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martedì 3 luglio 2018

L'EX ASS. TARANTINI: "HO DATO IL MASSIMO". Ma tace sulle motivazioni della revoca.

QUOTIDIANO DI PUGLIA 3 LUGLIO 2018
Versione integrale

di Nicola NATALE


Vincenzo Tarantini,
vicesindaco ed assessore al bilancio m5s
(luglio 2016-giugno 2018)
L’ex assessore al bilancio Vincenzo Tarantini consegna a facebook il risultato dei suoi due anni di mandato. 
Niente conferenze stampa, niente agorà come gli rimprovera un supporter. 
E le vere motivazioni della sua revoca? 
Chiedetele al sindaco risponde Tarantini: “l’atto è suo”. 
Ma anche il sindaco Vito Parisi tace in attesa di darne motivata comunicazione al Consiglio come la legge gli impone. 
Resta un elenco di nove obiettivi che l’ex assessore, vicesindaco fino al gennaio del 2018,  rivendica come frutto del suo operato. 
In primis la riduzione dell’indebitamento verso i fornitori passate da “oltre 10 milioni di euro nel 2015 a 2,6 milioni di euro a fine 2017”. Poi la riduzione dei mutui passati da “11 mln nel 2015 a 7,1 a fine dicembre 2017”. 
GINOSA Consiglio comunale del 31 maggio 2018.
L'audizione di un revisore dei conti.
Il tutto accompagnato da una “riduzione della spesa corrente di un milione di euro e da anticipazioni di tesoreria passata da 14 a 12 milioni di euro”. Anticipazioni da intendersi come prestiti chiesti alla banca tesoriera scelta dal Comune per far fronte “alla scarsa liquidità dell’ente”. 
Una scarsa liquidità sottolineata dai rilievi dei revisori dei conti. Che ad aprile del 2018 nei loro pareri ufficiali segnalavano, invitando a correggerle, sia le “incongruenze del programma triennale delle opere pubbliche” sia “l’effettiva consistenza e applicazione dell’avanzo di amministrazione presunto”. 
Nessun tesoretto dunque come dimostrato del resto dal “rientro completo dello scoperto di banca”. Ma piuttosto, sempre secondo Tarantini “un riordino ed inversione di tendenza che ha permesso di liberare 4 mln per opere e nuovi investimenti”. 
GINOSA Una delle dichiarazioni rese dai revisori
nel consiglio comunale del 31 maggio 2018.
Tra i quali non è dato sapere se rientri o meno il rifacimento delle strade urbane che continuano, in perfetto allineamento con la giunta precedente, a versare in pessime condizioni. 
Ad ogni modo per l’ex assessore giunto a varcare le soglie del Comune con 614 voti l’importante è anche “aver recuperato liquidità stanando 500 evasori accertati della tassa rifiuti, chiuso due importanti rendicontazioni per 1,3 milioni di euro e recuperato 250mila euro dalla rottamazione delle cartelle”. 
Capitolo a parte l’Imu dovuta a Ginosa, come altrove, anche per suoli edificabili solo formalmente. 
Solo il 33% delle pratiche di accertamento sono state annullate e per un valore del 24% degli importi contestati” precisa Tarantini in risposta a chi polemizzava dicendo che l’80% degli accertamenti era sbagliato. 
GINOSA La censura del collegio dei revisori dei conti
nei confronti di alcuni dirigenti.
 Per i revisori "atto importante".
Tra le azioni svolte l’ex assessore al bilancio ricorda inoltre di non avere aumentato le tasse, di aver ridotto anzi la tassa rifiuti, di aver terminato l’inventario del patrimonio comunale. 
Rivendicando anche il ruolo svolto “per le nuove assunzioni rifiutando di non intercettare il personale in esubero dalla Provincia” e per la digitalizzazione dei servizi di pagamento. Ultimo pensiero per le attività produttive. 
Se ho dei meriti nelle vicende Logistic & Trade e Natuzzi lo lascio giudicare ai lavoratori, l’unico rammarico è non essere riuscito a sbloccare la zona PIP, avevo chiesto di poter concludere questa importante attività prima di essere rimosso, ma mi è stata sbattuta una porta in faccia”.
QUOTIDIANO DI PUGLIA Edizione di Taranto 3 luglio 2018 pag.20

mercoledì 27 giugno 2018

RIFIUTI, DOPO 5 ANNI ANCORA SOTTO IL 65%. +69MILA EURO ANNUI PER MIGLIORARE LA RACCOLTA.

GINOSA - Ex Cantina Sociale.
Uno degli abbandoni di rifiuti illegali fotografati dal Comando di polizia municipale.


QUOTIDIANO DI PUGLIA 25 GIUGNO 2018

di Nicola NATALE

Raccolta differenziata, che ci siano dei miglioramenti è indubbio, che tutto abbia un costo per i cittadini di Ginosa altrettanto. 
Lo dimostra l’ultimissima decisione adottata in Comune a firma del responsabile di settore Alessandro Costanza. 
Cifra che porta a 2.313.933 euro il canone annuo che i residenti pagano in maniera integrale al Comune di Ginosa per l’espletamento del solo servizio di raccolta dato in appalto. 
A questa cifra va aggiunta la cifra che il Comune paga per gli smaltimenti in discarica o presso gli impianti autorizzati per il trattamento di plastica, carta, vetro e lattine separate. 
E’ appena il caso di ricordare che l’integrale pagamento della raccolta dei rifiuti da parte dei residenti è un effetto della legge n°147 del 2013. 
La decisione è avvenuta a seguito di una richiesta partita dall’amministrazione in data 15 maggio 2018 con il Comune che ha accettato integralmente l’impostazione Teknoservice. Pertanto la raccolta differenziata sarà fatta anche nelle contrade ginosine di campagna che contano 125 utenze al costo annuo di 45mila euro. 
Ing. Filomena Paradiso,
assessore all'ambiente del Comune di Ginosa.
Spariranno i cassonetti da contrada Lama di Pozzo e dall’ex cantina sociale, lungo l'ex statale 580 presso cui i rifiuti si accumulavano, non ritirati puntualmente. Naturalmente non è detto che questo risolva il problema dei rifiuti abbandonati dove capita.
Quanto a Marina di Ginosa, la cui popolazione aumenta esponenzialmente in estate, solo a sei anni dall’avvio del contratto si arriva ad un “servizio aggiuntivo di raccolta indifferenziata pomeridiana sulle spiagge e nelle zone prossime agli accessi”. 
12 interventi al costo di 12.993 euro cui andranno aggiunti 41mila euro per lo svuotamento di cestini ed raccolta abbandoni “su tutto il territorio comunale”.
Una pulizia a cui si affiancherà la raccolta dell’umido solo a Marina di Ginosa tutti i giorni presso le utenze non domestiche come villaggi turistici, ristoranti, cliniche e case di riposo al costo di 11.248 euro. 
Il Comune intanto rinuncia a “servizi non più necessari” per i quali non è chiaro se siano stati scomputati già in passato perché non più utili o comunque non effettuati.
GINOSA Le modifiche al contratto con la Teknoservice in scadenza a luglio 2019.
L'ambito di raccolta ottimale in cui è inserita Ginosa non ha ancora avviato il nuovo bando di gara. Circostanza che obbligherà i Comuni a proroghe: una conseguenza voluta?
Ne è un esempio il taglio dell’erba per cui il Comune ha sborsato altri 9mila euro aggiuntivi nel 2017. 
Addio quindi a “pronto intervento ecologico, deiezioni canine, lavacassonetti, diserbo, taglio erba, spargimento sale e canal-jet (lavacassonetti)” valorizzati come richiesto da Teknoservice a 41mila euro. 
Questo è quindi quanto l’amministrazione ha messo in più nel piatto per migliorare il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti che viaggia a maggio del 2018 a 60,92%. 
GINOSA La raccolta differenziata a maggio del 2018

Un valore buono ma che non raggiunge la percentuale minima del 65% che dà diritto per la legge regionale n° 8/2018 alla riduzione dei tributi per il conferimento in discarica dei rifiuti solidi. 
Un costo che ricade mediamente sui ginosini per 1,6€ annui a metro quadro per quanto riguarda le utenze domestiche.
GINOSA Quotidiano di Puglia Edizione di Taranto
La raccolta differenziata a maggio del 2018 a 6 anni dall'avvio del servizio.

lunedì 18 giugno 2018

FUORI DALLA GIUNTA L'ASS. AL BILANCIO TARANTINI. IL SINDACO: "VENUTO MENO IL RAPPORTO FIDUCIARIO".

GINOSA Giunta e consiglieri 5 stelle nell'agosto del 2016.

QUOTIDIANO DI PUGLIA 16 GIUGNO 2018

di Nicola NATALE

Fuori dalla giunta l’assessore al bilancio Vincenzo Tarantini. Dei dissapori tra il sindaco Vito Parisi e l’assessore al bilancio si sapeva da tempo. 
Voci certo, mai uscite fuori dal recinto delle illazioni e dei gossip, che però avevano trovato una prima conferma nel pesante cambio di deleghe attuato a gennaio del 2018. 
Vincenzo Tarantini,
vicesindaco dal giugno 2016 al gennaio 2018,
assessore al bilancio dal giugno 2016 al giugno 2018
L’allora vicesindaco dott. Vincenzo Tarantini era arrivato in giunta nel giugno del 2016 forte di 614 voti di preferenza, secondo solo all’avv. Antonella Rizzi, attuale presidente del Consiglio Comunale (789 voti). Pertanto, a tutta ragione, aveva richiesto ed ottenuto il ruolo di vicesindaco e assessore al bilancio. 
Una delega che accentrava competenze decisive. 
Ma già dai primi tempi lo stile di sindaco e vicesindaco non avrebbe potuto essere più diverso. 
Conciliante, decisamente diplomatico quello del primo cittadino, deciso, tranciante quello di Vincenzo Tarantini con in più un’altra caratteristica decisamente non utile per un politico, sia pure 2.0: l’abitudine a dire apertamente la sua sui social, rinunciando al riserbo istituzionale che, secondo alcuni, avrebbe dovuto contraddistinguerlo. 
Una verve che pure in Consiglio comunale era stata estremamente contenuta durante la presentazione dei provvedimenti di bilancio posti in approvazione, fatte salve le inevitabili schermaglie con l’opposizione.
Queste le dichiarazioni rilasciate dal sindaco Parisi attraverso il suo staff: “A seguito di divergenze in merito agli obiettivi politico-programmatici da realizzare nell’ambito del programma amministrativo per il quale i cittadini ci hanno dato mandato di Governo della Città, nonché sul metodo di conduzione dell'attività amministrativa più in generale, è venuto irrimediabilmente a mancare il necessario rapporto fiduciario con l’Assessore Tarantini”. 
Per questo motivo” continua il sindaco di Ginosa “dopo un confronto avvenuto con il Dott. Tarantini nei giorni scorsi e dopo aver rappresentato il tutto in totale trasparenza al gruppo consiliare di maggioranza, nella giornata di oggi ho firmato il provvedimento di revoca dell’incarico”. 
Un provvedimento di revoca per cui “nei prossimi giorni verranno resi noti gli sviluppi in merito alle deleghe revocate”. 
Quindi passaggio politico interno fatto, salvo l’obbligo formale a mente dell’art. 4 del testo unico degli enti locali di “darne motivata comunicazione al Consiglio”
Restano sul tappeto tutte le domande su cosa ha fatto venire a mancare il rapporto fiduciario tra Parisi e Tarantini. 
Come del resto non è chiaro su quale obiettivo politico-programmatico i due non concordassero. 
Finora votazioni, discussioni e decisioni cruciali non avevano travalicato in nessun modo i limiti dei meet-up, fatti salvi gli episodi di fuoriuscita di due membri del circolo ginosino e di spaccatura con la componente marinese. 
Nè il primo cittadino, né l’ex assessore, contattati via messenger, hanno voluto aggiungere altro ad una notizia già dirompente in sè, ma che è passaggio non certo raro in giunte di ogni colore. 
Restano però senza rappresentanza quei voti che avevano premiato Tarantini, mentre i “like” espliciti di gradimento alla scelta del sindaco sono 29 qualche ora dopo la diffusione della notizia. 
Un termometro non indifferente nella piazza politica pesantemente influenzata dalla piazza virtuale. 
Silenzio per ora anche dalle altre forze politiche mentre è già partito il toto-assessore, che dovrebbe imprimere una svolta ad un’azione politica che possa ridare smalto alla giunta Parisi.
QUOTIDIANO DI PUGLIA Edizione di Taranto 16 giugno 2018*
Nel titolo dell'articolo la funzione di "vice" si riferisce al precedente ruolo di vicesindaco
 ricoperto dall'ass. Tarantini. Ruolo revocato già a gennaio del 2018.
L'attuale composizione della giunta annovera anche l'arch. Emiliana Bitetti.

sabato 26 maggio 2018

IL MURO DI GOMMA. Il presidio sul fiume Lato resta perché i lavori languono.

CASTELLANETA  Area di "cantiere" all'incrocio della provinciale 12 con la provinciale 14.
I lavori si sono di fatto interrotti a pochi giorni dall'avvio.

QUOTIDIANO DI PUGLIA 28 maggio 2018 edizione di TARANTO

di Nicola NATALE

A sette mesi e sette giorni dall’inizio del presidio permanente sul fiume Lato, la battaglia non è ancora finita. 
Perché di battaglia si tratta visto che i lavori sono solo iniziati e non procedono con l’urgenza che il caso richiede. 
Per questo i manifestanti e le tende del presidio non smobilitano e rimangono lì ad esigere la corretta gestione degli appalti per il rifacimento degli argini del fiume Lato e delle due provinciali 12 e 14. 
CASTELLANETA (Taranto) - Il gruppo dei manifestanti che manifesta in presidio permanente dall'ottobre del 2017 per ottenere la percorribilità delle provinciali 12 e 14 e la riparazione completa degli argini rotti del fiume Lato.
Un caso simbolo quello sollevato dalle associazioni Tavolo Verde, Palagianello bene comune e NordSud perché sono tante le emergenze e le incurie nell’ovest della Provincia di Taranto.
Vale a dire in tutto quell’ampio territorio che inizia da Massafra e si chiude a Ginosa, ai confini con la Basilicata, e che coincide in qualche modo con la Terra delle Gravine. 
E’ l’ex parlamentare Paolo Rubino a chiedersi perché le massime istituzioni (a partire dal ministro Claudio De Vincenti e dal segretario dell’Autorità di bacino della Puglia Vera Corbelli) sono risultate sensibili al grido di protesta che viene dai “resistenti” del fiume Lato ed invece “risultano assenti Comune di Castellaneta, Provincia di Taranto e Consorzio di bonifica”. 
Senza dimenticare il ruolo della Regione Puglia che “continua ad assegnare finanziamenti alla stessa stazione di committenza che tiene imprigionata da anni la valle del Lato, con la chiusura al traffico delle due provinciali e la mancata sistemazione degli argini, sbriciolatisi in seguito alle alluvioni, ma con il forte sospetto di essere inadatti a contenere le ondate di piena per l’inadeguatezza dei materiali”. 
Un atto di accusa a tutto tondo per sottolineare la valenza simbolica delle tende sul ponte del Lato: “non solo le istituzioni locali sono assenti, ma ci disprezzano e sono contro all’opera di sensibilizzazione eroica messa in campo”. 
In sette mesi i manifestanti hanno resistito a tutte le intemperie, al rovesciamento della prima installazione ed ora li aspetta il caldo senza che i lavori, certo non ciclopici e già finanziati, possano dirsi conclusi e collaudati. 
Dal giorno di inizio della protesta, seguito ai quattro casi di malaria nell’ottobre del 2017, le ruspe hanno lavorato solo per una quindicina di giorni e le voragini apertesi negli argini sono rimaste spalancate. 
Scendendo a valle e provenendo dalla provinciale 12 di collegamento alla statale 106 spicca beffardo il cartello di cantiere: “il futuro è ora”. 
Se il futuro è questo “con lavori che non vengono mai compiuti a regola d’arte e provinciali chiuse al traffico da anni e con cartelli che invitano a non percorrerle in caso di pioggia” c’è poco da stare allegri.
I soldi ci sono dal 2016” precisa Rubino “la lungaggine è funzionale al malaffare e la tortuosità delle procedure autorizza a pensare di tutto”. 
Una cosa del genere sarebbe stata tollerata al Nord?” incalza Rubino al quale si aggiungono le voci dei tanti che sono lì a dar man forte. 
Questa protesta” aggiungono “invece di divenire un caso nazionale cui far seguire sentenze esemplari, rimane volutamente confinata nell’ambito della dialettica politica locale”. 
Senza questi atti di eroismo” ammonisce l’ex deputato “la gente che pure ci guarda e ci apprezza sarà portata a chiedere l’uomo forte, scivolando in una nuova forma di autoritarismo, di qui il valore civile e democratico della nostra protesta”. 
Con l’ipotesi mai cessata di far intervenire genio militare e protezione civile per impedire quella che è stata chiamata “la mangiatoia sul fiume Lato”. 
CASTELLANETA Da sx l'ex deputato Paolo Rubino, ora coordinatore del Tavolo verde alcuni manifestanti e primo da dx Rocco Loreto, già senatore della Repubblica.
E su questo punto interviene Rocco Loreto, già senatore, che concentra l’attenzione sui 50 milioni di euro da erogare per la sistemazione degli argini del Lato per cui sarebbero stati già stanziati i primi 4 milioni di euro. 
Tutti capitoli sui quali la procura di Taranto è stata interpellata formalmente con un esposto il primo marzo. 
Una denuncia firmata, non l'unica, che per il momento ha fatto registrare solo un sopralluogo il 22 maggio sul cantiere da parte di organi di polizia giudiziaria. 
Il tutto “con aperte violazioni di legge persino sulla cartellonistica di cantiere, puntualmente segnalate ma senza risposta alcuna da parte di chi è chiamato a sanzionarle”. 
Un muro di gomma che non va derubricato come “dialettica e battaglia politica locale”. 
Del resto” continua Loreto “parliamo di un’opera pubblica da 1,3 milioni di euro per cui si appone il cartello il giorno prima della visita del ministro”. 
Queste pratiche, ammoniscono dal Tavolo verde stanno diventando comuni nella zona occidentale ed è questo che vogliamo evitare continuando a stare qui.
Sotto accusa il centro unico di committenza che unisce Castellaneta ad altri comuni perché “è necessaria un’ottica sovra-comunale; con l’ottica campanilistica adottata, Palagiano è rimasta priva di argini dal lato sinistro della riva del fiume”. 
Ma anche la Regione Puglia si è dimostrata inadempiente “sia rispetto alle promesse dell’ex ass. reg. Curcuruto, sia continuando a finanziare la stessa stazione unica appaltante vistosamente inadeguata”. 
Mentre invece 12 milioni di euro sarebbero arrivati alla Provincia di Taranto dal Governo per la sistemazione della rete di strade provinciali. 
Ed invece tutto tace sulle sponde del Lato, un silenzio cui si unisce anche quello Consorzio di Bonifica Stornara e Tara. 
Invasi inutilizzati alla confluenza della Lama di Castellaneta con il fiume Lato.
Lo spreco della risorsa idrica grida vendetta per i due grandi bacini inutilizzati costati circa 4 milioni di euro alla confluenza della Lama di Castellaneta, affluente del Lato”.
 Un quadro desolante quello dipinto, ma che tuttavia non scoraggia né impaurisce chi ha passato giorni e notti in una vallata che meriterebbe ben altra fama, per la dolcezza e bellezza del paesaggio. 
C’è qualcosa di più profondo in questa vicenda che va oltre il disservizio” dicono i resistenti “è il disprezzo per le nostre richieste, il costringerci a percorrere strade inagibili ed a dire anche grazie perché non ci multano”. 
Quindi soddisfazione per l’accordo sottoscritto in Regione, per l’appalto bandito da 1,3 milioni di euro, per i fondi statali messi a disposizione per la manutenzione straordinaria delle provinciali, ma battaglia per affermare due  principi. 
Non solo risolvere definitivamente il problema ma anche ottenere che il male oscuro che sta sotto sia avvertito dalla gente, l’obiettivo ultimo è una nuova classe dirigente locale che sia capace, onesta e disposta a servire”.

QUOTIDIANO DI PUGLIA Edizione di TARANTO

giovedì 24 maggio 2018

GINOSA & MARINA RELOADED.

GINOSA vista dal belvedere sulla circonvallazione nord.
(photo courtesy of Vincenzo D'Angelo)

di Nicola NATALE

Si intravede un inizio di programmazione nelle attività dell’amministrazione ginosina. 
Capitoli a lungo lasciati insoluti - anche durante i primi due anni di insediamento della giunta 5 stelle - sono ora affrontati, perlomeno sotto il profilo della progettazione. 
Tra i macro-esempi di cui si è già scritto l’affidamento della progettazione per la messa in sicurezza di via Matrice all’impresa Geo Tecnologie di Bari.

GINOSA Al centro il solco della gravina di Casale che funge da letto al torrente Lognone Tondo.
Sulla sinistra il costone che regge via Matrice.
Un primo passo per quella che si può definire l’emergenza numero uno per ridare speranza agli investimenti turistici e riconnettere la città moderna con il centro antico.
Oltre a rimettere nel pieno possesso delle loro proprietà i 18 cittadini inizialmente sgomberati e i 64 proprietari di immobili, sempreché si circoscriva o annulli del tutto la zona rossa di interdizione assoluta.  
Nel frattempo il Comune di Ginosa ha stanziato altri 7.988 euro per pagare gli affitti di 10 nuclei familiari nel periodo da marzo a maggio 2018. 
Ma le gravine di Ginosa sono ampie, lunghe e costituite da un intreccio molto forte tra attività umane ed emergenze paesaggistiche. 
In questo quadro si inscrive la scelta di candidare un progetto di “riqualificazione dell’area del sistema delle gravine del territorio ginosino” nell’ambito degli avvisi pubblici per la costituzione di una “rete ecologica regionale”. 
Il progetto è stato affidato all’ing. Giuseppe Fanelli, quale rappresentante legale della Mas srl con uno stanziamento di 8.940 euro. La somma servirà non solo per la redazione del progetto ma anche nel supporto alla presentazione della candidatura sull’apposita piattaforma regionale. 
GINOSA Via Alfieri, il parco e l'anfiteatro irrisolto.
Non meno importante è la determina n°662 che assegna ad un pool di ingegneri (Stefano Dal Sasso, Umberto Gallo, Palmarita Oliva) la redazione del progetto di fattibilità tecnica economica per la riqualificazione dell’area di Parco Alfieri. 
Un’area che avrebbe dovuto divenire Parco già dalla fine degli anni ’80 ed invece sempre al centro di tentativi di trasformarla in area edificabile.
GINOSA - L'amministrazione comunale monocolore 5 stelle in carica dal 23 giugno 2016.
Lo scopo dell’amministrazione Parisi è candidare il progetto all’avviso pubblico regionale per la realizzazione di infrastrutture verdi per un finanziamento massimo concedibile di 1,3 milioni di euro, impegnando in questo caso 8.470 euro di fondi comunali.
MARINA DI GINOSA Torre Mattoni e la rientranza marina lasciata aperta dall'alluvione del 1 marzo 2011.
Non viene dimenticata Marina di Ginosa, strategica quanto e forse più della Gravina, per consolidare il turismo.
Tutto questo in mancanza di alcuna ipotesi di sviluppo industriale, a parte l’iniziativa di recupero e selezione di plastiche da differenziata subentrata all’impianto tessile Miroglio. 
Con la determina n°525 l’amministrazione assegna a due tecnici locali, l’arch. Ivan Risimini e la dott. forestale Wanda Galante la redazione di un progetto di fattibilità tecnico-economica per la “riqualificazione del paesaggio costiero di Marina di Ginosa”. 
Come è noto la cittadina rivierasca, meta di turismo fin dagli anni ’60 e alla sua 19esima bandiera blu, è priva di un lungomare apprezzabile e funzionale, anche per la presenza di aree, militari e non, che dividono in più parti il fronte-mare. 
Su un progetto riuscito e condiviso si giocano le possibilità di ulteriore rilancio turistico, assieme agli sforzi degli imprenditori del settore.
Anche qui l’amministrazione Parisi ha scelto di candidare il progetto ai fondi europei per la valorizzazione e la fruizione del paesaggio naturale, in questo caso la bella ed ampia spiaggia marinese. 
I tecnici per un importo di 7.417 euro dovranno immaginare un progetto fattibile dal punto di vista tecnico ed economico per la rinaturalizzazione delle aree degradate, la rimozione di detrattori di qualità paesaggistica e la “connessione ecologica costa-entroterra”. 
Un progetto a cui si associa anche l’intervento urgente nel Parco Comunale. 
La presenza di pini d’Aleppo fortemente inclinati e radici affioranti ha spinto ad affidare un ulteriore incarico alla dott. forestale Wanda Galante per la sistemazione del parco e di altre aree a potenziale rischio. 
Il tutto facendo riferimento alla “sottomisura 8.5 per gli investimenti tesi ad accrescere la resilienza ed il pregio ambientale degli ecosistemi forestali”. 
Come si vede dunque una ricostruzione e manutenzione straordinaria dell’intero territorio ginosino in cui il Comune ha la sola forza di individuare e retribuire le professionalità esterne per concorrere a progetti europei. 
Senza avere la possibilità né di progettare con professionalità interne, né di finanziare autonomamente opere decisive per il futuro della comunità.
Tutto insomma affidato al meccanismo europeo e regionale di selezione, spesso con fondi insufficienti a finanziare tutti i progetti concorrenti ritenuti idonei.