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giovedì 31 luglio 2014

MARINA DI GINOSA, B.C.C. DONA UNA SEDIA JOB. E IL BAGNO E’ POSSIBILE ANCHE AI DISABILI.

Una delle prime sedie job usate a Marina di Ginosa (Taranto)
QUOTIDIANO DI PUGLIA 31 LUGLIO 2014
di Nicola NATALE
A volte l’attenzione ai disabili è più sbandierata che attuata. 
Non così a Marina di Ginosa dove la locale banca di credito ogni anno dona una sedia “job” agli stabilimenti balneari. 
Si tratta di una sedia che consente ai disabili o a chi ha solo momentaneamente problemi di deambulazione, di essere trasportato con facilità sulla sabbia e di arrivare in acqua per nuotare o cullarsi con le onde.
Il modello Hippocampe della vipamat
Tra questi particolari ausili per disabili il primo a diffondersi è stata la sedia job che non sta per lavoro (all’inglese) ma per “jamme ò bagno” (napoletano). 
Quest’anno a ricevere la sedia è stato il lido Gabbiano ma sono tanti gli altri lidi marinesi che nel frattempo sono stati attrezzati con la sedia, utilizzabile a richiesta. 
Non proprio popolare il prezzo che rimane intorno ai 700-800 euro per chi volesse acquistarla da sé. L’obiettivo di alcune associazioni a sostegno dei disabili è ora far rientrare l’ausilio tra quelli forniti dal servizio sanitario nazionale, dato che la job é tra le poche ad essere dotata di un’omologazione. 
QUOTIDIANO DI PUGLIA
Sedia Job - 31 luglio 2014
Va detto che la sedia job non è unica tra gli ausili di questo tipo. Una ditta francese, la vipamat, mise a punto nel 2002 a  Ploemeur, la hippocampe, concorrente più costosa della sedia job. 
Altri consigliano, in mancanza, di affidarsi ad un lettino da spiaggia modificato con ruote parzialmente galleggianti all’altezza dello schienale che facilitino la risalita sulla sedia dopo il bagno.
L’esempio della Bcc di Marina di Ginosa non è affatto isolato ma è un indice dell’attenzione che l’istituto ha sempre avuto per la solidarietà e la promozione sociale. 
Da anni miriamo ad incentivare il turismo” dice il presidente dell’istituto di credito, dottor Giuseppe Ratti “anche questa è una felice intuizione del nostro fondatore e presidente onorario, il dottor Franco D’Alconzo”. 
Un mercato quello dei disabili che non va sottovalutato, cercando di inserire la Puglia (e Marina di Ginosa in particolare per i suoi fondali bassi e sabbiosi) nei grandi circuiti del turismo accessibile. 
Gli stabilimenti balneari hanno tutti accessi facilitati in linea con l’ordinanza regionale del 2012” aggiunge il direttore generale Tonio Gallitelli “la banca di credito cooperativo è parte integrante di Marina di Ginosa e del suo tessuto imprenditoriale, il turismo è il nostro volano e quando si sposa con iniziative come queste siamo particolarmente contenti dell’uso del nostro fondo sociale”.

INFONDATO IL RICORSO DEL PD. LA TARES 2013 RESTA COSI’ COM’E’.


L'aula del Tribunale Amministrativo di Lecce
di Nicola NATALE
Ci sono voluti due anni e mezzo. 
Ma alla fine si è capito, lo scrivono i giudici del tribunale amministrativo di Lecce, che la maggioranza di centrodestra retta dal sindaco Vito De Palma ha stabilito in maniera del tutto legittima le tariffe della tares per il 2013. 
La sentenza è stata resa nota dalla stessa amministrazione che ha commentato esultante la sentenza n°2022 depositata il 29 luglio scorso. “Con questa sentenza” ha detto il consigliere incaricato al bilancio, Giacomo Cassano “spero si possano finalmente calmare i bollenti spiriti che hanno animato gli amici del partito democratico di Ginosa e delle opposizioni, anche di quelle aggiunte dell’ultima ora”. 
Chiaro il riferimento al nuovo centrodestra di Francesco Di Franco e Antonio Bradascio. 
Sempre per Cassano “il regolamento da noi approvato mirava a distribuire nella maniera più equa possibile, la nuova tassa imposta dal Governo nazionale pd-ncd”. 
Abbiamo invano tentato di spiegare la questione al pd che lo ha impugnato ma, come è noto, non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire, ora, con una sentenza emessa in nome del popolo italiano, spero che il PD abbia compreso la lezione”. 
Il locale circolo pd sosteneva che in quel regolamento c’era un eccesso di potere e che il calcolo era stato maggiorato ad arte per far entrare nelle casse del comune altri 1,4 milioni di euro in più rispetto ai 3,6 di costo della raccolta differenziata dei rifiuti. 
da sx il sindaco Vito De Palma e Giacomo Cassano,
cons. com. delegato al bilancio
Questa sentenza” ha detto il sindaco di Ginosa, il dott. Vito De Palma “ha per me un grandissimo valore amministrativo e politico”. 
A livello amministrativo certifica in maniera chiara ed inequivocabile che l’operato dell’amministrazione che mi onoro di guidare è stato legittimo e rispettoso della legge”. 
Politicamente invece” ha infierito il primo cittadino “rappresenta una delle peggiori sconfitte che il pd di Ginosa e Marina di Ginosa subisce ad opera del centro destra e per mano dei giudici amministrativi”. Non si è fatta attendere la risposta del pd a firma di Enzo Giannico, arrivata appena sei ore dopo: “le sentenze vanno sempre rispettate, anche quando non le si condividono, questo non significa che il giudizio politico sulla giunta De Palma possa modificarsi”. 
Per Giannico, già segretario provinciale dei ds a Taranto “la giunta non avrebbe modificato la tari del 2014 accogliendo diverse proposte delle opposizioni, se l’impostazione del 2013 fosse stata giusta e non avesse colpito le famiglie”. 
Presso le quali non a caso si registra un calo dei consumi” prosegue il consigliere di minoranza mentre perdura “l’inefficienza del servizio di raccolta rifiuti” sprovvisto di isole ecologiche pienamente funzionanti a due anni dall’avvio. 
I moduli inviati per la tares 2013,
la tassa rifiuti e servizi ora diventata tari
Insomma per il pd si è di fronte “ad una imposizione comunale elevata a fronte di servizi scadenti e il sindaco non dovrebbe gioire per aver messo le mani nelle tasche dei cittadini”. 
E tra i servizi scadenti il gruppo consiliare del pd annovera anche “la programmazione turistico-culturale” e la poco invitante nomea “di paese delle multe”. 
Multe inevitabili dopo l'avvio delle strisce blu a Marina di Ginosa per regolamentare le soste nelle zone di accesso al mare, altrimenti off limits, ma presenti da tempo a Ginosa solo in pieno centro. 
Un vero spauracchio per i turisti abituati a frequentare le spiagge di Marina di Ginosa, lasciando spesso solo i rifiuti come traccia del loro passaggio. 
Non c’è dubbio però che la sentenza segni un punto a favore della amministrazione in carica.

MARINA DI GINOSA, CINE-DRINK ALLO STELLA MARIS HOTEL.


Marina di Ginosa, lo Stella Maris hotel al termine della via omonima.
di Nicola NATALE
Continuano i contatti tra Marina di Ginosa e la vicinissima Basilicata. 
A far da ponte l’iniziativa dello Stella Maris hotel in programma per il primo agosto alle ventuno con l’anteprima pugliese del “Lucania Film Festival”. 
Nel giardino interno all’hotel, saranno proiettati cortometraggi di fiction e animazione dei primi quindici anni di vita dell’evento che si tiene a Pisticci, in provincia di Matera. 
Nel corso dell’evento che segna il cambio di gestione dell’hotel (uno dei pochi situato sul lunghissimo fronte mare di Marina di Ginosa) saranno realizzate delle performance di video arte e sarà possibile anche ammirare delle installazioni artistiche a cura di Silvia Forese e Elena Harris. 
Ad arricchire la serata anche la presenza di Giuseppe Marco Albano, regista nato a Cisternino (Brindisi) ma poi trasferitosi a Bernalda (Matera). 
Suo il corto “Stand by me” vincitore del nastro d’argento 2012 che sarà proiettato nel corso della serata. Tutta lucana anche la “coreografia urbana” dell’associazione Basilicataboard che nasce con l’intento di promuovere la pratica dello skate anche in acqua con ogni tipo di “tavoletta” (board) e del ciclismo bmx e con mountain bike.
Da quest’anno anche quest’hotel ha cambiato gestione affidandosi alle cure di Rabite servizi turistici, un’azienda con sede a Tursi. 
E’ in atto una crescente professionalizzazione del settore turistico che lascia ben sperare per il futuro di Marina di Ginosa, forte della sua amplissima spiaggia e di 16 bandiere blu. 
Piccola nota storica, lo Stella Maris, prima della sua generale ristrutturazione, è stata la sede della “colonia” di Marina di Ginosa, vale a dire una struttura che ospitava bambini in periodi di soggiorno al mare in genere organizzati da scuole o enti vari. 
Popolarmente tutta la zona circostante è ancora oggi denominata "la colonia" lo stesso nome del complesso ormai riconvertitosi all’accoglienza turistica di qualità.

martedì 29 luglio 2014

CASTELLANETA, MANTO SINTETICO AL “DE BELLIS”: "QUELL’APPALTO E’ DA ANNULLARE".

Agostino De Bellis, uno dei consiglieri che si oppone al rifacimento del terreno di gioco con manto sintetico
(ph vivicastellaneta)
QUOTIDIANO DI PUGLIA 29 LUGLIO 2014
di Nicola NATALE
Appalto da rifare per lo stadio comunale di Castellaneta.
Questo almeno secondo le opposizioni che chiedono l’immediato annullamento della gara d’appalto per la manutenzione del campo sportivo “De Bellis” in via delle Spinelle.
Già dal dicembre del 2012* le polemiche si erano fatte roventi alla notizia che il Comune avrebbe impiegato circa 500mila euro del bilancio comunale (previo mutuo) per sostituire il manto erboso con uno sintetico.
Tra i principali critici della decisione della maggioranza di centrodestra guidata dal sindaco Giovanni Gugliotti proprio Agostino De Bellis (patto per la città) nel frattempo divenuto consigliere comunale al posto del dimissionario Maurizio Cristini il 7 luglio scorso.
In un documento tutti i sei consiglieri d’opposizione (Michele D’Ambrosio, Agostino De Bellis, Stefano Ignazzi, Rocco Loreto, Giuseppe Rochira, Leonardo Rubino) chiedono non solo l’annullamento del bando di gara ma anche la revisione del progetto esecutivo.
E’ emerso” dicono “un macroscopico errore di progettazione”.
Nel progetto si sarebbe previsto il rifacimento di soli duecento metri di pista di atletica leggera in luogo dei quattrocento della pista reale. “Duecento metri sono la misura di una pista indoor” sostengono i consiglieri di minoranza “e non sono assolutamente sufficienti per la pista scoperta del “De Bellis””.
Pertanto la gara che proprio oggi (28 luglio) è in scadenza dovrebbe quanto meno esser rivista pena difficoltà ed aumento dei costi, tanto più grave in quanto l’opera si sta finanziando con un mutuo e non con risorse che giacciono in bilancio.
Altro elemento che “desta almeno perplessità” per l’agguerrita opposizione castellanetana è un punto essenziale e qualificante dell’appalto: il costo per metro quadro del manto sintetico fissato a 7,13 euro per metro quadro. 
Troppo basso per i consiglieri che sembrano tenere per la manutenzione del tradizionale campo in erba naturale.
Il campo sintetico” disse il consigliere De Bellis “può durare al massimo 10-15 anni, il manto erboso se lo si rispetta dura in eterno”.
A lui si aggiunse il consigliere comunale Michel D’Ambrosio ricordando che anche i campi sintetici non sono affatto esenti da manutenzione come si è portati a pensare da non addetti al settore: “caldo e freddi intensi li degradano, va inserito materiale coerente quando ci sono cedimenti o strappi”.
De Bellis già da giugno scorso aveva proposto all’amministrazione di cercare insieme le soluzioni idonee per lo stadio già in cattive condizioni dopo l’ultima partita di eccellenza.
In particolare De Bellis (tecnico del club runner 87) aveva chiesto di “affidare lo stadio ad un’associazione o distaccare temporaneamente un dipendente comunale perché si occupi di tenere in condizioni decenti uno dei luoghi simbolo di Castellaneta”.
*http://ginosanews.blogspot.it/2012/12/castellaneta-500mila-euro-per-il-manto.html
Quotidiano di Puglia 29 luglio 2014

CASTELLANETA, NON PIU’ ACQUA IN BOTTIGLIA DI PLASTICA, MA DALLA CASETTA.


L'inaugurazione, il 28 luglio del 2014, della prima casa dell'acqua a Castellaneta (Taranto)
di Nicola NATALE
Castellaneta ha inaugurato la sua prima casa dell’acqua. 
Vale a dire un impianto che distribuisce acqua di rete refrigerata e microfiltrata (la stessa dell’acquedotto pugliese) con un distributore realizzato in piazza Ugo Betti, a due passi dallo stadio. A temperatura ambiente o gassata, il tutto su progetto e realizzazione della Newtech srl di Taranto. 
Potrebbe sembrare un ritorno al passato (con le file di donne e bambini alle fontane) ma non lo è per chi acquista l’acqua al supermercato. 
Il costo dell’impianto, circa 23mila euro, sarà ripagato dagli stessi cittadini che preleveranno l’acqua a 5 centesimi al litro. Prezzo molto inferiore alle acque acquistate in “fardello”. 
Gianrocco De Marinis,
ass. all'ambiente di Castellaneta
Un primo motivo quindi per usare le casette dell’acqua “è innanzitutto il risparmio, ma ci sono valori più importanti in gioco” dice l’assessore all’ambiente Gianrocco De Marinis. 
Lo scopo di questi impianti” dichiara De Marinis “è anche tutelare la salute pubblica poiché delle acque in bottiglia non sappiamo nulla, a parte ciò che è scritto in etichetta, nonché limitare la produzione e soprattutto la dispersione di bottiglie di plastica dannosissima per l’ambiente”. 
L’impianto installato a Castellaneta è dotato di un filtro fisico, di uno a carboni attivi ed infine di una lampada a raggi ultravioletti che funge da filtro de-batterizzante. 
I tre erogatori sono sterilizzati ogni 24 ore tramite una resistenza. Il comune di Castellaneta, una volta pagato l’impianto, ci guadagnerà: i 5 centesimi andranno ripartiti in ragione di 1,5 centesimi di euro all’azienda e 3,5 all’ente locale.
Uno degli impianti realizzati dalla Newtech di Taranto
L’invito che viene dall’amministrazione è quindi ad utilizzare massicciamente la casetta dell’acqua inaugurata lunedì scorso.
Magari con bottiglie in vetro, perché questo significherà anche un alleggerimento delle spese che il Comune sostiene per i suoi rifiuti. 
Infatti” precisa ancora De Marinis cogliendo l’occasione “l’unica ragione del mancato avvio della differenziata a Castellaneta è la legge regionale dell’agosto del 2012 che impone di fare appalti che coinvolgano gli interi ambiti di raccolta ottimali, cosa che comporta gare che possono arrivare fino a 130 milioni di euro, ingestibili dalle aziende del settore”. 
Per questo l’amministrazione Gugliotti ha potuto inserire solo iniziative di complemento della raccolta differenziata dei rifiuti come ad esempio la raccolta degli oli esausti.

lunedì 28 luglio 2014

LATERZA, LA PROFESSORESSA BONGERMINO CAVALIERE DELL’ORDINE AL MERITO.

QUOTIDIANO DI PUGLIA 28 LUGLIO 2014
di Nicola NATALE
Maria Raffaella Bongermino
Prestigioso riconoscimento per Maria Raffaella Bongermino. La docente e storica, originaria di Laterza (Taranto) è stata insignita dell’onoreficenza di cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica Italiana.
La professoressa lo ha appreso con un telegramma inviatole da Bernardo Traversaro, presidente dell’associazione nazionale mutilati ed invalidi di guerra.

Il decreto del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stato firmato non a caso il 2 giugno scorso, giorno della festa della Repubblica Italiana. 
L'alta onoreficenza è stato concessa alla professoressa per la sua intensa, corposa ed infaticabile attività di ricerca storica, concentrata tra l’altro su Puglia e Basilicata.
Ultima sua fatica letteraria e di ricerca: “C’ero anch’io. Fra storia e memoria. Le grandi guerre del XX° secolo” edito da Congedo.
La Bongermino si è anche distinta per un’intensa valorizzazione del suo paese natale, Laterza, ed in particolare di uno dei suoi beni più caratteristici e misteriosi: la “cantina spagnola”, oggetto di un convegno internazionale e di numerosi studi per l’inedito accostamento di affreschi sacri e profani che si trovano al suo interno.

venerdì 25 luglio 2014

NATUZZI, NUOVE MANIFESTAZIONI. FALLITO L’ACCORDO DEL 10 OTTOBRE.

Natuzzi, operai al lavoro.

QUOTIDIANO DI PUGLIA 20 LUGLIO 2014
di Nicola NATALE
Si respira sfiducia negli stabilimenti Natuzzi dopo la mancata attuazione degli accordi del 10 ottobre scorso. 
Accordo a suo tempo definito “storico” che prevedeva la ricollocazione di almeno cinquecento degli esuberi del gruppo pugliese nelle nuove aziende (new.co.) entro maggio 2014. Ad oggi però nessuna delle tante aziende che si erano mostrate interessate è partita. 
Nemmeno quelle che venivano ritenute in grado di affrontare il processo di rioccupazione come la Contempo di Grumo o altre due aziende venete. 
La richiesta che parte da fillea cgil, feneal uil e filca cisl è quella di tornare ai contratti di solidarietà per tutto il personale del gruppo. 
Anche perché nemmeno i 926 dipendenti oggi al lavoro sono utilizzati per l’intero orario contrattuale. Intanto, dei 600 esodi volontari previsti dall’accordo, solo 450 hanno accettato il contributo di uscita concordato e detto addio alla loro esperienza in Natuzzi. 
Ciò porta gli esuberi a quota “1.000-1.100” secondo Antonello Zicari della fillea cgil. 
Per loro dopo ottobre, a meno di un’ulteriore concessione di “cassa” in deroga, si spalancano le porte della mobilità. Ciò vuol dire che già da agosto potrebbe partire da via Iazzitiello in Santeramo, sede centrale del gruppo specializzato in divani, la richiesta di mobilità. 
I sindacati non ci stanno e preannunciano mobilitazioni se non dovessero essere accolte le loro richieste. Anche perché “devono dirci che fine hanno fatto non dico le settanta manifestazioni di interesse, ma almeno le 5 o 6 ritenute più credibili” continua Zicari. 
L’impressione è che le condizioni poste da Natuzzi alle aziende subentranti siano state giudicate se non irricevibili, almeno non convenienti dal punto di vista economico dalle aziende subentranti. 
Poco o nulla è trapelato dagli incontri quadrilaterali azienda, ministero, regione e sindacati in cabina di regia dopo il fallimento dell’accordo. 
Mentre riprendono feroci le critiche “sul come sia stato possibile gestire per tanti anni una crisi industriale complessa dai molti ammortizzatori sociali, senza nessun serio processo di riorganizzazione, come pure è avvenuto per altre realtà”. 
Nel frattempo la Natuzzi precisa che “l’incontro con Turkven e Dogtas Kelebek ha avuto come unico oggetto la possibilità di una partnership commerciale per sviluppare le attività retail in Turchia”. Niente ingresso quindi nel capitale Natuzzi come era stato scritto ma solo il potenziamento della vendita al dettaglio, strategia sempre perseguita in questi ultimi anni. 
Preoccupa d’altro canto la cessione del ramo d’azienda relativa al servizio di portineria, con altri 22 dipendenti, che passeranno ad altra società esterna. 
La prima manifestazione della rete “il sindacato è un’altra cosa” svoltasi martedì scorso ha registrato circa duecento adesioni. Oggi invece termina l’incontro tra azienda e sindacati nazionali e regionali di categoria  presso federlegno a Roma.
Natuzzi - Quotidiano di Puglia -20 Luglio 2014

EX MIROGLIO. LA LOGISTIC DIROTTA A GINOSA IL SUO PROGETTO PER 45 ADDETTI.

Lo stabilimento ex Miroglio di Ginosa in contrada girifalco, ora nella disponibilità del Comune.

La Logistic sceglie Ginosa. La Miroglio é una saga, più che una vertenza.
Quello di ieri doveva solo essere un incontro informativo ed invece colpo di scena. L'investimento della Logistic si sposta da Castellaneta a Ginosa e aumenta da 30 a 45 il numero delle persone da preoccupare.
Delusi il sindaco di Castellaneta Giovanni Gugliotti e l'assessore Giuseppe Angelillo che si erano presentati alla riunione con la bozza di delibera. 
Nel frattempo però al progetto della Logistic si é aggiunta un'altra lavorazione e così si è pensato bene di spostare il progetto a Ginosa. 
È lo stesso sindaco Vito De Palma a chiarire che l'amministrazione ginosina è d'accordo con questa inaspettata nuova piega della tormentata vicenda degli ex180 miroglini. 
"Solo una parte dello stabilimento sarà concessa" spiega il sindaco che rimarca l'importanza dell'iniziativa in un periodo assolutamente carente di nuovi investimenti. 
I miroglini sono rimasti sbigottiti, ma hanno accettato la nuova decisione con spirito pragmatico. 
Primo da sx Mimmo Giannuzzi, uno dei 181 ex miroglio
Anche perché ha ribadito uno dei loro rappresentanti, Mimmo Giannuzzi, per molti la fine della mobilità é drammaticamente vicina. 
Non tutti la pensano cosí ma è sembrato giusto non rallentare l'unica proposta che ha avuto il placet di ministero dello sviluppo e Regione Puglia. 
L'incontro tenutosi dall'Assessorato regionale al lavoro non é stato privo di momenti di tensione ed é stato posticipato di due ore proprio per permettere alle parti di trovare un accordo o di subirlo come nel caso di Castellaneta. 
Il sindaco Gugliotti andando via contrariato ha fatto sapere che non ci sarà possibilità di ripensamento per la Logistic: mai più a Castellaneta. 
Questo naturalmente apre le porte ad altri progetti di cui pure si era ventilato in questi giorni per quanto riguarda l'ex filatura di Castellaneta. 
Si chiudono invece le possibilità per quanti avevano puntato sullo stabilimento di Ginosa, una portaerei da 55mila metri quadri. 
Vale a dire il prodotto imbustato, in porzioni pronte all'uso. Sempre che le attività della Logistic non crescano tanto da impegnare tutta l'area. 
Questo almeno fino a ieri a Bari. 
Nel frattempo l'assessore Leo Caroli da un lato, i sindacati presenti con il segretario Giuseppe Massafra dall'altro lavoreranno ad un accordo quadro che sancisca il nuovo assetto della fu tessitura di Puglia.
Altri progetti infatti dovranno essere compatibili con la lavorazione di ortofrutta fresca per la quarta e quinta gamma.

giovedì 24 luglio 2014

MARINA DI GINOSA, SGOMBERO DI IMMIGRATI. I VIGILI: "IGIENE E SPAZI NON ADEGUATI".


Marian di Ginosa, uno degli appartamenti controllati
QUOTIDIANO DI PUGLIA 24 LUGLIO 2014
di Nicola NATALE
Marina di Ginosa, 22 letti stipati in un appartamento di 80 metri quadri ed altri 20 posti letto stipati in un appartamento di circa 100 metri quadri. 
Di fronte a questa situazione, peraltro nota da tempo, l’amministrazione comunale ha reagito con due ordinanze di sgombero, a seguito degli accertamenti svolti dal comando di polizia municipale di Ginosa in collaborazione con il servizio di igiene e sanità pubblica della asl di Taranto nel giugno scorso. 
Ad esserne colpiti i proprietari e gli affittuari dei due immobili posti all’ingresso della frazione marinese, l’uno in via Fratelli Quinto e l’altro in una sua traversa. 
Si tratta in questo caso di proprietari residenti a Marina di Ginosa (Angela Stella Quinto e Quinto Felice) e di affittuari residenti anch’essi nella borgata: Farazi Majid e Khan Thuin, entrambi originari del Bangladesh.
Nel corso delle ispezioni gli agenti e i funzionari asl hanno trovato nel primo appartamento, quello più piccolo situato in una traversa di via Fratelli Quinto, 17 cittadini extracomunitari oltre a merce varia, poi sequestrata. 
Secondo i vigili “la cucina era in condizioni igieniche inaccettabili con bombole di gas in condizioni di precaria sicurezza e i servizi igienici assolutamente inadeguati per il numero di letti presenti”. 
Il dispositivo di sgombero è scattato in entrambi i casi per inosservanza del regolamento di igiene (d.c.c. n°14 del 24/2/1995) che prescrive 14 metri quadri a testa per i primi due occupanti e dieci per i successivi.
Gli occupanti ne avevano a disposizione cinque, la metà.
L’ordinanza di sgombero impone 15 giorni agli ex inquilini per “rimuovere ed allontanare tutte le attrezzature, mobili ed accessori adibiti all’uso abitativo”. Un mese è invece il termine concesso ai proprietari per provvedere in caso di inadempienza al “ripristino delle idonee condizioni igienico-sanitarie conformi alla originaria destinazione d’uso”. E naturalmente a mantenerle in futuro.
Un appartamento a Marina di Ginosa densamente popolato  
Tutte le persone coinvolte rischiano, se non dovessero rispettare l’ordinanza, una denuncia alla procura ex art. 650 codice penale che, se accolta, può comportare fino a tre mesi d’arresto ed un massimo di duecento euro di multa. 
Per il sindaco Vito De Palma bisogna distinguere tra “la diffusa solidarietà ed il legittimo spirito di accoglienza delle persone in stato di bisogno e il preciso rispetto delle regole a tutela della dignità umana e del giusto profitto eticamente fondato”. 
Soprattutto aggiunge per gli operatori economici che invece “assolvono con puntualità ogni obbligo di legge in materia retributiva, previdenziale, tributaria e di sicurezza sui luoghi di lavoro”. 
Al plauso per “i severi controlli contro l’abusivismo commerciale” disposti dall’amministrazione si è aggiunto il cons. Giovanni Perniola che ha ringraziato i locali comandi di stazione dei Carabinieri e tutto il personale della polizia municipale “per la serie di brillanti risultati conseguiti”. 
Restano due  domande: dove sono andate e cosa faranno le circa quaranta persone sgomberate.

Politiche migratorie - Quotidiano di Puglia 24 luglio 2014

CASTELLANETA MARINA, VILLAGGIO DEI TURCHESI AL BUIO.


QUOTIDIANO DI PUGLIA 24 LUGLIO 2014
di Nicola NATALE
Villaggio dei turchesi, terra di nessuno. 
Puntuale arriva l’ennesima denuncia del consigliere comunale castellanetano Leonardo Rubino. 
Questa volta sotto accusa è l’illuminazione pubblica quasi inesistente del villaggio all’ingresso di Castellaneta Marina. 
Al momento sarebbero circa 500 le persone costrette a restare al buio pur pagando dice Rubino “un’imu fissata al massimo possibile, 10,6 per mille”. Ma non è solo la pubblica illuminazione ad essere carente, per il consigliere di minoranza della lista emiliano anche la raccolta dei rifiuti urbani non è un granché: “pochi e sfondati cassonetti lontano dalle case, inesistente pulizia delle strade interne al villaggio e della pista ciclabile, di fatto inutilizzabile”. 
Mentre resta un miraggio” continua “il collegamento della stessa pista con quella che scorre lungo il viale dei pini” in modo da costituire una vera mobilità alternativa in un centro, quello di Castellaneta marina, che rimane di grande pregio ed oggetto di uno sforzo notevole per rivitalizzare le serate estive. Nonostante questo rinnovato interesse per la frazione marina le residenze estive sono spesso oggetto di furti, anzi il consigliere parla di “continue incursioni e tranquille razzie”. 
Per questo Rubino si chiede “per quanto tempo ancora ci sarà il vergognoso spettacolo dell’abbandono del villaggio dei turchesi?”. 
Ma egli stesso sembra rispondersi per molto, giacché imputa le cause dell’abbandono “all’inerzia omissiva, alla maldestra ricerca di alibi e ad un improduttivo scaricabarile tra il Comune ed il privato costruttore”.

mercoledì 23 luglio 2014

ALLUVIONE, SCAMBIO DI ACCUSE. E' GIALLO SULLA DICHIARAZIONE DI EMERGENZA.


QUOTIDIANO DI PUGLIA 23 LUGLIO 2014 
di Nicola NATALE
Un giallo o una banale sostituzione?
Sul sito del Governo al posto del provvedimento per le situazioni post alluvione c’è n’è uno simile, ma riguardante le provincie di Torino, Alessandria, Asti, Cuneo, Novara e Vercelli.
Niente a che vedere con lo stato di emergenza per le provincie di Foggia, Lecce e Taranto per quanto verificatosi tra il 19 novembre e il 3 dicembre 2013.
Forse è questa la ragione per cui ancora non compaiono le cifre messe a disposizione dal Governo per le emergenze che al momento riguardano soprattutto (ma non solo) il crollo di via matrice e l’inagibilità di parte del centro storico.
Per la minoranza si tratta solo di demagogia e chiacchiere, per la maggioranza i tempi e le riposte ai disastri delle alluvioni e delle piogge torrenziali “saranno regolarmente conclusi nel rispetto dei tempi tecnici di trattazione degli uffici comunali”.
Le cinque sigle che compongono la minoranza (pd, lista inglese, impegno civico, nuovo centro destra, liberi ed indipendenti) sostengono che l’approvazione di 25 stati d’emergenza in tutta Italia, ivi compreso quello nel Tarantino è stata possibile solo con il rifinanziamento del fondo emergenze il 26 giugno scorso.
Il crollo di via Matrice del 21 gennaio 2014
Ragion per cui era inutile “la gita a Roma da 1.700 euro a carico dei cittadini” del 19 giugno scorso. Cifra che si aggiunge “ad oltre 30mila euro di spese per viaggi nel 2013”.
Le opposizioni chiedono perché non siano stati ancora appaltati i lavori di ricostruzione delle strade comunali nonostante i 5,5 milioni di euro stanziati dalla regione Puglia nel novembre del 2013, all’indomani delle tragiche alluvioni di ottobre.
E sostengono che i marinesi non avrebbero ancora ricevuto il risarcimento danni per l’alluvione del 2011. Difficoltà e ritardi che si aggiungono alla pesante tassazione: “tasi del 1,5 per mille con gettito di 1,1 milioni di euro per pagare 365mila euro annui il canile e 836mila la pubblica illuminazione senza avviare la gara di conversione a led della pubblica illuminazione vinta nel 2011”.
I sei consiglieri d’opposizione ricordano anche la mancata agevolazione per l’imu sugli immobili concessi in comodato d’uso a parenti prossimi, nonostante l’impegno in Consiglio.
Di qui la conclusione: “andate a casa”. Argomento che non sfiora nemmeno la maggioranza che bolla il manifesto come “pieno di offese personali e falsità”.
Le sette sigle che sostengono l’amministrazione evidenziano invece che è solo grazie “al loro lavoro ed alla loro tenacia che si è giunti ad ottenere l’emissione dell’ordinanza”. Peraltro “vergognosamente ritardata dal governo pd-ncd rispetto ad Emilia Romagna, Toscana, Basilicata, Liguria”.
Insomma per la maggioranza di centrodestra tutte le questioni relative ai dossier più scottanti (strade rurali, crollo nel centro storico, risarcimenti alluvione 2011, gara illuminazione a led) sono “atti di gestione dei responsabili di settore che il politico per legge non può e non deve fare”.
Senza dimenticare che “il fondo per la riduzione della tares è un atto di civiltà, l’aliquota tasi è tra le le più basse realisticamente possibili ed è concertata e che mantenimento del canile e pagamento delle bollette sono atti dovuti”.
E’ la solita opposizione” concludono “che poi non vota i pagamenti per lavori di somma urgenza e non partecipa al voto”.
GINOSA - Mancati interventi post alluvione e crolli. Quotidiano di Puglia 23 Luglio 2014

martedì 22 luglio 2014

GINOSINO ACCOLTELLA RUMENO. I CONNAZIONALI REAGISCONO PESTANDOLO.

Ginosa -Piazza Nusco non lontano dal luogo dell'aggressione.

QUOTIDIANO DI PUGLIA 22 LUGLIO 2014
di Nicola NATALE
Un ginosino accoltella un rumeno, i co-inquilini della vittima lo pestano. 
Sembra che il giovane aggressore sia il proprietario della casa in cui l’uomo viveva assieme ad altri connazionali. 
L’episodio, accaduto sabato scorso a Ginosa durante il pomeriggio, sarebbe scaturito da rancori profondi ed anche, secondo alcune voci circolate, da un canone non pagato. 
L’uomo secondo la ricostruzione offerta agli inquirenti avrebbe raggiunto la vittima presso l’appartamento concesso in locazione ed al degenerare dell’alterco avrebbe inferto dei colpi, poi giudicati guaribili in pochi giorni. 
La minaccia, portata avanti con mezzi così persuasivi ed illegali, non è stata senza conseguenze come già detto. Gli amici e conviventi hanno reagito picchiando l’uomo con mazze. 
Per chiarire la dinamica dell’episodio e contestare le esatte responsabilità, sono poi intervenuti i carabinieri di Ginosa. 
Nel frattempo i due, dopo le prime cure del caso, prestate dai sanitari del 118, sempre molto reattivi, sono stati trasportati presso l’ospedale di Castellaneta. 
L’episodio ha scatenato infiniti commenti, riaccendendo il già vivace dibattito intorno alla fortissima (e non censita) presenza immigrata a Ginosa. 
Si parla di migliaia di presenze stabili, in città e nelle campagne disseminate di masserie un tempo abitate.
Quotidiano di Puglia 22 Luglio 2014
Anche in questo il comune madre e la frazione marinese si differenziano, caratterizzandosi Ginosa per la fortissima componente rumena e Marina di Ginosa per una consistente rappresentanza asiatica, in particolare del Bangladesh. 
In particolare nel comune madre, l’immigrazione è stata favorita dalla progressiva sostituzione della manodopera locale nelle aziende agricole con personale immigrato. 
Nel frattempo sono state piuttosto deboli e senza continuità le iniziative di integrazione a livello locale, peraltro rese difficili dalle note carenze di bilancio a tutti i livelli. 
Ma anche da una resistenza all’integrazione di molti dei nuovi arrivati per ragioni pratiche (considerano temporanea la loro presenza) o per ragioni culturali. 
Unica eccezione le scuole che in molti casi hanno portato avanti i loro progetti di intercultura ed accolto degnamente i figli dei nuovi arrivati. 
L’apertura di un negozio con prodotti tipici rumeni in via Cavour aveva fatto pensare ad una normalizzazione dei rapporti tra locali e nuovi arrivati ed a una definitiva accettazione del fenomeno ed invece l’incidente in corso ha riacutizzato la tensione.

LATERZA, IL PD AL SINDACO: “UN NOSTRO NOME IN GIUNTA, MA INTANTO TESSERATI”.


di Nicola NATALE
La pace a settembre in casa pd: “lasciamoci dietro il caso Stano”. 
Questo è quanto propongono da via De Deo, attuale sede del pd laertino con riferimento all’estromissione dell’ex vicesindaco da parte del sindaco in carica Gianfranco Lopane. 
La proposta è quella di occupare con un nome designato dal pd la casella che sarà lasciata vacante dall’avv. Mariella Bruno, attuale assessore con delega ai rapporti con le associazioni. L’annuncio in una conferenza stampa di sabato scorso indetta dal segretario Lucrezia Laforgia “per chiarire la nostra posizione ai laertini che non sanno più dov’è la verità”. 
Innanzitutto dicendo che, per la commissione di garanzia provinciale di Taranto, “il congresso del 6 giugno è legittimo e con esso tutto il direttivo eletto”. 
Lucrezia Laforgia,
segretario pd Laterza
Quindi per il neo-combattivo segretario non ci sono più alibi:  gli iscritti dovranno attenersi alle regole, questo non significa che sono un despota, ma il partito è una cosa seria, non si può ignorarlo” ha detto Laforgia. 
Ad intervenire anche Vito Massaro, vicesegretario del pd locale. 
Per Massaro la necessità della conferenza nasce anche “da una caduta di consenso dell’amministrazione che non può vedere inerte il principale partito, il perno che sostiene l’intera maggioranza”. 
Di qui l’opportunità se non l’obbligo di chiamare a raccolta tutti coloro che “sfiduciati si sono messi da parte, anche accettando di dar corso a una rivisitazione del gruppo dirigente, cosa che consigliamo di fare anche all’amministrazione comunale per alcuni ruoli”. 
Secondo Massaro “la vicenda Stano è superata” quindi non si chiede più il suo rientro in giunta come condizione per la ripresa del dialogo e della collaborazione con l’amministrazione retta dal sindaco Lopane. 
Ad iniziare dalla festa del pd in preparazione per settembre. 
Via quindi al recupero delle diverse sensibilità come testimonia “l’incontro con l’area cuperliana che fa capo ad Azzarano e Cardinale e la ricerca di nuovi equilibri con attenzione all’universo femminile”. 
Intanto conclude Valeria Macri “noi continuiamo il nostro lavoro di ascolto delle lamentele e degli sfoghi della gente e di collegamento con le altri partiti del centrosinistra, ma anche il tesseramento ogni lunedì, mercoledì e venerdì sera”. Tesseramento 2014 a cui Massaro invita anche il sindaco Lopane “che non è il sindaco pd, ma di tutta la coalizione”.

domenica 20 luglio 2014

RIESPLODE IL CASO NATUZZI. ASSEMBLEE A LATERZA, CORTEI A SANTERAMO.


Natuzzi - confronto con la dirigenza aziendale durante una manifestazione sindacale.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 20 LUGLIO 2014
di Nicola NATALE
Riesplode la questione Natuzzi con i suoi esuberi che superano il migliaio di addetti. 
A riattizzare i fuochi ci pensano Felice Di Leo, Giovanni Rivecca e Francesco Maresca, riuniti sotto la sigla “il sindacato è un’altra cosa-opposizione cgil”. 
Con un comunicato che precede sia l’assemblea della fillea cgil prevista nello stabilimento di Laterza per lunedì 21 (ore 13:00 e 14:00) sia il corteo manifestazione organizzato a Santeramo  per martedì 22 alle 18:00 dalla rete no ai licenziamenti natuzzi-no austerity. 
Per i tre si tratta di non siglare più “accordi ad natuzzium” cioè a totale vantaggio della multinazionale dei divani. Secondo i tre che raccolgono il malumore legato agli accordi del 10 ottobre scorso è giunto il momento “di cominciare ad adottare disposizioni favorevoli ai lavoratori”. 
Non a caso ricordano che “è dal 1996, con il contratto di programma “progetto 2000” che portò nelle casse dell’azienda 311 miliardi di vecchie lire, che le istituzioni e i sindacati confederali firmano protocolli come se fossero abiti da adattare ad ogni volontà dell’azienda santermana”. 
Sotto accusa non solo i vari accordi di cassa integrazione ordinaria, straordinaria ed in deroga susseguitisi fin da allora ma soprattutto le differenze tra “lo status di capi e quadri aziendali e quello di operai ed impiegati”. 
Dopo anni di sacrifici e sudore” si chiedono “quali sono le nostre condizioni di salute e le prospettive per il futuro”? 
Natuzzi - Store di Suzhou, città cinese nella provincia di Jangsu famosa per i suoi giardini. 10 milioni di abitanti.
(fonte pambianconews.com)
Il tutto per ribadire come la manifestazione prevista per martedì prossimo sia “legittima e condivisibile”. E’ evidente la totale sfiducia verso la gestione dell’accordo di ottobre che doveva riportare al lavoro parte degli operai attraverso le nuove compagnie, le new.co.. 
Invece, già da maggio scorso, la News che avrebbe dovuto rilevare parte della produzione romena Editions si è sfilata dall’accordo. E delle altre annunciate non c’è traccia, mentre invece è proseguita la corsa al miglioramento della produttività. 
Senza ripresa di ordini nel settore dei divani rimangono non sfruttati i 101 milioni di euro di fondi comunitari disponibili in Regione Puglia a favore del rilancio del settore del legno ed affini. 
Nelle intenzioni della giunta regionale quei fondi dovevano servire a strutturare un sistema di produzione tutto pugliese nell’ambito delle “smart home” le case domotiche e nell’eco-arredo. 
Ma ad un anno esatto da quegli annunci la situazione è rimasta invariata, alleggerita solo da un temporaneo aumento di ordini nei primi mesi del 2014 e dal rientro a rotazione e fino a maggio di circa 900 addetti. 
I lavoratori non sono buoi da portare in fiera sperando che qualcuno li compri ed offrendogli per giunta un incentivo da 101 milioni di euro” ribattono Di Leo, Rivecca e Maresca. 
Di qui l’invito a cgil, cil e uil a ritirare la firma degli accordi ed ad unirsi “alla lotta delle maestranze”. Nel prossimo futuro solo un evento certo: lo scadere della cassa integrazione in deroga ad ottobre.

MARINA DI GINOSA, GIULIANO ED ASIA, SALVATAGGIO DA MANUALE.


QUOTIDIANO DI PUGLIA 20 LUGLIO 2014
di Nicola NATALE
Può capirlo solo chi l’ha provato. 
Trovarsi in difficoltà in mare, con corrente avversa e crampi alle gambe suscita le paure più profonde. 
Anche se si hanno ventidue anni e tanta energia come Antonio Sciacoviello da Santeramo in Colle. Venerdì scorso stava allegramente solcando le acque da sedici bandiere blu di Marina di Ginosa con un’acqua scooter quando la moto non ha dato più segni di voler ripartire. Il lido Dubai Beach nelle cui acque il giovane scorazzava aveva issato per tempo la bandiera rossa segno di condizioni meteo-marine avverse, in particolare per il vento e le correnti che spingevano al largo. 
Ma Giuliano Pioggia, titolare del lido era all’erta e col binocolo si è accorto subito che qualcosa non andava. 
Il malcapitato era già molto oltre le boe rosse, cioè quelle poste dove le acque diventano potenzialmente pericolose. Distanza non proibitiva, circa quattro metri ma tale da essere molto pericolosa proprio per la spossatezza ormai evidente del turista. 
QUOTIDIANO DI PUGLIA - Il salvataggio in prima pagina.
A quel punto non c’era molto da pensare  e Pioggia si precipita a prendere l’apposito pattino di salvataggio ma non è  solo. Con lui la sua Asia, una femmina di labrador che lo ha seguito mettendo a segno il suo primo soccorso in maniera encomiabile. 
Infatti dopo aver remato per raggiungere il malcapitato ed averlo issato a bordo le energie di Giuliano si erano quasi del tutto esaurite. Non però quelle del suo cane addestrato insieme con lui a trarre d’impaccio in un corso della scuola italiana cani salvataggio. E’ bastata una cima legata alla speciale imbragatura galleggiante da salvataggio per rimorchiare in sicurezza pattino e moto d’acqua. 
Tragedia evitata e battesimo del fuoco (anzi dell’acqua) conclusosi con un successo pieno per l’unità cinofila che appena ad aprile scorso aveva ottenuto il suo brevetto con un corso riconosciuto dalla Capitaneria di Porto. 
Un brevetto che però viene concesso dopo numerosi addestramenti che durano tutto l’anno in condizioni di mare mosso e con correnti avverse. 
I cani sics” ha  detto Pioggia “si mantengono in costante addestramento nuotando per ore con il loro amico umano e consentendo anche interventi in presenza di scogliere proibitive per le imbarcazioni”.  Al loro arrivo sulla spiaggia, la commozione dei presenti era palpabile.
Nel corso della consegna della bandiera blu (23 luglio 2014)  ai lidi di Marina di Ginosa
anche l'unità cinofila Giuliano ed Asia del lido Dubai Beach è stata premiata per l'impegno.