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martedì 30 giugno 2015

DA LATERZA A KOSZALIN IN POLONIA. STORIA DI UN SOLDATO.

Antonio Calabria, 88 anni,
fratello del disperso Giuseppe..
QUOTIDIANO DI PUGLIA 28 GIUGNO 2015

di Nicola NATALE


A ottantotto anni, Vitantonio Calabria, ha la compattezza di una quercia. 
E alla fine è lui ad aver riconosciuto il fratello Giuseppe Calabria nelle foto gentilmente fornite dal museo di Koszalin in Polonia. 
Il soldato Giuseppe riuscì a tornare per una breve licenza nel marzo del 1943 per riabbracciare la sua famiglia ed i suoi cari. Fu l’ultimo volta che lo vide dopo averlo visto partire quando era adolescente. 
La curiosità è viva nell’uomo che troviamo intento a farsi una partita a carte con un suo amico. 
I ricordi riemergono nitidi, come se una vicenda che a tutti sembra uscita dai libri di storia fosse ancora presentissima. 
Giuseppe Calabria, disperso in guerra.
I suoi resti sono stati ritrovati
a Koszalin in Polonia 56 anni dopo.
E' lui a ricordare le ultime notizie che riguardano il fratello Giuseppe. 
Un suo commilitone di Matera, ormai deceduto, andò a trovarlo a Laterza proprio per informare la famiglia. 
Giuseppe lavorava come civile presso una famiglia di Koszalin ma, al contrario del suo amico, non tornava la sera nel campo di concentramento. A lui era concesso di dormire presso quella stessa famiglia.
Il 5 marzo del 1945 fu l’ultimo giorno in cui il soldato di Matera vide Giuseppe. Il giorno dopo, con l’offensiva dei russi, non ne ebbe più notizia e altrettanto la sua famiglia. 
Sperava di trovare mio fratello qui, a casa mia ed invece non l’ha trovato” aggiunge il terzogenito rievocando quella visita dell’ottobre del 1945. 
Forte deve esser stato il legame dei due soldati coinvolti in vicende così grandi e così tragiche. 
Anche il sindaco di Laterza Gianfranco Lopane ha voluto commentare il rinvenimento dei resti di Giuseppe Calabria. Per il giovane primo cittadino “questa vicenda fa riemergere la questione bellica in uno scenario contemporaneo molto critico nella sua globalità”. 
Dovremo tutti ricordare” ha aggiunto “che uomini come i nostri nonni hanno rischiato e perso tutto”. 
Oggi il compito delle istituzioni” ha concluso “è ridare una patria ed una identità a questo soldato, riconoscendone le sofferenze e l’amor patrio”.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 28 GIUGNO 2015