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sabato 29 novembre 2014

BILANCIO ILLEGALE? NIENT'AFFATTO, LA MAGGIORANZA APPROVA.

Ginosa, il consiglio comunale del 28 novembre 2014.
di Nicola NATALE
Niente consiglio aperto al pubblico sulle feste patronali. Rigettata la proposta delle minoranze, il Consiglio comunale di ieri (28 novembre) ha approvato un ordine del giorno contro le armi nucleari. 
La conferenza stampa pre-consiglio delle minoranze.
Da sx: Francesco Di Franco, Cristiano Inglese, Felice Bitetti,
Enzo Giannico, Antonio Bradascio
Prima ancora in conferenza stampa le minoranze riunite hanno motivato il loro abbandono dell'aula al momento dell'approvazione delle delibere in materia di bilancio.
"I nostri rilievi non vengono presi in considerazione, salvo poi venire in Consiglio a presentarci delibere che esplicitamente contraddicono precise indicazioni del ministero" ha esordito Enzo Giannico, seguito dal capogruppo pd Felice Bitetti, dai consiglieri Inglese del gruppo omonimo e Bradascio del nuovo centrodestra. Le minoranze promettono battaglia e annunciano nuovi ricorsi agli organi di controllo. 
La polemica si é poi trascinata in Consiglio dove l'avv. Inglese ha ribadito che si tratta di "una revoca indistinta delle delibere che contrastano con il presente riaccertamento dei residui"
Giulio Galante (liberi ed indipendenti)
Anche Giulio Galante (Liberi ed Indipendenti) ha criticato la maggioranza: "siamo qui per la terza volta perché si sono ignorati deliberatamente i nostri allarmi, sono bilanci illegali"
Il problema sta ancora una volta nel rapporto tra giunta e consiglio. Con la maggioranza e i settori economici che avrebbero ignorato alcune sentenze sfavorevoli già notificate per non violare il patto di stabilità e conseguire i vantaggi del bilancio sperimentale senza di fatto averne diritto.
"Per giunta" ha aggiunto Bitetti rivolto alla maggioranza "revocate con atti di giunta delibere di consiglio quindi l'unica cosa che può fare il Consiglio è prendere atto della revoca di giunta, farla propria e proporre il nuovo riaccertamento".
Insomma si sarebbe in presenza di comportamenti elusivi del patto di stabilitá che comportano pesanti penalizzazioni per il Comune e multe per i consiglieri che approvano questi atti. 
Giacomo Cassano,
consigliere comunale
con delega al bilancio
Pronta la replica di Giacomo Cassano, delegato al bilancio: "gli atti saranno regolarmente trasmessi al comitato tecnico ministeriale e sono vistati dai revisori dei conti, organo esterno, che ha certificato come regolari le reimputazioni, i valori dei residui sono gli stessi"
Insomma il riaccertamento straordinario dei residui è cosa regolarissima anche perché avallata dal settore economico-finanziario del Comune. "Del resto in questi anni tanti bilanci erano falsi per l'opposizione ma non sono mai stati eccepiti" ha replicato Cassano. 
La discussione si é trascinata a lungo ma per finire al solito modo: la maggioranza ha approvato il riaccertamento, la minoranza si é chiamata fuori. 
E' il classico schema 9 contro 8, con i consiglieri Antonio Bradascio, Francesco Di Franco e Giulio Galante passati all'opposizione ed il consigliere Antonio Donno passato alla maggioranza.
Vito De Palma,
sindaco dal maggio 2011
Il riaccertamento dei residui e l'assestamento di bilancio sperimentale 2014-2016 sono passati senza colpo ferire assieme a dieci sentenze sfavorevoli che comportano il riconoscimento di altrettanti debiti fuori bilancio. 
Per il sindaco Vito De Palma si tratta di una ennesima assunzione di responsabilità di uno dei 100 comuni in Italia che spontaneamente hanno aderito alla sperimentazione. 
"Noi con questo bilancio cogliamo l'obiettivo di mettere 700mila euro in più nell'economia reale, quella che interessa agli imprenditori ed ai cittadini di questo paese". Si spera che all'economia reale serva anche la denominazione comunale, una sorta di carta d'identità che certifica il legami dei prodotti con il territorio. http://www.infodeco.it/
Il risultato di queste manovre di bilancio ha concluso il sindaco "sono assunzioni di vigili e di nuovo personale più che necessario per l'ente". 
Nel frattempo il Comune di Ginosa restituisce allo Stato per gli equilibri di finanza generale 500mila euro: "una cosa mai accaduta prima".

sabato 22 novembre 2014

CELEBRATA LA FESTA DELL’ALBERO, ANCHE IN RICORDO DI QUELLI “CADUTI”.


La piantumazione di un pino nel cortile della "Boschetti Alberti" di Marina di Ginosa (Taranto)
QUOTIDIANO DI PUGLIA 22 NOVEMBRE 2014
di Nicola NATALE
Celebrata anche a Ginosa ed a Marina di Ginosa ieri la giornata nazionale degli alberi. 
Sono stati piantati 209 alberelli, tanti quanti sono stati i nuovi nati del 2013 in accordo alla legge n°10 del 2013. 
Due le scuole scelte, la “Maria Boschetti Alberti” per Marina di Ginosa e la “Giovanni Paolo II°”  per Ginosa. 
Alle due distinte cerimonie hanno partecipato la prof. Marilisa Mongelli (vicesindaco e assessore all’istruzione) e Leonardo Galante (assessore turismo ed ambiente). 
Come quasi dappertutto si sono scelte essenze locali, soprattutto pini ma anche alberi a lento sviluppo. 
Per il sindaco De Palma l’iniziativa oltre che a “sensibilizzare la cittadinanza alla tutela delle risorse naturali educa alla conservazione ambientale preventiva che compensa in parte le modifiche ambientali introdotte dall’antropizzazione urbanizzata dell’intero globo terrestre”. 
Piantumazione di alberi presso il plesso Giovanni Paolo II° di Ginosa (Ta)
Per Galante si tratta invece di “trasmettere ai più giovani la cultura dell’ambiente riscoprendo il valore degli alberi”. L’iniziativa non è stata priva di contestazioni, sia pure solo virtuali. In particolare una foto è stata diffusa sul web ricordando il taglio di alberi nel parco Baden Powell di Ginosa per far posto ad una riqualificazione finanziata con fondi europei. 
Il parco era stato da tempo vandalizzato ed abbandonato nonostante proprio vicino sorga una scuola per l’infanzia, la Carlo Lorenzini. 
(photo courtesy Francesco Pignalosa)
Al momento i lavori sono interrotti in zona “pierri” (via Stano), con il risultato di non avere né la strada e il miglioramento dell’area promesso dall’amministrazione, né gli alberi che sono stati tagliati e portati via. 
Assieme a questo evento è stato ricordato negativamente l’incendio di decine di  ettari nella pineta Regina di Marina di Ginosa del 2012, il taglio degli alberi dell’unico viale alberato di Ginosa (via palatrasio) dovuto all’invadenza delle radici ed al troppo polline*, l’attuale taglio di alberi presso il plesso Deledda-Belisario. 
La richiesta giunta all’amministrazione comunale ed agli uomini dell’arif (agenzia regionale per le attività irrigue e forestali) è che si intervenga direttamente anche per ripristinare il verde sottratto e che gli alberi piantumati siano poi seguiti da una puntuale cura ed irrigazione senza le quali diventa inutile piantarli.
http://ginosanews.blogspot.it/2012/07/marina-di-ginosa-ancora-incendi-alla.html
p.s. digitando l'argomento cui si è interessati è possibile accedere all'archivio di GINOSANEWS e di una parte degli articoli pubblicati sul Quotidiano di Puglia, presenti qui in versione integrale. Il motore  di ricerca interno è posto in alto a sinistra del blog.
* l'intervento disposto con determina n°137 del 6/11/2014 consistente nella capitozzatura (http://it.wikipedia.org/wiki/Capitozzatura-http://www.comune.castenaso.bo.it/aree-tematiche/ambiente/capitozzatura_alberi.pdf) è costato 24mila euro.

giovedì 20 novembre 2014

ROMA, EFFETTO PUGLIA DEL ROTARY. RICONOSCIMENTO PER CASTRIA DI VILLA GENUSIA.*


Villa Genusia, la residenza socio-sanitaria assistenziale sorta nel 2010 a Marina di Ginosa (Taranto).
di Nicola NATALE
E’ decisamente il momento della Puglia. 
Stasera (21 novembre) la celebrano anche i Rotary Club della capitale in un albergo a cinque stelle, il westin excelsior in via vittorio veneto. 
Coinvolti nell’organizzazione 47 club rotary pugliesi. 
Franco Castria,
presidente onlus Civiltà futura.
Nella serata non mancherà Ginosa rappresentata da Franco Castria, il fondatore di Villa Genusia. 
La struttura, inaugurata nel 2010 a Marina di Ginosa, è divenuta un punto di riferimento d’eccellenza per gli anziani soli e non autosufficienti. 
Dietro tutto questo la volontà e l’energia di Castria, presidente della onlus Civiltà futura che dà risposte alla necessità di cura e presa in carico di anziani la cui assistenza non può più essere svolta dai familiari. 
A Villa Genusia attualmente risiedono circa 130 persone, di cui molte con patologie degenerative come Alzheimer, demenze gravi, stati neurodegenerativi, sla e parkinson. 
La hall di Villa Genusia.
Il rapporto paziente/operatori è quasi di uno ad uno, visto che sono anche 130 complessivamente i soci-operatori impiegati nella cura e nell’assistenza degli ospiti immersi una struttura quasi lussuosa rispetto agli standard. Non a caso le complesse esigenze di una struttura simile, tra l’altro accreditata dalla regione Puglia nel 2011 per sopperire alle ormai note carenze assistenziali del territorio, hanno fatto in modo che ben presto Villa Genusia si specializzasse in tre distinte attività. 
Interno di Villa Genusia - Marina di Ginosa.
La struttura di recente si è fatta promotrice di mostre e attività
in favore dell'Operazione Mato Grosso.
Nella stessa struttura di via Vito Castria, in contrada tufarelle convivono infatti una residenza sanitaria assistenziale (r.s.a.), una residenza socio-sanitaria assistenziale (r.s.s.a.) ed un centro diurno demenza (c.d.d.). Castria sarà presente a Roma assieme ad altri big delle eccellenze produttive pugliesi, come Divella e Natuzzi, che hanno portato il nome della Puglia nel mondo. 
Va aggiunto che il presidente Castria ha maturato la sua esperienza nella gestione di queste strutture a Milano dove era emigrato come tanti negli anni ’60. Tuttavia il legame con Ginosa non si è mai interrotto, pur mantenendo la presidenza di un’altra cooperativa sociale, anziani 93, attiva a Bareggio, in provincia di Milano. 
Westin Excelsior - Roma.
Alla serata romana parteciperanno tra gli altri anche pugliesi ormai notissimi come Michele Mirabella, Renzo Arbore ed Albano Carrisi. L’iniziativa è nata per far conoscere “in modo piacevole ed approfondito una regione come la Puglia che è riuscita a coniugare la propria storia e le proprie tradizioni  con l’innovazione e la tecnologia”. L’evento, organizzato da Patrizia Cardone e Mario Greco, sarà coordinato da Francesco Giorgino (tg1) e vedrà la partecipazione delle eccellenze non solo nel mondo dell’imprenditoria ma anche dell’enogastronomia, della cultura e della comunicazione.
Una delle sale interne del Westin Excelsior di Roma.
*in pubblicazione sul Quotidiano di Puglia di domani 21 novembre 2014

martedì 11 novembre 2014

LA MIA PERSONALE, DISCUTIBILISSIMA IDEA DI VINO.


Vigneti Natale: un grappolo di primitivo
in Cassano delle Murge (Bari).
di Nicola NATALE
Produrre vino oggi non é spremere l’uva. 
Significa recuperare un rapporto con le nostre campagne, con la nostra terra ed anche farsi delle domande sul modo in cui viviamo oggi.  
Su come scegliamo di nutrirci e di produrre quello che usiamo per mangiare e bere. 
La sparo grossa: il vino oggi è più un pretesto che un alimento. Un gioco più che una necessità. Quando, agli inizi del 2000, decisi di re-impiantare assieme a mio padre il vigneto a spalliera a sua volta impiantato da mio nonno materno, non pensavo che quella passione mi avrebbe condotto così lontano. Come per molte altre famiglie di estrazione contadina, era per noi naturale non abbandonare un vigneto le cui uve erano parzialmente acquistate da decenni dalla stessa famiglia. 
Un vigneto dal quale noi stessi avevamo sempre ottenuto un primitivo eccellente che si distingueva per il suo carattere secco ed elegante rispetto a quello dolce e sinuoso dei vigneti a primitivo allevati in Ginosa. 
Una delle fasi della cura di un vigneto: la selezione dei rami detta potatura verde.
La gioia della vendemmia era condivisa con dieci, quindici persone di ogni età e dal capostipite di quella famiglia altamurana, Vittoriano, di cui ricordo i brevi, intensi discorsi con mio nonno Nicola. Li vedevo fermi al limitare del vigneto, sotto gli alberi d’olivo, mentre gli altri si affrettavano a tagliare i grappoli. 
Oggi quella tradizione che ricordo con affetto e nostalgia non si ripete più, ma qualcos’altro l’ha sostituita. 
Alcuni miei carissimi amici romani mi hanno chiesto di partecipare alla prossima vendemmia infondendomi nuovo entusiasmo. 
In città (mediamente) apprezzano molto il vino e chi lo produce, molto più di noi popolazioni ex contadine che, per una serie molto numerosa e comprensibile di fattori, lo snobbiamo. 
Va detto che il consumo di vino oggi è in fortissimo cambiamento: da alimento accessorio quotidiano a bevanda eventuale legata a momenti di festa e di svago. 
Chiaro che il consumo scenda ogni anno e non si abbia più bisogno di quelle estensioni e di quelle rese considerate indispensabili fino a qualche anno fa. 
Si tratta di produrre quantità limitate di qualità eccelsa. Per questo avremmo bisogno tutti (produttori e consumatori) di conoscere maggiormente l’enologia. 
I produttori per confezionare un prodotto migliore nei casi in cui l’annata non sia buona, i consumatori  per imparare a riconoscere e premiare un prodotto fatto con qualità ed etica. 
E’ un aspetto per nulla secondario nel consumo odierno e consapevole di una bevanda dalla storia così ricca, lunga e complessa. 
Negli ultimi tempi ci si impegna anche a recuperare i vitigni tipici del territorio. Grazie ad una lunga selezione ed adattamento questi ultimi danno subito i risultati migliori senza aver bisogno di particolari concimazioni o trattamenti. 
Ma, al di là degli aspetti della coltivazione che pure appassionano tantissimo i coltivatori e gli amanti del vino, metterei l’accento su quell’immagine del vino che oggi i media ci trasmettono. 
Fiorichiari Plates in Brera (Milano)
Non solo ritrovi più o meno radical-chic in cui sorseggiare vini costosi e di grande tradizione, ma anche semplice convivialità di veri amici che si riuniscono attorno ad una buona tavola ed ad un buon bicchiere.
Dico bicchiere perché chi fa un discorso di quantità è molto lontano dal modo di bere e dall’accesso al mondo del vino che i vignaioli vogliono proporre. 
La conoscenza del prodotto, della maniera in cui è ottenuto - quando non direttamente del produttore - diventa perciò essenziale per assicurarsi l’artigianalità del procedimento e il suo legame effettivo con il territorio. 
E’ una maniera come un’altra per assicurarsi la cura delle campagne e la bellezza del territorio mediterraneo celebrata più dalle immagini che nella nostra pratica di ogni giorno. E in fondo anche perché, come diceva Johan Wolfgang Gohete, “la vita è troppo breve per bere vini mediocri”.
Primi approcci alla promozione del vino. Ottobre 2002 (photo Erasmo Mazzone)

giovedì 6 novembre 2014

“SALVIAMO SAN LEONARDO”: FESTA CON MOSTRA PRO RESTAURO DELLA CHIESA MEDIOEVALE.


GINOSA -
La Chiesa di san Leonardo, imbiancata di recente.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 6 NOVEMBRE 2014
di Nicola NATALE
In mostra gli antichi paramenti, candelieri e calici ritrovati nella Chiesa di San Leonardo. 
Si deve a don Giuseppe Bernalda, parroco di Cristo Risorto a Ginosa dal settembre del 2013, l’idea di valorizzare anche in questa maniera la bella chiesetta costruita a quanto sembra nella prima metà del Settecento su una chiesa ancora più antica attribuita al periodo medioevale. 
Quest’anno però la tradizionale festa di San Leonardo non si svolgerà nella piazzetta antistante la chiesetta ma presso il piazzale della parrocchia di Cristo Risorto a partire dalle 17:30 con il rosario, una messa, la processione da San Leonardo a Cristo Risorto ed infine la festa. 
Per l’occasione (e fino al 9 novembre) saranno esposte le pianete, vale a dire i paramenti liturgici ritrovati nella chiesetta che sorge su uno dei punti più suggestivi di affaccio alla gravina insieme a vecchi candelieri, calici e un sacramentario che i preti leggevano quando la messa si celebrava con le spalle rivolte ai fedeli. 
La Mater Domini di san Leonardo restaurata
Nel frattempo Don Giuseppe ha affidato alle mani di un abile restauratore la statua della Madonna Mater Domini in cartapesta che ha subito le ingiurie del tempo. 
Anticamente infatti la chiesa più antica sottostante scavata nella calcarenite era dedicata alla mater domini anche se in essa  è presente un affresco raffigurante un santo vescovo, probabilmente san Nicola. 
La festa novembrina popolarmente è l’occasione per testare il vino nuovo e le castagne ma anche per ricordare i carcerati, di cui san Leonardo è considerato patrono. (ripr.ris.)
GINOSA parrocchia di Cristo Risorto: paramenti e corredi liturgici in uso nella chiesa di san Leonardo.

domenica 2 novembre 2014

CACCIA ALL'URO NELLA GRAVINA DI GINOSA.


GINOSA - Il riparo dell'Oscurusciuto.
(photo courtesy Anna Maria Ronchitelli-Università di Siena)
di Nicola NATALE
Una storia che dura da circa cinquantamila anni. 
E un gruppo di esperti dell’Università di Siena che prova a ricostruirla a Ginosa, centimetro dopo centimetro, da sedici anni. Qui, lungo una parete della gravina non caratterizzata da insediamenti di età storica, dal 1998 indagano un antichissimo riparo con  numerosi livelli del Paleolitico medio. 
In questi giorni  (24 ottobre)  é terminata l’ulteriore campagna di scavo guidata dalla professoressa Annamaria Ronchitelli e dal professore Paolo Boscato dell’Università di Siena, in collaborazione con la locale Soprintendenza per i Beni Archeologici*. 
Il sito è ancora quello dell’Oscurusciuto, traduzione italianizzata del termine dialettale. 
GINOSA - La campagna di scavo condotta dall'Università di Siena in collaborazione con la Soprintendenza dal lontano 1998. (photo courtesy of Annamaria Ronchitelli-Università di Siena)
Gli studiosi avanzano a strati di un centimetro alla volta in un’area grande all’incirca 60 metri quadri e con uno spessore di più di cinque metri. 
Il ticchettio metallico dei piccoli strumenti di scavo è discreto ma continuo. 
Il riparo è posto relativamente in alto rispetto al fondo asciutto della gravina nel tratto a nord che precede l’abitato attuale. 
Non sono molti i siti come questo in Italia contandosene una ventina, perlomeno tra i siti stratificati con datazione sufficientemente sicura. 
In Puglia ce ne sono almeno tre: l’Oscurusciuto a Ginosa, la Grotta del Cavallo a Nardò e la grotta di Santa Croce a Bisceglie. 
Uno dei più interessanti è proprio il sito di Ginosa con un livello in corso di scavo salvato da materiale vulcanico che ha di fatto sigillato un accampamento così come era stato abbandonato dai Neandertaliani circa 55mila anni fa. 
Ma cosa facevano i Neandertaliani di Ginosa? 
Principalmente cacciavano, a giudicare dalle numerose ossa di animali rinvenute. E in quei tempi l’animale più cacciato era l’uro, un grande bovino ormai estinto. 
Il probabile ma non sicuro aspetto dell'uro (bos primigenius taurus)
(fonte wikipedia)
Un animale non particolarmente facile da cacciare soprattutto tenendo presente la stazza (circa 2 metri al garrese), il temperamento molto aggressivo e le armi di cui disponevano i nostri cacciatori. 
Durante le indagini sono stati rinvenuti anche i resti di antichissimi focolari allineati alla parete di fondo del riparo e, naturalmente, strumenti litici come raschiatoi e punte, alcune delle quali sono possibili armi da getto. 
Un grande focolare collocato verso nord, sulla cui natura si sta indagando, ha un raggio di circa due metri. 
La zona all’epoca aveva un clima tendenzialmente arido e temperato, compatibile non solo con la diffusione degli uri e dei cavalli nelle praterie arborate, ma anche di cervi, daini e caprioli presenti nelle zone forestali. 
Ma non erano i soli animali cacciati: sia pure in due soli esemplari sono stati anche rinvenuti frammenti appartenuti ad un leone e ad un lupo. 
I resti di quegli animali venivano smembrati nel luogo di caccia e poi portati su al riparo. 
Si tratta dell’alba dell’uomo e fa un certo effetto pensare alla storia lunghissima della gravina di Ginosa. 
Davvero in certi momenti si vorrebbe che fossero le pietre a parlare. 
In realtà solo con l’analisi scientifica e la passione bruciante per la preistoria dimostrata da questo gruppo riusciamo ad avere squarci sui  tempi che ci hanno preceduto.
* con un contributo del Comune di Ginosa pari a 3mila euro (d.g.c. n°305 del 11/12/2013)
** riproduzione riservata
GINOSA - Il ponte di accesso all'Oscurusciuto nel 2012.
Attualmente l'opera realizzata con fondi europei non esiste più travolta dalla forza dell'alluvione dell'ottobre del 2013
GINOSA - L'accesso all'Oscurusciuto realizzato nell'ambito del recupero patrimonio rupestre per 200mila euro.
(fonte:100 opere pubbliche x Ginosa e Marina di Ginosa-Assessorato ai lavori pubblici comune di Ginosa)