzione apre un altro fronte: se oltre alla crisi di mercato l'acciaio prodotto a Taranto diventa troppo caro rispetto alla concorrenza, che si fa?
Torniamo alla maniera impropria con cui si è gestita la globalizzazione da parte di FMI, WTO e UE. Non si possono globalizzare i commerci, se non si globalizzano anche doveri e diritti.
p.s. Taranto è in Europa.

Il testo che qui segue è stato selezionato dalla redazione di Italians e pubblicato oggi,
28 Novembre 2012.
http://italians.corriere.it/2012/11/28/lilva-di-taranto-questa-non-e-giustizia/
Ancora un altro scorcio di conversazione……..


CASTELLANETA RUBINO: “PERCHE’ NON RIAPRITE LA PROVINCIALE 12”?


di Nicola NATALE
Leonardo Rubino,
consigliere di minoranza a Castellaneta
L’opposizione non demorde a Castellaneta.
Questa volta è Leonardo Rubino (Emiliano per la Puglia) che con un’interrogazione urgente riaccende i riflettori sulla provinciale n°12 quella che costeggia il fiume Lato. L’interrogazione sarà probabilmente discussa nella seduta di consiglio prevista oggi[i1] .  
Il consigliere di minoranza interroga per sapere come mai la strada non viene riaperta al traffico nonostante i finanziamenti concessi per il ripristino del costone, la sistemazione dell’area sotto la Masseria Perrone e i successivi lavori.  
Rubino ricorda che l’Autorità di Bacino stanziò 1,3 milioni di euro per stabilizzare il costone e 650mila euro per il consolidamento dell’area sottostante la suddetta Masseria.
Nel Luglio del 2010 la stessa Autorità di Bancino intervenne però  per dire che il progetto sottoposto andava cambiato perché poteva portare a “nuovi fenomeni di instabilità”.
Nella occasione dettò una serie di prescrizioni che partivano dalle relazioni geologiche e geotecniche necessarie per finire alle tipologie costruttive delle opere di difesa: i diversi livelli di gabbionature (ammassi di pietre trattenute da reticolati in ferro) non sembravano adatte allo scopo. 
Castellaneta -  i lavori lungo la strada provinciale 12 oggetto di 2 interrogazioni consiliari
A Febbraio del 2011 anche l’Amministrazione comunale veniva messa in guardia “dal rischio di una spesa inutile, superflua, quindi uno spreco di denaro”.
Ciononostante l’opera venne appaltata e poi affidata nello stesso febbraio 2011, senza nemmeno aver acquisito la disponibilità dei terreni. Ora chiede Rubino “a lavori quasi ultimati (ed a fondi praticamente spesi) è vero che c’è un nuovo scivolamento a valle del costone ed una ripresa del movimento franoso?"
Interrogativi non da poco che si salderanno alle discussioni inevitabili riguardanti l’approvazione blitz del bilancio avvenuta lo scorso 3 novembre. Non a caso forse, il primo punto all’ordine del giorno è la lettura ed approvazione dei verbali della precedente seduta consiliare. Il consiglio comunale è tutto incentrato sui conti con 7 punti all’ordine del giorno. Tra questi la salvaguardia degli equilibri di bilancio, alcuni prelievi dal fondo di riserva e  il riconoscimento di debiti fuori bilancio.





 [i1]Mercoledì 28 Novembre

LA TROMBA D’ARIA VISTA DAL LATO OVEST DELLA PROVINCIA. 28 NOVEMBRE 2012


di Nicola NATALE
Nono ci sono stati danni sul versante occidentale della Provincia.  La tromba d’aria ha perso la sua intensità subito dopo le 11:00 dopo essersi abbattuta sul Porto di Taranto, sull’Ilva e su Statte. Anche San Giorgio Jonico ha avuto i suoi danni e la sua dose di paure e allarmismo. 
Una ambulanza del SER di Ginosa 
Una squadra di quattro operatori della protezione civile di Ginosa, del servizio di emergenza radio è intervenuta a Statte per allestire un ponte radio con la Prefettura dato che la corrente elettrica era saltata e le comunicazioni si facevano difficili. 
Altri 4 operatori si sono poi aggiunti in serata per allestire un p.m.a.  un posto medico avanzato in tenda” ci dice Giuseppe Ungherese del servizio di emergenza radio. 
Sul posto a Statte i soccorsi e le prime opere di messa in sicurezza sono state coordinate per la parte di protezione civile da Giorgio Simeone, presidente del coordinamento provinciale, e da Pasquale Pastore assieme ad altri volontari. 
La scuola media "Ugo De Carolis"
nel quartiere Tamburi di Taranto
All’istituto De Carolis ai Tamburi il panico è stato gestito dalle professoresse, poi in serata lo hanno socializzato su facebook. 
Una docente ha denunciato il fatto che alcuni ragazzini vomitassero addirittura per la puzza, e che le reazioni dei genitori siano state particolarmente veementi. 
Un’altra insegnante, tornando a casa verso il lato ovest della Provincia, ha avvertito la stessa puzza fortissima dopo l’abbattersi della tromba d’aria e del fulmine, mentre vedeva le fiamme. 
Da Marina di ginosa, fino a Palagianello, passando per Ginosa, si è invece assistito ad una grigia giornata di Novembre con qualche spruzzata di pioggia. 
Nemmeno intensa come invece nei giorni scorsi. 
A preoccupare sono state invece le notizie provenienti da Taranto, poiché sono tanti coloro che dalla provincia arrivano al capoluogo, soprattutto con destinazione Ilva. 
Nel tempo il numero di pendolari ilva si è di molto ridimensionato, a questi si sono sostituiti - in proporzioni molto minori - insegnanti, professionisti e altri lavoratori. Senza però che il capoluogo sia diventato il bacino occupazionale che rappresentava negli anni ’60 e ’70.

lunedì 26 novembre 2012

GINOSA AL CASTELLO NORMANNO CARLO VULPIO E (IN VIDEO) L’EX D.G. RAI M. MASI


di Nicola NATALE
Il Castello Normanno di Ginosa, restaurato in parte con fondi comunali e regionali.
E' ora sede dell'Opificio delle Arti e dei Mestieri in base al programma Bollenti Spiriti della Regione Puglia
Carlo Vulpio, giornalista,
già candidato IDV
Incontro con Carlo Vulpio al Castello Normanno di Ginosa domenica scorsa (25 Novembre). Doveva esserci anche Marcello Masi, già direttore generale della Rai, ma un incidente domestico lo ha trattenuto a Roma: una videoconferenza ha risolto tutto. L’occasione è stata la presentazione del libro del giornalista Carlo Vulpio “Un nemico alla Rai” edito da Marsilio che ripercorre la vicenda di uno dei direttori generali più interventisti. 
In stretta assonanza con lo stile di Sgarbi che ne firma la prefazione l’ex d.g. rivendica il merito di essere stato “forte e libero nelle sue scelte” e di aver avuto contro “il partito Rai”, oltre al sindacato dei giornalisti e dei dirigenti rai. Senza dimenticare i suoi epici scontri con Michele Santoro che culminarono con la famosa telefonata in diretta telefonica e qualche mese dopo alle sue dimissioni avvenute nell’aprile del 2011.  Anche per Masi il problema della Rai sta nella sua estrema dipendenza della politica anche se “guardando ai recenti scandali della BBC si capisce che non c’è un modello ideale”. 
Nemmeno la privatizzazione dei canali Rai a suo avviso risolverebbe il problema della gestione di “un’azienda educativa immensa, che pure fa prodotti notevoli, che dà lavoro a undicimila dipendenti, ma con criteri di selezione e gestione che hanno sempre ubbidito a istanze politiche, quando di non vero e proprio collocamento di categorie altrimenti fuori mercato”. 
Mauro Masi è attualmente amministratore delegato della Consap, una azienda pubblica che gestisce i servizi assicurativi. 
Poi infine l’intervento aspro di Carlo Vulpio che incentra tutto sul suo programma in coppia con Sgarbi cancellato dalla Rai dopo una sola puntata. 
Il giornalista che ha scritto per le più importanti testate nazionali ne ha illustrato puntigliosamente l’attacco subito prima, durante e dopo la gestazione per il solo motivo che lui in coppia con Sgarbi erano “persone non controllabili”. 
Questo il suo convincimento, che documenta anche nel libro con vari documenti allegati, fedele al fatto che anche le opinioni personali vanno provate. 
Vulpio è personaggio sulfureo, scomodo. Il racconto su Maurizio Gasparri che interviene pesantemente sul programma in gestazione per vecchie ruggini suscita un divertito imbarazzo tra il sindaco Vito De Palma, il consigliere delegato alla cultura Vitantonio Bradascio e Angelo Inglese, che grazie alle sue “camicie internazionali” e alla conoscenza con Sgarbi ha posto le basi per l’incontro.
Vito De Palma, sindaco di Ginosa
A realizzarlo ci ha pensato poi il Consorzio Civitas Terra delle Gravine ricevendo apposito contributo dall’amministrazione. 
Il sindaco in coda non ha mancato di elogiare la nuova funzione del Castello destinato a laboratorio di musica, teatro-danza e multimedialità, stigmatizzando l’atteggiamento di alcuni media locali: “per un contributo non ricevuto non possono negare interviste su quanto l’amministrazione fa di buono”. E precisando infine che "con Gasparri siamo amici".

LATERZA, NUOVE IMPRESE FINANZIATE DAL GAL


QUOTIDIANO DI PUGLIA 25 NOVEMBRE 2012
di Nicola NATALE
Il simbolo del Gal Luoghi del Mito
con sede a Mottola
Il gruppo di azione locale Luoghi del Mito continua a finanziare nuove micro-imprese. 
Da ultimo sono state pubblicate le graduatorie (http://www.luoghidelmito.it/graduatorie.asp) relative a nuovi progetti nel campo dell’artigianato tipico rurale, dei servizi a bambini ed anziani e per il tempo libero.  
I progetti vincitori sono stati quelli di Arcangela Marilli (Laterza), Gianfranco Ranaldo (Ginosa) Giuseppe Pinto (Laterza) per l’artigianato con investimenti che si aggirano intorno ai quarantamila euro. 
Paolo Nigro (coldiretti)
presidente del Gal Luoghi del Mito
Il consiglio di amministrazione presieduto da Paolo Nigro della Coldiretti  ha riaperto il bando fino al 21 Gennaio per la presenza di un contributo inutilizzato di 60mila euro. 
Per quanto riguarda i servizi agli anziani ed ai bambini sono stati selezionati i seguenti progetti: 
Castello delle Fiabe di Carmela D’Onghia (Palagianello), Corda Fratres (Mottola), Comunità Alloggio “Suor E. Longhi” (Palagianello). Anche qui gli importi sono di quarantamila euro.  
Per i servizi attinenti al tempo libero i progetti ammessi a finanziamento sono quelli di Valeria Putignano (Laterza), Francesca Paiano (Ginosa),  Trisma Società (Laterza). 
Mimma Stano, ass. bilancio e att. produttive
del Comune di Laterza
Sugli esiti ha espresso soddisfazione Mimma Stano, assessore alle attività produttive del Comune di Laterza che ha rimarcato l’importanza di saper ideare e proporre in loco progetti credibili, sia come “istituzione pubblica, che come soggetti privati”. 
Alle microimprese di targa laertina che saranno aiutate da questi finanziamenti europei gestiti si aggiungono i 7 bed and breakfast finanziati nell’ambito del sostegno all’imprenditoria femminile sempre a Laterza. 
Stano ha anche parlato del bando della presidenza del Consiglio dipartimento gioventù per l’utilizzo sociale di immobili pubblici che concede fino a 200.000 euro e dei voucher inps con cui saranno pagati soggetti in difficoltà assunti temporaneamente presso alcune imprese.
Se riusciremo a creare nei nostri cinque anni di mandato i giusti canali per accedere a 50-60 finanziamenti di micro-impresa avremo fatto un ottimo lavoro per la crescita economica di Laterza” ha concluso l’assessore.

PRIMARIE GLI ESITI A GINOSA, LATERZA, CASTELLANETA E PALAGIANELLO


di Nicola NATALE
Margherita Zanelli, segretaria del pd marinese
Primarie del centrosinistra, in provincia vince Bersani, ma non dappertutto. 
Non a Castellaneta, non a Palagianello con risultati  che servono indirettamente a testare la vitalità del centrosinistra in provincia e dei suoi circoli. 
Laterza, tra i comuni del lato occidentale, fatta salva Massafra, si prende la leadership con i suoi 872 votanti a fronte di una popolazione di poco più di quindicimila abitanti. 
I voti laertini si sono suddivisi tra Bersani (286), Vendola (273) Renzi (219) Tabacci (86) e Puppato (3).  Due le schede bianche e tre le nulle.
L'arch. Toni Gallitelli,
coordinatore del pd laertino
Per l’arch. Toni Gallitelli, coordinatore cittadino del Pd è una grossa soddisfazione “segno di una politica chiara e trasparente” (a Laterza il Pd esprime un sindaco bersaniano, Gianfranco Lopane).  
Gallitelli, nel commentare i risultati, ha affermato “che è un risultato importante per Bersani, poiché è non solo un’affermazione su Vendola, unico candidato del sud e per giunta pugliese,  ma anche su Renzi che raccoglie a suo modo l’antipolitica così di moda”. 
I risultati di Laterza ha concluso sono “una legittimazione sul territorio e ripropongono ancora una volta il tema dello scarso peso della provincia nelle scelte che si fanno a Taranto e in federazione”. 
Quasi la metà di quelli laertini, sono stati i voti castellanetani, pur con una popolazione leggermente superiore ai diciassettemila abitanti. 
442 elettori di centrosinistra sono andati al Polivalente, ma per dare la maggioranza dei voti a Nichi Vendola: 203 voti, il 45,9% dice Angelo Loreto da Castellaneta che ci tiene ad indicare che si vince “con le percentuali”. A seguire Bersani (164 voti 37,1%) Renzi (65 voti 14,7%) Tabacci (7 voti 1,58%) Puppato (3 voti 0,68%). 
Anche a Castellaneta forse si scontano l’opposizione alla maggioranza di centrodestra con Gugliotti sindaco e le divisioni interne. 
A Palagianello, settemila abitanti, ha prevalso Vendola con 101 voti contro i 70 di Bersani ed un’affluenza di 200 votanti. 
I membri del PD che hanno reso possibili le primarie a Ginosa
Risultato di affluenza deludente  a Ginosa e Marina di Ginosa dove il centrosinistra è ugualmente in minoranza. Nel paese delle due gravine e della frazione marinese, oltre ventiduemila abitanti, i due circoli (e i 556 votanti) hanno espresso posizioni differenti. 
Giuseppe Punzi,
coordinatore pd Ginosa
A Ginosa, con un comitato più esperto, ha prevalso Bersani, a Marina di Ginosa, Renzi. 
Sommando i due risultati di Ginosa e Marina di Ginosa però, solo una ventina di  voti dividono Renzi da Bersani, dietro di qualche lunghezza Vendola. Questi i risultati nel dettaglio. 
Ginosa, votanti 373, voti espressi per Bersani 139, per Vendola 128, per Renzi 95, per Puppato 8 e per Tabacci 3. 
Marina di Ginosa, dove la giovane segretaria teneva per Bersani ha visto invece la vittoria di Renzi. Così i voti nella frazione marinese (votanti 183): Renzi 83, Bersani 58, Vendola 38, Puppato 3, Tabacci 1. 
Sincero il commento del giovane segretario Giuseppe Punzi: “373 votanti sono pochi, bisogna ripartire da questo dato e superare le divisioni interne”. 
Poi ha aggiunto: “non sono risultati inaspettati, credo che ognuno debba lavorare per compattare il centrosinistra ginosino e tutti devono fare delle analisi di coscienza in base alle proprie responsabilità, anche istituzionali”. 
L’aspetto positivo ha concluso Punzi, 27 anni, è la "collaborazione con Sel rappresentata a Ginosa da Norberto Trentadue.

domenica 25 novembre 2012

CASTELLANETA UNA LUPA MORTA SULLA STRADA INTERNA PER GIOIA


di Nicola NATALE

Le campagne tornano ad una certa vita selvaggia. 
E’ di domenica 25 novembre  la notizia del rinvenimento di una lupa priva di vita sulla provinciale che collega Castellaneta a Gioia del Colle, in zona Montursi.  
Ad effettuare il ritrovamento gli agenti del Corpo Forestale di Gioia che hanno allertato il servizio veterinario della Asl Bari ex ba/5. Impossibile determinare senza un esame approfondito le cause della morte, anche se è da escludere che  l’animale sia stato abbattuto con un colpo d’arma da fuoco. 
Sulle zampe del mammifero si sono solo notate delle escoriazioni. 
Poi  la carcassa dell’animale è stata poi trasportata alla facoltà di medicina veterinaria presso Valenzano dove sarà sottoposta ad una autopsia.  
E’ probabile che la lupa provenisse dal Parco dell’alta Murgia, che si estende tra Minervino e Santeramo con centro in Altamura. 
Coinvolto anche l’istituto zooprofilattico sperimentale di Grosseto subito dopo il ritrovamento per determinare con esattezza specie e provenienza. 
Agli inizi del 2010 un’altra giovane lupa fu trovata sulla provinciale tra Altamura e Corato. 
La presenza di lupi potrebbe essere collegata al folto ripopolamento dei cinghiali. 
Farley Mowat, autore di "Mai gridare al lupo"
Qualche giorno fa una carcassa di cinghiale giaceva sulla strada provinciale interna tra Ginosa e Matera, forse investita da un’auto. 
Dall’Ente parco fanno sapere che comunque il lupo non è aggressivo se non è aggredito e che comunque ogni danno fatto a coltivatori ed allevatori sarà risarcito. 
Per chi volesse approfondire qualche notizia sui lupi, anche se non pugliesi, c’è l’ottimo testo di Farley Mowat “Mai gridare al lupo”- E’ l’esito romanzato di uno studio naturalistico che da una immagine sorprendente di un’animale che non ha avuto per molto tempo una buona letteratura.

sabato 24 novembre 2012

CASTELLANETA-VIENNA. AUSTRIACI IN VACANZA (A MIGLIAIA) NELLA PROSSIMA ESTATE


di Nicola NATALE
Il presidente austriaco Heinz Fischer
con il vicesindaco di Castellaneta Alfredo Cellamare
Nella prossima estate tantissimi austriaci, si parla di alcune migliaia, soggiorneranno a Castellaneta Marina e Marina di Ginosa. 
E’ l’esito positivo di un protocollo d’intesa firmato in questi giorni dal Presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido, dal presidente di Aeroporti di Puglia Domenico Di Paola e dai sindaci di Castellaneta e Ginosa, rispettivamente Giovanni Gugliotti e Vito De Palma. 
Tale visita rientrerebbe in un progetto che vede coinvolto il PVO, il partito dei pensionati austriaci, che avrebbe scelto Castellaneta Marina e Marina di Ginosa per le ampie possibilità ricettive legate alla presenza di villaggi turistici convogliando in Puglia i suoi aderenti. 
Tutto questo dovrebbe avvenire non solo nella prossima estate, ma anche in quella del 2014. 
La consegna di una maiolica raffigurante Rodolfo Valentino al presidente della Camera austriaca Barbara Prammer
In questi giorni una delegazione pugliese, tra cui il vicesindaco di Castellaneta Alfredo Cellamare si è recata in visita ufficiale a Vienna ed è stata ricevuta dalla principali autorità austriache tra cui il presidente Heinz Fischer e la presidente della Camera Barbara Prammer. 
La visita che si conclude oggi ha consentito al vicesindaco di portare un pezzo di Castellaneta in Austria rappresentato da un piatto in maiolica raffigurante Rodolfo Valentino e un libro sulla città del mito. 
Sono tappe del faticoso passaggio ad un turismo maturo che anche la provincia jonica sta compiendo. E' opportuno mettere a sistema tutte le bellezze di Taranto e provincia, evitando campanilismi controproducenti, per competere sul mercato nazionale ed internazionale del turismo.  
Conta non solo il marketing e l’appeal turistico, cui il Salento ormai fa da traino, ma anche il rapporto prezzo/qualità dei servizi alberghieri offerti e dell’intero territorio in generale. 
Castellaneta non demorde e lavora - anche in inverno - per il successo turistico del suo litorale.

GINOSA L’IMPEGNO DI FLOMAR A TUTTO CAMPO


di Nicola NATALE
Una delle squadre di pallavolo coinvolte nelle attività della Flomar
C’è chi si impegna a prescindere dal tornaconto personale, per il bene comune.
Questo è il messaggio che l’associazione Flomar vuole lanciare attraverso le sue molteplici attività.
Con questi intenti l’associazione, presieduta da Stefania Luisi e formata soprattutto da persone che lavorano in ambito scolastico, ha organizzato una vera e propria animazione territoriale.
Dall’arte allo sport, passando al business.
In questo quadro i suoi aderenti hanno partecipato ad esposizioni artistiche ad Altamura nell’ambito della Notte dei Claustri, presentato un progetto alla Fiera del Levante di Bari  per un’impresa nel campo del turismo business (Annalisa Catapano), collaborato al progetto Orchidea Unicef per raccolta fondi in favore dei bambini.
L’attività di Flomar tende  a riportare la persona al centro delle attenzioni per sviluppare il senso di appartenenza alla comunità ed al territorio.
Per questo è importante anche lo sport e sono tutt’ora attivi, tiene a far sapere la Presidente Stefania Luisi, corsi di minivolley e pallavolo tenuti da allenatori abilitati dalla federazione italiana pallavolo come Nicola Massaro e da allievi allenatori.

venerdì 23 novembre 2012

GINOSA, PARTE CON UN FLOP LA DIFFERENZIATA


di Nicola NATALE - 20 Novembre 2012
I contenitori distribuiti dalla Teknoservice a Ginosa
Non è stata una gran partenza quella della differenziata a Ginosa, ma comunque è un inizio. Sarà dura cambiare determinate abitudini della popolazione, soprattutto se quanto viene annunciato in conferenza stampa, poi viene allegramente sconfessato da quanto avviene in realtà. 
Ieri la differenziata è stata avviata nel solo quartiere Poggio e non in tutta la città. 
Peraltro, sempre in zona Poggio, lungo tutta Viale Martiri D’Ungheria, una delle vie centrali per il commercio ginosino, i commercianti hanno lamentato la mancata consegna dei contenitori per la carta e la plastica, che già dopo due giorni non sapevano più dove mettere. 
I cassonetti sono stati rimossi solo in quella zona per l’avvio della differenziata porta a porta e già qualcuno ha pensato bene di abbandonare all’angolo i propri rifiuti. Per fortuna la maggior parte della gente, anche i più anziani, ha compreso perfettamente l’importanza della differenziata, che in molti casi era effettuata correttamente anche prima, quando i rifiuti differenziati si consegnavano in punti ed in giorni prestabiliti senza contenitori. Il nuovo sistema è stato adottato però proprio per innalzare a livelli accettabili e civili la differenziata ed evitare le sanzioni disposte a livello regionale con l’eco-tassa. 
Non tutti i cittadini hanno ricevuto i contenitori di diverso colore (forse perché assenti all’ora di consegna) ma tanti, non raggiunti dalle informazioni, hanno continuato a vagare in cerca dei cassonetti.  Cassonetti che, è bene precisarlo, diverranno un ricordo, poiché i rifiuti andranno obbligatoriamente posti nei contenitori ed esposti nei giorni indicati, secondo le tabelle consegnate ad ogni utente. L’amministrazione ce l’ha messa tutta per garantire un avvio indolore del passaggio alla raccolta differenziata dei rifiuti, persino commissionando ad Achab Med una società di comunicazione, la gestione delle informazioni alla cittadinanza. 
Ma dopo due giornate dimostrative, l’una a Marina di Ginosa e l’altra a Ginosa, l’unico presidio informativo sono stati i consiglieri e gli assessori comunali, il punto Teknoservice in zona pip e il numero verde che rispondeva a quanto pare da Piossasco (Torino) dove ha sede legale l’azienda vincitrice dell’appalto da oltre due milioni di euro annui. 
Solo via facebook è stato precisato che la raccolta nella restante parte della città non sarebbe iniziata fino a quanto i cassonetti non saranno tolti ma questo ha generato confusione sul rispetto del lunedì e del mercoledì per quanto riguarda i giorni di consegna della carta e della plastica. Insomma, da un’azienda attiva dal 2004, ci si aspettava una maggior precisione, anche perché l’appalto è stato avviato fin dalla fine di Luglio e i canoni del servizio sono già stati correttamente pagati dal Comune. Che ha preannunciato, sempre nella famosa conferenza stampa, la costruzione di due isole ecologiche nelle periferie di Ginosa e Marina di Ginosa per conferire i rifiuti anche fuori dai giorni e dagli orari di conferimento. Ma anche per quelle bisognerà aspettare.

giovedì 22 novembre 2012

GINOSA CHIUDE LA SCUOLA CARDUCCI. INSEGNANTE DIFFONDE UN MANIFESTO FUNEBRE


QUOTIDIANO DI PUGLIA 21 NOVEMBRE 2012
di Nicola NATALE
GINOSA La scuola media statale Giosuè Carducci in Piazza Orologio, chiusa a 54 anni dalla sua fondazione.
Appena tre giorni fa la campanella della scuola Carducci è suonata per l’ultima volta.  
La prima a reagire è stata Rosa Perrone, un’insegnante residente nel centro storico che con un sms ha dichiarato: “bisognerebbe proclamare il lutto cittadino”. 
Rosa Perrone, insegnante
Poi, non contenta, ha realizzato un manifesto funebre con le immagini della facciata della scuola ristrutturata qualche anno fa, per esprimere pubblicamente la propria contrarietà: “si è trattato di eutanasia… non la rimpiangeranno gli amministratori e i dirigenti scolastici che ne hanno causato il decesso”. 
Il manifesto web redatto per protesta
contro la chiusura della scuola Carducci
A seguire la pubblicazione sui social network e tutti giù a strapparsi le vesti per qualcosa di inevitabile. La maggior parte delle giovani famiglie ginosine - quelli che verosimilmente possono avere figli in età da istituto comprensivo - si è trasferita nei nuovi quartieri, tutti lontani dalla gloriosa scuola media Carducci. 
Sono pochissimi quelli che hanno optato per la ristrutturazione delle antiche case avite nel centro storico di Ginosa. 
Così la fine dell’istituto, reso indimenticabile dalla figura della preside Maria Giannini Santoro e dai tanti docenti che vi hanno insegnato, è stata sancita dallo sviluppo urbanistico e demografico  più che dalla indifferenza dei dirigenti. 
Un periodico locale denuncia “il mantenimento forzato di 4 istituti comprensivi a Ginosa con numeri fasulli per operazioni clientelari” e sostiene che il rischio incombe ora su Marina di Ginosa, il cui istituto comprensivo rischia anch'esso di perdere l’autonomia. 
Maria Giannini Santoro,
preside dal 1983 al 2003
della Scuola Media Giosuè Carducci di Ginosa 
Quel che rattrista tutti è la scomparsa di un simbolo di cultura ed insegnamento, quando la scuola coincideva con il sapere ed i professori erano una figura socialmente rispettata, ad iniziare dalle retribuzioni. E soprattutto quando un diploma ed una laurea rappresentavano l’accesso a professioni apprezzate e decentemente retribuite. 
Ora la conoscenza veicolata da internet, con computer che sono essi stessi un compendio reale di elettronica ed elettrotecnica, rende terribilmente retrò la scuola che sarà costretta - anche negli istituti che rimangono - ad aggiornare e migliorare nettamente la qualità e quantità degli insegnamenti impartiti.
Anche perché,  ammettono i professori più sinceri “ai ragazzi manca lo stimolo allo studio perché sanno che fuori il mondo che gli aspetta non sa che farsene di quelle competenze” e ne richiede molte altre su cui i programmi ministeriali faticano a sintonizzarsi. 
Tuttavia la Carducci, che solo nel 2008 aveva festeggiato il suo 50° anno dalla fondazione, rappresentava a Ginosa la cultura intesa non solo come cumulo di nozioni strumentali, ma come educazione alla cittadinanza. E’ questo il patrimonio che si è perso con il lento appannarsi della scuola Carducci sul cui plesso l’amministrazione sarà presto chiamata a decidere un uso alternativo.

mercoledì 21 novembre 2012

LATERZA, POLEMICHE PER IL FINANZIAMENTO ALLA PINETA….E DOVEVA ESSERE UNA BELLA NOTIZIA


QUOTIDIANO DI PUGLIA 20 Novembre 2012
di Nicola NATALE
Laterza la Pineta Scivolizzo
La Pineta di Laterza detta Scivolizzo è uno dei pochi luoghi verdi frequentabili ad ovest di Taranto. Pochi giorni fa l’amministrazione ha avuto conferma dalla Regione Puglia di un finanziamento  di 350mila euro per la sua valorizzazione. 
L'insegna di un locale
nei pressi della Pineta 
Ne ha dato notizia con un post su facebook l’ing. Gianfranco Lopane (sindaco di Laterza) e subito un’alluvione di commenti è arrivata sul suo profilo. Scatenando una vera lite, che ha mandato in soffitta la netiquette, il galateo che dovrebbe essere usato nello scambio di commenti in rete. Sono volate parole grosse, che certo avranno un’eco nella vita reale. 
Settantasette persone hanno gradito la notizia, altre invece hanno inveito bollando il finanziamento come il solito spreco della politica. 
Laterza sta andando a rotoli e qui si parla di aggiustare la pineta” dice una ragazza subito appoggiata da altri. 
Inutile spiegare che il finanziamento fa riferimento a bandi europei e che i capitoli di bilancio regionali sono diretta espressione dei fondi comunitari assegnati in base alla programmazione fatta a Bruxelles.  
Queste ca…ate le potete raccontare ad un bimbo di 5 anni” risponde l’animatrice della protesta virtuale che raccoglie la delusione e la mancanza di interventi attivi dove la crisi ha inciso di più: ovvero sul lavoro. 
L'articolo del Quotidiano di Puglia del 20 Novembre 2012
In questo quadro le risorse spese per valorizzare il verde sembrano un’offesa come le brioche che la regina Maria Antonietta consigliava di mangiare al popolo che non aveva pane.  
Non vale a niente spiegare come fa Marianna Casarola che “bisogna costruire un sistema, partendo dalle basi per avere sviluppo quindi posti di lavoro”. 
La discussione è interessante perché rivelatrice di due emergenze, figlie l’una dell’altra. La disperazione sociale delle fasce più deboli lasciate senz’armi nella crisi e la conseguente mancanza di attenzione al verde, di cui è inutile spiegare i benefici a chi ha preoccupazioni riguardanti il suo avvenire e teme la concorrenza dei lavoratori irregolari. 
Peccato perché è una notizia che fa piacere nell’enorme contrazione di risorse pubbliche e perché quei finanziamenti altrimenti sarebbero andati a qualcun altro Comune o tornati nelle casse di Bruxelles. Tuttavia è bene chiarire che il verde non è un optional, tanto più in una Provincia che ha sacrificato mare, aria e terra alla produttività senza avere nemmeno il beneficio della piena occupazione.