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martedì 28 giugno 2016

ASECO (AQP), CONTINUANO I DISAGI RELATIVI AI CATTIVI ODORI.

GINOSA L'impianto Aseco in contrada Lama di Pozzo
QUOTIDIANO DI PUGLIA 27 GIUGNO 2016*

di Nicola NATALE


Terminata la giusta fase di festeggiamento per il neo sindaco e per la nuova maggioranza del Movimento 5 Stelle, riemergono le questioni di sempre.
Alle difficoltà della raccolta differenziata si aggiungono ora, aggravate in estate, le emissioni odorigene dell’Aseco. L’impianto di compostaggio, specializzato nel trattamento, recupero e trasporto di rifiuti di proprietà AQP continua ad ammorbare l’aria con i suoi cattivi odori.
Se ne lamentano persino i residenti a Marina di Ginosa, distante circa 10 chilometri e sono in molti a chiedersi perché i cattivi odori peggiorino nelle ore serali.
Nel maggio del 2014 la società per azioni chiese un ampliamento che avrebbe avuto, in conseguenza della “rifunzionalizzazione”, l’effetto di ridurre i miasmi.
Da sottolineare che, l’ampliamento chiesto come condizione essenziale per rendere possibile l’abbattimento delle emissioni odorigene, é la stessa impostazione avutasi a Laterza per la Progeva, altro stabilimento di trattamento di matrici organiche rinnovabili di tipo vegetale ed animale.
Nel frattempo a riferire disagi è stata anche un’azienda sita a 5 chilometri da contrada Lama di Pozzo, ove è ubicata l’Aseco.
Con la cessione -  dai privati che la detenevano ad Acquedotto Pugliese - si era creduto che i problemi sarebbero diminuiti e gli investimenti per l’adeguamento alle  migliori tecnologie disponibili non sarebbero stati un problema. 
Nel marzo del 2015 1.000 metri cubi di ammendante furono posti sotto sequestro per la concentrazione eccessiva di metalli ed idrocarburi nel fertilizzante che avrebbe dovuto essere assolutamente “eco-compatibile e naturale”.
Il procedimento giudiziario connesso dovrebbe essere ancora in corso.
* l'AQP replica in data 28 giugno sul Quotidiano di Puglia edizione di Taranto che è tutto a norma, le prescrizioni sono rispettate e che le analisi connesse all'inchiesta non hanno "evidenziato valori superiori ai limiti di legge". 

QUOTIDIANO DI PUGLIA 27 GIUGNO 2016