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mercoledì 6 novembre 2013

NATUZZI. PENNA (CGIL) : "NIENTE INUTILI ALLARMISMI, SINDACO DE PALMA FUORI STRADA"


Ginosa, la riunione del 31 ai cancelli della Natuzzi (ph erasmo mazzone)
QUOTIDIANO DI PUGLIA 6 NOVEMBRE 2013
di Nicola NATALE 
Esuberi Natuzzi, oggi a Roma prima riunione della cabina di regia per l’attuazione dell’accordo firmato il 10 ottobre scorso. 
A smuovere le acque ci aveva pensato il sindaco di Ginosa chiedendo nei giorni scorsi di incontrare direttamente il presidente Natuzzi per chiedergli di ritardare la chiusura dello stabilimento. 
Dopo di allora però nessuna risposta è giunta (almeno direttamente) dal quartier generale di Santeramo. Va detto che lo stesso Natuzzi aveva già risposto ad una precedente lettera del sindaco con cui gli si chiedeva di soprassedere. 
Silvano Penna,
segretario regionale fillea cgil
Purtroppo che Ginosa dovesse chiudere “lo si sapeva da quattro anni” commenta amaro Silvano Penna, segretario regionale fillea cgil, uno dei sindacalisti che sarà a Roma per attuare con l’azienda quel piano tanti faticosamente raggiunto. 
Va ricordato infatti che saranno 1.506 i lavoratori destinati alla mobilità tra circa un anno, quando scadrà l'ulteriore anno di cassa integrazione in deroga.
Di questi 650 dovrebbero essere rioccupati entro il 2014 ed altri 200 entro il 2018 con la creazione di due new.co. che riceveranno commesse dal gruppo natuzzi per il marchio leather editions ed i complementi di arredo. 
Lo stesso sindacalista in merito alla richiesta del primo cittadino di entrare nella cabina di regia dichiara di “non aver nulla da obiettare ma che va salvaguardata la snellezza dello strumento, a iniziare dal numero di convocazioni”. 
Il ragionamento seguito è che se in questa cabina di regia c’è già “ministero, regioni, invitalia, confindustria e parti sindacali,  le istituzioni siano più che rappresentate ma non saremo noi certo a porre nessun veto”.  
Naturalmente le reazioni non si placano tra i lavoratori interessati da un piano che non coinvolge solo lo stabilimento di Ginosa fino a chiuderlo,  ma anche gli altri costretti ad un drastico ridimensionamento ed all’introduzione della moving-line, la catena di montaggio di fordiana memoria. 
Natuzzi, lo stabilimento di Ginosa
Alla Natuzzi un singolo operaio assemblava gran parte del divano: non sarà più così con l’attuazione dell’accordo. 
Sempre Penna risponde “che deve esserci agitazione da parte dei lavoratori, i lavoratori non possono stare seduti sugli allori, poiché al momento ci sono solo spine, bisogna vigilare su ciò che fa l’azienda e ciò che devono fare gli enti”
Le prime risposte sulle new.co arriveranno “entro novembre” e tre incontri della cabina di regia scandiranno la presentazione dei progetti, i piani di fattibilità ed infine gli accordi a base delle riassunzioni. 
Il nodo è il trasferimento delle produzioni dalla Romania in Italia, un programma che dovrà essere attuato “da qui a marzo” dice il segretario  ma i tempi sono legati all’accordo,  come è stato spiegato in vari incontri nel tarantino e ora nel barese”. 
In conclusione “niente inutili allarmismi, il sindaco si è svegliato dal suo torpore, se all’accordo di Roma il suo assessore non ha avuto nulla da obiettare allora il problema è suo nel mandare gente che non lo rappresenta”. 
Le new.co. ribadiscono dal sindacato sono “nei percorsi, dobbiamo vigilare, è bene che anche il sindaco lo faccia ma nel perimetro di ciò che abbiamo sottoscritto”. 
Del resto conclude Penna “Ginosa era già segnata con l’assegnazione di segmenti importanti di produzione alla Romania, Natuzzi tentava da quattro anni di chiuderla”. 
Non va dimenticato conclude Penna che “l’operazione da noi non condivisa di portare i cavalli di razza a Santeramo e di concentrare quelli meno graditi a Ginosa era pericolosa, noi lo dicemmo e ci siamo opposti ma tanti hanno preferito pensare che Natuzzi non avrebbe licenziato nessuno: così non è stato”.
Natuzzi, l'articolo del Quotidiano del 6 novembre 2013