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mercoledì 28 settembre 2011

NEUTRINI PIU' VELOCI DELLA LUCE? L'INTERVISTA AL RICERCATORE CRISTIANO BOZZA

Versione integrale dell'intervista apparsa sul Quotidiano di Martedì 27 Settembre. Riproduzione riservata.


di Nicola NATALE
Neutrini più veloci della luce. Non è una frase da telefilm di fantascienza, sono i risultati scientifici cui è approdato il progetto OPERA realizzato dal CERN di Ginevra in collaborazione con i laboratori nazionali del Gran Sasso presso Assergi, L’Aquila. 
Cristiano Bozza, Ingegnere Meccanico e Fisico.
Ricercatore presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso. 

La notizia ha fatto il giro del mondo per le profonde implicazioni scientifiche. 
Uno dei 160 scienziati che vi lavora ha origini ginosine, sia pure indirette. Cristiano Bozza, classe 1972, è figlio di Paolo, autore fra l’altro di diversi libri sulla storia di Ginosa. 
Ad essere pignoli Bozza è salernitano di nascita e residenza ma non di rado torna ancora a Ginosa, dove ha parenti.
Leggo che i suoi interessi scientifici sono nati con i videogiochi.... per la scienza c'è stato fin da bambino. Ricordo di aver avuto sin dai 4-5 anni libri illustrati che erano già molto dettagliati, pur essendo di facile lettura. I videogiochi sono stati invece la molla per cominciare a lavorare con il computer, per imparare a programmare, ma l'amore per la fisica subnucleare, in particolare, era già forte e chiaro all'età di 10 anni, e l'ho sempre coltivato. All'università scelsi Ingegneria Meccanica pensando (e sbagliando) che la Fisica non desse sbocchi. 
Però saper realizzare programmi è davvero fondamentale per una carriera nel mondo moderno, sia in ambito tecnico che scientifico. 
Oggi nell'esperimento OPERA sono il Coordinatore del Database, e ho realizzato il software per l'acquisizione immagini dalle emulsioni nucleari. 
Il salto dai videogiochi alle emulsioni nucleari è lungo... come ci è arrivato?
Le emulsioni nucleari, simili alle pellicole per radiografia, registrano le tracce del passaggio delle particelle subnucleari. Le immagini devono essere elaborate rapidamente, e bisogna avere esperienza nel trattamento e nell'analisi d'immagine in tempo reale. 
Ogni microscopio genera quasi 500 immagini al secondo, e da queste vanno riconosciute le tracce delle particelle. Scrivere videogiochi (non solo usarli!) permette di accumulare molta esperienza nella realizzazione di software complesso. Ho affrontato invece le problematiche di controllo dei movimenti di un microscopio automatizzato studiando Ingegneria Meccanica. 
Vista laterale del rilevatore di OPERA
Dopo la laurea, ho deciso che avrei voluto fare ricerca, e con il Dottorato presso il Dipartimento di Fisica dell'Università di Salerno ho avuto l'occasione di mettere in pratica un po' tutto ciò che avevo imparato nel corso degli anni, sia per hobby che con gli studi universitari. 
Il gruppo di ricerca di Salerno, guidato allora dal Prof. Giorgio Romano, e oggi dal prof. Giuseppe Grella, mi diede immediatamente la possibilità di lavorare in un ambiente internazionale, e meno di due anni dopo la laurea tenni già la mia prima presentazione sul mio lavoro di allora al CERN.
Progetto OPERA come nasce e dove mira?
OPERA è un esperimento che cerca le oscillazioni di neutrino. 
Siamo circondati da neutrini: miliardi di neutrini dal Sole ci attraversano continuamente, e attraversano tutta la Terra senza interagire con essa. Altri neutrini arrivano dal cosmo, altri sono prodotti dalle interazioni dei raggi cosmici con la nostra atmosfera, e altri hanno origine terrestre, da reattori nucleari o da acceleratori di particelle. 
Comunque siano stati prodotti, i neutrini esistono in tre "sapori": elettronico, muonico e tauonico. Sono particelle enigmatiche, perché oltre ad avere solo interazione debole, hanno anche una massa molto piccola, sicché non siamo ancora riusciti a misurarla direttamente. 
Un tempo si pensava che ne fossero privi come i fotoni (le particelle della luce), ma negli anni '50 il fisico italiano Bruno Pontecorvo mostrò che, se i neutrini hanno massa, anche piccola, possono "oscillare", ossia cambiare "sapore" durante la propagazione. 
Diversi esperimenti hanno dato segnali di oscillazione, ma il panorama sperimentale non è completo. OPERA è nato per cercare l'oscillazione tra neutrini muonici e tauonici. L'esperimento fu proposto nel 2000 e ha richiesto diversi anni perché il rivelatore fosse completato. 
Dal 2006, per circa 6 mesi all'anno, il CERN invia continuamente un fascio di neutrini muonici verso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, dove si trova il nostro rivelatore. 
Noi analizziamo le informazioni dei sottosistemi elettronici e delle emulsioni nucleari per capire se qualche neutrino abbia subito il fenomeno dell'oscillazione, e un anno fa abbiamo pubblicato un evento che ha le caratteristiche attese. La ricerca continuerà ancora per qualche anno. 
Un esperimento di questo genere richiede gli sforzi di molte persone: siamo circa 160 scienziati, provenienti da istituzioni in Italia, Francia, Germania, Svizzera, Giappone, Russia, Belgio, Israele, Turchia, Corea e Croazia.
La sua attività è correlata con le ultimi notizie sui neutrini che viaggiano più veloci della luce?
Le analisi dei dati di OPERA richiedono il lavoro di molte persone, e in particolare questi risultati sono il frutto di tre anni di raccolta dati, campagne di calibrazione degli strumenti, e discussione fra tutti i membri della Collaborazione. 
Lo scopo originale di OPERA è quello della ricerca dell'oscillazione di neutrino, mentre la misura del tempo di volo del neutrino (ossia il tempo che intercorre tra partenza al CERN e rivelazione al Gran Sasso) era una misura collaterale che volevamo fare. 
Nessuno di noi si sarebbe aspettato di trovare un anticipo di 60 nanosecondi rispetto al tempo richiesto alla luce nel vuoto per coprire la distanza di 730 km. 
Il modo più sensato di recepire questo messaggio è che si tratta di una misura fatta al meglio delle nostre conoscenze, con una sincronizzazione alla quale hanno lavorato ben due istituti metrologici nazionali (quello svizzero e quello tedesco), e con distanza determinata con la precisione di 20 centimetri, mentre, alla velocità della luce nel vuoto, sembra che i neutrini abbiano accumulato un "vantaggio" di 18 metri viaggiando dal CERN al Gran Sasso. 
Abbiamo controllato e ricontrollato e rimisurato ancora, e non troviamo errori. 
Ho letto sul Web spiegazioni tra le più curiose e fantasiose, ma la realtà è che abbiamo bisogno di misurare ancora, e che c'è necessità di almeno un altro esperimento per confermare quello che abbiamo visto. 
Abbiamo sottoposto le nostre osservazioni alla comunità scientifica perché siano valutate e anche per raccogliere suggerimenti. 
Questo è il classico caso in cui la ricerca invece di dare risposte pone nuove domande. Siamo molto lontani, come specie umana, dall'aver capito tutto.

Quali ricadute è possibile aspettarsi da questo tipo di ricerche?
La prima ricaduta è la conoscenza, che è un valore di per sé. La ricerca nelle scienze fondamentali sembra costosa, ma in realtà è finanziata molto meno del calcio o degli spettacoli di varietà nazionalpopolari. 
Con quel che guadagnano certi calciatori in un anno si mette su un esperimento che dura dieci anni, forma le competenze di un centinaio di giovani dando loro nuove professionalità, e dà lavoro ad aziende di alta tecnologia che lavorano in Italia, non all'estero. 
Noi siamo un Paese con un passato grandissimo, ma culturalmente ormai allo stremo. Molti Paesi emergenti hanno un livello culturale, particolarmente nelle scienze, più elevato del nostro. 
Questo significa per noi diventare dipendenti da altri per l'elettronica, per l'energia, per i prodotti chimici, per i tessuti, ecc. e non è solo un problema di costo della manodopera, ma di mancanza di competenze. 
In Italia si sanno fare poche cose: abbiamo poca manodopera qualificata, molta non specializzata. 
Adesso veniamo alle altre ricadute. 
Vede, Roentgen, lo scienziato che scoprì i raggi X, non era un medico, ma non m'immagino la medicina moderna senza le radiografie; chi sostiene un esame di tomografia computerizzata, o di PET, sta fruendo dei risultati della ricerca sulle particelle; gli stessi televisori a raggi catodici sono piccoli acceleratori di particelle (gli elettroni); 
parlando di energie, quando il petrolio e il carbone saranno finiti, speriamo che la fusione nucleare sicura sia a portata di mano. 
Il gruppo in cui lavoro si sta occupando anche di realizzare la "radiografia" dei vulcani utilizzando i raggi cosmici, che potrebbe portarci a capire meglio le dinamiche interne, lo stato evolutivo ed i rischi. Il Web è stato inventato dai fisici del CERN. 
Capire le particelle serve a capire il cosmo. I neutrini sono fondamentalmente legati all'evoluzione dell'universo. 
Nello spazio lanciamo i satelliti per telecomunicazioni. Direi che se possiamo guardare la TV satellitare c'è molto merito della fisica delle particelle.
Lei proviene da una Università del Sud, questo ha influenzato la sua carriera?
La Fisica è da sempre un ambiente internazionale. Conta solo avere passione e voglia di impegnarsi. (riproduzione riservata)

LA PRIMA MACELLERIA EQUINA A KM ZERO A LATERZA


dall'articolo apparso sul Quotidiano di Lunedì 26 Settembre. Riproduzione Riservata

di Nicola NATALE

Giuseppe Barbetta, il primo a mettere un insegna a KM0 sulla sua macelleria a Laterza
KM zero, un concetto semplice. Compra dal tuo vicino e fai in modo che il tuo vicino compri da te. Così Giuseppe Barbetta è stato il primo a Laterza ad aprire una macelleria di carne equina esplicitamente a km zero, specializzata in cavallo murgese.  Un cavallo che sulle Murge e soprattutto a Martina Franca ha i suoi allevamenti più consistenti, la cui carne (per tutte le varietà) è stata valorizzata da uno studio dell’Università di Milano commissionato da Nabacarni, una azienda del settore, nel 2009.  “La mia è una nicchia, un completamento dell’offerta esistente - specifica Barbetta, già presidente della locale Confcommercio di Ginosa – la carne locale non può soddisfare tutta la richiesta”. Infatti non è l’alimentazione lo scopo specifico di allevamento del Cavallo Murgese. Il Murgese, utilizzato attualmente per servizio dal Corpo Forestale dello Stato, vanta una grande tradizione:  Federico II scelse le Murge per l’addestramento dei suoi destrieri, più tardi la Repubblica di Venezia.  I puledri hanno grande versatilità, nel nostro recente passato sono stati animali da tiro, utilizzati anche per pulire il sottobosco al fine di prevenire gli incendi, non di rado li acquistano i circhi. “Ma l’essenziale - continua Barbetta – “è allontanarsi dalla produzione industriale che obbliga gli animali a farsi centinaia di chilometri in condizioni assurde, con allevatori pressati dalle richieste di velocità nell’accrescimento dei capi e di abbattimento dei prezzi, con ripercussioni ovvie sulla qualità della carne”. Tutto perfettamente legittimo però: “vendere carne prodotta all’estero non è solo questione di qualità che in molti casi può essere ottima ma significa portare soldi fuori dall’Italia, ed è una scelta che spetta al cliente, è lui che decide. L’utente può battere la multinazionale e quindi decidere se il Sud può crescere o essere definitivamente affossato. Anche regolando i suoi consumi: meno quantità più qualità.” Si, ma questa idea di intitolare proprio al KM Zero il suo esercizio? “
Volevo suscitare la curiosità. Dire in modo perentorio che Giuseppe Barbetta, il gitano, da trent’anni, l’estero non l’ha mai fatto. In questo marasma dove non si capisce più cosa è l’estero, dove negli ipermercati c’è di tutto e di più, dove la gente è confusa e nella confusione vede solo il prezzo, la qualità va a farsi friggere. Quindi distinguere chi fa il locale dall’estero, e non perché quest’ultimo non sia buono ma insomma… Insomma cosa? Beh, un conto è un viaggio di qualche decina di chilometri, un conto sono 2.500. C’è uno stress sugli animali, non voglio andare oltre, ma non sappiamo cosa mangiano, magari mangiano meglio, ma c’è un fatto oggettivo che è la distanza con ciò che comporta sull’impatto ambientale del trasporto.” Infine Barbetta conclude: ”il turismo passa attraverso le carni: chi è abituato a vedere il sottovuoto, finalmente gusta la differenza. La tradizione gastronomica di Laterza non è nata per caso”. Con buona pace di quanti per la sensibilità e intelligenza di questi straordinari animali non riescono proprio a contemplare l’idea di mangiarli.

domenica 25 settembre 2011

TARTARUGA MORTA A PINO DI LENNE

dall'articolo apparso sul Quotidiano di Sabato 24 Settembre 2011


di Nicola NATALE

La tartaruga ritrovata a Pino di Lenne, Chiatona, Palagiano (Taranto) -Foto Corrado CENCI
Continua i rinvenimenti di grosse tartarughe morte. 
Qualche giorno fa, il 18 Settembre, un esemplare notevole, pesava circa 20 kg., è stato rinvenuto a Pino di Lenne, località Chiatona, Palagiano da Corrado Cenci e dall’ing. Patrizia Lassandro che hanno prontamente allertato la Capitaneria di Porto. 
L’animale galleggiava ad una ventina di metri dalla battigia ed è stato trascinato a riva per aspettare i soccorsi, dato che c’era un residuo di vitalità.  La risposta è stata veloce ed in soli 45 minuti sono arrivati 2 medici veterinari per gli accertamenti. Ma non c’è stato nulla da fare la carcassa; dopo essere stata esaminata e classificata, è stata avviata alla “cremazione” pare effettuata presso apposito sito in Andria. 
Per questo i veterinari hanno  interessato la Polizia Municipale di Palagiano. Sembra che negli ultimi tempi non sia stato il solo esemplare ritrovato morto. Un'altra signora a Marina di Ginosa presso il Villaggio Torre Serena avrebbe trovato un'altra tartaruga priva di vita. 
Di sicuro già il 19 agosto scorso una prima “carcassa di tartaruga è stata trovata sulla spiaggia della Riserva Naturale Biogenetica di “Stornara”. La tartaruga marina, della specie “Caretta Caretta” fu  trovata dal personale del Corpo Forestale dello Stato, in località Patemisco in agro di Massafra". 
Sembra che le causa più probabile di queste morti sia il soffocamento per ingestione di buste di plastica scambiate per meduse. 
Già Legambiente il 28 luglio, in una conferenza stampa tenuta a Bari, evidenziò che uno dei punti di maggiore criticità evidenziati nello Jonio è proprio “la foce del fiume Patemisco, risultata fortemente inquinata". Frase poi smentita dal direttore dell’ARPA Puglia Giorgio Assennato. Ne seguì una puntuale polemica ma il ritrovamento ultimo a Pino di Lenne sembra evidenziare che forse qualcosa non va in quel tratto di mare. O che anche per le tartarughe arriva il momento di salutarci.

MOBILITA’ RITIRATA PER LA CURVET, MA SERVONO NUOVI INVESTITORI. I DIPENDENTI: CAMBIATE IL MANAGEMENT !


dall'articolo apparso sul Quotidiano di Venerdì 23 Settembre 

di Nicola NATALE


Il personale della CURVET



Lo Stabilimento Curvet di Laterza


Giuseppe Massafra Filctem CGIL e Amedeo Guerriero UilCem


L'ingresso della CURVET di Laterza
Mobilità ritirata per la Curvet di Laterza ma l’orizzonte è molto più che nebuloso. Lo dichiara Amedeo Guerriero della Uilcem assieme a Giuseppe Massafra della Filctem CGIL. Il fax aziendale arriva proprio durante la conferenza stampa e con esso la disponibilità dei lavoratori a interrompere lo sciopero ad oltranza indetto dopo il mancato accordo del 14 Settembre all’Assessorato Provinciale al Lavoro. Anche perché nel frattempo una parte dello stipendio di Agosto è arrivata. Sono però gli stessi lavoratori assiepati vicino al cancello di entrata a chiedere il cambio del management. “Da tre anni nonostante i nostri sforzi e la disponibilità le cose non hanno fatto che peggiorare”. Ed a dimostrare che facevano sul serio ieri hanno bloccato dei tir. I sindacalisti si muovono con disinvoltura in una fabbrica che è un vero gioiello, ad iniziare dalla pavimentazione di entrata tutta in vetro, ai tanti uffici deserti per finire ai macchinari ipertecnologici acquistati con il contributo di Invitalia, con i fondi della reindustrializzazione delle aree di crisi siderurgica, la famosa legge 181 del 1989. L’Agenzia ex Sviluppo Italia ora pretende la restituzione del prestito, il Comune l’ICI, l’Enel la bolletta: una mare di debiti. E dire che la Curvet pareva un investimento pubblico perfetto, invece dopo 7 anni lo stabilimento laertino rischia di trasformarsi nell’ennesima cattedrale nel deserto. Il dissesto finanziario pare sia stato provocato dalla rapida delocalizzazione in Polonia, Bulgaria, Russia, Usa e Marocco che ha sbilanciato i conti della Curvet Manufacturing Spa con sede a Colbordolo, in provincia di Pesaro. Non basta evidentemente che lo stabilimento di Laterza sia il secondo in Europa per la lavorazione dei metri curvi con larghezze che possono arrivare fino a 5 metri. La soluzione secondo Guerriero sarebbe “trovare qualche altro azionista in grado di apportare nuovi capitali, ipotesi pare non gradita alla proprietà in mano al dott. Roberto Bartolucci” proprio per questo Massafra ritiene che “al più presto vanno coinvolti Ministero dello Sviluppo e Regione”. Una corsa contro il tempo perché i la Curvet SPA è andata al disotto del livello adeguato di capitalizzazione, i creditori premono e la liquidazione dell’azienda appare uno scenario probabile. L’incontro di Massafra e Guerriero mercoledì scorso con la direzione aziendale nella persona del Dr. Mancini ha posto le premesse per uno sblocco parziale dello stipendio di Agosto, sono partiti i primi bonifici mentre gli altri seguiranno la prossima settimana ma soprattutto il ritiro della procedura di mobilità, con un tempo di riavvio minimo di 45 giorni. Ma non è questo l’ammortizzatore sociale giusto - dicono i sindacalisti UIL e CGIL – ci vuole la CIGS, questi lavoratori sono gli unici sul territorio a saper fare queste lavorazioni: sono risorse umane preziose che non possiamo sprecare ed avviare al licenziamento.

giovedì 22 settembre 2011

BACCHETTATA DELLA CORTE DEI CONTI AL COMUNE DI GINOSA. Il Sindaco DE PALMA: "Solo raccomandazioni, tutti tranquilli".


dall'articolo apparso sul Quotidiano Mercoledì 21 Settembre 2011

di Nicola NATALE

L'Avv. Cristiano INGLESE durante la campagna elettorale del Maggio 2011
Per la Corte dei Conti è una “grave irregolarità contabile”. 
E lo scrive nella pronuncia inviata il 3 Agosto scorso al Comune di Ginosa ma della quale i consiglieri comunali d’opposizione sarebbero stati informati solo nel corso del Consiglio Comunale svoltosi lunedì scorso, 19 Settembre. 
Sono 3 le criticità che hanno fatto scattare i rilievi della sezione regionale di controllo per la Puglia e sono tutte relative al Bilancio Comunale del 2009 quando in carica c’era il Sindaco Luigi Montanaro.  
In particolare i magistrati hanno contestato al Comune di Ginosa: 1) una percentuale abnorme di residui attivi e passivi rispetto agli accertamenti di competenza, 2) 388.279€ di debiti fuori bilancio per acquisizione di beni e servizi senza impegni di spesa e 3) la non corretta imputazione contabile di servizi per conto terzi, nella fattispecie le somme rivenienti dall’ICI. 
Fuori dal linguaggio contabile la pronuncia è un’avvertenza tecnica senza “nessuna sanzione” ha tenuto a precisare il Sindaco Vito de Palma (pdl) a Roma per manifestare insieme agli alluvionati di Marina di Ginosa. 
Alla Corte dei Conti non sono sfuggite nè le delibere dalla n°4 alla n°8 e la 10 del 2009 relative al rimborso spese di viaggio ad amministratori comunali per missioni né la 9 per rimborsi al datore di lavoro per le assenze degli amministratori. Sotto la lente anche la n°50/09 che riconosce un debito fuori bilancio relativo a 78.768€ di parcelle legali. Che avrebbero potuto secondo la Corte essere sicuramente preventivate in via presuntiva sulla base del valore della controversia e debbono avere forma scritta a pena di nullità. 
Per il Sindaco De Palma “la nota è un invito ad adottare alcuni comportamenti tesi al rispetto del Patto di Stabilità sforato per il milione del diritto di allaccio che non doveva essere versato al Comune dai cittadini. Non c’è alcun processo sanzionatorio e la Ragioneria mi dice non dobbiamo fare nessun atto in Consiglio. I conti sono perfettamente in ordine”. Di diverso avviso l’avv. Cristiano Inglese che con l’IDV ed il suo movimento è all’opposizione: “quello che emerge da questa nota è una grave censura all’Amministrazione di quegli anni per la quale abbiamo proposto una alternativa seria. Solo una lettura superficiale e frettolosa come quella dell’Amministrazione in carica può liquidare come raccomandazioni, frasi del tipo programmazione amministrativo-contabile carente e disordinata. E’ la Corte dei Conti che lo dice”.  Ad ogni modo la pronuncia della Corte dispone che il Consiglio adotti le necessarie misure correttive ma intanto lo sguardo è tutto a Roma dove dall’incontro con Gianni Letta avvenuto in tarda serata si avranno notizie se anche gli sforamenti contabili ed i danni del 2011 relativi all’alluvione del 1°Marzo avranno un minimo di copertura statale. 
P.s. anche il Comune di Laterza ha ricevuto lo stesso tipo di pronuncia tanto che gli amministratori si sono trovati assieme a Bari durante il contradditorio.

mercoledì 21 settembre 2011

AUTUNNO CALDO TRA GINOSA, LATERZA E CASTELLANETA Sciopero alla Curvet di Laterza e manifestazione ex miroglini a Castellaneta


Versione integrale ed arricchita dell'articolo 
apparso sul Quotidiano di Martedì 20 Settembre

di Nicola NATALE

La manifestazione dei "miroglini" del 19 Settembre presso Castellaneta -foto Corrado CENCI
Giuseppe Massafra CGIL Sala Consiliare di Castellaneta
L’autunno caldo è qui, tra Laterza, Castellaneta e Ginosa. Ieri i cassintegrati della Miroglio, holding piemontese sponsor di Miss Italia erano sotto il Comune di Castellaneta a chiedere la cessione del suolo alla Barbero Group, per consentire il rempiego di almeno 50 lavoratori.  Mentre alla Curvet di Laterza, attiva nel settore dei vetri curvi, hanno deciso lo sciopero ad oltranza per ottenere il pagamento dello stipendio di Agosto e la revoca della mobilità ufficializzata proprio oggi con l’annuncio della messa in liquidazione della Curvet Manufactoring spa. La mattinata, nonostante  il tempo uggioso, si è mostrata subito calda con l’annuncio dello sciopero dei 42 dipendenti in C.da Difesa Murge e in contemporanea la manifestazione di una folta delegazione di cassintegrati Miroglio sotto la sede municipale di Castellaneta in Piazza Principe di Napoli.  L’annosa questione della ex Filatura e Tessitura di Puglia di Ginosa e Castellaneta, delocalizzazione meridionale del Gruppo Miroglio,  al contrario della Curvet,  potrebbe essere finalmente sui binari giusti dopo due anni e mezzo di ammortizzatori sociali. I “miroglini” come si sono autonominati in un gruppo su Facebook, hanno sostato dalle 9 alle 13:30 sotto il Comune prima di essere ricevuti in tarda mattinata dal Sindaco Italo D’Alessandro e più tardi dal Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Gugliotti che gli hanno confermato la convocazione dell’assise consiliare per Lunedì 26 Settembre alle 16:00. Non prima di qualche momento di tensione subito allentatosi.  Con la delegazione ha interloquito anche Angelo Loreto, consigliere d’opposizione, assicurando il pieno sostegno alla cessione dell’area castellanetana dello stabilimento Miroglio al Gruppo Barbero di Alba per 484.000€, circa 16€ al metro quadro, come da calcoli attualizzati dell’Ufficio Tecnico.  Il Sindaco D’Alessandro nel corso della riunione ha anche sentito Fois del management della Miroglio e un rappresentante della Barbero Group.  Questi gli avrebbero confermato informalmente l’accordo: l’area ritornerebbe al Comune in caso di non assunzione dei lavoratori e il Comune dovrebbe ritornare indietro la somma percepita. Intanto giunge notizia che l'incontro previsto al MISE previsto per il 22 settembre, è stato spostato al 5 ottobre alle ore 14:00. Prima - ha dichiarato Mimmo Giannuzzi - portavoce dei lavoratori ci sarà una convocazione in Regione Puglia per non giungere impreparati a Roma. La Regione dovrebbe essere già in possesso del progetto di riassunzione dei restanti 175 dipendenti  nello stabilimento di Ginosa, molto più grande di quello di Castellaneta dov’era ubicata la Filatura.  Una vertenza lunga e tenace quella dei Miroglini cui si aggiunge la grave situazione Curvet a Laterza, con i dipendenti che rischiano di non vedere nemmeno la casa integrazione e passare direttamente alla mobilità, nonostante il gran numero di commesse della Curvet, che pure ha fornito grossi nomi come Pilkington e Saint Gobain. 
 Il Sindaco di Laterza Gianfranco Lopane non ha mancato di far sentire il suo sostegno ma è un intero territorio che soffre. Sostanzialmente fallita dunque la reindustrializzazione del territorio per la quale sono stati concessi sostanziosi contributi pubblici a Miroglio tramite la Legge 181/89 ed alla Curvet con SviluppoItalia ora denominata Invitalia. Nessun indotto nel frattempo si è creato attorno a queste industrie.

lunedì 19 settembre 2011

38 RAGAZZI IN AULA, IN RIVOLTA I GENITORI “ NON CI STIAMO” Il Dirigente tornerà a chiedere al Provveditore lo sdoppiamento della I^H

dall'articolo apparso sul Quotidiano di Puglia di Domenica 18 Settembre
riproduzione riservata

di Nicola Natale
L'Istituto Marisa Belisario di Ginosa (Taranto)

38 ragazzi stretti in un’aula fino alle 12 di un sabato italiano.  Con temperature che sfiorano i 33°. Questa è la Iª H a indirizzo produzioni industriali audiovisive dell’Istituto Comprensivo Marisa Belisario. Molti sono tornati demoralizzati già dal primo giorno di scuola, qualcuno ha addirittura pianto. I ragazzi sognavano i laboratori attrezzati (pare siano tra i migliori) e invece sono stati sbattuti nella vita reale. Con le norme che dispongono un numero minimo di 27 alunni per classe, con buona pace della didattica. Intanto nei corridoi un ragazzo si tiene una bottiglia fredda sulla testa. Serve a calmare la botta presa da un’alunna che si beccherà una nota, ma, ci tengono subito a precisare, questo Istituto vince da due anni il premio Icaro, vorremo si desse rilievo anche a questo. “Per carità - dice la prof. Antonietta Bitetti rimasta a presidiare l’Istituto – 27 è numero minimo cui si deroga spesso, per questo già da Marzo avevamo chiesto una classe articolata in grafico e audiovisivo, ma non ci è stata autorizzata dal Provveditore, ma allora i ragazzi erano solo in 30. Nel mese di Giugno il dirigente Cosimo Malvani ha convocato i genitori ed ha chiesto se qualcuno volesse cambiare indirizzo, alcuni l’hanno fatto, ma poi si sono aggiunti i ripetenti e siamo arrivati a un totale di 18 ragazzi grafici e 20 di produzione audiovisiva” Belisario non è nuovo a questi numeri, l’anno scorso sono partiti addirittura in 45 nella Iª E, poi ridottisi dopo Natale a 38.  “L’abbiamo portata avanti così – continua la prof. Bitetti - con due ragazzi diversamente abili insieme a due docenti di sostegno più l’insegnante.” Anche quest’anno il Belisario è stato costretto addirittura a rifiutare altri ragazzi, che volevano cambiare scuola: “dove li mettiamo?” esclama sconsolata la docente che pure vanta  una solida esperienza scolastica anche in qualità di coordinatrice. La scorsa settimana il dirigente Malvani è tornato alla carica in Provveditorato per richiedere lo sdoppiamento, strappando un mezzo assenso: se i calcoli lo consentiranno i ragazzi della Iª H torneranno ad avere un numero decente per una classe scolastica. Nel Collegio previsto per lunedì 19 si proporrà di chiedere ancora agli alunni, previo consenso, di spostarsi in qualche prima meno affollata con diverso indirizzo. Servizi sociali ad esempio. Una soluzione per niente accettata da alcune mamme che torneranno lunedì stesso a scuola e minacciano di andare direttamente in Provveditorato a Taranto, se la soluzione adottata dal Dirigente non li convincerà. Sorridono intanto i ragazzi e si chiedono ironicamente se saranno famosi vista la presenza di un giornalista.  Per cosa chiedo: “così…. famosi, non importa”. Ma non potranno avere la foto sul giornale, hanno 15 anni e il Dirigente preferisce evitare complicazioni.

CENTRO STORICO REFRATTARIO ALLE INIZIATIVE, PROTESTA BRADASCIO Stoccata a Taranto per l’Isola che vogliamo : “lo facciamo già da anni”

dall'articolo apparso sul Quotidiano 
Sabato 17 Settembre 2011


di Nicola Natale

ANTONIO BRADASCIO, Consigliere delegato alla Cultura
Una fase del Trofeo dei Centri Storici Buonsanti a Ginosa in Piazza Orologio
Tirata d’orecchi del consigliere comunale Antonio Bradascio ai ginosini. Durante una trasmissione radiofonica su RgStudio si è lamentato della scarsa accoglienza alla tante manifestazioni organizzate dall’Amministrazione Comunale, in particolare da ultimo quelle del 1° Trofeo dei Centri Storici "Memorial Michele Buonsanti" Ginosa (TA) svoltosi il 28 Agosto a cura del  Genusia BikeTeam. “Questi eventi non durano un’eternità, ma solo qualche ora. Del resto tutto era organizzato per tempo e coinvolgendo i Vigili e le associazioni di volontariato. Ma quando ci scontriamo con la testardaggine e l’arroganza dei cittadini che per forza vogliono raggiungere la propria abitazione solo per il gusto di andarci con la macchina, allora non comprendiamo. Soprattutto se per tempo con i manifesti i residenti sono stati avvisati.  A meno di emergenze, bisogna consentire che le manifestazioni si svolgano. A piedi, il passaggio è sempre possibile”. Insomma secondo Bradascio non è quello il modo di accogliere i tanti ciclisti che da tutta la Regione hanno aderito ad una gara singolare che sarà sicuramente riproposta. “Se agiamo in maniera spropositata e priva di buon senso alla fine tutti gli sforzi che l’Amministrazione fa vengono annullati per questo tipo di atteggiamenti e comportamenti”. La colpa, sempre secondo il delegato alla cultura sarebbe non solo della accidentata topografia della Ginosa storica che sorge lungo le anse della Gravina Lagnone, ma anche della scarsa abitudine ad ospitare eventi che nel tempo si sono moltiplicati. La soluzione secondo il vicepresidente del Consiglio Comunale è “lavorare molto sulla preparazione dell’opinione pubblica e degli operatori commerciali piuttosto che arrivare a un’azione drastica”. Ed aggiunge: “anche a me piacerebbe avere un centro storico sgombro dalle macchine, con degli accessi paralleli all’area interessata per potere organizzare una serie di attività, ogni angolo un evento, sarebbe il massimo, però i tempi non sono maturi”. E forse non sono maturi anche per i tagli che il Comune di Ginosa come gli altri subirà: “dovremo stringere la cinghia ma non c’è da demoralizzarsi. Attingeremo da altri canali, basta avere un minimo di progettualità. A Taranto per esempio hanno fatto l’Isola che vogliamo con visite ai luoghi d’arte associate all’enogastronomia, noi queste cose le facciamo già da qualche anno, siamo già avanti rispetto ad altre realtà, si tratta solo di potenziarle e di migliorarle. Infatti il consigliere incaricato al marketing territoriale Giacomo Cassano sta promuovendo Ginosa negli Aeroporti mentre l’Amministrazione  ha aderito alla iniziativa dell’on. Carlucci per un gemellaggio inedito Miami-Santa Margherita, al quale si è associata anche Castellaneta”. Non resta che aspettare i risultati di tanto movimento. 

sabato 17 settembre 2011

LATERZA PERDE UN MILIONE DI € DAL SUO BILANCIO, MA CI RIFAREMO CON LA FILIERA CORTA RIBATTE LOPANE


Versione integrale dell'intervista apparsa sul Quotidiano di Lunedì 12 Settembre 2011
riproduzione riservata
Gianfranco Lopane, Sindaco di Laterza dal Maggio 2011


di Nicola NATALE

Gianfranco Lopane, 31 anni, sindaco di Laterza dal 17 Maggio 2011, non fa in tempo ad arrivare in Comune che viene subito arpionato.  Sono i Sindaci a stare in trincea ed è curioso che i tagli della manovra governativa inizino proprio dai Comuni. Il Comune di Laterza perde già da Agosto di quest’anno 110.000€ di entrate statali che arrivano al milione di € nel 2012. Su un bilancio che sfiora 7,5 milioni di €.
Come l’ha presa Sindaco?
Beh, avendo l’accertamento di bilancio a fine Settembre, non è il massimo. Per questo ho deciso di aderire al primo sciopero di tutti i Sindaci d’Italia proclamato per il 15 Settembre. Il 30 Giugno non ho potuto far altro che approvare un bilancio che si basava su quanto fatto il 14 Maggio dal Commissario Prefettizio. C’era non solo l’impossibilità tecnica di modificarlo ma anche un equilibrio molto fragile venuto a mancare l’8 Agosto con la notizia che avevamo i tagli della manovra. Faccio presente che rinunciando ad un assessore ed a 4 consiglieri abbiamo risparmiato solo 10.000€, il Governo ce ne ha tolti 100.000 in più.  Questi tagli hanno riguardato solo i Comuni andati al voto. Tra l’altro il Comune di Laterza ha già le aliquote al massimo.
Si può far guadagnare il Comune anziché reggerlo con le sole tasse…
Diciamo che è un principio irrinunciabile far pagare a tutti il dovuto, penso al recupero degli oneri di urbanizzazione non versati. Avendo provveduto a censire i beni comunali stiamo pensando di installare impianti fotovoltaici sugli edifici di proprietà e dismettere immobili non strumentali ma non posso anticipare nulla,  c’è un bando in preparazione.
E le royalties da pannelli e torri eoliche di iniziativa privata….
Il fotovoltaico non prevede royalties. Noi puntiamo sul mini eolico perché anche i piccoli privati possano investire. E’ un principio di democrazia energetica e di basso impatto ambientale. Laterza è nell’Atlante eolico quindi si presta ottimamente a questo investimento, tanto è vero che qualcuno c’è già.
C’è l’ha un’idea di sviluppo sostenibile?
Altroché. Noi abbiamo un patrimonio boschivo da mettere a frutto in una Provincia che ne è quasi priva, penso ad esempio al Parco delle Gravine per il quale Laterza potrebbe essere Comune capofila.  Con l’Area Vasta stiamo pensando alla viabilità primaria con la Bradanico-Salentina se il Piano del Sud diviene realtà e all’asse che da Santeramo porta a Marina di Ginosa. Quest’ultimo tracciato per noi potrebbe essere la nostra circonvallazione. Poi c’è la viabilità secondaria che porta verso gli itinerari naturalistici della Gravina già valorizzati dall’Oasi Lipu.
Ma tutto questo per fare economia deve sposarsi con la ricettività….
Con il Gal Luoghi del Mito si sta procedendo ad un bando per affittacamere in scadenza il 15 Settembre. Laterza dovrebbe presentarsi con una decina d’iniziative private. E’ un primo importante passo per risanare il patrimonio edilizio dismesso, dare lavoro e configurare una accoglienza che è potenzialmente molto attrattiva. La legge sull’albergo diffuso inoltre è da sfruttare e per questo stiamo approntando un ulteriore bando.
Può bastare a superare la crisi?
No, ci vuole molto di più. Noi abbiamo aggregato e continueremo a farlo, le forze produttive. Penso allo straordinario successo di Laterza Estate costata solo 3.500€ al Comune. I nostri asset sono carne al fornello, pane di Laterza ma anche maioliche e artigianato di qualità. C’è un discorso di filiera corta, cioè produzione, distribuzione e vendita in loco che svilupperemo al massimo. Ad esempio per il pane non abbiamo la prima parte della filiera, cioè il mulino. Tuttavia ieri ho partecipato all’inaugurazione di un corso di formazione professionale per panettieri per 20 ragazzi e con il Consorzio dei Panificatori avremo un incontro a breve per l’ulteriore sviluppo. Stesso discorso per la carne, che pure ha avuto in Laterza dei grandi allevatori, ora schiacciati dalle regole internazionali del commercio.  La carne a Km0 potrebbe essere lo slogan di questo progetto.
E quanto a Curvet,  Miroglio, resti di una industrializzazione sempre a rischio?
Il 21 Settembre siamo a Roma per la Miroglio per capire qual è la proposta legata allo stabilimento di Ginosa. 40 laertini vi lavoravano, poi altre 40 famiglie alla Curvet dove c’è un tavolo per tentare di trovare una via d’uscita ad una azienda cui pure non mancavano le commesse. Poi c’è il distretto del mobile imbottito (principalmente Natuzzi) con un accordo di programma cui il Governo non ha detto quale cifra mette a disposizione. Poi c’è l’Osmairm che per i tagli alle strutture sanitarie private non ha potuto trasferirsi nella nuova sede, pronta da mesi. Va ripensato un po’ tutto, magari recuperando l’esperienza dei lavoratori fuori sede ma prima dobbiamo sapere cosa fanno.

RACCOGLIE LE FIRME DA SOLO PER IL REFERENDUM E CI RIESCE


dall'articolo apparso sul Quotidiano del 16 Settembre 2011
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RACCOGLIE LE FIRME DA SOLO PER IL REFERENDUM E CI RIESCE

di Nicola NATALE
Peppino Pirrazzo
Ormai i cittadini sono supplenti a tutto. Così Peppino Pirazzo, da sempre attivo per le battaglie a favore del Parco delle Gravine, si è messo a raccogliere firme per il referendum abrogativo della legge elettorale con la quale vengono eletti senatori e deputati ribattezzata da uno dei suoi autori “Porcellum”. Lo ha fatto piazzandosi con un banchetto presso il mercato del Giovedì a Ginosa che si tiene in Viale Martiri D’Ungheria e coinvolgendo le signore, dapprima diffidenti poi sempre più interessate a capire il meccanismo per il quale non possono più votare per chi gli pare ma devono attenersi alla lista preparata dal proprio partito e sperare che il proprio candidato non sia piazzato troppo in fondo. Mentre la campagna referendaria in Italia “è partita ai primi di agosto – lamenta Pirrazzo - a Ginosa è partita solo venerdì 9 settembre”. Ad oggi sono state raccolte tra Ginosa e Marina di Ginosa circa 600 firme che vanno ad aggiungersi a quelle apposte presso l’Ufficio Elettorale del Comune. “Le 5.000 firme a Ginosa sono un miraggio, ma anche una scommessa che potrebbe essere vinta” dice Pirrazzo.  Dura la presa di posizione dell’ex-docente: “A Ginosa città l’iniziativa è stata avviata come iniziativa apartitica, previo ottenimento dell’autorizzazione all’uso del suolo pubblico, con un Comitato Referendario privo di gerarchie, composto unicamente dai cittadini che firmano la petizione. Infatti, dopo i referendum del giugno scorso, che hanno visto alcune formazioni politiche, associazioni politico-partitiche e sindacati attribuirsi meriti insussistenti, si è pensato di formare un Comitato aperto che  permettesse di operare fuori dal perimetro di ombrelli di partiti o schieramenti politici.” In questa settimana il banchetto sarà nelle piazze Marconi, Nusco e IV Novembre, e nelle vie più trafficate dai pedoni quali Via della Pace, per la presenza dell’Ufficio Postale, Via Poggio e Viale M. d’Ungheria per il mercato settimanale, dal mattino alla sera. Pirrazzo fa un vero e proprio appello: “l’impegno sarà consistente per cui deve essere condiviso dai ginosini. Tutti, in particolare i più giovani sono chiamati a dare la propria disponibilità per una turnazione al tavolo.”
Anche perché, come precisato dal Comitato Nazionale referendario,  il termine utile per la raccolta e la consegna dei moduli, è il 22 settembre. I giorni fino al 30 serviranno ai Comuni per gli adempimenti previsti di loro competenza e al Comitato Nazionale per la verifica, il confezionamento e la consegna degli scatoloni alla Corte di Cassazione.
Si ha notizia che alcune formazioni politiche dovrebbero avviare nei prossimi giorni proprie autonome iniziative. A Marina di Ginosa l’iniziativa è realizzata da alcuni aderenti del locale Partito Democratico. Oggi si è unito all'iniziativa referendaria anche il circolo ginosino del PD.

martedì 13 settembre 2011

ALLA MIROGLIO L’EX AREA DELLA FILATURA, IL COMUNE DI CASTELLANETA INCASSERA’ 250.000€ Sempre incerta la condizione dei 225 cassintegrati della MIROGLIO


dall'articolo apparso sul Nuovo Quotidiano di Puglia di Sabato 10 Settembre 2011
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di Nicola NATALE
Un gruppo di dipendenti in cassa integrazione della MIROGLIO nella sala Consiliare di Castellaneta
225 persone appese ad un filo. E quel filo ondeggia da circa due anni e mezzo, minacciando sempre di spezzarsi. Questa la condizione dei cassintegrati della Filatura e Tessitura di Puglia, meglio conosciuta come Miroglio.  
Così una folta delegazione si è incontrata ieri (n.d.r.venerdì 9 Settembre) con il Sindaco di Castellaneta Italo D’Alessandro per chiedere rassicurazioni sulla effettiva cessione dell’area dello stabilimento di Castellaneta al Gruppo piemontese Miroglio da parte del Comune che ne detiene la nuda proprietà. 
E’ questo l’ultimo inghippo a minacciare l’investimento del Gruppo Alimentare Barbero s.p.a., anch’esso di Alba (Cuneo) che produce prodotti da forno il quale si è detto pronto ad assorbire almeno 50 cassintegrati. 
D’Alessandro assieme al Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Gugliotti ha assicurato che “entro una settimana” o al massimo “entro la fine del mese” il Consiglio Comunale di Castellaneta varerà, molto probabilmente all’unanimità, la cessione definitiva dell’area dello Stabilimento.  La cessione sarà onerosa per Miroglio, si è parlato di circa 250.000€, ma non è ancora la cifra precisa stimata dall’Ufficio Tecnico del Comune di Castellaneta e attualizzata a norma di legge. Che infatti arriverebbe a 500.000€ tondi tondi. Sindaco e Presidente hanno escluso qualsiasi manovra dilatoria, ripetendo le assicurazioni date anche al dirigente della Regione Puglia Davide Pellegrino, la cui nota, giunta il 21 Luglio, è stata subito presa in carico dagli Uffici comunali. Solo l’estate avrebbe impedito secondo il Sindaco la convocazione di un consiglio ad hoc: “non immagino nessuno che voglia remare contro quest’atto solo perché siamo in campagna elettorale. Tra l’altro nella delibera si farà un chiaro riferimento all’accordo del 5 Marzo al MISE e cioè che la vendita del suolo è subordinata alla reindustrializzazione”. E’ un tassello fondamentale dell’accordo con il Gruppo Barbero che ha esplicitamente chiesto la piena disponibilità dello stabilimento al Gruppo tessile piemontese. 
Il Sindaco di Castellaneta Italo D'Alessandro
Ma gli operai hanno anche chiesto tramite un loro portavoce, Mimmo Giannuzzi, che la Miroglio venga sul territorio ha discutere i progetti di riconversione. “Non vogliamo che facciano la riunione ristretta a Roma (n.d.r. con i soli dirigenti del Ministero, l’Azienda e i dirigenti nazionali sindacali) e poi producano un verbale inutile del Ministero dello Sviluppo poiché non condiviso con Provincia e Regione che debbono eventualmente finanziare ed autorizzare gli investimenti. Non vogliamo ripetere l’errore fatto con Be4Energy. Per questo invitiamo tutti i dipendenti a farsi sentire con il Gruppo di Alba telefonando di continuo allo stesso amministratore delegato. I progetti devono essere resi noti, perché 175 dipendenti sono ancora al palo” . Va ricordato che la Miroglio, con due sedi a Ginosa e Castellaneta fu tra il 1996 ed il 2008 un gioiello di efficienza, base strategica del Gruppo fino a quando lo stesso non si è orientato alla grande distribuzione commerciale dei suoi tantissimi marchi (tra i più noti Elena Mirò, Caractére, Motivi, Oltre) ed ad una delocalizzazione ancora più spinta, prima in Bulgaria e poi in Cina, ma sempre continuando a vendere in Italia.  Negozi monomarca sono presenti nelle vie centrali dello shopping di tutte le città italiane.

LIMITE A 70 RIMOSSO, MA SALE IL MALUMORE ANTI-POLIZIA PROVINCIALE


Dall'articolo apparso sul Quotidiano Venerdì 9 Settembre 2011
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di Nicola NATALE
Un tratto della ex S.S.580 presso il Crossodromo Sannelli
L'Assessore Provinciale Dr.ssa Marta Teresita Galeota
Il limite di velocità a 70 chilometri orari non c’è più sulla ex strada statale 580 che collega Ginosa a Marina di Ginosa. In corrispondenza degli autovelox vale il limite ordinario di 90 km orari, salvo che la segnaletica disponga diversamente negli altri tratti più insidiosi. Lo dichiara l’ass. alla solidarietà Teresa Galeota aggiungendo che lo stesso “non era più valido”. Interessante sapere allora come muteranno tutti i casi in cui giuridicamente la vigenza di quel limite conta qualcosa come ricorsi, multe, incidenti. Per l’assessore il fine delle due installazioni di rilievo elettronico della velocità “non è quello di batter cassa  ma quello di salvaguardia del bene più prezioso per i cittadini: la vita”. Frase che non fa una grinza, la ex SS580 potrebbe essere disseminata di croci in tutto il suo percorso per il numero di incidenti mortali che negli anni si sono susseguiti.  Tuttavia la frase ha scatenato un bel dibattito in merito ai punti in cui i due rilevatori elettronici sono stati installati e che hanno lasciato indenne il punto considerato più pericoloso, ovvero quello presso Lama di Pozzo, tratto abitato e ristretto da una piccolo emporio. Ma anche la strettoia presso il ponte c.d. dei sospiri,  oramai diventata strada comunale, ed esclusa dall’ammodernamento della statale fatto alcuni anni fa. Sono tanti gli internauti che pur non identificati e coperti dall’anonimato hanno inveito contro la rigidità della Polizia Provinciale che non dovrebbe “imitare le forze dell’ordine”. Fatto sta che la presenza continua di dispositivi elettronici e le pesanti multe che si abbattono sui malcapitati inosservanti delle norme stanno mutando lo stile di guida dei ginosini. Paradossalmente molto più che le scene continue di incidenti raccapriccianti incidenti stradali e dei funerali a cui i ginosini partecipano in massa. Rimane irrisolto il problema successivo, quello cioè di un controllo continuo e costante delle strade tale da fermare realmente i folli amanti della velocità su strada. Non è raro imbattersi in macchine che a passo di tartaruga presso il punto di rilievo accelerano appena fuori portata come se volessero raggiungere la luna.

SALVARE LA CANTINA SPAGNOLA DI LATERZA

Dall'articolo apparso sul Quotidiano Giovedì 8 Settembre 
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di Nicola NATALE
Non c’è più tempo: bisogna salvare gli affreschi della Cantina Spagnola di Laterza. Sono invasi da formazioni organiche pare fungine che ne stanno distruggendo i meravigliosi colori. 

LATERZA Un particolare degli affreschi 
della Cantina Spagnola
L’aspetto generale rispetto a una decina di anni fa è drasticamente peggiorato. E pare che proprio l’asporto del terriccio che ricopriva il solaio dell’antico ipogeo e la costruzione di una protezione in lamiera ondulata non siano riusciti nell’intento di proteggere il prezioso sito dalle infiltrazioni d’acqua e dalle variazioni climatiche. 
Ma anche la rimozione della paglia, residuo dell’ultima destinazione d’uso a deposito, sembra abbia dato un contributo negativo agli affreschi che in origine erano senza dubbio affascinanti per realizzazione e resa cromatica. 
La Cantina Spagnola conserva affreschi del XVI° secolo di affascinante mistero per gli studiosi e di indubbio fascino per i turisti che non cercano solo glorie gastronomiche. 
Sacro e profano assieme, a sinistra immagini sacre la Natività e la Cacciata dal Paradiso Terrestre, a destra una dama tra due corteggiatori e scene della vita di Corte della Laterza del Seicento quando a dominare erano i Perez Navarrete, famiglia spagnola. 
L’allarme è stato indirettamente lanciato non solo dal Sindaco Gianfranco Lopane ma anche in seguito all’accurato sopralluogo durato una giornata intera fatto dalla Seconda Scuola Estiva Internazionale di Rilievo del Territorio finanziata dal Gruppo Intini di Noci. Un'operazione realizzata attraverso la collegata SMA spa operante nel settore valorizzazione, gestione e prevenzione del territorio. 

Un apparecchio modernissimo per la fotogrammetria
A seguire il prof. Pietro Grimaldi, cultore di fotogrammetria architettonica del Politecnico di Bari e la Dr. Isabella di Liddo del Dipartimento di Lettere Lingue Arti dell’Università Aldo Moro di Bari, accompagnati dalla prof. Raffaella Bongermino, instancabile divulgatrice e storica, quindici giovani professionisti. 
Un gruppo eterogeneo fatto da geometri di Puglia e Basilicata ansiosi di conoscere le ultime tecniche e gli strumenti d’avanguardia in materia di fotogrammetria e studiosi tra i 20 e i 45 anni provenienti da Romania, Turchia, Venezuela e Brasile. Un convegno internazionale che racchiuda queste esperienze e questi studi è in preparazione per novembre. Forse sarà l’occasione per riportare l’attenzione sul rinvenimento degli archibugi un tempo presenti nella Cantina. Le armi antiche, rimosse con l’asportazione della paglia negli anni ’70, sono scomparse, apparentemente senza lasciare traccia. 
Insomma la Cantina Spagnola è un mistero continuo, ma anche la testimonianza che i beni culturali correttamente conservati possono diventare volano del turismo e quindi fonte di reddito. 
Il Sindaco ha escluso l’intervento comunale data la situazione finanziaria, ma non è impossibile trovare il modo per rendere economicamente conveniente l’investimento in beni culturali. 
E’ una nuova sfida per le Soprintendenze ormai prive di fondi.

mercoledì 7 settembre 2011

GINOSA, CIRCONVALLAZIONE SUD PRONTA A NATALE, LA PROMESSA DI DE PALMA

Versione integrale dell'intervista al Sindaco di Ginosa apparsa 
sul Quotidiano di Puglia di Domenica 4 Settembre 2011
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“Patto di Stabilità sforato per la alluvione, con il porticciolo non avremmo avuto danni dall’esondazione del Bradano”

di Nicola Natale

Vito DE PALMA Sindaco di Ginosa dal Maggio 2011
Sono passati 4 mesi dalla elezione del nuovo Sindaco di Ginosa, Vito De Palma, funzionario delle Agenzia delle Entrate. 
Il primo cittadino è residente a Marina di Ginosa da 15 anni, sposato con Antonietta Mariano e  padre di 2 figli, Antonio e Maria Pia.
Un dettaglio importante la sua residenza: Marina di Ginosa, distante 21 chilometri da Ginosa città, da sempre batte il tasto della autonomia dal Comune che ritiene patrigno piuttosto che padre. Cerchiamo di capire cosa accadrà nei prossimi mesi e magari intravedere lo stile di questo nuovo Sindaco 45enne.
Rientro difficile?
Non direi, mi sono occupato di mettere le scuole in condizione di partire al meglio con l’Assessore Mongelli ed il consigliere Di Canio. Oltre alla Carducci ci sono interventi finanziati dal Ministero della Pubblica Istruzione alla San Giovanni Bosco e alla Leone a Marina di Ginosa. Ed una novità positiva per la Boschetti Alberti, con una tensostruttura dovrebbe finalmente avere una palestra. Sulla Boschetti scontiamo scelte urbanistiche sbagliate del passato, le preesistenze tra Parco, Asilo delle Suore ed edifici privati hanno condizionato gli adeguamenti. Ma sulle Scuole bisogna avere il coraggio di pensare a nuove strutture con mutui, gli Edifici troppo vecchi assorbono risorse di continuo.
E la Circonvallazione Sud? Non le pare scandaloso un cantiere che dura da vent’anni e più….
L’Ing. Molfetta ed il Cons. Di Canio stanno approntando una perizia di variante per rendere più stabile il fondo stradale. Non voglio fare polemiche ma l’Amministrazione Comunale se ne sta occupando. La Giunta Rana trovò le risorse, poi il progetto ha avuto vita complicata. C’è infatti ancora il problema della visibilità sul rondò, sono in corso espropri ma entro la fine dell’anno la circonvallazione sarà finalmente pronta.
Finanziariamente come siamo messi?
Il Patto di Stabilità al momento l’abbiamo sforato, ma per far fronte all’emergenza alluvione e per le opere pubbliche. C’è una iniziativa dell’ANCI per spalmare tra i vari Comuni di una Regione i passivi e gli attivi, in questo modo è la Regione che trova un equilibrio complessivo. Nei prossimi anni però bisognerà restituire in termini di propri attivi in bilancio quanto figurativamente preso “a prestito”. Seguiamo con attenzione, altrimenti avremo una diminuzione delle risorse.
Raccolta Rifiuti, un appalto di 21 milioni di € in 7 anni…
Andiamo verso la completa copertura del costo da parte dei cittadini. Ora con la tassa rsu si paga circa il 50%, il resto viene dall’ICI. Questo bando prevede la differenziata spinta. I rifiuti verranno prelevati in alcuni giorni della settimana, sarà obbligatorio differenziare. L’eliminazione del cassonetto è una prova di civiltà. Puntiamo al 50-60% di rifiuti differenziati entro 4 anni.
Energie alternative, c’è un nuovo impianto eolico autorizzato in contrada Girifalco….
Era l’unico autorizzabile da parte della Regione, ce n’erano 6 o 7. Poi ci sono progetti fotovoltaici sugli edifici pubblici, compresa questa sede comunale. Sono favorevole all’eolico ed al fotovoltaico, anche perché aumentano le risorse per il Comune e far fronte ai tagli nazionali.
Un rapporto con il verde disastroso, mancano ancora i Parchi Comunali….
Farei comunque un passaggio su Marina di Ginosa: il Parco Comunale era privo di ogni servizio e fuori dalle norme igieniche, senz’acqua potabile e illuminazione, ora è almeno a norma. A Ginosa c’è l’esperienza del Parco Baden Powell che è fallimentare, mi dispiace per i volontari che ci hanno lavorato: i parchi vanno dati in concessione, custoditi perché restino fruibili. Ce ne sono 3 previsti  nel Piano integrato di riqualificazione delle periferie: Via Alfieri, Baden Powell e Via Mazzini presso la Casermetta, collegati fra loro con piste ciclabili. Mi piacerebbe renderli accessibili ai soli bambini accompagnati dai genitori.
Sul Porticciolo come procede….
Siamo a buon punto. Ho incontrato i titolari dell’impresa, abbiamo pubblicato la variante all’Albo. L’opera non deve essere etichettata Montanaro o De Palma, serve alla comunità in questo momento di crisi e sono aperto ai contributi non strumentali dell’opposizione.
I tecnici l’hanno tranquillizzata sul piano della fattibilità e gestione ordinaria del Porticciolo?
C’è un investimento di 70 milioni di € da parte della Comedimm di Altamura. Ho sollecitato la ditta ad approfondire con esperti qualificati la questione erosiva delle coste ma pare che i Comuni con porticciolo non abbiamo fenomeni erosivi. Poi va ripreso il progetto di difesa della costa con barriere frangiflutti. Va detto che se avessimo avuto il porto prima dell’esondazione del Bradano non avremmo avuto gli enormi danni dell’alluvione. Il Galaso si è comportato da imbuto facendo risalire di molto i livelli delle acque convogliate. Il Galaso deve essere riaperto, il porticciolo serve anche alla sicurezza di Ginosa Marina oltreché al suo sviluppo. I due accessi liberebbero inoltre la casbah creatasi a sinistra del Canale-torrente.
Le nostre piazze centrali, IV Novembre e Marconi, non sono un bel biglietto da visita…
C’è un progetto complessivo di rifacimento predisposto dall’Ufficio Tecnico per 900.000€, la gara non si è però ancora conclusa. Avrei voluto una unica grande piazza non separata dalla strada, una pavimentazione totale, ma qualcuno mi dice che non è possibile per motivi di sicurezza. Penso sia un intervento dovuto anche per le palme, contrariamente al mio cognome, bisognerebbe pensare a qualche altra essenza. Non siamo preparati su questo, anche per i parchi. Abbiamo bisogno di molto verde e di molto rispetto del verde.
Ma la crisi morde, cosa pensa dell’emorragia  di giovani e posti di lavoro…
C’è una nuova zona industriale con project financing, con investimento di privati a Ginosa Marina a ridosso della Statale 106. Una variante al PRG per una area alberghiera a Ginosa. Curiosamente non erano previsti alberghi a Ginosa nel vecchio Piano Regolatore generale degli anni ’90. 
Spero la Regione non sollevi obiezioni, ma ho buone speranze. L’incontro con l’Assessore Regionale all’Urbanistica Angela Barbanente  è stato estremamente proficuo, ne ho tratto una impressione più che positiva, spero gli uffici non rallentino. 
Ci sono due proposte di investimento lungo la Statale 106 a Marina di Ginosa che prevedono un centinaio di posti di lavoro per la produzione di cassette per l’ortofrutta ma gli Uffici Regionali mi facevano notare che la Pineta è a due chilometri. E cosa significa? E’ una zona agricola e bisogna andare in variante mentre secondo gli uffici dovremmo andare in zona industriale. Ma non abbiamo a Ginosa una zona industriale di 40-50 ettari, cosa facciamo perdiamo l’investimento? La Barbanente ha proposto una soluzione che rispetti i vincoli, non perde l’investimento ed evita il saccheggio del territorio. Dobbiamo avere una visione elastica, è normale che gli investimenti cadano lungo le principali direttrici, è la 106 è una arteria fondamentale.
C’è una questione morale al Comune di Ginosa?
Assolutamente no. Laddove ne nasca una nella mia maggioranza sarei il primo a dare le dimissioni. Colgo l’occasione per parlare della revoca fatta dopo soli 7 giorni dalla nomina dell’Assessore Calabrese. Vorrei precisare e lo faccio per la prima volta che  l’avevo invitato a sospendersi dall’incarico in attesa delle conclusioni della Magistratura, purtroppo l'invito non è stato colto. Va ribadito tuttavia che un avviso di garanzia è cosa diversa da un rinvio a giudizio. Da parte mia tolleranza zero rispetto a possibili ipotesi di intrallazzi e commistioni. Riproduzione riservata.