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domenica 28 agosto 2016

REFERENDUM: PARTE ALL’ATTACCO LA CAMPAGNA PER IL SÌ. VICO: "L’OBLIO CI ROVINA LA VITA”.

Ginosa, sede pd di via Cavour. Da sx Fabio Bello, Franco Pizzulli, Ludovico Vico, Antonello Zicari


di Nicola NATALE


Votare sì al referendum. 
La sezione Giuseppe Latorre del PD ginosino apre la sua stagione politica partendo da un tema nazionale: l’approvazione della riforma costituzionale. 
Nel contempo annuncia in conferenza (sabato 27 agosto) la ripresa della festa dell’Unità a fine settembre a Ginosa dopo tre anni di stop. 
E’ lo stesso Antonello Zicari, segretario del circolo pd, ad introdurre il tema svolto poi dal consigliere comunale Franco Pizzulli e dall’on. Ludovico Vico. 
Dopo il doveroso pensiero alle tragiche morti in Centro Italia è Zicari a dire “che non bisogna demonizzare il referendum nato per abbattere il bicameralismo perfetto, in 40-50 giorni si potrà legiferare e i consiglieri regionali non percepiranno stipendi più alti del sindaco del capoluogo”.
Franco Pizzulli,
consigliere comunale pd.
Acutamente Pizzulli, già candidato sindaco alle scorse comunali del giugno 2016, fa notare “che i costi della politica sono ben più alti quando questa non decide e un Parlamento più snello era anche nelle intenzioni di Calamandrei e Dossetti”. 

Senza dimenticare, aggiunge il consigliere, che “l’Italicum (n.d.r. la nuova legge elettorale dopo l’abolizione della precedente per intervento della Corte Costituzionale) è un'altra cosa e in più ci sarà il controllo preventivo della costituzionalità delle leggi”. 
Per Pizzulli “è un errore collegare il referendum a Renzi, un premier che realizza in poco tempo quello che non si è fatto per anni; non c’è nessun pericolo di derive totalitarie, ma bensì un’occasione importante”.
Alle ragioni del dialogo faccia a faccia oltre che alla profonda conoscenza dei meccanismi parlamentari si ispira l’intervento di Vico.
Il deputato ricorda la giornata di lutto nazionale e si dice contento dei provvedimenti urgenti presi dal Governo. 
E torna subito in tema: “perché, a parte i 5 stelle, nessuno chiede lo scioglimento del Parlamento”? 
Bisogna ricordare che il centrosinistra non vince le elezioni del 2013, il porcellum (n.d.r. la precedente legge elettorale) è incostituzionale, l’oblio ci rovina la vita”. 
Come non ricordare infatti il Presidente emerito Napolitano che dice legge elettorale e riforma costituzionale subito e il Parlamento che applaude? 
Ludovico Vico,
deputato pd.
Per questo chiarisce Vico “non si può andare a votare, perché manca la legge elettorale per il Senato, quindi chi è per il no chiede tempi supplementari per questo Parlamento, il sì consente di andare subito al voto”. 
Scadenze e tempi nella natura delle leggi e dei regolamenti o una strategia sopraffina? 
Dal (limitato) punto di vista del "voto subito" il sì al referendum si presenta più seducente, rispetto ad un no che inchioda tutto all’approvazione di una legge elettorale anche per il Senato. 
Il quale non viene cancellato ma nella spiegazione di Vico tende a recuperare le funzioni della Conferenza Stato Regioni, organo chiave per la negoziazione politica tra amministrazioni centrali e il sistema delle autonomie regionali. 
Ma perché fare un articolo di revisione così astruso, cosa c’è sotto? 
Se il Senato non ripete più le stesse cose della Camera, è naturale che si normino nel dettaglio le sue funzioni, pena l’incostituzionalità della stessa riforma”.  
Ma non si riducono un pò troppo i poteri delle Regioni e quindi le ragioni delle popolazioni locali, come nel caso TAP, il gasdotto Trans Adriatic Pipeline:tutti gli strumenti di ricorso restano in piedi, ma se sono stati già esperiti, come nel caso Tap, per cui resta in piedi solo il ricorso del sindaco di Melendugno circa lo spostamento degli ulivi, si va avanti”.