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venerdì 31 gennaio 2014

ANNUNCI, CONFERENZE MA IL PONTE NON PARTE. "ED ALLORA CHIAMO “STRISCIA”.


Fabio e Mingo, gli inviati di striscia la notizia al sierro delle vigne ed alcuni degli imprenditori penalizzati dal blocco del traffico. A due passi il ponte crollato e la tortuosissima ed inadeguata strada di accesso a Ginosa da Taranto e Marina di Ginosa. 

QUOTIDIANO DI PUGLIA 30 GENNAIO 2013
di Nicola NATALE
Il “ponte dei sospiri” rischia di far sospirare ancora a lungo i ginosini. Il ponticello, dopo l’alluvione del 7 ottobre scorso che lo sbriciolò come fosse un biscotto e dopo tutto il can can mediatico per la ricostruzione, è ancora inagibile. Sono state solo asportate parte delle arcate che minacciavano di cadere e l’ex strada statale 580 è ancora interrotta al traffico e consentita ai soli frontisti. Come ripetutamente detto e scritto, la provinciale ex ss 580 è un’arteria fondamentale per il collegamento tra Ginosa, Marina di Ginosa e Taranto. 
Il ponte sulla ex ss580 subito dopo l'alluvione del 7 ottobre scorso
Ma questo nei saloni della provincia di via Anfiteatro, ente peraltro commissariato da due anni in seguito alle dimissioni del presidente Gianni Florido nel maggio del 2013, sembra interessare poco. 
E’ per questo che Uccio Di Franco, titolare di un’autofficina, pesantemente colpita dal crollo del traffico in zona, prende la tastiera e scrive una mail al popolare programma televisivo “Striscia la notizia”. Stanco di ascoltare annunci pensa di ricorrere, come fanno gli italiani da anni, allo sbugiardamento urbi et orbi attraverso il mezzo catodico. Tempo una ventina di giorni e Fabio e Mingo, che da quindici anni si occupano satiricamente per striscia la notizia delle magagne pugliesi, si fanno vivi. 
A Di Franco si uniscono anche alcuni imprenditori del comitato 7 ottobre coordinato da Mario D’Alconzo (ex presidente della provincia di Taranto ed ex sindaco di Ginosa) costituitosi a tempo di record dopo l’alluvione per coadiuvare l’opera di ricostruzione. Opera finora fermatasi al solo superamento delle emergenze ed al ripristino di alcune viabilità interrotte. 
L'articolo del Quotidiano di Puglia del 30 gennaio 2014
Così nella mattinata di ieri, con un appuntamento alle nove presso il ponte di san Leonardo (quello che ha retto alla furia delle acque) Fabio e Mingo sono arrivati all’altro famigerato ponte, quello dei sospiri, per cui ancora si aspetta l’aggiudicazione della gara e l’avvio della ricostruzione. 
Ad aspettarli anche alcuni imprenditori locali che hanno raccontato i loro disagi e soprattutto la perdita di fatturato conseguente a quasi quattro mesi di interruzione stradale. Tra questi anche Giulio Caponio, titolare di una stazione di benzina che ha dovuto chiudere e Domenico Castria, titolare di un agriturismo aperto appena meno di un anno fa. Presenti anche Mimmo Castria e Giuseppe Bitella, altri due imprenditori insediatisi lungo la 580 e Carmine Malvani, che da ex amministratore ha spiegato l’iter cui è soggetto l’appalto. 
Appalto fermo nelle secche della burocrazia, nonostante i soldi stanziati prontamente dalla regione Puglia (320mila euro) già da fine novembre scorso. 
Ora quindi si aspetta che quanto registrato nella giornata di ieri venga trasmesso su canale cinque, con  con la speranza che questo faccia davvero partire i lavori.* 
Il fatto giunge ad appena quattro giorni dalla conferenza stampa del sindaco Vito De Palma di denuncia dell’inerzia della provincia di Taranto e di sostanziale violazione degli accordi presi. Lunedì scorso, 27 gennaio, l’area di cantiere avrebbe dovuto essere consegnata alla ditta vincitrice secondo quanto riferito dal comitato. Ed invece sul posto, denominato sierro delle vigne, solo il vento a smuovere gli olivi secolari. Sventurato il paese che ha bisogno di ricorrere alla tv per i lavori pubblici.
*Sembra che ieri la gara sia stata aggiudicata alla cavecon srl, il che conferma la conclusione dell'articolo.
Il commissario prefettizio ha ritenuto di non incontrare gli inviati di canale 5.

giovedì 30 gennaio 2014

FURTO E VANDALISMI ALLA LOMBARDO RADICE. E RINASCITA CITTADINA TORNA A RIUNIRSI STASERA AL METROPOLITAN.


Vigili del fuoco e carabinieri alla Lombardo Radice
per furti e vandalismi
QUOTIDIANO DI PUGLIA 29 GENNAIO 2013
di Nicola NATALE
Un’escalation.
Che continua con il tentato furto alla scuola “Lombardo Radice”, al quartiere orti di Ginosa. Ignoti si sono introdotti nottetempo ed hanno rubato alcuni computer portatili e svuotato le cassette portamonete dei distributori automatici, da qualche tempo onnipresenti in molti edifici pubblici. I ladri hanno tentati di porta via persino le bibite presenti nel distributore, ma non ci sono riusciti perché la busta si è rotta. Non contenti hanno messo tutto sottosopra e si sono dati ad atti di vandalismo, appiccando il fuoco agli armadi che contenevano documenti di vario genere, tra cui registri. Per fortuna se ne sono accorti in tempo alcuni operatori scolastici che hanno subito azionato gli estintori.
Senza il loro intervento ora Ginosa avrebbe anche il non invidiabile primato di una scuola bruciata. Sono stati gli stessi collaboratori a chiamare i vigili del fuoco di Castellaneta intervenuti assieme a carabinieri e polizia locale.
Con la loro indagine è stato possibile stabilire che i vandali sono penetrati nel perimetro scolastico scavalcando il cancello attiguo alla cucina e poi hanno forzato una finestra: un gioco da ragazzi.
Sul posto, prontamente avvisato da una collaboratrice, il dirigente scolastico Alessandro Calabrese, che ha ritenuto di mandare a casa i ragazzi dell’istituto “per ambiente insalubre”.
Intanto il nucleo operativo di Castellaneta effettuerà i primi rilievi e solo dopo l’assenso dei vigili del fuoco (ed una faticosa opera di ripulitura) il “Lombardo Radice” sarà di nuovo agibile.  
Per tutti “colpire la scuola è stato come colpire i bambini”.
La notizia è andata ad infiammare gli animi oltre che la scuola, anche perché una decina di giorni fa un comitato spontaneo di cittadini si era riunito proprio per chiedere ragioni alle autorità dei continui furti.  Non era l’unico argomento all’ordine del giorni ma sicuramente uno dei più dibattuti assieme al salasso tares per commercianti ed artigiani ed al livello (scadente) del servizio.
Il teatro Metropolitan di Ginosa, in provincia di Taranto
Ed è proprio di ieri la notizia che il sindaco Vito De Palma non ha concesso il palazzetto dello sport al comitato di rinascita cittadina che intendeva riunirvisi. In alternativa il comitato ha scelto di riunirsi al teatro Metropolitan, con oltre settecento posti, giovedì prossimo, 30 gennaio alle ore 18:30.
Rinascita cittadina non aveva ritenuto adatta la sede usata dall’amministrazione (il piccolo teatro comunale Alcanices)  perché non “avrebbe certo potuto accogliere tutti i cittadini che hanno firmato la petizione lo scorso 16 gennaio”.
Il gruppo, pur precisando “di non essere un partito e di non ambire a diventarlo” intende coinvolgere tutta la cittadinanza e le parti sociali su questioni per le quali ritiene inefficace la risposta delle istituzioni.
Tra i sei punti di cui si discuterà spiccano “imu e tares più basse per tutti, sospensione scadenza tares del febbraio, microcriminalità, controllo degli immigrati a prescindere dalla nazionalità, paese più pulito ed infine ponte ss580 da completare con urgenza”.
Rinascita ha invitato il sindaco, le parti sociali e le forze dell’ordine all’assemblea per “lavorare assieme al comitato per mitigare questi problemi e trovare soluzioni alternative a quanto prospettato dal sindaco”. Anche perché conclude il comunicato “molte famiglie,  molti commercianti sono ad un bivio: pagare le bollette o dar mangiare ai propri figli”.

mercoledì 29 gennaio 2014

DE PALMA A ROMA, ALL'ASSEMBLEA STRAORDINARIA ANCI: "NO AL PAREGGIO DI BILANCIO PER I COMUNI".


dal palazzo comunale 29 gennaio 2013
Il sindaco della città di Ginosa, dott. Vito De Palma, nella piena consapevolezza dell’importanza del ruolo del Sindaco quale ufficiale del Governo e nel rispetto delle prerogative di legge, ha partecipato in data odierna ai lavori dell’importante assemblea straordinaria dell’ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani.
 In particolare, secondo il dott. De Palma, che ha assunto il ruolo di portavoce effettivo delle istanze della comunità territoriale in merito ai gravosi oneri tributari posti di fatto in favore esclusivo dell’Autorità statale, obbligando i Comuni alla relativa riscossione, “è necessario sostenere la richiesta di un immediato confronto con il Governo nazionale, affinché dal 2015 tutta la fiscalità locale sugli immobili sia di competenza dei Comuni e si intraprenda in modo determinato la strada dell’autonomia per i Comuni”.
Inoltre, nella suddetta sede romana, il dott. De Palma ha colto l’occasione per riaffermare con forza quanto “in questo particolare momento per la vita della collettività comunale, particolarmente provata dalle notorie calamità naturali degli ultimi tempi, sia necessario non far gravare così tanto il debito pubblico italiano sul contribuente, chiedendo al  Sindaco di ogni Comune di svolgere principalmente il ruolo di agente riscossore di tributi. La strada maestra da percorrere è sicuramente quella  di porre in essere un prudente ma significativo superamento delle regole per la stabilità finanziaria fissate secondo il principio del pareggio di bilancio”.

martedì 28 gennaio 2014

RICORSO AL TAR DEL PD CONTRO LA TARES. In dubbio anche l'avanzo di bilancio: "e' fittizio".


Da sx Margherita Zanelli, coordinatrice pd Marina di Ginosa, il capogruppo pd in Consiglio comunale dr. Felice Bitetti, il cons. com. Enzo Giannico, il coordinato del circolo di Ginosa Giuseppe Punzi
QUOTIDIANO DI PUGLIA 28 FEBBRAIO 2013
di Nicola NATALE
Il pd ricorrerà al tribunale amministrativo contro l’applicazione della tares. 
Lo ha comunicato nel corso di una conferenza stampa sabato scorso con la quale ha voluto dimostrare che “non è affatto silente”.  
Il primo a prendere la parola è stato il consigliere Enzo Giannico, per il quale oltre al vizio di legittimità (manca il parere dei revisori dei conti giusto d.l.174 /2012) c’è stato “un eccesso di potere nel definire in modo arbitrario e scarsamente motivato l’applicazione delle tariffe”. 
Non si conoscono i tempi medi del ricorso, ma intanto le scadenze incombono e le proteste dei cittadini si sono coagulate in un comitato apartitico di “rinascita cittadina”. 
Il pd torna a chiedere modifiche al regolamento tares, l’istituzione di un fondo per le agevolazioni dedicato a particolari categorie in difficoltà, il permanere della vecchia tarsu anche per il 2013, una diversa modulazione delle tariffe per alleggerire il peso alle utenze domestiche ed infine che si eviti di far pagare due volte chi ha la casa al mare. 
Non sono questi i ricchi che possono pagare di più” hanno commentato dalla sede di via cavour. 
Il pd di Ginosa ha anche ribadito “che l’intera manovra economica dell’amministrazione De Palma è stata fatta per pagare i debiti fuori bilancio”. 
Una pressione fiscale eccessiva a cui si sono aggiunti gli accertamenti della soget fatti con i dati catastali non sempre rispondenti alla situazione reale. 
Sotto accusa anche l’ammontare totale della tares che conterrebbe “spese non congrue che dovrebbero essere pagate dal bilancio comunale e non imponendole direttamente ai cittadini”. 
Insomma “un calcolo maggiorato ad arte che avrebbe fatto rientrare 1,4 milioni di euro in più rispetto ai 3,6 milioni di euro di costo della raccolta differenziata”. 
Le stesse riduzioni della tares proposte dalla maggioranza “hanno criteri troppo stringenti nei quali di fatto quasi nessuno può rientrare”, per questo dal pd chiedono che “la soglia si innalzi a 4mila euro di reddito isee e che basti uno solo dei criteri e non tutti quanti insieme”. 
Ma non è finita qui perché la proposta è di utilizzare ulteriori 500mila euro dell’avanzo di bilancio per agevolazioni concesse a cassintegrati, residenti con più proprietà, locali commerciali che non utilizzano slot machines e titolari di alberghi diffusi. 
Avanzo di bilancio che però è fittizio secondo il capogruppo Felice Bitetti: “non reale”. 
Nella conferenza particolarmente agguerrita non è mancato l’accenno all’evasione della tares da parte di cittadini comunitari ed extracomunitari che non sono residenti ma di fatto producono rifiuti. 
Per il pd “è necessario far pagare tutti coloro che producono rifiuti, impegnando i vigili per il controllo del territorio e il riscontro dell’uso abitativo”. Anche perché una differenziata fatta male o non fatta affatto aumenta il costo complessivo della raccolta rifiuti. Uno dei temi caldi di quest’ultimo mese.

lunedì 27 gennaio 2014

27 GENNAIO, PER IL GIORNO DELLA MEMORIA, LA STORIA RITROVATA DI MICHELE PACCIANO.



di Michele Pacciano

Queste sono schegge, sprazzi e stralci di una memoria perduta non dimenticata, episodi in cui nomi e volti si cancellano nel tempo per affidare i fatti a ricordi di bambini ignari o spauriti. 
Non è la memoria minore, è solo quella più piccola, quella di tanti uomini e donne che senza saperlo aveva attraversato un periodo di storia tragica e ancora si chiedono il perché. 
Perché il giorno della Memoria, non diventi un rito stanco, collettivo e autoassolutorio, anche questi pezzi di storia slabbrata, incompleta e dimenticata, non vanno riconsegnati all'oblio. 
Penso ai tanti bambini ebrei, nascosti nei conventi vaticani, come il padre di un mio carissimo amico, ai tanti malati, veri o presunti, di religione ebraica, internati nell'ospedale Fatebenefratelli di Roma, dove il geniale Giovanni Borromeo, dichiarato Giusto delle nazioni in Israele, si inventò il famigerato reparto K e con l'arma dell'ironia salvò migliaia di israeliti dai campi di sterminio. 
Ma penso anche soprattutto alla nostra Puglia.
Don Pietro Pappagallo, che aiutò partigiani ed ebrei nella Roma città aperta e fu magistralmente interpretato da Aldo Fabrizi el capolavoro di Rossellini, era di Terlizzi.
La mia memoria ha molti nomi, ho avuto l'onore e la commozione di conoscere molti deportati, ma voglio parlare invece di una piccola storia di  vita e  di coraggio svoltasi tra la Puglia e la Basilicata, dagli inizi del '44 alla fine '45.
Non ci sono documenti o fotografie che la provano, ma solo i ricordi di bambina di una signora che poi è diventata mia zia. 
Lo faccio non per orgoglio familiare, ma perché occupandomi da vent'anni della Shoah, di storie come questa ne ho trovate tante. Per fare solo un esempio, Eugenia Scunnach, ebrea romana di origine austriaca fu salvata in un paesino dell’Abruzzo, da quello che sarebbe diventato l'aiuto regista di Sergio Leone, ma sua figlia Rossella Piperno non ricorda assolutamente i nomi della famiglia che salvò sua madre.
Michele Todisco aveva gli occhi profondi e le mani grandi di un falegname comunista della bassa Lucania di uno che credeva nell'uguaglianza, che negli anni bui non si è mai iscritto al Fascio, che ha sempre insegnato ai suoi figli ad andare a testa alta, a  guardare gli altri negli occhi.
Dopo l'occupazione nazista molti ebrei fuggirono da Roma e dal Nord verso paesini anonimi del Sud, cercando di mescolarsi ai contadini, di diventare anonimi e di trovare una difficile via di salvezza.
Avrham era un intellettuale, aveva la barba lunga, nera e curata e gli occhiali tondi del professore di liceo. 
Arrivò a Monte Milone in provincia di Potenza che faceva già freddo. Mia zia Pina Todisco aveva tre anni, allora. Non ricorda neanche il suo cognome, ricorda che suo padre lo guardò e decise quasi subito di nasconderlo nella sua falegnameria. 
Di giorno si nascondeva nella legnaia e di notte usciva per mangiare un piatto caldo che la moglie di Michele,  Marianna non gli faceva mai mancare. 
Avrham parlava poco, un po' per paura, un poco per la naturale ritrosia che gli ebrei askenaziti hanno imparato nei secoli. 
Qualche volta le bambine di casa Todisco, Pina e Candida, lo guardavano incuriosite, ma il papà diceva loro: é l'ospite della legnaia, non ha dove andare, deve stare qui.
Il professor  Avram stette nascosto lì fino alla liberazione, poi andò a Brindisi e da lì in Palestina, verso la libertà.
Ho parlato col sindaco di Monte Milone, nessuno ricorda questa storia, poi Michele Todisco emigrò e non ne parlo con nessuno, come fanno i giusti.
Mia zia me l'ha raccontata con le lacrime agli occhi, nel pieno dei suoi 73 anni. 
Michele Pacciano,
giornalista professionista.
Quando può, torna, sempre più di rado,  a Monte Milone e si ferma sulla porta ad arco che fu la falegnameria, poi al cimitero, una sorta di pellegrinaggio laico nella memoria di suo padre.
Un uomo buono, che quando tutti sbandavano, a rischio della vita, fece la cosa giusta. Oggi nessuno lo ricorda, ma lui non lo aveva fatto per essere ricordato. 
Le due bambine di allora, Pina e Candida ricordano che il professor Avrham aveva sempre tra le mani un libro con la copertina di pelle nera, forse era il Talmud. 
<<Chi salva una vita, salva il mondo intero>> dice la sacra scrittura da cui tutti discendiamo. Michele Todisco, forse non l'aveva mai letta, ma l’aveva impressa nel cuore.

QUESTO PONTE NON S'HA DA FARE….Non parte ancora la ricostruzione sulla ex ss 580.


Ginosa, sabato 25 gennaio 2014.
Conferenza stampa sul ponte della ex s.s.580 ancora distrutto a
quasi quattro mesi dall'alluvione.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 26 GENNAIO 2013
di Nicola NATALE
Ritardi incomprensibili nella ricostruzione del ponte sulla ex strada statale 580. 
Sotto accusa la provincia di Taranto e la sua struttura dirigenziale e tecnica incapace ad oltre tre mesi e mezzo dall’evento di espletare un iter non complicatissimo. 
Peraltro con soldi già versati dalla regione Puglia alla fine di novembre. Per questo il sindaco Vito De Palma ha convocato una  conferenza stampa sui resti del ponte stesso, in contrada sierro delle vigne, per “denunciare pubblicamente l’inosservanza degli impresi presi con il sottoscritto e la delegazione di commercianti ed imprenditori presi appena una settimana fa”. 
Appena venerdì scorso De Palma si è recato in provincia per vedere se l’appalto fosse stato finalmente assegnato e gli è stato “riferito che non hanno ancora concluso la fase di esame delle offerte, rimandando l’assegnazione a giovedì mattina”. 
Perché?Perché non lo so” afferma irato il primo cittadino dolendosi “di questo atteggiamento poco attento nei confronti della cittadinanza, delle imprese che stanno soffrendo e in alcuni casi sono saltate, fallite”. 
Per questo si risollecita la provincia a concludere nel minor tempo possibile gli adempimenti. 
Per il sindaco “non è assolutamente giustificabile che dal 7 gennaio, ultimo giorno per presentare le offerte, non si riescano ad esaminare appena due proposte progettuali, persino le gare ordinarie vengono concluse in meno tempo”. 
L'articolo apparso sul Quotidiano di Puglia
(domenica 26 gennaio 2014)
In definitiva "una volta sarebbe mancata la commissione, una volta era assente uno dei membri, sono situazioni che hanno del paradossale e ritengo che questi atteggiamenti ledano l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa, e pertanto vanno denunciati pubblicamente”. 
La breve conferenza sul ponte o meglio su ciò che ne resta termina con un invito al commissario prefettizio Tafaro: “Il commissario deve sapere che l’ente che gestisce non è improntato a questi principi, non so da chi dipenda, se da lui o da altri  ma questo è inconcepibile”. 
Un’ultima stoccata, immancabile, ai partiti che sono all’opposizione a Ginosa ma hanno retto la provincia negli ultimi otto anni: “possibile che siano insensibili alle sollecitazioni che vengono da cittadini e amministrazione, le carte non vanno chieste solo al comune di Ginosa ma anche alla provincia di Taranto”. Non capiamo conclude il sindaco perché questi partiti siano assenti su un problema così grave.

"PAPA FRANCESCO E LA TV". L'esperienza di mons. Viganò raccontata a Laterza.


Mons. Dario E. Viganò, direttore del Centro Televisivo Vaticano 
QUOTIDIANO DI PUGLIA 26 GENNAIO 2013
di Nicola NATALE
La vita di Papa Francesco raccontata al mondo attraverso la tv. 
E’ questa la singolare esperienza raccontata da mons. Dario E. Viganò a Laterza su invito del parroco di santa croce, don Oronzo Marraffa. 
L’occasione è stata la “memoria di  san Francesco di Sales”, patrono dei giornalisti e degli operatori dei mass media, che la Chiesa celebra il 24 gennaio. Una messa celebrata dallo stesso Viganò e un dibattito hanno animato la ricorrenza venerdì scorso. Il prelato è direttore del centro televisivo vaticano ed ha parlato della sua esperienza umana e professionale in uno dei centri nevralgici della comunicazione cattolica.  
Papa Francesco con alcuni giornalisti al ritorno dalla giornata mondiale della gioventù.
C’è molta adrenalina al mattino,  capita che il Papa chiami e dica di avere 40 minuti di libertà ed allora bisogna essere pronti a farsi guidare da lui, a stargli dietro”. 
Uno degli operatori, pugliese tra l’altro, “sta diventando molto più atletico a furia di inseguire il papa nei saliscendi dall’auto papale”. 
Ma” precisa Vigano “anche dietro le quinte il papa è così come lo vediamo noi, è cordiale, attento alle persone, saluta una per una le guardie svizzere”. 
Il pontefice “non guarda la tv pur avendone fondata una in Argentina, canal 21, ma si rende conto dell’importanza del mezzo”. 
Don Oronzo Marraffa,
parroco di Santa Croce a Laterza
E in questa volontà di comunicare non c’è un rapporto costi-benefici: “se la Chiesa si comportasse come un’azienda sarebbe un disastro, agiamo con la stessa impostazione in campi più consoni alla Chiesa come la catechesi
La giornata di papa Francesco “inizia alle cinque con la preghiera e la messa della mattina alle sette a santa Marta ha un linguaggio immediato, frutto delle sue riflessioni di quel giorno, poi gli incontri ufficiali al mattino e quelli più informali al pomeriggio”. 
Queste giornate ormai vengono raccontate per video e il papa ha trovato il modo di interessarsi delle tecniche di inquadratura, tra cui l’uso di due telecamere per rendere meno statica l’immagine dei suoi messaggi. 
Insomma un papa curioso, che “vuol capire come funziona la comunicazione gestita dal centro di produzione che si occupa di tutte le immagini che riguardano il papa”. 
Qualsiasi rete mondiale utilizza riprese del centro televisivo vaticano, che “per questo riesce ad avere un contatto molto assiduo con il papa, a volte più del segretario di stato”. Uno degli aspetti più interessanti è che il centro vaticano conserva le immagini “del girato, le riprese come sono e del montato, quelle inviate in trasmissione” consapevoli che con queste gli storici andranno ad interpretare questi anni così densi di avvenimenti e di cambiamenti. 
L’Italia” ha aggiunto Viganò “ha finalmente la sua prima cattedra di “visual history”, cioè riuscire a ricostruire la storia attraverso l’apparato documentale audiovisivo”. 
In tutti i viaggi in cui c’è il Papa “sono le telecamere del centro le uniche a stargli vicino, le immagini vengono poi girate alle varie reti nazionali che le ritrasmettono al centro vaticano”. 
La commemorazione di San Francesco di Sales a Laterza il 24 gennaio.
Insomma una piena immersione nel mondo vaticano e di come questa istituzione antichissima abbia saputo adeguarsi al mondo multimediale di oggi, in cui la comunicazione è di vitale importanza. 
L’incontro, moderato dal giornalista Cristella, è stato l’occasione anche per presentare l’attività dell’anspi, cioè dell’associazione nazionale san paolo italia, all’interno di tantissimi oratori, palestre educative di vitale importanza per il messaggio e la formazione dei cristiani. 
Ed è proprio per agevolare questa funzione che sia il prof. Enzo Fumarola, presidente zonale, che don Vito Campanelli, presidente nazionale anspi, hanno voluto presentare il manuale anspi per l’animazione massmediale.  Uno dei 7 volumi che aiutano a tutto tondo i tanti volontari che assieme ai sacerdoti esplicano un’azione preziosa.

domenica 26 gennaio 2014

ALLARME TARES E SICUREZZA: LE RISPOSTE DEL SINDACO ALL'ALCANICES". DELUSO IL COMITATO.


Uno dei momenti dell'incontro del 23 gennaio 2014 del sindaco
con la cittadinanza al teatro Alcanices.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 25 GENNAIO 2014
di Nicola NATALE
Il giorno del confronto è arrivato, ma è stato un monologo. 
Almeno a sentire gli umori del comitato apartitico “rinascita cittadina”. Certo, si era nel teatro Alcanices, ma la materia del contendere era ed è terribilmente seria: tares e sicurezza. 
Il sindaco Vito De Palma, nonostante la nota emergenza crolli nel centro storico di Ginosa, non ha disdetto l’appuntamento. Con lui coesa tutta la maggioranza di centrodestra meno i due consiglieri Francesco Di Franco ed Antonio Bradascio. Il suo intervento, durato oltre un’ora, è stato tutto teso a dimostrare che l’amministrazione da lui guidata ha fatto il possibile per limitare i danni delle leggi e degli aumenti di tasse imposti da Roma. 
Anzi, dati alla mano, ha dimostrato, come Ginosa sia fra i comuni pugliesi dove la pressione fiscale su commercianti ed artigiani è stata ridotta al minimo, rispetto ad altri Comuni. Stesso discorso per la sicurezza cittadina messa a dura prova da una serie di furti negli appartamenti e nelle campagne. “Abbiamo modificato il regolamento e tutte le sere c’è un pattugliamento notturno dei nostri agenti di polizia municipale con le forze dell’ordine come deciso di concerto con il comandante della compagnia dei Carabinieri”. 
"Abbiamo trovato le risorse ed impiegato in questo modo la quindicina di agenti che abbiamo sottraendoli al controllo delle scuole, non lasciate sguarnite, ma affidate alla sorveglianza degli operatori di protezione civile tramite nuove convenzioni” ha dichiarato De Palma di fronte ad un Alcanices strapieno “come nemmeno alle migliori campagne elettorali”. 
L'articolo del Quotidiano di Puglia del 25 gennaio 2014
Altra misura quella di macchine civetta che pattuglieranno costantemente la cittadina mai sentitasi così inerme rispetto all’aumento della microcriminalità ed alla relativa impunità concessa dal nostro sistema di garanzie. 
Piuttosto alta l’età media del pubblico e bassa la concentrazione di commercianti ed imprenditori; secondo il comitato però “non era quello il luogo adatto ad un incontro simile perché i posti ammessi non superano il centinaio”. 
Particolarmente lunga ed approfondita la disamina del capitolo tasse. 
Siamo perfettamente coscienti che tares ed imu sono aumentate, e che non c’è niente di così impopolare, ma lo Stato ha tagliato 800mila euro nel 2011, 900mila euro nel 2012 e 1,4 milioni di euro nel 2013, quest’anno abbiamo ricevuto solo 280mila di trasferimenti erariali”. 
Ciò che versiamo allo Stato come addizionali ed irpef non ci ritorna più e serve a mantenere questo pachiderma” ha affermato il primo cittadino.
La scelta della maggioranza “è stata di non aumentare l’imu nel 2012  a differenza di altri comuni e di farlo nel 2013 solo sulle seconde case coscienti che l’aumento si sarebbe spalmato tra più soggetti, non solo tra i residenti come sarebbe stato facendo pagare ad esempio la tares solo per i mesi di utilizzo dell’immobile”. 
Il nodo sta tutto “nel pagamento dell’intero costo del servizio di raccolta dei rifiuti disposto per legge nazionale e a cui l’amministrazione non si può certo sottrarre”. 
Agostino Gigante, portavoce del comitato sale sul palco a ribadire
la richiesta del palazzetto dello sport per domenica 26 gennaio 2014.
In alternativa il comitato affitterà il Metropolitan.
Insomma non c’è modo di tornare indietro dall’impostazione della maggioranza di centrodestra che sempre per bocca del sindaco fa sapere che “817 mila euro di tares sono evasi ed è quello il motivo per cui sono arrivati gli accertamenti, salvo errori sempre correggibili”. 
Tutto questo non fa che aumentare la pressione fiscale che giunge a categorie come quelle dei commercianti e degli artigiani ormai stremati dalla crisi economica. 
L’unica scintilla della serata si è avuta quando uno dei rappresentati del comitato, Agostino Gigante, ha chiesto di poter intervenire prima che il sindaco finisse il suo intervento. 
Per il resto la spiegazione pur ragionevole ed argomentata del sindaco non sembra aver convinto il comitato che torna a chiedere l’uso del Palazzetto dello sport per una nuova riunione. 
In quella riunione di tutta la cittadinanza, in luogo ampio e sicuro “presenteremo nel dettaglio le nostre idee e le nostre proposte”. Anche perché dicono “attendiamo di vedere cosa è arrivato sul territorio dopo le alluvioni”.

venerdì 24 gennaio 2014

64 IMMOBILI SGOMBERATI. 8 VIE DEL CENTRO STORICO OFF LIMITS. Le conseguenze del crollo di Via Matrice.


Via Burrone, la via di accesso allo scenario
della passio christi ostruita dalle macerie (foto gianluca catucci)
QUOTIDIANO DI PUGLIA 23 GENNAIO 2013
di Nicola NATALE
Sconcerto, disillusione, rabbia, ma anche voglia di ripartire. E una marea di polemiche. Questi i sentimenti più diffusi tra i ginosini all’indomani del crollo di un intero costone della gravina. Crollo che ha portato con sé un’abitazione e parte del piano stradale di via matrice. Tutto il tratto compreso tra i civici 79 e 109. Un cumulo enorme di macerie che ha lasciato intatta solo la fontanina dell’acquedotto pugliese posta all’inizio di via burrone, quella percorsa innumerevoli volte per andare a vedere la passio christi, rappresentazione che da 40 anni si tiene nella gravina di casale. 
Anche le cantine di via burrone, la via sottostante via matrice (più avanzata e più in basso rispetto all’alveo della gravina) sono collassate. 
Di fronte ad un tale sconquasso, e con una tragedia fortunosamente evitata, l’amministrazione comunale e la struttura tecnica competente (c.o.c.) hanno reagito prontamente emanando un’ordinanza che porta la data di ieri, martedì 21 gennaio, giorno del crollo. 64 immobili tra abitazioni, rimesse e cantine sono state completamente vietate all’uso, anche momentaneo. Un’ordinanza di sgombero in piena regola che coinvolge 8 vie (Matrice, Largo Cortina, Ellera, Burrone, Vico Storto, Via Bacco, Via Carrozzoli, Vico Vapore) ed anche alcune zone limitrofe. 
Fin troppo chiara la motivazione dell’ordinanza che tende a preservare “la pubblica e privata incolumità nelle more della esecuzione di tutti gli accertamenti tecnici atti a verificare le condizioni statiche del quartiere”. Anche perché “la complessità e l’estensione del fenomeno franoso, nonché le innumerevoli cavità sotterranee presenti” non mettono certo tranquillità e bisogna verificare centimetro per centimetro cosa è accaduto alla gravina di Ginosa, una delle più vaste dell’intero comprensorio. Preoccupazione ed ansia tra gli abitanti che si sono dovuti trasferire e lo hanno fatto senza proteste, rendendosi conto della serietà della minaccia, pur in zone abitate da sempre e che costituiscono il cuore stesso della Ginosa storica. 
Ginosa, centro storico. Panoramica dell'area del crollo del 21 gennaio 2012. Molte delle abitazioni/depositi/cantine sotto via Matrice erano fatiscenti da tempo. Un crollo si era verificato tempo fa in via burrone. Lo scatto dà l'idea di come il cedimento abbia interessato l'intero costone sopra e sotto via Matrice. Le forti piogge di questi ultime mesi tra le concause del crollo, difatti temuto da anni. Testimoni raccontano di polvere che veniva giù dalla volta delle cantine. (foto giambattista sassi).
Cinque tra bed and breakfast e case-vacanza e un agriturismo di Ginosa hanno dovuto accogliere come da ordinanza le famiglie interessate dallo sgombero: non se conosce al momento il numero, forse una trentina.
Numerosi gli incoraggiamenti piovuti da ogni dove ed indirizzati anche al primo cittadino Vito De Palma, trovatosi a gestire in due anni e mezzo di mandato, l’alluvione epocale del 7 ottobre 2013, le piogge alluvionali del 1° dicembre e gli strascichi, ancora non del tutto risoltisi dell’alluvione di Marina di Ginosa del marzo del 2011. 
Chiaramente ora tutta l’attenzione si sposta sulle eventuali responsabilità del disastro. Responsabilità che dovranno essere acclarate da un’indagine della procura della Repubblica secondo l’avvocato Antonella Rizzi, legale della signora Antonaci proprietaria dell’immobile coinvolto dal crollo del piano stradale di via Matrice.
 L’avv. Rizzi un’ora e mezza prima del crollo aveva depositato in Comune una lettera urgentissima in cui accusava l’ente comunale di aver avuto un comportamento “silente e dolosamente omissivo” rispetto all’intera vicenda statica di via Matrice. 
Una via che, va detto, si regge sulle volte di innumerevoli cantine scavate da tempo immemore e da cavità presenti dalla notte dei tempi. Una situazione che è un campo enormemente stimolante per geologi ed archeologi ma rappresenta un vero incubo per gli amministratori che aspettavano una relazione tecnica che gli indicasse  gli interventi più appropriati.
Interventi peraltro difficili da realizzare ma decisivi ai fini dell’utilizzo di un’asse viario fondamentale qual è quello di via matrice, di cui si conosceva da tempo la fragilità. 
Sotto accusa insomma ci sono i tempi di intervento e i lavori effettuati in altre parti del quartiere storico che avrebbero sovraccaricato e aggiunto sollecitazioni eccessive al delicato asse viario. Ma questo attiene ai risvolti legali del crollo. 
Mentre gli interrogativi si spostano tutti al dopo, a quanto tempo durerà l’inibizione dell’area e se ci saranno ulteriori crolli o situazioni di pericolo. E’ in gioco la valorizzazione ed il futuro dell’intera gravina di Ginosa, ma anche il futuro delle attività di chi nella valorizzazione della gravina ci ha creduto davvero. 
Come Angelo Inglese, lo stilista-imprenditore che ha ricevuto tra i tanti la solidarietà di Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente. Non ci resta che “riemergere come un popolo di formiche” ha scritto facendo suo il pensiero di tanti che nella gravina di Ginosa, nonostante tutto vedono il futuro.
Ginosa, crollo in via Matrice. Quotidiano di Puglia del 23 gennaio 2013

Ginosa, crollo in via Matrice. Quotidiano di Puglia.

mercoledì 22 gennaio 2014

TRAGEDIA SCAMPATA A GINOSA. CROLLA UN INTERO COSTONE DI VIA MATRICE.


QUOTIDIANO DI PUGLIA 22 GENNAIO 2014*
di Nicola NATALE
Crolla la storia a Ginosa. E forse anche parte del futuro. 
Intorno all’una di ieri tutto era pace in via Matrice, la bella via del centro storico che dall’alto costeggia la gravina. 
La signora Antonaci, 75 anni, era tornata nella sua casa per recuperare un po’ di suoi beni, visto che le avevano formalmente consigliato di andare via. Con lei la figlia Laura Indellicati, il genero e il nipote. 
Tutt’ad un tratto, salendo la ripida scala di accesso, la figlia nota un’altra crepa, la madre accorre e conferma che lì quella crepa non c’era. Intanto il genero di sopra sta smontando una tenda, è alle ultime due viti. 
Forse è stato qualcuno che mi ha detto vattene, sono sceso e ho detto agli altri di venir via con me” dice il genero, probabilmente l’uomo che ha evitato a sé stesso ed ai suoi cari una tragedia, quella sì irrimediabile. 
Uno scricchiolìo, un rumore sordo proveniente forse da una delle cantine del livello sottostante, quello su via burrone, e tutti intuiscono che la casa deve essere abbandonata al più presto. Un tubo dell’acqua si rompe. Scendono in fretta le scale, si allontanano. 
Tempo un minuto e la costruzione faticosamente acquistata dopo anni di sacrifici crolla giù, portando con sé parte del piano stradale di via Matrice. Madre e figlia urlano di dolore e di spavento, per quella fine annunciata, ma che nessuno di loro si aspettava così presto. 
Eppure non avevano tralasciato nulla, la signora era anche andata in Comune per avvisare delle crepe, ma poco avevano potuto inizialmente amministrazione e tecnici competenti per risolvere senza danni la questione. La signora Antonaci aveva anche fatto dei piccoli lavori di manutenzione sperando che quelle crepe non ricomparissero più. Poi l’idea di chiamare i Vigili del Fuoco per avere una stima tecnica delle possibilità di crollo dell’immobile.
Ginosa Via Matrice crollo del 21 gennaio 2013
Questa volta i tecnici arrivano, verificano che effettivamente la cantina sottostante presenta crepe profonde, che il “quadro fessurativo” della casa non è da prendere sottogamba e allora parte l’ordinanza comunale di chiusura di un tratto di via Matrice. E’ il 20 dicembre. 
Cosa fare nel frattempo nessuno lo sa, la signora però deve spostarsi a casa di un’altra sua figlia e nel frattempo chiede una sistemazione. Interessano anche l’avv. Antonella Rizzi, che proprio ieri mattina vede cadere un mattone mentre effettua con la signora Antonaci e la figlia un ulteriore sopralluogo. 
Non c’è tempo da perdere, via al Comune a consegnare una lettera urgentissima per definire una questione che minaccia di avvitarsi in lunghe questioni legali. 
Per la signora Indellicati “si doveva intervenire per tempo, non so come, ma forse quel crollo si sarebbe potuto evitare, offrire ora l’alloggio a mia madre ha poco senso, lo aveva chiesto ben prima, ma mancava l’ordinanza di sgombero”. 
In poco tempo però scatta la macchina della protezione civile, arrivano squadre di vigili del fuoco da Castellaneta e da Taranto, carabinieri della locale stazione e del comando provinciale di Taranto, polizia municipale, volontari della misericordia e del ser. 
La zona viene transennata, si interdice l’accesso ai non addetti ma la curiosità è tanta, i ginosini fanno una specie di pellegrinaggio, ora mesto, ora scanzonato. 
Pochi  si ricordano delle famiglie (non più di una decina) che abitano nei dintorni della chiesa madre e i cui mezzi rimangono di fatti  intrappolati con il crollo di via Matrice, di fatti l’unica via di accesso carrabile al quartiere bellissimo, e ormai scarsamente abitato, sorto attorno alla chiesa Madre. 
Intanto i vigili del fuoco battono a tappeto tutta la zona, anche con l’aiuto di cani addestrati.  Si teme che in qualche vecchia abitazione possa esserci qualcuno:  é bene controllare tutto, perché presto la luce verrà a mancare”. 
Via Matrice, Ginosa
Quotidiano di Puglia del 22 gennaio 2013
In tutto questo non manca il sindaco Vito De Palma chiamato ancora una volta ad accorrere al capezzale di una parte del suo comune che se ne va. Le ferite dell’alluvione del 7 ottobre e delle piogge alluvionali del 1° dicembre sono tutt’altro che rimarginate. 
Questo evento dimostra la fragilità di questo territorio, questo lo devono capire tutti i soggetti a cui da diverso tempo sto rivolgendo le mie richieste”. 
Per il primo cittadino “il problema fondamentale è che la zona è estremamente vulnerabile e che purtroppo queste cose non arrivano con preavviso”. 
La soluzione secondo l’amministrazione è “intervenire sull’alveo spondale del Lognone tondo, come abbiamo fatto rilevare alla protezione civile, da sotto fino a sopra”. 
Ad essere infranti ora non sono solo i beni di chi ha perso tutto, ma anche i progetti di rinascita a scopo turistico e commerciale. 
Quelli che erano iniziati con il restauro della Chiesa madre del 1500 e continuavano con l’avvio di attività ricettive ed artigianali.
E’ per questo che il caso via Matrice non può diventare un caso “Pescarella”. L’altra via che scorre lungo il lato opposto della gravina, interessata anch’essa da un crollo nel febbraio del 2009 e, ancor oggi, transennata ed impercorribile.
*Altro articolo sul Quotidiano di Puglia edizione di Taranto domani 23 gennaio, 
visibile ed acquistabile anche in digitale da dovunque.

martedì 21 gennaio 2014

LOTTA POLITICA SU TARES E SICUREZZA. PD E FORZA ITALIA SI FRONTEGGIANO A COLPI DI COMUNICATI.

Da sx Giuseppe Basta, Agostino Gigante e Gerardo Sannelli
tra i promotori dell'incontro del 16 gennaio 2013 al salone Montfort
QUOTIDIANO DI PUGLIA 21 GENNAIO 2013

di Nicola NATALE
Un terremoto politico. Questo ha provocato l’incontro di giovedì scorso al salone montfort su tares e sicurezza. L’incontro era stato promosso da Agostino Gigante, un parrucchiere che ha subito furti e danni per due volte nel suo stesso esercizio, da Giuseppe Basta, titolare di un bar centralissimo e da Gerardo Sannelli, un artigiano che aveva espresso pubblicamente il suo disappunto per la tares, il tributo legato non solo ai rifiuti ma anche ai servizi indivisibili, quali manutenzione delle strade, polizia municipale e illuminazione pubblica. 
Sembrava che tutto si fosse archiviato con la decisione di incontrare il sindaco Vito De Palma,  a capo della coalizione di centrodestra che amministra il comune di Ginosa. 
L'incontro previsto per giovedì 23 gennaio 2013
Richiesta che era stata prontamente accolta dal primo cittadino fissando un ulteriore incontro pubblico. 
Due le date, a Ginosa presso il teatro alcanices giovedì prossimo, 23 gennaio alle ore 19 ed a Marina di Ginosa una settimana dopo, il 30 gennaio sempre alle ore 19 presso la sala parrocchiale della chiesa dedicata all’Immacolata
Ma i partiti, invitati a tenersi alla larga dall’incontro, si sono ripresi la scena. 
Per primo il pd diramando un comunicato nella mattinata di ieri nel quale ha riproposto le sue tesi in merito ai temi centrali sollevati dall’infuocato dibattito, cioè tasse e furti. Per il gruppo consiliare del pd vanno censiti i cittadini non residenti e sono i vigili urbani a dover compiere quest’operazione. 
Da sx i consiglieri di minoranza del pd: Felice Bitetti (capogruppo)
Enzo Giannico, Emanuele Rosato 
Così secondo i consiglieri comunali di minoranza Felice Bitetti, Emanuele Rosato ed Enzo Giannico si otterrà un doppio obiettivo: “far pagare la tares a tutti e controllare e presidiare il territorio”. 
La proposta dei consiglieri non si limita al “censimento di comunitari ed extracomunitari non residenti" con l’obiettivo di aumentare la base imponibile, ma chiede anche di rivedere agevolazioni e riduzioni, stanziando 500mila euro allo scopo dai fondi comunali. Per il pd va inoltre ridefinita la contribuzione per le case stagionali utilizzate solo per pochi mesi all’anno e vanno utilizzati i proventi della vendita della raccolta differenziata per abbattere il costo stesso della raccolta. Sistema che va riorganizzato per “superare le carenze finora emerse”. 
Il discorso si sposta poi alla sicurezza dai furti e da altri reati più gravi. 
Qui le proposte includono tavoli con il Prefetto, protocolli di intesa tra comune, forze dell’ordine ed istituti di vigilanza, pubblica illuminazione funzionante ed ordinanze contro la vendita di alcoolici in bottiglia in particolari casi. 
La risposta di forza italia non si fa attendere: tempo poche ore ed un comunicato risponde punto per punto a quello del pd, rilanciando la palla nel campo avversario. 
Da dx i consiglieri Giulio Galante (indipendente), Sara Di Taranto (forza italia-pdl.) Francesco Di Franco ed Antonio Bradascio (impegno civico), Pietro Lanera, il vicesindaco Marilisa Mongelli, Stefano Notarangelo, Giovanni Perniola (alleanza di centro)
Intanto f.i. “auspica che vengano formulate proposte serie e sostenibili finanziariamente con il bilancio comunale”. Anche perché dicono “quelle del pd e lista inglese sono del tutto fumose e prive di sostenibilità”. 
Dove prendere i 500mila euro proposti dal pd per le agevolazioni?” dice il partito di maggioranza. “Va detto invece che allo scopo di sostenere chi si trovi in disagio economico abbiamo già previsto un fondo di 100mila euro ed è la prima volta in questo comune, ci spieghino allora perché non l’hanno votato” prosegue la nota.  
Quanto ad alleggerire il carico fiscale a chi possiede case stagionali, forza italia precisa che questi cittadini, spesso non residenti, godono già delle riduzioni previste per le seconde case. Inutile secondo il ragionamento di forza italia andare ad alleggerire ulteriormente questa particolare categoria di contribuenti. 
Non va bene nemmeno la proposta di utilizzare i proventi della raccolta differenziata per abbattere il costo delle stessa: "se il pd fosse stato più attento avrebbe visto che l’abbiamo già fatto". 
Non va dimenticato sottolinea il partito di Berlusconi che “il 60% di differenziata conseguito ci consente un abbattimento del costo di conferimento in discarica” che diviene così “uno dei più bassi dell’intera regione Puglia”. Inoltre sottolineano dal coordinamento cittadino la tares ginosina “è una delle più leggere per commercianti ed artigiani”. 
Per forza italia tutte le proposte del pd sono “ovviamente tardive” avendo la stessa amministrazione intrapreso già “ogni utile iniziativa” sia in tema di rifiuti che di sicurezza, facendo girare di notte anche la polizia municipale. 
Rimangono pertanto sul campo e sospese a mezz’aria le ansie, la rabbia e le richieste espresse dall’incontro di giovedì scorso. Richieste che ogni parte politica ha interpretato a suo modo.
L'articolo del Quotidiano di Puglia del 21 gennaio 2013