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giovedì 28 novembre 2013

RIFIUTI E TRIBUTI. IL COMUNE NON PAGA, ORA DEVE VERSARE OLTRE DUE MILIONI DI EURO


Rifiuti, arrivano al Comune debiti
per 1,4 milioni di euro
per mancato rispetto dei contratti 
QUOTIDIANO DI PUGLIA 28 novembre 2013
di Nicola NATALE
Tegole su tegole. Arrivano al nodo i debiti fuori bilancio di cui tanto si è discusso. 
L’amministrazione comunale dovrà mettere sul groppone dei ginosini 1,4 milioni di euro per la causa persa contro ecologica spa, avvenire srl e sieco spa, ditte che effettuavano la raccolta dei rifiuti urbani tra il 2005 ed il 2012. 
Il Comune non gli ha mai corrisposto la revisione periodica del canone d’appalto perché riteneva errate le loro modalità di calcolo. 
Il Consiglio di Stato, il massimo organo della giustizia amministrativa che prevede due gradi di giudizio, ha dato ragione in via definitiva nel giugno scorso alle ditte correnti in Roma (ecologica) Triggiano (sieco) e Gioia del Colle (avvenire). 
L’amministrazione attuale, retta da Vito De Palma, ha dovuto approvare un accordo transattivo che gli consente di pagare la cifra in tre rate, di qui al 2015. La prima tranche, a pena di risoluzione dell’accordo, di 416mila euro dovrà essere pagata entro il 5 dicembre prossimo. 
Ma non è l’unica tegola che la giunta comunale del 23 novembre scorso ha dovuto affrontare. 
L'articolo del Quotidiano di Puglia del 28 novembre 2013
Un altro vecchio fantasma risorge, ed è quello dell’omnia geo, la società cui si diede mandato anni fa di verificare che i cittadini ginosini pagassero l’ici, in poche parole di trovare chi evadeva i tributi locali. Arrivarono accertamenti pesantissimi, la gente nella maggior parte dei casi ha versato quanto doveva, ma la società lamentò di non essere mai stata pagata per il servizio reso negli anni tra il 1998 e 2000. Naturalmente l’Omnia Geo, in cui figuravano noti professionisti locali, si rivolse al tribunale di Taranto. Correva l’anno 2002 e la somma richiesta era pari a 337mila euro. 
Dopo la fine della controversia giudiziaria, questa volta passata per la corte d’Appello di Lecce sezione di Taranto, la somma è arrivata alla ragguardevole cifra di 636mila euro. Anche qui l’amministrazione De Palma ha approvato uno schema transattivo che limita i danni a 522mila euro da versare in tre rate annue, la prima anche qui entro dicembre. 
Questi due accordi transattivi portano a circa due milioni di euro le somme da trovare in bilancio, sia pure nell’arco di tre anni. 
Secondo l’opposizione (pd e lista inglese) è questa la ragione dell’aumento delle tassa sui rifiuti e dell’imu. Secondo la maggioranza (pdl, adc, udc) invece sono i minori trasferimenti statali ad aver costretto l’amministrazione comunale all’aumento delle imposte. 
In ogni caso questi accordi  verranno riconosciuti come debiti fuori bilancio nel consiglio comunale che si terrà sabato prossimo, 30 novembre, alle ore 9
Il Consiglio comunale approverà anche le spese fatte per i lavori di somma urgenza seguiti all’alluvione dell’ottobre scorso. Si tratta in questo caso di 488mila euro in massima parte andati a ditte locali per il ripristino della viabilità  e la rimozione detriti.

mercoledì 27 novembre 2013

55ENNE MUORE TRAVOLTO DAL SUO CARRELLO.


Vincenzo Carrozzoli,
già dipendente ilva
QUOTIDIANO DI PUGLIA 27 NOVEMBRE 2013
Ha provocato dispiacere e sconforto la morte improvvisa di Vincenzo Carrozzoli, 55 anni. 
L’uomo è deceduto ieri mattina a causa del suo carrello auto che gli è piombato addosso mentre era nei pressi della sua abitazione della madre, sulla via per Matera. 
Il carrello, di quelli che si agganciano dietro alle auto quando si devono trasportare carichi particolarmente pesanti, si è prima ribaltato, poi é rovinato addosso all’uomo stando alle prime ricostruzioni. 
Non sembra che il mezzo fosse particolarmente carico, ma la pendenza e il ribaltamento hanno forse colto di sorpresa l’uomo. 
A detta di chi lo conosceva bene sembra che questa volta la manovra di aggancio del mezzo alla sua auto, una ford fiesta, fosse stata fatta in maniera diversa dal solito. Forse è stata questa variazione a provocare l’irreparabile. 
A dare l’allarme è stata Francesca Di Tinco, la madre dell’uomo, poi prontamente è stata allertata la postazione 118. Ma gli operatori, giunti sul posto,  hanno subito constatato che non c’era più nulla da fare. Sono arrivati anche i carabinieri della stazione locale per compiere i consueti rilievi e verificare l’esatta dinamica del tragico incidente. 
Carrozzoli aveva lavorato in Ilva ed era andato in pensione da poco più di  due anni. 
Tutti lo descrivono come una persona estremamente amabile, che ancora si fermava a parlare con i colleghi e si informava di quanto accadeva nello stabilimento. 
Era contento di essere andato in pensione, diceva di “aver già dato” quando trovava gli ex colleghi che aspettavano il bus per l’ilva che lo invitavano a riprendere la corsa verso Taranto. 
L’uomo lascia la moglie Tina Sorrenti e due figli, Pierfrancesco e Simone. I funerali si sono svolti oggi pomeriggio alle 15 presso la parrocchia di Cristo risorto, sulla stessa via in cui, poco più avanti, Vincenzo Carrozzoli, per uno sfortunato accavallarsi di circostanze ha perso la vita. 
Un’altra  persona “semplice ed umile che se ne va” come lo ha definito chi lo conosceva bene.

martedì 26 novembre 2013

TETTO CROLLATO AL CASTELLO NORMANNO. UN CITTADINO DENUNCIA.


Ginosa, il castello prima e dopo il crollo
del tetto di uno dei suoi ambienti
(foto di Angelo Cinieri)
QUOTIDIANO DI PUGLIA 25 NOVEMBRE 2013
di Nicola NATALE
Nuovo allarme per il castello normanno. 
Il tetto di una delle sale centrali attualmente in ristrutturazione è crollato nei giorni scorsi in seguito alle forti piogge. 
Non corrono alcun pericolo le attività in corso con l'Opificio delle arti e dei mestieri, svolte nella parte ristrutturata e messa in sicurezza.
A denunciarlo nei giorni scorsi,  la foto di Angelo Cinieri, già autore di un’opera che riproduce  lo stesso castello. 
La foto, che accosta le condizioni del tetto un mese fa ed il crollo attuale, ha fatto il giro del web, scatenando i soliti commenti e chiamando direttamente in causa l’amministrazione. 
Amministrazione al momento concentrata sulla redazione del bilancio e sulle innumerevoli incombenze del post alluvione. Lo stesso Cinieri, da provetto muratore e senza voler insegnare nulla a nessuno, ha fatto notare che "se si deve ristrutturare una casa si inizia dal tetto e non dall’interno"
L’inizio della seconda fase dei  lavori di ristrutturazione fu annunciato per marzo del 2013 dall’allora assessore ai lavori pubblici Vincenzo Di Canio ma fu chiaramente detto che “sarebbero serviti molti finanziamenti per restaurarlo totalmente”. 
Lo stesso sindaco Vito De Palma, nel corso di una conferenza tenutasi due giorni prima della disastrosa alluvione del 7 ottobre scorso annunciò il nulla osta della soprintendenza per i progetti riguardanti le sale al pian terreno ed ai lati del castello. 
Forse però l’antichissimo maniero (costruito prima del 1270 d.C.) ha bisogno di lavori urgenti di consolidamento e messa in sicurezza del suo nucleo centrale prima di mettere mano alle ristrutturazioni interne.  La parte di tetto crollata interessa un ambiente cui si accedeva con una scaletta, forse poco usato. Lo stesso tetto era in cannicciato impastato con malta dell'epoca e ricoperto da tegole.
Ginosa, castello normanno una vista inconsueta.
Nel frattempo, come già detto, le ristrutturazioni interne hanno riconsegnato alla cittadinanza ginosina un’intera ala dell'antichissimo manufatto che attualmente ospita i corsi dell’opificio delle arti e dei mestieri. 
Tutta la delicata questione del Castello è stata caratterizzata nel tempo sia dalla volontà di arrivare alla completa restituzione alla cittadinanza, sia dalla difficoltà tecnica ed onerosità dei lavori. 
Ora con le emergenze del post-alluvione il completo recupero del monumento passa inevitabilmente in secondo piano, anche se non bisogna scordare che se si vuole fare turismo, è fondamentale curare le vestigia storiche. 
 Va aggiunto che al momento, in giunta comunale nessuno ha la delega ai lavori pubblici, si immagina avocata ad interim dal sindaco stesso. 
La situazione si è ulteriormente complicata a causa dell’alluvione dell’ottobre scorso, dei debiti fuori bilancio causati da sentenze sfavorevoli al Comune di Ginosa e naturalmente dal famigerato patto di stabilità. 
Ad ogni modo il Castello, con il progetto portato avanti nell’opificio e collegato al più ampio progetto regionale bollenti spiriti, é tornato a rivivere. 
Curiosamente anche l’attuale sala ristrutturata al primo piano aveva il tetto crollato nei primi anni ’90 quando si iniziò ad immaginare il percorso di restauro.

domenica 24 novembre 2013

RIFIUTI / “TEKNOSERVICE FASCISTOIDE” ACCUSA GIANNICO.


I dipendenti teknoservice,
molti dei quali provenienti dalle aziende che in passato hanno appaltato il servizio di raccolta rifiuti.

di Nicola NATALE
Torna all’attacco il consigliere comunale Enzo Giannico del pd. 
Questa volta ancora a difesa dei lavoratori teknoservice, l’impresa con sede legale a Piossasco (Torino) e sede operativa a Marconia, concessionaria del servizio di raccolta differenziata (porta a porta) dei rifiuti. 
L’ultimo problema sollevato è una sanzione economica per le ore passate in assemblea sindacale il 19 ottobre scorso. Un’assenza ingiustificata dal lavoro secondo l’azienda. 
Va rilevato che il tema dell’assemblea secondo la nota del consigliere era “rivendicare il pagamento dello stipendio”: fatto non nuovo che già aveva provocato tensioni a marzo ed agosto scorsi. 
Al momento sembra che gli addetti siano in attesa dello stipendio ottobre scorso ma non siano stati pagati ancora gli straordinari. 
Per il pd Giannico “si tratta di un atto autoritario ed intimidatorio che avrebbe avuto bisogno di un intervento immediato e deciso da parte dell’amministrazione comunale”.
La quale invece ha fornito i nomi dei partecipanti all’assemblea come si evince da una relazione protocollata il 24 ottobre scorso.
Secondo il consigliere di Marina di Ginosa, l’amministrazione comunale ed il sindaco Vito De Palma oltre a "prendere immediatamente le distanze dai comportamenti antisindacali e fascistoidi della teknoservice avrebbe assolutamente dovuto evitare la compilazione di liste di “prescrizione” per i lavoratori che vogliono tutelare i propri diritti". Di qui l’invito all’amministrazione ad adoperarsi invece “perché vengano versati ai dipendenti lo stipendio di ottobre e gli straordinari”. 
Ma non sono solo questi i rilievi che vengono mossi alla ditta piemontese. Manca il piano della sicurezza - aggiungono dall'opposizione - e soprattutto i rifiuti sono ancora ben presenti sia nelle strade che nelle campagne, dove cittadini incivili, continuano a buttarli senza, in questo caso, alcuna sanzione. 
Per Giannico invece bisogna solo “ringraziare i dipendenti ed il loro attaccamento a Ginosa se il servizio viene svolto ancora regolarmente e senza intoppi”.

NATUZZI, ASCOLTATI NUOVI IMPRENDITORI, MA LUCE ANCORA LONTANA. I "contatti" sono pugliesi e del nord Italia.


Ginosa (Taranto)  lo stabilimento Natuzzi
ormai tagliato fuori dalla produzione nel novembre 2013
QUOTIDIANO DI PUGLIA 23 NOVEMBRE 2013
di Nicola NATALE
Le urgenze del lavoro divengono sempre più pressanti, le scadenze si susseguono. 
Spicca sulle altre la vicenda del gigante Natuzzi con i suoi 1506 esuberi. La loro speranza è al momento affidata alle new.co., alle nuove aziende che dovrebbero insediarsi, privilegiando lo stabilimento di Ginosa, l’unico a rimanere chiuso dopo l’accordo del dieci ottobre scorso. 
Leo Caroli,
assessore regionale al lavoro
I contatti proseguono racconta l’assessore regionale al lavoro Leo Caroli ma è “prematuro parlarne, posso solo dire che sono realtà pugliesi ed anche del nord Italia”. 
Per intanto la prossima riunione della cabina di regia deputata a sorvegliare l’esatta attuazione dell’accordo di programma è fissata per martedì 3 dicembre, slittando di cinque giorni rispetto alla data iniziale. Per l’assessore Caroli “il pacchetto rappresentato dagli stabilimenti Natuzzi, dalle commesse rientranti dalla Romania, dai finanziamenti dell’accordo, dagli incentivi per le assunzioni e dalla certezza di piani formativi co-finanziati è un insieme fortemente attrattivo per le aziende”. E’ la stessa eco data alla crisi Natuzzi a divenire un elemento di attenzione per le imprese che vogliono investire e provare a farsi trovare pronte da una ripresa che tutti auspicano ma che nessuno ancora vede. 
L’assessore ci tiene però  a precisare che sono solo “contatti” non “manifestazioni di interesse”. 
Ma è concepibile che l'azienda Natuzzi non abbia già in sé professionalità o conosca direttamente imprese in grado di riassorbire parte degli esuberi con produzioni inizialmente realizzate all’estero? 
Caroli non lo esclude, ma sottolinea il valore dell’aver affidato la ricerca di altri imprenditori alla Wollo, l’azienda di consulenza torinese. 
Il vero punto però è che “occorre investire, anche per accedere alle agevolazioni dell’accordo di programma sono necessari quote importanti di soldi propri e non tutte le aziende dispongono di quella liquidità, specie nella platea storica”. 
Tuttavia promette l’assessore “se questa disponibilità c’è, noi siamo pronti a sostenerla”. 
L’invito che giunge ancora una volta è “provare a consorziarsi, mettendo insieme le piccole liquidità” perché dice citando il professor Colasanto “piccolo è bello, peccato che è meglio grande”. 
Tutto lascia presagire insomma che i tempi della cassa integrazione di un anno (scadenza ad ottobre 2014, con eventuale rinnovo) saranno sfruttati appieno. Ma allora queste reindustrializzazioni sono un miraggio? 
Per Caroli sono una sfida in cui porre tutto l’impegno sapendo che “in nessuna parte d’Italia oggi ci sono reindustrializzazioni e che la Puglia, lo dico con dati ufficiali, resiste meglio di altre regioni ad una crisi epocale che coinvolge pesantemente tutta l’Italia”. 
La regione Puglia, con le sue strutture ha trovato il modo per offrire gli stabilimenti in disuso come attrattiva per gli imprenditori, con un’azione su agenzia delle entrate ed altri enti coinvolti. I casi positivi che l'assessore cita sono proprio quelli dello stabilimento Miroglio di Ginosa e dell’Om di Bari (casi purtroppo ben lontani da una qualsiasi riconversione). 
Da Natuzzi a Miroglio, dalla Curvet di Laterza ad altre realtà produttive, la provincia jonica perde pezzi importanti di industrializzazione e lo sforzo della politica ha al momento solo l’ottimismo della volontà. “Mi dicono sia un caterpillar, e mi ci ritrovo in questa metafora” conclude l’assessore venuto dal mondo sindacale. 
Nei quartieri Natuzzi intanto bocche chiuse, rimandando il tutto alle comunicazioni ufficiali e consci del clima difficile creatosi nel frattempo.

ORA IN PIAZZA MARCONI, INIZIATIVA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE


comunicazione politica a cura del pd
E’ ora in corso (mattinata di oggi domenica 24 novembre in piazza Marconi la manifestazione contro la violenza sulle donne organizzata dal circolo di Ginosa del partito democratico,dalla sezione provinciale delle donne democratiche e dal movimento “Se non ora quando”.
L’iniziativa rientra in tutte quelle previste a livello nazionale e mondiale in ricorrenza della Giornata mondiale contro il femminicidio e che porta con sé il ricordo di tutte quelle donne uccise da  uomini violenti travestiti da mariti, amanti, fratelli o conoscenti che sfogavano sulle donne la loro rabbia, frustrazione, delusione,  perfino la loro incapacità di vivere relazionandosi con la società. 
Con  questa manifestazione il circolo pd di Ginosa vuole andare oltre quella che potrebbe essere annoverata come una sorta di vetrina partitica-politica per giungere a contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica, soprattutto quella degli uomini affinchè riflettano su un problema che nel corso degli anni ha varcato la soglia della semplice cronaca nera per giungere purtroppo a divenire una tragedia  mondiale dalla quale nessuna nazione è esclusa.
Elina Chauvet,
artista messicana.
Nel 2009 con una sua installazione a Ciudad Juarez
denunciò l'assurda fenomeno sociale
Uno dei simboli di questa manifestazione è stato individuato nell’esposizione di scarpe rosse, rosse come il sangue di tutte quelle donne trucidate da uomini che trasformavano un presunto amore in violenza e tortura.
Scarpe rosse pensate dalla messicana Elina Chauvet, una donna appartenente ad un ambiente, quello messicano appunto, in cui uomini colpevoli di stupri e assassini di donne non vengono neanche colpiti dai rigori di una legge. 
Facciamo appello dunque a tutti quei cittadini attenti a quanto accade intorno a noi e soprattutto alle assurdità di comportamenti umani, che non vorremmo passassero sotto il termine  di pazzia in quanto l’uccisione delle donne avviene in maniera lucida ed efferata,  a cui si dovrebbe opporre un comportamento altrettanto deciso e fermo in nome di una civiltà da sempre ostentata ma colpevolmente ignorata.
Parlare di pazzia significherebbe offrire una giustificazione a determinati atteggiamenti violenti e noi questa giustificazione ci rifiutiamo di offrirla.

venerdì 22 novembre 2013

MARINA DI GINOSA, FONDI PER L'ALLUVIONE DOPO QUASI TRE ANNI. Il sindaco De Palma "un sospiro di sollievo".


dal palazzo comunale
“Dopo oltre due anni mezzo – dichiara il sindaco Vito De Palma – finalmente è stata firmata l’Ordinanza da parte della Protezione Civile, su nulla osta del Ministero dell’Economia e Finanze, al quale, in data 15 novembre u.s., è stato trasmesso un consistente sollecito riguardo lo sblocco dei fondi per l’alluvione del 1° e 2 marzo 2011 a Marina di Ginosa ed al quale sono state precedute, nel corso di questi anni, numerose richieste sempre per la risoluzione del problema relativo ai contributi da destinare alle famiglie ed aziende danneggiate dall’evento alluvionale.
Adesso – continua il sindaco De Palma – la parte finale, ma concreta del risarcimento, sarà quello dell’erogazione dei fondi ai beneficiari”.
“Con molto rammarico, invece, - sottolinea De Palma – ed ancora una volta, il Governo centrale divide l’Italia in parti non uguali. Il riferimento è agli ultimissimi giorni ove per l’evento alluvionale in Sardegna si sono subito ‘allertate le finanze’ stanziando ingenti somme al fine di tamponare parzialmente i danni provocati al popolo sardo. Un atteggiamento che, oltre al sottoscritto, non ha trovato il consenso di altri colleghi sindaci dei comuni limitrofi e di altre parti d’Italia. Questo comportamento mi porterà a riflettere parecchio nelle sedi opportune, non solo istituzionali, ma anche e soprattutto politiche, in quanto viene meno lo spirito dettato dalla nostra Costituzione in tema di ‘unità’ al quale mi sono sempre ispirato e continuerò a farlo per l’interesse della comunità ginosina. Però – conclude il sindaco Vito De Palma – non sopporto che i citati principi vengano cancellati attraverso una riunione di Consiglio dei Ministri che risulta ‘necessaria’ per affrontare l’emergenza in Sardegna, ma che risulta ‘sterile’ sotto l’aspetto dell’uguaglianza e di un unico popolo che è e deve essere quello italiano e non di una sola regione”.

MARINA di GINOSA: ALLUVIONE 2011, ARRIVA LA FIRMA CHE SBLOCCA I FONDI.

Anna Rita Lemma,
consigliere regionale eletta nella circoscrizione Taranto
di Anna Rita Lemma
L'ordinanza della protezione civile, da tempo all'attenzione del Ministero della economia e delle finanze, è stata firmata. 
Le risorse, già accreditate, possono essere trasferite. A quasi tre anni dall'alluvione che colpì Marina di Ginosa, per i cittadini destinatari sarà possibile ricevere il contributo economico - parzialmente risarcitorio dei danni subiti - per effetto del piano di ripartizione già definito e approvato dall'Amministrazione comunale.
L'atto, ad ogni modo, consente il trasferimento delle somme.
L'ordinanza della protezione civile, come detto da molti mesi all'attenzione del Ministero della Economia e delle Finanze (Mef), è stata firmata anche se non formalmente trasmessa alla protezione civile regionale. 
Si compie, in tal modo, un lungo iter la cui definizione era comprensibilmente molto attesa dai residenti di Marina di Ginosa. 
Ringrazio per la cura e la professionalità con cui le strutture regionali hanno seguito in questi ultimi mesi l'azione da me sollecitata. 
Lo scorso giugno, infatti, comitati di cittadini e rappresentanti istituzionali locali posero il problema alla mia attenzione. 
Seguire l'iter e sollecitarne la definizione, in questi mesi, è stato ovviamente prioritario.

giovedì 21 novembre 2013

POST ALLUVIONE, ANCORA PAURA E INSICUREZZA. TAMPONATE SOLO LE EMERGENZE.


Ginosa, il ponte sulla ex strada statale 580
il 27 Ottobre 2013
di Nicola NATALE
Ad un mese e mezzo  dall’alluvione del sette ottobre, la sensazione di insicurezza del territorio non si è attenuata. 
I lavori non si sono fermati alle prime emergenze, ma restano irrisolti i principali problemi emersi dopo i ripetuti nubifragi. 
In primis la circolazione verso Marina di Ginosa e verso Taranto bloccata con il crollo del “ponte dei sospiri” sulla ex statale 580 ora divenuta provinciale. 
Le attività commerciali sviluppatesi lungo questa arteria strategica sono penalizzate dal protrarsi dell’interruzione, mentre i due mesi promessi per il ponte provvisorio di tipo bailey scadono tra due settimane.
Insomma è difficile che in questo tempo brevissimo possa essere realizzato alcunché, nonostante qualche tecnico avesse consigliato di rivolgersi al genio pontieri per risolvere in maniera provvisoria la situazione. 
Soluzione non si sa quanto praticabile, e comunque superata dalla asserita volontà dell’ente provinciale di farsi carico del ripristino delle arterie di sua competenza. 
Ma il ponticello sul torrente lagnone tondo non è l’unico ad essere crollato. 
Ginosa, la strada comunale di contrada "palombaro-salacone" alla periferia della cittadina 
C’è quello sulla strada comunale “palombaro” che porta all’omonima contrada, quello sulla strada comunale cignano riparato alla meglio. 
Poi i ponticelli totalmente crollati sulle strade comunali 7 (lama callara), 8 (casone dogana) e 9 (cipolluzzo). Ed ancora tratti di strada completamente sbriciolati sulla comunale 10 (bove cesine) ed 11 (in direzione bernalda selva piana, poi sulla strada provinciale per Matera). 
L’elenco è assolutamente parziale, ma dà l’idea di un territorio vasto 187 chilometri quadrati in cui l’alluvione ha cambiato la geografia dei luoghi, senza che questo abbia insegnato alcunché. 
Non solo perché una delle strade comunali rifatte all’indomani dell’alluvione presenta già delle buche dopo le piogge di questi giorni,  ma anche perché in alcuni casi l’ansia di ricostruzione non ha tenuto conto dei nuovi argini disegnati dalla forza delle acque. 
Ginosa, l'area della gravina sotto ponte san Leonardo, una delle più colpite dall'alluvione
Se la forza delle acque ha letteralmente asportato due vecchie case e l’ansa sottostante il ponte san Leonardo, logica vorrebbe che si tenesse conto della “risistemazione naturale dell’area” rispettando il nuovo corso imposto da madre natura, peraltro in zona ampiamente tutelata per il suo atteso sviluppo turistico.
Stessa cosa dicasi per l’ampiezza e la riprofilatura degli argini distrutti che dovrà tenere conto di portate d’acqua presumibilmente maggiori di quelle che si sono potute osservare negli ultimi tempi. 
Insomma un miscuglio di competenze e di emergenze di difficile risoluzione e che rischia in alcuni casi di finire come via pescarella a Ginosa. 
Ginosa, via pescarella quattro anni dopo.
Ottobre 2013
Questa via, crollata nel 2009 in seguito alle infiltrazioni di piogge nel sottostante banco calcarenitico scavato in grotte, è ancora chiusa. Le poche attività commerciali nate lungo questa via periferica sono chiuse. 
Naturalmente non tutto è fermo. 
Lunedì scorso l’amministrazione comunale ha proceduto alla ripulitura del canale di mezzana a Marina di Ginosa come documentato dall’assessore all’ambiente Leonardo Galante. Nel grande fragore mediatico provocato dai quattro decessi avutisi a Ginosa per via dell’alluvione, non deve essere dimenticata la fragilità del territorio di Marina di Ginosa. Su questo fronte non c’è alcuna comunicazione ufficiale circa i risarcimenti spettanti per l’alluvione del marzo 2011. 
E questo nonostante una delibera di giunta regionale, la n°1433 del luglio del 2012, avesse già stabilito la percentuale di contributo statale al danno subito: il 24%. 
I marinesi non hanno ricevuto ancora nulla e sono passati due anni e 9 mesi. 
Marina di Ginosa,  la ripulitura del canale di mezzana
testimoniata dalle foto dell'assessore Leonardo Galante
Ma non solo Ginosa e Marina di Ginosa a fare i conti con i disastri post’alluvione e la paura delle piogge intense. 
Castellaneta, Laterza e Palagianello, anch’esse ricomprese nello stato di emergenza disposto dalla presidenza del Consiglio, combattono con le fragilità del territorio. 
Due giorni fa la polizia locale di Castellaneta ha diramato un comunicato in cui consigliava di fare percorsi alternativi alle provinciali 13 (per Castellaneta marina)  e 15 (per contrada Gaudella). Anche a Laterza nei pressi della pineta sono stati segnalati casi di pericolo connessi all’ingrossarsi dei torrenti. Conclusione del ragionamento è che la responsabilità degli enti locali (comuni, provincia, regione) in merito al proprio territorio è sempre più grande anche perché lo Stato letteralmente gliela ha affidata, con "devoluzioni" via via sempre più consistenti. Questo implica un uso ancora più oculato delle magre risorse che devono giocoforza essere indirizzate alla cura del territorio. (primum vivere, deinde philosophari).
Laterza, la zona nei pressi della pineta (foto nicola saccomanni)

mercoledì 20 novembre 2013

TBM, SCONGIURATA LA MOBILITA', SI VA IN PROVINCIA. Ancora non firmati i contratti di solidarieta’.

In primo piano l'a.d. della Tbm (tessitura di Ginosa)
Giuseppe Marcora

QUOTIDIANO DI PUGLIA 20 NOVEMBRE 2013
di Nicola NATALE
Slitta ancora di una settimana la soluzione tampone per gli operai della tbm. 
Nell’incontro avutosi ieri in confindustria Taranto non si è potuto addivenire ad alcun accordo circa i contratti di solidarietà.
Contratti che avrebbero dovuto essere firmati ieri e  che eviteranno la messa in mobilità di 26 dei circa sessanta operai della tessitura di Ginosa spa nata come società controllata dalla tbm di Besnate in provincia di Varese. 
La soluzione della vertenza resta quindi subordinata ad un passaggio in provincia di Taranto presso la struttura competente, l’agenzia del lavoro. 
Non sembra sia cambiato nulla nella volontà dell’azienda rappresentata dal dr. Maino ma il tutto è legato a questioni burocratiche. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti provinciali dei sindacati di categoria. 
Nel frattempo i rappresentanti sindacali aziendali hanno precisato che continueranno a lavorare su due sole assegnazioni per un totale di 48 telai. Resta confermato che i 18 telai da tempo fermi saranno destinati altrove dall’azienda.
Il coinvolgimento della politica nelle crisi aziendali. Operai tbm manifestano sotto il Municipio di Ginosa.

lunedì 18 novembre 2013

GINOSINO IMMIGRATO A COLONIA RICREA UNA PIAZZA "ITALIANA".


Uno dei murales che rallegrano un parco giochi di Colonia (Germania)
ristrutturato con l'impegno di Antonio Pizzulli,
un ginosino trasferitosi lì negli anni '80.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 17 NOVEMBRE 2013
di Nicola NATALE
La storia di Antonio Pizzulli da Ginosa è un concentrato di ottimismo e tolleranza. 
La racconta lui stesso da Ehrenfeld, un quartiere di Colonia in Germania dove si è trasferito nel 1980. 
Il suo sogno di trasformare un parco giochi in disuso in un luogo nuovamente vivo e frequentato si è trasformato in realtà. 
Tanto che il posto ha informalmente preso il suo nome:  Antonio Pizzulli Platz, il parco Antonio Pizzulli. 
La storia, difatti un racconto di Natale anticipato, non è sfuggita al mensile locale Veedelfunker. 
Antonio Pizzulli (al centro della foto in maglietta nera) 
Al 53enne ginosino, da anni attivo nel campo sociale,  l’idea è venuta mentre si dedicava ad un progetto per giovani con l’associazione Colonia contro il razzismo (Koelnerappel gegen rassismus): l’unico mezzo per far qualcosa per loro era ridare vita alla piazza nel frattempo abbandonata e diventata luogo di spaccio di droga. 
Pizzulli viene a sapere che in città, attraverso l’ufficio per le problematiche giovanili, si ha la possibilità di ottenere la tutela di un parco. Non si deve far nulla, tranne controllarlo e riferire se c’è qualcosa che non va, poi il resto dipende “da quanto tempo e quanta voglia si ha”. 
Le sue credenziali sono ottime (è attivo in un’associazione che si occupa proprio della formazione di giovani e bambini) e la voglia è tanta: nasce così l’idea di trasformarla in una piazza italiana. Di lì parte l’idea di una raccolta di fondi, perché “la città di Colonia non ha quasi fondi da investire in questo”. 
Perciò chiede il premesso per organizzare qualche festa, arrivano i primi introiti e con questi acquista ed installa giochi per bambini, un angolo con la sabbia dove le mamme possono portare i loro piccoli. 
Non fa tutto da solo: l’aiuta anche economicamente l’ufficio per le problematiche giovanili e l’ufficio di quartiere. 
Da quel giorno la piazza cambia, fino ad assicurare un lavoro part time da 150 euro al mese a 4 persone che si occupano di organizzarvi attività al mercoledì e giovedì pomeriggio. 
Antonio Pizzulli,
53 anni  da Ginosa (Taranto)
Si piantano erbe aromatiche, si organizzano attività anche musicali per raccogliere fondi in modo da ristrutturare i locali, manutenere i giochi che diventano solo una delle attrattive del luogo. Si aggiunge poi il campo bocce ma la caratteristica più importante della “Antonio Pizzulli platz” è l’unione tra bambini di culture differenti, anche lì penalizzati da pregiudizi pesanti a causa della provenienza rumena, bulgara o turca. Si è sfruttato anche il cibo per abbattere i pregiudizi. 
I genitori dei bambini, che mai si sarebbero parlati in un caffè, hanno iniziato a parlarsi, prima conoscendosi mentre davano un’occhiata ai loro bambini, poi degustando qualche specialità turca o bulgara. Il sogno ulteriore è ora unire le aree-parco divise da un parcheggio, spostando quest’ultimo e consentendo ai bambini di giocare in sicurezza. 
Ma Pizzulli guarda più in là e si spinge a desiderare che il suo quartiere “abbia case che si possano pagare” che non diventi una zona residenziale dagli alti costi che ne snaturi l’atmosfera. Nel frattempo lui assiste anche la compagna malata: “non è facile, ma se si pensa positivo, si riesce a fare tutto”.
L'articolo del Quotidiano di Puglia del 17 novembre 2013

sabato 16 novembre 2013

ALLUVIONE, TERRE JONICHE: "VOGLIAMO CHIAREZZA SUGLI IMPEGNI". Mai più disastri ambientali, la manifestazione del 14 novembre 2013.


L'inizio della manifestazione indetta da "terre joniche" giovedì 14 novembre 2013 (foto erasmo mazzone)

QUOTIDIANO DI PUGLIA 15 NOVEMBRE 2013
di Nicola NATALE
Un copione già visto, si spera con diverso esito. 
Ieri a Ginosa la manifestazione promossa da Terre joniche contro l’inerzia pubblica nell’affrontare i disastri ambientali.  Manifestazione poi conclusasi intorno all’una alle tavole palatine, in territorio lucano. Lo slogan che ha accompagnato la mobilitazione fortemente presidiata dalle forze dell’ordine è stato: “un solo fiume in piena, le nostre comunità”. 
Una ventina di trattori, alcuni davvero imponenti,  hanno sfilato per le vie cittadine partendo da piazza 4 novembre e poi dirigendosi verso lo stadio, la zona nella quale è stata ritrovata la prima vittima dell’alluvione, Rossella Pignalosa di 32 anni. 
Gianni Fabbris (altragricoltura)
al centro della foto con il microfono
Qui Gianni Fabbris, il sindacalista di altragricoltura, che da tempo si spende per la messa in sicurezza del territorio e i risarcimenti alle persone ed alle aziende colpite, ha illustrato punto per punto i motivi che hanno condotto alla mobilitazione. 
In primis chiudere le questioni lasciate aperte dall’alluvione che colpì, nel marzo del 2011, Marina di Ginosa. Non si è andati oltre la stretta emergenza secondo il movimento nato all’indomani dell’alluvione mentre i cittadini si chiedono dove si sia fermata la macchina dei pur scarni risarcimenti ottenuti: il 24% secondo la delibera di giunta regionale n°1433 del 17 luglio scorso. 
Ma non è solo il territorio di Marina di Ginosa a rischio e l’alluvione di poco più di un mese fa lo ha dimostrato tragicamente con quattro morti che devono la loro tragica scomparsa non solo alla sfortuna. Il territorio ha bisogno di essere tutelato davvero, le leggi rispettate da tutti non solo da alcuni, per questo il comitato torna a chiedere un commissario straordinario unico per Puglia e Basilica che sia “terzo fra le due regioni”. 
Il motivo, facilmente comprensibile, è l’eliminazione di qualsiasi tensione o peggio turbativa nelle azioni che dovranno essere intraprese per mettere in sicurezza il territorio. 
Purché  il tutto non si limiti agli iniziali esigui stanziamenti annunciati e i soliti furbi non trovino un mezzo per essere risarciti senza averne diritto.
Intanto è stato riconosciuto venerdì 15 novembre 2013  dalla presidenza del consiglio dei ministri lo stato di emergenza per Ginosa, Laterza, Castellaneta e Palagianello. 
Il passaggio necessario arriva  un mese e nove giorni dopo gli eventi del 7 ed 8 ottobre 2013. Questo riconoscimento è propedeutico all'emanazione all’emanazione dell’Ordinanza da parte del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile.
Sarà questo organo a quantificare ed a stanziare le somme da destinare ai comuni colpiti.
Per questo si continua a chiedere che la perimetrazione delle aree colpite avvenga con rigore, senza includere aree non toccate dalla furia delle acque. 
E a questo proposito si continua a chiedere il rifinanziamento del fondo nazionale per le calamità, anche se una recente legge dello Stato ha proprio tagliato fuori la responsabilità statale.
Insomma cittadini ed aziende colpite non avrebbero diritto legale a nessun risarcimento dopo il decreto legge n°59 del 15 maggio 2012 e il regolamento che dovrebbe seguire alla conversione in legge. 
Il corteo si è anche recato in contrada pantano nei cui pressi sono state ritrovate le altre tre vittime della terribile alluvione di Ginosa. 
Ginosa che si considerava al sicuro, protetta dalla sua relativa altitudine (circa 240 metri sul livello del mare) e dalla profonda e maestosa gravina che comunque ha salvato la quasi totalità della cittadina che conta 19mila abitanti, più altri quattromila residenti a Marina di Ginosa. 
Beppe Grillo incontra i manifestanti del comitato terre joniche in un bar lungo la statale 106 (foto erasmo mazzone)
La manifestazione ha avuto anche una coda polemica, con Pinuccia Sassone, rappresentante degli alluvionati di Marconia (Matera) che si è chiesta il perché dell’assenza di rappresentati comunali. 
La politica ha fatto capolino anche con Beppe Grillo che ha tenuto un breve incontro riservato con Gianni Fabbris nei pressi delle tavole palatine. 
Ma le strade di “terre joniche” e quelle movimento 5stelle non si sono saldate, essendo per quest’ultimo di vitale importanza non essere assimilato alle altre forze politiche. 
Per il comitato invece è essenziale tenere aperta la vertenza del territorio a tutte le forze politiche. 
Chi si vuole cimentare nella delicatissima questione è chiamato a portare risultati concreti: non c’è bisogno di altre fabbriche di parole. 
Per tutti dovrebbe bastare il monito dei parenti di Rossella affacciati al balcone della sua casa: hanno assistito da lontano alla manifestazione. 
Nessun risarcimento sarà possibile per questa famiglia e quelle di Chiara Moramarco, Gianni Bari e Pino Bianculli. Il parroco di Cristo risorto, don Giuseppe Bernalda ha invitato tutta la popolazione a partecipare ad una fiaccolata. La manifestazione in ricordo delle vittime partirà dal sagrato della chiesa stessa domenica prossima 17 novembre alle venti: forse solo la preghiera può unire cittadini e comunità.
Articolo del nuovo QUOTIDIANO DI PUGLIA del 15 novembre 2013

giovedì 14 novembre 2013

A LATERZA SAGRE D’AUTUNNO CON SUA MAESTA’ IL CARDONCELLO

Laterza, piazza plebiscito, dove si terrà la due giorni dedicata al "fungo cardoncello"

di Nicola NATALE
Giovedi 14 e venerdi 15 novembre 2013, a Laterza (p.zza plebiscito, nei pressi del municipio e del palazzo marchesale) si svolgerà la prima edizione della "Sagra del fungo cardoncello tra la Maiolica e il Pane". 
L'evento, patrocinato dal comune di Laterza e con la collaborazione del GAL - Luoghi del Mito, vede il coinvolgimento, sul piano organizzativo, delle officine Culturali Arthemisia, associazione laertina. 
Si tratta di un evento corale, numerosi i partners e collaboratori coinvolti: dalle associazioni di categoria ai produttori alimentari e artigianali, dalle istituzioni alle associazioni del territorio, dalle aziende agricole agli istituti di formazione. 
Ad accompagnare e trainare il fungo, ci sono il pane e la maiolica laertina, affermati a livello nazionale. Puntare quindi sulla creazione di impresa partendo proprio dalle risorse del territorio è uno degli obiettivi di questo evento. 
Il tutto sarà illustrato nella due giorni di sagra prima con la presentazione di "Chiave di volta" (neonata cooperativa vincitrice del bando Principi attivi della Regione Puglia che si concentra sulla rivalutazione e rielaborazione in chiave moderna delle decorazioni dell'arte maiolica), poi con un convegno (venerdì 15 novembre ore 17:30) realizzato dal gal - luoghi del mito dal titolo "Creazione di impresa con la valorizzazione dei prodotti tradizionali" che vedrà numerosi interventi tra esperti, istituzioni e testimonianze di operatori locali di artigianato tipico. 
Nell’area leader del gal Luoghi del Mito si avverte il bisogno di mantenere vitale e dinamico il tessuto imprenditoriale dei territori e l’esigenza di promuovere la diversificazione economica complessiva, nonché sostenere l'innovazione organizzativa e tecnologica delle microimprese extra agricole e la formazione di microcircuiti locali. 
Non mancheranno le degustazioni, nella serata del 15 novembre, ovviamente a base di funghi cardoncelli. A fare da cornice vari stand di aziende locali: dai funghi al pane, dall'olio d'oliva alla ceramica artistica e tradizionale, senza tralasciare l'intrattenimento musicale del duo Angela Esmeralda & Sebastiano Lillo, con le loro note in chiave blues. 
E’ uno dei primi esperimenti di destagionalizzazione per Laterza. Con la sagra del fungo cardoncello si vuole inaugurare una nuova fase per il turismo locale rivitalizzando proprio il periodo autunnale. L’intero programma è sul sito del gal luoghi del mitowww.luoghidelmito.it