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lunedì 31 ottobre 2011

LA VERSIONE DI AMATI: PER GLI ALLUVIONATI DI GINOSA LA REGIONE HA FATTO IL SUO DOVERE

dal sito istituzionale della Regione Puglia


L'assessore regionale della Puglia alle
Opere Pubbliche ed alla Protezione Civile
Con riferimento alla nota diffusa poco fa, relativa alle conseguenze degli eventi alluvionali del marzo scorso e alle conseguenti iniziative adottate dalla Regione Puglia e dai cittadini coinvolti, l'assessore regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati, ha altresì aggiunto: "Oltre alla disponibilità a cofinanziare gli interventi ritenuti più utili, la Regione Puglia ha ulteriormente compiuto il proprio dovere sull'argomento, anche in termini di cofinanziamento in materia di emergenze, approvando l'art. 30 della legge regionale n. 14 del 6.7.2011. Detta disposizione destina 500.000 euro, immediatamente utilizzabili per i fatti alluvionali del marzo scorso. Poiché non vi è atto più formale di una legge, ci attendiamo che sull'argomento si smetta di tergiversare."
Amati: solidarietà ad alluvionati di Ginosa

"La Regione Puglia solidarizza con le iniziative di protesta dei cittadini di Ginosa, colpiti dall'alluvione del marzo scorso. Anzi, a guardarci bene siamo proprio fuori dalla grazia di Dio, perché osserviamo il più tragico gioco delle finzioni sull'argomento, nonostante in queste ore il paese abbia i morti in casa."
Lo ha detto L'assessore alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati, riferendosi alle manifestazioni di protesta che da questa mattina l'associazione "Terre Joniche" ha intrapreso, presidiando la statale 106 Jonica, allo scopo di ottenere dal Governo nazionale risorse per le comunità di Puglia e Basilicata colpite dall'alluvione del marzo scorso. 
"Siamo di fronte al gioco dello scarica barile - ha detto Amati - con la Presidenza del Consiglio dei Ministri che qualche giorno fa, con apposita lettera, ha negato l'incontro richiesto dal Presidente Vendola, adducendo ragioni documentalmente false (mancato riscontro a richieste di informazioni), come potrebbe testimoniare il Capo Dipartimento della Protezione civile Prefetto Franco Gabrielli. 
A questo punto è opportuna una ricapitolazione! 
La dichiarazione d'emergenza fu deliberata dal Consiglio dei Ministri il 7 aprile, senza la previsione di un solo centesimo di euro. Successivamente, con nota del 10 aprile il Dipartimento di Protezione civile chiese alla Regione Puglia una relazione sull'area interessata all'evento, sulle iniziative di contrasto alla criticità ritenute valide e sulla quantificazione del fabbisogno finanziario. Poiché tale relazione era richiesta in piena vigenza della vergognosa normativa sul cofinanziamento regionale delle disgrazie, ci preoccupammo, nonostante tutto, di garantire la nostra quota di finanziamento, da quantificare in sede di negoziato col Governo nazionale. La relazione fu inviata in data 13 aprile 2011, corredata da quanto richiesto. Da quel momento non è accaduto nulla: solo colpevole ritardo del Governo nazionale. Per sollecitare interesse sulla questione, ed accogliendo una richiesta del comitato dei cittadini, in data 26 luglio reiterammo al Ministro dell'Economia e a tutti i soggetti interessati, la nostra disponibilità a cofinanziare gli interventi, chiedendo un incontro urgente. Anche questa volta nulla, nonostante l'impegno di tutti i parlamentari eletti nel territorio, compresa una mozione dell'On. Vico (approvata e mai eseguita dal Governo), e dei Consiglieri regionali residenti nella Provincia di Taranto. Dopo qualche mese, ancora una volta all'esito di un incontro con i cittadini, il Presidente Vendola richiedeva al sottosegretario Letta un incontro, ribadendo la disponibilità della Regione a concorrere al finanziamento. Quest'ultima lettera è l'unica riscontrata, con diniego però dell'incontro richiesto, adducendo la mancata produzione di informazioni e di disponibilità della Regione al cofinanziamento. 
Niente di più eccentrico rispetto alla realtà. 
Se continua così - ha concluso - ed il Governo nazionale non dirà con chiarezza che non è disponibile a destinare un euro alla questione, trincerandosi dietro il più insopportabile burocratese, peraltro non rispondente alla realtà, è ovvio che sulle strade, e non solo con le carte nel rispettoso ossequio del ruolo istituzionale che ci compete, ci sarà anche la bandiera della Regione Puglia”.
Nell'immediatezza degli alluvionali la Regione Puglia chiedeva al Governo nazionale, per il tramite della Protezione civile, la dichiarazione d'emergenza, finanziando con risorse proprie il Comune di Ginosa nella misura di 100 mila euro, per le più immediate necessità. 

Condividi via emailData: Lun, 31 Ottobre 2011 @ 11:57 

ALLUVIONE DI MARINA DI GINOSA, GOVERNO NON PERVENUTO. REGIONE PUGLIA SOLO 500.000 €. IN BASILICATA CON IL 50% DELLA REGIONE 14 MILIONI DI €. IN TOSCANA E LIGURIA "ANNUNCIATI" 65 MILIONI DI €.


dalla sede Comunale
di Maria Florenzio 
incaricata alla gestione 
delle attività di informazione

Una serra danneggiata a Marina di Ginosa durante l'alluvione del 1° Marzo 2011
C’era anche il sindaco di Ginosa Vito De Palma, affiancato dall’assessore comunale Leonardo Galante e dal consigliere regionale Pietro Lospinuso, questa mattina, nel Piazzale delle Tavole Palatine. Un’altra occasione, l’ennesima, per condividere le ragioni e le legittime richieste degli alluvionati.
“Ci sentiamo abbandonati da tutte le istituzioni – ha detto Vito De Palma, come sindaco e cittadino -; noi siamo solidali alle popolazioni della Liguria e alla Toscana, per la calamità che le ha colpite. Ma chiediamo al Governo centrale la stessa considerazione e, quindi, lo stesso trattamento. La nostra dignità non è inferiore a quella dei cittadini delle regioni settentrionali, messe in ginocchio da analoghe circostanze naturali. In Liguria, come in Toscana, in molti hanno perso beni, case, oggetti personali, aziende, dignità di sopravvivenza. A Marina di Ginosa? Idem. L’unica differenza? L’intelligenza e la scaltrezza di alcuni cittadini, nella notte tra il 1° e 2 marzo, ha consentito a molti di evacuare, per tempo, le abitazioni prima che acqua e fango ne riempissero ogni spazio. Solo per questo, oggi, Marina di Ginosa non piange vittime. Ma i danni non si contano: case inagibili, argini dei fiumi ancora aperti o, comunque, chiusi a tampone, strade da rifare. E, allora, perché in Toscana e Liguria sono stati erogati 65 milioni di euro e ai territori alluvionati della provincia di Taranto, neanche un centesimo?”.
Il sindaco De Palma si è già attivato affinchè il Governo centrale riservi la giusta attenzione anche a Marina di Ginosa: ha scritto una missiva a Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, da cui è stato ricevuto, in delegazione, a Palazzo Chigi, lo scorso 20 settembre. Non solo; grazie anche al consigliere regionale Lospinuso, è stato contattato il sen. Maurizio Gasparri affinchè intervenisse sulla questione: lo ha già fatto. Si è già messo in comunicazione col sottosegretario Letta; pertanto, “l’auspicio è che, almeno questi interventi, portino ai risultati attesi”.
Poi, un’amara riflessione sul continuo e reiterato disinteresse della Regione Puglia. “Durante un incontro di circa quindici giorni fa, gli assessori Pelillo ed Amati ci avevano garantito – continua De Palma – che la Regione avrebbe erogato, per l’emergenza alluvione di Marina di Ginosa, 500mila euro. Una somma davvero risibile, rispetto ai 7 milioni di euro elargiti dalla Regione Basilicata, ma pur sempre necessaria. Siamo alla farsa. Dove sono finiti questi soldi? Forse alla Regione Puglia manca l’IBAN del conto corrente della Tesoreria Comunale per far arrivare quella somma? Come territorio, ci sentiamo presi per i fondelli e, soprattutto, ignorati e dimenticati”

MARINA DI GINOSA: ADDIO ALLE PALME DELLA STAZIONE INFETTATE DAL PUNTERUOLO ROSSO

di Nicola NATALE

Marina di Ginosa    La Stazione

Le storiche palme presso Piazza Stazione sono state abbattute. Lo ha comunicato l’assessore Leonardo Galante che ha assistito alla rimozione.
Le palme,  come quelle situate nella centralissima Piazza IV Novembre a Ginosa, sono state aggredite dal punteruolo rosso, un coleottero originario dell’Asia che in poco tempo sta attaccando le palme di tutta Italia con esiti letali. A Roma ne hanno parlato addirittura in un convegno.
Alcune fasi della rimozione documentate dall'Assessore Leonardo Galante
Nel frattempo in tutta Italia si è sviluppato un piccolo business per la ripiantumazione e per il trattamento non sempre felice delle aggressioni. 
Immediatamente su Facebook, il social network, dopo la pubblicazione delle foto da parte dell'Assessore si è sviluppato un dibattito su quale essenze ripiantumare.  
Pare vincere la nostalgia rispetto  alla economicità di altre essenze e al rispetto del patrimonio botanico locale. 
Quelle piante dicono alcuni  marinesi sono ormai parte caratterizzante del  nostro arredo urbano.

PRONTO INTERVENTO DI GINOSA MEZZO SERVIZIO! APPELLO ALLA ASL DI DE PALMA.


dalla Sede Municipale

Il Poliambulatorio di Ginosa
I tagli alla sanità si ripercuotono anche sul Punto di Primo Intervento di Ginosa: l’apertura, sino ad oggi garantita H24, sarà ridotta a 12 ore giornaliere. 
E’ una delle conseguenze della decisione, assunta dall’Azienda Sanitaria Ionica, di non rinnovare, da novembre prossimo, ben 339 contratti a termine, in scadenza, ad altrettanti dipendenti tra medici, infermieri e personale vario.
Ciò, non solo contribuirà ad aggravare una situazione sociale già difficile da tempo, ma avrà i suoi effetti nefasti sui servizi sanitari da garantire all’utenza cittadina. 
Di qui, la decisione, del primo cittadino, Vito De Palma, di rivolgersi, con una lettera, al commissario straordinario dell’Asl di Taranto, dott. Fabrizio Scattaglia per chiederli di mantenere almeno inalterati i servizi sanitari  utilizzabili in loco.  
A pagare le conseguenze di una gestione infelice della sanità, da parte della Regione Puglia – dice il sindaco De Palma - non devono essere certamente i cittadini, a danno della loro salute”.
Il Sindaco Vito De Palma
La situazione in cui i cittadini di Ginosa si verranno a trovare a giorni – scrive il sindaco al dott. Scattaglia – è, infatti, unicamente frutto del piano di rientro, che il Governo ha imposto alla Regione Puglia, proprio alla luce della sciagurata gestione della cosa pubblica in materia di sanità”.
Ma, chi lo spiega ai cittadini? Perchè devono pagare, sulla propria pelle – si chiede il sindaco De Palma - le conseguenze delle responsabilità di coloro che, al contrario, avrebbero dovuto operare per preservare il diritto di tutti alla salute?”.
E allora, il primo cittadino di Ginosa chiede al dott. Scattaglia di porre in essere tutte quelle azioni che, pur nel rispetto del piano di rientro, non facciano gravare sui cittadini il bisogno di una ristrutturazione e rimodulazione dei servizi dell’Azienda Sanitaria.

MANTOVANO A GINOSA : SONO QUI PER UNA SEDUTA DI AUTOSTIMA. IMMAGINE DEL SUD E' DA RICOSTRUIRE

dall'articolo apparso sul Quotidiano del 30 Ottobre 2011
riproduzione riservata
di Nicola NATALE
Alfredo Mantovano, sottosegretario all'Interno, alla fine della conferenza
E’ un Mantovano particolarmente brillante quello arrivato a Ginosa nel Teatro Alcanices per parlare di sviluppo, sicurezza e legalità nel Mezzogiorno. 
Per fare ha detto “una seduta di autostima”. 
L’iniziativa del 28 ottobre nata dai Circoli della Nuova Italia (presidente Alemanno) si è svolta con la partecipazione del Consigliere comunale Francesco Di Franco e il Vice Presidente nazionale di Confcommercio Giovanni Bort. 
Quest’ultimo nel suo intervento non ha esitato a definire catastrofico il danno prodotto dalle infiltrazioni illegali nella economia: “danno la falsa impressione di generare comunque economia ma stringono in un laccio tutto il resto”. 
Ben venga quindi l’accordo quadro sottoscritto al Viminale il 26 Ottobre per potenziare il contrasto al racket ed all’usura, un accordo che aiuta le imprese a denunciare i reati con vari mezzi che coinvolgono soggetti privati come la Confcommercio e con il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza. 
Alfredo Mantovano, sottosegretario dell’Interno, ha una lunga consuetudine con Ginosa dove ha svolto la funzione di Pretore dall’85 all’87. 
Siamo in un momento difficilissimo – esordisce - ma non siamo come la Grecia e il risolino di Sarkozy era forse isterico perché gli Istituti bancari francesi sono esposti con 55 mld di € di titoli greci e lo dico senza sorridere. Ma peggio della Francia è forse la burocrazia: ho avversari tra le forze politiche e veri nemici nei Ministeri”.
"Tuttavia - dice ancora Mantovano - ce la possiamo fare con un rientro graduale del debito e non ricorrendo a nessuna patrimoniale, nemmeno una tantum, perché avrebbe un effetto recessivo. 
La proposta è di costituire un Fondo Obbligazionario remunerato dallo Stato, quasi un prestito forzoso dei grandi capitali perché finanzino le imprese in grado di stare sul mercato". 
Ce ne sono tante anche al Sud che assieme alle criticità possiede autentiche eccellenze ma non lo sa. 
"Come quel signore di Lecce che ritrova in vendita all’asta a New York un suo quadro rubato anni prima: aveva un Caravaggio appoggiato a terra e non lo sapeva. Il Sud è spesso come nel film Benvenuti al Sud, con paesi campani che hanno la differenziata al 70%. Con estremi tipo Pompei per cui la UE mette a disposizione 105 milioni di € e gli amministratori locali producono progetti per 6 mln di € e, all’opposto il Parco della Grancia in Basilicata, prima cumulo di rifiuti e poi sede dell’applauditissimo cinespettacolo “La Storia Bandita”.  
Insomma per Mantovano che è stato anche magistrato a Lecce c’è da rifarsi un’immagine. 
E lo prova ad esempio il Gargano che con autentiche perle naturali non riesce a emergere come il Salento, ormai noto nel  mondo, per "l’efferatezza di una criminalità ramificata anche nelle attività turistiche". 
Il Prof. Vincenzo Cantore consegna all'on. Mantovano la tessera di socio della Pro Loco
Quindi per lo sviluppo bisogna abbattere la criminalità privandola dei beni frutto delle attività illecite (essenziale la norma che li confisca definitivamente anche agli eredi), codificare gli  appalti con un’unica stazione appaltante presso le Prefetture e reagire anche al cinismo del mondo bancario. 
Un mio amico imprenditore nel Casertano – racconta infine il sottosegretario -  mette in piedi in poco tempo un’azienda edile invidiabile. Gli chiedono il pizzo, rifiuta, gli mettono una bomba ed il giorno dopo la Banca gli chiede di rientrare poiché la bomba aveva cambiato il suo fattore di rischio. In questo caso la Banca è stata peggio degli estorsori, tuttavia non bisogna abbattersi e piangersi addosso, aiutati che Dio t’aiuta” conclude applauditissimo Mantovano che riceve dal Presidente della Pro Loco Vincenzo Cantore una tessera onoraria di socio.

PARTE DELLA CARDUCCI AL CSM, IL COMUNE TENDE UNA MANO ALLA ASL


dall'articolo apparso sul Quotidiano del 29 Ottobre 2011
riproduzione riservata
di Nicola NATALE
Fabrizio Scattaglia, Direttore Generale della ASL di Taranto
Alcuni ambienti della ex Scuola Media Carducci potrebbero essere utilizzati per le attività del Centro di Salute Mentale di Ginosa. Senza che questo interferisca con le normali attività scolastiche dell’Istituto Comprensivo. 
Lo hanno reso noto congiuntamente Michele Catiniello, coordinatore di Cittadinanzattiva e Caterina Giannatelli del Tribunale del Malato. 
La disponibilità è emersa nel corso di un incontro tenuto a Taranto tra il Direttore Generale della Asl di Taranto Fabrizio Scattaglia, il Sindaco Vito De Palma, i dirigenti dei dipartimenti di salute mentale dr. Primiani, Vitucci, Scapati nonché funzionari, assessori e consiglieri comunali competenti. 
Nell’incontro del 25 ottobre è stata formalizzata una proposta a cui gli Uffici e gli Assessorati Comunali hanno lavorato da mesi.  Alcuni locali della scuola saranno destinati alla ripresa delle attività di laboratorio mentre si libererà spazio per dotare eventualmente “l’Ospedaletto” di 4 posti letto per le emergenze legate alle particolari patologie di cui soffrono i pazienti in cura presso il Centro Diurno. 
Parallelamente, presso l’Ospedale di Castellaneta, 14 posti letto dovrebbero essere resi disponibili per esigenze relative alla cura del disagio psichico. 
L’Amministrazione di Ginosa ha inteso offrire la fruibilità dei locali al fine di non appesantire i bilanci della ASL e migliorare al contempo l’assistenza sanitaria in uno dei suoi settori più delicati, in cui le famiglie sono lasciate spesso sole con i propri problemi. Tutte le teorie più accreditate - dice Giannatelli – indicano la necessità di non isolare i malati psichici. 
Per questo la coordinatrice regionale del Tribunale del Malato dr. Silvana Stanzione  con una delegazione di Cittadinanzattiva si recherà a Trieste, dove con budget uguali alla dotazione standard di ogni CSM  hanno  realizzato un’assistenza di eccellenza che sarà descritta in un convegno e se possibile emulata. 
Il numero di persone affette da disagio pare sia notevole ma mancano al momento conferme ufficiali sulla particolare incidenza all’interno del Distretto SocioSanitario n°1 comprendente Ginosa, Castellaneta, Laterza, Palagianello.

sabato 29 ottobre 2011

LE ENERGIE ALTERNATIVE? GRANDI AFFARI PER POCHI.

dall'articolo apparso sul Quotidiano del 28 Ottobre 2011
di Nicola  NATALE
Da sx l'avv. Antonicelli, il segr. SEL Scalera, l'ass.reg. Nicastro, Cristella, Ferrarese, Cassese 
PALAGIANELLO - “Energia alternativa, grande occasione per tutti o affare per pochi?” 
Un convegno importante quanto poco partecipato quello tenutosi mercoledì scorso nella Sala Consiliare per iniziativa del circolo SEL di Palagianello coordinato da Gregorio Scalera. 
Relatori l’Assessore Regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro, il Presidente della Provincia di Brindisi Massimo Ferrarese, Giampaolo Cassese della Azienda“Monti del Duca”, l’avv. Mino Antonicelli ed il collega Michele Cristella. 
Dice Ferrarese: "Ho salvato 7.000 ettari della mia Provincia con delle Linee Guida provinciali, poi annullate dal TAR nel 2009. Era l’unico mezzo per bloccare gli specchi. Ho interessato la Procura della Repubblica per impedire  i giochi dei furbetti che frazionavano le superfici richieste in più impianti in modo che risultassero inferiori ad 1 megawatt. Ciò gli evitava la valutazione di impatto ambientale concessa dalla Regione dopo 36 autorizzazioni. La mia terra era come una bambina violentata per strada, non potevo pensare alla perfetta liceità del mio intervento: dovevo salvarla. Dobbiamo già convivere con una centrale a carbone, quella di Cerano, che con 6.000Megawatt dà energia a metà Italia". 
Di denuncia anche l’intervento di Giampaolo Cassese, titolare di una azienda agricola, l’Antica Masseria Monti del Duca di Crispiano di 200 ettari con 53 dipendenti. 
Ci stiamo internazionalizzando con i nostri prodotti ma devo dire che sono in Valle d’Itria: i veleni jonici sono conosciuti dappertutto e dal Nord arrivano continuamente rifiuti speciali”. L’imprenditore parla inoltre del primo impianto a biogas del Sud nella sua azienda agricola, un impianto di oltre 1,8 milioni di  €  che non può essere connesso alla rete perché le linee elettriche pugliesi sono occupate virtualmente da domande di connessione che sono solo speculative. 
Domande nate solo per vendere autorizzazioni anziché realizzare impianti di energia alternativa. L’impianto che consentirà all’azienda di riciclare i suoi scarti (sansa, siero, deiezioni animali)  ed ottenere energia partirà solo a  Novembre con metà della sua potenzialità produttiva. 
L’azienda rischia la chiusura in conseguenza di questo investimento. 
Che strano - commenta l’avv. Antonicelli - parlare solo delle negatività delle rinnovabili che invece avrebbero dovuto dare benefici ambientali ed economici a tutti i cittadini. 
Invece questi vanno a “società, spesso scatole cinesi, a personaggi legati a filo doppio alle amministrazioni in carica. Per l’impianto fotovoltaico in località Masseria Martellotta a Palagianello, abbiamo informato gli Uffici competenti ma è stato tutto inutile, è stato possibile svellere uliveti ed aranceti trasformando addirittura il demanio in impianto fotovoltaico”. 
Un quadro cupo sul quale è poi intervenuto l’assessore regionale Nicastro: 
ero d’accordo con il decreto Romani che impediva alle grosse imprese di accedere agli incentivi, glielo hanno fatto cambiare di notte e non solo la maggioranza; eppure ormai il fotovoltaico si fa con le pellicole sulle facciate dei palazzi, i pannelli sono già obsoleti”. 
Come Assessorato continua il magistrato ora in politica abbiamo dovuto “subordinare, la tutela dell’ambiente alla Sanità in cui la Regione ha competenze dirette; lo Stato di fatti è l’unico organo competente in materia di Ambiente per cui spesso siamo dovuti intervenire con provvedimenti di tutela della salute”. 
Una guerra lunga e durissima quindi perché "non abbiamo fondi, e gli oneri dei ricorsi al Tar sono rilevantissimi". 
Tuttavia conclude Nicastro "non bisogna bloccare le rinnovabili che sono una ricchezza, visto il no al nucleare, alle trivellazioni, all’eolico off shore a tutela del nostro turismo. La nostra responsabilità politica ci impone di dire dei no, anche perché non possiamo certo produrre tutta l’energia rinnovabile richiesta dalla UE all’Italia in una sola Regione". Resta l'amaro in bocca perché le bollette continuano ad essere salate e del business per i comuni cittadini non c'è traccia.

giovedì 27 ottobre 2011

LATERZA RICONFERMATO GALLITELLI COORDINATORE PD. VINCENTE FRANCESCO PARISI SEGRETARIO PROVINCIALE


dall'articolo apparso sul Quotidiano del 26 Ottobre 2011
di Nicola  NATALE


L'architetto Toni Gallitelli, coordinatore del PD di Laterza
Lucrezia Laforgia
Da sx Rocco Ressa, x, Lorenzo Cardinale, Luciano Santoro al Congresso del PD di Laterza
L’architetto Toni Gallitelli riconfermato coordinatore del circolo PD di Laterza. Con 40 voti contro i 31 di Lucrezia Laforgia. 
Una vittoria prevedibile incentrata sul successo ottenuto alle Ammnistrative del Maggio 2011 con l’elezione a Sindaco dell’ing. Gianfranco Lopane (31 anni) presente al Congresso. Con una fronda interna con la quale il gruppo dominante dovrà confrontarsi. 
Tagliato fuori dal Coordinamento anche Luca Virgilio che pure aveva ricevuto elogi per l’organizzazione della Festa del PD. 
Successo schiacciante per la mozione di Francesco Parisi a segretario provinciale del PD affermatasi a 49 voti contro i 21 dello sfidante Rocco Ressa, sindaco di Palagiano. 
Hanno potuto votare i fedelissimi del PD, tesserati dal 2009 ed in regola con le tessere 2010-2011. 
Sala gremita e partecipazione persino dal PDL con Vito Minei in rappresentanza della minoranza: ”siamo prima di tutto amici e concittadini, poi viene il ruolo politico. Non sono qui per volontà di condividere il potere come hanno scritto”. 
Tra gli alleati, presenti l’assessore Franco Frigiola dell’UDC e il Presidente del Consiglio Arcangelo Cirielli dell’IDV. 
Sebastiano Stano, sfidante di Lopane alle primarie, ha anche offerto il ritiro della candidatura in condizioni di opportunità per la minoranza ma Gallitelli ha preferito la ricchezza del confronto: “non è possibile trovare un accomodamento, se non facciamo un congresso vero saremmo dei pagliacci”. 
Tutta basata sulla necessità di una politica etica ed al femminile la mozione di Lucrezia Laforgia dal nome evocativo: Energia Alternativa. 
Presenti anche Luciano Santoro in rappresentanza di Francesco Parisi e Rocco Ressa, attuale Sindaco di Palagiano in corsa per la carica di segretario provinciale. 
Per Santoro “Parisi è un giovane di Manduria al quale abbiamo chiesto di tornare, era a Roma nella Direzione Nazionale, facendo un investimento per il Partito Democratico, mi preoccupa l’antipolitica per cui con molta attenzione dobbiamo ascoltare quanto dicono gli “indignados”. 
Per Ressa invece la sua candidatura ha l’obiettivo di tornare a far decidere l’Assemblea Provinciale sui grandi temi. 
Ascoltiamo un giorno Pelillo dire no al raddoppio dell’ENI e un giorno Florido dire di sì. 
Ci candidiamo con ingenti finanziamenti all’eccellenza del San Raffaele del Mediterraneo la cui Fondazione sta fallendo e intanto lasciamo che strutture esistenti non vengano poste in condizione di operare per garantire i livelli minimi di assistenza. 
Parisi è una candidatura calata dall’alto, invece doveva nascere dai Circoli”.  
Ma il pur appassionato discorso di Ressa, non accompagnato da una lista di nomi in corsa per la Direzione Provinciale, non ha fatto breccia.

lunedì 24 ottobre 2011

IL PARCO NON ESISTE, LO PULISCONO I VOLONTARI. PER I CANI.


dall'articolo apparso sul Quotidiano di Sabato 22 Ottobre 2011
di Nicola NATALE

L'Anfiteatro di Via Alfieri a Ginosa - Durante la pulizia dei volontari
Volontari si sostituiscono alla normale pulizia del territorio comunale. 
Ieri Angela Verardo, Antonio Pasca e Michele Di Nardo, operatori del Canile di Ginosa, dotatisi del minimo indispensabile hanno pulito l’intera area dell’Anfiteatro di Via Alfieri. 
La zona è a pochi passi dal centro ma non è illuminata anche perché aspetta da almeno venti anni una sua sistemazione a Parco Comunale. 
L’operazione in realtà è stata fatta a beneficio dei randagi perché non si ferissero con le bottiglie rotte ma concludono sarcastici i volontari ”ne beneficeranno anche i figli dei nostri civili concittadini, che potranno fumarsi le canne più spaparanzati di prima”. 
I volontari hanno anche chiamato l’Ufficio Igiene per comunicare loro di andare almeno a riprendersi i sacchi con la spazzatura raccolta. L’iniziativa ha fatto colpo tanto che la richiedono anche a Marina di Ginosa per contrastare un malcostume che sembra essersi diffuso su tutto il territorio nazionale. 
Inascoltati gli appelli di amministratori e comuni cittadini sensibili al decoro. 
Bottiglie e bicchieri in Via Alfieri - Ginosa.
Avvertenza: non è una installazione di arte contemporanea.
Ma come mai il Parco Alfieri non è mai diventato tale? 
Le Amministrazioni si sono susseguite, la carenza dei bilanci pure (non per tutti i capitoli certo) ma per qualche motivo l’area rimane abbandonata, preda delle erbacce e di un monumento allo spreco come il piccolo Anfiteatro mai completato. 
E dire che bisogna piantarci solo alcuni alberi, possibilmente autoctoni e dotarli di un minimo sistema di irrigazione. 
Ma nessuno ne ha mai fatto uno scandalo e soprattutto nessuno sembra aver responsabilità per quell’angolo centrale di Ginosa lasciato al degrado. 
Restano i volontari del canile a stigmatizzare ancora una volta una cattiva educazione ambientale che non è solo addebitabile alla decina di ragazzi che frequentano il posto.

TAVOLO VERDE: AGRICOLTORI, BISOGNA RIBELLARSI!


dall'articolo apparso sul Quotidiano del 23 Ottobre 2011
di Nicola Natale

L'onorevole Paolo Rubino del Tavolo Verde
Agricoltori a convegno con il Tavolo Verde, il movimento animato dall’ex onorevole Paolo Rubino. 
Il Teatro Alcanices di Ginosa ancora una volta a fare da sfondo. 
Sono le pensioni che ormai sostengono a malapena i consumi” dice un coltivatore, la faccia rossa di chi non fa analisi, protetto da uno stipendio sicuro. 
Farsi un giro per le campagne di Ginosa estese per oltre 180 chilometri quadri è desolante, soprattutto d’estate. Il progressivo svellimento dei tendoni non più redditizi libera il paesaggio ma anche la disperazione. 
Ho quasi paura nel primo pomeriggio, qui non c’è più nessuno” ci dice un vecchio agricoltore titolare di una delle tante grandi aziende familiari ora gestite dal figlio ed anch’essa in gravi difficoltà. 
Qui c’era vita ed economia, un mondo, ora niente: l’abbandono. Spingo mio figlio ad andar via, a fare qualche altro mestiere -  ci dice un altro - qui non c’è futuro. 
I terreni fino a dieci anni fa coltivati con cura vengono abbandonati, il territorio lasciato a sé stesso ne risente e con esso l’economia generale di intere cittadine. 
Laterza, Castellaneta, Palagiano, Palagianello, Massafra non sono messe meglio sul versante occidentale della Provincia. 
Resistono poche grandi aziende agricole, incapaci di riavviare l’economia di territori in ginocchio, da cui i giovani, specie quelli più qualificati, scappano. 
L’agricoltura, fino ai primi anni ’90 motore economico del territorio, è stata lasciata al suo destino, irrisa da molti, sostituita da uno sviluppo industriale ed artigianale modesto e da servizi legati alla protezione legislativa e politica, non sorretti da un mercato vero. 
E al mercato si appellano al Tavolo Verde, ad un mercato vero che abbia regole di partenza uguali per tutti. 
Al convegno partecipa anche Giovanni De Canio della UIL che lancia l’ennesimo appello ai coltivatori ad unirsi ed si chiede perché le rappresentanze storiche dei produttori agricoli non siano presenti. 
Bisogna alzare il prezzo del prodotto – dice il sindacalista - non ridurre le paghe già basse dei lavoratori, dove sono le grandi Banche che hanno creato tutto questo, a cosa sono servite le rappresentanze prestigiose all’Unione Europea?
La risposta gli arriva dallo stesso Rubino: “ci hanno provato più volte ad avviare organizzazioni di qualsiasi forma, è sempre andata male, con delinquenti o incapaci nominati nelle segreterie di qualche partito.” 
L'avv. Cristiano Inglese, consigliere comunale di minoranza
Interviene anche l’avv. Cristiano Inglese, consigliere comunale d’opposizione. “Sono qui anche se non invitato, non ho ricette per il problema, osservo però che manca del tutto la difesa del prodotto nazionale a livello europeo. Paghiamo ora il debito  degli stessi Stati che ci fanno concorrenza sleale”.  
Conclude Rubino che sul problema degli agricoltori si spende da almeno 7 anni, quando un presidio di protesta per la crisi di mercato bloccò parzialmente la SS106 nel 2004. 
Il Tavolo  Verde è un movimento - dice Rubino -  non ha bisogno d’essere l’ennesima associazione di categoria di coltivatori, ce ne sono già tante. 
"E’ un’illusione pensare che un’organizzazione anche grossa di produttori agricoli possa cambiare le regole del gioco imposte dalle 5-6 multinazionali che governano il settore alimentare. C’è un produttore romagnolo aderente ad una cooperativa con 6.000 soci, che lamenta gli stessi problemi dei nostri agricoltori: non contano niente nella decisione del prezzo. Il prezzo a cui si vende l’ortofrutta non è diviso nemmeno in tre, tra produttori, trasformatori e distributori." 
In pratica chi coltiva per mesi a volte per  un anno intero ha meno reddito di chi trasforma e vende il prodotto agricolo in pochi giorni. 
C’è bisogno conclude l'onorevole "di una politica agraria a livello europeo e nazionale che dica ai paesi esportatori verso l’Italia: producete per le vostre esigenze alimentari, usate i nostri stessi pesticidi autorizzati, corrispondete ai vostri cittadini le nostre stesse paghe, allora potete entrare nel nostro mercato. 
E’ una battaglia contro la schiavitù e la fame imposta a questi Paesi. Cito un ultimo dato, un quintale di pane 300€, un quintale di grano 14€. 
Non si conclude nulla aumentando a 20€, va ribaltata la piramide, ci vuole una nuova politica agricola. 
E va contrastata la tendenza a produrre beni alimentari per esportazione, ci vuole autosufficienza alimentare. Il mondo agricolo ha il diritto ed il dovere di ribellarsi,  noi ora piantiamo un seme, un albero crescerà".

sabato 22 ottobre 2011

GIN POWER. L’INCENERITORE A BIOMASSE SI PUO’ FARE! LO DICE IL TAR DI LECCE. L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE, CONTRARIA, RICORRERA' AL CONSIGLIO DI STATO

Versione aggiornata dell'articolo apparso sul Quotidiano
di Nicola Natale
Nuova clamorosa svolta sul caso dell’inceneritore a biomasse che doveva essere impiantato a Ginosa in contrada Girifalco.
Una centrale a biomasse realizzata a Tirano, Sondrio Lombardia
La sentenza n. 1670/2011 della Prima Sezione del Tar di Lecce ha respinto il ricorso presentato dal Comune di Ginosa contro il rilascio dell'Autorizzazione unica per un generatore di energia elettrica da biomasse di legno vergine con una potenza di 5 MW. “Il procedimento per la realizzazione di impianti di energia rinnovabile, o comunque l'esito favorevole dell'istanza, non può essere in alcun modo condizionato da qualsivoglia atto di assenso o di gradimento da parte dei comuni il cui territorio è interessato dal progetto” sentenzia l’organo di giustizia amministrativa. Pertanto, concludono i giudici salentini, “in assenza di una efficacia condizionante di tale eventuale deliberazione, può dunque ritenersi pacificamente applicabile l'articolo 14-ter, comma 7, della legge n. 241 del 1990”, secondo il quale “si considera acquisito l'assenso dell'amministrazione il cui rappresentante, all'esito dei lavori della conferenza, non abbia espresso definitivamente la volontà dell'amministrazione rappresentata”. 
In altre parole il parere non espresso alla prima conferenza dei servizi dal Comune di Ginosa è valso per un sì. 
Poco conta che il Comune di Ginosa alla seconda conferenza di servizi si sia detto contrario. 
Alla riapertura della conferenza decisa per verificare i requisiti in materia di filiera corta, il Comune aveva espresso un parere negativo al progetto, ma ciò non aveva bloccato il rilascio dell'Autorizzazione unica. 
Nella sentenza il Tar di Lecce, allineandosi a precedenti pronunciamenti (Tar Lazio, Prima Sezione di Latina sentenza n. 1343/2009 e Corte Costituzionale sentenza n. 124/2010) afferma che “la deliberazione favorevole del Consiglio comunale non è indispensabile ai fini dell'autorizzazione alla realizzazione di impianti di energia rinnovabile.” 
Il tema della costruzione aveva diviso i ginosini durante le elezioni amministrative, anche perché, sosteneva la pubblicità, il progetto Gin Power avrebbe potuto creare un centinaio di posti di lavoro. De Palma, attuale Sindaco del centrodestra e l’avv. Cristiano Inglese (Lista Inglese, IDV, IoSUd) si erano detti nettamente contrari per le sfavorevoli conseguenze ambientali del progetto. Nettamente favorevole il candidato sindaco Felice Bitetti (PD, SEL) poi sconfitto alle elezioni. 
Per niente scomposto il Sindaco De Palma ha commentato al Quotidiano di Puglia: "ricorreremo al Consiglio di Stato. Rispettiamo la sentenza come è normale ma non la condividiamo. Ci sono le Istituzioni ma c'è anche la volontà popolare che si è espressa in maniera ben chiara. La Regione non può espropriare il Comune di fondamentali diritti in tema di gestione del territorio". 
Il Comune quindi si opporrà alla costruzione ed avvio della centrale a biomasse al Consiglio di Stato, il secondo e definitivo grado della giustizia amministrativa. 
Resta da chiarire cosa succederà in caso di conferma della sentenza anche in secondo grado. Ma su questo caso un prossimo  articolo apparirà sul Quotidiano di Puglia.

MINERVA, L'ELEGANTE NOME DELLA CASTELLANETA ANTICA

di Nicola NATALE 

Vincenzo Stasolla, Studente di Archeologia 
Sepolture in C.da Minerva Castellaneta e il frammento che ha dato origine alla supposizione
I nomi dati ai luoghi geografici, i cosidetti toponimi, ci dicono molto sulla natura e la storia dei luoghi. Non di rado però questi stessi nomi sono circondati da un impenetrabile mistero che li rende ancora più affascinanti, soprattutto agli occhi di chi per mestiere scava nella storia. Vincenzo Stasolla studente presso la Facoltà di Beni Culturali ed Archeologici di Bari (Sede di Taranto) e lo storico Dario Petrosino basandosi sul “Guidonis Geographica” un documento del VII°  Secolo dopo Cristo  e sulla convergenza casuale di altri documenti sostengono che l’antico nome di Castellaneta fosse Minerva.  La congettura, con forti pretese di scientificità, deriva dal fatto che  alle diramazioni di un antico tratturo ancor oggi esistente, tra i nomi  di Mutula (Mottola) e Mons Campi (Monte Camplo, Laterza) spicca il nome di Minerva che corrisponde visitando i luoghi, proprio alla Contrada Minerva di Castellaneta dove si estendono gli antichi insediamenti datati a partire dall’Età del Bronzo Medio al Tardo-Romano. Il tratturo, un asse viario tra Ginosa e Laterza corrispondente all’attuale Canale e Bosco San Pellegrino (nome forse dovuto ai pastori transumanti o qualche viandante ascetico) e sul quale Stasolla ha compiuto una serie di studi era adibito, dalla remota preistoria ed ancora nel Medioevo, al passaggio delle greggi che effettuavano la transumanza o venivano portati ai vari luoghi di commercio. Da quel tratturo proseguendo nella direzione indicata da Guidone nel suo “Geographica”, si arriva a contrada Minerva.  “Le Grotte” che iniziano di lì a poco potrebbero essere, secondo questa impostazione, una zona periferica dell’allora impianto urbano che vedeva il suo centro in C.da Minerva, citato ancora nella toponomastica di una carta della Terra d’Otranto del 1655.  Non resta che augurare ai giovanissimi studiosi di continuare le loro ricerche e di gettare ancora luce su un passato che, avaro di testimonianze scritte, parla ancora attraverso pietre, monumenti e reperti più numerosi che mai.

venerdì 21 ottobre 2011

CONSIGLIERI COMUNALI, ARRIVANO LE PRIME NOMINE

Giacomo Cassano,
 Consigliere Comunale (Lista De Palma)
delegato alle Attività Prod. Marketing.
Polizia Municipale
Dopo l’elezione del sindaco Vito De Palma nel Consiglio Nazionale dell’Anci, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, arriva un’altra nomina di rilievo.
Il consigliere comunale Giacomo Cassano è entrato a far parte del Direttivo Nazionale della Conferenza dei Consigli Comunali dell’Anci. 
La Conferenza è l’organo rappresentativo dei consiglieri comunali italiani. 
Giacomo Cassano, 42enne, residente a Ginosa è dipendente del Ministero della Pubblica Istruzione oltre ad occuparsi di strumenti musicali nell’azienda di famiglia.
Per la prima volta alle prese con la politica, è stato eletto in Consiglio Comunale alle ultime Amministrative, nella “Lista per De Palma”, con 165 preferenze. Oggi, come consigliere, ha delega alle Attività Produttive, Marketing e Polizia Municipale. “Far parte del Direttivo Nazionale, avere la possibilità di confrontarsi con i rappresentanti dei Comuni più importanti d’Italia – è stato il suo commento - non può che essere motivo di grande orgoglio e soddisfazione per me e per l’Amministrazione Comunale, che rappresento”.

LATERZA, TERREMO DURO PER GARANTIRE I SERVIZI ALLA PERSONA


L'ass. Frigiola e i responsabili sindacali durante l'incontro a Laterza

18 Ottobre a Laterza, primo incontro di concertazione tra l’assessore alle politiche sociali, Francesco Frigiola, l’assessore al bilancio Mimma Stano e le sigle sindacali provinciali della CGIL (Filomena Principale) CISL (Filippo Turi)  E UIL (Ventruti Giuseppe). 
Presenti anche Rocco Scarati e Mallardi Savino rispettivamente della UIL e SPI-CGL di Laterza. 
L’assessore al bilancio, Mimma Stano, ha illustrato il bilancio 2011, ereditato dal commissario straordinario, ponendo in risalto i tagli dei trasferimenti, del Governo Centrale per 341.000 euro. 
I tagli hanno costretto l'Amministrazione a rimodulare alcune tariffe quali quelle della TARSU, della mensa scolastica, il trasporto scuolabus ed infine a tagliare la spesa sociale. 
L’assessore ha poi evidenziato gli ulteriori tagli che l’ente ha subito ad agosto per 110.000 euro per "un ipotetico e virtuale risparmio ai costi della politica".
L’amministrazione Lopane ha dovuto razionalizzare ulteriormente le risorse, cercando comunque di garantire i servizi essenziali alla persona. 
A tal proposito l’assessore Frigiola ha illustrato come, malgrado i tagli, è stata garantita l’integrazione scolastica agli alunni diversamente abili mediante, tra l’altro, la devoluzione parziale delle indennità degli assessori e col prelievo dal fondo di riserva. 
Ha illustrato le attività ludico-ricreative per contrastare la dispersione estiva dei giovani e la conferma del soggiorno marino e le cure termali agli anziani. 
Con i piani di zona è stata finanziata la gara per l’integrazione scolastica per tutto l’anno 2012.
Senza dimenticare la Ludoteca ed il Centro diurno. 
Il tavolo di concertazione, sindacati e parte politica è  stato un primo approccio che conferma la volontà dell’Amministrazione Laertina di produrre per il prossimo anno un bilancio condiviso con i sindacati, con le associazioni di categoria e di volontariato, con la società civile. Un "segno importante di apertura e di grande democrazia" hanno commentato dalla Sede Comunale.

giovedì 20 ottobre 2011

UN CONSIGLIO LAMPO, SENZA ALCUNA INTERROGAZIONE


dall'articolo apparso sul Quotidiano del 19 Ottobre 2011

di Nicola NATALE

Via Cavese, la zona dove è stato approvato il comparto edificatorio n°26
Seduta lampo del Consiglio Comunale di Ginosa, a seguirla pochi addetti ai lavori. 
Nessuno dei consiglieri ha presentato comunicazioni ed interrogazioni, pur fissate al primo punto dell’ordine del giorno. 
I due punti successivi del Consiglio Comunale del 17 Ottobre erano di natura tecnica, per questo ha relazionato il consigliere delegato ai Lavori Pubblici Vincenzo Di Canio (PdL). 
Maggioranza ed opposizione - con il solo voto contrario dell’avv. Cristiano Inglese (Lista Inglese) -  hanno approvato in via definitiva il comparto edificatorio n°26 corrispondente all’area a destra di Via Cavese, una zona già parzialmente urbanizzata (progettista l’Ing. Paolo Magrini). 
Le perplessità adombrate da Inglese deriverebbero dal lungo lasso di tempo con cui gli organi competenti avrebbero risposto ad un’osservazione presentata da Francesco Bozza, pare si tratti di anni. 
Il Comune ha anche corretto, approvando il terzo punto all’ordine del giorno, gli errori materiali commessi nel riportare l’idrologia superficiale  sulle apposite “tavole” allegate al Piano Urbanistico Territoriale Tematico (P.U.T.T).  I Canali del Consorzio di Bonifica Stornara e Tara ed un corso d’acqua esistente sono stati sistemati là dove effettivamente sono. 
Il P.U.T.T. è una sorta di piano regolatore a livello regionale che detta linee guida ai Comuni per l’assetto delle zone paesistico-ambientali, delle aree di particolare interesse geologico, morfologico e storico. 
Il Piano putt si riferisce all’Accordo del 2001 tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e le Regioni sull’esercizio dei poteri in materia di paesaggio.