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domenica 24 novembre 2013

ORA IN PIAZZA MARCONI, INIZIATIVA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE


comunicazione politica a cura del pd
E’ ora in corso (mattinata di oggi domenica 24 novembre in piazza Marconi la manifestazione contro la violenza sulle donne organizzata dal circolo di Ginosa del partito democratico,dalla sezione provinciale delle donne democratiche e dal movimento “Se non ora quando”.
L’iniziativa rientra in tutte quelle previste a livello nazionale e mondiale in ricorrenza della Giornata mondiale contro il femminicidio e che porta con sé il ricordo di tutte quelle donne uccise da  uomini violenti travestiti da mariti, amanti, fratelli o conoscenti che sfogavano sulle donne la loro rabbia, frustrazione, delusione,  perfino la loro incapacità di vivere relazionandosi con la società. 
Con  questa manifestazione il circolo pd di Ginosa vuole andare oltre quella che potrebbe essere annoverata come una sorta di vetrina partitica-politica per giungere a contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica, soprattutto quella degli uomini affinchè riflettano su un problema che nel corso degli anni ha varcato la soglia della semplice cronaca nera per giungere purtroppo a divenire una tragedia  mondiale dalla quale nessuna nazione è esclusa.
Elina Chauvet,
artista messicana.
Nel 2009 con una sua installazione a Ciudad Juarez
denunciò l'assurda fenomeno sociale
Uno dei simboli di questa manifestazione è stato individuato nell’esposizione di scarpe rosse, rosse come il sangue di tutte quelle donne trucidate da uomini che trasformavano un presunto amore in violenza e tortura.
Scarpe rosse pensate dalla messicana Elina Chauvet, una donna appartenente ad un ambiente, quello messicano appunto, in cui uomini colpevoli di stupri e assassini di donne non vengono neanche colpiti dai rigori di una legge. 
Facciamo appello dunque a tutti quei cittadini attenti a quanto accade intorno a noi e soprattutto alle assurdità di comportamenti umani, che non vorremmo passassero sotto il termine  di pazzia in quanto l’uccisione delle donne avviene in maniera lucida ed efferata,  a cui si dovrebbe opporre un comportamento altrettanto deciso e fermo in nome di una civiltà da sempre ostentata ma colpevolmente ignorata.
Parlare di pazzia significherebbe offrire una giustificazione a determinati atteggiamenti violenti e noi questa giustificazione ci rifiutiamo di offrirla.