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mercoledì 31 agosto 2011

500.000€ PER UN ETTARO DI VIGNETO, MA IN TRENTINO! Sparisce e si trasforma l’agricoltura ginosina, colloquio con Antonio Giordano

Articolo apparso sul Quotidiano di Domenica 28 Agosto 2011
Dott. Antonio Giordano - Girifalco s.a.s.











di Nicola NATALE*
Un omicidio si sta consumando in silenzio. E’ quello dell’agricoltura jonica assieme alle prospettive di molte famiglie ginosine. E’ incredibile la perdita di reddito registratasi in questi anni se comparata con l’aumento di tutte le altre voci di spesa, incluse quelle alimentari. Per tentare di capirne le ragioni ma anche per rompere l’indifferenza e la rassegnazione che copre una uscita così ingloriosa da un settore produttivo decisivo abbiamo intervistato Antonio Giordano, da anni titolare della Girifalco, impresa leader nella distribuzione di fitofarmaci. Un osservatorio speciale, che consente di capire quanto sta accadendo alle campagne ginosine, il cui progressivo abbandono sta trasformando non solo la economia ma anche il paesaggio.
Dott. Giordano cosa sta succedendo all’agricoltura ginosina?
Innanzitutto per l’uva da vino c’è stato un contributo all’espianto di circa 12.000€ per ettaro. Le quote di uva da vino sono arrivate a costare anche 15.000-20.000€, tre anni fa. Chi ha fatto lievitare queste quote sono state le grosse imprese trasformatrici del Nord, tipo Tormaresca, Zonin. A livello nazionale la diminuzione di superfici vitate è stata del 5,6% ma nella nostra zona, nel Tarantino la percentuale sale al 30-40%. Il reddito è diventato quasi nullo, 15-20 centesimi al kg, non consentono nessuna remunerazione. Stessa cosa per l’uva da tavola, per cui c’è la corsa all’abbandono, con l’aggravante che non ci sono nemmeno soldi per pulire dall’impianti i terreni. Mancano cioè anche i circa 2.000€/ha necessari all’espianto per poter dedicare ad altro uso il terreno. L’imprenditore agricolo inoltre è stato preso di mira da Equitalia e dall’INPS, giustamente secondo alcuni, ma in un momento in cui non c’è assolutamente liquidità e con metodi discutibili. Le Banche inoltre  hanno ritirato le loro linee di credito. Per cui penso che nel Tarantino circa 7.000 ettari di uva da tavola sono stati abbandonati. Il 20-30% dei tendoni abbandonati non sono stati espiantati aumentando i problemi di tignola e peronospora  per i vigneti ancora in produzione. Senza parlare dei danni all’immagine ed al paesaggio.
Con cosa potremmo sostituire l’uva?
L’assenza di una coltura che sia riferimento per un reddito anche minimo è il principale problema. E’ il caso delle angurie di quest’anno, andate al macero senza essere raccolte. E’ un fatto sociale, che impegna direttamente la politica.
Si, ma siamo in una economia di mercato…..
Certo. Anni fa noi eravamo la California del Sud, producevamo di tutto e con ottimi risultati, i terreni ed il clima sono ancora oggi straordinari. La grande distribuzione ha in mano le chiavi del problema perché è quella che impone i prezzi ed anche le caratteristiche del prodotto. Arrivando a chiedere ad esempio che non sia presente più del 30% di residuo di fitofarmaci rispetto al tetto di Legge o ad ammettere solo 4 o 5 principi attivi tra le centinaia ormai presenti sul mercato antiparassitario. Le nostre tante grandi imprese di commercializzazione sono impotenti di fronte a questi comportamenti. Aggiungo che la grande distribuzione non ha valorizzato l’ortofrutta come invece facevano i mercati generali. Ora in un banco che è self service, si può trovare una uva da tavola stupenda come è accaduto a me a Brescia, tagliata a metà perché troppo pesante. O ancora soggette a contestazioni al momento dell’arrivo e non già in partenza, prima di essere tagliata. Ancora la grande distribuzione fa un discorso di rendimento per mq occupato ma l’ortofrutta non è prosciutto o formaggio. Insomma ritorniamo al problema del valore del nostro prodotto. Va detto anche che l’allungamento della filiera, la poca attenzione nel tenere prodotto fresco sui banchi, aumenta la concentrazione di nitrati e nitriti dannosa per la salute.
Cosa si può fare?
Qualcuno tenta con la forza della disperazione nuovi impianti viticoli, sperando nella riduzione drastica di superfici che genererà un recupero di domanda. Le nuove varietà, come quelle apirene, sono soggette a troppi vincoli, è un problema la cui soluzione spetta alla politica. Aggiungo che in Trentino un ettaro destinato ad uva da vino può arrivare a 4-500.000€, i nostri terreni hanno molta più resa e minori problemi climatici. Qui non arriviamo a 30.000€. Ci vuole organizzazione, coerenza ed unione degli agricoltori. Ma soprattutto investimenti, le zone del Chianti non nascono per caso, sono frutto di una logica. Che dovremmo forse adottare o ribaltare. In fondo un vigneto del Nord ha bisogno del doppio dei trattamenti di un vigneto del Sud.

domenica 28 agosto 2011

GRAVINA DI GINOSA, NESSUNA PAVIMENTAZIONE DELL'ALVEO. INTERVENTO DA 753.000€ CON I FONDI DELL'AREA VASTA

Dall'intervista apparsa sul Quotidiano del 26 Agosto 2011*
Oggi 28 Agosto intervista al dr. Antonio Giordano sull'agricoltura jonica, in particolare sulle quotazioni dei terreni e dell'uva.

di Nicola NATALE
Vincenzo Di Canio, consigliere comunale delegato ai Lavori Pubblici
Comune di  Ginosa 
La Gravina non accoglie solo acque torrentizie, accoglie anche il fiume di parole e di progetti che si riversano su di essa. La prossima scadenza del bando di gara per i lavori di sistemazione dell’alveo del Torrente Lagnone che coincide con la Gravina di Ginosa  ha riattizzato le polemiche. Abbiamo intervistato il consigliere comunale Vincenzo Di Canio, delegato ai Lavori Pubblici (pdl) perché chiarisse alcuni aspetti controversi del progetto, bollato dall’assessore provinciale Galeota (pd) come un progetto lontano dalla realtà.
Allora dott. Di Canio, di che si tratta….
C’era già un vecchio progetto di sistemazione del corso del Torrente Lagnone, di 6-7 anni fa che prevedeva la ribasolatura dell’alveo.  Nel 2007 con l’Area Vasta tarantina c’era la possibilità che questo tipo di interventi fossero finanziati purché fossero immediatamente cantierabili. Il nostro progetto era definitivo non esecutivo poiché non aveva tutte le autorizzazioni, ma era in linea con la misura 2.5 FESR riguardante proprio le sistemazioni idrogeologiche. Il problema è che prima ci fu detto dalla Regione di progettare con libertà gli interventi effettivamente utili al territorio, poi invece gli interventi approvabili dovettero seguire gli assi così come individuati e finanziati a livello europeo. Successivamente abbiamo dovuto adeguare il progetto a varie prescrizioni; vorrei chiarire a tal proposito che nonsono previsti interventi diretti sull’alveo. L’ultima autorizzazione ci è arrivata il 2 Agosto dal Settore Foreste della Regione Puglia per il vincolo idrogeologico.
Alla fine cosa andiamo a fare in Gravina?
Andiamo a proteggere le sponde della Gravina dall’azione erosiva della corrente. Il progetto per un importo pari a 753.000€, prevede la rimozione di detriti e la realizzazione di scogliere rinverdite fatte con massicciate di pietrame, legante naturale e alcune talee autoctone. Il progetto prevede anche il ripristino della parti crollate dei muretti a secco, la realizzazione di nuovi muretti con malta cementizia non visibile dall’esterno con il recupero di pietre sul posto, la ristrutturazione dei camminamenti esistenti con pietrame cementato collocato  al di sopra di uno strato “tessuto non tessuto”.
Alt, cioè…
Sono termini propri dell’ingegneria naturalistica. Il “tessuto non tessuto” ha vari scopi serve per migliorare l’isolamento ed il drenaggio del materiale soprastante. Il rispetto della Gravina, come elemento naturale, ma anche la conoscenza della sua primitiva funzione di nucleo abitato della Ginosa antica, ci tiene tranquilli sulla compatibilità di questo progetto, ora finalmente dotato di tutte le autorizzazioni. Del resto anche il progetto originario con la stesura di massi nell’alveo della Gravina tendeva ad impedire che lo stesso si approfondisse.
Ci sono altri interventi?
La ristrutturazione delle due principali aree a verde nelle aree a rischio erosivo: la quantità d’acqua che si raccoglie in Gravina è di una potenza impressionante. Queste superfici saranno terrazzate con palificazioni vive e con la piantumazione di essenze tipiche del luogo che possano trattenere e contenere il suolo. L’impresa vincitrice provvederà anche alla manutenzione ordinaria dei tre tratti fognari che servono il centro storico ed attraversano la Gravina. Curiosamente il più antico tratto fognario è il migliore di tutti, nonostante la vetustà sono opere essenziali per il futuro ricettivo e turistico che andiamo disegnando. Il progetto infatti, al di là delle polemiche, tende proprio a proteggere quanto hanno fatto nel tempo gli antichi abitanti di Ginosa. Una nostra inazione farebbe crollare tutto, come del resto è già successo. Riproduzione Riservata

mercoledì 24 agosto 2011

ODORI MOLESTI IN TOSCANA

Montaione (Firenze) -Toscana
di Nicola Natale


La Toscana è nota nel mondo per la bellezza del suo paesaggio, per i tesori d'arte e per un mix unico che sono alla base di un indiscutibile successo turistico e di immagine. Ma non è esente anch'essa da pecche che non accetteremmo nel nostro Sud. E che sarebbero immediatamente rilevate con opportuna denigratoria campagna stampa. I continui servizi sulla monnezza di Napoli hanno fatto fuggire migliaia di turisti, noi compresi che avremmo voluto volentieri tornarci. A proposito se non avete mai visitato la Reggia di Caserta fatelo. E' una esperienza unica e il magnifico complesso ha una fama assolutamente inferiore al suo rango, tra i grandi complessi reali europei. Ma il marcio non è tutto in Campania e non solo in Danimarca. 
Dicevamo della Toscana.
A Montaione, provincia di Firenze esiste una magnifica struttura alberghiera, della quale parlo nel post precedente che però deve combattere con le pecche di condutture fognarie che pare risalgano al 1800, secondo quanto dettomi da una delle responsabili della struttura. 
Montaione
La scarsità di risorse del Comune, sarebbe alla base, secondo dichiarazioni della elegantissima signora, ex assessore dello stesso Comune, del mancato rifacimento delle stesse. Mi è parso quindi inelegante far notare che fatti salvi i primi 100 anni di egregio funzionamento della struttura, nei successivi 110 si poteva pure trovare modo e tempo per rifargli gli impianti. Mi sono limitato a far notare che a Marina di Ginosa è stata fatta persino la fogna bianca con quei fondi europei che a detta di tutti spendiamo male e non sufficientemente. Mi pare strano che un Comune con 95 strutture vacanza e ristoranti di alto ed altissimo livello non riesca a fare i pochi metri di tubatura che scorrono tra l'altro vicino alla propria sede! E non pensate che sia cosa di un piccolo Comune. A Firenze dove i turisti fanno una vera e propria invasione alla città, i servizi igienici degli Uffizi sono di grande effetto scenico,  ma assolutamente anche loro provvisti di odori molesti (sic). 
Con un prezzo di 21€ comprensivo di prenotazione è il caso di aspettarsi un pò di più. Sarà per questo che si sono svuotati i FONDI FAS, l'elemosina di Stato destinata alle aree sottoutilizzate. Aree sottoutilizzate saremmo  noi del Sud, uno degli eufemismi più carini utilizzati per noi meridionali. Non è il caso di farne una storia, ma è un aneddoto che serve a toglierci quella sensazione di minorità che ci è stata imposta e che non sempre meritiamo.

lunedì 22 agosto 2011

LA FORMULA TOSCANA, TURISMO ED AGRICOLTURA INSIEME MA NON SOLO

di Nicola Natale


Si parla di Nord e Sud, del mancato sviluppo di questo.
UNA Hotel Palazzo Mannaioni - Montaione (Firenze)
In Toscana, hanno preso a base il Chianti, vino ottenuto dal vitigno sangiovese e le meravigliose colline tra Siena, Firenze e Pisa, le hanno unite ad una ricettività d'eccellenza e ne hanno fatto un brand diffuso in tutto il mondo. Ricettività fatta non solo di alberghi a "4 stelle reali" ma anche e soprattutto di casali finemente ristrutturati. Destinati ad ospitare nuovi residenti innamorati della "fine Tuscany" più che turisti. 
Il Chiantishire appunto: inglesi, francesi ed americani arrivano a carrettate. Perfino Sting pare abbia comprato una tenuta e produca dell'ottimo Chianti sia pure fuori dalla zona delimitata.
Il Salento ha iniziato a fare turismo moderno che significa marjketing, servizi e cultura, ora spetta alla provincia di Taranto. 
Taranto e il suo territorio hanno tesori d'arte e luoghi indimenticabili, devono però qualificare l'offerta turistica. Bisogna fare seri investimenti, servono soldi in un momento in cui siamo drammaticamente a corto. Però bisogna farlo seriamente, non a parole. 
Una settimana nei luoghi migliori della Provincia jonica non vale meno che una settimana in Toscana o in Sicilia, ne parlo con cognizione di causa. Senza lasciarsi scoraggiare dallo status delle città d'arte che hanno asset difficilmente riproducibili.  Botticelli o Michelangelo sono decisamente fuori dalla nostra portata.
In quei secoli forse i nostri avi erano impegnati a fare altro, ma possiamo  puntare quindi sui contemporanei e sul passato remoto della Magna Grecia. 
Quindi l'arte e la bellezza come creatori di economia, ma non solo. In Toscana come ho visto qualsiasi paesino ha zone artigianali ed industriali sviluppate, un monito severo a chi con ritardo ne ha compromesso e ritardato l'avvio.
16 Agosto 2011
Partiamo alle 7 da Bari, prendiamo una coppia di nostri amici, arriviamo alle 21:00 a Montaione in provincia di Firenze ma solo perchè visitiamo sul cammino la splendida Villa Adriana a Tivoli. Forse solo il Colosseo,  tra i resti romani, dà una idea della grandezza, della magnificenza e del gusto architettonico che gli imperatori volevano lasciare nei secoli. 
Uno schiaffo ai posteri, vedendo la miseria e la caducità di alcune realizzazioni odierne.
Il complesso della villa è così vasto, adempiva a funzioni così sofisticate e poetiche, come il teatro marittimo destinato alla meditazione e al relax in perfetta privacy dell'imperatore Adriano, che lascia una idea precisa della grandezza e potenza di Roma a quei tempi. Chi l'ha visto quando era intatto è stato un privilegiato, quale che fosse la sua funzione, e ce ne dovevano essere di molto dure. E pensare che gli inglesi in grand tour del '700 e dell'800 sparavano contro gli stucchi delle grandi terme per portarsene souvenir…..
Ma dicevamo della Toscana.
Un consiglio, gettate via il tom tom e affidatevi a carte stradali aggiornate. Ed ogni tanto magari leggete i cartelli: miracolosamente indicano anche posti che sono poco più che un agglomerato di case.
Montaione è un Comune di 2.600 anime, che dispone di tre alberghi, uno dei quali a 4 stelle con piscina e di 95 tra agriturismi, case vacanza e bed and breakfast. Una mega offerta ricettiva fatta anche per chi vuol visitare San Gimignano, poco distante, il cui impianto medievale viene ormai sepolto dal turismo di massa. 
Per qualche motivo che non è difficile intuire, i leader del Pd calano in massa in estate per farvi feste, dibattiti  e presentare i propri libri, nessun paesino ne è esente. Fa un certo effetto vedere a Certaldo un manifesto dell'opposizione del PDL immerso in una triste cornice di anticorodal. 
I borghi caratteristici sono tanti, c'è ad esempio Certaldo, dove pare fosse la casa di Boccaccio e c'è Fucecchio, paese natale di Indro Montanelli. 
L'Una Hotel Palazzo Mannaioni è situato nel palazzo della famiglia omonima e da poco dispone di un corpo nuovo, realizzato esternamente nello stesso stile con gusto sobrio, moderno ma di grande effetto. Intuiamo subito le difficoltà tecniche e logistiche ed autorizzative di una tale struttura, con piscina esterna al di fuori di un palazzo storico e con un tunnel che passando sotto una delle vie principali del borgo collega le due anime. Pure l'hanno fatto. 
Da noi invece del Castello che doveva essere ristrutturato parzialmente grazie ai fondi della iniziativa Bollenti Spiriti non si sa niente: dovrò informarvi in un prossimo articolo. I commercianti hanno dovuto riunirsi in associazione per superare le difficoltà burocratiche di utilizzo delle splendide, immense e termicamente perfette cantine della Gravina. Ma stanno lavorando, l'amministrazione pare finalmente spalleggiarli. (Continua domani-to be continued)

domenica 7 agosto 2011

RETTORE PER LA FESTA DEL COMMERCIO A Laterza per il fine settimana concerti, percorsi degustativi, stand espositivi

di Nicola NATALE
Gli organizzatori della II Festa del Commercio a Laterza con il Sindaco Gianfranco Lopane primo da sx

La seconda Festa del Commercio è una scommessa vinta per Laterza. Terzo ed ultimo appuntamento stasera con Donatella Rettore indimenticata cantante pop ma anche attrice di teatro,cinema e TV a  partire dalle ore 20 nella centralissima Piazza Vittorio Emanuele di Laterza.  E’ un evento a 360° gradi organizzato da Rocco Bruno, Pietro Cangiulli. Giuseppe ed Alessandro Giannico e da Angelo “Showman” Zecchino, presentatore delle serate. Si sono già esibiti i Concetto Logico di Laterza il 5 Agosto, cover band di Biagio Antonacci, Gianni Ciardo, comico ed attore ed artista poliedrico (fa anche teatro colto e suona pianoforte e chitarra) ieri.  La Rettore stasera oltre ai suoi vecchi successi presenterà il suo disco uscito nel 2011 “Caduta Massi”, quasi una anteprima nella città laertina. La cantante, preceduta dall’esibizione della Scuola di Ballo di Alda Russo, ha preteso una mega struttura di 12 metri per 10 con un notevole gioco di luci. Tutto ad ingresso libero senza obbligo di consumare alcunché. Gli organizzatori, tutti operatori commerciali di Laterza tranne Zecchino, sono orgogliosi del risultato raggiunto con la sola collaborazione dell’agenzia Eventi&NonSolo ed il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Laterza. Anche perché è loro dichiarato obiettivo risvegliare con l’attività commerciale puntando non solo sugli spettacoli ma anche su numerosi stand espositivi (dall’artigianato al fotovoltaico, dai centri riabilitativi ai prodotti agricoli della Coldiretti, dai mobili all’abbigliamento) ed un percorso degustativo con 7 prodotti tipici del territorio, più acqua e bevande.  Non mancherà una lotteria che mette in palio uno scooter Garelli. Gianfranco Lopane, Sindaco di Laterza è visibilmente contento del successo della stagione estiva laertina organizzata con soli 3.000€ dell’Amministrazione, coinvolgendo in maniera massiccia i privati: “L’estate che non t’aspetti è stata una vera sorpresa per la capacità di attrarre avventori e turisti. Tutto questo lo dobbiamo alle associazioni culturali e di categoria, o a singoli esercenti come in questo caso, che si sono impegnati e in qualche caso tassati per avere un programma di tutto rispetto. La collaborazione di tutti i soggetti è stata fondamentale in questo momento di ristrettezze di bilancio”. Una valigia di cartone è piazzata in angolo dell’ufficio del Sindaco ove si tiene la conferenza: un’opera d’arte notevole dal potente simbolismo.  Anche Lopane è tornato a Laterza dopo aver lavorato fuori regione. A dimostrazione che questa è la strada da intraprendere per dare nuova linfa alla magnifica provincia jonica.

ALLUVIONATI FUORI DAGLI ALBERGHI, GINOSA E BERNALDA NON PAGANO Si schermiscono i Comuni non abbiamo fondi, li abbiamo già spesi per le emergenze violando il Patto di Stabilità



Versione integrale degli articoli apparsi sul Quotidiano di Sabato 6 Agosto

di Nicola Natale
Il Blocco di Venerdì 5 Agosto sulla Statale 106
Disperati gli alluvionati non potevano fare altro: bloccare la Strada Statale 106, arteria nevralgica di collegamento tra Puglia e Calabria. A Marina di Ginosa, 11ª Bandiera Blu, gli alberghi hanno mandato via dal 1° Agosto gli alluvionati che risiedevano lì dal 1° Marzo scorso, giorno della alluvione. Per un motivo semplice, le Amministrazioni Comunali di Ginosa e Bernalda non li hanno pagati che parzialmente e si rimpallano la responsabilità. 5 mesi di ospitalità a pensione completa sono tanti e le fatture inviate regolarmente ai Comuni già dal mese di Aprile sono rimaste inevase. Sono cifre che arrivano anche a 40.000€ ed oltre. Nella concitazione di quei giorni non si chiese agli alluvionati se erano residenti oltre il confine amministrativo di Ginosa o già a Metaponto, frazione del Comune di Bernalda, con il risultato che le prese in carico sembrano non congruenti, provocano il distinguo burocratico e quindi lo stop ai rimborsi. Comprensibile la delusione oltre che la rabbia degli operatori alberghieri: l’impegno assunto dal Comune di Ginosa non vale per i cittadini metapontini e viceversa. Visitiamo l’Hotel da Michele in Viale Italia, a conduzione semifamiliare, aperto fin dal 1979 e condotto ora dalla seconda generazione.  “I primi 15 giorni - racconta Giuliano Pioggia, titolare dell’hotel - avevamo anche deciso di dare un nostro contributo diretto ospitando le famiglie danneggiate, ma poi ci fu detto di continuare ad ospitarli che sarebbero stati anche pagati i primi giorni. Abbiamo aspettato pazientemente, consapevoli che non potevamo fare diventare una alluvione una questione di lucro, infatti abbiamo operato al limite dei costi emergenti, ma non ci è stato riconosciuto nemmeno questo. Sono stato costretto a chiedere un fido in Banca, ma senza i turisti non potrei andare avanti”. Con una lettera datata 28 Luglio al Comune di Ginosa sono stati chiesti formalmente chiarimenti in merito ai pagamenti arretrati, preavvisando che in mancanza di risposte si sarebbe sospeso il servizio. Ancor prima il 23 Giugno un sollecito di pagamento ha raggiunto il Comune di Bernalda ma anche questo senza alcun riscontro. “Mi hanno detto verbalmente che non ci sono soldi, lo apprendo dal giornale, ma non rispondono ai solleciti, invece io ho qui una formale dichiarazione di presa in carico degli alluvionati oltre alle ordinanze del Sindaco. Se il Comune non poteva far fronte a queste spese, non doveva dargli corso e magari doveva allestire una tendopoli o ospitarli nelle Scuole. Si è scelta una soluzione ideale, bene, ora sappiamo che era a spese nostre. Eppure in campagna elettorale ci era stato detto che il Comune aveva intatte le capacità di indebitamento”. Già, la campagna elettorale: le emergenze sembrano fatte apposta.


LA STORIA DI REXHEP, DA IMMIGRATO FELICE AD ALLUVIONATO

di Nicola NATALE

Rexhep ARAPI
Ci rechiamo allora a casa di uno degli alluvionati, un albanese da anni ormai a Marina di Ginosa, Rexhep Arapi. Una moglie, due figli. Una storia di immigrazione felice, fatta di sacrifici e di lavoro coronati dall’aver avviato un’impresa in proprio per la manutenzione dei giardini, un’esigenza a Marina di Ginosa fatta sempre più di ville e sempre meno di alveari-vacanza. “Ero contento, toccavo il cielo con un dito, avevo addirittura acquistato casa a Tirana; provenendo da Berat uan conquista assoluta ed ora tutto spazzato via, compreso la Golf di mio figlio e il mio furgone, compresi i mobili, alcuni dei quali come la stanza dei miei figli appena comprati. Ricordo nitidamente quella notte, suonarono al citofono, aprii la porta, sentivo un rumore forte e l’acqua mi si rovescio in casa arrivando oltre il metro, ci sono ancora i segni e abbiamo rimesso a posto alla meglio. Ma dovremo lavorare molto per ricomprare i mobili, i vestiti e rimettere a posto la casa.” E’ un uomo determinato e svelto Arapi ma si chiede anche lui dove sono finiti i soldi promessi: “hanno speso i soldi ma a noi non è stato dato nemmeno un centesimo. Siamo stati trattati benissimo, in albergo era tutto ok, ma ora siamo tornati qua e non abbiamo nulla per rimettere a posto veramente la casa. Sembriamo profughi ma viviamo qua da tanti anni, pago le tasse, sono in regola”. E accarezza il cane ritrovato dopo due giorni dall’alluvione. Di ieri l’appello accorato del Sindaco Vito De Palma di Ginosa a Provincia, Regione e Governo. Di ieri l’assemblea tenuta sulla SS 106 presso le Tavole Palatine per rilanciare la mobilitazione, tenuta sapientemente sul filo del dialogo e della protesta vibrante eppur civilissima di marinesi e metapontini. Da allora però proteste, dichiarazioni di solidarietà, conti correnti aperti, interviste, show, declatorie di calamità e financo uno sciopero della fame non hanno cambiato di una virgola la posizione delle famiglie  colpite dalla alluvione. Un numero esiguo tutto sommato, non sarebbero più di una quindicina le famiglie a cui lo Stato ha saputo dare solo una risposta d’emergenza. Emergenza e danni che non ci sarebbero stati se gli argini del Bradano non fossero ceduti dopo un giorno e mezzo di pioggia e dopo l’acqua in eccesso rilasciata automaticamente dalla Diga di San Giuliano. E le responsabilità, un discorso lontano, forse poco utile in mezzo ad una vicenda che ha l’emergenza dei conti da pagare e di un futuro da reinventare. Ma che ha dato chiara impronta di cosa sia il federalismo. Per l’alluvione in Veneto del 2010 dice il blog di Renzo Bossi si registrano “30 milioni che il decreto Milleproroghe ha assegnato all’alluvione per il 2011 e, per pari importo, per il 2012. Nessuna nuova coda e nessuna nuova denuncia dei danni da compilare per gli alluvionati: una volta che l’Ordinanza sarà pubblicata in Gazzetta ufficiale i Comuni procederanno con i bonifici secondo i dati già in loro possesso.” Ogni commento è superfluo.

martedì 2 agosto 2011

LATERZA , CAPITALE DEL GUSTO Un intero programma estivo finanziato dai privati in sinergia con il Comune

IL FESTIVAL HA  HA AVUTO GRANDE SUCCESSO, 
SI REPLICA OGGI 2 AGOSTO STESSA ORA
Il Sindaco di Laterza Gianfranco Lopane a dx dell'Assessore al Bilancio Mimma Stano con alcuni componenti dell'Associazione Piazzaioli

di Nicola NATALE*
Laterza non demorde e prova a prendersi lo scettro di capitale del gusto. Ha in mano molti assi ma i principali sono la carne al fornello, il mitico pane certificato dal Marchio di Qualità e da questa estate anche le pizze. I pizzaioli di Laterza, complice una rinnovata intesa con l’Amministrazione Comunale, lanciano all’interno della Serate del Gusto il Festival della Pizza l’1 ed il 2 Agosto nella centralissima Piazza Vittorio Emanuele alle ore 20:30.  Ci saranno forni mobili a legna appositamente studiati e banchi in acciaio per salvaguardare l’igiene e il rispetto delle norme. Non mancherà la pizzica con il concerto dei FrancMirè di Veglie il Lunedì e con Radio Radiosa di Matera il Martedì. La costituenda Associazione dei Pizzaioli ne dà notizia assieme al’assessore al Bilancio Mimma Stano in una conferenza stampa a cui ha partecipato lo stesso Sindaco Gianfranco Lopane. La costituzione di associazioni è un obiettivo sul quale l’Amministrazione Comunale sta puntando per diminuire il distacco tra Ente e cittadini. Ottenendo a quanto pare un primo risultato formidabile: organizzare una intera stagione estiva “Laterza Estate, l’estate che non t’aspetti” con soli 3.000€ con serata coperte da Luglio ai primi di Settembre. Complici le casse vuote del Comune, i laertini hanno fatto di necessità virtù. Con una lotteria organizzata dalle Associazioni si sono raccolti circa 25.000€ che andranno a finanziare le prime manifestazioni, sia gastronomiche che culturali.  Prendendosi addirittura il lusso di articolare la Rassegna laertina in 5 filoni che coprono tutti gli interessi. Ci sono dice l’Ass. Stano, le serate ludico-sportive con apertura ai giochi per bambini, ai tornei di carte oltre ad eventi sportivi veri e propri, quelle ambientali rupestri con visita nella famosa Gravina Oasi LIPU e tra le quali si segnalano oltre alle passeggiate nei percorsi rupestri le serata di osservazione e commento della volta celeste, quelle artistiche con l’associazione dei ceramisti che riprendono la tradizione della Maiolica, quelle letterarie curate dall’associazione Società e Progresso ed infine come prodotto di punta le Serate del Gusto. Iniziate con Fornelli in Festa Domenica 24 Luglio e che proseguono con il Festival della Pizza con prezzi ci tengono a dire alcuni esponenti delle 18 pizzerie esistenti a Laterza estremamente popolari. 2€ per trancio e bevanda. L’obiettivo dell’associazione dei pizzaioli è qualificare e difendere la propria offerta ma ci sentiamo di stimolare anche un discorso di qualità degli ingredienti e di legame con le aziende del territorio. Sfondiamo una porta aperta: la mozzarella è quella dei caseifici del territorio, l’obiettivo è avere un mattatoio, quello più vicino è a Gioia del Colle (Bari) mentre a Ginosa, ad appena 6 chilometri, ne esiste uno nuovo mai collaudato!  Ma tant’è. C’è entusiasmo e voglia di fare in una azione che si salda con quanto fatto precedentemente, provando a riprendere anche fili interrotti.
* Articolo pubblicato sul Quotidiano del 1° Agosto 2011 Riproduzione Riservata