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lunedì 29 ottobre 2012

TAVOLO VERDE: VOGLIONO RIDURRE IN MACERIE LA PROVINCIA DI TARANTO


Castellaneta, conferenza del tavolo verde al Nomine Rosae, un bar libreria con un'ottima fornitura di titoli.
Da sx Giuseppe Parisi, Giovanna Capriulo, Paolo Rubino e l'avv. Mino Antonicelli
di Nicola NATALE
Disarticolare prima l’agricoltura, poi l’industria jonica. 
Questo il progetto eversivo denunciato dal Tavolo Verde ieri (27 Ottobre 2012) al Nominae Rosae, il caffè letterario  di Castellaneta all’ombra dell’Ospedale. 
Paolo Rubino, già deputato pds negli anni novanta, non molla la difesa dell’agricoltura tarantina contro la quale si accaniscono vecchie e nuove truffe. Da ultimo quella del latte. 
L’organizzazione verde stima che i quantitativi conferiti e non pagati (o pagati meno del pattuito) ammontino nella provincia tarantina a circa 14 milioni di euro. 
I produttori zootecnici sono al lastrico e le stalle si svuotano. 
Non esistono contratti scritti in zootecnia e quando gli allevatori provano a cambiare acquirenti, rischiano di perdere il pagamento arretrato delle partite di latte conferite. 
Persino la Centrale del Latte di Taranto pagherebbe in ritardo gli allevatori ed opererebbe a regime ridotto nonostante la domanda sia sostenuta. 
Un ennesimo esempio di come le strutture di trasformazione siano asservite ad interessi diversi da quelli dei produttori che assumono la gran parte del rischio di impresa. 
Un sistema che schiaccia le imprese zootecniche e semina sfiducia verso le istituzioni. 
Tuttavia dice Rubino l’ultima indagine dei Carabinieri per il crack Ortosovrana (anche qui mancati pagamenti ai produttori agricoli) dimostra che “con la collaborazione tra istituzioni e forze dell’ordine, le battaglie si possono vincere”. 
Da ultimo sono stati notificati sei avvisi di conclusione indagine, riguardanti anche Gianfranco Grieco, allora direttore della filiale di Castellaneta della Monte dei Paschi di Siena. 
Quest’ultimo avrebbe, secondo le accuse formalizzate in questi giorni dal sostituto procuratore Remo Epifani, fornito informazioni non veritiere circa la solvibilità dell’Ortosovrana srl. 
Un comportamento simile a quello tenuto anche da un altra banca (la unicredit filiale di castellaneta) secondo la denuncia a presentata dal Tavolo Verde nel febbraio del 2009 e che avrebbe indotto i produttori a fidarsi, incappando nella mega truffa. 
In conclusione il tavolo verde invita tutte le forze sane della società, ed in particolar modo le istituzioni,  ad intervenire per salvare la zootecnia e l’agricoltura jonica. 
In molti casi gli allevatori sono stati costretti a vendere i loro animali per far fronte alle crescenti difficoltà economiche, stessa cosa per le catena di aziende agricole finite all’asta. 
Su tutto questo si sono abbattute le dichiarazioni del ministro Alfredo Clini relative al possibile inquinamento della catena alimentare causa ilva. 
Il ministro “non avrebbe dovuto parlare senza dati alla mano, colpendo indiscriminatamente tutta l’agricoltura jonica, che andrebbe a questo punto risarcita”.  
Per il Tavolo verde si sono saldate correnti politiche che vogliono distruggere insieme agricoltura e industria. Ma noi “non ci siamo rassegnati ed appoggeremo chiunque sia con noi in questa battaglia per difendere i lavori, unnendoci alla manifestazione del 15 Novembre prossimo”. 
Per Rubino è fondamentale unire Taranto alla sua provincia ed imporre a Riva ed allo Stato la bonifica dei siti inquinati e il riavvio di un acciaieria finalmente adeguata agli standard europei. 
Conclude l’avv. Mino Antonicelli che mette il dito sulla grande assente di questi anni: la politica interessata a tutt’altro.
La stessa che dovrebbe consentire ad Equitalia di non infierire su chi è stato truffato. 
Tuttavia anche lui conclude “le ultime indagini della magistratura ci danno speranza” e annuisce quando si invoca una “nuova classe dirigente”.

IL COMUNE DI GINOSA ADERISCE AL PROGRAMMA "CITTÀ AMICHE DEI BAMBINI". SOTTOSCRITTA LA DICHIARAZIONE DI IMPEGNO CON L’UNICEF


da sx Marilisa Mongelli vicesindaco ed assessore alla pubblica istruzione,
il sindaco De Palma ed Ernesto Grassi dell'Unicef
Anche Ginosa aderisce al programma unicef “Città amiche dei bambini”. Giovedì scorso, alla presenza del sindaco Vito De Palma, dell’assessore alla Pubblica Istruzione Marilisa Mongelli ed Ernesto Grassi, presidente del Comitato provinciale per l’Unicef di Taranto, è stata firmata la dichiarazione di impegno. Un sincero ringraziamento – commenta il sindaco De Palma - al prof. Ernesto Grassi, in qualità di responsabile del Comitato provinciale, non deluderemo le aspettative dell’organizzazione in primis quelle di sostenere e tutelare i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza nel territorio ionico
L’assessore alla pubblica istruzione Marilisa Mongelli a margine dice: “sono coinvolta a 360 gradi nelle azioni che andremo a mettere in campo. Con la mia esperienza di docente mi sento fortemente responsabilizzata per l’impegno che, insieme al sindaco De Palma, svolgerò nel futuro"
Essendo, poi, anche mamma – conclude l’assessore – proseguirò nell’obiettivo, attraverso il programma dell’Unicef, di rafforzare la collaborazione già attiva da tempo sui temi inerenti l'infanzia e I'adolescenza
Martedì 30 ottobre, alle ore 16, il citato protocollo d’intesa tra Comune di Ginosa e Unicef sarà ratificato nella seduta di consiglio comunale. 

GINOSA DE PALMA CONTRO CALDARULO: DALLA CGIL SOLO FALSITA’, I NOSTRI SERVIZI SOCIALI SONO OK


QUOTIDIANO DI PUGLIA 27 OTTOBRE 2012
di Nicola NATALE
Vito De Palma, sindaco di Ginosa
I nostri servizi socio-assistenziali sono “efficienti e virtuosi” ribatte il sindaco De Palma dopo un articolo di stampa che denunciava i fondi inutilizzati. L’accusato questa volta è Vincenzo Caldarulo, responsabile provinciale dello spi-cgil, il sindacato pensionati italiani. 
Il sindacalista aveva affermato che, su 8,3 milioni di euro disponibili a fine 2011, se ne erano spesi solo 2,3. Sei milioni quindi inutilizzati. 
Il sindaco anche nella sua veste di presidente del coordinamento dell’Ambito 1 che raggruppa Ginosa, Laterza, Castellaneta e Palagianello (una popolazione di sessantremila abitanti) precisa invece che le somme utilizzate alla stessa data sono pari a 3,4 milioni di euro. 
Vincenzo Caldarulo,
responsabile provinciale spi cgil
La stessa Regione Puglia continua il sindaco ci ha assegnato due premialità per aver svolto completamente e tempestivamente gli obiettivi di servizio. 
Al 26 Ottobre corrente anno - precisa il presidente De Palma .nell’ambito 1 sono state spese il 70% delle somme a disposizione. 
"Abbiamo avviato nuovi servizi come l’assistenza scolastica, l’assegno di cura, la prima dote, l’assistenza indiretta personalizzata. Ed ancora potenziato l’assistenza domiciliare, compresa quella esterna"
Senza dimenticare "il segretariato sociale, la porta unica di accesso e l’unità di valutazione multidimensionale": una serie di servizi che, pur sconosciuta ai non addetti ai lavori o ai non fruitori, sciorinata così fa pensare ad un servizio super efficiente e funzionale. 
E’ un lavoro di squadra – precisa De Palma – fatto dai sindaci e dagli assessori ai servizi sociali indipendentemente dal loro colore politico nell’interesse delle fasce deboli e più bisognose della popolazione”. 
La nota comunale fa notare anche che per il funzionamento dell’ufficio di piano dell’Ambito 1 socio-assistenziale, compresa la redazione dei bandi di gara, non si è ricorso a personale esterno. 
Gli altri obiettivi che a breve saranno realizzati conclude il primo cittadino di Ginosa non lo saranno certo con il contributo dello spi cgil che non perde occasione di fornire informazioni che non corrispondono ai fatti. 
De Palma si augura invece di ricevere suggerimenti utili. 

CASTELLANETA, GUGLIOTTI E D’ETTORE RIBATTONO A LORETO: STIAMO APPLICANDO LA LEGGE


QUOTIDIANO DI PUGLIA 26 OTTOBRE 2012
di Nicola NATALE
L'assessore comunale alla pubblica istruzione
Annarita D'Ettore
Non esiste alcun pasticcio amministrativo ed organizzativo nell’istituto comprensivo Pascoli-Giovinazzi”. 
Ribatte punto su punto il sindaco di Castellaneta Giovanni Gugliotti alla polemica innescata dal consigliere Loreto in merito all’inserimento dei bambini di due anni e mezzo (anticipatari) nelle sezioni dedicate ai bambini di tre. 
L’assessore comunale alla Cultura e Pubblica Istruzione Annarita D’Ettorre, – spiega il sindaco Gugliotti – non travalica le sue competenze perché c’è un protocollo di intesa tra il coordinamento nazionale per le politiche dell’infanzia e della scuola e l’Associazione nazionale comuni italiani (Anci). 
Nello specifico, prosegue  il primo cittadino, “l’amministrazione ha registrato le doglianze da parte di diversi genitori che vedevano inevase le proprie domande di iscrizione dei loro figli alunni anticipatari alla scuola dell’infanzia”. 
Il sindaco di Castellaneta Giovanni Gugliotti
Circostanze riscontrate dallo stesso dirigente dell’Istituto Alessandro Calabrese.  
Lo stesso dirigente ha poi provveduto, secondo la nota dell’amministrazione, a garantire la frequenza ai 24 bambini dopo aver interpellato l’Ufficio tecnico comunale per accertarsi che il rapporto fra numero dei bambini e servizi igienici fosse quello giusto. 
Non sfugge nemmeno la questione degli operatori insufficienti poiché “l’amministrazione procederà all’assunzione di altri soggetti non appena avrà ottenuto l’approvazione del Consiglio Comunale”. Poi arriva la questione della sezione primavera. 
Al contrario di quanto dichiara Loreto – commenta l’assessore D’Ettorre – abbiamo solo monitorato come per legge le richieste di sezione primavera che poi saranno avanzate con apposita istanza alla Regione Puglia da parte degli stessi istituti”.
L'Istituto Pascoli Giovinazzi di Castellaneta
Non c’è secondo la delegata “alcun avventato annuncio” ma la volontà di assicurare un’istruzione pubblica sia ai bambini anticipatari che a quelli dai tre ai cinque anni da parte della rete ente locale-istituti scolastici. 
La nota non tralascia nemmeno il blocco dei  lavori alla scuola Collodi, dovuti ad “problema di liquidità” del Ministero Infrastrutture e Trasporti, per cui l’amministrazione ha dovuto anticipare i fondi per consentirne la ripresa. 
Per l’assessore al termine dei lavori l’Istituto Collodi sarà il primo della provincia costruito in maniera antisismica. 
Lo stesso Gugliotti, in merito all’agibilità delle scuole, precisa che chiederla oggi come fa il dirigente Calabrese “significherebbe chiudere irresponsabilmente i due plessi”.  
Loreto dice il sindaco avrebbe dovuto occuparsene quand’era reggente, nell’anno scolastico 2010-2011, di nominare il responsabile della sicurezza. Invece non sappiamo nemmeno dov’è la documentazione conclude la nota.

GINOSA CON TARANTO, NO AL GRANDE SALENTO


QUOTIDIANO DI PUGLIA 26 OTTOBRE 2012
di Nicola NATALE
La nuova Provincia di Taranto-Brindisi.
Alcuni comuni del sud brindisino vorrebbero passare  a Lecce.
Martedì scorso (23 Ottobre)  l’organo collegiale al completo ha detto sì all’unanimità alla permanenza nella provincia jonica allargata all’Adriatico.
Ginosa ha liquidato con una delibera di giunta l’adesione alla Provincia di Taranto-Brindisi.
I capigruppo consiliari, compresi quelli dell’opposizione, hanno avallato la decisione.  
Il Consiglio Comunale si esprimerà invece solo martedì prossimo 30 Ottobre.
Discussione consiliare interessante ma probabilmente  inutile dato il bruto dato numerico e di superficie sulla base dei quali il legislatore ha deciso gli accorpamenti delle Provincie. 
Ginosa è al confine occidentale della provincia di Taranto, al confine della Puglia con la Basilicata, ai confini meridionali dell’Italia: periferica per definizione. 
Il simbolo della Provincia di Taranto
all'entrata della sede in via Anfiteatro
Vista da Taranto è l’estremo lembo della provincia, spesso snobbata dal capoluogo. 
Ginosa poco o nulla attratta da Matera, troppo piccola a sua volta per esercitare influenza economica e culturale. 
Le sirene di una minore tassazione o una maggior considerazione lucana non sono mai andate al di là di una qualche iniziativa estemporanea, fermandosi spesso alla sola provocazione.
Così la Giunta ha approvato la decisione ovvia (rimaniamo provincia di Taranto) non senza puntualizzare che l’art.133 della Costituzione prevede il mutamento delle circoscrizioni provinciali su “iniziativa dei Comuni”. 
L'entrata della spettacolare sede della Provincia,
un luogo da visitare
Specificando anche “di escludere per la mancanza di ogni affinità culturale, economica e territoriale l’aggregazione del Comune di Ginosa alla provincia di Lecce” e dando un colpo mortale all’idea di grande Salento. 
E questo anche se in passato Ginosa aveva fatto parte della provincia di terra d’Otranto come recita una targa ancora affissa in Via Roma, la via centrale. 
Allo stesso modo nella delibera la Giunta ha precisato che si oppone anche alla “costituzione di un’unica provincia Brindisi, Lecce, Taranto” sempre per mancanza di affinità.
Nel frattempo molti comuni del sud brindisino hanno manifestato la volontà di aderire alla Provincia di Lecce piuttosto che alla Taranto-Brindisi, con capoluogo Taranto.
Non c'è dubbio che le vicende Ilva -  e più in generale il pesante inquinamento ambientale dell'area, senza minore disoccupazione  - non sono un fattore di attrazione.

sabato 27 ottobre 2012

LATERZA IL COMUNE METTE ALL’ASTA AREE FABBRICABILI


QUOTIDIANO DI PUGLIA 26 OTTOBRE 2012
di Nicola NATALE
Giovanni Caldaralo,
assessore ai lavori
pubblici di Laterza
E’ uno dei pochi esempi noti di dismissioni, quello in realizzazione al Comune di Laterza. 
Appena mercoledì scorso l’amministrazione Lopane di centrosinistra  ha messo in vendita quattro suoli comunali, tutti formalmente edificabili, nei pressi della sala Raphael. 
O meglio, edificabili solo dopo l’approvazione del piano di lottizzazione. 
Sono quattro aree, tutte in contrada Vurgani, dove esistono case sparse,  che già nel 2008 la passata amministrazione Cristella aveva cercato di dismettere. 
Quei terreni sono ora nella disponibilità del Comune per una sentenza dell’allora pretore Alfredo Mantovano. 
Il provvedimento fece storia perché fu uno dei primi a sanzionare pesantemente l’abusivismo edilizio con la confisca dei beni. 
Nel caso di specie si trattò della creazione di sub-maglie edificatorie. Oggi i prezzi a base di gara variano, a seconda dei lotti, da 250mila a 770mila euro. 
Il prezzo stimato è di novantasette euro al metro quadro per zone classificate c3 ovvero di espansione residenziale. 
L’avviso di asta pubblica, per diretta indicazione del Consiglio Comunale di Laterza non avrà la possibilità di una successiva gara al ribasso, questo potrebbe far pensare ad una grida manzoniana. 
Sarà invece possibile rateizzare il pagamento della somma in massimo due anni e concorrere per acquistare lotti più piccoli,  di circa duemila metri quadrati (il più grande è esteso oltre settemila metri quadri).  
Il metodo è quello delle offerte segrete in aumento rispetto al prezzo posto a base di gara. 
Gli eventuali proventi della vendita saranno destinati “a nuove opere” o a “lavori di manutenzione degli immobili comunali”. 
Il Comune - dice l’assessore ai lavori pubblici Giovanni Caldaralo - non ha molti mezzi per aumentare le proprie entrate, già un’altra vendita all’asta è andata deserta, (ndr suolo in contrada serro lapillo) speriamo sul serio in questa
Nessuno aveva avuto il coraggio in questi anni di metterla all’asta, c’è gente che coltiva quei terreni, che li acquistò per edificare, ma dopo tanti anni è il caso di mettere la parola fine”. 
E fine sarà anche per gli automezzi comunali, una lancia lybra ed una fiat punto che saranno demolite se non si troveranno acquirenti, ma per i suoli è diverso. 
Anche perché paradossalmente, il Comune di Laterza, dovrebbe pagare  l’IMU in quanto l’immobile non è strumentale alla sua attività. Nella disciplina dell’Imu il legislatore si é dimenticato di “esentare” i Comuni.

giovedì 25 ottobre 2012

ENTRO FINE MESE LA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA A GINOSA E MARINA DI GINOSA. Si preannunciano sanzioni agli inadempienti


Quotidiano di Puglia  24 Ottobre 2012
di Nicola NATALE
I secchielli distribuiti dalla Teknoservice
Ginosa, amministrazione e teknoservice passano all’attacco. 
Da qualche giorno sono in distribuzione i contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti. 
Ci sono voluti 5 mesi all’azienda specializzata con sede legale a Piossasco (Torino) per distribuire tra Ginosa e Marina di Ginosa i secchielli gialli, bianchi e marroni che dovranno essere messi ogni sera al di fuori della propria abitazione. 
O al massimo entro le 6 di mattina. Insieme ai secchielli, l’amministrazione e la società hanno fatto predisporre un pieghevole che spiega in dettaglio come effettuare la differenziata. 
La data di avvio della raccolta in tutto il Comune sarà indicata in una conferenza stampa prevista per la prossima settimana. 
La scomparsa graduale dei cassonetti dalle strade sarà poi il segno tangibile del passaggio effettivo al nuovo sistema di raccolta nato per obbligare i cittadini alla differenziata. 
Leonardo Galante,
assessore al Turismo e
Qualità dell'Ambiente 
Se dobbiamo fare questo lavoro – spiega Leonardo Galante, assessore alla qualità dell’ambiente – con le sanzioni minacciate da Governo e Regione saremo costretti  nostro malgrado a sanzionare a nostra volta i cittadini che non fanno la differenziata”. 
Con una popolazione più ricettiva sarebbe bastato dividere per cinque i cassonetti e si sarebbe potuto gettare i rifiuti in ogni momento. 
Ma quasi dappertutto nell’ambito dei 12 Comuni consorziati nell’ato1 i risultati sono stati scoraggianti (dall’8 al 16% di differenziata)  e la via della raccolta porta a porta si è dimostrata obbligata. 
Secondo Galante “è molto probabile che si parta prima della fine del mese, mentre il restante periodo servirà ai cittadini per familiarizzare con il sistema”. 
Non si potranno gettare i rifiuti tutti i giorni, ma solo nei giorni indicati. In particolare i rifiuti organici, quelli che provocano più problemi per odori e decomposizione accelerata dal caldo, saranno raccolti quattro giorni alla settimana, sempre mettendo fuori dalla propria abitazione o condominio. 
Abbiamo studiato con l’azienda - dice Galante - ciò che fanno in altri Comuni e cercato di migliorare quello che altri hanno già fatto. 
Ci sarà una campagna massiccia nelle scuole perché “saranno i piccoli ad educare i grandi”. Qualcuno teme l’assalto dei cani randagi che sono numerosissimi nel’abitato e nelle periferie di Ginosa, ma in generale l’avvio della differenziata è stato accolto bene. 
Certo lo slogan usato “voglio donarti un mondo migliore” glissa elegantemente sul fatto che il costo dell’appalto è di 14, 2milioni di euro, quasi due milioni di euro l’anno.

GINOSA DIGITALE TERRESTRE, SCOMPARSE LE RETI MEDIASET


QUOTIDIANO DI PUGLIA 25 OTTOBRE 2012
di Nicola NATALE
Ripetitori del digitale terrestre
Digitale terrestre, continue disfunzioni anche a Ginosa, in particolare per i canali del gruppo mediaset. 
Esplicitamente il Comune parla di “scarsa copertura segnale nell’abitato” nella missiva del 17 ottobre inviata via mail al ministero dello sviluppo. 
Alla fine anche il sindaco Vito De Palma ha perso la pazienza ed inviato una lettera di sollecito ai dirigenti del dipartimento comunicazioni per la “risoluzione della problematica”. 
Vito De Palma,
sindaco di Ginosa
Il sindaco ha offerto collaborazione anche attraverso gli uffici comunali per eventuali esigenze legate al miglioramento del segnale.
I dirigenti del ministero interessati sono l’ing. Francesco Troisi e la dr.ssa Marina Verna, cui sono probabilmente giunte le missive di mezza Italia. 
Nel frattempo si moltiplicano i consigli tra gli utenti privati della “scatola magica”. 
C’è chi invita a contattare antennisti qualificati, chi a farsi installare due antenne puntate in direzione opposta, una verso il ripetitore di Martina Franca, l’altra verso la vicina Matera distante solo 27 chilometri da Ginosa. 
I ginosini non vogliono restare al buio  - il sindaco parla nella sua lettera di centinaia di segnalazioni - e dimostrano di patire molto la mancanza dei programmi del biscione, evidentemente non compensati dalla nuova offerta di canali. 
Una dottoressa ci chiedeva come fare a ricevere mediaset, trasmesso in continuo nel suo ambulatorio a beneficio dei pazienti. 
Una settimana fa, lo stesso presidente del Consiglio Regionale Onofrio Introna scrisse a Passera, il ministro dello sviluppo economico denunciando un servizio pessimo.

martedì 23 ottobre 2012

LATERZA, FLOP DELLA DIFFERENZIATA


Quotidiano 23 Ottobre 2012
di Nicola NATALE
Antonio Perrone, coordinatore pdl Laterza
Dilaga la polemica sulla raccolta differenziata di Laterza. Il Comune, nonostante il progetto sperimentale avviato dal sindaco, il giovane ingegnere Gianfranco Lopane (38 anni) è sceso agli ultimi posti nella graduatoria dei comuni dell’ambito territoriale Taranto 1. 
La percentuale di raccolta differenziata nei primi mesi del 2012 si è assestata intorno  al tredici per cento.  
103 i commenti  seguiti al grafico pubblicato su facebook dal coordinatore del pdl laertino Antonio Perrone, tanto da costringere ad intervenire il sindaco in persona. 
Per dire che “dal 25 Ottobre sarà firmato il contratto con la nuova ditta di gestione rifiuti e così partirà il porta a porta”. 
Perrone fa notare che, nel Dicembre 2009, Laterza era tra i primi Comuni dell’ambito territoriale ottimale (ATO) con l’11,7%. 
A distanza di tre anni, poco o nulla è cambiato, nonostante la comunicazione istituzionale, anche nazionale, in tal senso sia stata enorme e capillare. 
Tuttavia a livello pratico e locale, la raccolta non è mai stata presa sul serio.  
A parte le voci (molto insistenti) sul fatto che i rifiuti differenziati finissero ugualmente in discarica, i cassonetti differenziati non sono mai apparsi stabilmente per le strade. 
Del resto non c’è nessuna legge nazionale e nemmeno regionale che imponga un livello minimo di differenziata come dichiarato anche dal sindaco di Ginosa Vito De Palma. 
Al di là delle sanzioni o maggiori costi imposti ai Comuni e quindi ai cittadini, poco é stato fatto per abbattere drasticamente i rifiuti portati nelle discariche o negli inceneritori che nessuno vuole. 
Va chiarito che il progetto avviato dall’amministrazione laertina riguardava solo il quartiere di Porta Pia (350 utenze), quindi non sarebbe stato in grado di migliorare l’intera performance del Comune di Laterza. 
L'articolo del Quotidiano di Puglia
A poco serve il modesto consiglio di una cittadina, Simona Giaccari che chiede cosa c’entra l’amministrazione se la gente continua non fare la differenziata. 
La polemica non si spegne, anzi si riaccende, benché sia acclarato il fatto che la differenziata a Laterza non vuole saperne di salire a livelli accettabili. 
Destino condiviso con Ginosa, che pur con amministrazione di diverso colore, condivide lo stesso scarno risultato: tredici per cento. 
Fa peggio Castellaneta con il 7 % almeno stando alle cifre ufficiali diffuse sul sito dell’assessorato all’ecologia della Regione Puglia. 
Cifra assolutamente lontana dal 65% indicato come obiettivo, non si sa quanto imperativo, per l’anno in corso. 

CASTELLANETA LORETO: "ALTRO CHE SEZIONE PRIMAVERA, E' UN PASTICCIO" ALLA PASCOLI-GIOVINAZZI


Quotidiano 23 Ottobre 2012
di Nicola NATALE
Il consigliere di minoranza prof. Rocco Loreto
Nuovo attacco del consigliere di minoranza Rocco Loreto (già senatore) all’amministrazione Gugliotti. 
Questa volta è l’affollamento causato da 25 bambini all’Istituto Comprensivo Statale “Pascoli-Giovinazzi” che non hanno ancora compiuto tre anni ad aver provocato un’interrogazione a risposta scritta al sindaco di Castellaneta, Giovanni Gugliotti. 
Il senatore rimprovera all’ass. alla pubblica istruzione Rita D’Ettore di aver contrabbandato questa inserzione di bambini più piccoli nelle classi formate da bambini da tre a cinque anni, spacciandola per l’istituzione di una “sezione primavera”. 
Queste ultime sono invece sezioni sperimentali  in cui tutti i bambini frequentanti hanno età inferiore ai tre anni.  
Secondo Loreto questa decisione “mortifica le legittime esigenze educative degli altri bambini sottraendo loro gran parte delle opportunità educative”. 
L'assessora delegata all'istruzione Rita D'Ettorre
Nell’interrogazione si chiede al Sindaco di “rimediare al pasticcio amministrativo” dato dalla sovrapposizione di competenze, di “invitare l’assessore a non oltrepassare il perimetro delle sue competenze” oltre ad evitare “una eccesiva ed invasiva presenza in riunioni e procedimenti amministrativi di esclusiva competenza scolastica”. 
Non contento il capogruppo della omonima lista civica rialza l’attenzione anche sui “cronici ed interminabili lavori alla scuola dell’infanzia Collodi”, fermi a quanto pare “non per le motivazioni più volte esternate dall’assessore”. 
Il Sindaco, nelle intenzioni dell’interrogante, dovrebbe innanzitutto far rispettare la decisione presa a suo tempo dal collegio dei docenti e soprattutto concordare con il dirigente scolastico, prof. Antonio Ludovico, interventi di adeguamento degli spazi utilizzati e di potenziamento dei 3 collaboratori scolastici attualmente in servizio. 
Nel frattempo l’amministrazione non replica nonostante il senatore accusi l’assessore “di imprecisioni non solo lessicali, che dimostrano la sua evidente lontananza da certe tematiche scolastiche”. 
A Castellaneta, ultimamente la politica non si fa con il fioretto, ma a quanto sembra, con la sciabola.

PARCO ALFIERI, INCOMPIUTO DA VENT'ANNI. E PREDA DEI VANDALI


Quotidiano di Puglia del 21 Ottobre 2012
di Nicola NATALE
GINOSA vista dal "Parco Alfieri" 
Chi è contro il Parco di Via Alfieri? 
In primis qualche residente della zona che abbiamo interpellato e che vedrebbe molto più utile un grande parcheggio. 
Passano gli anni, passano le amministrazioni ma la zona rimane sempre un deposito a cielo aperto. 
Né parco, né parcheggio, peraltro con un anfiteatro incompiuto e con i tondini arrugginiti ancora esposti. 
Parco Alfieri,
l'articolo del Quotidiano di Puglia del 21 Ottobre 2012
Da ultimo i consolidamenti dell’area soprastante detta “il muraglione” sono diventati alloggi di fortuna e ricettacolo di rifiuti di ogni tipo. 
Dell’esigenza di realizzare un parco cittadino si parla dai tempi dell’amministrazione di Alessandro Calabrese, sindaco democristiano sul finire degli anni ’80. 
Ma i progetti di riqualificazione dell’area sono tutti naufragati, nonostante siano passati circa 20 anni. Certo, l’impresa di avocare al Comune quell’area non è stata facile, prima fu necessario ottenere l’assenso del Genio Civile. 
L’architetto Cosimo Conte nei primi anni novanta aveva realizzato un progetto da circa un miliardo di lire. I fondi comunali in bilancio però, al 26 Settembre del 1995 erano di soli (si fa per dire) quattrocento milioni di lire. 
Era il progetto su cui si impegnarono i verdi di allora con il consigliere comunale Gemma Negro.  Tuttavia, allo scadere dell’amministrazione di centrosinistra del dottor Paolo Costantino, sindaco dal 1993 al 2001, rimase solo l’anfiteatro. 
Parco Alfieri, ben visibili i tondini dell'anfiteatro: 
un incompiuto nell'incompiuta
Poi nel Maggio del 2001 subentra l’amministrazione di centrodestra dell’avvocato Luigi Montanaro. 
Sette anni dopo, ecco quanto dice il sindaco Montanaro in un comunicato del 9 Ottobre 2008 a firma dell’allora addetto stampa comunale Maria Florenzio: “abbiamo acquisito al patrimonio dell’Ente la restante porzione del Parco di Via Alfieri, con la realizzazione di parcheggi per 180 nuovi posti auto, sia pubblici che privati, di verde attrezzato anche per i giochi, per le attività commerciali ed una nuova viabilità”. 
Frase che si ripete con qualche importante variazione quasi due anni dopo, nel Maggio del 2010: 
11 milioni di euro arriveranno da imprenditori privati che, a fronte della possibilità di realizzare 90 alloggi di edilizia residenziale pubblica, (cioè alloggi pubblici affittati a costo contenuto per i cittadini meno abbienti)  permetteranno l’acquisizione al patrimonio comunale e l’attrezzamento di due delle più grandi aree, destinate a verde pubblico di Ginosa, il Parco Alfieri e il Parco di Via Mazzini”. Quindi nella stessa frase di parla di verde pubblico e di alloggi, una contropartita necessaria per ottenere i finanziamenti dei privati. 
Mario Toma, assessore comunale al lavoro,
decentramento, arredo urbano e verde pubblico
Ma la crisi gela tutto e con l’amministrazione De Palma insediatasi nel Maggio del 2011 sembra invece riprendere vigore l’idea del verde, di piantare alberi in una cittadina che ne ha pochissimi. 
A chiarire gli intenti dell’amministrazione ci pensa l’assessore Mario Toma, delegato al verde pubblico che fa inserire l’area tra quelle disponibili all’avvio di attività commerciali connesse al Parco in cambio della gestione del verde.
E’ infatti la cura ed il mantenimento delle aree a verde il punto critico, perché anche altre aree  verdi di Ginosa e Marina di Ginosa, divengono spesso preda di vandali. Ma l'area di Via Alfieri ha un problema in più: non solo le bottiglie ed i rifiuti "dimenticati" di chi ci va a bere, ma anche il sospetto di  attività non esattamente incoraggiate dai tutori della legge.
Solo con l'illuminazione, videocamere pubbliche funzionanti ed una vigilanza effettiva (dicono i residenti) potranno cambiare le cose. 
Pochi credono che il parco Alfieri conoscerà infine il verde degli alberi, più probabile il grigio del cemento ed il nero dei parcheggi, che comunque tornerebbero utilissimi per la Passio Christi e l'accesso in Gravina. A meno che si piantino alberi con la possibilità di parcheggiarvi sotto, non asfaltando il suolo e salvando capra e cavoli.

CASTELLANETA RESTA TARANTINA


Quotidiano di Puglia del 20 Ottobre 2012
di Nicola NATALE
La Giunta Gugliotti di Castellaneta
Castellaneta rimane nel suo alveo, cioè in provincia di Taranto. 
Il Consiglio comunale finisce dopo tre ore, ma la direzione è scontata. Il sindaco Giovanni Gugliotti chiarisce che l’intento della delibera è escludere un accorpamento con la Provincia di Lecce. 
La maggioranza si unisce alla minoranza nello stigmatizzare la legge di riordino con un attacco fortissimo ai consiglieri regionali e a chi ha calato dall’alto una mannaia “che non farà risparmiare”. Coltissimo l’intervento del professor Rocco Loreto a cavallo tra storia, glottologia ed antropologia per dire una cosa: “i nostri governanti si caratterizzano per analfabetismo antropologico”. 
Rocco Loreto, consigliere di minoranza di Castellaneta
Definizioni di confini di questo genere si fanno ogni due o trecento anni e noi siamo qui a parlarne in articulo mortis, quando tutto è stato deciso”. 
Interessantissima la digressione sul ceppo pre-indoeuropeo rimasto impresso nei nostri dialetti che dimostrerebbe una peculiarità delle popolazioni joniche, che non può essere compressa a colpi di accetta dal bruto dato demografico e di superficie.
Maurizio Cristini,
consigliere di minoranza patto per la città
Lo stesso Maurizio Cristini, condividendo l’intervento magistrale di Rocco Loreto, dice che si assiste “ai danni della politica, e che con Taranto capoluogo, scelta inevitabile, si assiste comunque ad uno stupro dei comuni brindisini”. 
Ci stanno togliendo la nostra storia e le nostre tradizioni” ha concluso. 
Alla fine una riunione di capogruppo supera l’impasse determinata da una delibera che poco può influire sulle sorti del riordino: la noia serpeggia a tratti. 
Si raggiunge l’unanimità nell’accettare come capoluogo Taranto, ma ci sono distinguo sugli effetti del riordino. Loreto, per coerenza con il suo discorso, non partecipa alla votazione. 
Non attrae la scelta di Bari, nonostante il riferimento ai Peuceti come tradizione culturale e linguistica, della città del mito. 
Castellaneta resta nell’alveo tarantino, dubbiosa però che dal riordino ci possa essere un effettivo miglioramento e tantomeno un risparmio per le assetate casse pubbliche. 

GINOSA. AGRICOLTORI VESSATI, MULTA DA 600 EURO PER UNA MANCATA DICHIARAZIONE….


QUOTIDIANO DI PUGLIA 19 OTTOBRE 2012
di Nicola NATALE
La ex strada statale 580 ai suoi lati ospita terreni fertili,
molti dei quali incolti ed in vendita
Si parte da mondi lontanissimi. 
Da una parte i regolamenti comunitari e la repressione frodi, dall’altra i produttori d’uva da tavola. 
Così sulle teste di questi ultimi è caduta l’ennesima tegola, sotto forma di multa per un semplice illecito amministrativo: circa 600 euro. E dire che il massimo poteva arrivare fino a tremila euro. 
Questa volta non avrebbero presentato la dichiarazione di vendemmia nella campagna vitivinicola 2011-2012 in seguito al conferimento della loro uva da tavola ad uno stabilimento in contrada Lagospaso, sempre a Ginosa. 
Circa una cinquantina di piccoli produttori, forse più, si sono visti recapitare in questi giorni raccomandate verdi da parte del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali Ispettorato Centrale Repressione Frodi sede di Lecce con già accluso il modello f23 per pagare 625 euro. 
Onde evitare facili ricorsi la contestazione riporta anche la possibilità di far giungere agli uffici di Lecce entro 30 giorni scritti difensivi, notifiche o richieste di audizione. La violazione sarebbe scattata in base all’art. 8 del regolamento comunitario 436 del 2009. 
Un tendone di uva da tavola nel pieno della sua produzione
I produttori di uva da tavola avrebbero dovuto essere guidati ed avvertiti dalle associazioni di categoria, e non è detto che non lo siano stati. 
Ma gli avvisi che si susseguono portano da anni solo incombenze cartacee con relativi esborsi monetari, mentre i prezzi alla pianta continuano a calare. 
Gli abbandoni delle aziende ed i fallimenti si susseguono sempre più numerosi. 
I cartelli vendesi sono affissi persino lunga la ex statale 580, fascia pregiata per visibilità e fertilità: cosa impensabile fino a qualche anno fa.
In questo quadro è molto facile che qualcosa sia sfuggito, anche perché si tratterebbe di un’incombenza nuova se è vero che il regolamento è del 2009. 
Del resto la maggior parte ha venduto in blocco (senza pesare) il proprio raccolto, quindi non immaginava di avere altri adempimenti oltre a quelli di solito connessi alla vendita d’uva da tavola. Multe, sanzioni continuano a cadere con uno stillicidio sulle spalle degli agricoltori con accanimento quasi scientifico. 
Uno dei tanti appezzamenti in vendita
Ormai si  stenta a crederlo casuale e dovuto solo ad una presunta propensione all’evasione da parte dei produttori agricoli.  
L’abbandono delle campagne ginosine,  con la resistenza di poche grandi aziende, é la dimostrazione evidente della crisi della agricoltura jonica. 
Come molti sanno Ginosa per anni ha fondato parte dei suoi redditi sull’agricoltura ed in particolare sulla produzione intensiva di uva da tavola. Episodi come questo contribuiscono a sancire la fine dell’epoca d’oro iniziata negli anni ’60 e finita circa un trentennio dopo.