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martedì 30 giugno 2015

LATERZA LATTE SI', MA DELLE GRAVINE.

Da LATERZA (Taranto) il Latte delle Gravine
prodotto da Agrimurgia srl
QUOTIDIANO DI PUGLIA 30 GIUGNO 2015

di Nicola NATALE

Il latte delle Gravine ricomincia a far capolino in alcuni scaffali di Laterza e dintorni. 
Sembrava destinata a non avere seguito l’avventura di Giuseppe Cristella (ex sindaco di Laterza e consigliere regionale per forza Italia)  nel campo della commercializzazione del latte ed invece si assiste ad un nuovo inizio. 
Le confezioni di latte fresco dal packaging sobrio iniziano ad essere distribuite anche in altri esercizi della provincia di Taranto come Ginosa, Marina di Ginosa e Castellaneta Marina. L’obiettivo è espandere il raggio di azione e far conoscere “il buon latte murgiano” a quante più persone possibile. 
PUTIGNANO -
Fasi del confezionamento del latte nella C.A.P.
L’accorciamento della filiera, su cui tanto a lungo hanno insistito i sindacati di categoria, Coldiretti in testa, comincia quindi ad avere una prima timida applicazione, dopo il pesante stop imposto dalla chiusura della Centrale del Latte di Taranto sul finire del 2013. 
E infatti il grande limite delle produzioni lattiere pugliesi è negli impianti per la conservazione a lungo termine del latte, anche particolarmente moderni come quelli ad infusione di vapore, che consentono di avere “una qualità nutrizionale molto vicina a quella del latte fresco pastorizzato”. 
La determinazione di Cristella ha però consentito di trovare un nuovo accordo con la Cooperativa Allevatori Putignano consentendo alla Agrimurgia s.r.l. nata alla fine del 2012 di sviluppare il business per cui era nata. 
Giuseppe Cristella
L’azienda non nasconde di voler diventare uno dei principali operatori regionali nel campo della raccolta, distribuzione e commercializzazione del latte che da sempre ha trovato nelle Murge del Tarantino e del Barese uno dei connubi migliori tra paesaggio e qualità della produzione. 
Un connubio che però non è bastato ai produttori a innestare una rapida diversificazione (anche agrituristica) in vista del crollo dei prezzi di ritiro del latte. 
Tra le cittadine più colpite proprio Laterza che ha visto chiudere o ridimensionarsi drasticamente molti impianti. A lungo i produttori di latte sono stati strozzati dall’oligopolio impostosi nel ritiro del latte: poche grandi imprese a fare il bello ed il cattivo tempo nei confronti degli allevatori. 
Delle Gravine -
I prodotti tipici commercializzati insieme al latte
Una miriade di rapporti commerciali diseguali facilitati dalla concorrenza internazionale agguerrita, con costi di produzione spesso inferiori, ma anche dall’incapacità nella trasformazione e commercializzazione del latte.
Per questo rimane interessante l’esperimento ora divenuto realtà di Cristella che alla linea latte delle Gravine aggiungere anche altri prodotti tipici. 
Giugno è stato il mese in cui ci si è di fatto riappropriati di un pezzetto di filiera, sperando che poi altri esempi seguano e la legislazione agevoli anziché  impedire questi passaggi.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 30 GIUGNO 2015 (n.nat)

DA LATERZA A KOSZALIN IN POLONIA. STORIA DI UN SOLDATO.

Antonio Calabria, 88 anni,
fratello del disperso Giuseppe..
QUOTIDIANO DI PUGLIA 28 GIUGNO 2015

di Nicola NATALE


A ottantotto anni, Vitantonio Calabria, ha la compattezza di una quercia. 
E alla fine è lui ad aver riconosciuto il fratello Giuseppe Calabria nelle foto gentilmente fornite dal museo di Koszalin in Polonia. 
Il soldato Giuseppe riuscì a tornare per una breve licenza nel marzo del 1943 per riabbracciare la sua famiglia ed i suoi cari. Fu l’ultimo volta che lo vide dopo averlo visto partire quando era adolescente. 
La curiosità è viva nell’uomo che troviamo intento a farsi una partita a carte con un suo amico. 
I ricordi riemergono nitidi, come se una vicenda che a tutti sembra uscita dai libri di storia fosse ancora presentissima. 
Giuseppe Calabria, disperso in guerra.
I suoi resti sono stati ritrovati
a Koszalin in Polonia 56 anni dopo.
E' lui a ricordare le ultime notizie che riguardano il fratello Giuseppe. 
Un suo commilitone di Matera, ormai deceduto, andò a trovarlo a Laterza proprio per informare la famiglia. 
Giuseppe lavorava come civile presso una famiglia di Koszalin ma, al contrario del suo amico, non tornava la sera nel campo di concentramento. A lui era concesso di dormire presso quella stessa famiglia.
Il 5 marzo del 1945 fu l’ultimo giorno in cui il soldato di Matera vide Giuseppe. Il giorno dopo, con l’offensiva dei russi, non ne ebbe più notizia e altrettanto la sua famiglia. 
Sperava di trovare mio fratello qui, a casa mia ed invece non l’ha trovato” aggiunge il terzogenito rievocando quella visita dell’ottobre del 1945. 
Forte deve esser stato il legame dei due soldati coinvolti in vicende così grandi e così tragiche. 
Anche il sindaco di Laterza Gianfranco Lopane ha voluto commentare il rinvenimento dei resti di Giuseppe Calabria. Per il giovane primo cittadino “questa vicenda fa riemergere la questione bellica in uno scenario contemporaneo molto critico nella sua globalità”. 
Dovremo tutti ricordare” ha aggiunto “che uomini come i nostri nonni hanno rischiato e perso tutto”. 
Oggi il compito delle istituzioni” ha concluso “è ridare una patria ed una identità a questo soldato, riconoscendone le sofferenze e l’amor patrio”.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 28 GIUGNO 2015

LATERZA, GIUSEPPE CALABRIA, IL SOLDATO RITROVATO DOPO 65 ANNI.


Da sx Giuseppe Calabria e Vito Gennaro Calabria, entrambi di Laterza.
Partirono ventenni nel 1940 e non tornarono più. Erano dispersi.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 28 GIUGNO 2015*

di Nicola NATALE

Una storia che emerge piano da un passato lontano. 
Poi i contorni si fanno nitidi e prendono le sembianze di un anziano signore che racconta, con voce piana, fatti che a noi sembrano lontanissimi. 
Suo padre e suo zio morti in guerra, anzi peggio, dispersi. Per lungo tempo nessuna notizia dei due. 
Poi la svolta, prima per il fratello più piccolo Vito Gennaro nel 1986, poi quella inattesa di questi giorni per Giuseppe Calabria, il primogenito. 
Siamo a 65 anni dalla fine della IIª guerra mondiale e da Koszalin, una città all’estremo nord della Polonia, ad una dozzina di chilometri dal mar Baltico una fossa comune fa presagire il rinvenimento dei poveri resti di Giuseppe Calabria. 
Giuseppe Calabria.
Ritrovato dopo 65 anni a Koszalin (Polonia)
Era partito a vent’anni esatti, lui nato nel 1920 e che già allora, come si usava, aveva iniziato a imparare il mestiere del fabbro. La sua bottega era quella dei Traetta sulla via per Matera, ormai chiusa. 
Ben altri ferri lo attendevano e fu uno dei tanti giovani soldati inviati nella campagna italiana di Grecia. 
Lì, racconta ancora Francesco Calabria il nipote, riuscì anche ad incontrarsi con il fratello Vito Gennaro di stanza in Albania. Era la temporanea libertà seguita all’armistizio dell’8 settembre. Fu una visita breve possibile grazie al fatto che Vito Gennaro, il fratello più piccolo, era in amicizia con l’autista di un ufficiale che gli concesse l’uso dell’auto. Una mezza giornata fatta di racconti intensi e probabilmente un ultimo abbraccio fugace, dopo di allora il destino dei due fratelli fu segnato. 
Altri soldati di Laterza, centro del Tarantino in Puglia, invece furono più fortunati: riscirono a tornare alla città natìa, alcuni a rifarsi una vita altrove. 
Dopo quella notizia così vaga, giunta chissà come, probabilmente i due furono costretti a continuare la guerra così come l’Italia l’aveva iniziata: al fianco dei Tedeschi. 
In quel periodo le informazioni sono ancora più vaghe, inizialmente si disse addirittura che potevano che erano dispersi in Russia, comunque non lontanissima dalle città polacche in cui i due fratelli finirono. 
Francesco Calabria,
figlio di Vito Gennaro e nipote di Giuseppe
Francesco non solo non ricorda il volto dello zio, ma nemmeno del padre che poté incontrarlo una sola volta quando aveva cinque mesi. Cosa normalissima in tempo di guerra, ma che a noi, dopo 65 anni di pace, appare in tutta la l’insensatezza e crudeltà. 
Nel frattempo su Giuseppe Calabria sembrava sceso l’oblio, come sui tanti soldati e civili morti per ragioni che solo la propaganda faceva sembrare sensate. 
Dalla voce del nipote Francesco riemergono facce, volti, nomi e soprannomi di laertini inviati in Grecia. Ma anche di donne laertine che avevano sposato altri soldati che gli riportavano brevi, parziali notizie di questa sua famiglia smembrata dalla guerra e ridotta in povertà. 
Una in particolare che aveva sposato un soldato di Matera, gli aveva riportato la notizia di esistenza in vita di suo zio. Un ragazzo che aveva fatto appena in tempo ad avere una sua fidanzatina, ad aprirsi alla primavera della sua esistenza. Per poi essere trascinato dalle sponde calde del mar Jonio alle rive del mar Baltico in un susseguirsi di vicende ormai racchiuse in documenti che solo gli storici consultano. 
Della sua famiglia rimane solo Antonio, il terzogenito di 88 anni, il quale non fece il militare, una sorta di “gentilezza” nei confronti di una famiglia che aveva pagato a carissimo prezzo la semplice casualità di avere due figli ventenni allo scoppio della seconda guerra mondiale. 
Ma” conclude Francesco Calabria “la sua esperienza così tragica, anche per i miei nonni, il non ritorno di mio padre che fu causa del dolore vivissimo di mia madre, spero termini con il rientro definitivo delle sue spoglie, anche ad opera del Governo”.

* Si ringraziano oltre ai testimoni diretti anche Giovanni e Sabrina Sannelli senza il cui contributo questi articoli non avrebbero potuto essere scritti.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 20 GIUGNO 2015

giovedì 11 giugno 2015

MINORANZE DAL COMMISSARIO TREMATERRA: “SOTTO LA LENTE RENDICONTO 2014, RIFIUTI E FARMACIA COMUNALE”.

Malgari Trematerra,
commissario prefettizio inviato a Ginosa, 
dopo lo scioglimento del Consiglio comunale 
privo di maggioranza.

QUOTIDIANO DI PUGLIA 11 GIUGNO 2015*

di Nicola NATALE

L’azione del commissario Malgari Trematerra entra nel vivo delle questioni ginosine. 
Anche perché le opposizioni non si sono limitate a favorire le condizioni per lo scioglimento del Consiglio comunale del quale loro stessi facevano parte. 
Hanno chiesto ed ottenuto un incontro con il commissario prefettizio per sottoporle alcuni dei dossier più urgenti per Ginosa e per i quali invano avevano caldeggiato diverse soluzioni da parte della maggioranza di centrodestra che doveva restare in carica fino a maggio del 2016.
Il primo tema è stato quello dell’Ecoltourist, la società mista fondata dal Comune di Ginosa per dotare di impianto fognante la frazione marinese. 
Una società che realizzò l’impianto (poi preso in gestione dall’Acquedotto Pugliese) ma non seppe renderlo operativo, condannando l’intera Marina di Ginosa al sistema ancora parzialmente vigente dei camion “auto-spurgo”. 
Ma anche obbligando l’amministrazione Costantino negli anni '90 a forzare la mano per rendere operativo l’impianto chiedendo un milione di lire per l’allaccio ai proprietari di case a Ginosa marina. 
Milione poi giudicato illegittimo e restituito con pesanti aggravi per il bilancio comunale. 
Bilancio che ancora oggi nel 2015 conserva in sé le tracce avvelenate di quella gestione con crediti di fatto inesigibili e che dovevano essere posti tra quelli a “dubbia esigibilità”. Non è questa naturalmente l’unica questione sottoposta. 
C’è anche la faccenda della farmacia comunale la cui quota residua di partecipazione del Comune stava per essere dismessa facendo venire meno i presupposti per la sua creazione.
Vale a dire l'esistenza di un presidio pubblico in un campo delicato qual è quello della distribuzione e vendita di farmaci. 
MARINA DI GINOSA - 
I rifiuti continuano ad essere abbandonati
senza ritegno su una spiaggia che ha meritato 17 bandiere blu.

(photo courtesy of Gabriele De Luca)
Altro problema rilevantissimo, aggravato dall’incombere dell’estate e dall’arrivo di migliaia di turisti a Marina di Ginosa, è quello dei rifiuti. 
Un problema aggravato da sostanziali criticità nel rispetto del contratto da parte della società che ha in gestione la raccolta, la Teknoservice di Piossasco (Torino).
Criticità più volte denunciate da cittadini e minoranze, sanzionate dalla maggioranza cui si aggiunge il cattivo comportamento di molti “sporcaccioni”, non importa se residenti o meno.
Un appalto quello della Teknoservice, che terminerà nel 2019 e che non è stato completato nemmeno da isole ecologiche pienamente funzionanti. 
Le minoranze non si sono nemmeno dimenticate del rendiconto del 2014 sebbene esso sia stato approvato senza colpo ferire come fatto rilevare dallo stesso ex sindaco Vito De Palma a dimostrazione che “non siamo affatto al baratro finanziario
Sullo sfondo la questione altrettanto pesante del piano regolatore generale invalidato incidentalmente dopo il ricorso di un privato cittadino. 
GINOSA, Caffè del Borgo Antico.
La conferenza post scioglimento del Consiglio Comunale
con i consiglieri dimissionari.
L’azione è tesa al recupero della piena vigenza dello strumento urbanistico per evitare ulteriori difficoltà all'edilizia e ai diritti quesiti di una miriade di situazioni del patrimonio residenziale ginosino.
All’incontro hanno partecipato i consiglieri dimissionari (Felice Bitetti, Antonio Bradascio, Massimo Castria, Francesco Di Franco, Giulio Galante, Enzo Giannico, Cristiano Inglese, Stefano Notarangelo, Emanuele Rosato) che hanno dimostrato di “apprezzare la determinazione e la sensibilità del commissario nel gestire il nostro territorio”. La dott.ssa Trematerra dal canto suo  ha richiesto una sintetica e puntuale relazione sui problemi sollevati con particolare attenzione al rendiconto 2014”.
*versione integrale e correttamente attribuita dell'articolo apparso sul Quotidiano di Puglia dell'11 giugno 2015 edizione di Taranto a pag. 22.

martedì 2 giugno 2015

GINOSA, LATERZA E CASTELLANETA: VINCONO ASTENSIONISMO E MOVIMENTO 5 STELLE.


GINOSA nord con il ponte di San Leonardo al centro della foto.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 2 GIUGNO 2015
di Nicola NATALE
Potrebbe cambiare tutto, oppure no, almeno nell’eterna terra del Gattopardo.
La notizia più clamorosa che esce dalle urne è la mancata ri-elezione di Pietro Lospinuso, consigliere regionale in corsa per la sua quinta riconferma.
Solo nella sua Ginosa riesce a conservare il suo bacino storico raggranellando 2.171 preferenze sulla new entry Franzoso, che invece gliene porta via 193.
Marco Galante,
neo consigliere regionale (M5S)
Ma lo supera nella stessa Ginosa anche Marco Galante del movimento 5 stelle con 2.563 voti, a conferma del disagio dell’elettorato che non riesce più a riconoscersi nella retorica dei due grandi contenitori (pd e forza italia). 
Viene dal mondo della sanità accreditata Marco Galante, è infermiere professionista ed ha condotto una campagna pacata, che scippa a Forza Italia il ruolo di primo partito ginosino.
Dall’altra parte, nel centrosinistra ginosino, Vita Surico nella lista Emiliano sindaco di Puglia, è la sola a raccogliere 499 consensi, seguita da Donato Pentassuglia con 437, un dato che fa a stento superare il migliaio di consensi al bacino classico del Pd. 
Il commissariamento della sezione c’è e si vede, ad un anno dalle comunali non c’è accenno di una profonda ristrutturazione.
C’è posto nell’estremo versante occidentale ginosino anche per un pensierino a Lemma (75 voti) e a Michele Mazzarano (110).
Poca roba per cercare di farsi ricordare dopo da viale Capruzzi. 
In una sostanziale indifferenza (ricambiata) con quanto accade nella politica regionale. 
Ed infatti Ginosa si allinea al dato generale e diserta le urne, superando di poco il 51% e buttando letteralmente a mare oltre seimila preferenze. 
Preferenze che, se concentrate, potevano portare ad un candidato di bandiera per il versante jonico della Provincia di Taranto.
Purtroppo da tempo molti elettori hanno smesso di cercare l’uomo ed il partito giusto.
Laterza, 
sullo sfondo il ponte di Selva San Vito
Più contenuta l’astensione a Laterza dove sempre Vita Surico, la candidata dirigente scolastica del Flacco di Castellaneta, raggiunge quota 1.535 voti portando il pallottoliere complessivo del centrosinistra laertino a 2.873 voti. 
Sembra sia la prima dei non eletti.
A destra si registrano le performance di Agostino Perrone (1.727 voti) di Francesco Perrone (1237 voti) per il candidato presidente Schittulli.
CASTELLANETA (photo courtesuy fotoperaria.it)
A Castellaneta, (ex?) baricentro politico del versante occidentale si registra sostanzialmente la stessa disaffezione alle urne. 
Va a votare solo il 49,46% e si afferma il movimento 5 stelle che con il suo meet-up è particolarmente attivo, anche nel raccordo con i parlamentari penta stellati. 
Il movimento di Beppe Grillo è il primo partito anche a Castellaneta con 1.775 voti validi seguito a distanza dai 990 voti della lista Emiliano sindaco di Puglia che aveva al suo interno Vita Surico, sostenuta dalla nomenclatura locale pd. Ancora dietro Oltre con Fitto che raggruppa il consenso del centrodestra con 814 voti, voti davvero troppo pochi per essere considerati con interesse da Bari. 
Discreta l’affermazione di Fratelli D’Italia con 538 voti. 
Un quadro politico frastagliato che condanna alla quasi irrilevanza il versante occidentale della provincia jonica.
QUOTIDIANO DI PUGLIA
Articolo dedicato alle elezioni in Provincia che raggruppa Martina Franca, Manduria, Ginosa, Laterza e Castellaneta