DIGITA LA TUA MAIL QUI PER GLI AGGIORNAMENTI

lunedì 30 gennaio 2012

SHINYSTAT CONFERMA! 2.090 VISITATORI UNICI IN UN MESE

Grazie a tutti gli utenti. 

A breve nuove sorprese positive da GINOSANEWS. 

Nicola Natale

POZZI, SMART CARD E CAMERE DI COMMERCIO: CHE STRESS!

dall'articolo apparso sul Quotidiano del 31 Gennaio 2012
di Nicola Natale
L'interno della Camera di Commercio di Taranto
Ed ecco le ultime beffe servite agli agricoltori, passate quasi sotto silenzio. Vanno sotto il nome di sanatoria acque sotterranee e smart card. 
Le beffe vengono da Regione e Governo, rispettivamente,  ma le attribuzioni si confondono nell’animo di chi aveva in mente ben altro quando ha deciso di condurre un’azienda agricola. Ma andiamo con ordine. 
Non si é proprietari assoluti dell’acqua rinvenuta nel proprio fondo, questa è soggetta a limitazioni. 
Nella Puglia in cui sono nati migliaia di pozzi artesiani con abbassamenti preoccupanti delle falde acquifere si è deciso di correre ai ripari, censendo e regolando la portata delle acque “emunte” dal sottosuolo. 
Risultato: un ulteriore salasso di oltre 1.000 euro, più la sanzione amministrativa per non avere completato l’iter iniziato con la denuncia di esistenza pozzi. 
E sono oltre 12.000 coloro che hanno presentato domanda al Genio Civile di Taranto. E questo nonostante siano sorti anche comitati spontanei (uno a Giovinazzo, in Provincia di Bari) che hanno fatto ben presente l’iniquità della Legge Regionale n°19 del 2010. 
Una legge che va a salassare gli agricoltori durante una delle peggiori crisi globali. 
A fine Dicembre 2011 in maniera bipartisan fu annunciata la proroga al 30 Giugno 2012 di questi neo-balzelli, ma naturalmente nessun allentamento delle sanzioni e dei canoni che vengono riscossi per gli anni successivi alla data della domanda e per il Alcuni consiglieri regionali tarantini si disserofelici per aver ottenuto all’unanimità in Consiglio Regionale la proroga di questa scadenza, come se sei mesi potessero consentire alle imprese di navigare di nuovo in acque tranquille. successivo alla sanatoria. 
Del resto dicono “in agricoltura l’acqua è un bene prezioso il cui utilizzo deve essere garantito e facilitato per sostenere realmente i nostri agricoltori”. 
Già…. facendoli pagare un nuovo balzello, oltre all’acqua più cara erogata dal Consorzio di Bonifica Stornara e Tara e la dichiarazione degli immobili rurali. 
E se qualcuno scoraggiato da tutto questo decidesse di chiudere il pozzo e cancellarsi dalla camera di commercio, abbandonando i suoi campi che nel frattempo nessuno vuole più acquistare a prezzo decente?
Niente da fare, nemmeno andando di persona alla Camera di Commercio! 
In omaggio alla semplificazione informatica, per effetto di una legge nazionale, deve recarsi a Taranto presso la Camera di Commercio e farsi consegnare una smart card. 
Ma è solo il primo passo. 
Dopo deve:
1) andare da un CAF (centro di assistenza fiscale sovvenzionato dallo Stato) o da un commercialista in possesso di lettore apposito per le smart card; 
2) far compilare telematicamente all'esperto la pratica di cancellazione che torna alla Camera di Commercio dove l’imprenditore agricolo è stato a ritirare la smart card 
3) aspettare che la Camera di Commercio certifichi la regolare acquisizione del tutto e solo allora, potenza della semplificazione, è cancellato dopo una vita che ha prodotto beni e certezze per sé e per l’agroalimentare pugliese. 
Davvero smart, davvero.

mercoledì 25 gennaio 2012

IO, UN NON EROE, SULLA COSTA CONCORDIA

dall'articolo apparso sul Quotidiano del 26 Gennaio 2012
di Nicola Natale

Francesco Di Lena, 30 anni, laertino era sulla ormai famigerata Costa Concordia la notte dello schianto. 
E non per turismo, ma come assistente al direttore di crociera. 
Nel momento dell’impatto, alle 21:45 del 13 Gennaio, Di Lena stava intervistando il manager del casinò per “Radio Costa Concordia”: “uscito dall’ufficio dopo aver udito il colpo, tutto era buio”. 
A quell’ora una parte delle 4229 persone era a cena, un’altra a teatro a vedere uno spettacolo. 
Trascorre qualche tempo ed ecco un suono che l’equipaggio  conosce bene: sette squilli brevi ed uno lungo. 
Significano allarme di emergenza generale, bisogna andare ai punti di riunione, Francesco nota che qualcuno ha già indossato i giubbotti di salvataggio. 
Ma nessuno pare aver dato l’ordine di abbandono nave. 
Del resto l’abbandono nave deve essere dato verbalmente dal comandante come prescrivono le norme. 
Da quel punto in poi Francesco sa qual è il suo dovere e raggiunge il ponte 4, quello sul lato della falla aperto dallo scoglio delle Scole. 
Le scialuppe si riempiono e i passeggeri iniziano ad essere messi al sicuro. 
Alcuni animatori vengono accompagnati da Di Lena al loro punto di riunione, poi lui torna al punto prescritto per il suo salvataggio, al lato destro di poppa. 
Ma le cose si complicano, a causa dell’inclinazione le scialuppe non possono essere calate, ci sono però le zattere gonfiabili. 
Del gonfiaggio si occupa lo stesso Di Lena, poi scende anche lui, con una scala di corda, non prima di aver messo sulla zattera altre 35 persone. 
Solo allora, in mare, riesce a chiamare madre e fidanzata per dire che sta bene e posta un commento su Facebook con il suo telefonino. 
La Guardia Costiera è poco lontano, li aiuta e li conduce ad un traghetto. 
Ma per Di Lena il lavoro non è ancora finito. 
Francesco Di Lena. assistente al direttore di crociera sulla Costa Concordia
Dopo lo sbarco all’Isola del Giglio va in una chiesa dove erano state sistemate 300 persone, poi in una scuola a Porto Santo Stefano, bisogna censire, spuntare, controllare, infine crolla in un hotel vicino. 
La mattina dopo viene il momento della riflessione ma Di Lena, com’è logico, non si unisce al coro superficiale di chi mette alla gogna il solo capitan Schettino. 
Lui è un comandante molto abile nell’effettuare le manovre, forse questa sua eccessiva sicurezza lo ha tratto in inganno, a stabilire le colpe sarà la Procura di Grosseto”. 
Dopodiché si blocca, si rattrista e pensa a Giuseppe Girolamo, il batterista di Alberobello, ancora disperso. 
Anche lui conferma che ha ceduto il suo posto ad una bambina e che non sapeva nuotare. 
E poi la turista francese in vacanza con il marito: non riescono a salire sulla stessa scialuppa. Lui rimane a bordo e lei a terra passa ore angoscianti prima di riabbracciarlo. 
Frammenti di tragedia, pezzi di storia capitati chissà come nella vita di chi non pensava certo di entrare da protagonista  in un naufragio storico al pari di quello del Titanic. 
Ma Di Lena non si sente affatto un eroe, soprattutto ora che è a casa con i suoi parenti, a giocare con il nipotino. 
Si sente in pace però per avere fatto tutto il possibile per aiutare quelli che fino allo schianto erano clienti che dovevano andar via con un ricordo indimenticabile di quella crociera. Appena dopo, gli specchi di una paura che per fortuna non lo ha vinto.

martedì 24 gennaio 2012

A BARI, CORSO DI FORMAZIONE MINISTERO DELL'INTERNO, INAIL, ANSAS

Segnaliamo il progetto "La responsabilità è legalità" promosso da INAIL in partnership con ANSAS e finanziato dal P.O.N. Sicurezza per lo Sviluppo – Obiettivo Convergenza 2007-2013.
Il progetto di formazione a distanza, assolutamente gratuito, é dedicato ai temi della immigrazione e della legalità.
Nello  specifico il progetto si compone di 2 fasi:
1)  un ciclo di 3 workshop territoriali di 3 ore ciascuno dedicato ad Esperti del settore 
2) un corso di formazione in modalità aula/fad (formazione a distanza).
Il corso è destinato a chiunque  abbia interesse ad aggiornarsi e formarsi sulle tematiche oggetto del corso come ad esempio dirigenti scolastici, insegnanti, dipendenti pubblici, assistenti sociali, presidente e componenti di associazioni di volontariato, italiani o stranieri.
Le date dei workshop della città di Bari sono: 
9,10,28 Febbraio 2012.                     
Queste giornate si terranno presso:
ANSAS Nucleo Territoriale Puglia
Via Camillo Rosalba 47 Z    BARI
Per aderire all' iniziativa è necessario:

  1. collegarsi al sito permediare.it 
  2. scaricare la scheda di adesione 
  3. reinviarla compilata al seguente indirizzo permediare@solco.it
Per ulteriori informazioni e per adesioni contattare:
Nicola Natale
349 192 96 26

lunedì 23 gennaio 2012

ALLUVIONE: IL SINDACO TORNA A SOLLECITARE LA REGIONE

dall'articolo apparso sul Quotidiano del 22 Gennaio 2012
di Nicola NATALE
Il Sindaco di Ginosa Vito De Palma (pdl)
Alluvione  del 1° e del 2 Marzo 2011: il Sindaco di Ginosa, Vito De Palma si muove su due fronti. 
Il primo è ottenere quanto prima possibile i fondi rivenienti dall’ordinanza faticosamente ottenuta con le proteste, incluso scioperi della fame, del Comitato Terre Joniche. 
Il secondo ottenere una parte dei 176 milioni di € ottenuti dalla Puglia per il dissesto idro-geologico. 
Per questo De Palma (pdl) cerca l’interlocuzione diretta con il presidente della Regione Nichi Vendola (sel). 
E’ necessario procedere speditamente – ha detto il sindaco De Palma - sulla questione alluvione. Non possiamo permetterci di perdere tempo. I fondi ci sono, anche se al momento insufficienti, ma la volontà di risolvere i problemi degli alluvionati e l’unità di tutte le forze politiche ed amministrative coinvolte nella vicenda mi fa ben sperare.” 
Niente polemiche ma un chiaro invito a fare presto anche perché i tempi si sono disastrosamente allungati. 
Marina di Ginosa, nei pressi del Blue Moon,
il giorno dopo l'alluvione del 1° e " marzo 2011
Nonostante l’inverno sia stato finora particolarmente avaro di piogge,  gli argini crollati del Bradano  e tutta l’area a rischio di Marina di Ginosa necessitano di uno studio e di un piano di interventi preciso. 
Senza parlare dei debiti che il Comune deve saldare con quanti nelle immediatezze dell’emergenza misero a disposizione del Comune strutture, uomini e mezzi. 
Da Piazza Marconi non hanno mai fatto mistero di aver speso circa 1,3 milioni di euro, cifra che quindi assorbirebbe totalmente le provvidenze regionali e statali, senza lasciare nulla per gli interventi di messa in sicurezza del territorio, né tantomeno per i risarcimenti agli alluvionati. 
I danni in questo caso ammonterebbero ad 80 milioni di euro secondo una stima sommaria fatta dal Comune. 
I fondi é bene chiarirlo sono quelli ottenuto con l’Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n°3988/2011 a seguito della declatoria di calamità naturale, ma soprattutto a seguito di proteste di tutti i generi da parte dei marinesi e anche delle istituzioni locali inopinatamente lasciate a secco di fondi da Roma.  
L'onorevole Ludovico Vico (pd)
Noi siamo pronti a fare la nostra parte, come abbiamo già fatto in occasione della gestione della fase emergenziale dell’alluvione. Ora –ha concluso De Palma- aspettiamo che il Presidente Vendola ci convochi.” 
Nel frattempo un’altra partita si gioca a Roma messa in campo dall’onorevole Ludovico Vico (pd). 
Quella della sospensione dei pagamenti Inps, Inail, Equitalia, si badi bene, sospensione. 
Quindi un rinvio delle scadenze che strozzano chi ha avuto ingenti danni nella sua attività lavorativa o ai suoi beni. 
Danni non meno pesanti di quelli avuti in Liguria o in Piemonte a pronta risarcibilità da parte dei Governi nazionale o regionali che si sono succeduti. 
Per questo anche il Comitato Terre Joniche con Gianni Fabbris torna all’attacco e domani, martedì 24, in occasione del Consiglio Regionale, sarà a Bari per sollecitare gli adempimenti necessari al corretto utilizzo di quei fondi, così faticosamente ottenuti.

domenica 22 gennaio 2012

SPIRAGLI PER LA CURVET, STIPENDI A SINGHIOZZO


dall'articolo apparso sul Quotidiano del 21 Gennaio 2012
di Nicola Natale
La Curvet di Laterza
Ci sono aziende che vanno bene, altre benissimo, non tutto è crisi. La Curvet di Laterza, con i suoi 42 dipendenti, purtroppo non è tra queste, pur avendone tutti i numeri. 
Ieri (n.d.r. 20 Gennaio), incontro operativo a Bari con la task force della Regione Puglia rappresentata da Lomastro e Caroli, con il delegato della casa madre, Marchetti, il consulente dr. Tartaglia, le maggiori organizzazioni sindacali ed il Sindaco di Laterza Gianfranco Lopane impegnato da giorni anche sui fronti Miroglio e Natuzzi. L’impegno è di rivedersi tra un mese con la presentazione di un nuovo piano industriale che coinvolga anche imprenditori locali, con il beneplacito della casa madre di Colbordolo, in provincia di Pesaro. 
Il Sindaco di Laterza Gianfranco Lopane
Nel frattempo si cerca di sciogliere i nodi relativi agli arretrati della CIGS che non arrivano da settembre. Intanto una piccolissima parte degli operai continua a lavorare a rotazione su alcune commesse ma senza ricevere lo stipendio dei mesi di novembre e dicembre. Per questo, a fronte della richiesta di pagamento immediato da parte dei sindacati, tra i presenti Giuseppe Massafra,  l’azienda si è detta pronta a pagare un acconto dello stipendio di novembre la prossima settimana e la restante parte entro il 3 Febbraio ed a seguire lo stipendio di Dicembre. La bolletta Enel in arretrato ha avuto la precedenza, pena il distacco e l’impossibilità di lavorare. La Curvet è il secondo stabilimento in Europa per la lavorazione dei vetri curvi, con larghezze che possono arrivare a 5 metri. Era nata  nel 2006 con la benedizione di SviluppoItalia, l’agenzia per l’attrazione di investimenti che ne detiene il 19% del capitale ma non ha retto al gigantismo della casa madre pesarese. Troppi investimenti in giro per il mondo hanno portato a ritardare i pagamenti verso fornitori e dipendenti, questa la versione almeno per le organizzazioni sindacali. Paradossalmente la Curvet di Laterza non avrebbe problemi di ordini poiché si situa in un settore innovativo e non ancora maturo, come quello dei vetri curvi per cui sono necessari macchinari e tecnologie particolari.
Sindaco Lopane, cosa avete concluso?
La situazione è ancora critica, ma abbiamo speranza. Negli scorsi mesi ho raccolto manifestazioni di interesse da altri imprenditori perché la proprietà si era detta disponibile a cedere l’azienda. Per questo ho inviato una lettera al Ministero dello Sviluppo, Regione Puglia e Provincia di Taranto e la task force regionale ha preso in carico anche questa crisi. Il cambio di interlocutori, estromesso Mancini, il precedente amministratore delegato, ha permesso l’avvio di questa nuova fase.
Vale a dire?
La casa madre gestirebbe la Curvet di Laterza come una sua filiale diretta, senza autonomia.
Si aprono quindi due strade…
Certo, con il nuovo piano industriale la Curvet madre potrebbe riuscire ad andare ancora avanti con i suoi capitali o decidere di coinvolgere altri imprenditori pugliesi. E’ un’azienda che ha un mercato interessante, ce la può fare a rialzarsi ed è un vero peccato che anche lei sia stata interessata dalla crisi. 

sabato 21 gennaio 2012

NATUZZI, FIDUCIA DAI SINDACATI NONOSTANTE LA CASSA. INTERVISTA ANTONELLO ZICARI/CGIL


dall'articolo apparso sul Quotidiano del 20 Gennaio 2012
di Nicola Natale
Purtroppo quella di Miroglio non è la sola crisi del territorio. Altro colosso in sofferenza è la Natuzzi, la spettacolare impresa che dalle colline di Santeramo in Colle, in provincia di Bari è riuscita a far parlare si sé in tutto il mondo ed a metterlo a sedere. I suoi divani sono quotati a Wall Street dal 1993. Tra i grandi stabilimenti industriali della provincia jonica ci sono anche gli stabilimenti Natuzzi in C.da Bandiera a Ginosa e in c.da Madonna delle Grazie a Laterza che complessivamente occuperebbero circa 1.000 dipendenti. Sulla situazione ci ragguaglia Antonello Zicari, dipendente dello stabilimento laertino e rappresentante sindacale della Fillea CGIL.
Antonello Zicari, Fillea CGIL
Anche voi in crisi?
Purtroppo 700-800 persone sono coinvolte ad ore zero e la restante parte lavora in maniera ridotta. Parliamo di circa 1.600 collaboratori. In tutto 2.400 persone collaborano con Natuzzi in Italia. La riduzione interessa tutti gli stabilimenti. Tra Ginosa e Laterza sono circa oltre 300 le persone in cassa integrazione a ore zero.
Ma da quanto tempo siete in Cassa integrazione straordinaria?
Da Ottobre 2011 e fino all’Ottobre 2013. Ma abbiamo iniziato in maniera marginale dal 2003. Va dato atto all’azienda di aver tenuto duro, nonostante lo sfavorevole rapporto dollaro/euro. Da Novembre 2011 si lavora su turni di 6 ore, oltre alla rotazione, che riduce i giorni di presenza nello stabilimento a circa la metà di quanto previsto contrattualmente.
Com’è la situazione a Laterza e Ginosa?
A Laterza siamo completamente automatizzati. Siamo tre settimane al lavoro e una fuori, ma facciamo 6 ore. Ginosa è maggiormente interessata dalla cassa integrazione.
Perché?
A Laterza si fa taglio centralizzato, c’è il magazzino pelle e i complementi d’arredo. A Ginosa ci sono il cucito e l’assemblaggio presenti anche in altri stabilimenti come a Jesce 1 e 2, tra Matera e Santeramo. Poi c’è un ulteriore stabilimento che fa i meccanismi elettrici per i divani.
Lo stabilimento di Laterza durante una manifestazione
Come vedete il futuro?
Sono andate via circa 150 persone in questi anni, ma ora solo 60 persone sono uscite con circa 13.000 euro di incentivo a fronte di una procedura aperta per 224 unità.  Siamo molto solidali con la lotta al lavoro nero che l’azienda ha intrapreso. Ci sono situazioni di forte illegalità che non possono essere tollerate. Sembra ci siano aziende del territorio che formalmente in cassa fanno rientrare al lavoro gli operai. Se davvero questo corrispondesse a verità sarebbe intollerabile.
Cosa vi aspettate da Natuzzi?
Continuiamo ad avere fiducia in lui. Non c’è molta industria in giro.
Ritenete sia un problema di management o solo un problema di mercati esterni?
Fino a due anni fa magari sì, non a caso molti si sono avvicendati in maniera repentina. Ora credo che gli interlocutori siano seri e preparati ed in grado di affrontare un mercato sempre più difficile.

venerdì 20 gennaio 2012

LA RAI A LATERZA CON COSE DELL’ALTRO GEO

dall'articolo apparso sul Quotidiano del 18 Gennaio 2012
di Nicola NATALE
Massimiliano Ossini di Cose dell'altro Geo
Finalmente le trasmissioni nazionali riscoprono la Puglia. Una troupe di “Cose dell’altro Geo” sarà domani a Laterza per parlare delle sue maioliche. Peculiarità artistica spesso dimenticata rispetto alla grande notorietà della Gravina Oasi LIPU, della carne al fornello e del magnifico pane tutelato da un Consorzio.
 La puntata registrata domani andrà in onda il 3 Febbraio prossimo. 
Ne dà notizia il consigliere Mimma Stano precisando che “il Comune è stato selezionato dall’Associazione Res Tipica, costituita da ANCI e Associazioni Nazionali delle Città di Identità”. 
Res Tipica in collaborazione con la Rai segnala alla trasmissione “Cose dell’altro Geo” la realizzazione di “Buona Pratica” per la quale il conduttore Massimiliano Ossini consegna ”Il diploma di Comune virtuoso”. Nel caso di Laterza ha contato l’iscrizione all’Associazione “Città delle Ceramiche”, la recente istituzione del marchio CAT “Ceramica Artistica Tradizionale” il patrocinio alle mostre di ceramiche svoltesi a Bari, Lecce, Milano. Naturalmente la troupe non si lascerà sfuggire l’occasione di alcune nuove riprese nella Gravina di Laterza, con la sua flora, i percorsi naturalistici, le “vie dell’acqua”. 
Nella trasmissione sarà presente anche la LIPU (Lega Italiana per la Protezione degli Uccelli) che, sul ciglio della Gravina di Laterza, gestisce un centro visite e che ha curato un progetto di riproduzione assistita di alcuni rapaci a rischio di estinzione, tra i quali il Capovaccaio. 
Vi parteciperà anche un gruppo di anziani, associati all’Utep (Università Territoriale per l’Educazione Permanente) di Laterza, una realtà particolarmente attiva sul territorio e con una folta ed appassionata frequentazione. 
Non mancherà il Gruppo d’azione locale Luoghi del Mito. Il presidente Paolo Nigro, già vicepresidente nazionale Coldiretti, presenterà i programmi ed i progetti che nel triennio 2007 – 2013 saranno finanziati per la valorizzazione del territorio dei Comuni:  Mottola, Palagiano, Palagianello, Laterza, Ginosa e Castellaneta. Insomma una vetrina eccellente per un territorio che a tutti i costi vuole uscire dalla crisi e dalla marginalità. 
Non a caso sarà presentato anche il nuovissimo  laboratorio multimediale e culturale ”Philos – Lab4Art” che ha permesso,  con la ristrutturazione finanziata dalla Regione Puglia dell’ex Gendarmeria - un “rudere di pregio” - di realizzare un contenitore pubblico per corsi d’informatica, arti grafiche, musica nonché  sala di registrazione. Per l’evento si sono spesi la Consulta delle Associazioni, il Centro Servizio per il Volontariato,  il Consorzio “Il Pane di Laterza”, l’associazione “Macellai di Laterza”, le azienda Perrone, e Di Girolamo. In questo Laterza non ha fatto mancare il suo particolare vivissimo spirito di coesione, vera caratteristica della piccola cittadina pre-murgiana.

giovedì 19 gennaio 2012

MIROGLIO: IN "CASSA" FINO A GIUGNO 2012, MOBILITA’ RITIRATA


dall'articolo apparso sul Quotidiano del 18 Gennaio 2012
di Nicola NATALE
Il tavolo romano al Ministero del Lavoro
Un successo pieno per i sindacati e soprattutto per i 225 miroglini. 
Il gruppo tessile piemontese ha confermato oggi ai tavoli romani del Ministero del Lavoro il ritiro della procedura di mobilità e la richiesta di proroga della cassa integrazione straordinaria fino al 30 Giugno 2012. 
Il Ministero del Lavoro ha accettato di firmare il relativo verbale di accordo tra l’impresa rappresentata al tavolo da Alessio Fois, capo del personale e le delegazioni sindacali a livello nazionale, provinciale ed aziendale. 
Era presente anche il Sindaco di Laterza Gianfranco Lopane ed il consigliere comunale Giovanni Perniola. 
Ne dà notizia con soddisfazione Giuseppe Massafra, segretario provinciale Filctem CGIL impegnato ormai da più di due anni in una vertenza lunga e difficile ma in cui c’è la volontà evidente di non lasciare per strada quel che resta della insufficiente reindustrializzazione della provincia jonica. 
Anche perché i contraccolpi di immagine per il Gruppo tessile da circa un miliardo di fatturato con negozi in ogni angolo dello stivale sarebbero pesanti. 
I lavoratori non fanno mistero di volersi recare ad Alba ogni qualvolta le cose sembrano mettersi male. 
Attenzione puntata ora al Ministero dello Sviluppo Economico dove le parti, impresa e sindacati si dovranno riunire con i gruppi industriali subentranti: Marcolana di Prato a Ginosa e Barbero di Alba a Castellaneta. Il primo impegnato nella produzione di tessuti per abiti, il secondo in prodotti da forno. 
Il prossimo appuntamento riguarderà questi progetti e il loro stato di avanzamento in una condizione più tranquilla avendo sei mesi di cassa integrazione” dice Massafra “ma aspettiamo la convocazione ai primi di Febbraio”. 
L’incontro ha riguardato anche la questione delle anticipazioni dell’incentivo all’esodo che sono corrisposte ai lavoratori in base ad un preciso impegno della ex Filatura e Tessitura di Puglia, così si chiama lo stabilimento pugliese in dismissione della Miroglio. 
Il gruppo ha confermato la volontà di sostenerne finanziariamente l’onere, un fatto sostanziale per i redditi delle famiglie. Non ci sono fughe di notizie sul nodo centrale della trattativa, cioè la rioccupazione dei 225. 
Giuseppe Massafra (al microfono) durante una assemblea all'Alcanices
Per Giuseppe Massafra “siamo ancora fermi alla disponibilità della famiglia Barontini, ma vale la stessa cosa per Barbero. Siamo però dentro ad un percorso che ci fa ragionare con questi soggetti che hanno manifestato al Ministero la loro disponibilità,  non al bar come ha fatto qualcuno o ai giornali come ha fatto qualcun altro. Se però questi soggetti, mi riferisco a Finambient, portano le carte al Ministero io con loro mi metto a ragionare.Non abbiamo preclusioni se le disponibilità manifestate dagli imprenditori portano a rioccupare complessivamente i 225 lavoratori. Se ci resta un’unica soluzione, anche diversa da quelle ora prospettate, ma raggiungiamo l’obiettivo, per noi va bene.” 
Il riferimento è senza dubbio al contatto tra Raffaello Cristini di Finambient e il presidente di Confindustria Taranto Luigi Sportelli. 
Il gruppo che lega una dozzina d’aziende è tornato alla carica con un progetto industriale ed un investimento complessivo di circa 30 milioni di euro denominato Polo Industriale P1. 
Il Presidente di Confindustria Taranto ha dichiarato che sarà suo impegno portarlo a conoscenza delle istituzioni se i suoi esperti lo troveranno valido. 
Il consorzio infatti promette di sviluppare diverse attività da quelle del recupero pneumatici alla depurazione con 400 assunzioni a regime. 
E’ un capitolo del dossier Miroglio che si riapre, una saga infinita che non smette di creare ansia tra gli operai. 
Involontari protagonisti di un serial dai mille colpi di scena.

mercoledì 18 gennaio 2012

CASTELLANETA, ARRESTO DEL PRIMARIO DI ORTOPEDIA GALANTE. Parlano i colleghi ed il Sindaco Italo D'Alessandro


dall'articolo apparso sul Quotidiano del 17 Gennaio 2012
di Nicola NATALE
Il Primario dr. Vito Nicola GALANTE
Sbigottimento. L’arresto per corruzione, turbativa d’asta e falsificazione ideologica di atto pubblico per il dr. Vito Nicola Galante sembra non se l’aspettasse nessuno a Castellaneta.  Il primario è stato  messo sotto accusa per i rapporti con la società Tecno Hospital dei fratelli Tarantini. I primi a dolersene sono i colleghi sanitari che esprimono stima per il primario e preoccupazione per le sorti dell’Ospedale che non si è ancora ripreso dalla cattiva fama per l’episodio degli 8 morti per inalazione di protossido di azoto nel reparto di Cardiologia avvenuta nel 2007. 
Il Consigliere provinciale dr. Vito Cassano,
radiologo presso l'Ospedale di Castellaneta
Così Vito Cassano, uno dei medici veterani per esperienza e ruolo politico: é incredibile, questo Ospedale ha sempre cercato di rialzarsi e puntualmente viene sbattuto a terra, ci aspettiamo un minimo di verità poiché siamo rimasti sbigottiti da questa vicenda.Avevamo sentito parlare dell’inchiesta – continua il sanitario - ma sembrava finita lì,  ancora una volta Castellaneta diverrà per un fatto negativo il centro del mondo.” 
Il primario a detta di tutti era uno dei migliori nel suo campo, nel 2010 aveva partecipato anche alla costruzione del Registro Pugliese di Implantologia coordinato dall’Osservatorio Epidemiologico Regionale proprio perché “il continuo aumento del numero di interventi e con essi della spesa sanitaria e degli interventi di revisione, rende necessaria l’adozione di sistemi di controllo post-marketing, per monitorare nel tempo i dispositivi e garantire la rintracciabilità dei pazienti”. 
Così scrive nero su bianco l’Osservatorio Regionale nell’analisi del primo anno di implementazione del sistema remunerativo al quale aveva partecipato come responsabile di reparto anche il dr. Galante assieme a tutti i direttori di U.O.C. (Unità operativa complessa). Insomma il bubbone era ben conosciuto da chi per mestiere si occupava di sanità regionale, d.r.g. e di tutto il complesso ed intricato sistema sanitario regionale. 

Anche il Sindaco di Castellaneta Italo D’Alessandro esprime sconcerto ed incredulità: “come prima autorità sanitaria in loco,  il dottor Galante era di una disponibilità massima, sempre presente, con risultati eccellenti come ho avuto modo di comunicare anche al direttore generale”. Per D’Alessandro il reparto di Ortopedia è uno dei fiori all’occhiello dell’Ospedale, che funziona bene: “ritengo di non modificare il mio convincimento, anche se una notizia che giunge così inaspettata mi lascia mortificato.” Del resto se è vero che “il dr. Galante si è dimostrato estraneo ai fatti contestatigli, bisogna aver fiducia nell’operato della giustizia ed anche nella condotta del primario”. 
Per il primo cittadino “pur oltremodo addolorato per quanto accaduto, bisogna procedere immediatamente alla sostituzione del primario, anche perché questo non abbia ripercussione alcuna sulle attività programmate e non incida sul paventato accorpamento del reparto di Ortopedia a quello di Chirurgia, che spero non avvenga.” 
Non a caso D’Alessandro ha espresso l’intenzione di telefonare domani mattina (ndr 17 gennaio 2012) al direttore generale Scattaglia per esprimergli le sue intenzioni. 
E quanto ad una possibile ulteriore fuga dei pazienti dall’Ospedale? 
Nel reparto ci sono professionisti valenti, che abbisognano solo di un nuovo primario” ci congeda gentilmente il Sindaco impegnato in una riunione. 
Giusto ieri anche l’ex senatore Rocco Loreto, oggi consigliere comunale d’opposizione, concordava con “l’elevata e provata professionalità del primario di ortopedia Nicola Galante”. 
L'ex senatore Rocco Loreto
Loreto, dirigente scolastico, già presidente del Comitato della ASL Ta/1,  ne temeva la mortificazione come già successo con il cardiologo Carretta in seguito alla mancata riapertura del’UTIC. Sicuramente non immaginava quello che ad appena un giorno di distanza sarebbe successo. 
L’inchiesta della Guardia di Finanza di Bari sembrava riguardare il mondo sanitario barese ed invece anche la Provincia di Taranto con i suoi Ospedali era - a quanto pare - territorio di caccia della Tecno Hospital, società legate agli imprenditori baresi Giampaolo e Claudio Tarantini.

martedì 17 gennaio 2012

AGORA’ DIVENTA MESILE A LATERZA. SIAMO GIOVANI MA TOSTI


di Nicola NATALE

Vitantonio Fosco e Bruno Bongermino di Agorà
Resiste la voglia di comunicare con la carta stampata. A Laterza, il bimestrale  Agorà annuncia di voler diventare mensile per bocca del presidente della Associazione Bruno Bongermino e del direttore editoriale Vitantonio Fosco. “Ci siamo resi conto di arrivare  troppo tardi sugli avvenimenti che invece meritavano di essere approfonditi” ha detto Bongermino presentando gli sforzi fatti per contenere l’abbonamento annuale a soli 10€. Una cifra simbolica che premia il coraggio di questi ragazzi che pur studiando fuori non sottovalutano le vicende della loro cittadina. Un sentimento forte verso il luogo natìo, pur sapendo che per molti di loro, non sarà possibile lavorare nello stesso luogo in cui sono nati. Proprio per questo l’Associazione Culturale Società e Progresso di cui Agorà è l’emersione cartacea ha organizzato 11 eventi, tra cui 4 incontri con l’autore, proprio per ravvivare il clima culturale della cittadina che sorge sui primi rilievi murgiani. Uno a caso l’incontro con Marco Travaglio. Per il momento è stato messo da parte un cambio del formato editoriale che è ora in un austero A3 bianco e nero ma il gruppo di redattori volontari, circa una decina, si dice più che pronto a migliorare il prodotto non appena gli sponsor contribuiranno più generosamente. Ma anche a trovare personaggi satellite che arricchiscano il prodotto con opinioni ed articoli non scontati. “Abbiamo combattuto battaglie per l’inquinamento odoroso della Progeva, per il corretto uso delle opere pubbliche abbandonate, non abbandoniamo il nostro ruolo di sentinelle anche se ciò comporta un impegno gravoso -dicono ad una voce Bongermino e Fosco - ma è stato giusto rilevare il testimone dalla precedente gestione che saggiamente ha affidato ai giovani uno strumento così importante come l’informazione”. Laterza perciò vive una stagione felice dal punto di vista editoriale poiché  Agorà festeggia con la trasformazione a mensile i 18 anni di pubblicazione.

lunedì 16 gennaio 2012

PALAGIANELLO: PISTA CICLOPEDONALE PROGETTO ILLEGITTIMO COME L’AFFIDAMENTO.


dall'articolo apparso  sul Quotidiano del 15 Gennaio 2001 
di Nicola NATALE 

Com'era Piazza Roma di Palagianello
Il taglio dei pini secolari nella stessa Piazza Roma

Piazza Roma di Palagianello torna a far discutere, dopo il taglio dei pini secolari.


Con una conferenza stampa convocata ieri mattina tutto il centro sinistra (SEL, Insieme per il Progresso, PD, In Comune Uguaglianza, Unità e Libertà per Palagianello) insorge contro il progetto esecutivo licenziato dall’amministrazione Labalestra che prevede la realizzazione di  una pista ciclabile con fondi regionali  anche su Piazza Roma, di fatto ancora in proprietà a RFI, l’ex beneamate Ferrovie dello Stato.
Sarebbero state commesse numerose violazioni di legge, elencate puntigliosamente dall’avv. Mino Antonicelli nella sede locale del PD. Innanzitutto il progetto esecutivo dell’architetto Valeria De Mattia non riporta i pareri richiesti dalla Regione poiché gli stessi sono stati espressi “tutti in epoca precedente la redazione e l’approvazione di detto progetto”.
Ma lo stesso affidamento dell’incarico all’architetto con studio a Bari  sarebbe avvenuto con una determina dirigenziale “illegittima e di favore” poiché dice sempre l’opposizione consiliare non è stato rispettato il regolamento comunale che disciplina l’inserimento nell’elenco professionisti.
Ma non è solo questo il punto in questione, quanto il mancato ritorno al Comune delle aree dismesse del tracciato ferroviario in base alle leggi sugli usi civici.
Queste avrebbero imposto al Sindaco di regolare formalmente la durata e la natura del possesso di quelle aree.
Le quali potrebbero per assurdo “essere richieste da RFI mentre intanto si sono realizzate tutte le opere di riqualificazione a spese dei contribuenti”. Perché - si chiedono dal centrosinistra -  la conferenza di servizi del 2003 aveva fissato in 763.000 euro la somma che R.F.I. avrebbe speso per realizzare la pista ciclopedonale e poi invece la somma è stata richiesta alla Regione Puglia?
Per la verità non se lo chiedono solo loro.
Il progetto definitivo com'era stato approvato inzialmente
Anche l’architetto Pasquale D’Alò, consigliere comunale di maggioranza, dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Castellaneta e coredattore del progetto definitivo, ha inoltrato il 9 Gennaio scorso una interrogazione a risposta scritta al Sindaco ed all’Assessore ai Lavori Pubblici sullo stesso argomento.
Dulcis in fundo, per modo di dire, la mancanza della bonifica dell’area dismessa sempre a carico di R.F.I..
Per anni l’area ha ospitato materiali nocivi, incluso il creosoto cancerogeno con cui si trattavano una volta le traversine di legno.  Insomma un attacco a tutto tondo che non manca di menzionare il rischio che il Comune di Palagianello si trovi a restituire alla Regione i 788.000 euro erogati per la pista ciclopedonale una volta che i funzionari verificheranno non solo le irregolarità ma anche la presenza di tratti non previsti come quello in Piazza Roma.
Si aspettano ora le reazioni dal Palazzo di Via D’Azeglio.

domenica 15 gennaio 2012

MARGINI STRETTI PER I MIROGLINI, il 17 GENNAIO A ROMA NUOVA TRATTATIVA.


dall'articolo apparso sul Quotidiano del 14 Gennaio 2011
di Nicola NATALE

Un momento della assemblea dei cassintegrati Miroglio all'Alcanices.
Da sx Nicola Calabrese, Stefania Pomante, Giuseppe Massafra, Massimo Gravina, Tiziana Marini
Ieri mattina al Teatro Alcanices nuova puntata del serial Miroglio. Con un preciso mandato ai sindacalisti da svolgere a Roma martedì 17 Gennaio presso la sede del Ministero del Lavoro: ripristinare la CIGS (cassa integrazione), far ritirare formalmente la procedura di mobilità, verificare l’avanzamento dei progetti di riconversione industriali, ovvero Marcolana a Ginosa e Barbero a Castellaneta. 
Obiettivi sintetizzabili in una sola parola: lavoro. 
Non vogliamo essere assistiti” chiariscono per l’ennesima volta i quasi ex dipendenti Miroglio, “vogliamo il rispetto dell’accordo del 5 Marzo 2009 che prevedeva il reimpiego per tutti”. 
I 225 cassintegrati sono arrivati ad un punto cruciale della loro vertenza con il gruppo piemontese, anche perché oggi scade il preavviso di mobilità, informalmente ritirata con l’accordo del 22 Dicembre scorso a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico. 
E’ un ginepraio di date, di scadenze, di norme tecniche che ricordano in ogni momento il limbo in cui gli operai sono costretti a vivere. 
Assistiti sì dalla cassa integrazione, arricchita da un’integrazione al sussidio versata a tranche dalla Miroglio,  ma con la prospettiva nera di non trovare più un lavoro sicuro, regolare, anche nel pieno della loro età lavorativa. 
I “miroglini” sono quasi tutti quarantenni entrati nel 1996 in fabbrica ed usciti dopo 13  anni di turni. L’incontro è servito come ha esordito Giuseppe Massafra, segretario provinciale della Filctem CGIL “per costruire un mandato”. 
Stefania Pomante della Segreteria Nazionale CGIL
Assieme a lui, Nicola Calabrese della Uilta-Uil e Tiziana Marini della Femca Cisl ma anche Stefania Pomante della segreteria nazionale della Filctem, intervenuta anche a nome delle altre segreterie nazionali. 
Insomma un chiaro segno che sulla vertenza Miroglio, assurta dopo quasi 3 anni di proteste emblematiche agli onori del Tg3 nazionale, i sindacati stanno giocando una partita importantissima, pur dentro una crisi che è più che strutturale. Il problema ora è capire cosa hanno in mente i vertici aziendali anche se la Pomante non dispera di poter trovare un accordo sia pure lievemente migliorativo, pur precisando a più riprese che la CIGS resta in piedi fino a quando c’è un progetto di riconversione industriale. Svanito quello,  le porte della mobilità si spalancano, con la perdita dello status di dipendenti Miroglio. Di qui la minaccia, sempre presente per il Gruppo tessile da quasi un miliardo di fatturato, di ritrovarsi la protesta in casa ad Alba in provincia di Cuneo. Ma tutti premono per sfruttare fino in fondo la cassa integrazione in deroga, decisione che spetta però al Ministero del Lavoro. La reindustrializzazione del sito di Ginosa è legata all’ottenimento da parte di Marcolana di capitali da parte di una merchant bank su cui non è stata sciolta nessuna riserva. Preoccupano intanto le parole della segretaria nazionale che ha individuato la vertenza Miroglio come “una di quelle destinate a chiudersi” poiché va per i tre anni. 
Di diverso avviso chi invece ritiene ci sia spazio fino al 18 Agosto del corrente anno per la cassa integrazione in deroga. Ma per allora si spera che Marcolana e Barbero, i gruppi subentranti, non siano come Intini e Be4Energy, le precedenti aziende che fecero esultare tutti per un salvataggio purtroppo ancora non avvenuto.  Ai lavoratori della Miroglio il merito di aver portato avanti con mezzi civili la difesa del loro posto di lavoro. Un privilegio, non più un diritto negli anni ’10 del 2000.

sabato 14 gennaio 2012

VIA PESCARELLA, LA STRADA DIMENTICATA


dall'articolo apparso sul Quotidiano del 13 Gennaio 2011
di Nicola NATALE
La strada di Via Pescarella, crollata nel 2009. Nel Gennaio 2012 è ancora così.
La strada dimenticata, e con essa un intero quartiere. 
E’ Via Pescarella che dal quartiere Fontana conduce alla omonima collina e contrada, disseminata di case sparse, resti di antichi villini e pizzerie affacciate su un panorama invidiabile: la Gravina e sotto l’intera cittadina. 
Nel Febbraio 2009 la strada sprofondò, da allora gli abitanti della zona si sono rassegnati a vivere separati dal crollo, qualcuno ha dovuto abbandonare la casa, perché dichiarata inagibile. 
Ma forse c’è ancora qualche speranza di riavere quella strada. 
Il problema però non è solo finanziario, è anche tecnico perché sotto la strada interrotta ci sono enormi ambienti scavati nella calcarenite. 
Non si tratta come dice qualcuno di fare una colata di cemento e riempirli, anche perché siamo sull’orlo della Gravina ed è immaginabile che esistano vincoli di diverso genere. 
Per questo nella prossima settimana è previsto un sopralluogo dell’ing. Giorgio Zuccaro con il consigliere delegato ai lavori pubblici Vincenzo Di Canio. 
Il senso di questo sopralluogo – ci dice Di Canio – è anche arrivare ad una sorta di progetto preliminare che ci consenta di sapere quale tipo di intervento è necessario e possibile
L’ing. Zuccaro ha già collaborato con il Comune di Ginosa per gli interventi di sistemazione idraulica del torrente Lognone in Gravina e per la messa in sicurezza di Marina di Ginosa, ma ha acquisito esperienza anche in altri crolli provocati dal cedimento di cavità artificiali a Gravina di Puglia, fattispecie del tutto simile a quella della Pescarella. 
Ad oggi infatti il Comune di Ginosa possiede solo una relazione geologica e le richieste inascoltate di intervento a vari enti. 
Gli abitanti nel frattempo si sono scoraggiati, anche se al colmo dell’ira, meditavano di interessare trasmissioni nazionali. Naturalmente il rischio è ben conosciuto in ambiente scientifico tanto da interessare già il CNR-IRPI che in convenzione con l’Autorità di Bacino Puglia ha effettuato uno studio conoscitivo sugli sprofondamenti detti sinkhole, anche al fine di catalogare le zone a rischio. 
La Provincia di Taranto, con Grottaglie in testa, è la realtà con il maggior rischio in Puglia, con 309 cavità artificiali censite. 
Lo studio indicava la necessità urgente di conoscenza dell’andamento nel sottosuolo delle cavità artificiali, di analisi dei meccanismi di degrado delle proprietà fisico-meccaniche dei materiali e di comprensione dei meccanismi di instabilità nel sottosuolo e di propagazione verso la superficie fino ai veri e propri sprofondamenti. Ma la scienza ha altre priorità rispetto alla politica. 
Il Comune dopo i primi interventi in favore delle persone evacuate ha dovuto desistere, le attività commerciali ne hanno risentito ma ora, forse, almeno il problema è in agenda. Non è poco di questi tempi. 

venerdì 13 gennaio 2012

NUOVA STANGATA PER GLI AGRICOLTORI JONICI . Il Consorzio di Bonifica Stornara e Tara spreme ancora la categoria.


dall'articolo apparso sul Quotidiano del 12 Gennaio 2011
di Nicola NATALE
La manifestazione della Cia dello scorso Aprile sotto la sede del Consorzio in Viale Magna Grecia a Taranto
Non c’è pace per gli agricoltori. 
L’ultima torchiatura viene dal Consorzio di Bonifica Stornara e Tara che ha inviato delle nuove ingiunzioni di pagamento a casa di chi ha prodotto domanda per acqua ad uso irriguo nel 2005 e nel 2010. 
Gli sfortunati utenti si sono visti recapitare con tanto di notifica il reclamo della restante parte, pari a circa 800 euro, per chi aveva pagato nel 2005 ed anche per chi ha pagato la prima rata  del 2010 pari a 485 euro per ettaro. 
Il terrore è che il Consorzio avvii i recuperi anche per gli anni intercorrenti, il ché automaticamente porterebbe a pignoramenti e fermi amministrativi, perché molto aziende agricole viaggiano al limite della redditività o molto al disotto. 
Nel 2011, dopo il sit-in organizzato dalla Cia in Aprile, una delle maggiori associazioni di categoria, sotto il Consorzio di Bonifica in Viale Magna Grecia a Taranto e dopo le proteste del Tavolo Verde presso il Casello 4 in Giugno a Castellaneta all’iniziare della stagione irrigua sembrava che la Regione Puglia avesse finalmente acconsentito a lasciare invariato il costo dell’irrigazione per gli agricoltori jonici e non solo visto che il Consorzio fornisce anche l’agro di  Bernalda. 
Tutto sembra cambiato nel 2012. 
Al centro della questione il cosidetto danno ambientale richiesto dalla Regione Basilicata, fornitrice tramite le condotte Sinni-Vidis, della vitale materia prima. Acqua oggetto di un contenzioso aspro, nonostante l’accordo del 27 Ottobre scorso con cui l’assessore regionale alle opere pubbliche Fabiano Amati  annunciava agli agricoltori un’acqua meno cara del 25% per il 2012. 
Già….., dal 2012, quando le domande al Consorzio di Bonifica jonico si sono drasticamente ridotte per effetto della crisi di reddito in agricoltura. 
La maggior parte delle aziende, specie le più piccole e deboli, sono state estromesse dal mercato nel frattempo ed hanno dovuto rinunciare all’attività, consegnando in molti casi all’abbandono gli ettari coltivati. 
L'articolo del Nuovo Quotidiano di Puglia del 12 Gennaio 2011
Ma ora resta, anche per chi si è chiamato fuori dall’agricoltura, una pioggia di balzelli provenienti dal passato, non ultimo l’obbligo di accatastare gli immobili agricoli, che richiede, anche in caso di fabbricato cadente, una spesa superiore a 1.000 euro, cifra che impatta sul reddito di pensionati al minimo come spesso sono i coltivatori diretti o chi da bracciante si è trovato ad acquistare o ereditare qualche terreno. 
Insomma una situazione esplosiva che vede da un lato il Consorzio che eroga acqua (sia pure a turni di 20-30 ore al mese) e che ne richiede giustamente il pagamento e dall’altra parte situazioni molto differenziate che vedono piccoli agricoltori monoreddito, spesso anziani, grandi aziende agricole e una miriade di soggetti agricoltori non professionali. 
Sul sito del Consorzio di Bonifica della questione non si fa cenno, ma in compenso appaiono le delibere e le determine dell’ultimo commissario straordinario. Peccato che in questa storia del Consorzio di Bonifica Stornara e Tara, di straordinario c’è solo il costo dell’acqua per gli agricoltori, soprattutto se paragonato a quello di altri Consorzi di Bonifica.