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giovedì 21 settembre 2017

CASTELLANETA, L'ANESTESIA DELL'OSPEDALE.

CASTELLANETA (Ta) L'Ospedale Civile in via del Mercato 1.

QUOTIDIANO DI PUGLIA 19 SETTEMBRE 2017*

di Nicola NATALE

Ormai a corto anche di anestesisti, il grande malato è proprio l’Ospedale Civile di Castellaneta. 
Michele LONOCE,
direttore medico dell'Ospedale di Castellaneta.
Ne ha cinque “ne servirebbero almeno otto” secondo il direttore medico dott. Michele Lonoce. 
La soluzione, cui sta lavorando alla direzione sanitaria della Asl di Taranto (direttore dott.ssa Matilde Carlucci) è l’arrivo di un’anestesista dall’Ospedale di Martina Franca, “in attesa di soluzioni definitive”. 
Grazie a questo nuovo innesto “è stato possibile programmare una seduta operatoria già oggi pomeriggio ed altre due per mercoledì mattina e pomeriggio, tutto questo per sopperire alla gravissima urgenza che noi abbiamo, in coordinamento aziendale”.
Le soluzioni non sono facili perché, racconta sempre il direttore Lonoce, “abbiamo chiamato tutti gli anestesisti della graduatoria del concorso ma nessuno ha accettato, tranne uno che all’ultimo momento ha rifiutato
Una carenza che si estende per quanto riguarda Castellaneta anche ai pediatri “specialità divenute merce rara, perché si preferisce la libera professione o l’esercizio nelle sedi universitarie”. 
Un frutto anticipato, secondo alcuni, dei numeri chiusi imposti per l’accesso alle facoltà di medicina ed alle specializzazioni. 
Tutto questo mentre l’Ospedale Civile di Castellaneta, secondo il piano di riordino ospedaliero e il conseguente regolamento regionale n°7 del 10 marzo 2017, rimane un ospedale di primo livello, condividendo con altri sedici nosocomi in Puglia la stessa classificazione.
Vale a dire una classificazione intermedia rispetto a quella di base (10 ospedali) o dei 5 di secondo livello, tutti ubicati nei capoluoghi di provincia.
Lo scontento, toccato con mano dall’on. Ludovico Vico (Pd) durante una sua recente visita, è confermato anche dal personale interno che chiede insistentemente ed a più livelli a cosa servano “gli incontri, le lettere durante la campagna elettorale” se poi si registra lo stallo per quanto riguarda primari, personale medico e macchinari. 
Il problema maggiore sembra sia ora proprio nell’utilizzo delle sale operatorie. Un utilizzo possibile “per sole 8 ore al giorno e per sei giorni alla settimana”. 
Tutto dovuto alla presenza in servizio di soli 5 anestesisti evidentemente non sufficienti per assicurare un utilizzo continuo ed ininterrotto delle sale operatorie che ospitano gli interventi di chirurgia, ortopedia e ginecologia.
LATERZA da sx Nicola Natale giornalista del Quotidiano di Puglia, Gianfranco Lopane sindaco di Laterza, Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, Sebastiano Stano consigliere provinciale, Michele Mazzarano assessore regionale allo sviluppo economico.
In un suo recente intervento a Laterza, durante la festa dell’Unità, lo stesso presidente della Regione Michele Emiliano, pur assicurando attenzione per l’Ospedale di Castellaneta, ha detto che la realizzazione del piano di riordino non potrà che essere graduale
Un modo forse per rinviare ancora il problema di una struttura bella, nuova, ma avara di servizi comparabili con altre realtà sanitarie?  
Presidi sanitari come il Miulli di Acquaviva o il Madonna delle Grazie di Matera vengono puntualmente scelti come alternativa, contribuendo da un lato a peggiorare la mobilità passiva della Asl di Taranto, dall’altro ad indebolire l’attrattiva proprio dell’Ospedale di Castellaneta, privo ancora di unità di terapia intensiva coronarica.

CASTELLANETA Una sala dell'unità di terapia intensiva coronarica chiusa nel 2007.
E’ appena il caso di far notare che le prime Utic sono nate nel 1961 in America ed in Australia, per poi diffondersi in tutto il mondo. Non a Castellaneta però. 
L’Utic castellanetana, dopo un breve periodo di funzionamento, venne chiusa nel 2007 e mai più riaperta in seguito ad 8 decessi, dovuti ad uno scambio di tubi di gas medicali. 
Da più parti inoltre si è sottolineata l’incongruenza di un punto nascita in assenza di un reparto di rianimazione, come della mancanza dei primari di anestesia, chirurgia e cardiologia. Figure e strutture decisive in un Ospedale che nonostante tutto va avanti anche grazie all’abnegazione di tante figure professionali tra le quali spicca quella dell’oncologo Dr. Antonio Rinaldi. 
Tra le altre cose è stato ricordato come “il governo abbia messo a disposizione della Asl di Taranto 70 milioni di euro per l’acquisto dei macchinari”.  
Ma, come  è arcinoto, non c’è solo bisogno dei macchinari, c’è anche bisogno di personale e di un’ottima organizzazione.

* versione integrale
QUOTIDIANO DI PUGLIA 19 settembre 2017 edizione di Taranto pag.20