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martedì 8 settembre 2015

RIAPPROVATO IL PRG DEL 2001. DUBBI SOPITI, MA QUANTE PREVISIONI SBAGLIATE!

GINOSA DALL'ALTO (photo courtesy G. D'Onofrio)

di Nicola NATALE


Non poteva passare sotto silenzio la recente ri-approvazione del Piano regolatore di Ginosa. 
Sul sito ufficiale del Comune campeggia la delibera n°70 del 21 agosto 2015 che va a sanare il vuoto di regolazione. www.ginosa.gov.it
L’intero documento che regola le attività edilizie dal 2001 era stato infatti annullato da una sentenza del Consiglio di Stato. 
Il ricorso, promosso da un privato avverso la concessione di un permesso di costruire in viale Martiri d’Ungheria, aveva non solo annullato quel permesso ma compromesso la validità dell’intero piano. 
A catena si erano prodotte una serie di polemiche tra l’ex maggioranza ed opposizione, ma anche molti dubbi sulle pratiche edilizie nel periodo di mancata vigenza del P.R.G.

I titoli degli articoli apparsi sul Quotidiano di Puglia del 5 e 6 maggio 2015
La maggioranza di centrodestra non solo aveva reagito dicendosi pronta a riapprovare il piano, ma aveva anche prodotto un ricorso per revocazione tuttora pendente. Posizione superata dai fatti perché, a maggio del 2015, la maggioranza ha perso anche il capogruppo pdl Stefano Notarangelo, dopo avere perso i consiglieri Antonio Bradascio, Francesco Di Franco e Giulio Galante.
La ri-approvazione quindi è stata firmata dall'attuale commissario prefettizio dr.ssa Malgari Trematerra.
Questo non scioglie tutti i problemi, perché rimangono quelli relativi al permesso a costruire comunque concesso e utilizzato per costruire la palazzina.
Cos’era successo? 
Semplicemente l'amministrazione di Ginosa nel 2000 aveva approvato in Consiglio Comunale un piano regolatore che non rispettava appieno le prescrizioni imposte dalla regione Puglia in merito a parcheggi e viabilità. 
Sotto accusa la famosa tavola 19 che aveva escluso le previsioni del Piano regolatore generale in merito a parcheggi e viabilità (zone b1, b2 e b3) con una postilla, riportando in vita le norme del 1979.
Decisione poi confermata dal Comune, sempre nel 2000, quando regione Puglia e comitato urbanistico regionale avevano fatto notare l'apparente “contraddizione”. 
Tali manovre sono state “una grave deviazione procedimentale” secondo il Consiglio di Stato. 
Così al Comune si sono rimessi all’opera per dare certezza “ai cittadini sull’effettiva destinazione urbanistica di tutte le aree”. 
Quindi, a rigor di logica, dovrebbe essere tornato tutto come prima, anche se la sistemazione operata da quel piano regolatore, ormai vecchio di 14 anni, ha lasciato non pochi elementi che hanno reso e rendono problematica la qualità della vita cittadina, sia a Ginosa che a Marina di Ginosa. 
Resta il danno subito dalla proprietà dello stabile e dalle imprese coinvolte in questa diatriba giuridica. 
Nel frattempo la ri-approvazione del P.r.g. ha riacceso i riflettori su destinazioni di uso del territorio e prescrizioni che hanno tutto un altro sapore rilette dopo 14 anni. 
Ginosa (photo courtesy Isabello Bello)
Secondo il piano, Ginosa e Marina di Ginosa avrebbero avuto nel 2006, 26.657 abitanti.  
Nel 2015 nelle due cittadine insieme risiedono invece 22.719 abitanti secondo dati Istat (impossibile sapere ufficialmente dall’anagrafe quanti a Ginosa e quanti a Marina di Ginosa).  
Il comune madre, sempre secondo l’assessorato all’agricoltura di allora, non avrebbe avuto bisogno della “bretella tangenziale” la cosidetta circonvallazione sud, invece utilissima. 
L'area che avrebbe dovuto essere destinata a porticciolo di Marina di Ginosa e ad un nuovo complesso turistico.
O ancora, la cancellazione già dal 2001 dell’approdo turistico di Marina di Ginosa, il famoso e agognato porticciolo. 
La regione Puglia, allora governata da Fitto, scriveva che sia il ministero per i Beni culturali che l’assessorato all’agricoltura formulavano “riserve sulla previsione di un approdo turistico alla foce del Galaso considerata a ragione di elevato valore ambientale e con assetto naturale di elevata fragilità”. 
Il risultato fu “lo stralcio” anche allora di “vaste previsioni insediative” poi riproposte nell’ultima campagna elettorale a corredo del porticciolo.
Un niet mantenuto con la riproposizione del progetto "Genusia Maris" circa 15 anni dopo con la giunta Vendola (2005-2015).

mercoledì 2 settembre 2015

IL GINOSA E IL LATERZA CALCIO FUSI INSIEME. I TIFOSI: “ORRORE”.

L'associazione sportiva dilettantistica GINOSA nata il 9 marzo del 1948

di Nicola NATALE


Incredulità. 
Non c’è altra parola per descrivere le reazioni delle tifoserie del Ginosa e del Laterza dopo l’annuncio di fusione. L’associazione calcistica ginosina ha azzerato le cariche societarie in vista di un nuovo ingresso di soci da Laterza.
Il tutto per rimediare alla parziale inagibilità della tribuna dello stadio ginosino e acquisire nuove risorse per affrontare la nuova stagione.
Ora per chi non conosce le due cittadine, distanti sette chilometri, si tratta di una notizia dalle enormi ripercussioni nel mondo calcistico locale. 
Francesco Russo, già allenatore del Ginosa calcio.
Che ha mandato in fiamme le bacheche dell’ex allenatore  Francesco Russo (31 anni) nominato da meno di una settimana e delle associazioni calcistiche che militano rispettivamente nel girone B della prima categoria (Ginosa) e nel girone B della promozione pugliese (Laterza ora retrocesso).
Insomma è come se le squadre di Springfield e Shelbyville descritte nei Simpson, dopo essersi a lungo fieramente combattute, decidessero finalmente di salvarsi insieme piuttosto che condannarsi ad una lenta agonia. 
Il più scottato è stato senza dubbio il giovane allenatore ginosino Francesco Russo che ha affidato alla sua bacheca le riflessioni post annuncio di fusione, peraltro non confermato dalle due società ancora abbottonatissime. 
Non mi pento di aver scelto di allenare la squadra del mio paese, piuttosto questo mi fa capire quanto sia difficile fare l’allenatore seriamente”. 
Con lui la solidarietà dei tanti sostenitori, che ci tengono a tener in vita il calcio locale e non a relegare l’esperienza sportiva ai soli campioni del calcio professionistico. 
Ma le tifoserie non hanno esitato a mostrare da subito tutta la contrarietà, affidandola a vari sentimenti e ragionamenti. Come quello di un’anonimo che ha subito buttato lì sulla bacheca del Ginosa: “no alla  fusione, meglio la terza categoria, abbiamo 67 anni di storia non buttiamola al vento”. 
E naturalmente il classico invito: “se non siete capaci di gestire la società fatevi da parte”. 
Quasi in contemporanea la dichiarazione spontanea via fb di Bruno Bongermino, addetto stampa della Puglia Sport Laterza Calcio: “vi siete fusi …il cervello!!!! Smettetela di giocare con la nostra passione!!!”. 
Salvo poi spiegare: “Per quel che mi riguarda, Laterza da oggi non ha più una squadra! Con una fusione a freddo stanno cancellando le storie sportive e la dignità di due realtà calcistiche dal passato glorioso. I veri tifosi del LATERZA dovrebbero disertare lo stadio! I nuovi saltimbanchi del pallone ricordassero che senza tifosi il calcio non può esistere, voglio vederli soli in tribuna ad ammirare il mostro che stanno creando! Noi abbiamo una storia”.
Il Laterza, nome ufficiale "A.s.d. Puglia Sport Laterza".
Reazioni che possono apparire esagerate se non si è letto il motto del Laterza calcio: “la nostra fede è una soltanto, son laertino e me ne vanto”. 
Probabilmente tutto si è originato dalle comprensibili difficoltà che incontra il calcio locale stretto tra sponsorizzazioni sempre più contenute e pubblico sempre più assente. 
Eppure tanti considerano queste squadre l’unico vero vivaio per mantenere vitale l’intero mondo del pallone, purgandolo degli eccessi del calcio professionistico. 
Forse davvero è arrivato il momento di mettere da parte storiche rivalità e passati gloriosi che non tornano. 
Già, ma oltre che al cuore, è possibile comandare al tifo?
Tifosi del Laterza calcio mostrano orgogliosi le loro radici.