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venerdì 28 febbraio 2014

POST ALLUVIONE. DA NIGRO (COLDIRETTI) UN APPELLO DIROMPENTE: “ISOLA VERDE CONSORZIO E FORESTALI SI DIANO DA FARE”.


QUOTIDIANO DI PUGLIA 27 FEBBRAIO 2014
di Nicola NATALE
Quattro comuni prima sott’acqua, poi all’asciutto (di fondi). 
E’ la storia di Ginosa, Laterza, Castellaneta e Palagianello danneggiati in diversa misura dall’alluvione del 7 ed 8 ottobre del 2013 che costò la vita a Rosella Pignalosa, Chiara Moramarco, Giuseppe Bari e Pino Bianculli ed ha lasciato immensi danni sul territorio. 
Laterza, la conferenza sulla sicurezza del territorio del 21 febbraio 2014.
Da sx Michele Labalestra, sindaco di Palagianello, Gianfranco Lopane, sindaco di Laterza, on. Filippo Bubbico, Paolo Nigro presidente gal luoghi del mito, Luca Limongelli commissario delegato all'emergenza, Gianrocco De Marinis assessore agricoltura di Castellaneta.
Danni che in una recente conferenza (21 febbraio) tenutasi presso la sala della cavallerizza del palazzo marchesale di Laterza sono stati quantificati in circa cinquanta milioni di euro, mentre sono ancora bloccati i sette milioni di euro stanziati per la calamità naturale.
Ma da Paolo Nigro, presidente del gruppo di azione locale “luoghi del mito”, è venuto un secco invito ad utilizzare meglio le risorse locali, a partire da quelle regionali per arrivare a quelle comunali. 
Nel mirino dello storico dirigente coldiretti sono entrate Taranto isola verde, la società partecipata dall’amministrazione provinciale di Taranto e da Italia lavoro e il consorzio di bonifica Stornara e Tara, ente operativo della regione Puglia. 
Paolo Nigro
presidente del gal "luoghi del mito" e dirigente coldiretti
Abbiamo 500 dipendenti per isola verde (n.d.r. in realtà sarebbero secondo dati del 2008, 289), 500 stipendi, risorse umane che potremmo utilizzare nell’immediato per risolvere le urgenze determinatesi, prima tra tutte la pulizia delle strade dai fanghi che invece abbiamo affidato a ditte esterne con grave spreco di risorse”. 
Questa la proposta indirizzata al commissario delegato alla gestione della calamità, il funzionario regionale Luca Limongelli. 
Ma Nigro è andato anche oltre la prima “riflessione”: “il consorzio di bonifica stornara e tara ha 60 dipendenti (n.d.c.65) la regione spende per pagare gli stipendi, ma di questi 60 una decina sono generali, poi ci sono i sotto generali e i soldati neanche uno”. 
Gli applausi scrosciano in sala. Il presidente del gal si è chiesto se in quei giorni e nell’emergenza ancora presente non si sarebbe potuto adoperare “i mezzi in loro possesso, auto comprese che vedo sfrecciare sempre”. 
L’invito pressante è stato “a chiamare al tavolo della protezione civile, anche il consorzio di bonifica in quanto ente regionale strettamente collegato all’attività di regimentazione delle acque che deve collaborare con i comuni”. 
Per il presidente del gal nel “comitato di protezione civile devono esserci non solo le associazioni di volontariato, i sindaci e le autorità di bacino ma anche i consorzi di bonifica, i forestali, purché  si decida e si operi, senza veti dei sindacati”. 
Trasformare il debito che si ha verso questi enti in opportunità ridandogli operatività, che non è quella della comunicazione come abbiamo visto con i centri operativi comunali, ma dell’azione”.  
Chi deve intervenire sulle strade ridotte in condizioni pietose “é questo personale che paghiamo e ci vuole il coraggio di smontare tutte quelle norme sindacali che hanno viziato il sistema, se qualcuno pensa che ci salviamo perché lo stato interverrà non ha capito niente”. 
L’appello forte risuonato da Laterza è a considerare di rimettere in moto tutte le forze del pubblico impiego per riportare alla normalità il territorio dissestato. 
Alcuni dei lavori compiuti nei giorni immediatamente
successivi all'alluvione
Altrimenti ha concluso “la gente si ribellerà al sistema, ci sono persone che per ottocento, anche cinquecento euro farebbero il lavoro di quelli che ne prendono milledue”. 
"I sindaci di questa area che va da Massafra a Marina di Ginosa"  ha aggiunto "devono poter sapere di contare su una struttura che gli consenta di risolvere le emergenze quando si presentano, altrimenti si trasforma tutto in una macchina per appalti che consuma risorse che non si possono più spremere dai cittadini, ormai esausti"
Una stoccata non è mancata nemmeno ai consorzi di difesa delle produzione intensive per i quali la regione spende “quindici milioni di euro e che hanno le competenze per l’agrometereologia".
Quotidiano di Puglia del 27 febbraio 2014 - edizione di Taranto

giovedì 27 febbraio 2014

L’AMMINISTRAZIONE “TUTOR” NELLE SCELTE UNIVERSITARIE.


dal palazzo comunale
Scegliere la facoltà universitaria, una scelta cruciale nella vita di ognuno.
E’ per questo che l’assessorato alla pubblica istruzione di Ginosa ha organizzato due incontri.
Il primo si tiene oggi (27 febbraio) alle 18:30 al teatro Alcanices di Ginosa, il secondo, alla stessa ora,  domani (28 febbraio) a Marina di Ginosa presso il salone parrocchiale della chiesa Maria SS. Immacolata.
Gabriele Iacono, pedagogista
responsabile staff sindaco di Ginosa
Sarà il dott. Gabriele Iacono,  pedagogista giuridico e del lavoro, ad illustrare nei suoi aspetti pratici, la procedura telematica di iscrizione ai corsi statali di livello universitario. 
All’incontro saranno presenti il sindaco Vito De Palma e la prof.ssa Marilisa Mongelli, assessore alla pubblica istruzione.
L’illustrazione della procedura di iscrizione sarà preceduta da una breve illustrazione dell’attuale offerta formativa delle università, delle accademie e delle altre Istituzioni afam (alta formazione artistica, musicale e coreutica) così come  dei conservatori  e degli istituti superiori di studi musicali nonché degli istituti tecnici superiori (its). 
Nel corso dell’incontro verrà anche trattato il tema, quanto mai delicato, dell’accesso selettivo (numero chiuso) alle varie forme di istruzione universitaria. 
Per il Sindaco di Ginosa, dott. De Palma, “l’amministrazione comunale offre un servizio concreto alle numerose famiglie chiamate a compiere delle scelte fondamentali in materia di studi universitari dei propri figli, una ponderata comparazione delle opportunità offerte dal sistema universitario italiano, oggi particolarmente variegato, è un presupposto fondamentale”. 
Marilisa Mongelli,
vicesindaco di Ginosa
con delega alla pubblica istruzione
Sulla stessa linea l’assessore Marilisa Mongelli per cui va superato “il modello che vorrebbe veder relegate le politiche scolastiche dei Comuni ai soli compiti manutentivi ordinari delle strutture scolastiche, per questo alle famiglie abbiamo fatto conoscere l’intera offerta formativa presente sul territorio comunale destinata agli alunni dell’’obbligo scolastico”. 
Da parte sua il dott. Iacono, esperto del sistema formativo integrato nazionale e didattica digitale, ha ritenuto quanto mai opportuna l’iniziativa dell’Amministrazione comunale di Ginosa. 
La volontà di adeguare gli standard formativi nazionali alle altre realtà dei Paesi dell’Unione è percepita dalle famiglie degli alunni e dagli stessi studenti, come il susseguirsi impetuoso di sempre nuovi criteri” cui non segue “una effettiva spendibilità nel mercato del lavoro dei titoli scolastici ed accademici conseguiti”. 
Per Iacono, nominato di recente responsabile dello staff del sindaco “l’esatta, imparziale, completa e disinteressata informazione in materia di offerta didattica universitaria costituisce un sicuro motivo di riduzione del preoccupante fenomeno di abbandono degli studi ovvero di patologica iperdilatazione dei tempi di conseguimento della laurea”.

lunedì 24 febbraio 2014

ALLUVIONI E CROLLI. PITTELLA: "FONDO EUROPEO, GENIO MILITARE E PROGETTI CREDIBILI PER LA GRAVINA".


Al teatro Alcanices, sabato scorso,
nuova  riunione del comitato residenti del centro storico.
Con loro, secondo da sx, il vicepresidente del parlamento europeo
Gianni Pittella
QUOTIDIANO DI PUGLIA 24 FEBBRAIO 2014
di Nicola NATALE
Continuano senza posa gli incontri sul tema alluvioni, piogge torrenziali  e crolli in gravina. 
Ma ancora nulla di operativo a circa un mese dal crollo di parte di via Matrice. 
Ieri (22 febbraio) visita del vicepresidente Gianni Pittella nel centro storico di Ginosa e nella sua gravina, uno degli esempi maggiori di civiltà rupestre. 
Ad accompagnarlo il sindaco di Ginosa Vito De Palma ed i membri del comitato residenti nel centro storico formatosi per sollecitare la messa in sicurezza della zona rossa e il rientro nelle loro case. 
Ancora venerdì scorso (21 febbraio) anche l’ex vice ministro dell’interno Filippo Bubbico era a Laterza assieme a tre sindaci dei territori colpiti (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Palagianello) a inquadrare razionalmente e politicamente le scelte possibili. 
Ma cosa è venuto fuori da questo ennesimo incontro? 
L’on. Pittella si è impegnato su tre fronti. 
In primis lo sblocco del fondo europeo per le calamità naturali, lo stesso usato per il terremoto de l’Aquila e quello emiliano. Questo fondo, pur con le limitazioni tipiche di questi strumenti emerse in Abruzzo ed Emilia,  “è attivabile solo su richiesta del governo nazionale e sulla base di danni certificati nelle aree colpite”.
Secondo passo la sollecitazione dei neo ministri della difesa Roberta Pinotti e della cultura Dario Franceschini per un intervento concreto ed urgente nell’area di via Matrice, oggetto del crollo del 21 gennaio scorso. 
Il problema sono sempre i tre grandi blocchi che vanno rimossi al più presto, pena un loro rotolamento nell’alveo della gravina. Un’ulteriore catastrofe che avrebbe  ripercussioni sul grande sperone che divide le gravine di casale e rivolta ed ospita gran parte del centro storico ginosino, castello normanno compreso. La posta in gioco è altissima e non si può più perdere tempo. 
A lanciare l’allarme per l’ennesima volta uno dei residenti (Bongermino) che oltre a far notare la mancata messa in sicurezza di un cavo elettrico principale non ha mancato di sollecitare un intervento urgentissimo. E per questo che si continua a pensare ad un intervento del genio militare per risolvere una situazione che rischia di impastoiarsi tra mancanza di fondi e sovrapposizione di competenze. Salvare sì la gravina e l’enorme suo patrimonio culturale ma per prima mettere in sicurezza via Matrice. Il terzo impegno dell’on. Pitella, che ha ricevuto una tessera onoraria della pro loco, è di impegnarsi sul tema comune dello “sfasciume” del territorio italiano che abbisogna di un grande “programma per la difesa del territorio in Italia”. 
Via Burrone, dalla quale si accede allo
scenario storico della Passio Christi.
Quest'anno la manifestazione religiosa compie 40 anni.
Per fare questo, e si torna al solito punto,  c’è bisogno dell’autorizzazione di Bruxelles a sforare il patto di stabilità, altrimenti “non si potranno fare interventi sul suolo e sull’ambiente”.
Un ultimo suggerimento di Pittella, è quello di “utilizzare i programmi europei per la cultura horizon 2020”. 
Si possono proporre “progetti di recupero e valorizzazione della gravina con partnership importanti perché è un patrimonio che va messo a valore, non può essere solo una fotografia”. 
Negli ultimi tempi infatti la valorizzazione della gravina di Ginosa stava uscendo dalla fase delle pie intenzioni, con il recupero di aree via via crescenti e con l’attivarsi di bed and breakfast ed alberghi diffusi. Tuttavia ha precisato il vicepresidente “dovete essere voi ad organizzarvi ed i progetti ineccepibili, in Europa solo i progetti validi vengono approvati”. 
Intanto però quei massi incombono e le famiglie sgomberate chiedono di tornare alle loro abitazioni.
Quotidiano di Puglia 24 febbraio 2014.
La visita dell'on. Gianni Pittella al centro storico e alla gravina di Ginosa.

domenica 23 febbraio 2014

ARTE. APPRODANO A GENOVA E PADOVA LE OPERE DI MIRELLA BITETTI.


Mirella Bitetti,
pittrice
di Nicola NATALE
Continua la lenta scalata degli artisti ginosini al mercato italiano ed internazionale. 
A raccogliere consensi da ultimo è stata Mirella Bitetti, pittrice formatasi al liceo artistico statale “Carlo Levi” di Matera, ma nata e residente a Ginosa. 
L’artista ha concluso lunedì scorso (17 febbraio 2014) un’esposizione a Genova, alla decima edizione di artegenova, una mostra mercato di arte contemporanea con la presenza di cinquanta gallerie d’arte.
Prima ancora, a novembre, ha esposto a Padova nell’ambito della ventiquattresima rassegna di Arte Padova, sempre curata da Nicola Rossi. 
La partecipazione dell’artista è stata possibile anche grazie all’apporto delle gallerie pugliesi che da molti anni seguono la sua opera incentrata sui volti e sulla figura femminile.
Una donna dipinta da una donna, capace di trasmetterne tutta la complessità e gli stati d’animo, utilizzando tratti netti. 
A volte marco volontariamente lo stacco delle ombre e della luce perché adoro questo modo di rendere i volti e le figure”. 
L’artista non spiega la sua predilezione per questi soggetti. Di fatto nei suoi quadri é riconoscibile l’eterno femminino, quello che Goethe considerava il carattere immutabile del fascino femminile, della femminilità. Soggetti che forse riflettono “in parte il continuo interrogativo su me stessa, anche inconscio”. 
Mirella Bitetti non firma i suoi quadri ed una delle cose che apprezza di più “è proprio il fatto che qualcuno li riconosca”. E ad apprezzarli sono soprattutto coppie giovani che vedono nella sua opera un tratto contemporaneo ed allo stesso tempo classico, senza l’ansia decostruttiva che caratterizza altri artisti, altrettanto meritevoli.
Un talento innato quello della Bitetti iniziato già sui banchi di scuola, poi “allenato” nel corso di una carriera iniziata con una collettiva a Jesolo nel 2001 e passata anche per il disegno. Tra le sue personali  una mostra al Castello aragonese di Taranto ed una al Castello Normanno di Ginosa. Ad apprezzarne le potenzialità anche un gallerista di Edimburgo.
Artegenova al centro della foto le opere di Mirella Bitetti

sabato 22 febbraio 2014

DRAMMA DEL GIOCO. PICCHIA LA MOGLIE E DEVASTA LA CASA.


Via Ugo La Malfa, Ginosa
QUOTIDIANO DI PUGLIA 21 FEBBRAIO 2014
di Nicola NATALE
Picchia la moglie per estorcergli soldi e poi devasta la casa. 
Avviene tutto in un appartamento di via Ugo La Malfa a Ginosa, in pieno rione poggio intorno all’ora di pranzo di mercoledì scorso. 
Le urla, il rumore di vetri infranti hanno allarmato i vicini, ma sarebbe stata la stessa donna ferita ad avvertire i carabinieri. Quando sono giunti i primi soccorsi pare che la violenta lite fosse ancora in corso. Secondo testimonianze, leggermente contrastanti, la donna sarebbe alfine riuscita a divincolarsi trovando rifugio nell’appartamento sottostante. 
Carabinieri e vigili hanno poi bloccato il quarantunenne, ancora in preda ad una rabbia incontenibile, traendolo in arresto per lesioni, tentata estorsione e danneggiamento. L’uomo avrebbe opposto resistenza anche alle forze dell’ordine, ferendosi esso stesso mentre distruggeva una parte del mobilio. Alla base di tutto ci sarebbe un’incontenibile smania di “gioco”.
Vignetta a cura dell'assessorato politiche giovanili
del Comune di Napoli
Una dipendenza crescente che avrebbe arrecato già in passato gravi difficoltà alla famiglia, causato la perdita del lavoro e dei  risparmi. Una spirale senza fine che lo induceva a tentare in ogni maniera di procurarsi altri soldi per continuare a “giocare”. 
L’episodio si configura come l’ennesimo dramma che sta vivendo non solo Ginosa, ma tutte le comunità dove questi “luoghi di intrattenimento” si sono diffusi, senza trovare ostacolo alcuno. Per non parlare del gioco on-line ancora più subdolo. 
Il grave fatto di mercoledì segna l’emersione ufficiale del dramma “ludopatia” a Ginosa, in cui da anni si moltiplicano i luoghi in cui è possibile giocare e scommettere. 
Si è iniziato con i gratta e vinci presso bar e tabacchini, poi le macchinette videopoker hanno iniziato a colonizzare i bar, e per finire sono arrivati i centri scommesse. 
Da tempo tutte le parrocchie hanno tentato in ogni modo di contrastare questo fenomeno.
Vincere soldi con il gioco l’obiettivo di molti, come se le probabilità di riuscirci fossero superiori a quelle di guadagnarne normalmente, quasi altrettanto scarse di questi tempi.
Certo, dietro il business dei giochi on-line ed off-line si sviluppano posti di lavoro ed entrate per lo stato perennemente in deficit, ma il costo sociale ed umano di questa patologia è enorme. 
Non a caso la dipendenza dal gioco e dalle scommesse è stata inserita nel manuale diagnostico dei disturbi mentali, specie quando queste attività tendono ad occupare l’intera vita di chi ne è affetto.
Da ultimo il decreto legge n.158 del 13 settembre 2012 ha inserito la ludopatia nei livelli essenziali di assistenza con riferimenti alla prevenzione, cura e riabilitazione.

venerdì 21 febbraio 2014

LATERZA, IL VICESINDACO STANO E UN PROIETTILE A CIEL SERENO.


Sebastiano Stano,
vicesindaco di Laterza con delega ad affari generali,
polizia municipale e protezione civile
QUOTIDIANO DI PUGLIA 20 FEBBRAIO 2014
di Nicola NATALE
Nessuno a Laterza se l’aspettava. Men che meno Sebastiano Stano, vicesindaco di Laterza, 48 anni che lunedì mattina scorso, come al solito, é andato ad aprire il suo studio di consulenza tecnica in sicurezza sul lavoro in via Matera. 
A terra, sul marciapiede, una busta con un leggero rigonfiamento. 
La prende, la apre quasi distrattamente e dentro ci trova un proiettile calibro 9x21, che poi si scoprirà essere a salve. Poche parole: “la prossima volta faremo sul serio”. 
Si guarda intorno istintivamente, ma per strada, sono da poco passate le otto,  non si vede alcuno di sospetto. Del resto lui conosce quasi  tutti in questa cittadina di quindicimila abitanti, facendo politica da tanti anni in quota pd. 
L'entrata al municipio di Laterza.
Per chiunque sarebbe facile scoprirne le abitudini, cosa che forse è stata fatta poiché la busta, depositata sulla soglia, avrebbe potuto benissimo volar via con un colpo di vento o essere scalciata via da qualche pedone distratto. Il pensiero vola di colpo alla sua famiglia, “una bella famiglia da difendere” ma non c’è paura. 
Laterza, pur avendo avuto nel 2009 un ordigno di medio potenziale piazzato e fatto esplodere ad un metro e mezzo dal portone d’accesso al municipio, è sempre stata una cittadina tranquilla. Tuttavia quell’episodio intimidatorio non turbò a lungo la tranquillità cittadina. 
Fino a lunedì mattina quando la minaccia si è spinta direttamente alle istituzioni. 
Ma il primo ad esserne sorpreso è proprio lui, Sebastiano Stano. Come ha ripetuto agli inquirenti cui ha prontamente denunciato l’accaduto dice “né nell’ultimo periodo, né nei precedenti, né nel corso della mia vita ho litigato con alcuno o fatto un torto”. 
Ma a qualcuno il vicesindaco avrà pur detto di no, in un periodo in cui le richieste di lavoro o di interventi in favore sono continue specie se si occupa una carica pubblica, la reazione potrebbe esser nata da semplice rifiuto: “questo è probabile, ma non riesco a dare alcun elemento aggiuntivo” aggiunge. 
Posso solo ringraziare le forze dell’ordine per l’attenzione con cui stanno seguendo questa vicenda, sperando che al più presto arrivino a capo di quello che è un giallo anche per me”. 
Insomma già assegnati gli appalti importanti, pochi incarichi, nomine o semplici chiamate a lavori temporanei che abbiano potuto ingenerare forti risentimenti, fino a giungere al reato di minaccia aggravata. 
Forse allora è cambiato il clima nella Laterza finora dedita a puntare tutto sul mix gravina, fornello, arte e maiolica, mentre l’economia tradizionale sconta la crisi durissima e i muratori ti chiedono per strada se e quando si sbloccherà qualche lavoro. 
Niente da fare: “nessuna infiltrazione criminale a Laterza, assolutamente no” ribadisce Stano “abbiamo fatto prg, pip cose importanti dove c’erano interessi notevoli e non è successo mai nulla, in questa fase ci sono solo interessi limitati e cifre esigue”. 
E prosegue “la mia abitudine in politica è a fornire un impegno massimo, ma non a fare promesse, certo c’è disperazione, la povertà aumenta, la domanda è altissima, non ricordo mai un momento come questo”. 
Nemmeno alle opposizioni il vicesindaco rimprovera qualcosa, riconoscendogli non solo di aver subito espresso solidarietà, ma di non aver mai trasformato il confronto politico in odio personale. 
Laterza (Taranto)
E se qualche discorso troppo acceso avesse ispirato qualche individuo particolarmente avverso alla vostra amministrazione? “Tutto può essere ma lo escludo, io sono serenissimo, avrei invece il piacere di conoscere e dialogare con chi ha pensato di manifestare in maniera così violenta il suo dissenso”. Insomma non c’è una pista da seguire con questa lettera e tuttavia il vicesindaco spera, anche avendo visto l’attenzione con cui i carabinieri della locale stazione stanno indagando, che si giunga presto a chiarire lo spiacevole episodio. “E’ urgente in questa fase riportare alla tranquillità la città, in modo anche da far quadrato rispetto a certi episodi che vanno fermamente condannati”.

I PRECEDENTI: UN ORDIGNO NEL 2009 CONTRO IL COMUNE. POI NEL 2012 CONTRO UNA SALA GIOCHI.
Non sono molti gli episodi di criminalità a Laterza. Ma senza dubbio tutti ricordano l’ordigno a medio potenziale esploso nel febbraio del 2009 a pochi passi dal municipio.
A quanto pare né i mandanti, né gli esecutori di quel gesto sono stati mai trovati ma da allora la vita laertina non ha avuto grossi sussulti.
A parte un altro ordigno piazzato contro una sala di videpoker di prossima apertura nel settembre del 2012. Un po’ troppo poco per far pensare a particolari fenomeni, ma tutti hanno massima fiducia nell’operato dei carabinieri, anche se risalire ai colpevoli di questo atto non sarà certo facile. Come in tutti i piccoli centri, tutti sanno tutto di tutti, ma trovare chi lascia cadere per terra una busta non è facile. (n.nat.)

LATERZA / PROIETTILE IN BUSTA. IL SINDACO LOPANE: "MINACCIA GROSSOLANA".

Una immagine del centro di Laterza

QUOTIDIANO DI PUGLIA 20 FEBBRAIO 2014
di Nicola NATALE
Un fulmine a ciel sereno, quella busta minatoria. Che turba l’immagine pazientemente costruita di Laterza, città della cultura e della gravina oasi lipu. Della carne al fornello e del pane da primato, che viaggia sui furgoni la notte per arrivare in mattinata alle città del nord. 
Ad esserne addolorato è prima di tutti Gianfranco Lopane, giovane sindaco di Laterza dal maggio 2011 ad appena 31 anni. Giovane come è quasi una tradizione nel paese che si affaccia sulla gravina selvaggia e che non ci sta ad appiccicarsi addosso l’etichetta di terra criminale. 
Qui non c’è alta criminalità, nonostante i problemi non manchino, pertanto nessuno sa come spiegarsi una minaccia tanto pesante al vicesindaco Sebastiano Stano, del pd come il sindaco (al quale si era invano opposto durante le primarie per la scelta del candidato).
Gianfranco Lopane,
sindaco di Laterza dal maggio 2011
Sindaco, ci può spiegare cosa è accaduto?
Nella mattina di lunedì Sebastiano Stano ha trovato una busta ripiegata sull’uscio dell’ingresso contenente un proiettile a salve ed una scritta all’interno che diceva pressappoco  il prossimo sarà vero.
Quale attività svolge il vicesindaco Stano?
Ha uno studio di consulenza tecnica, è un perito industriale. 
Avete appalti particolari in corso?
No, lo escludo, anche se saranno gli inquirenti a chiarirlo, chiediamo che si faccia piena luce sull’accaduto. Non c’è nella nostra gestione un minimo di dubbio su come sono gestite le cose.
Paradossalmente questa minaccia potrebbe invece dire che fate le cose per bene, e che qualche malintenzionato voglia condizionarvi.
Non ci sono in questo momento gare problematiche. Non ho veramente elementi che mi possano far sospettare qualcosa.
Nemmeno collegando il tutto alla bomba che scoppiò a due passi dal Comune nel 2009?
No, davvero. Io per altro non c’ero nemmeno allora. Molti acquisti sono realizzati attraverso consip, la società del ministero dell’economia e finanze e quindi viene a cadere anche l’interesse relativo a certe forniture.
Dal suo osservatorio ha visto Laterza cambiare con la crisi, eventi spia di una delinquenza organizzata, più pericolosa?
La sede del Municipio di Laterza (Taranto)
No. Sono aumentate le difficoltà e con queste l’esasperazione della gente, ma non abbiamo mai subito pressioni improprie o intimidazioni.  Laterza è una città tranquilla, è un fenomeno che perlomeno non emerge. 
Anche la vita amministrativa procede come sempre, facciamo appalti tutti i giorni e per svariate cose che vengono gestiti dal settore tecnico. Sono tranquillo su questo genere di considerazioni.
Che idea si è fatto allora?
Sembra che sia qualcosa di non riconducibile a dei professionisti, qualcosa di grossolano.
Si è creato un clima di incomprensione, di incomunicabilità con le parti a voi avverse, ma anche con quella parte di popolazione che non vi sostiene?
No, c’è dialettica, ma non scontro politico acceso. E’ chiaro che tutto quello succede con l’anticasta, i grillismi vari va ad esasperare la cittadinanza, ma niente che possa portare ad atti del genere. Al vicesindaco ed alla sua famiglia vanno la massima solidarietà, soprattutto sul piano umano, con la condanna unanime di un atto assolutamente inaspettato.

CASTELLANETA/DA DOMENICA 23 VIA AL CARNEVALE DEGLI ALUNNI. (CON PEUCEZIO SBADIGLIONE).


Castellaneta- Carnevale degli alunni edizione 2013

QUOTIDIANO DI PUGLIA 19 FEBBRAIO 2014
di Nicola NATALE
Tutto legato ai miti ed alle tradizioni della terra della gravine il carnevale di Castellaneta. 
Peucezio sbadiglione
Gli organizzatori dell’associazione “carnevale degli alunni” lo hanno presentato ieri in sala consiliare assieme al sindaco Giovanni Gugliotti, all’assessore alla cultura Anna Rita D’Ettore ed Antonio Ludovico, dirigente dell’istituto comprensivo “Filippo Surico”. 
Nasce infatti in ambito scolastico la kermesse che animerà le vie della cittadina le mattine di domenica 23 febbraio e domenica 2 marzo (dalle dieci alle tredici) e il pomeriggio fino alle 23 di martedì 4 marzo. 
Tre giorni di allegria in cui alle circa settecento maschere presenti si aggiungerà peucezio sbadiglione, la maschera locale creata dall’artista Vito Addabbo. Quattro i carri allegorici presenti alle sfilate tutti realizzati a Castellaneta, anche per “continuare la tradizione della cartapesta, come valore aggiunto per i giovani” ha detto l’assessore D’Ettorre lieta di “sostenere in maniera importante il carnevale come momento di aggregazione, gioia e spensieratezza”. 
E nei carri sono evidenti gli aspetti pedagogici sottolineati dal dirigente Ludovico che ha fatto notare come si sia messa da parte “la satira puntando a creare delle vere opere d’arte” utilizzando bozzetti di Luigia Bressan e del maestro Rocco Castellano.  Per tutti il merito va ai genitori ed all’associazione come ha ribadito il presidente Antonio Mezzapesa illustrando il lavoro svolto nei sei mesi di preparazione e nell’organizzazione delle sfilate. 
Da sx Rosa Donvito, Giovanni Gugliotti, Anna Rita D'Ettorre,
Antonio Ludovico alla conferenza di presentazione del 12°
Carnevale degli alunni di Castellaneta
A ripercorrere la storia e gli intenti della manifestazione giunta alla sua dodicesima edizione e nata nel 2003  ci ha pensato la vicepresidente ed insegnante Rosa Donvito: “ci diversifichiamo dagli altri per l’aspetto didattico e culturale perché il progetto è nato alla Surico”. 
I quattro carri infatti hanno riferimenti agli ulivi e a Rodolfo Valentino (riflesso della nostra bellezza), al calore anche umano ed al colore del sud (terra baciata dal sole), alla volontà positiva e produttiva dell’uomo (passione e vita) ed in senso lato all’ecologia (trasformazione (n)e(l) rispetto della natura. L’insegnante, ringraziando gli sponsor non ha mancato di elogiare i pochi che hanno risposto agli appelli di collaborazione, soprattutto per la realizzazione dei carri”. 
A concludere la conferenza il sindaco per il quale il carnevale degli alunni “è diventato un appuntamento atteso ed imperdibile che dà lustro a Castellaneta”. Per Gugliotti cui “fa molto piacere che si sia aggiunta anche la Pascoli all’iniziativa assieme a chi sottrae un po’ di tempo alle famiglie, è essenziale remare nella stessa direzione, perché questo davvero aiuta a promuovere il territorio”.
La kermesse a cui partecipano anche le insegnanti è giunta alla 12^ edizione.

mercoledì 19 febbraio 2014

CALABRESE (Scelta civica): "ASSOCIAZIONI, L’AMMINISTRAZIONE NON E’ UN BANCOMAT".


10 Febbraio 2014 Giorno del Ricordo.
Il manifesto commemorativo dell'amministrazione
QUOTIDIANO DI PUGLIA 18 febbraio 2014
di Nicola NATALE
E’ diventata incandescente la polemica sui contributi alle associazioni culturali.
L’ultimo atto è stato lo scontro sui social network di ieri tra il consigliere comunale Enzo Giannico e Stefano Giove, direttore de la Goccia (un quindicinale locale) e presidente del locale circolo arci.
Ma a riaprire la discussione ci aveva già pensato una settimana fa l’ex assessore Raffaele Calabrese, coordinatore locale di scelta civica.
Tutto è partito dai seimila euro di contributo comunale dati alla proloco di Marina di Ginosa per finanziare il viaggio di quattro giorni di venti marinesi “componenti della comunità polesana” a Pola in Croazia, località dalla quale “furono esodati dopo la seconda guerra mondiale”.
Un’iniziativa dell’assessore comunale alla cultura Mario Toma per celebrare la giornata del ricordo 2014 in memoria delle vittime delle foibe e consentire agli esuli “la documentazione della loro storia attraverso produzioni audio/video” da presentare nella giornata del 10 febbraio sorso all’istituto comprensivo di Marina di Ginosa, il “Raffaele Leone”.
Un’iniziativa che in tempi meno bui sarebbe passata inosservata e forse anche lodata come ha sottolineato lo stesso sindaco De Palma per i positivi contatti che ha proveduto ad instaurare e rinsaldare. Ma in questo periodo, con le buche nelle vie, gli asfalti da rifare e il centro storico in estrema emergenza, é sembrata davvero fuori luogo.
A scagliarsi contro questa iniziativa comunale finanziata con delibera di giunta n°15 del 28 gennaio 2014 proprio l’ex assessore Calabrese facendo peraltro notare che “mentre a Ginosa e nelle campagne limitrofe la gente colpita dalle alluvioni e dai crolli è in grandissima difficoltà si mandano in vacanza 20 marinesi a Pola, concedendo un contributo alla proloco gestita dal cognato del sindaco”.
Parole incendiarie (poi ridimensionate) che hanno dato la stura ad una riflessione generale sui contributi dati alle associazioni culturali.
Raffaele Calabrese,
coordinatore scelta civica Ginosa
Allora ingegnere, ci è andato giù pesante…
E’ da mesi che lo diciamo.
Nonostante le indicazioni nazionali di contenimento della spesa, qui a Ginosa si continua con quell’andazzo che c’era già.
Se si chiede di avere responsabilità ai cittadini e i commercianti con il comitato di rinascita hanno dato un chiaro segnale del malessere che c’è in merito alle tasse ed ai furti, non ci possono essere gestioni allegre.
Le cifre possono sembrare irrilevanti ma in un anno sommate diventano ragguardevoli.
Non siamo contro le associazioni culturali e di volontariato, anzi, ma queste devono essere autosufficienti. Il comune di Ginosa non è un bancomat.
Come si fa allora a “non spegnere culturalmente il paese”?
Dobbiamo fare un ragionamento sui criteri e sul fine con cui si contribuisce alle iniziative. Mi sembra prioritario in questo momento finanziare gli investimenti culturali che abbiano una reale attrattività e rivitalizzino l’economia locale. Altrimenti abbiamo l’effetto perverso del proliferare delle associazioni che cercano il solo contributo.
Non siete i soli però a fare questo discorso….
Ultimamente il gruppo di impegno civico ha criticato questo modo di gestione. Ma se chi dice questo ha operato con questa logica per anni  risulta evidente la pretestuosità della posizione.
Non dobbiamo cambiare un’assessore o un delegato ma il modus operandi. Per intenderci, non andava bene con Bradascio e non va bene con Mario Toma.
Quotidiano di Puglia Edizione di Taranto 18 febbraio 2014

lunedì 17 febbraio 2014

CENTRO STORICO, GLI ABITANTI SGOMBERATI: "VOGLIAMO TORNARE NELLE NOSTRE CASE".


Ginosa, teatro Alcanices. Alcuni componenti del comitato residenti centro storico.
Da sx Carmelo Perrone, gen. Michele Galante, dott. Paolo Costantino, ing. Mario Stigliano
QUOTIDIANO DI PUGLIA 17 FEBBRAIO 2014
di Nicola NATALE
I residenti del centro storico vogliono tornare nelle proprie abitazioni. E chiedono un ridimensionamento urgente delle zone interessate dalle ordinanze di sgombero. 
Questo è quanto chiesto all’amministrazione comunale nella riunione di venerdì scorso (14 febbraio) tenutasi al teatro alcanices dal “comitato residenti del centro storico”. 
Un comitato in cui figurano nomi eccellenti compreso quello di Paolo Costantino, l’ex consigliere regionale del pd, che ha moderato l’incontro. 
Francesco Santantonio,
assessore al patrimonio comunale, trasporti, agricoltura
(Ginosa)
L’amministrazione non si è sottratta al confronto inviando l’ing. Francesco Santantonio, assessore con delega al patrimonio comunale, ai trasporti ed all’agricoltura. 
Intanto un primo contatto tra il sindaco Vito De Palma e il comitato si è già avuto, ma i tempi burocratici e l’impostazione data dalla maggioranza all’ennesima crisi idro-geologica sembrano non coincidere con la fretta degli abitanti. Anche perché nel frattempo si sono registrati gravi atti di sciacallaggio, essendo la zona presidiata solo da volontari della protezione civile. Tutto ruota attorno ai rilievi geologici ed alla loro accuratezza rispetto alle aree delimitate dalle ordinanze comunali ed al fatto che deve “essere il Comune e non necessariamente il CNR a stilare un crono-programma di intervento, almeno per le emergenze”. E tra le emergenze ci sarebbero proprio i tre enormi massi che insistono nell’area del crollo.
Se in un primo momento lo stesso coordinatore del comitato non aveva rilevato movimenti, negli ultimi tempi la cosa sembra cambiata. Intanto il comitato si è mosso anche sul piano politico coinvolgendo l’on. Gianni Pittella, vicepresidente del Parlamento Europeo.
Sabato prossimo 22 febbraio alle ore dodici e trenta, l’uomo politico visiterà i luoghi del crollo, il centro storico e la gravina e parteciperà ad un incontro con i residenti e l’amministrazione comunale, sempre al teatro alcanices.
Questo perché si ritiene che la gravina di Ginosa ed il suo centro storico siano un sito di interesse comunitario, non solo qualcosa che riguardi il comune di Ginosa o la provincia di Taranto. Tra quelle pietre c’è la storia della civiltà rupestre che ha avuto in Ginosa uno dei suoi periodi più longevi.
Sono tanti i turisti stranieri che, meravigliati dalla bellezza dello scenario e dalla sua storia, hanno  chiesto come mai avesse uno sviluppo turistico così limitato.
Ginosa, il crollo di via matrice. La foto da un'idea del numero di cavità sottostanti via matrice e via burrone.
Sempre nella serata di venerdì scorso il comitato - come del resto aveva fatto precedentemente l’amministrazione - ha sollecitato la visita del vice presidente della regione Puglia Angela Barbanente, non solo per la sua carica istituzionale, ma anche per la profonda competenza in materia di assetto del territorio e beni culturali.
L’ing. Mario Stigliano, coordinatore del gruppo di cittadini, ha ribadito la necessità di un crono-programma preciso degli interventi per la messa in sicurezza ed il recupero di via Matrice. Asse viario fondamentale senza il quale si può dire addio non solo alla gravina ed al centro storico ma alla stessa Chiesa madre, dedicata alla Madonna del Rosario.
Proprio per questo il comitato vorrebbe ottenere “la presenza di un suo rappresentante nella cabina di regia dell’emergenza costituita al momento dal sindaco, dalla protezione civile e dal cnr”.
Intanto l’amministrazione ha reperito venti appartamenti per la sistemazione di molte delle famiglie sgomberate al momento ospitate in strutture ricettive e preso contatti con il politecnico di Bari per la verifica della staticità dei palazzi.
Ginosa, il ponte del Castello Normanno.
Sul punto, uno dei componenti del comitato, Michele Galante, titolare di strutture ricettive nella zona ha proposto “l’affiancamento di un tecnico locale di fiducia al geologo del Cnr attualmente impegnato nelle verifiche”.
Tutto questo fa presagire che i tempi di intervento non saranno affatto brevi.  
Nel frattempo anche l’area sottostante il Castello normanno del 1080 d.c. oggetto di un lungo, complicato ed parziale recupero appare a rischio, compreso il ponte di accesso con eccessiva “alveolizzazione” del tufo. Una situazione non facile che si somma ai problemi provocati dall’alluvione e dal caro-rifiuti. Proprio per questo il capogruppo di minoranza Felice Bitetti (pd) ha chiesto che si sospendano tutti i contributi alle associazioni: “quelle risorse vanno impegnate per fronteggiare l’emergenza”.

OSMAIRM: UNA “PASSEGGIATA” IN ACQUA PER GUARIRE


Una seduta di terapia in acqua
QUOTIDIANO DI PUGLIA 17 FEBBRAIO 2014
di Nicola NATALE 
Prosegue la corsa al miglioramento dei servizi all’Osmairm di Laterza. 
Il colosso della riabilitazione psico-motoria che impiega 590 dipendenti e 200 consulenti esterni in due strutture a ciclo diurno (Laterza e Torricella) e tredici centri ambulatoriali diffusi in tutta la provincia jonica. 
L’ultima iniziativa è stata l’open day di sabato scorso con la possibilità di test gratuiti del tappeto rotante in acqua. Un contenitore con pareti in vetro pieno di acqua alla cui base scorre un tappeto alimentato elettricamente. 
Lo strumento riabilitativo, realizzato da Hydro Phisio, un’azienda di Brosley, un paesino inglese di circa cinquemila abitanti nel Shropshire, è indicato per la riduzione dei tempi di allenamento e di recupero degli sportivi: fino a due terzi di un allenamento convenzionale. 
Hydro Phisio, tappeto rotante in acqua
In linea con lo spirito Osmairm non sono solo gli sportivi i possibili fruitori dell’attrezzo, ma anche tutti coloro che hanno bisogno di migliorare la circolazione o recuperare articolazioni danneggiate da traumi e fratture.
L’Osmairm di fatto ampia la gamma dei suoi servizi finora tradizionalmente indirizzata ai disabili, che comunque rimangono al centro dell’intera attività. 
La terapia in acqua, secondo quanto dicono dal centro laertino, è una delle metodologie più efficaci per la riabilitazione dei traumi e politraumi ortopedici, oltre ad essere indicata per il recupero psico-fisico di pazienti affetti da patologie neurologiche con compromissione delle attività posturali e del cammino. 
In un ambiente acquatico, che si tratti di mare o piscina, si favorisce un costante rilassamento muscolare che consente al soggetto di non accusare lo sforzo o il dolore e di liberare energie che altrimenti rimarrebbero compresse.  Le sedute consentono perciò una graduale presa di coscienza delle proprie possibilità e potenzialità articolari. 
La sede dell'Osmairm a Laterza
L'Osmairm è tra i primi centri in Puglia e Basilicata ad attuare questa strategia di intervento anche per la presa in carico dell'handicap e della spasticità grave.
La peculiarità del sistema, consente l’allenamento e la riabilitazione a diverse profondità e  temperature, garantendo uno stress minore per le articolazioni. 
Il tutto con un occhio rivolto anche ai soggetti che, pur non rientrando nei parametri di sanità convenzionata, hanno comunque bisogno di un pronto recupero.