DIGITA LA TUA MAIL QUI PER GLI AGGIORNAMENTI

martedì 14 febbraio 2017

ACCOGLIENZA TURISTICA, UN LAVORO DA 187 EURO AL MESE È UN LAVORO?


GINOSA L'attuale sede dell'Ufficio di Informazione d Accoglienza Turistica (I.A.T.) 
in corso Vittorio Emanuele 105.
di Nicola NATALE

4.500 euro iva inclusa per un anno di lavoro. 
Da dividersi tra almeno due persone, una delle due peraltro dovrà essere laureata e con esperienza pluriennale nel settore turistico-culturale. 
Questa è la cifra esatta che il Comune di Ginosa ha messo a bando per il servizio di gestione dell’Ufficio di Informazione ed Accoglienza Turistica. 
Un impegno che durerà almeno due anni, con facoltà da parte dell’amministrazione di rinnovare l’affidamento per altri due anni. Ed è tutto fuorché un impegno parziale del proprio tempo, come sa benissimo chiunque lavori a livello professionale nel campo turistico. 
Il desk interno dell'ufficio Iat di Ginosa.
L’ufficio, attualmente sito nella piccola, inadeguata sede al pian terreno del Palazzo della Cultura di Corso Vittorio Emanuele, dovrà essere aperto tutti i giorni, con orari di apertura che variano dalle 4 alle 6 ore e con possibilità di rimodulazione a seconda del flussi turistici. L’orario di sei ore (tre al mattino e tre alla sera) è stato fissato nei mesi che vanno da ottobre a marzo, quello più corto nei mesi estivi, evitando la mattina quando di solito i turisti vanno al mare. 
Ma esattamente cosa dovrebbero fare per 187 euro al mese i due operatori, posto che non siano di più come il bando consente? 
La convenzione prevede che facciano attività di front desk fornendo agli utenti tutte le informazioni in maniera cortese e disponibile, evadano la corrispondenza, registrino il numero dei visitatori giornalieri e la loro provenienza, realizzino la promozione turistica nonché collaborino con gli uffici comunali nell’organizzazione e comunicazione degli eventi culturali. 
Senza dimenticare naturalmente la vendita di libri e prodotti promozionali, non importa se realizzati dal gestore o altri soggetti per “svolgere servizi funzionali alla fruizione turistica del territorio”. 
La delusione è palpabile negli ambienti che a livello professionale si occupano di turismo, ma anche tra i cittadini che avevano creduto ad un serio rilancio di Ginosa in chiave turistica. 
L’ufficio infatti, al di là dell’ottima promozione svolta da imprese locali a proprio beneficio, è il garante dell’imparzialità, della chiarezza e comprensibilità del linguaggio e dell’accessibilità. 
E soprattutto di una presentazione professionale dei beni storici, artistici e culturali che non mancano nemmeno nel più piccolo borgo di Puglia e di certo non a Ginosa. 
Panoramica del centro antico di Ginosa.
(photo courtesy of Leonardo Giancipoli)
Al di là dell’ottima iniziativa di avviare quanto in molti altri Comuni pugliesi funziona già da tempo, si segnala anche in questo caso l’adozione di un contributo di gestione che svilisce la stessa figura del responsabile tecnico laureato e degli altri addetti.
Come è possibile destinare così poche risorse pubbliche all’attività che a parole viene definita centrale per il rilancio non solo del Sud? 
Come è possibile richiedere competenze e professionalità adeguate in vista di un compenso così basso, dal quale si dovrà scalare anche il costo di una polizza per danni a terzi di 200mila euro?

domenica 5 febbraio 2017

LATERZA, MOSTRA FOTOGRAFICA IMPERDIBILE. Viaggio nelle contraddizioni del nostro mondo di Akash e Plasmati.


LATERZA Palazzo Marchesale l'inaugurazione della mostra di Akash e Plasmati.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 5 FEBBRAIO 2017

di Nicola NATALE

Una mostra imperdibile, che va al nòcciolo dei problemi contemporanei del lavoro, anche locali.
GMB Akash
Sono rimasti pochi giorni di tempo per visitare la mostra fotografica “Working class Working Clash” a Laterza nel Palazzo Marchesale*
Un titolo che riassume in sé i concetti ispiratori dell’esposizione: “classe che lavora, conflitti del lavoro”. 
I lavori dei fotoreporter GMB Akash (bengalese) e di  Gaetano Plasmati (materano) sono in mostra fino a martedì 8 febbraio all’interno della sala Cavallerizza in piazza Plebiscito con orari dalle 17:30 alle 21. 
Ma perché alla sovrabbondanza di immagini a cui siamo esposti dovremmo aggiungere anche quelle di Akash e Plasmati?
QUOTIDIANO
DI
PUGLIA
17/1/2017
Risponde direttamente Massimo Clemente, storico dell’arte e curatore della mostra: “Perché ci espongono il cuore del problema contemporaneo, lo sfruttamento del lavoro altrui che impoverisce anziché arricchire chi lo compie, si arricchiscono in pochi, in genere solo uno chi è al vertice”. 
Le immagini in mostra a Laterza spiegano perché allo sfruttamento imposto a uomini e donne dei Paesi poveri del mondo corrisponde la crisi che uccide le imprese italiane ed europee. 
I drammatici dati della disoccupazione, non solo giovanile, che rende tutti i lavoratori “utili non indispensabili”, li condanna al precariato o allo sfruttamento o ad entrambe le cose, trovano nella barbarie imposta a tanti Paesi la loro ragione ultima. 
Dal Bangladesh al Marocco, dall’India alla vicina Basilicata il percorso fotografico illustra con potenza e nitidezza come le merci a basso costo arrivano a noi. 
Come alla nostra cultura del consumo senza qualità, senza la storia anche etica connessa all’oggetto, corrisponda la catena infinita che anno dopo anno appiccica a quei Paesi l’etichetta “in via di sviluppo”. 
Come del resto il Sud Italia dal quale sono i rampolli delle classi dirigenti i primi a fuggire, consapevoli dell’inconsistenza dei proclami che si rinnovano anche per lo stanziamento di fondi dovuti. 
C’è anche un altro motivo per non perdere questa rassegna fotografica come dice Clemente: “l’aggancio alla grande tradizione del realismo, fondato su una fotografia diretta, che vive del proprio soggetto, la volontà di resistere ai violenti cambiamenti della globalizzazione per riaffermare il riconoscimento dei diritti e la responsabilità dell’uomo come motore del sistema”. 
LATERZA La conferenza stampa di presentazione della mostra.
Da sx Rocco D'Anzi, Gateano Plasmati, Gianfranco Lopane, Massimo Clemente.
All’amministrazione di Laterza il merito con Rocco D’anzi, consigliere comunale delegato alla cultura, di aver voluto aprire in maniera così intensa ed appropriata la stagione culturale 2017. Davvero Laterza riesce ad esprimere valori altissimi nella sua proposta culturale. 
Abbiamo capannoni che erano pieni di speranza e oggi sono pieni della desolazione del vuoto” ha aggiunto D’Anzi consapevole insieme con il sindaco Lopane che “il lavoro come non dovrebbe essere è presente anche da noi”.
*Mercoledì 8 febbraio dalle 18 alle 21 Laboratorio di reportage fotografico e portfolio review info 3409433534 evento gratuito.