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venerdì 1 novembre 2013

TBM ALTRI 26 A RISCHIO. E’ la sorella piccola della “miroglio”


Ginosa - L'entrata della Tbm (Tessitura di Ginosa s.p.a.)
in contrada girifalco
di Nicola NATALE
Un intero versante della provincia in affanno, quello occidentale. 
Da Massafra a Ginosa, passando per i comuni intermedi. 
In mezzo a tutte queste crisi, i lavoratori della tessitura di Ginosa s.p.a. temono che la loro vertenza venga oscurata. 
Ma un singolo posto di lavoro per chi lo perde è importante quanto una delle tante crisi occupazionali che riempiono le cronache di questi mesi. E alla Tbm, con casa madre a Besnate in provincia di Varese i posti a rischio sono (per ora) 26 su 66 dipendenti, secondo la comunicazione inviatagli dalla direzione.  
La vertenza avrà un primo momento di composizione martedì prossimo in confindustria a Taranto, ma i lavoratori sembrano intenzionati a scioperare per difendere il loro diritto al posto di lavoro. 
Una delegazione si è riunita ieri sotto il municipio per chiedere al sindaco Vito De Palma ed ai media di accendere i riflettori anche su questo pezzo dell’industria ginosina che se ne va. 
Intanto gli operai chiedono che il sindaco partecipi all’incontro, normalmente riservato all’azienda ed ai sindacati, le due parti in causa. 
In quello stesso giorno, oltre a indire uno sciopero per protestare contro gli esuberi, chiederanno che il tavolo si sposti a Bari e diventi uno dei tanti tavoli in cui si sta cimentando la task force dell’occupazione messa in piedi dall’assessorato al lavoro della regione Puglia. Si chiede quindi un tavolo istituzionale. 
Dipendenti Tbm riunitisi sotto il Comune di Ginosa
per rendere pubblica la propria protesta
Gli operai temono che i 26 siano solo l’annuncio della chiusura dell’intero stabilimento,  poiché 40 persone non potrebbero a quanto sembra sostenere efficacemente i cicli lavoratovi di una tessitura industriale. 
Anche loro hanno età comprese tra i trenta e i quarant’anni, la generazione che in ogni caso paga lo scotto più pesante, bloccata nel bel mezzo della vita professionale e senza vie d’uscita apparenti.
La tessitura di Ginosa s.pa. meglio nota come Tbm era nata sulla scorta dell’esito più che positivo avutosi con la miroglio ed infatti sorge affianco all’immenso opificio in perenne attesa di nuovi investitori. 
In questo caso l’imprenditore si chiama Giuseppe Marcora ed ha più volte chiarito che il costo del tessuto greggio prodotto a Ginosa è, con le attuali condizioni di mercato, insostenibile. 
In poche parole conviene di più importarlo da Shangai da dove arriverebbe costando anche il 30% in meno. 
Nel caso dei 66 dipendenti la cassa integrazione scade a fine novembre e da tempo hanno intrapreso una forma di protesta responsabile che ha sempre coinvolto le istituzioni del territorio. Le tensioni si sono acuite con la partenza di un telaio a maggio scorso.