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domenica 31 marzo 2013

MARINA DI GINOSA PIANO PASQUETTA PULITA


di Nicola NATALE
La spiaggia di Marina di Ginosa
La pasquetta a Marina di Ginosa è un classico da decenni. 
L’aria del mare, la ricerca dei primi segni della primavera e le centinaia di case-vacanza che si riaprono. La voglia di stare all'aperto, magari in pineta, nelle aree comunque fruibili.
Ricordiamo che la gran parte della Pineta Regina di Marina di Ginosa - nella disponibilità della Regione Puglia - é da anni chiusa al pubblico. Un'altro tratto della pineta, Marinella Stornara, è una riserva naturale dello stato di 45 ettari. Da visitare sono comunque il laghetto salinella, formatosi nell'antico alveo del Bradano  che sfocia più a ovest  e Torre Mattoni, resti di una torre in funzione di avvistamento saraceni del XVI° secolo.  Tutto questo attira turisti e naturalmente chi ha pensato (e potuto) farsi una casa al mare. Per questo è stato approntato un piano per informare che a Marina di Ginosa - come nel comune madre - da novembre del 2012 é in corso la raccolta differenziata.
Marina di Ginosa - Torre Mattoni
I turisti occasionali, si preoccupa di informare l’assessore al turismo ed ambiente Leonardo Galante, potranno lasciare i propri rifiuti in tre punti corrispondenti a due aree parcheggio (via pordenone angolo viale trieste e viale italia) ed al blue moon, nel tratto terminale di viale jonio, lungo il Galaso.
Chi invece torna alla propria seconda residenza potrà dotarsi del kit per la differenziata in piazza stazione presso il presidio teknoservice (ore 9-12 16-18). http://www.ginosasidifferenzia.it/

sabato 30 marzo 2013

GINOSA PASSIO CHRISTI, UN EVENTO IMPERDIBILE


di Nicola NATALE
GINOSA Passio Christi nella Gravina:  ringraziamenti finali al termine della rappresentazione sacra
Da stasera Ginosa entra in pieno nello spirito pasquale con la sua manifestazione più caratteristica: la Passio Christi. 
Da 39 anni, in perfetto allineamento con la grande tradizione tarantina dei riti della settimana santa, l’evento religioso è diventato essenziale nella promozione della gravina di Ginosa, la stupenda incisione carsica e il relativo complesso di case-grotta e chiese rupestri, abitato fin dalla notte dei tempi. 
Il Casale è la parte della Gravina di Ginosa
in cui si rappresenta la Passio Christi, poi c'è la Rivolta.
E' un complesso di case-grotte e chiese rupestri immenso
Scendere in gravina significa ritrovare per incanto la Palestina di duemila anni fa, questo intuirono i padri montfortani che diedero inizio alla rappresentazione nel 1975. 
L’amministrazione De Palma continua a credere nello straordinario valore della rappresentazione che ogni anno coinvolge decine e decine di figuranti tanto da definire Ginosa la “città della passio christi”.
Nel frattempo, allo scopo di far conoscere la assoluta peculiarità della passio ginosina la si è inserita nel circuiti euro passione per l’Italia, meraviglia italiana e settimana in Puglia, che fanno capo ad altrettanti portali web. Ma ogni anno è stato contraddistinto da un riconoscimento, arrivato persino dal Vaticano e dalle mani di Giovanni Paolo II°. 
Quest’anno come ha reso noto l’amministrazione che da sempre  (e spesso in perfetta solitudine) finanzia la rappresentazione collaborano oltre alla pro loco, i cavalieri del guiscardo e di santa maria d’attoli. 
Ogni anno infatti centinaia di  figuranti attraversano le vie principali che per l’occasione vengono chiuse al traffico prima di addentrarsi in uno dei tanti vicoli che d’improvviso si aprono sul gigantesco anfiteatro naturale. E’ uno spettacolo che va visto almeno una volta, anche se non si é credenti.

giovedì 28 marzo 2013

MIROGLIO - Q.BELL PRE-ACCORDO FIRMATO AL MISE.


di Nicola NATALE
Uno dei momenti dell'incontro al mise
Alla fine tutto è andato come doveva. Giuliano Macripò si è presentato all’appuntamento con il ministero e con i sindacati. 
Se tutto va bene entro Giugno in contrada girifalco, negli immensi opifici della miroglio si assembleranno tv lcd. 
Sono 100 le assunzioni promesse dall’amministratore delegato della Q.Bell che a prima vista è parso “particolarmente empatico” come ha dichiarato Giuseppe Massafra, segretario filctem cgil. I lavoratori potrebbero essere assunti a partire da Giugno, mentre l’investimento si aggira intorno ai due milioni di euro. 
L’azienda non ha escluso di reimpiegare anche altri lavoratori nel caso di evoluzione positiva dei mercati in cui è attiva, soprattutto per gli accordi recentemente stipulati con la grande distribuzione o per lavorazioni in conto terzi. 
Dopo l’interessamento a insediarsi ad Avellino nel 2012, la Q.Bell aveva preso in considerazione la om di Bari ma le caratteristiche dello stabilimento l’avevano a quanto pare fatta desistere. Ministero e Regione da mesi lavoravano per spostare l’interessamento sullo stabilimento ginosino. 
Giovanni Alfieri femca cisl
Particolare non secondario “circa 900mila euro dovrebbero essere corrisposti alla Q.bell dal gruppo tessile uscente” secondo Gianni Alfieri della femca cisl. 
Questa somma è la indennità che sarebbe stata versata dalla miroglio ai lavoratori non ricollocati e che, per effetto dell’accordo del luglio 2012, va versata nelle casse dell’azienda subentrante. Guardiamo con estremo ottimismo a questa soluzione, parliamo di produzione industriale, il  progetto ci convince, mentre è chiaro che per chi rimane fuori il percorso continua” dice Giuseppe Massafra mentre la riunione è ancora in corso. Macripò avrebbe risposto tono su tono alle domande, anche le più spigolose e questo è parso un elemento particolarmente positivo. Anche per Alfieri della cisl che alla miroglio ci ha lavorato il “piano industriale è magnifico, la prospettiva occupazionale duratura, mentre per gli altri che rimangono fuori vale l’impegno della miroglio a cercare ancora altri imprenditori fino alla fine dell’anno”. 
Al centro in maglio grigio Giuliano Macripò, a.d. Q.bell.
Il problema è al solito “la liquidità poiché i fornitori cinesi vogliono pagamenti cash mentre la grande distribuzione è abituata a pagare con 30-90 giorni” commenta Alfieri. 
I sindacati sono particolarmente cauti nel commentare lo sviluppo positivo della riunione di ieri a Roma al ministero dello sviluppo ma è chiaro che si tratta dell’ultimo treno per i 191 cassintegrati della fu filatura e tessitura di puglia. 
Anche perché non è chiaro quale chance potrà essere offerta a chi rimane fuori dall’accordo. Paradossalmente ora che ci sono i presupposti giuridici per continuare la cassa integrazione in deroga, sembra che il ministero competente non abbia i fondi. E questo in un quadro in cui la Puglia, pur pesantemente colpita dalla crisi, avrebbe usufruito in maniera minore dei fondi destinati agli ammortizzatori sociali.

mercoledì 27 marzo 2013

Q.BELL LA SVOLTA NEL CASO MIROGLIO? L'azienda friulana potrebbe insediarsi a Girifalco


QUOTIDIANO DI PUGLIA 27 MARZO 2013
di Nicola NATALE
Airo, uno dei monitor led  dell'azienda friulana
E’ la Q.bell l’azienda che forse salverà i 191 miroglini, vale a dire i cassintegrati della filatura e tessitura di puglia, meglio nota come miroglio. A rivelarlo Ludovico Vico, ex deputato pd, con un post su facebook. 
Ludovico Vico
L’impresa friulana con sede a Remanzacco in provincia di Udine produce essenzialmente tv e monitor.  
Il gruppo è attivo anche nei settori elicotteristico e dei droni, nell’assemblaggio di schede elettroniche, in gruppi di continuità per computer e in inverter per pannelli solari.  
Particolare non secondario, la holding  produce già in Cina per il mercato europeo attraverso la controllata mjs manufacturing.
Giuliano Macripò,  ceo Q.Bell s.p.a.
Vico, già segretario cgil ai tempi dell’arrivo di Miroglio a Ginosa,  non cede a facili entusiasmi e pur incrociando le dita invita a verificare con attenzione il piano industriale che Giuliano Macripò, l’attuale amministratore delegato di Q.Bell presenterà nella sede di via Molise. 
Nel Giugno 2012 l’azienda voleva sbarcare ad Avellino. 
I punti da verificare sono gli stessi che per quattro lunghi anni il ministero ed i miroglini hanno cercato di ottenere dagli altri imprenditori poi defilatisi. Quindi certezza dell’investimento, rassicurazioni occupazionali per i 191, garanzie da parte del gruppo miroglio in base all’accordo del 15 Marzo.  
La notizia è stata accolta con molta circospezione dai miroglini. 
Dopo i mancati investimenti di Intini, Be4Energy, Marcolana e Barbero avevano quasi perso le speranze di un riutilizzo produttivo dell’immenso stabilimento di contrada girifalco. 
Lo stabilimento miroglio nel 1996
Forse l’investimento non segna una svolta nel campo dell’elettronica di consumo finora dominata dai giganti asiatici, ma testimonia quantomeno la volontà di gruppi italiani di non abbandonare il campo. 
Il ministero dello sviluppo forse intende agevolare quanto più possibile queste scommesse, ardue ma essenziali per l’architettura produttiva del nostro paese. 
A settembre 2012 la q.bell ha stabilito un accordo con la cominter spa di vigevano per i suoi televisori di ultima generazione. Ciò gli ha consentito dice il sito di concretizzare un nuovo ordine di 125 mila tv, pari a circa 14 milioni di euro, grazie anche all’apporto delle banche che hanno prontamente trasferito in Cina i crediti per iniziare la produzione. 
Una delle fasi della protesta dei miroglini ad Alba
Questa commessa prosegue la nota ha consentito un nuovo picco produttivo su tre turni e 180 assunzioni. 
Potrebbe essere questo il settore anticiclico destinato a restituire speranza ai 191 cassintegrati sfiniti dalla lunga vertenza. 
Anche perché Macripò in una precedente intervista come secondo sponsor dell’Udinese ha messo l’accento sulla realizzazione dell’intero processo industriale in Italia, e come solo una parte dei processi venga realizzata dal partner cinese. Ma è troppo presto per parlare, come quando nel 1994 un fax arrivò al Comune di Ginosa per testare la possibilità di impiantarvi una tessitura.

GINOSA, DE PALMA: FONDI PER L’ALLUVIONE O CAPEGGERO' LA PROTESTA.


di Nicola NATALE
Vito De Palma
Sindaco di Ginosa dal maggio 2011
Il comunicato diffuso ieri (26 marzo) dall’amministrazione riporta l’attenzione sui mancati ristori per l’alluvione di due anni fa.
Il sindaco Vito De Palma (pdl) comunica di aver inviato una nota al presidente Monti ed al presidente Vendola per chiedere “al governo nazionale l’adozione di un decreto ad hoc per l’alluvione di Marina di Ginosa”. 
Sono due volte che il governo nazionale si dimentica della Regione Puglia” dice il primo cittadino. E questo nonostante una delibera di consiglio avesse invitato ufficialmente il governo a porre rimedio alla mancata inserzione dei fondi nella legge di stabilità 2013. Niente da fare nemmeno poi col decreto che ripartì i fondi per la calamità naturali tra le diverse regioni colpite. C’erano tutte, ma non la Puglia: l’indignazione fu enorme.
Le case devastate dall'acqua sono state oltre 300 nel 2011.
Le suppellettili  furono ammucchiate lungo
le vie prima di essere smaltite.
Un risultato che per De Palma avrebbe potuto essere diverso se sia il governo nazionale sia Vendola non fossero stati perennemente distratti dalla campagna elettorale. “Si ponga in brevissimo tempo rimedio a questo pasticcio del duo Monti-Vendola, altrimenti non esiterò a capeggiare democratiche e pacifiche proteste nelle sedi opportune”. Per la cronaca va detto che il governo Monti era sostenuto sia dal pdl che dal pd.
Non poteva rimanere poi senza risposta l’attacco del consigliere comunale Giannico sui lavori pubblici a Ginosa, pur senza entrare nel merito delle anomalie riscontrate dal consigliere di opposizione. Il consigliere delegato ai lavori pubblici Vincenzo Di Canio -  nello stesso comunicato usato per l'alluvione -  sostanzialmente invita il consigliere d’opposizione a impegnarsi per trovare fondi regionali per le situazioni lasciate in sospeso dall'alluvione “invece di fare le pulci ai lavori pubblici eseguiti con fondi comunali per riparare ai danni causati dall’alluvione”.
Vincenzo Di Canio, cons. com.
con delega ai lavori pubblici
Di Canio osserva che Giannico “avrebbe dovuto chiedere al proprio governatore ed ai propri assessori regionali del pd di stanziare i fondi necessari e stimolare il governo nazionale a non dimenticare la regione Puglia e Marina di Ginosa”.
L’ex segretario provinciale dei ds aveva interessato in precedenza l’autorità di vigilanza, che ora chiede chiarimenti in 20 giorni e minaccia sanzioni.
L’oggetto del contendere è un appalto riguardante strade e muri in cemento svolto in difformità rispetto all’offerta migliorativa presentata dalla ditta aggiudicataria. Con lavori approvati in una perizia di variante ed eseguiti a Ginosa, sfruttando però come motivazione l’alluvione di Marina di Ginosa,  a 21 chilometri di distanza. http://ginosanews.blogspot.it/2013/03/ginosa-su-un-appalto-del-comune.html

lunedì 25 marzo 2013

GINOSA, PASQUETTA IN GRAVINA /ORGANIZZA IL COMUNE


Un tratto della Gravina di Ginosa (quartiere casale). Sullo sfondo la Chiesa Madre del 16° secolo
di Nicola NATALE
Valorizzare la Gravina di Ginosa, significa innanzitutto visitarla e conoscerla. 
Così l'amministrazione comunale organizza due escursioni gratuite nella giornata del 1° Aprile (Pasquetta o lunedì in Albis). Una in mattinata  prevista per le 10:00 con partenza dalla Chiesa Matrice (al termine dell'omonima via) e l'altra nel pomeriggio, alle 16:30, stesso luogo di partenza. 
La prenotazione è però obbligatoria presso l'agenzia ctrviaggi (via roma, 10) o telefonando al numero 3400841244.
Giacomo Cassano,
cons. com. (lista civica de palma)
L'iniziativa è del cons. com Giacomo Cassano, che si occupa appunto di marketing territoriale. In parole povere pubblicizzare un luogo per attrarre turisti e investimenti. 
La Gravina di Ginosa finora è stata al centro soprattutto dell'interesse di studiosi di storia ed amanti della natura. 
Ma a valorizzarla davvero ci sta pensando chi nel tempo ha iniziato ad avviare le prime attività, le uniche in grado di rivitalizzare l'immenso patrimonio culturale ed ambientale.
Solo la Passio Christi, tra gli eventi finanziati dal Comune di Ginosa, e pochi altri tra eventi minori l'hanno fatta conoscere al grande pubblico, eccettuata la breve parentesi del festival delle gravine. Il festival, che si proponeva come un contenitore di spettacoli innovativi, di ricerca o etnografici, fu avviato insieme ad altri Comuni tra cui Matera, continuato in solitudine da Ginosa, poi interrotto al cambiare dell'amministrazione. 
Da qualche anno invece c'è una decisa determinazione da parte dell'amministrazione e di alcuni privati a perseguirne il rilancio, come luogo turistico. 
Ad oggi nel centro storico di Ginosa che circonda le due gravine sono attive una cantina (decine quelle private scavate nel tufo), alcuni bed and breakfast e da sabato prossimo 30 Marzo si aprirà un "vintage bar" dal nome lo spillo.  
La gravina di Ginosa, un tempo abitata, è stata abbandonata.
Solo negli ultimi tempi è al centro di una serie di interventi di recupero.
Il locale nei pressi della Chiesa madre riproporrà a suo modo l'esperienza del "Poeta" di Simone Bruno che aveva costituito un ottimo esempio di rivitalizzazione del centro storico. 
Il bar, pur piccolissimo, proponeva concertini di band locali e in estate trasmetteva le partite di calcio o alcuni film sul sagrato. 
Iniziative che in qualche caso avevano fatto storcere il naso a chi teneva alla sacralità (ed alla tranquillità) del luogo ma che consentivano di apprezzare dal basso il meraviglioso scenario delle pareti scavate dalla natura e dall'uomo nel corso dei secoli. 
La gravina di Ginosa é in effetti  uno straordinario, amplissimo  complesso di case-grotta, cisterne, orti un tempo coltivati e chiese rupestri quasi tutte in cattivo stato di conservazione.

GINOSA SU UN APPALTO DEL COMUNE INTERVIENE L’AUTORITA’ DI VIGILANZA


di Nicola NATALE
Via Matera -Ginosa
Usare soldi di un appalto per opere diverse dall’appalto stesso. 
Opere pubbliche sì, ma non quelle su cui l’azienda De Bartolomeo di Taranto aveva vinto la gara d’appalto nell’ottobre del 2010. 
I lavori eccepiti dalla autorità di vigilanza sono quelli indicati nella delibera di giunta comunale n°6 del 13 Gennaio 2012 ovvero la ricostruzione muri in cemento armato, il rifacimento della sede stradale delle traverse di via matera e viale trieste, le strade urbane di via della pace e del popolicchio, la strada comunale del cignano nonché la  ricostruzione di impianti idrico fognanti per un importo complessivo di 344mila euro. 
Lavoro per cui la giunta comunale approvò una “perizia di variante e suppletiva” basandola sull’emergenza alluvione di Marina di Ginosa del marzo del 2011, quando invece i lavori erano tutti a Ginosa. Queste opere sono state poste sotto la lente dell’autorità per la vigilanza dei contratti pubblici. 
Enzo Giannico, cons. com. di minoranza (pd)
L’anomalia è stata segnalata dal consigliere di minoranza Enzo Giannico del pd e l’autorità di vigilanza ha chiesto chiarimenti all’amministrazione comunale retta dal sindaco Vito De Palma (p.d.l). 
Se questi chiarimenti non dovessero pervenire l’autorità avvierà un procedimento sanzionatorio. 
In particolare l’autorità ha rilevato che “un tratto di strada risanato non è quello previsto in progetto mentre l’originario tratto di strada previsto in progetto non ha subito alcun intervento”. 
I lavori pubblici a Ginosa - dice il consigliere d’opposizione  - sono sempre stati trattati come una questione privata-personale da parte degli amministratori, ed in modo particolare da Vincenzo Di Canio, prima assessore al ramo ora consigliere delegato”. 
Secondo il consigliere questo non è che un esempio dei problemi che si riscontrano nel settore dei lavori pubblici: “lavori mai collaudati o realizzati a regola d’arte, opere incompiute, strade dissestate”. Ciò sarebbe dovuto alla “compiacenza del dirigente dell’ufficio che in quanto collaboratore esterno, ha tenuto in considerazione solo la pressione dei politici”.

LATERZA STRAORDINARIA CONFERENZA DI PINO APRILE. Mai piu' terroni


di Nicola NATALE
La conferenza nell'audiotorium "Michele Giannico" ex chiesa del purgatorio
Laterza, auditorium “Michele Giannico”: la serata di presentazione del libro di Pino Aprile “Mai più terroni” si è rivelata molto più interessante della semplice promozione di un volume. 
Perché l’autore, giornalista affermato e di madre laertina, ha spaziato non solo sulla fine della questione meridionale ma anche sull’essenza stessa dei tempi che stiamo attraversando. Il pubblico, venerdì scorso 22 marzo, lo ha seguito attento per oltre due ore di conferenza nella ex chiesa del purgatorio.
Pino Aprile
Con lui il sindaco Gianfranco Lopane, il dirigente del Liceo Vico Franco Cristella e dell’istituto Diaz Franco Lopane. 
Tanti i temi toccati, tra i quali soprattutto il ritorno dei meridionali al sud per viverci e lavorare. "Non sembri un’assurdità, esistono" dice lo scrittore autore di "Terroni". Obiettivamente riguardano una percentuale - non sappiamo quanto alta -  di soggetti particolarmente dotati ed intraprendenti, ma è un trend significativo.
L’esempio della laureata al politecnico di Bari che, trentenne, è alla sua terza realizzazione di una metropolitana, degli ingegneri che progettano e realizzano uno degli aeromobili più leggeri e veloci del mondo, dello sviluppatore di una piattaforma web da milioni di contatti sono solo alcuni dei successi più clamorosi di ingegno e tenacia che vengono dal meridione d'Italia.
Tutto  il contrario di quello che la retorica ufficiale ci ha insegnato, tacendo sulle condizioni pesanti imposte al sud che lo hanno costretto ad essere ciò che è. E sulle quali gli ultimi governi non solo non hanno inciso, ma hanno peggiorato le cose. Fino a quando dice Pino Aprile, la generazione che prima emigrava per lavorare di braccia e che ora emigra per lavorare di cervello, ha iniziato  - a suo modo - a porre fine alla questione meridionale. 
La qualità e l’eccellenza possono venire anche da sud. Chi sa raggiungere quelle vette però non vuole rinunciare a quello che al sud è ancora presente. Cioè al grande valore aggiunto di una società non ancora solo materialista, in cui l’eco della precedente civiltà è forte e marcato. Con tempi e rapporti umani che non riducono tutto alla logica booleana del vero/falso.
La stazione di Matera, eterna incompiuta
Ed è stata proprio l’informatica a creare questa rivoluzione anche se non è stata ancora capace di costruire le infrastrutture e le condizioni che al sud mancano per consentire alle sue produzioni di competere alla pari sui mercati.
E' solo questo il passo che  consentirà finalmente ai meridionali di scrollarsi di dosso il complesso di inferiorità .
Pino Aprile ha toccato Taranto giovedì scorso al liceo Maria Pia, Ginosa e Laterza il giorno successivo con visite al "Bellisario" ed alla "Diaz".

MIROGLIO NON MOLLIAMO, MERCOLEDI' 27 MARZO ANCORA A ROMA


L'articolo del Quotidiano di Puglia del 24 Marzo 2013

di Nicola NATALE
Nino Salluce, magazziniere miroglio
I 191 miroglini a Roma per l’ultima,  decisiva battaglia al ministero dello sviluppo. 
Mercoledì 27 marzo alle quindici chiamano a raccolta tutte le forze politiche del territorio. 
Lo fa in particolare Nino Salluce, raccogliendo le intenzioni di tutti coloro che credono nel riutilizzo produttivo della ex filatura e tessitura di puglia di Ginosa. 
Sarà il giorno anche in cui l’imprenditore individuato dalla wollo, consulente della miroglio, dovrà presentare un piano industriale. 
Solo a questa condizione i miroglini sono disposti a finanziare l’impresa con parte della loro mobilità. 
Di imprenditori senza liquidità ne abbiamo visti fin troppi” dice Salluce, che all’epoca faceva il magazziniere, sfrecciando per i reparti in piena produzione. 
Altrimenti la strada si farà ancora più difficile, con un solo mese prima della scadenza della cassa in deroga finanziata eccezionalmente della Regione Puglia. 
Al centro Ludovico Vico, ex deputato pd
E viene fuori anche la dura presa di posizione dell’ex on. Ludovico Vico al diniego del ministero di concedere altra cassa.  
Pare che altre aziende in condizioni simili alla miroglio continuino a beneficiarne in tutta Italia, senza dimenticare che proprio per le dimensioni dell’industrializzazione pugliese e il lavoro nero le ore di cigs in deroga in Puglia sono certo inferiori a quelle di altre realtà. 
I miroglini rivendicano per la loro vertenza la stessa attenzione che i politici hanno avuto per il caso bridgestone a Bari. 
E fanno un appello diretto anche al presidente della provincia Gianni Florido ed ai sindaci di 6 comuni diversi perché nella “nostra fabbrica ci lavora gente che viene da tutta la provincia, Taranto compresa”. 
Con scetticismo è stata accolta anche la notizia che il ministero ha risolto nel frattempo circa 70 delle oltre 150 crisi industriali presenti ai suoi tavoli. 
Ci chiediamo perché allora il nostro caso sia di così difficile risoluzione, quando all’inizio della vertenza addirittura il ministero scelse tra le proposte arrivate quelle di sicura affidabilità”. 
Dopo Intini  - dice Salluce - abbiamo capito che ci stavano prendendo in giro e ci sono bastati pochi giorni per controllare l’affidabilità degli imprenditori volta per volta propostici. 
E al tavolo i miroglini chiedono che la confindustria continui ad essere presente, perché non si può tornare indietro rispetto allo sviluppo del territorio, bisogna trovare un’alternativa industriale insistono i 191 che non sono riusciti a trovare una ricollocazione. 
E’ una vertenza quella di Miroglio, holding tessile da 1.402 milioni di euro di fatturato nel 2012, che meriterebbe un libro per gli innumerevoli colpi di scena. Ma ci sono solo due valori al momento sul tavolo, l’esperienza tessile accumulata dai miroglini quasi tutti quarantenni e lo stabilimento grande, immenso che sorge in contrada girifalco. Valori che avrebbero ancora senso se l’Italia non avesse buttato a mare la sua politica industriale, senza costruire un’alternativa.

LATERZA UN CARDIOCHIRURGO CON VALIGIA


QUOTIDIANO DI PUGLIA 24 MARZO 2013
di Nicola NATALE
Il Liceo Gian Battista Vico di Laterza (Taranto)
Offrire agli studenti modelli etici e non solo nozioni. 
Con quest’obiettivo il Liceo Vico di Laterza ha ospitato ieri il dott. Stefano Marianeschi, primario di cardiochirurgia pediatrica all’ospedale Niguarda di Milano. 
Con lui il giornalista di Avvenire, Vito Salinaro, che lo ha accompagnato nell’ultima trasferta in Uzbekistan. 
I due hanno illustrato il progetto “cuore di bimbi” realizzato dalla fondazione “aiutare i bambini”. Semplice l’obiettivo, salvare bambini con gravi patologie cardiopatiche nel mondo, estremamente complessa e costosa la realizzazione. 
Da sx don Oronzo Marraffa, Vito Salinaro, Franco Cristella, Stefano Marianeschi

Eppure spiega commuovendosi  il dr. Marianeschi,  sono circa 310 i bambini che abbiamo finora operato in 9 nazioni diverse in collaborazione con gli ospedali riuniti di Bergamo, l’ospedale Pasquinucci di Massa e il policlinico di San Donato Milanese. 
L'articolo del Quotidiano di Puglia
del 24 Marzo 2013
Le cifre impegnate sono impressionanti, soprattutto se raffrontate con malattie più facili da curare come la diarrea e le infezioni respiratorie e che ugualmente salvano vite umane. Tuttavia salvare un bambino è come salvare tutto il mondo e lo dimostrano le immagini del reportage “in asia batte un cuore italiano” girato a Taskent lo scorso luglio e recentemente trasmesso più volte da rainews24. 
La sala piena di ragazzi, si commuove, applaude e ascolta il consiglio di Don Oronzo Marraffa, organizzatore dell’incontro assieme al dirigente Franco Cristella: “questa volta fidatevi, ascoltate davvero perché Laterza non è il mondo, ma qui vi si offre un modello ed una storia importante”. 
Ed in effetti durante il reportage che illustra l’ultima avventura all’estero di Marianeschi nell’aula magna non vola una mosca. 
Tutti sono avvinti dalle imprese dei 6 medici che formano l’equipe coordinata da Marianeschi che devono destreggiarsi non solo con le attrezzature e le dotazioni limitate del principale centro ospedaliero uzbeko, ma anche con l’occhiuta vigilanza delle autorità. Eppure anche lì, come in Cambogia, in Albania, in Camerun le operazioni hanno successo ed un servizio viene trasmesso in prima serata nel tg nazionale. 
Il dott. Stefano Marianeschi (al centro) in Uzbekistan
Un incontro toccante che mostra come le notizie migliori sono anche quelle meno esaltate. 
Illuminante la micro-lezione di Salinaro sui media. Gli organi di informazione,  nazionali o no,  prediligono il gossip e i particolari macabri al racconto delle grandi emergenze come delle grandi speranze. La giornata di ieri è stata un segno di civiltà nella barbarie moderna che a volte sembra prevalere.

CASTELLANETA LA STAZIONE, MONUMENTO AL DEGRADO. FERROVIE ED ASL INTERVENGANO


QUOTIDIANO DI PUGLIA 22 MARZ0 2013
di Nicola NATALE
Infiltrazioni nella stazione di Castellaneta (Ta)
La storia del degrado italiano passa dalle sue opere pubbliche. Ed in particolare dalla vicenda ingloriosa del trasporto ferroviario nel sud e specificatamente in Puglia. 
Non è nemmeno una notizia che la stazione ferroviaria di Castellaneta, entrata in funzione nel 1997, sedici anni dopo sia già un monumento allo spreco. 
Ce ne sono tanti e le continue denunce, anche di reti televisive nazionali, servono a ben poco. 
A queste denunce si aggiunge quella di Leonardo Rubino, consigliere comunale di minoranza a Castellaneta e funzionario regionale. Rubino chiede che asl di Taranto, ferrovie dello Stato o chi per loro, prendano drastici provvedimenti. 
Il sottopassaggio con le infiltrazioni
dai binari soprastanti
La asl dovrebbe subito condurre un’ispezione per verificare l’idoneità dei luoghi. Le ferrovie, secondo l’interrogazione consiliare rivolta ieri anche al sindaco di Castellaneta Giovanni Gugliotti, dovrebbero concedere in comodato d’uso ad associazione e soggetti no-profit i locali che costituiscono la stazione locale di Castellaneta, ormai “abbandonati a se stessi”.  
Non sono solo i locali della stazione ad essere in cattivissime condizioni, lo è anche il sottopassaggio sopra al quale transitano i treni. 
La stazione di Castellaneta (Ta)
Le infiltrazioni di acqua, i pluviali divelti e danneggiati fanno sì che il sottopassaggio si allaghi puntualmente e che la struttura soprastante, sulla quale passano i treni, si indebolisca. Le condizioni del soffitto sono preoccupanti ed il consigliere chiede che si realizzino urgentemente opere di impermeabilizzazione. 
Persino il faro di illuminazione della stazione che sorge a qualche distanza dall’abitato è stato montato male e illumina solo parzialmente l’area di accesso alla stazione. 
La stazione di Castellaneta è l’esempio tangibile di come siano state concepite le opere pubbliche al sud, le ultime ad essere realizzate, le prime ad essere abbandonate. 
Non c’è dubbio che anche il mondo dei trasporti abbia subito drastici cambiamenti, i quali sicuramente sono alla base dei drastici tagli di investimenti e manutenzione che hanno interessato in particolar modo le tratte a scarsa frequentazione. Questo naturalmente non autorizza a mettere a rischio la sicurezza dei passeggeri e di chi quella stazione comunque continua ad usarla. 

GINOSA CLONATI UNA DECINA DI POSTAMAT. AMMANCHI DA 600 EURO


QUOTIDIANO DI PUGLIA 21 MARZO 2013
di Nicola NATALE
Una decina di correntisti bancoposta si sono visti clonare i loro postamat. E prelevare circa 600 euro dai loro conti, cifra pari al massimo prelevabile in un solo giorno, secondo le regole base dei conti correnti postali. 
La tecnica, quella già nota dell’applicazione di uno skimmer al lettore di schede contenenti microchip, cioè un dispositivo elettronico in grado di memorizzare i dati bancari ed i codici di controllo necessari ad attivare prelievi e pagamenti. 
Il dispositivo sarebbe stato montato tra le 14 e le 17 di sabato scorso (16 marzo) e l’allarme è stato lanciato dai correntisti stessi quando il loro postamat è risultato bloccato durante i pagamenti. 
Le procedure di sicurezza di poste italiane, in caso di prelievi anomali, bloccano automaticamente le carte, ed è stato solo il blocco che ha messo in allarme i correnti postali. 
La filiale delle Poste Italiane di Ginosa (Ta)
Un prelievo risulta infatti eseguito in provincia di Roma e questo ha fatto pensare ad una banda organizzata, anche se di questo non c’è alcuna certezza. 
Chiunque sia stato però ha visto giusto nel tentare la carta della provincia jonica, dove finora casi del genere non erano stati riscontrati e l’attenzione dei correntisti era calata. 
Ora inizierà la fase dei rimborsi e delle denunce, mentre gli inquirenti stanno acquisendo il contenuto delle telecamere di videosorveglianza. Tuttavia è improbabile che i malfattori non ne abbiano tenuto conto.

giovedì 21 marzo 2013

GINOSA PASSIO CHRISTI IN GRAVINA, 39esima EDIZIONE. Sabato 23 e 30 Marzo 2013

La Passio Christi di Ginosa. Alcuni degli attori impegnati nella rievocazione al suo 39° appuntamento
La conferenza di promozione della Passio Christi presso la sala ricevimenti Imperatore di Puglia
www.passiochristiginosa.it

PALAGIANELLO, PALLONCINI BIANCHI A RICORDARE ( ) VOLATO SU' TROPPO PRESTO


QUOTIDIANO DI PUGLIA 21 MARZO 2013
La chiesa Regina del Santo Rosario di Palagianello
E’ come se (            ) non fosse mai andato via da Palagianello. E infatti la chiesa regina del santo rosario è gremita all’inverosimile per dargli l’ultimo, commosso saluto.
Lunedì scorso (18 marzo) il piccolo si è tolto la vita, all'interno della sua casa nel quartiere tamburi a Taranto, dove con la sua famiglia si era trasferiti da poco.
Una nuvola di palloncini bianchi lo aspetta, per levarsi in alto insieme a lui. Via da questo mondo che deve essergli parso impossibile da abitare ancora. 
Si interrogano tutti sui motivi profondi della sua scomparsa e degnamente il paese tace, sapendo che non ci può essere una risposta facile ad un rifiuto così grande.
Il parroco don Gianni Magistro pone l’accento sulle agenzie educative, la famiglia, la scuola, la chiesa e le invita collaborare quanto più efficacemente possibile. 
Scorre la liturgia solenne e vengono lette una lettera del vescovo e delle persone più vicine al piccolo Valentino. Un rituale che si ripete triste, sotto il cielo plumbeo, ad un giorno dalla primavera che Valentino non ha visto arrivare. All’interno anche il sindaco Michele Labalestra, i consiglieri, qualche assessore di Palagianello. Lo salutano con manifesti anche gli insegnanti ed i genitori della quinta classe della “Giovanni XXIII” e, fasciati nelle loro belle tute sul sagrato della chiesa, i piccoli atleti della scuola calcio locale. 
Poi viene il momento dell’addio con la bara bianca che esce ed i genitori che la seguono affranti, tenendo per mano uno dei fratellini più piccoli. Vederlo piangere, spezza il cuore. 
Una famiglia numerosa, per gli standard attuali, composta di altri quattro fratelli, tutti maschi. 
La madre è l’immagine del dolore, della pietà. Parte l’applauso, che scioglie le facce tese, in un pianto liberatorio. Sono soprattutto gli adolescenti a piangere alle prese con il mistero della vita che se ne va, per propria autonoma decisione. 
Mancherà a tutti quel ragazzino estroverso a cui nessuno avrebbe potuto attribuire tali pensieri e men che mai che questi pensieri divenissero azione. 
Alla “Ugo De Carolis” del quartiere Tamburi a Taranto si era iscritto da appena un anno in seguito al trasferimento dei genitori dalla piccola cittadina, dove tutti si conoscono e forse la vita è un po’ meno amara. 
Troppo tardi ora per farsi domande, anche se il piccolo (            ) nessuno lo vuole dimenticare. Nemmeno la dirigente scolastica, i docenti ed il personale che gli scrivono “Ci saremo su nell’aria. Allora ogni tanto, parlaci.  Chiuderemo gli occhi e ti cercheremo,  tu non sei andato via per sempre”. E non lo scorderanno mai i genitori, i fratelli, i parenti e gli amici più cari su cui si è abbattuto un peso troppo grande per le spalle di chiunque. 
Che vivano bene allora la loro vita, solo così potranno onorare la memoria del piccolo angelo che ha scelto di volare via prima di tutti.