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domenica 30 giugno 2013

VIOLENTO ACQUAZZONE A CASTELLANETA MARINA E MARINA DI GINOSA. INCASTRATA UN’AUDI


QUOTIDIANO DI PUGLIA DEL 30 GIUGNO 2013
di Nicola NATALE
E’ stato solo un bell’acquazzone estivo come non se ne vedevano da tempo. Il picco di intensità verso le dieci e trenta, ma nulla di preoccupante a parte le auto bloccate dalla pioggia nelle immediatezze dei sottopassi ferroviari. 
E’ successo a Castellaneta marina in mattinata mentre dal cielo veniva giù una quantità impressionante di acqua. Un’audi, letteralmente sollevata dalle acque, si è incastrata in uno dei sottopassi che consentono l’accesso al lungomare. L’apertura del ponte di borgo pineto ha consentito di alleggerire la coda che si era formata. 
I vigili del fuoco prontamente intervenuti hanno consentito in circa mezz’ora di liberare il passo e consentire il normale deflusso della circolazione. 
L’assessore al turismo di Castellaneta Giuseppe Angelillo, giustamente, ha minimizzato la portata dell’evento. Nel frattempo anche Marina di Ginosa è stata interessata dallo stesso temporale, con le  vie centrali che in un attimo si sono allagate. Troppo grande il volume di acqua per essere istantaneamente assorbito dalla rete di deflusso apprestata per molte vie principali della cittadina marinese. 
Nessun allarme quindi, e per fortuna nessun danno, ma solo il dispiacere di turisti e operatori per un’estate che tarda a partire, nonostante i giorni infuocati di ade, a metà del mese di giugno. In giro le classiche scene di marinesi e turisti in sandalo che attraversano l’acqua alta. Un fastidio passeggero nemmeno lontanamente simile ai giorni dell’alluvione che nel marzo 2011 colpì duramente contrada marinella e alcune zone adiacenti all’asse centrale di via pitagora.

LATERZA ESTATE OLTRE 60 APPUNTAMENTI CON SOLI 30MILA EURO


QUOTIDIANO DI PUGLIA 30 GIUGNO 2013
di Nicola NATALE
LATERZA palazzo marchesale la presentazione del cartellone 2013
Chi andrà via per ferie, probabilmente si pentirà un poco, poiché c’è un evento quasi ogni sera”. Questo il commento del sindaco di Laterza Gianfranco Lopane e dei consiglieri comunali Mariella Bruno e Leonardo Matera durante la conferenza stampa di presentazione della rassegna estiva chiamata “Laterza estate”.  
Per aver speso solo trentamila euro la stagione culturale laertina è zeppa di appuntamenti. 
Questa la cifra impegnata, suscettibile di ritocchi in sú, per i circa 60 eventi che si terranno a Laterza a partire dal 5 Luglio per finire al 22 settembre. Un budget minimo, che incide pochissimo sul bilancio comunale ma che offre spettacoli e sagre per ogni tipo di esigenza. Eventi gratuiti per laertini e turisti che possono risolvere eccellentemente una serata d’estate e che spesso valgono il viaggio fino a Laterza. 
Da sx il cons. Leonardo Matera, il sindaco di Laterza Gianfranco Lopane, il cons. Mariella Bruno
Grazie soprattutto alle associazioni” precisa l’avv. Mariella Bruno, consigliere comunale che fin dall’inizio cura il delicato rapporto con il mondo dell’associazionismo e del volontariato. Inizia con il suo intervento martedì scorso 25 giugno al palazzo marchesale, la presentazione del cartellone messo a punto con il cons. Leonardo Matera che ha la delega principale sulle politiche culturali.
Si deve a quest'ultimo la presenza di corti d’autore nella rassegna (tra gli altri anche quello del laertino Francesco Lomagistro) cineforum e rappresentazioni teatrali. 
Laterza Estate 2013
Il teatro ha registrato un successo insperato portando ad ampliarne la programmazione ed includendovi le esperienze locali. Un’agenda sulla quale Matera ha lavorato fin da marzo, con l’obiettivo principe di farvi  accorrere non solo i laertini. Tutta giocata sul “verde” e sull’ambiente la rassegna che già dal cartellone sottolinea i progressi fatti con il bike sharing, le biciclette pubbliche e soprattutto con l’avvio della raccolta differenziata. 
Senza dimenticare l’isola pedonale di sera nella piazza e nella via centrale, fin dall’inizio uno dei punti fermi dell’amministrazione in carica. 
Scorrendo il cartellone c’è di tutto, dal festival del cabaret ai dibattiti culturali, dai concerti sia popolari che colti allo sport, dal trekking sul fondo della bellissima e selvaggia gravina al cinema d’autore, dalle sagre delle pennette, della pizza, dell’arrosto (una tradizione cultural-gastronomica laertina) ai sipari a corte con tanto di rievocazioni storiche medioevali. 
Giovanni Tamborrino,
premio franco abbiati per mare metallico
Bruno ha sottolineato come nell’intera rassegna “si sia cercato di introdurre temi sociali senza la consueta pesantezza” come con gli Iunema in concerto per l’associazione nazionale tumori. 
Gianfranco Lopane ha sottolineato la collaborazione con puglia open days che consentirà di vedere il 6 luglio la cantina spagnola, una cripta rupestre con immagini sacre e profane risalenti al 1600.
http://ginosanews.blogspot.it/2011/09/salvare-la-cantina-spagnola-di-laterza.html Un'apertura all'esterno che deve valorizzare anche figure “come il maestro Giovanni Tamborrino che nel 2012 ha vinto il premio della critica musicale Franco Abbiati" (n.d.r nella sezione novità assoluta per “mare metallico” trasposizione in musica dell'intreccio tra Taranto, ilva, lavoro, inquinamento e salute).
Secondo il sindaco, che annuncia la volontà di far ottenere la certificazione ambientale all'ente che presiede, “è importante la sinergia con gli altri comuni per valorizzare nella sua interezza Taranto e la sua provincia.” A margine della conferenza  si è iniziato a parlare addirittura di un certo coordinamento con le iniziative degli altri comuni vicini, segnatamente Ginosa (a 5 km) e Castellaneta (15 km).

sabato 29 giugno 2013

GINOSA LATERZA CASTELLANETA INCUBO TARES. INSODDISFAZIONE PER LA RACCOLTA


QUOTIDIANO DI PUGLIA 29 GIUGNO 2012
di Nicola NATALE
Ginosa  secchi in plastica per la raccolta differenziata
Ginosa, Laterza e Castellaneta sotto i colpi della tares, il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi. E ciascuna con situazioni differenziate  per quanto riguarda le loro raccolte dei rifiuti, affidate a ditte diverse, di cui tutti in maniera indistinta si lamentano. 
Basta scorrere blog, web-tv e soprattutto facebook per scoprire intere enciclopedie di disservizi e appelli ad una migliore pulizia. O banalmente farsi un giro per strade urbane e campagne. 
Da una parte ci sono le aziende che per aumentare i ricavi tendono a non rispettare integralmente i capitolati d’appalto, nonostante figure specifiche pagate per sorvegliarne l’esecuzione puntuale, dall’altra la diffusa diseducazione ed indifferenza dei cittadini per il sommo bene dell’igiene e del decoro urbano e delle campagne circostanti. In mezzo la politica.
Un mix fatale che mette in seria difficoltà gli sforzi ammirevoli di quanti si stanno dando da fare per riconvertire al turismo queste cittadine poco conosciute della Puglia, provando a replicare in terra jonica il successo delle terre del salento. 
I cassonetti in uso a Laterza (Taranto)
Ha colpito molto l’approccio alla raccolta differenziata dei rifiuti, vissuta come se si dovesse sperimentare la fusione a freddo, con gente che addirittura postava su facebook foto del cassonetto dandogli l’addio. Non si capiva se con gioia per la scomparsa o con dolore per l'addio.
Volta per volta non vanno bene gli orari, il numero e la grandezza dei secchi in plastica per quanto riguarda il servizio porta a porta, la c.d raccolta differenziata spinta. Ideata e fatta propria dai comuni proprio perché con i cassonetti differenziati pochissimi cittadini si prendevano la briga di separarli. 
A Ginosa il servizio è affidato per sette anni alla teknoservice dal luglio 2012, a Laterza alla ecologica pugliese per nove, a Castellaneta si aspetta che finisca l’appalto di avvenire. Un appalto che a detta di uno stesso componente della giunta Gugliotti, l’assessore Rocco De Marinis “non fu fatto bene”. Per l’assessore “il cambiamento di alcune pedine ed un management più castellanetano” dovrebbe risolvere il problema, ma in generale il timore per come saranno gestiti i rifiuti, soprattutto nelle marine di Ginosa e Castellaneta invase da turisti, è molto presente. 
A complicare il quadro non facile condito da contenziosi giudiziari talvolta con esborsi milionari, discariche, inceneritori arriva ora la famigerata tares. In questi giorni nelle caselle postali di ginosini e castellanetani è piovuto il pagamento dell’acconto della tares. 
La nuova sigla data alla tassa per la raccolta dei rifiuti,
extarsu
Dicesi bene acconto, perché l’ultima rata arriverà entro il 30 novembre per i ginosini e pressappoco negli stessi giorni per i castellanetani. 
L’acconto 2013, almeno per Ginosa, fa pagare la raccolta differenziata dei rifiuti 1,38 euro per metro quadro senza distinzione tra garage o abitazione. Per un appartamento di 90 metri quadri e un box di 27 metri quadri vanno via circa 160 euro. Cosa succederà nei prossimi consigli comunali, visto che per legge bisognerà aumentare di trenta centesimi a metro quadro la tariffa che tenderà a coprire integralmente i costi del servizio? 
In molti temono una stangata. Va detto che però tale maggiorazione andrà a coprire i costi dei servizi indivisibili comunali quali la manutenzione del manto stradale, la pubblica illuminazione ed altre voci. Tuttavia questa maggiorazione non andrà direttamente nelle casse dei comuni: sarà riservata allo stato. E' evidente la non linearità di ragionamento nella concezione della tariffa che mette assieme cose troppo diverse e non direttamente controllabili e si scontrerà tra l'altro con i redditi sempre più magri di gran parte della popolazione. Se da un lato è giusto che i cittadini paghino integralmente il costo del servizio di raccolta rifiuti e mettano mano al portafogli per garantirsi strade decenti, dall'altro deve essere sempre più evidente e trasparente il nesso tra tasse pagate e servizio ricevuto.

NATUZZI IL 1° LUGLIO PRESENTAZIONE DEL PIANO A ROMA. "MA GLI ESUBERI VANNO CANCELLATI" RIBATTE IL SINDACATO


QUOTIDIANO DI PUGLIA 28 GIUGNO
di Nicola NATALE
Salvatore Bevilacqua -feneal uil
Continua a tenere banco la questione Natuzzi con i suoi 1900 esuberi. A riavviare le polemiche, dopo una settimana di scioperi é Salvatore Bevilacqua, segretario generale della feneal-uil: “non può esserci alcun confronto se l'oggetto sono gli esuberi,  Natuzzi deve saperlo con chiarezza”. 
Non siamo disponibili a parlare di licenziamenti, semplicemente perché non si tratta di un'azienda in crisi e quindi non è giusto che i costi delle scelte aziendali debbano essere pagati dai lavoratori”. 
Non è piaciuta nemmeno la scelta aziendale di spostare la presentazione del piano industriale a Roma presso confindustria lunedì 1° luglio, una scelta che a parere di Bevilacqua “esautora di fatto la regione” che pure aveva svolto un ottimo ruolo di mediazione. 
Al di là delle parole di grande stima per il presidente della giunta Nichi Vendola spese da Pasquale Natuzzi sembra che gli esuberi ci siano, anche se non in quel valore assoluto.  
Queste sono almeno le voci che circolano tra i lavoratori che vedono nella loro settimana di sciopero anche un mezzo per riaccendere i riflettori sull’accordo di programma sottoscritto a Roma a febbraio del 2013. 
Quei famosi 151 (…) milioni di euro su cui governo, impresa, sindacati ed enti locali si erano impegnati al rilancio del distretto pugliese e lucano del mobile imbottito. 
In mezzo a tutto questo c’è “l’accordo dell’ottobre del 2011 che ora Natuzzi è chiamata a rispettare” precisa però Bevilacqua, per il quale i 1900 esuberi non sono affatto “il frutto di una crisi aziendale ma della scelta di delocalizzazione fatta dall’azienda”. 
Secondo il sindacalista i dipendenti del gruppo Natuzzi sarebbero aumentati “da 3.500 ad 8000” negli ultimi anni, come conseguenza diretta di dismettere gli insediamenti locali e aprire sedi all’estero nei mercati emergenti. 
Tuttavia dopo questa  premessa, si aprono le premesse per ulteriori accordi perche così conclude Bevilacqua “siamo disponibili ad un piano che richiede sacrifici ma in un futuro in qualche modo diverso devono lavorarci tutti”. 
NATUZZI lo stabilimento di Ginosa nella zona artiginale di c.da Bandiera
Intanto negli stabilimenti di Ginosa e Laterza si sono chiusi gli incontri azienda-lavoratori per la definizione delle ferie estive. 
Le voci di una chiusura dello stabilimento di Ginosa già dal mese di luglio si sono rivelate infondate e il periodo di sospensione delle attività per Ginosa andrà dal 29 Luglio al 16 Agosto con ritorno il 19. 
Diversa la faccenda a Laterza che per il suo ruolo di taglio centralizzato delle coperture e delle pelli dei divani per tutti gli stabilimenti pugliesi scaglionerà le ferie dei dipendenti dal 15 luglio fino a fine agosto. L’attività degli stabilimenti è ritornato dunque alla normalità. 
Naturalmente non si sono spenti gli echi della settimana di sciopero tra i dipendenti, aiutati anche dal clamore mediatico cercato ed ottenuto. 
I lavoratori sono frastornati dal giro frenetico di dichiarazioni ma sanno anche che la questione degli esuberi è reale e molto complessa. E che non si potrebbe chiudere nemmeno aprendo la mobilità per i cassintegrati a zero ore che non hanno più interesse a difendere il loro posto di lavoro aderendo alle manifestazioni. Tra i lavoratori c’è la consapevolezza che molti di loro non esiterebbero ad impugnare la mobilità, facendo valere carichi familiari o particolari condizioni. 
Il rebus si scioglierà, come già detto il 1° luglio, a Roma con, si spera, un probabile ridimensionamento dello spaventoso numero di 1900 esuberi. 
Nel frattempo ha creato ulteriore tensione la scelta aziendale di mettere in cassa a zero ore, pare per un solo giorno, alcuni dipendenti dei reparti commerciali ed amministrativi che per una volta avevano solidarizzato con gli operai nella protesta del 19 giugno a Bari, sotto la presidenza della regione.

giovedì 27 giugno 2013

GINOSA / RIDOTTA L’IMPOSTA DI SOGGIORNO. IL SINDACO: "BIASIMO OPPOSIZIONE E CERTA STAMPA, NOI ANDIAMO AVANTI"


QUOTIDIANO DI PUGLIA 27 GIUGNO 2013
di Nicola NATALE
Accordo trovato sull’imposta di soggiorno: sarà rimodulata ed applicata per un periodo più ristretto. 
Lo fanno sapere sia l’amministrazione comunale di Ginosa retta dal sindaco Vito De Palma che Federalberghi, le quali  torneranno ad incontrarsi due volte l’anno, a fine estate ed in primavera, per un monitoraggio e valutazione delle tariffe applicate. 
In particolare la cifra a carico dei turisti scenderà da 2,5  a 2 euro al giorno per gli alberghi da quattro e tre stelle, mentre resta fissata a 1,50 euro per gli agriturismi e a 1 euro per bed and breakfast e per tutto il settore dell’extra alberghiero. 
Giacomo Cassano,
cons.com. delegato
 al marketing
Dal prossimo anno “il periodo di alta stagione sarà ridotto dal 15 giugno al 15 settembre” dice il consigliere Giacomo Cassano, delegato al marketing territoriale il quale precisa anche che “gli introiti saranno destinati a finanziare la partecipazione degli operatori turistici a fiere di settore ed a potenziare il servizio di bus navette che passerà anche dalle strutture ricettive di Marina di Ginosa”. 
In ogni caso il gettito sarà destinato solo a servizi pubblici per il turismo. Alla riunione di martedì si è arrivati dopo un pesante botta e risposta tra maggioranza di centrodestra e pd marinese ed in particolare col suo segretario, Margherita Zanelli. 
Non solo, Geraldo Fatone, direttore dell’unico grande villaggio turistico marinese, il torre serena, si era detto fermamente contrario all’imposta pur riconoscendo la grande collaborazione offerta sempre dall’amministrazione comunale e l’ottimo rapporto con il sindaco in carica. http://ginosanews.blogspot.it/2013/05/marina-di-ginosa-il-direttore-di-torre.html
Leggermente diverse le valutazioni dopo l’incontro di martedì scorso che ha portato alla modifica degli importi originari e alla riduzione del periodo di alta stagione fissato inizialmente da aprile ad ottobre. Alla fine però i toni si sono rasserenati e anche la nota della federalberghi parla di “percorso condiviso” pur facendo notare che “l’incontro è avvenuto a delibera già approvata, senza aver ascoltato prima le associazioni sindacali”. 
Per gli albergatori la riunione è stata caratterizzata da “un lungo ed articolato confronto, complicato da posizioni difficili da conciliare”. 
Per l’amministrazione si è invece trattato di “un’approfondita ed ampia discussione, i cui toni sono stati estremamente propositivi e costruttivi”. 
Francesco Palmisano,
federalberghi Taranto (taranto sera)
La crisi economica ha investito anche il settore del turismo ha detto il presidente prov. di federalberghi, Francesco Palmisano e abbiamo dovuto raccogliere “il risentimento degli operatori del turismo marinesi che si sono ritrovati ad accogliere i primi turisti della stagione estiva 2013, dovendo spiegare che le tariffe proposte nelle guide e nei siti, o addirittura già concordate, dovevano subire un ritocco in alto per la nuova tassa di soggiorno decisa dalla amministrazione comunale”. 
Ma alla fine evidentemente sia federalberghi che confcommercio presenti con la dr.ssa Simona Giorgi, Pino Mele e Mino Malagnini hanno dovuto convenire sulla  necessità “per l’ente comunale di Ginosa di trovare risorse per garantire i servizi che hanno consentito di portare a casa la quindicesima bandiera blu, l’unica peraltro in provincia di Taranto”.
Vito De Palma,
sindaco di Ginosa dal giugno 2011
L'incontro amministrazione-federalberghi non si è esaurito nella composizione del disaccordo nato sull’imposizione di una tassa che prima non c’era. Il sindaco Vito De Palma  ha voluto “biasimare in maniera ferma chi, dalle opposizioni a certa stampa che parrebbe purtroppo essere orientata politicamente non perde occasione per tentare, in verità in maniera estremamente maldestra, di criticare e protestare su ogni iniziativa dell’Amministrazione comunale invece di collaborare e proporre”. “Prendiamo atto di tali comportamenti, a noi non resta che continuare a lavorare non solo per ottenere la Bandiera Blu e le tre Vele di Legambiente, ma anche per continuare in quella incessante opera di miglioramento dei servizi ai cittadini e di tutela dell’ambiente.”

martedì 25 giugno 2013

L'AMMINISTRAZIONE SI FA IN QUATTRO PER PREVENIRE GLI INCENDI


 dal palazzo comunale                  25 GIUGNO 2013
La settimana scorsa (n.d.r. quindi prima degli incendi del giorno 24 e 22 di cui parliamo in altri post http://www.ginosanews.blogspot.it/2013/06/giornata-nera-di-incendi-ginosa-e-le.html http://ginosanews.blogspot.it/2013/06/ginosa-il-solito-incendio-al-pilaccio.html) si è tenuta presso l’aula consiliare del Comune un secondo incontro operativo per il servizio antincendi con tutti i rappresentanti delle varie associazioni di volontariato presenti sul territorio nonché i comandanti delle stazioni del Corpo Forestale dello Stato di Marina di Ginosa e del Posto Fisso del Corpo Forestale dello Stato di Marina di Ginosa ed i responsabili ARIF. 
Stefano Notarangelo,
consigliere delegato alla protezione civile
Ha presieduto l’incontro il consigliere comunale alla Protezione Civile, Stefano Notarangelo con la presenza dell’assessore al Verde Pubblico ed Arredo Urbano, Mario Toma.
Mario Toma,
assessore al verde pubblico
Ho voluto esternare a tutti i presenti,– commenta il consigliere comunale Stefano Notarangelo – a nome dell’intera amministrazione comunale ed in particolare del sindaco Vito De Palma, le congratulazioni per il lavoro compiuto la scorsa stagione estiva con l’auspicio di poter ripetere lo stesso risultato quest’anno. (n.d.rqui di seguito alcuni link ai agli eventi che hanno caratterizzato lo scorso anno in tema di incendi e prevenzione http://ginosanews.blogspot.it/2012/07/marina-di-ginosa-ancora-incendi-alla.html http://ginosanews.blogspot.it/2012/08/ginosa-contrada-cignano-riprende.html)
I lavori sono stati caratterizzati individuando le attività di ‘prevenzione’ al fine di scongiurare disastri devastanti all’ambiente e, non per ultimo, alla tutela della pubblica incolumità. 
La prevenzione – continua Notarangelo – è, e deve essere, il punto di forza per evitare gli eventuali danni considerato il vasto territorio comunale da proteggere. 
Marina di Ginosa, la pineta regiona dopo il disastroso incendio
che l'ha colpita il 17 ed il 18 Luglio 2012
Oltre al progetto comunale, presentato ed approvato dalla Regione Puglia, vi è anche una compartecipazione di fondi comunali per far fronte alle esigenze economiche di carattere logistico – operativo e dare la concreta possibilità di esercitare le varie attività alle associazioni di volontario coinvolte. 
L’invito è rivolto a tutti i cittadini ed utenti ad assumere un comportamento di grande senso civico nel segnalare eventuali incendi nelle aree pinetate e non. 
Essere dei cittadini ‘vigili’ senza assumere, così come spesso accade, comportamenti di assoluta indifferenza. 
In questi casi – conclude il delegato alla Protezione Civile, Stefano Notarangelo – a pagarne le spese è il nostro territorio e il futuro delle nuove generazioni”. 
Il Corpo Forestale dello Stato di Marina di Ginosa ha comunicato che da quest’anno è attiva, in caso di emergenza, una sala operativa unificata e con il numero telefonico dedicato 1515. 
Il servizio antincendio, con il controllo continuo del territorio, continua la nota comunale - è svolto dalle associazioni: Radio CB Help 27 S.E.R., “Misericordia”, “I Cavalieri della Madonna D’Attoli” e “Pronto Amici in Aiuto” di Ginosa. È già attivo dal 24 giugno 2013 e si protrarrà, fino a fine emergenza, al 20 luglio 2013 (dalle ore 10,00 alle ore 18,00). Dal 21 luglio, invece, fino a fine emergenza, H24.

lunedì 24 giugno 2013

GIORNATA NERA DI INCENDI. GINOSA E LE SUE CAMPAGNE IN MANO AI PIROMANI


di Nicola NATALE
Ginosa la strada di Cavese. A sinistra parte della zona interessata dagli incendi nella giornata del 24 Giugno 2013
Una sequela incredibile di incendi ha colpito le periferie di Ginosa e le campagne di Castellaneta. 
Il primo si è verificato stamane intorno a mezzogiorno sulla collina che sovrasta la caserma dei carabinieri, in via caduti di nassirya. Se ne sono andati in fumo una trentina di ettari di macchia mediterranea, oltre ad alberi anche centenari di ulivo. 
Ma anche i tanti rifiuti abbandonati nei pressi della lama  di cavese hanno preso fuoco. I vigili del fuoco di stanza a Castellaneta non sono potuti intervenire perché impegnati in un altro grosso incendio tra Mottola e Gioia del Colle, nella gravina di petruscio.
Castellaneta,
incendio di stoppie lungo la provinciale 8,
in contrada magliari.
L’intervento pur tempestivo degli uomini della onlus ser e dell’arif, l’agenzia regionale per le attività irrigue e forestali, non ha potuto salvare quasi nulla, anche perché complicato dal forte vento di ponente. 
Una circostanza non casuale scelta da chi probabilmente ricorre a questo infame giochetto per i più svariati motivi. 
Volta per volta si dà la colpa ad allevatori che vogliono ottenere erba fresca per le greggi, ai proprietari che si liberano così da stoppie ed erbacce in cunette e terreni, ai raccoglitori di asparagi che credono di propiziare così l'attecchimento di quella pianta, ignari di procurare danni incalcolabili al paesaggio e alle casse comunali e regionali. Senza trascurare la pista più ovvia del piromane, come accadde l'anno scorso a Matera, dove un giovane originario del luogo ma residente a Torino si divertiva durante le vacanze passate dai nonni a dar fuoco. 
Gli interventi, pur se eseguiti la maggior parte delle volte da volontari, hanno comunque dei costi vivi e dei rimborsi che vanno onorati da parte delle amministrazioni ormai sempre più in difficoltà nel controllo del territorio. Anche perché la sensibilità al verde ed al paesaggio è presente in una frangia assolutamente minoritaria della popolazione. Inutili finora gli appelli all’importanza del verde e le centinaia di ore scolastiche dedicate all’ambiente ed alla sua tutela. 
Incendio di teli nelle campagne
tra Ginosa e Castellaneta
Giuseppe Ungherese, responsabile della onlus che a Ginosa si occupa della protezione civile, ci racconta delle ennesima giornata vissuta tra mille emergenze. 
All’incendio nella zona cavese di Ginosa, puntualmente sfigurata in molte zone periferiche dal nero dell’erba e degli alberi arsi, ne è seguito in giornata un’altro che ha messo a rischio proprietà ed animali dell’azienda Matarrese, in contrada casone dogana. Qui sono dovuti intervenire i vigili del fuoco assieme al ser che poi non ha potuto accorrere ad un altro incendio in zona pescarella ed in contrada lama di pozzo.
Sempre il 24 Giugno ha preso fuoco anche la gravinella in c.da Malderizzi a Castellaneta, le stoppie di terreni coltivate a grano sempre nella stessa zona e cumuli di teli per la copertura delle colture. Anche qui incendi ripetuti puntualmente ogni anno nonostante la zona sia coltivata intensivamente. Per finire un altro incendio a Marina di Ginosa in viale pitagora: un suolo non ripulito dalle erbacce ha preso fuoco dando subito il via alle operazioni di spegnimento.

sabato 22 giugno 2013

GINOSA / OPPOSIZIONE AL BUIO. "ECCO PERCHE’ ABBANDONIAMO L’AULA"


L'opposizione consiliare di Ginosa al completo.
Da sx Enzo Giannico (pd) Cristiano Inglese (lista inglese) Felice Bitetti (pd)
Massimo Castria (lista inglese) Emanuele Rosato (pd)
di Nicola NATALE
Il gioco non è nuovo: consiste nel fornire i documenti all’ultimo momento all’opposizione per tenerla all’oscuro di tutto ed impedirgli di fare il suo dovere. 
O metterla in condizione di non nuocere, a seconda di come la si vede, specialmente se si è in maggioranza.
 E’ questa la principale denuncia di pd e lista inglese durante la conferenza stampa tenutasi giovedì scorso 20 giugno al caffè del borgo antico. 
La minoranza ha segnalato il tutto al prefetto parlando “di procedure anomale del sindaco e della sua maggioranza che non rispettano il ruolo e la sovranità del consiglio comunale”
Nell’ultimo consiglio comunale tenutosi il 15 giugno, tra i punti aggiuntivi spiccava la “rigenerazione urbana” di Marina di Ginosa
Ancora una volta i documenti” denuncia l’opposizione di centrosinistra “sono stati disponibili solo un giorno prima con la relativa impossibilità di studiare cosa si andava ad approvare”. 
Si tratta di interventi in aree sensibili, come la parte costiera e il tessuto urbano di Marina di Ginosa. Soprattutto per la questione esplosiva, relativa all’accesso ai lidi ed alle spiagge libere attraverso la pineta. Una questione molto controversa per le evidenti disparità di accesso all’arenile di Marina di Ginosa lungo oltre 5 chilometri
Marina di Ginosa - lo sbarramento operato in Via Arno
Felice Bitetti, capogruppo consiliare pd, fa notare come manchino il timbro e la firma del professionista incaricato sulla relazione e sulle tavole prodotte, ma soprattutto non comprende “l’urgenza di portare in consiglio detto piano poiché la legge regionale che disciplina la rigenerazione urbana è la n°21 del 2008”
Sempre secondo il consigliere “non rileva nemmeno la scadenza del bando regionale del 17 giugno poiché nel bando si parla di piano strategico di rigenerazione urbana approvato, mentre il consiglio era chiamato ad adottare il documento preliminare”. 
Senza contare il rapido obbligatorio passaggio informativo alla cittadinanza il 14 giugno scorso, sostanzialmente ignara di quanto si va approvare. 
Tra i rilievi della minoranza anche “l’estrema celerità di redazione del piano, con incarico dato l’11 giugno  e il piano consegnato tre giorni dopo”. 
“E’ questa la vera ragione per la quale abbiamo abbandonato l’aula” sostengono ad una voce i 5  consiglieri dell’opposizione. 
Il capogruppo Cristiano Inglese, oltre a far notare l’incongruenza “dell’approvazione di un piano in fretta e furia visto che si viene da dieci anni di buona amministrazione”, è tornato sulla questione delle sentenze che vedono il comune di Ginosa soccombente rispetto alle aziende che hanno eseguito la raccolta rifiuti. 
Secondo Inglese c’è il rischio che si “alzino le aliquote tares ed imu  e propone con gli altri (Massimo Castria, Enzo Giannico, Emanuele Rosato) l’istituzione di una commissione che faccia luce sul perché si sia scelto di non pagare subito quanto dovuto, ma dopo anni con interessi moratori e spese legali notevoli. 
Un attacco a tutto tondo che segue di poco la risposta piccata dell’amministrazione comunale sull’imposta di soggiorno istituita recentemente ed avversata dal solo pd. 
Enzo Giannico concludendo ha fatto un passaggio anche sull’eventuale rischio di dissesto del comune e sulle voci di difficoltà nel pagamento degli stipendi. “Il Comune di Ginosa è solido” chiarisce Enzo Giannico del pd “ma sicuramente c’è il rischio che si debbano alzare le tasse di molto per sopperire alle troppe spese su servizi non essenziali”.

LATERZA, PIAZZA CENTRALE VIETATA ALLE AUTO


Laterza, piazza v.emanuele diventa isola pedonale in estate (xmas photo)

















dal palazzo comunale di Laterza

Torna a Laterza per il terzo anno di seguito l’Isola Pedonale estiva, iniziativa dell’Amministrazione inserita nell’ambito del pacchetto di interventi  per favorire la mobilità sostenibile. 
L’obiettivo  è quello di ridurre la  circolazione veicolare serale garantendo la libera fruizione della piazza da parte dei cittadini e dando la possibilità a pedoni, bambini e bici di passeggiare tranquillamente tra le strade del centro. 
A ciò va aggiunto che con l’Isola Pedonale Estiva si vuole migliorare la qualità dell’ambiente e la salubrità dell’aria per i cittadini che si intrattengono  presso i numerosi chioschi di piazza Vittorio Emanuele o che vorranno seguire gli spettacoli e le manifestazioni previste nel fitto calendario di LaterzaEstate 2013.
La zona a traffico limitato sarà istituita dalle ore 21,00 alle ore 24,00 in piazza Vittorio Emanuele ed in via Roma nel periodo dal 15 giugno al 15 settembre. Nei giorni feriali Via Roma sarà chiusa all’altezza di Via Porta Pia, mentre sabato, domenica e festivi la chiusura sarà estesa fino a Via Cormons.
La sosta nel periodo di validità della zona a traffico limitato nell’area di piazza vittorio emanuele è sempre interdetta, mentre la circolazione è riservata ai mezzi al servizio di persone diversamente abili, ai mezzi delle forze dell’ordine, ai veicoli per i servizi di soccorso, protezione antincendio e pubblica assistenza, ai  residenti nel centro storico nel tratto di piazza vittorio emanuele compresa tra via g.b. vico, via fontana e via giannone.

METAPONTO ANNESSA A GINOSA. CHI L'AVREBBE MAI DETTO?

Il Quotidiano della Basilicata
Spesso per lamentarci della scarsa attenzione nei confronti del territorio, abbiamo minacciato di passare armi e bagagli nelle braccia, si presume più attente, della provincia di Matera e della Regione Basilicata.   Chi l'avrebbe mai detto che a Metaponto, pensavano di fare la stessa cosa in senso inverso, di passare cioè ad essere la seconda frazione di Ginosa e di divenire pugliesi?
Certo, è solo una provocazione, come dice evidentemente il titolo di un articolo del Quotidiano della Basilicata di circa due anni fa.
L'articolo casualmente ripescato contiene una morale più che mai valida di questi tempi. E' vero che l'unione fa la forza, ma comuni e cittadini devono imparare a far da sè ed a sfruttare oculatamente le proprie risorse, invece di aspettare la manna dal cielo o continuare a spremerle ai soliti cittadini onesti e poco furbi.
Per i ginosini ed i marinesi però,  e per chi vi scrive, questa è stata una vera sorpresa. (nicola natale)

venerdì 21 giugno 2013

GINOSA IL SOLITO INCENDIO AL PILACCIO, REGNA L’INDIFFERENZA


Ginosa, incendio alle porte della città, all'antico abbeveratoio detto "il pilaccio"

QUOTIDIANO DI PUGLIA 22 GIUGNO 2013
di Nicola NATALE
Un vasto incendio di oltre tre ettari alle porte della città. Ginosa nuovamente avvolta dalle fiamme grazie probabilmente all’opera di balordi. E’ successo intorno alle dodici e trenta  presso la stazione di benzina agip in via matteotti. Sono intervenuti come al solito il servizio emergenza radio, la protezione civile di ginosa ma alle quattordici la collina soprastante l’antico abbeveratoio detto “pilaccio”, coperta di residui di macchia mediterranea ed erbacce, è andata completamente in fumo nell’indifferenza generale. 
Sempre quello stesso posto ogni anno è  oggetto di incendi, probabilmente da qualcuno che vuole riportare il deserto che ha in testa anche nell’ambiente. In questi giorni è iniziata una lunga serie di incendi, tra Ginosa e Marina di Ginosa. 
Il primo rogo quest’anno si è registrato nella frazione costiera, nell’area militare già oggetto in passato di un altro devastante incendio, senza scordare quello mega che ha mutilato orribilmente nel luglio del 2012 l’ingresso a Marina di Ginosa.  Qualche tempo dopo i carabinieri avrebbero individuato l’autore del primo incendio nella frazione costiera nel solito irresponsabile che avrebbe appiccato il fuoco invece di arare o decespugliare a dovere il proprio terreno. 
GINOSA -la collinetta al di sopra della stazione bruciata come avviene ogni anno
A seguire, giovedì scorso, un altro incendio alla circonvallazione sud in zona costa della crognola e 4 mimose ha allarmato la popolazione residente. La vastità del fronte ha imposto l’intervento dei vigili del fuoco assieme ai volontari della protezione civile ed alla polizia municipale, che cercava di rendere agevole l’arrivo dei mezzi dalla stretta viabilità di accesso alla zona, non accessibile dalla circonvallazione sud.  
Sempre in questi giorni altri numerosi focolai sono stati spenti o solo tenuti sotto controllo dagli incaricati o dai volontari, mentre la popolazione sembra assistere rassegnata a quello che è il cliché di ogni estate. Di volta in volta si attribuisce la colpa ai piromani, agli incauti proprietari di terreni che per liberargli dalle erbacce o dalle stoppie gli danno fuoco, ai pochissimi pastori che ottengono così erba fresca alla prossima primavera o alla semplice inciviltà di chi getta la propria sigaretta. Stupisce la persistente, diffusa insensibilità al verde, ormai decimato in molte delle aree periferiche ginosine. Verde tanto più prezioso, quanto più il clima diventa torrido.

SCETTICISMO TRA GLI OPERAI NATUZZI. ROULETTE RUSSA PER CHI RIMARRA' DOPO I TAGLI ANNUNCIATI


QUOTIDIANO DI PUGLIA 21 GIUGNO 2013
di Nicola NATALE
Il Quotidiano di Puglia
del 21 giugno 2013
Scetticismo. Si potrebbe sintetizzare così lo stato d’animo di molti dopo la tregua imposta agli scioperi degli stabilimenti Natuzzi. 
Intanto l’azienda ha incontrato ieri a Santeramo con l’addetto alle relazioni industriali Vincenzo Di Taranto i rappresentanti sindacali che lavorano negli stabilimenti e i segretari regionali. 
Scopo dell’incontro, avvenuto dopo una riunione mattutina a Jesce nei pressi Matera da parte degli stessi sindacalisti, è chiarire i termini dell’accordo di Bari di mercoledì scorso che ha messo fine agli scioperi.
 E cioè presentazione del piano industriale entro il 26 Giugno e ridefinizione delle turnazioni per cassa integrazione, delle chiusure estive e delle riaperture. Bocce ferme fino ad allora con la promessa da parte dei sindacati di tornare a scioperare in caso di comportamenti poco chiari. 
Tutto questo fino ad ottobre quando la cassa integrazione guadagni terminerà ed azienda e lavoratori saranno messi di fronte ad un bivio drammatico: resa alla concorrenza o rilancio del distretto del mobile imbottito. 
Natuzzi  Lo stabilimento di Laterza
Per intanto da ieri è lentamente ripartito lo stabilimento di Laterza dal quale dipendono tutti gli altri. Nell’immenso opificio in contrada madonna delle grazie si esegue il taglio centralizzato mentre gli altri stabilimenti che realizzano il cucito come quello di Ginosa si tornerà al lavoro gradualmente dopo un giorno dalla ripresa dei tagli.
Lunedì invece ripartiranno quelli di Matera a Jesce dove c’è l’assemblaggio. Ad una parte dei colletti bianchi, quelli che hanno partecipato alle agitazioni accusa il sindacato,  il ritorno al lavoro sarebbe stato posticipato di alcuni giorni. Un chiaro monito, secondo alcuni. Naturalmente tutti sono scettici sulla possibilità di un reale cambio nel numero di quegli esuberi, 1900 contro 2700 dipendenti diretti. Forza lavoro totale che qualcuno fa arrivare fino a 3200 persone coinvolte nell’industria del salotto che rischia di scomparire dal quadrilatero costituito da Santeramo, Matera, Ginosa e Laterza con dipendenti che praticamente vengono da almeno una decina di centri, e non tutti vicini.  
E’ una vertenza difficile quella della Natuzzi, non solo per i numeri imponenti, ma anche per la complessità del processo produttivo e dei mercati internazionali di un settore così particolare. 
Massimo Vasco,
dipendente e rsu cgil
Su tutto domina” ci dice Massimo Vasco, rappresentante sindacale “la volontà di capire cosa succede dopo ottobre, in quanto luglio-agosto sono periodi morti, è per questo che abbiamo forzato l’azienda a dire cosa intende fare non solo a noi che in fabbrica ci lavoriamo, ma anche alle istituzioni”. 
Coinvolgere la regione nelle intenzioni del sindacato è servito ad evitare che si presentasse l’ennesimo piano industriale che dopo qualche mese era carta straccia. 
Alcuni di questi erano stati anche appesi ai muri degli stabilimenti fino a quando non sono stati superati dalla realtà delle cose” ci dice il rappresentante sindacale con 12 anni di esperienza nel mondo natuzzi. Il perdurare della crisi ha reso inutili anche i due anni di cassa integrazione ministeriale. Il periodo concesso per la ristrutturazione e riconversione è quindi scaduto senza aver ridotto il numero degli esuberi e soprattutto senza aver riqualificato il personale che aveva mansioni rese inutili dal modificarsi della struttura e della composizione dei divani. 
E il futuro? 
Può essere nell’arredo casa come indicato persino in ambiente regionale che vede criticare l’esiguità dei suoi 40 milioni di euro a sostegno del settore dalla stessa impresa sulle cui caratteristiche era stato cucito? Il problema secondo alcuni è “nella catena di negozi monomarca che sarebbero puro restyling di negozi fallimentari di altre aziende di divani con lo stesso personale”. Quindi una strategia commerciale che è da rivedere di sana pianta. Va detto in ogni caso che il mondo natuzzi è troppo complesso ed esteso per essere raccontato con un solo articolo.

giovedì 20 giugno 2013

NATUZZI SCIOPERO SOSPESO, PIANO INDUSTRIALE NOTO TRA UNA SETTIMANA


BARI - L'incontro promosso dai sindacati con Natuzzi in Regione
QUOTIDIANO DI PUGLIA 20 GIUGNO 2013
di Nicola NATALE
Sciopero sospeso, da domani si torna gradualmente al lavoro negli stabilimenti e negli uffici di natuzzi spa. E’ l’effetto dell’incontro tenutosi a Bari ieri presso la presidenza della regione Puglia sul lungomare nazario sauro. Con il congelamento dei calendari che imponevano l’ulteriore riduzione al 25% della capacità produttiva dello stabilimento di Laterza. E i nuovi calendari che saranno decisi da giovedi prossimo in una riunione a Matera Jesce cui parteciperanno anche i rappresentati sindacali. Turnazioni che avevano dato origine allo sciopero in corso da una settimana, anche per la scelta tutta aziendale di tenere alcuni a zero ore ed altri a tempo pieno. 
La protesta sotto la Regione a Bari
Scelta sempre contestata dai sindacati ma senza arrivare mai ad un compromesso con l’azienda. La riunione è durata circa tre ore ed ad intervenire sono stati i segretari regionali dei sindacati maggiori per i quali tutte le criticità rimangono, ma vale l’impegno del presidente Pasquale Natuzzi a presentare entro una settimana il piano industriale che delineerà il futuro del gruppo. Un colosso industriale con stabilimenti in Cina, Brasile e Romania le cui perdite iniziate nel 2007 non accennano a diminuire (meno ventisei milioni di euro nell’anno scorso) pur all’interno di un fatturato che raggiunge la vertiginosa cifra di 468 milioni di euro nel 2012. Sono questi i dati che hanno indotto il gruppo ad annunciare l’ulteriore aumento degli esuberi arrivati a 1900 contro un numero totale di 2700 dipendenti. Numeri catastrofici che piombano come macigni nel territorio già desolato dell’economia pugliese, e che hanno indotto per la prima volta parte dei colletti bianchi ad unirsi alle manifestazioni di protesta portate fino sotto la casa madre a Santeramo martedì scorso. Obiettivo comune impedire la decapitazione del distretto del mobile imbottito che con fatica questi anni la regione Puglia aveva provato a strutturare e a dargli importanza e caratura nazionale. Fino a giungere alla firma del fatidico accordo di programma da centounomilioni di euro e che ora sembra carta straccia, mentre prima era visto come l’ancora di salvezza. 
Natuzzi protesta a Bari. ph Rossano Percoco
La giornata era iniziata con sette pulmann che da Laterza e da Santeramo sono partiti alla volta di Bari per scaricare non solo gli oltre 350 manifestanti ma anche la loro rabbia, il loro dolore e la loro angoscia. Un clima acceso fin dentro alle stanze ovattate della Regione. Non sono piaciute le parole di Natuzzi sul cattivo trattamento che avrebbe avuto dall’Italia che lo avrebbe costretto ad andare altrove e soprattutto quelle sulla scarsa entità dell’accordo di programma. Ma anche il suo tono assertivo, condito da qualche espressione colorita hanno fatto sollevare più di qualche sopracciglio, prima che il tono ufficiale, il linguaggio ricercato e preciso che caratterizza questi incontri rendesse più disteso e pacato il confronto mediato dal presidente Vendola. Il quale avrebbe preso l’impegno di contattare i vertici inps e del ministero dello sviluppo per sbloccare la complicata partita contabile che ha visto il gruppo natuzzi svenarsi per anticipare la cassa integrazione straordinaria.
Un’ulteriore iniezione di tranquillità che spegne sul nascere le voci di possibili ritardi o addirittura impossibilità nel pagare gli stipendi, circostanza smentita seccamente dagli stessi vertici aziendali. Tutta da chiarire invece la voce circolata sulla possibile ulteriore concessione di altri due anni di cassa integrazione. 
Il presidente della giunta regionale pugliese Nichi Vendola
mentre parla agli operai
Alla domanda circa un possibile ri-avanzamento della pratica presso il ministero competente il presidente Natuzzi non avrebbe risposto. Per alcuni lasciando intendere di non essere ulteriormente interessato a prolungare lo stato di crisi dei suoi stabilimenti italiani, per altri lasciando ampio al negoziato, così come lo hanno chiamato in presidenza regionale.  Presidenza che invece crede fermamente al rilancio del distretto del mobile imbottito chiarendo che “non è il salvadanaio della sopravvivenza, ma della riqualificazione”. E’ difficile immaginare personaggi più diversi. Da una parte l’imprenditore Pasquale Natuzzi, dall’altra Nichi Vendola, alfiere della sinistra italiana da 8 anni al timone della regione Puglia. In mezzo a loro 1900 persone di troppo, dal futuro incerto legato alla fabbrica che spesso ha regalato loro tendiniti, minuti di produzione da rispettare ma anche uno stipendio decente e premi di produzione.