DIGITA LA TUA MAIL QUI PER GLI AGGIORNAMENTI

giovedì 25 febbraio 2016

SANITA’/ BATTISTA DAL PD DI TARANTO: “SOLO MORTIFICAZIONI PER LA SANITA’ JONICA”.

CASTELLANETA L'Ospedale rischia il declassamento da ospedale
di primo livello ad ospedale di base. 

di Nicola NATALE


Si scatenano le reazioni dopo la nuova proposta regionale di rete ospedaliera. 
Francesca Battista
(pd Taranto)
A parlare è ancora Francesca Battista, responsabile sanità per il Pd di Taranto: “è una proposta di razionalizzazione che mortifica pesantemente la sanità jonica”. 
Per la quale sei ospedali non li abbiamo in provincia di Taranto quindi la proposta che prevede la soppressione di un ulteriore ospedale evidenzia una pericolosa ambiguità ed una ancor più colpevole distrazione”. 
Quando ancora non si è compiuta l’ultima riforma targata Donato Pentassuglia, attualmente consigliere regionale pd, ecco il decreto legge n°70 del 2015 cui si sono aggiunte le ulteriori previsioni dell’ultima legge di stabilità.  
Secondo la Battista, che esprime in qualche modo le tensioni tarantine all’interno del partito al governo del Paese e della Regione Puglia, si tratta di un riordino che non altera lo status quo in alcune province come quella di Lecce e penalizza Taranto in nome di un riequilibrio che forse é solo politico”. 
Giovanni Gorgoni,
direttore Promozione della Salute
(Regione Puglia)
Laureato in Economia aziendale
alla Bocconi di Milano
Sotto accusa il testo presentato dal direttore del macro-dipartimento regionale Giovanni Gorgoni in terza commissione regionale sanità. 
In particolare sconcerta la definizione del numero minimo di 1.000 parti annui per i reparti di Ostetricia.
I punti nascita pubblici si contrarrebbero drasticamente in una provincia come quella di Taranto dove la popolazione di 588.367 abitanti é diffusa su un’area che - da Ginosa ad Avetrana - copre 110 chilometri.
Punti nascita che dovranno sorgere solo in presenza di un reparto di rianimazione, al momento assente in gran parte degli ospedali siti in provincia. 
Tra l’altro evidenza la Battista tutto questo si deve reggere con il rispetto dei livelli essenziali di assistenza mantenendo invariato il costo del personale al dato del 2014”. 
Una evidente missione impossibile data anche dal corposo sotto-dimensionamento della pianta organica della Azienda Sanitaria Locale di Taranto. 
Quindi un piano di risparmio che per quanto riguarda Taranto non prevede miglioramenti”. 
Per questo la responsabile chiede “l’attenzione del governo regionale al confronto con i territori tramite la conferenza dei sindaci non in nome del localismo, ma della applicazione equa delle indicazioni che vengono dal decreto legge 70”. “Taranto” aggiunge la Battista “ha una condizione particolare per quanto riguarda la pneumologia ad esempio che non può essere assolutamente affrontata senza un’unità operativa complessa, come sembra proporre il piano ad una prima lettura”. 
Il nodo maggiore riguarda anche l’ospedale di secondo livello, visto che il (molto) futuro San Cataldo dovrebbe accorpare le funzioni ora svolte dal Santissima Annunziata e dal Moscati (Ospedale Nord). 
Lo schema proposto riguarderebbe dunque la riduzione di Grottaglie a presidio territoriale di assistenza, due soli ospedali di base (Martina Franca e Castellaneta) e un solo ospedale di primo livello a Manduria. 
In questo modo conclude la Battista “non si favorisce l’appropriatezza delle cure, perché negli ospedali continueranno a convergere non solo le acuzie, ma tutte quelle domande di sanità che non trovano risposta nel territorio”.
REGIONE PUGLIA - Il Piano proposto dal direttor Giovanni Gorgoni al Consiglio Regionale della Puglia in applicazione di leggi e decreti nazionali. (Fonte QUOTIDIANO DI PUGLIA)

sabato 20 febbraio 2016

MENSE SCOLASTICHE, I GENITORI DETTANO LE LORO CONDIZIONI.

GINOSA FEBBRAIO 2016. Mense scolastiche in difficoltà.
Operatori e fornitori non pagati da ottobre 2015.

di Nicola NATALE


La democrazia due punto zero. 
Non si può chiamare altrimenti la lettera protocollata ieri da parte di alcuni genitori alla responsabile d’area dei servizi sociali Rosa Pizzulli, con relativa richiesta di incontro. 
Il motivo è sempre quello legato alle difficoltà economiche delle mense scolastiche, in cui all’ottimo funzionamento fa da contraltare il ritardo nei pagamenti senza che esattamente si sappia perché. 
Né i dirigenti, né l’ex maggioranza di centrodestra hanno spiegato pubblicamente perché, a fronte dei ticket pagati dai genitori, poi non ci siano soldi in cassa per pagare la onlus Mammillaria, fornitrice del servizio mense scolastiche. 
La missiva confezionata in un elegante stampatello scritto a mano (ormai raro) enumera in sei punti cosa vogliono i genitori dei bambini che frequentano i  plessi Lombardo Radice (rione Fontana) Morandi (rione Poggio) e Giovanni Paolo II° (via Costa della Crognola). 
Il rappresentante del Calò e della Radice, Michele Grecucci, chiarisce innanzitutto che è volontà comune dei genitori di far mangiare ai loro figli “pasti cucinati sul posto” e quindi di escludere tassativamente “appalti o forniture mediante servizio catering”.
Le richieste non si fermano qui, e a fronte dei 3,5 euro massimi richiesti per pasto, si esigono “controlli accurati circa le condizioni igienico-sanitarie, anche con analisi”. 
I genitori, mai combattivi e determinati come in questo caso, chiedono anche che si visualizzi il capitolato d’appalto poiché a loro avviso “ci sarebbero delle irregolarità”. 
GINOSA Una piccola delegazione si è recata in Comune per chiedere spiegazioni.
Nella stessa scheda per segnalazioni e suggerimenti del Comune di Ginosa si chiede inoltre di modificare le quote di contribuzione alla mensa, fissate in base all’indicatore di situazione economica equivalente (ISEE). 
I più accorti hanno da tempo notato che l’indicatore risulta alquanto fallace nel cogliere l’effettivo tenore di vita dei contribuenti. 
Per questo propongono di passare dalle quattro fasce di reddito ad una fascia unica che suddivida equamente tra tutti il costo delle mense scolastiche. 
Il problema infatti è che gli esenti o i contribuenti parziali sono troppi rendendo antieconomica la gestione delle mense scolastiche da parte della Mammillaria. Una organizzazione non lucrativa (onlus) a cui i genitori non vogliono in alcun modo rinunciare. anche per gli aspetti sociali ed economici che la onlus racchiude in sé. 
Le agevolazioni" aggiungono "dovrebbero essere destinate esclusivamente alle famiglie con più di un figlio ad usufruire del servizio mensa". 
Insomma, un notevole esempio di riappropriazione di una funzione di controllo dell'operato di dirigenti e politica che sembrava ormai sopita da tempo. 
Sempreché questa protesta sia accolta, e non naufraghi fra codicilli, regolamenti e cattiva volontà. 
Domenica mattina 21 febbraio alle 11:00 davanti al plesso Lombardo Radice il cons. reg. Marco Galante incontrerà i genitori, condividendo le loro preoccupazioni. Un ulteriore incontro è previsto invece lunedì prossimo in Piazza Nusco alle 19:30.
GINOSA La "Lombardo Radice", una delle prime scuole ad avviare il tempo pieno.