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venerdì 31 ottobre 2014

LATERZA, FESTA CELTICA DI HALLOWEEN NELLA EX GENDARMERIA.


Laterza, la conferenza di presentazione della festa celtica. (photo courtesy of Arcangelo Lapomarda)
di Nicola NATALE
A Laterza una Halloween tutta speciale. 
Questo è quanto promettono il laboratorio urbano Phylos lab4art e l’associazione La Ribeca. Una vera e propria “festa celtica tra storia e cultura, tra sacro e profano”. 
Il luogo di partenza sarà l’ex gendarmeria ristrutturata nell’ambito di bollenti spiriti, l’orario di inizio alle 17. La festa poi si sposterà in piazza plebiscito. 
Per le due associazioni si tratta di un “vettore per la conoscenza della civiltà celtica, del periodo pre-cristiano, dell’antica festa di samhain”. 
Halloween a Laterza il 31 Ottobre
Nel corso dell’evento ci sarà la lettura animata di un e-book multimediale che però parlerà di temi antichi. 
Come infatti possono apparire gli argomenti relativi al ciclo naturale della vita ed alla fine dell’estate. Ma anche la rievocazione delle feste per la fine dei raccolti e il ravvivarsi delle credenze relative ad incontri soprannaturali e prodigi. 
Come quegli che sostenevano di conoscere bene i Druidi, i capi spirituali delle tribù celtiche che nella notte di Halloween si riunivano sulla cima di una collina ricoperta da una  foresta di querce considerate sacre. 
A ricondurre la festa nell’ambito della tradizione cristiana ci sarà il corteggio storico che riprenderà l’uso dei primi cristiani di andare di villaggio in villaggio a chiedere un pezzo di dolce dell’anima (un pezzo di pane) in cambio di preghiere per i defunti. 
Secondo la vicepresidente de La Ribeca dott. Nunzia Minei è da qui che ha preso origine la formula “dolcetto o scherzetto” che i bambini italiani ripetono ora. Avendola però questi ultimi  imparata dalla massiccia produzione multimediale di questi anni che ha avuto in Harry Potter il suo campione. 
"Con figuranti, rievocatori, strege e druidi si celebrano valori universali come la generosità, l’immaginazione ed il senso della comunità” ha concluso la dr. Minei. 
Con buona pace di quanti vedono un’antinomia tra le nostre tradizioni e la festa di origine anglosassone. Il parroco di santa Croce in Laterza Don Oronzo Marraffa ha infatto invitato a rivalutare  anche le tradizioni prettamente italiane del 1° novembre Ognissanti e del 2 novembre con la commemorazione dei defunti.

martedì 28 ottobre 2014

FONDI EUROPEI, L'ESPERTO DEL MONACO: "18 MILIARDI NON SPESI AL SUD".


La conferenza organizzata dal Tavolo Verde a Castellaneta venerdì scorso, 24 ottobre 2014
QUOTIDIANO DI PUGLIA 26 ottobre 2014
di Nicola NATALE
Diciotto miliardi non spesi. 
E’ questo lo sconfortante bilancio dei fondi strutturali europei non spesi al Sud nel periodo 2007-2013. Cifra che sale a 26 miliardi se tarata sull’intero territorio nazionale.
Andrea Del Monaco, esperto di fondi strutturali UE
Lo ha detto Andrea Del Monaco, esperto di fondi strutturali ieri (n.d.r. 24 ottobre) a Castellaneta partecipando ad una conferenza organizzata dal Tavolo Verde, l’associazione che da più anni pone con forza il tema dei diritti degli agricoltori. 
Per invertire la rotta sarebbe necessario imparare a proporre ottimi progetti e rendicontare in maniera rigorosa quanto fatto. C'è ancora tempo fino al 2015, data la proroga di due anni accordata. Ma  invece ci tocca assistere spesso a reati connessi alla gestione dei fondi europei” dice l’esperto già consulente del secondo governo Prodi.* 
Il racconto di Del Monaco infarcito di cifre, slide e grafici tocca tutti i settori dell’economia, persino temi caldi come quello della ricerca e della sicurezza (leggasi decurtazione dei fondi per le forze dell’ordine). 
Citato il caso Rubbia “costretto a fare il suo impianto pilota di solare termodinamico in Spagna ad Almeria” anziché in Italia.
Del Monaco non ha scordato nemmeno lo scippo dei fondi fas (fondi aree sottoutilizzate) utilizzati per finanziare la cassa integrazione in deroga al Nord. 
O le inadempienze degli stessi governi che, non spendendo i fondi loro assegnati, hanno dovuto restituirli al bilancio generale dell’Unione finendo per finanziare i paesi più virtuosi, più che pronti a servirsene. 
A complicare il quadro la disparità di trattamento subita dall’Italia per il suo rapporto deficit/pil e per il suo debito. 
Con la Germania che pur avendolo sforato nel 2003 e con la Francia che pur facendolo ora non sono state sottoposte all’attacco concentrico di cui è invece oggetto da più anni l’Italia. 
Dal 2013 aderendo al fiscal compact l’Italia deve sottostare a vincoli rafforzati che impongono di reperire risorse maggiori. 
Graziano Del Rio,
sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri
La proposta del Governo tramite il sottosegretario Del Rio è di ridurre il cofinanziamento italiano nelle regioni del Sud per i prossimi fondi strutturali, risparmiando risorse notevoli. 
La Puglia perderebbe nei prossimi 7 anni 2,5 miliardi e la Basilicata circa 400 milioni se passasse questa impostazione legata alla presunta lentezza e alla mancata efficienza della spesa legate ai fondi comunitari. 
Quotidiano di Puglia 24 ottobre 2014
- Fondi europei.**
La proposta secondo l’esperto è che “lo Stato si sostituisca alle Regioni inadempienti evitando di togliergli le risorse che gli spettano”. Ed impedendo che “crediti di imposta automatici prosciughino le risorse senza raggiungere nessun obiettivo per il Paese che continua a non avere una politica industriale e di protezione delle proprie eccellenze agricole”. 
Per Paolo Rubino, coordinatore del tavolo verde, una presa di coscienza era necessaria ed è stato questo il senso dell’incontro cui hanno partecipato non solo giornalisti ma anche cittadini, consiglieri comunali di Castellaneta e Laterza (Rochira, Stano) e componenti del comitato ginosino di rinascita cittadina (Sannelli, Gigante).
*http://www.ilquotidianodellabasilicata.it/news/politica/723592/Fondi-Ue--sfida-da-114.html
** nel titolo dell'articolo cartaceo c'è un'errore: non sono 18 milioni di euro, sono 18 miliardi.

sabato 25 ottobre 2014

IL COMITATO CITTADINO: “RIDATECI L’AMBULANZA, LO DICE LA DELIBERA”.


QUOTIDIANO DI PUGLIA 24 OTTOBRE 2014
di Nicola NATALE
GINOSA - Sosta di un'ambulanza in via Roma
per un'emergenza
Quell’automedica non poteva essere spostata e deve ritornare a Ginosa. 
Così la pensa il neo comitato cittadino per la postazione medicalizzata del 118 riallocata lo scorso marzo a Marina di Ginosa. 
Tale spostamento dicono dal comitato “è in contrasto con la delibera di giunta regionale del 15 dicembre 2009 n°2488”. 
La delibera disponeva del nuovo assetto del servizio di emergenza urgenza “118”. 
Al comitato cittadino però,  al di là delle carte, interessa sottolineare che “non è assicurato un rapido intervento del personale sanitario nelle patologie più gravi (arresto cardiaco, edema polmonare, ecc.), fondamentale per la positiva risoluzione della prognosi”. 
Il richiamo della nota è ai famosi otto minuti dalla chiamata entro i quali deve giungere l’intervento di soccorso. 
Entro quel lasso di tempo aggiungono “è impossibile la repentina azione del medico in quanto proveniente da zone limitrofe”. 
Va ricordato a questo punto che già nell’aprile scorso il pd locale inviò al prefetto una nota per richiamare l’osservanza della delibera regionale.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 24 OTTOBRE 2014
Nota alla quale il capo del 118 rispose che era proprio per assicurare a tutti gli otto minuti che l’automedica si spostò  a Marina di Ginosa distante 21 chilometri dal comune madre e fu istituita nella vicina Laterza (7 chilometri) nell’ottobre del 2013 una postazione 118 medicalizzata fino ad allora assente. 
Ma il comitato (al momento non rappresentato da alcun referente) dissente da questa impostazione ed invia la propria protesta al presidente della regione Puglia Nichi Vendola, all’assessore alla sanità Donato Pentassuglia oltre a coinvolgere il consigliere regionale Pietro Lospinuso e le locali delegazioni di cgil, cisl e uil. 
Promettendo come si fa in questi casi di intraprendere “iniziative popolari di ferma protesta” se la richiesta non sarà accolta. 
Il comitato infatti parla di una “decisione sciagurata” e si chiede quali siano i motivi che hanno lasciato scoperta una popolazione di circa 19mila abitanti senza contare gli stranieri non censiti.

giovedì 23 ottobre 2014

DOPPIA IDENTITA', MA NON PER SEMPRE.


Felix Theisen,
fermato dai Carabinieri di Ginosa 
di Nicola NATALE
Commettere reati in Germania e riparare in Italia, precisamente a Ginosa. Questo aveva pensato di fare Felix Theisen, quarantunenne originario della repubblica federale tedesca. 
L’uomo aveva cambiato anche il suo cognome originario in Locantore al rientro in Italia dopo molti anni in Germania ed era in possesso di “regolare carta d’identità”.
La doppia identità gli aveva consentito di sfuggire ad un mandato d’arresto internazionale. Alla sua latitanza hanno posto fine i Carabinieri di Ginosa durante i normali controlli finalizzati alla prevenzione dei reati. Infatti la sua ricerca non si era mai arrestata e passo dopo passo ha permesso di “rintracciarlo e identificarlo compiutamente”. 
Theisen era stato condannato a cinque anni di reclusione da un tribunale tedesco per reati finanziari commessi nel 2005. 
Sul suo capo pendeva pertanto un mandato di arresto provvisorio necessario ai fini dell’estradizione, cioè la consegna di individuo giudicato colpevole in un Paese diverso da quello in cui è stato fermato. Della sua cattura i militari della stazione di Ginosa hanno dato notizia al presidente della corte d’appello di Lecce ed al ministero della Giustizia per estradare Theisen.

mercoledì 22 ottobre 2014

CRISI NATUZZI, I SINDACATI: “NON ACCETTEREMO STIPENDI SOTTO LA CASSA INTEGRAZIONE”.


Santeramo in Colle - Lo sciopero del 21 gennaio 2014 indetto per protestare contro gli esuberi e il calo dei salari.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 21 OTTOBRE 2014
di Nicola NATALE
Novanta per cento. Questa è stata la partecipazione allo sciopero indetto dai sindacati confederali così come riferita da alcuni rappresentanti aziendali. 
I segretari regionali hanno ribadito la volontà di voler trattare ancora con l’azienda ma sulla base di elementi nuovi. 
Silvano Penna,
segretario regionale fillea cgil
Abbiamo da una parte soldi veri da togliere ai lavoratori, dall’altra chiacchiere sulla riduzione degli sprechi denunciati dai nostri rappresentanti aziendali” dice Silvano Penna segretario regionale della fillea cgil. 
Insomma la volontà di incontrarsi naturalmente c’è ancora e dopo l’ennesima giornata di sciopero davanti ai cancelli arriva la convocazione dell’assessore regionale Leo Caroli, già segretario regionale della cgil di Brindisi. 
Natuzzi ed i sindacati si incontreranno lunedì prossimo, 27 ottobre alle 12 a Bari presso l’assessorato al lavoro per l’ennesima mediazione sui temi scottanti della cassa integrazione (più che in deroga), dei contratti di solidarietà, del demansionamento e del contestuale passaggio di tutti i dipendenti del gruppo al contratto collettivo del legno arredo solo per stare alle questioni principali. 
Natuzzi: lavoratori in presidio presso lo stabilimento di Laterza (Taranto)
Gli stabilimenti pugliesi e lucani della Natuzzi ieri si sono fermati in conseguenza dello sciopero “riuscito benissimo” dicono gli rsu Renzo Mazzone, Franco Passarelli, Antonello Zicari ma che non proseguirà oltre. 
Ma cosa riserva l’immediato futuro? 
Innanzitutto c’è la disponibilità del sindacato a chiudere la questione dell'anticipo c.i.g.s. (cassa integrazione guadagni straordinaria) con l’intervento delle banche e della regione Puglia. 
Poi una valutazione più prudente sui rientri possibili con i contratti di solidarietà. L’azienda aveva parlato su questo stesso giornale di 600 dipendenti, la fillea ne stima al massimo 4-500. 
Resta la questione del demansionamento, la più spinosa da affrontare anche per il sindacato poiché è una contrattazione al contrario. Insomma si lotta non per aumentare i salari ma per fare in modo che non diminuiscano troppo. 
Questo però” aggiunge Penna “non può essere un ricatto o c’è quello o non c’è niente”. 
A complicare il quadro ed a rendere ancora più distanti le posizioni ci sono inoltre i sistemi trovati dall’azienda per ridurre il costo del lavoro: i mancati aumenti contrattuali assorbiti dai superminimi (retribuzione accessoria), la sospensione del contributo per il trasporto ed infine la scomparsa delle pause. 
Per i sindacati la storia è sempre la stessa: “disponibili ad ulteriori sacrifici, ma deve esserci progetto vero che non vediamo, quello di Luglio è cosa vecchia superata dalle stesse azioni messe in campo dall’azienda”. 
Il tema dei prossimi giorni, oltre alla certezza degli investimenti per il rilancio, è quello degli sprechi sui livelli più alti, a partire “dagli 80 dirigenti che configurano la Natuzzi come un’azienda anomala, come nemmeno alla Fiat”. 
I sindacati vogliono che si inizi da lì la revisione della spesa per il costo del lavoro: partendo dai benefit che appaiono sproporzionati. 
Ma poi vogliono scendere all’organizzazione della produzione e degli approvvigionamenti, pellame e parco auto incluso: “ci vuole un segnale da parte aziendale, perché se ci sono difficoltà e ce ne sono, non è detto che dipendano dagli operai”. 
Anche perché conclude Penna “non possiamo assolutamente accettare retribuzioni che scendano al di sotto dell’indennità di cassa integrazione, questo non lo accetteremo mai”.
QUOTIDIANO DI PUGLIA Il paginone dedicato allo sciopero di lunedì scorso.

LATERZA, SMART CITY SIGNIFICA ANCHE ANDARE IN BICICLETTA.


LATERZA Una vista dall'alto della cittadina pre-murgiana. Dal centro si è distanti al massimo 750 metri.
(photo courtesy of Pietro Natile)
QUOTIDIANO DI PUGLIA 21 0TTOBRE 2014
di Nicola NATALE
Laterza continua con impegno la sua rinascita culturale. Accanto a questa però ci sono le questioni che un’amministrazione non può trascurare: le manutenzioni stradali e delle opere pubbliche ad esempio o la nettezza urbana. 
Un’importanza sempre maggiore vanno assumendo le ragioni della viabilità e la realizzazione di una città intelligente (smart city) che aumenti la qualità della vita. 
A Laterza il sindaco Gianfranco Lopane, ha addirittura istituito un assessorato alla smart city retto dall’arch. Toni Gallitelli. 
L’idea di base è farsi trovare pronti anche con gli eventuali finanziamenti che l’Unione europea destinerà alla pianificazione urbanistica. 
Ma anche superare i problemi di traffico e la mancanza di una circonvallazione dell’abitato (benché il problema non sia considerato centrale). 
La presentazione del piano di mobilità sostenibile a Laterza.
Da sx l'ass.smart city Toni Gallitelli, il sindaco Gianfranco Lopane
ed uno dei redattori del piano.
Per questo è stato messo a bando un piano urbano della mobilità sostenibile che serva soprattutto a dis-intasare le vie centrali della bella cittadina pre-murgiana. 
La presentazione il 17 ottobre scorso nella sala della cavallerizza del palazzo Marchesale, vetrina ufficiale di Laterza e delle sue iniziative. 
L’idea era coinvolgere la popolazione di circa quindicimila abitanti su questi temi con un questionario che sarà disponibile e compilabile anche on-line nei prossimi giorni sul sito comunale. http://www.comune.laterza.ta.it/
Le indicazioni che emergeranno contribuiranno alle scelte politiche in materia di viabilità. 
Lo studio condotto dagli ingegneri Luca Reverberi e Francesco Boccia nel frattempo ha mappato nel dettaglio la situazione del traffico: dalla mobilità in entrata e in uscita, alla lunghezza dei mezzi  fino al numero ed all’utilizzazione dei parcheggi per ogni strada, solo per fare alcuni esempi. 
Per l’ass. Gallitelli uno dei dati più significativi è che i parcheggi di tutta la cittadina sono occupati mediamente per l’86% mentre sono pressoché introvabili avvicinandosi al centro (piazza Barberio, piazza Vittorio Emanuele). 
Altro dato interessante è che “il 57% del flusso giornaliero si muove all’interno del comune, pur essendo l’abitato di Laterza inscrivibile in un cerchio di 750 metri di raggio”. 
Insomma una dipendenza bieca dalla quattro ruote che deve essere cambiata in nome di una mobilità dolce, qual è appunto la bicicletta, il cui uso è facilitato anche dall’assenza di forti pendenze. 
Postazione di bike sharing sotto il Comune di Laterza (Taranto)
Per questo si è scelto di dotare Laterza già dal 2012 del bike sharing, un sistema di biciclette pubbliche a bassa manutenzione (c’entro in bici fornito da eco-logica). http://www.eco-logicasrl.it/
Tutti questi dati sono confluiti in un programma informatico (software) che permette di fare delle simulazioni a partire dal cambiamento di parametri fondamentali tipo sensi unici o chiusura al traffico di alcune strade per destinarle a luoghi di passeggio e socialità. 
L’ambizione è quella di fare di Laterza una cittadina pilota per le politiche di smart city e di innovare sul serio i trasporti. 
Partendo però da un modello che deve esser quanto più possibile sentito da ogni cittadino, prima delle scelte sul sistema complessivo che si faranno in Consiglio e delle risorse pubbliche che si spenderanno” conclude l’ass. Gallitelli. 
Per il momento si starebbe lavorando sul collegare via Raffaello Sanzio (sx santuario Mater Domini) con via Matera, per dividere i flussi. 
Le piccole città infatti possono essere luoghi molto interessanti di sperimentazione per queste politiche, giacché ormai in pochi considerano il traffico caotico un modello di sviluppo.

CASTELLANETA, IL VICESINDACO CELLAMARE: "SCOMPARE IL CETO MEDIO ED AUMENTANO LE DIPENDENZE".

piano di zona
Alfredo Cellamare,
vicesindaco di Castellaneta ed assessore ai servizi sociali
QUOTIDIANO DI PUGLIA 19 ottobre 2014
di Nicola NATALE
Incontriamo Alfredo Cellamare, assessore ai servizi sociali nonché vicesindaco di Castellaneta a Ginosa. 
Nel comune capofila si tengono infatti le riunioni dell’ambito 1 (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Palagianello). Ma il vicesindaco vuole mettere l’accento sulla situazione castellanetana. L’occasione è la relazione che il sindaco Giovanni Gugliotti ha chiesto a tutti i suoi assessori e consiglieri delegati eletti con lui nel maggio del 2012. 
Una relazione che” ci tiene a dire Cellamare “conferma come siamo riusciti a non ridurre i servizi sociali nonostante tagli sempre più consistenti”. 
Si annunciano, ad esempio meno 700mila euro per Castellaneta che renderanno la coperta ancora più corta mentre “vedo scomparire il ceto medio costretto a rivolgersi ai nostri uffici perché in molti casi l’isee (indicatore convenzionale dei redditi) è andato a zero”. 
E’ l’effetto degli ammortizzatori sociali che terminano e dell’ecatombe di piccole imprese. 
Castellaneta, la sede comunale in piazza principe di Napoli.
Solo chi è costantemente allo sportello si rende conto di come il disagio economico e non solo sia enormemente aumentato, ma noi non ci abbattiamo e siamo anche andati a sostenere persone e famiglie che per dignità scelgono di non presentarsi” dice Cellamare descrivendo il settore di cui si occupa da nove anni. 
Nel frattempo per un intreccio di normative e nuove esigenze aumentano e si fanno sempre più complessi i bisogni supportati dai servizi sociali. 
Per cui gli anziani necessitano sempre più del sad (servizio assistenza domestica) nonché dell’adi (assistenza domiciliare integrata) in collaborazione con l’asl di Taranto visto che implica l’azione di personale specializzato. 
Quotidiano di Puglia
19 ottobre 2014
Sono circa 100 i castellanetani che usufruiscono di questo servizio divenuto essenziale e, sottolinea il vice, “non hanno liste d’attesa e sono erogati a richiesta del medico di famiglia”. 
Nel frattempo ha preso corpo un altro servizio ancora più essenziale, vale a dire l’assistenza sociale educativa (ade) rivolta alle famiglie con gravi problemi di inclusione sociale e non si sono dimenticati i disabili. 
Questi ultimi hanno ora a disposizione anche il centro diurno (unico nell’ambito 1 ad essere accreditato con la regione Puglia) fra poco “dotato anche di mensa”. 
A Castellaneta sono anche gli anziani volontari  che aiutano gli anziani più soli ed emarginati con la consegna dei farmaci e “fra poco anche con il servizio spesa”. Mentre si organizzano “corsi molto frequentati di ogni tipo, inclusa l’autodifesa e la mediazione familiare”. 
Degna di nota è poi l’assistenza economica finalizzata che prevede la contribuzione economica per pagare le bollette o sopperire a necessità immediate con tre ore di lavoro nei settori dell’assistenza e del giardinaggio
Sono 50 i castellanetani che la percepiscono e che aiutano a tenere in ordine una cittadina troppo grande per i suoi diciassettemila abitanti. 
Pericolosa la dipendenza
da giochi di ogni tipo
e videopoker
A ri-partire nei prossimi mesi sarà anche il centro polivalente minori con attività pomeridiane di carattere ludico e scolastico per 60 bambini. “Questo non per dire che tutto va bene ma per rimarcare quanto fatto in questi anni pur sapendo della grande emergenza sociale costituita dai giovani che non hanno un lavoro” aggiunge il vicesindaco che accenna anche agli ex "miroglini". 
Il quadro si complica con l’aumentare “delle dipendenze patologiche dal gioco che hanno ormai superato quelle degli stupefacenti ed altre”. 
Ad esserne colpite a Castellaneta sono soprattutto le donne ed è per questo che “partirà un progetto antidipendenze rivolto a questa fascia”. 
Insomma una lotta combattuta “da tutta l’amministrazione Gugliotti sul campo tra risorse che diminuiscono e cittadini in difficoltà che aumentano”.

lunedì 20 ottobre 2014

NATUZZI: "NESSUN COSTO CINESE O RUMENO, LA RIDUZIONE ERA NEGLI ACCORDI".


QUOTIDIANO DI PUGLIA 18 OTTOBRE 2014
di Nicola NATALE
Non c’è più tempo da perdere” dicono dal quartiere generale della Natuzzi. 
L’invito rivolto ad operai e sindacati è a rispettare l’accordo del dieci ottobre dell’anno scorso ed a riconsiderare il secco no alla riduzione del costo del lavoro. 
Anche perché assicurano fonti aziendali nessuno rimarrà senza reddito. 
L’anticipo della cassa integrazione guadagni sarà possibile ricorrendo ad uno specifico accordo con le banche (unicredit - ubi) promosso da confindustria e regione Puglia. 
Quest’ultima si accollerà gli interessi e i ratei potranno essere erogati come di consueto. 
Quindi quei mesi a reddito zero con la cig erogata direttamente dall’inps sono un incubo che si dissolve. 
Restano le nubi sul futuro del gruppo che registra una perdita operativa di 20,4 milioni di euro ed un ulteriore calo del fatturato del 6,1% nel primo semestre
Forse anche per questo l’azienda non poteva anticipare come pure ha sempre fatto la cigs “pur non essendo obbligata a norma di legge”. 
Intanto sempre da via Iazzitiello, sede generale, si precisa che i dipendenti  attualmente in cassa integrazione a zero ore sono 870 e non un migliaio come sostenuto da alcuni sindacalisti. 
La richiesta di nuova cassa integrazione in deroga  partita per 1550 persone indicherebbe solo il numero massimo ma assicurano “non abbiamo nessuna intenzione di arrivare a quei livelli”. 
Ribollono intanto le bacheche dei social network nel commentare gli effetti della scadenza di un ulteriore anno di cassa integrazione in deroga senza rilancio produttivo. 
Un rilancio che però l’impresa ritiene ancora possibile anche se sostengono “il costo per minuto di trasformazione italiano anziché passare da 0,85 € a 0,50 € si è innalzato a 1,12€”. 
A questi costi quindi sarebbe stato impossibile il rientro delle produzioni Editions. 
Pasquale Natuzzi,
presidente dell'omonimo gruppo.
Quindi per tenere fede all’accordo è necessaria trangugiare l’amara pillola della decurtazione del salario: “non si tratta di salari cinesi o rumeni, è una semplificazione che non rende giustizia al progetto molto ambizioso che stavamo tentando di portare avanti insieme”. 
Un progetto che camminava fondamentalmente su tre gambe: la revisione dei livelli di inquadramento, il passaggio di tutti i dipendenti del gruppo al contratto collettivo del legno arredo e i contratti di solidarietà con la riduzione a 25 su 40 delle ore lavorate per settimana. 
In soldoni significa che su una paga base di 1.231 euro si perdono 154 euro fino alla durata dell’orario ridotto. Poi, con l’orario intero, la perdita fissa si attesta sulle 57 euro. 
Per  gli impiegati  che passerebbero tutti al contratto legno/arredo la perdita è più sensibile: meno 173 euro che diventano 92 se per ripresa produttiva si ritorna all’orario completo. 
QUOTIDIANO DI PUGLIA - Natuzzi e la proposta di riduzione dei salari (riduzione costo trasformazione).
Il tutto in un quadro di revisione che toccherà tutta l’area dei dirigenti e della struttura di funzionamento del gruppo che concorrerà all’abbattimento del costo del lavoro. 
Questo secondo quanto sperano a Santeramo (e non solo) potrebbe far tornare al lavoro circa 600 persone attualmente in cassa integrazione a zero ore
A rimanere fuori sarebbero 500 persone per le quali l’ultima flebile speranza è la copertura di un ulteriore anno di cassa integrazione e le risorse del contratto di programma (101 milioni di euro). 
Con investitori (anche non del ramo divani) che per ora non ci sono ma potrebbe tornare in conseguenza di una ripresa dell’economia. 
Ad andarsene finora sono stati in 430 con un esborso di 12 milioni di euro per l’esodo incentivato
Ma da Santeramo non demordono e dicono l’accordo è vivo e lotta insieme a noi. 
Sindacati ed operai però non nutrono molta fiducia e criticano “il comportamento unilaterale di chiusura dell’azienda” a segreterie unite (feneal uil-filca cisl- fillea cgil). 
Per loro la Natuzzi ha assunto una posizione egoistica per questo lunedì scioperano per quattro ore ed invitano tutto il personale a partecipare.

sabato 18 ottobre 2014

MATERA CAPITALE DELLA CULTURA 2019: "GINOSA HA FATTO LA SCELTA GIUSTA".

dal palazzo comunale

Dopo lunghi giorni di ansie e attese, la scelta è stata fatta.
La città di Matera, la città dei Sassi, sarà la capitale europea della cultura 2019. il tanto atteso verdetto è arrivato.
GINOSA 2014
La conferenza di presentazione della Passio del 40° svoltasi, per i dissesti in via Matrice, nel piazzale del Cimitero.
Il presidente della giuria Steve Green ha comunicato l’esito della votazione, che si è conclusa con sette voti su 13 a favore di Matera, al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini.

Insieme a Matera erano candidate altre cinque città italiane: Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna, Siena.

Esprimo grandissima soddisfazione –ha detto il Sindaco di Ginosa, il dott. Vito De Palma- per la scelta di Matera Capitale europea della cultura 2019. Quello di Matera 2019 è un progetto di sviluppo culturale ed economico per tutto il meridione d’Italia intrapreso dalla città di Matera al quale l’Amministrazione comunale di Ginosa da subito ha credutoLa nomina di Matera darà giusto risalto a tutta l’Italia ed in particolare al nostro amato territorio. Sono certo che anche la città di Lecce, altra prestigiosa candidatura del Sud Italia, con le sue eccellenze storiche, culturali ed enogastronomiche continuerà ad essere da esempio in materia di governance del territorio e di sviluppo del sud Italia.

Con un proprio atto di giunta n. 279/2013 l’Amministrazione Comunale di Ginosa espresse in maniera chiara il proprio sostegno alla candidatura di Matera.
Le ragioni del sostegno dell’Amministrazione Comunale di Ginosa a Matera 2019 –ha proseguito il Sindaco De Palma- risiedono non solo nella vicinanza territoriale delle due comunità, ma anche in fortissimi elementi di affinità artistiche, ambientali, culturali e turistiche che legano le due comunità. Il riferimento è alla Gravina di Ginosa, che rappresenta la naturale prosecuzione dei Sassi di Matera, per la quale il Comune di Ginosa aveva intrapreso il lungo cammino di inserimento, in estensione al sito dei Sassi di Matera, nell’elenco dei siti Unesco. Oggi questo cammino ritengo possa riprendere, dopo la battuta d’arresto causata dal crollo di via Matrice proprio nella gravina di Ginosa, anche sulla scorta di tale importante risultato per la città di Matera.
Una foto panoramica della gravina di Ginosa (Taranto)
Infatti è di questi giorni –ha continuato il Sindaco De Palma- un altro importante risultato per la comunità ginosina  nell’ambito delle attività poste in essere dall’Amministrazione Comunale per fare ripartire Ginosa dopo l’alluvione di ottobre 2013 ed il crollo di gennaio 2014: l’approvazione del progetto preliminare per la rimozione delle macerie ed il ripristino di via Matrice, affidato alla società Sea Consulting. Questo risultato dell’Amministrazione comunale, insieme alla nomina di Matera a Capitale europea della Cultura 2019, rappresenta un momento di svolta fondamentale per la comunità ginosina che tutti insieme dobbiamo saper cogliere nell’interesse superiore dei cittadini.”
L’Amministrazione comunale di Ginosa –ha concluso il Sindaco De Palma- dopo avere contribuito al successo di Matera 2019 continuerà nella sua attività di promozione del territorio e di adozione di iniziative per la crescita economica, culturale e sociale del territorio.  A tal fine il Comune di Ginosa parteciperà con un proprio stand all’Expo 2015 che si terrà a Milano. In quella occasione verranno presentati il nostro territorio e le sue bellezze ed i prodotti enogastronomici tipici del territorio con l’obiettivo di attrarre investitori e aumentare il numero dei turisti.”.
(l'addetto stampa)

NATUZZI,SCIOPERO DA LUNEDI’. SI PROFILA L’INCUBO MOBILITA’ PER 1.500 OPERAI.


QUOTIDIANO DI PUGLIA 17 OTTOBRE 2010
di Nicola NATALE
Per intanto è sciopero. 
Non si sono fatte attendere le reazioni dalle fabbriche dopo le infuocate assemblee svoltesi ieri negli stabilimenti pugliesi e lucani del gruppo Natuzzi all’indomani del mancato accordo romano. 
Da lunedì 20 ottobre i sindacati hanno proclamato lo sciopero per quattro ore con raduno alla “centrale” di Santeramo da dove si prendono le decisioni operative ed è ubicato anche il centro stile. I contratti di solidarietà, per il momento, non ci saranno mentre da Santeramo in colle anche il sindaco Michele D’Ambrosio (pd) avvisa: “accordo di programma e contratti di solidarietà vanno insieme, se cade uno l’altro non regge”. 
E’ una situazione molto intricata e che sta facendo decidere più di uno ad abbandonare definitivamente la scialuppa al suo destino. Le bacheche infatti ospitano più di qualche mesto addio a quella che per molti era stata considerata l’azienda della vita. 
Invece la crisi colpisce duramente i divani “del marchio di arredamento più riconosciuto al mondo tra i consumatori di beni di lusso”. 
Natuzzi - lo stabilimento di Ginosa
chiuso nel novembre 2013
Ieri anche i dipendenti dello stabilimento di Ginosa (il primo ad essere sacrificato dopo l’accordo di programma ormai inattuato) hanno partecipato all’assemblea dello stabilimento di Laterza ancora attivo seppur con diversi cambiamenti rispetto all’epoca del pieno regime produttivo ed alla destinazione iniziale per cui fu concepito. 
Nel frattempo si moltiplicano gli sforzi per scongiurare il fermo produttivo anche se ormai gli inviti alla mediazione ed alla responsabilità non riescono più a frenare lo scoramento e l’irritazione dei lavoratori. 
Azienda e sindacati, pur avendo abbandonato il tavolo della trattativa a Roma presso il ministero proveranno a sentirsi per far rientrare lo stato di agitazione, come molte altre volte è successo.
Questa volta tutto appare diverso poiché l’impresa farà partire una nuova richiesta di cassa integrazione senza anticipo aziendale per un anno e senza la controfirma delle parti sociali. 
Dopo tanti anni, ed in questo contesto generale, c’è il rischio che il ministero del Lavoro non approvi, rendendo quasi obbligata la strada della mobilità per 1.500 persone. 
Molte di più quindi delle circa mille attualmente in cassa integrazione a zero ore. 
Natuzzi, le reazioni al mancato accordo sulla riduzione del costo del lavoro.
Quotidiano di Puglia 17 ottobre 2014
Il tutto ruota attorno alla riduzione dei costi del lavoro ed ai contratti di solidarietà necessari per far rientrare in fabbrica il maggior numero possibile di persone. 
Il costo per minuto, secondo quanto riferito da alcune fonti, si attesta intorno agli 0,85 euro per minuto e per competere efficacemente dovrebbe scendere alla metà. 
Ciò implica una riduzione di salario difficile da accettare per i lavoratori con livelli più alti e con più anzianità come quelli di Santeramo Jesce. 
Si oscilla da un minimo di 90 euro a duecento euro ed oltre. Contrasti si registrano anche sulla rotazione dei lavoratori all’interno degli stabilimenti e sull’anticipo della cigs. 
Il rischio per molti è di rimanere senza nessun reddito per mesi ed è sopratutto questo che contribuisce a rendere sempre più incandescente la situazione. 
Si cerca quindi freneticamente di trovare un compromesso tra le diverse, spesso opposte esigenze. 
Senza un nuovo accordo (carta straccia ormai gli altri precedenti) salirebbe a 1500 il numero degli esuberi. 
Toccando forse anche il migliaio di dipendenti  ancora al lavoro negli stabilimenti italiani del gruppo quotato a Wall Street.

giovedì 16 ottobre 2014

CROLLO DI VIA MATRICE: AFFIDATO ALLA SEA DI TORINO LO STUDIO PRELIMINARE.


QUOTIDIANO DI PUGLIA 16 OTTOBRE 2014*
di Nicola NATALE
Nove mesi. 
Tanti ce ne sono voluti perché dal giorno del crollo di via Matrice, 21 gennaio 2014, si arrivasse all’individuazione della società adatta a redigere il progetto  di rimozione delle macerie e dei grossi massi in calcarenite.
La sede della Sea consulting srl a Torino.
L’incarico è stato affidato alla Sea consulting srl di Torino, società costituita prevalentemente da geologi e diretta da Antonio De Matteis. 
L’importo di affidamento è pari a 587mila euro e coprirà le cinque fasi in cui è stato suddiviso il progetto. 
Si inizierà infatti con la delimitazione dell’area di cantiere e la puntellatura degli enormi blocchi in bilico. 
Poi si proseguirà con ulteriori indagini geologiche che, come è caratteristica dell’azienda, punteranno a ricostruire l’assetto geometrico tridimensionale del costone crollato, il tutto per definire la successione degli eventi che ha caratterizzato il crollo. A questa fase seguiranno nuovi rilievi e monitoraggi e solo dopo (finalmente) l’inizio dei lavori di ripristino che impiegheranno circa la metà della somma impegnata. 
GINOSA - Vista dal basso dell'area crollata di via Matrice
Molto probabilmente i lavori non includono il rifacimento dell’asse viario di via Matrice con la copertura in chianche, essenziale alla ripresa dei progetti imprenditoriali che si erano avviati per valorizzare il centro storico. 
Del resto andranno rifatti anche gli allacci alla rete idrica, fognante ed elettrica e del metano asportati dal crollo o vandalizzati nei mesi che sono seguiti.  
Discorso a parte, e comunque successivo a questa fase, quello dell’abitazione e degli immobili privati distrutti soprattutto depositi, cantine e antiche abitazioni in ristrutturazione. 
Ad individuare la società torinese in agosto é stato l’arch. Cosimo Venneri responsabile del settore lavori pubblici ed ambiente del comune di Ginosa dopo le indicazioni emerse in prefettura a Taranto il 17 luglio scorso. 
Tutti i 4 enti direttamente interessati alla gestione del post-crollo (comune di Ginosa, comando provinciale dei vigili del Fuoco, ex genio civile regione Puglia, soprintendenza ai Beni storici e paesaggistici) si erano detti d’accordo nell’individuare “soggetti privati aventi specifica esperienza e professionalità
E il curriculum della società Sea, controllata da Geodata spa sempre con sede a Torino, è zeppo sia di commesse nazionali che internazionali.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 16 OTTOBRE 2014
La delibera n°233, approvata in giunta il dieci ottobre scorso, appena un giorno dopo l’arrivo del progetto, dà anche un taglio netto alle illazioni, numerose ed insistenti, sulle responsabilità del crollo di via Matrice da alcuni addossate ai lavori svoltisi sopra e sotto il piano viario e all’intenso traffico veicolare anche pesante. Secondo l’amministrazione infatti quel crollo è conseguenza degli eventi alluvionali del 7 ed 8 ottobre  e del 30 novembre-1° dicembre del 2013. 
Si spera dunque che gli interventi comincino al più presto, anche per restituire ai danneggiati, alla cittadinanza ed al futuro sviluppo turistico la parte antica di Ginosa, quella che si apre sulla magnifica gravina e consente un accesso facile ai luoghi della passio Christi ed alla Chiesa madre.
*riproduzione riservata