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giovedì 31 gennaio 2013

GINOSA / BUCHE STRADALI: COPERTE A NOVEMBRE RIAFFIORANO GIA’


di Nicola NATALE
Le buche per le strade sono una croce nazionale. Anche Ginosa non fa eccezione e la protesta per gli asfalti-groviera è la più gettonata dai cittadini, quando iniziano a maturare un’educazione civica. 
Da ultimo, a fine novembre 2012, l’amministrazione ha fatto eseguire dall’impresa bozza una serie di rattoppi per le strade di Ginosa, ma una parte di questi sono già in via di sfaldamento.
All’epoca l’amministrazione disse che “si stava aspettando solo che che il manto stradale si asciugasse un po’, altrimenti i ripristini vengono bene”.
Raggiunto al telefono il consigliere comunale delegato ai lavori pubblici Vincenzo Di Canio abbiamo chiesto spiegazioni, anche per conto dei cittadini che ci sollecitavano un’azione del genere.  
Vincenzo Di Canio,
cons. delegato ai lavori pubblici
Per Di Canio - che anche nella precedente amministrazione aveva la stessa delega -  il problema è innanzitutto quello dei fondi che il Comune non ha. 
Con il nuovo anno ha detto speriamo di “poter destinare al rifacimento dei tratti più rovinati, una somma più consistente di quella minima che abbiamo utilizzato per rattoppare le buche”. 
Il problema secondo il consigliere sta nella particolare natura argillosa di gran parte del suolo ginosino e nei pessimi rifacimenti eseguiti dagli enti che si occupano delle utenze indispensabili come gas, luce, acqua, telefono e reti fognanti. 
Le tante lettere inviate dal Comune di Ginosa a questi enti non hanno mai sortito effetto e Di Canio rimane scettico anche di fronte all’efficacia dei regolamenti comunali approvati allo scopo ed alle tante diffide inviate a Enel, Telecom, Aqp. 
Però le strade si potrebbe farle meglio, controllare con l’ufficio tecnico i materiali impiegati, la corretta esecuzione delle opere di rattoppo. 
O percaso il Comune, a corto di fondi, impiega cifre minime per cui le aziende, a loro volta,  risparmiano sui prodotti adoperati e sulle modalità di stesa? 
Di Canio esclude anche questa possibilità, dicendo che la regolarità delle opere eseguite non è in discussione. 
Tuttavia le condizioni delle nostre strade comunali, la loro inadeguatezza rapportata alle strade che si percorrono uscendo dall’Italia, con climi ben più rigidi e uguali, se non maggiori, percorrenze automobilistiche fanno sorgere dubbi legittimi. E non che Ginosa sia un neo solitario. 
Nella vicina Castellaneta la strada per raggiungere la stazione, Via Mater Christi è stata di recente oggetto di un articolo di protesta e di uno spaventoso incidente stradale per mancanza di un guard-rail.
Le condizioni delle strade comunali sono uno di quei temi che rivelano quanto sia fallace il teorema federalista per cui, potendo controllare il potere da vicino, tutto si sarebbe risolto per incanto.

mercoledì 30 gennaio 2013

GINOSA / IL PEG DA' I NUMERI


QUOTIDIANO DI PUGLIA 30 GENNAIO 2013
di Nicola NATALE
Ginosa, l'ingresso dell'aula consiliare
Si scoprono cifre importantissime nel piano esecutivo di gestione 2013. 
Il piano, approvato nell’ultima giunta comunale dell’11 Gennaio 2013 con la delibera n°7 individua in maniera analitica obiettivi, risorse stanziate e responsabili di tale risorse. 
Balzano agli occhi i circa 295mila euro di credito dal consorzio Coprola (capitolo rete fognante marinese)  già giudicati insussistenti dal consigliere di opposizione Cristiano Inglese e 1,5 milioni di euro di contributi per calamità atmosferiche non meglio specificati. 
Così come gli oltre 45mila euro annui per lo staff del sindaco, uniti ai 9mila euro per la comunicazione istituzionale. 
Poca cosa rispetto ai 260mila euro spesi per la tutela legale del Comune. 
O ai 365mila euro per la lotta al randagismo per cui da tempo è in atto una campagna di sterilizzazione diffusa che non riesce ancora a tenere sotto controllo il fenomeno, sia nel centro urbano che nelle campagne.A quei 365mila euro si sommano 4.500 euro per la sterilizzazione e microcippatura dei cani,  15.500 euro per la concessione di un contributo ad un canile privato, 2.800 euro per l’assicurazione che copre la responsabilità del Comune per i danni potenzialmente arrecati dai randagi. 
Spiccano ancora i 6mila euro l’incarico di “direttore esecuzione del contratto di nettezza urbana” e i 12mila per il “servizio di comunicazione ambientale”. 
Ginosa - Palazzetto dello Sport 
Per quanto riguarda le entrate dagli immobili di proprietà comunale, 5.200 euro provengono dal Palazzetto dello Sport, 5mila dal parco comunale, 1.000 dal Teatro Alcanices, 1.446 dai campeggi  e 500 dal Palazzo della Cultura. 
324mila euro costa invece la refezione scolastica in affidamento e 347mila euro la retribuzione lorda del personale di assistenza scolastica. 
Di contro le spese per la gestione del palazzetto dello sport ammontano, sempre secondo lo strumento programmatorio del piano esecutivo di gestione,  a 222.500 euro generando quindi una perdita secca per il Comune ma come sappiamo importantissima per le sue ricadute sociali. 
Il comune inoltre realizza 59mila euro dai parcheggi pubblici di Ginosa ed un aggio di 26mila euro sui parcheggi pubblici di Marina di Ginosa, mentre 20mila euro sono previsti per il servizio navetta a mare avviato dall’amministrazione De Palma la scorsa estate. 
Sono solo alcune delle cifre presenti nel piano esecutivo di gestione, venti pagine zeppe di cifre, che però danno un’idea  di quanto complessa e variegata sia l’attività del Comune e di quanto esso incida sulle tasche dei cittadini e nella loro vita di tutti i giorni. 
La pubblicazione delle delibere sul sito ufficiale consente non solo di comprendere meglio l’entità delle poste in gioco,  ma anche di stoppare sul nascere polemiche pretestuose e di scovare dove si annidano eventuali sprechi: non dimenticando che molti li chiamano tali quando non ne sono diretti beneficiari.

CASTELLANETA / TRAGICO INCIDENTE STRADALE, MUORE UNA 19ENNE


QUOTIDIANO DI PUGLIA 30 GENNAIO 2013
di Nicola NATALE
Stefania Casamassima
Una tragedia della strada, l’ennesima che questa volta si è portata via  Stefania Casamassima  di  19  anni, mentre gli altri tre occupanti dell’auto non avrebbero riportato lesioni gravi. 
Il tutto intorno alle 21 di ieri sera, martedì 29 Gennaio. Gli altri occupanti della ford fiesta, erano Maria Giordana Strazzante, ora ricoverata al Santissima Annunziata, ed altri due ragazzi ventenni, di cui uno alla guida. 
Nulla lasciava presagire questo tragico epilogo, salvo le brutte condizioni della strada comunale n°65 che già da un giorno prima dell’incidente erano oggetto di un vivace dibattito cittadino. 
La strada é transennata su una parte della carreggiata che non è transitabile e presenta un limite di 10 km/h e un senso unico alternato. 
Tuttavia la dinamica sembra aver poco a che fare con il fondo stradale comunque accidentato, senza segnaletica, ma piuttosto con la mancanza  di guard-rail che avrebbe consentito l’uscita dalla sede stradale dell’auto, dopo una curva forse affrontata male.
Quel curvone lungo, prima del ponte sulla ferrovia che la maggior parte a Castellaneta conosce. La macchina ha letteralmente planato nella sottostante “gravina coriglione”, una scarpata di 7-8 metri,  dove si intravedono i resti di antiche lavorazioni per l’asportazione di materiale edile. 
La scarpata sottostante alla strda comunale n°65
dove l'auto ha sfondato la recinzione
Il 118 è intervenuto prontamente ma nel caso della studentessa del Perrone non ha potuto far altro che constatarne l’immatura scomparsa. 
Vigili del Fuoco e Carabinieri si sono portati subito sul posto, aspettando l’arrivo del giudice per il recupero dell’auto che non è stato possibile prima delle 22:30. 
Sconcerto e dolore hanno pervaso tutta la cittadina che ad Agosto scorso era stata colpita dalla morte di Anna Lippolis, una venticinquenne che si recava al lavoro percorrendo un’altra strada. 
L’incidente stradale resta la prima causa di morte in Italia ed in Europa per i giovani sotto trent’anni, ma nessuno avrebbe mai voluto ieri l’ennesima conferma di questo tragico dato statistico.

martedì 29 gennaio 2013

GINOSA / ENERGIA ELETTRICA, IL COMUNE CAMBIA GESTORE PER RISPARMIARE


QUOTIDIANO DI PUGLIA 29 GENNAIO 2013
di Nicola NATALE



Il presidente di Dse, Francesco Bernardi, 
in visita ai detenuti-lavoratori nel carcere di Padova 
con il ministro della Giustizia Paola Severino - Fonte: Dse

Il Comune di Ginosa lascia il precedente fornitore di energia elettrica per la dse spa, azienda bolognese operante nel settore dal 2006.  Il tutto per un risparmio minimo del 13,6% certificatogli dalla financial progress con sede a Bari. 
Quest’ultima società è attiva nella gestione delle utenze luce e gas per conto terzi ed è gestita da Giovanni Luca Albergo. 
L’amministrazione di centrodestra retta dal sindaco Vito De Palma (pdl) ha messo nero su bianco l’accordo commerciale con la delibera di giunta n°6 dell’11 gennaio scorso. 
La Dse, con presidente Francesco Bernardi e amministratore delegato il figlio Marco, distribuisce energia prendendola da una centrale a gas a ciclo combinato a Mondovì in Piemonte e per il resto importandola da elettrodotti svizzeri e francesi. 
Il gruppo che la controlla interamente si chiama Tremagi, ed è una società di diritto lussemburghese con sede a Lugano, in Svizzera. 
Al Sud, la dse è attestata con una sede operativa a Casagiove, in provincia di Caserta, mentre in Puglia ha un’agenzia indiretta che è appunto la financial progress. 
La Dse nata dopo la liberalizzazione del mercato elettrico in Italia avvenuta nel 2003 dichiara 80mila utenze elettriche di cui 10mila in attivazione e 15 mila utenti gas di cui 5mila in attivazione.  
Il Comune di Ginosa in base all’accordo utilizzerà l’energia sia per le sedi comunali che per l’illuminazione pubblica attualmente pagate con differenti tariffe. 
Il contratto successivo dovrebbe stabilire in 2 anni la durata della fornitura.

lunedì 28 gennaio 2013

CASTELLANETA, POLEMICHE SUL NUOVO SITO UFFICIALE


di Nicola NATALE
Non è partito nemmeno da due giorni che già iniziano le polemiche sul sito ufficiale del Comune di Castellaneta. (http://www.castellaneta.gov.it/)
A partire da quelle sui costi, 48 mila euro in tre anni. 
Poi quelle relative all’affidamento ad una società locale, legata a  vivicastellaneta, un magazine virtuale su facebook, che molto cavallerescamente aveva ospitato le stesse polemiche, rispondendo a tema. 
Leonardo Rubino,
consigliere comunale di minoranza
di Castellaneta
Da ultimo l’intervento del consigliere d’opposizione Leonardo Rubino (lista Emiliano) che stigmatizza il carattere sostanzialmente privato dell’evento svoltosi nell’ufficio del sindaco Giovanni Gugliotti.  
Si è brindato all’avvio di un’iniziativa da cui sono stati esclusi i castellanetani ed i consiglieri d’opposizione che sono parte integrante della comunità locale e la cosa è stata magnificata con zelante prontezza dalle foto scattate da fans del sindaco, invitati speciali agli auguri”. 
Insomma dice Rubino tutti si aspettavano una conferenza in aula consiliare, la sede propria per una iniziativa pubblica che solo “come evento facebook aveva totalizzato 4.126 contatti”. Per il consigliere di minoranza non è casuale il fatto che “la festa privata nell’ufficio pubblico del sindaco si è tenuta proprio in avvio della campagna elettorale che vede partecipe in quanto candidato alla Camera anche il sindaco”.  
Va detto che con l’avvio del nuovo sito il Comune di Castellaneta ha prontamente recuperato il distacco in quanto ad accuratezza e gradevolezza del sito, rispetto a quelli dei comuni viciniori. 
Ora la sfida sarà riempirlo di contenuti, in primis la pubblicazione integrale di delibere e determine in maniera permanente, anche oltre l’obbligo di pubblicazione. E magari anche indicizzandone i contenuti in modo da poter rapidamente accedere ai documenti ufficiali. Questo è un passo fondamentale verso democrazia e trasparenza, riscontrato nel solo sito di Palagianello.

domenica 27 gennaio 2013

GINOSA, RISSA AL PALAZZETTO DELLO SPORT


QUOTIDIANO DI PUGLIA 28 GENNAIO 2013
di Nicola NATALE
Il G.S. Team Ginosa c5 
Sabato, 26 Gennaio 2013
Doveva essere una normale partita di calcio a 5 tra il Team Ginosa ospitante ed il Jonny Frog Castellaneta. 
Ma la stupidità ha prevalso e si è trasformata in una rissa che -  sabato scorso 26 gennaio - ha coinvolto tutti, tifosi e giocatori. Tre giocatori pare siano finiti al vicino Poliambulatorio, dove è attivo un punto di  primo intervento, oltre al presidente di una delle due squadre e a tre tifosi. 
L’alterco più violento sarebbe avvenuto tra un certo Buttiglione ed un ragazzo, costringendo i più sensati a chiamare subito i Carabinieri che tra l’altro hanno proprio nei pressi la loro stazione. 
Sembra che il tutto sia partito dagli spalti del Palazzetto dello Sport dove stazionava l’allenatore Giuseppe Tamborrino del Jonny Frog, originario di Laterza.
Questa è la versione che ne dà il sito internet della Jonny Frog: "Succede tutto al duplice fischio dell'arbitro che decretava la fine del primo tempo: dalla tribuna ginosina, alcuni facinorosi, raggiungevano e colpivano violentemente al capo un tifoso valentiniano; ne scaturiva una maxi rissa con tifosi, giocatori e allenatore della locale Ginosa, protagonisti di una vera e propria caccia al castellanetano….. 
Traumi, ferite alla testa, escorizioni sul corpo e grossi ematomi saranno solo alcuni dei referti compilati dai medici di turno".
Ma è impossibile sapere allo stato delle cose chi ha iniziato per primo, chi ha provocato la rissa e di chi possa essere la responsabilità. 
Il Jonny Grog di Castellaneta
Le fonti castellanetane attribuiscono tutto al cattivo risultato che vedeva il Ginosa soccombere per 4-0. Fatto sta che la partita è stata sospesa dall’arbitro per l’impossibilità di ritornare ad un confronto sportivo.
Questi episodi sembravano relegati ad un lontano passato di stupide rivalità paesane,  purtroppo a volte si ripetono anche in un ambiente tranquillo come può esserlo il campionato C2 di questa specialità sportiva.
Qui di seguito il link all'articolo postato sul sito internet del Jonny Frog di Castellaneta:

STASOLLA, QUANDO E' IL REPERTO CHE VIENE A CERCARTI.


di Nicola NATALE
Vincenzo Stasolla, archeologo
Imbattersi in reperti archeologici quando nemmeno li si sta cercando. 
E’ quello che è accaduto a Vincenzo Stasolla, laureando in archeologia e al fotografo Francesco Pignalosa mentre si aggiravano per le campagne di contrada cavese a Ginosa. Stasolla non è nuovo a studi e campagne di scavo, per cui l’occhio è estremamente allenato a riconoscere selci e reperti preistorici, ma qui si è trattata di qualcosa di completamente diverso. 
Due buste di plastica, una delle quali lacera,  di “cocci” risalenti al IV°-V° secolo a.c.. 
Si tratta dei frammenti, di un cratere a campana - un vaso utilizzato per mescere vino ed acqua -  e di un altro tipo di vaso meno elaborato (pelike) nonché di altri frammenti che erano originariamente coppette a vernice nera sovraddipinta e di piattini. Sul materiale sono raffigurati uomini, danzatrici a figure rosse, motivi spiraliformi e grovigli di edere. 
Sono i resti di un corredo funerario apulo con frammenti a figure rosse ed altre di colore bianco e giallino su fondo nero. 
Il materiale rinvenuto è stato prontamente segnalato al nucleo operativo dei beni culturali ed artistici di Bari ed al comando carabinieri di Ginosa. 
L’abbandono sembra essere avvenuto di “recente” (meno di cinque anni fa) ma per il nucleo operativo barese è impossibile al momento individuare l’origine e le motivazioni dell’abbandono, a parte il disfarsi di un corpo di reato quale è l’impossessamento di beni culturali. Per Stasolla il materiale è “piuttosto integro nei pezzi e molto probabilmente restaurabile”. Il corredo è di ottima fattura, con probabilità appartenente ad un defunto di posizione agiata. Forse proviene da una o più sepolture e costituisce tipicamente l’insieme di oggetti che accompagnava i morti nel loro viaggio nell’oltretomba. I reperti attualmente sono negli uffici della Soprintendenza Archeologica di Bari e si apprestano ad essere studiati. L’insieme dei frammenti è stato subito battezzato “Filomena Orlando” in ricordo di una cara amica di Stasolla scomparsa di recente.
Ginosa  -reperti archeologici denominati "Filomena Orlando" ritrovati da Vincenzo Stasolla e Francesco Pignalosa



CASTELLANETA NUOVO SITO E COMMENTI SU CANDIDATURA GUGLIOTTI


QUOTIDIANO DI PUGLIA 26 GENNAIO 2013
di Nicola NATALE
Dalle 12 di oggi nuovo sito internet per l’amministrazione comunale di Castellaneta. 
Il sindaco Giovanni Gugliotti lo presenta come il mantenimento di quell’impegno di trasparenza preso in campagna elettorale.
 La società incaricata è stata la dielle consulting con sede a Castellaneta “con un progetto che ha soddisfatto le nostre esigenze in quanto a gradevolezza e funzionalità”. 
Simonetta Tucci,
vicepresidente
del Consiglio Comunale di Castellaneta
Il sito, continua il primo cittadino, è uno strumento importante per la promozione del territorio ma anche “per dialogare con l’amministrazione”.  
Sul punto Gugliotti ammette il leggero ritardo (l’impegno era per fine anno, il mandato è iniziato a Maggio 2012) ma lo giustifica con la riorganizzazione delle aree comunali, per indicare già sul sito le competenze precise di ogni settore. 
Il portale di Castellaneta sarà mantenuto ed aggiornato puntualmente da un addetto informatico della dielle consulting (che fa capo a Daniele Lavarra) e per la fornitura dei documenti di competenza comunale ci sarà il dr. Giovanni Sicuro che già si occupa dell’albo pretorio online. 
Non manca la comunicazione politica che è affidata alla vicepresidente del consiglio comunale Simonetta Tucci. 
Il sindaco pensa di arrivare alla pubblicazione integrale di delibere e determine “ma su tutto questo ci dobbiamo un attimo confrontare, ora stiamo partendo, ed aspetteremo valutazioni e commenti”. Naturalmente non ci facciamo scappare l’occasione per commentare il 14° posto nella lista pdl alla Camera ottenuto dal giovane sindaco che ha 36 anni. 
Giovanni Gugliotti, sindaco di Castellaneta (pdl)
Per Gugliotti è una “attestazione di fiducia, sono onorato dal fatto di essere stato preso in considerazione”
E quanto c’entra la vicinanza a Fitto? 
Faccio riferimento al partito in generale, io non ho chiesto niente, ma negli incontri provinciali, poi regionali ed infine la chiusura delle liste a Roma mi hanno tenuto presente, la considero un’attestazione di stima che mi può soltanto onorare”. 
Cova qualche speranza? “se il centrodestra vince, ne scattano 17/18, io sarei dentro in quel caso, altrimenti è una candidatura di servizio per il partito ed il territorio”. 
Mi aspettavo una rappresentanza al Senato ed una alla Camera, questo non c’è stato, ma almeno il pdl ha messo tutti pugliesi in lista per entrambi i rami del parlamento, altre formazioni non lo hanno fatto”. 
In pratica dice Gugliotti non “ci sono state imposizioni da Roma, intese come politici non legati al territorio”.
http://castellaneta.gov.it/

MARINA DI GINOSA ALLUVIONE 2011, LO STATO SE NE RICORDI. DE PALMA "NON SIAMO FIGLI DI UN DIO MINORE"


QUOTIDIANO DI PUGLIA DEL 26 GENNAIO 2013
di Nicola NATALE
Marina di Ginosa, l''alluvione del Marzo 2011
(nei pressi del Blue Moon tratto terminale di Viale Jonio)
Marina di Ginosa, alluvione del Marzo del 2011. 
Il Consiglio Comunale approva all’unanimità una delibera che impegna la Presidenza del Consiglio a rimediare alla clamorosa esclusione della Puglia e della Basilicata dagli interventi autorizzati sul fondo della protezione civile. 
Si tratta di 105 milioni di euro dal 2013 al 2015 decisi come incremento di spesa con la legge di stabilità del 2013 in precedenza chiamata “finanziaria”,  sempreché quelle cifre non siano ritoccate. Stando così le cose ne beneficeranno sette  regioni italiane.
Vito De Palma,
sindaco di Ginosa
Ma noi non siamo figli di un dio minore” ha argomentato il sindaco Vito De Palma per il quale “i parlamentari uscenti si sono dimenticati del territorio”. 
Nella delibera si chiede anche agli eletti sicuri di prendere un impegno ufficiale per far rientrare nelle somme stanziate anche i territori di Marina di Ginosa in Puglia  e Metaponto in Basilicata. 
Il consigliere di maggioranza Vincenzo Di Canio, delegato ai lavori pubblici e funzionario regionale ha stigmatizzato la “mancata attenzione della Regione, forse una dimenticanza”. 
Sulla stessa linea i consiglieri Notarangelo e Perniola. 
I due si chiedono qual è stato il ruolo del commissario straordinario individuato dal Governo nella figura del presidente della Giunta Nichi Vendola, il quale ha, a sua volta,  delegato il dirigente Luca Limongelli. L’ultimo atto della Regione è stato l’approvazione del piano degli interventi per il superamento dell’emergenza a Luglio del 2012. 
Con quell’atto le risorse individuate dall’ordinanza del presidente del consiglio n.3988/2011 in 4,6 milioni di euro sono state così ripartite: 
100mila euro al Comune di Ginosa per i primi interventi, 
1,1 milioni di euro per il rimborso degli altri comuni ed enti partecipanti ai primi interventi, 
1,2 milioni di euro per un contributo del 15% rispetto ai danni subiti dalle “prime case” dei residenti e dalle imprese prive di copertura assicurativa, 
2 milioni di euro per interventi alle infrastrutture compreso il rifasamento elettrico delle idrovore del Gàlaso. 
23mila euro infine sono andati al funzionamento del soggetto attuatore dell’ordinanza costituito da dipendenti regionali. 
I danni dell’alluvione, secondo stime del comitato terre joniche che si è battuto per la messa in sicurezza e i risarcimenti,  ammontano a 180 milioni di euro per la Puglia e 300 per la Basilicata. 

venerdì 25 gennaio 2013

LATERZA, PROGEVA: 11,3 MILIONI DI EURO PER ABBATTERE GLI ODORI


QUOTIDIANO DI PUGLIA DEL 24 GENNAIO 2013
di Nicola NATALE
Da sx il sindaco Gianfranco Lopane, l'ass. all'ambiente Oronzo Calella, uno dei progettisti l'ing. Giorgio Rustichelli e l'a.d. della Progeva Marino Mongelli
Un investimento da 11,3 milioni di euro, se la Regione concederà il nulla osta. 
Potrebbe essere la fine dell’incubo per tutti i laertini ammorbati dalle esalazioni dell’impianto di trattamento e riduzione in fertilizzante dei rifiuti organici posto in contrada Caione-Matine. 
Questo è quanto emerso ieri nella sala della cavallerizza del palazzo marchesale durante in un incontro tra l’amministrazione comunale, la proprietà della Progeva srl rappresentata da Marino Mongelli e Lella Miccolis ed i tecnici che stanno lavorando al progetto, gli ingegneri Giorgio Rustichelli, Massimiliano Ilgrande ed il geologo Marco Di Lollo. 
Fondamentalmente si tratta di far svolgere al chiuso tutte le attività connesse alla produzione di compost e di applicare due potentissimi biofiltri. 
I biotunnel all'interno della Progeva

Nella peggiore delle ipotesi abbatteremo le emissioni del 70%” dice convinto l’ing. Ilgrande, amministratore delegato di progress, specializzata in olfattometria dinamica con sedi a Milano e Roma. La Progeva procederà alla copertura ed all’ammodernamento tecnologico solo se contestualmente le sarà concesso di aumentare le quantità di rifiuti organici trattati (principalmente la frazione organica della raccolta differenziata e i rifiuti ligno-cellulosici) dalle 45mila  tonnellate annue attuali a 70mila tonnellate annue. 
Un aumento quindi del 56% della capacità produttiva, anche in vista del fatto che finalmente gran parte dei Comuni e dei cittadini pugliesi si sono messi sul serio a fare la raccolta differenziata. 
Le principali innovazioni di processo riguardano la maturazione e la vagliatura dei rifiuti organici, cioè i residui alimentari e vegetali, in ambienti chiusi, insufflati ed aspirati, l’autosufficienza nella produzione di fertilizzanti ed inoltre la realizzazione di un digestore anaerobico che produca energia elettrica e termica tramite biogas, in misura doppia rispetto alle necessità d’impianto e quindi in grado di realizzare un’ulteriore economia di scala. 
Il digestore anaerobico consente la degradazione della sostanza organica in ambienti chiusi senza ossigeno ad opera di batteri mesofili o termofili. 
Questo in estrema sintesi il progetto presentato già dal Luglio 2012 a Bari e che tenta di porre fine ad una polemica che si trascina da anni sulle emissioni odorigene della Progeva. 
Uno dei capannoni all'interno della Progeva
All’incontro oltre al sindaco Gianfranco Lopane, era presente il vicesindaco Sebastiano Stano, gli assessori Mimma Stano, Oronzo Calella, i consiglieri Mariella Bruno e Leonardo Matera e per l’opposizione Vito Minei. 
Qualche cittadino in maniera estremamente garbata ha posto domande sull’intero processo della Progeva e chiesto rassicurazioni. Lopane si è detto estremamente soddisfatto dell’incontro che testimonia “la volontà di risolvere il problema, mettendo in campo le migliori tecnologie disponibili”
Lella Miccolis della Progeva, che attualmente occupa 20 dipendenti -  nel sottolineare la eco-sostenibilità della sua azienda - ha messo l’accento sull’economia che l'investimento smuoverà e sul fatto che già ora, sono circa 80 i fornitori dell’azienda di compost nata grazie ad un contributo di SviluppoItalia-Invitalia nel 2006.

giovedì 24 gennaio 2013

TBM TESSILE, ALTRI 68 A RISCHIO. INTERVENGONO I SINDACI DI GINOSA E LATERZA


QUOTIDIANO DI PUGLIA 23 GENNAIO 2013
di Nicola Natale

L'entrata della Tbm a Ginosa, in contrada girifalco.
Una zona agricola destinata ad usi industriali
per favorire l'occupazione
I temi del lavoro si mischiano a quelli della politica. Come e quanto le cose sono interconnesse? 
E’ di ieri (22 gennaio) la nota congiunta del sindaco di Ginosa Vito De Palma (pdl) e di quello di Laterza  Gianfranco Lopane (pd) in difesa dei 68 lavoratori della tessitura TBM. 
Anche questo stabilimento, sorto nel 2003 accanto al più grande opificio del gruppo Miroglio in contrada Girifalco, è avviato lentamente al declino. 
Prima è partito un telaio, che nella versione aziendale doveva servire a fare campionari presso la sede centrale di Besnate (Varese) poi altri 6 con la motivazione esplicita “che a causa della crisi altri sei telai presenti nello stabilimento di Ginosa saranno venduti”. 
I due sindaci hanno richiesto un incontro urgente con il dott. Marcora “per intraprendere una proficua collaborazione”
Sul sito dell'azienda fino al 24 Gennaio 2013 lo stabilimento di Ginosa non è nemmeno nominato.
Sullo stabilimento di contrada Girifalco è anche stato installato un impianto fotovoltaico che, se non risolve i problemi energetici legati ai forti assorbimenti di potenza di 72 telai, di certo rappresenta una fonte di reddito aggiuntivo per l’azienda, che limita le diseconomie. 
Il sindaco di Ginosa stigmatizza questo atteggiamento: “non vorremmo assistere al secondo atto del dramma che vivono i lavoratori della Miroglio che si sono visti privare del loro lavoro dopo avere assistito allo svuotamento dello stabilimento”. 
Ma quello della Tbm non è che un capitolo dei tanti negativi dell’industrializzazione al sud. 
Del tutto sovrapponibile, guardando alla sola Ginosa alla Vianini fabbrica di tubi in cemento arrivata nel 1974, alla Miroglio arrivata nel 1994, alla fabbrica di mattoni arrivata nel 1971 ed ad altri tentativi, tranne uno che tiene sul mercato nonostante la crisi: la fabbrica di infissi Nurith nata nel 1986 e divenuta una spa nel 2005. 
Di certo uno dei problemi, oltre al costo del lavoro, è quello logistico visto che i mercati di riferimento sono spesso lontani. Ma non per concludere come fece Roberta Balbinot della Blb, azienda vicentina di apparecchiature oleodinamiche con una sede a Taranto che “non basta la volontà dell’imprenditore e del dipendente, ci sono condizioni strutturali che impediscono di fare impresa qui”. 
Se seguissimo questa tesi dovremmo tutti trasferirci altrove, visto che fare impresa è il solo modo di far reddito. 
La politica avrebbe dovuto nel tempo costruire condizioni paritarie per fare impresa al sud, visto che quanto a produttività, almeno le tessiture ginosine, hanno stabilito record produttivi a detta degli stessi management.

GINOSA, DE PALMA: LISTE PDL SENZA TARANTINI, TRADIMENTO POPOLARE


 di Nicola NATALE
Gianfranco Chiarelli,
consigliere regionale pdl di Martina Franca,
avvocato specializzato in diritto penale,
professore universitario e consulente di istituti di credito
Esclusione di quasi tutti i tarantini dalle liste del pdl della Camera e del Senato. 
Come è noto, solo il consigliere regionale Gianfranco Chiarelli da Martina Franca è riuscito a occupare la casella n°8, cioè in posizione utile, ma che garantisce l'elezione solo in caso di vittoria.
Il primo a reagire è stato il sindaco di Ginosa Vito De Palma con un comunicato che esprime “grandissimo rammarico a nome di tutta la maggioranza di centrodestra che da tre mandati consecutivi amministra Ginosa”. 

Pietro Lospinuso, consigliere regionale pdl e
Vito De Palma, sindaco di Ginosa
In tanti qui a Ginosa pensavano che sarebbe stata la volta di Pietro Lospinuso, al suo quarto mandato da consigliere regionale, invece le informazioni giunte al sindaco dal coordinatore provinciale del pdl, Luigi Montanaro, già sindaco di Ginosa dal 2001 al 2011 hanno escluso categoricamente non solo questa possibilità, ma anche che altri tarantini del pdl rappresentassero in Parlamento la Provincia di Taranto.
E’ una esclusione incredibile  ha detto De Palma “Chiarelli dovrà accontentarsi di portare consensi agli eletti sicuri, cioè a coloro che lo precedono e che non rappresentano certamente la provincia di Taranto”. 
Non contento De Palma  afferma che “le altre province sono rappresentate in maniera eccessiva a scapito della nostra provincia”. 
Hanno prevalso logiche politiche incomprensibili secondo il primo cittadino di Ginosa che si chiede anche chi si occuperà di questioni come l’ilva, il porto di taranto, le crisi di miroglio, natuzzi, tbm nonché quella annosa dell’agricoltura e da ultimo dell’alluvione di Marina di Ginosa del 2011 rimasta dimenticata nella legge di stabilità ad opera del Governo Monti. Altre regioni come Liguria, Veneto, Marche e Sicilia hanno ottenuto ulteriori fondi per ristorare i danni causati dalle stesse calamità e i ricandidati in pectore che hanno votato la legge “hanno di fatto seppellito le speranze di risarcimento”. 
Torrenziale De Palma scrive che si tratta di un “vero e proprio tradimento popolare in danno di un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo”. 
Da questa durissima reprimenda che il sindaco scaglia verso “i compilatori delle liste” tuttavia emerge una pragmatica attesa delle “valutazioni del coordinamento provinciale di Taranto alle quali si rimetterà come uomo di partito ed amministratore”.
Giovanni Camarda, caporedattore della redazione tarantina del  Quotidiano di Puglia, scriveva ieri che la mancanza di tarantini nelle liste del pdl  era addebitabile non solo al peso maggiore di baresi e leccesi, ma anche alla brutta sconfitta alle amministrative di Taranto ed alla immatura scomparsa di Franzoso:  "politico discusso ma concreto la cui assenza ha fatto perdere forza ed autorevolezza al partito". 
"Ma anche a Bari perdono da anni" si sono difesi dal coordinamento jonico che con Montanaro hanno addirittura minacciato di non votare al Senato. Dubbio poi fugato da Lospinuso: "siamo uomini di partito e voteremo pdl alla camera ed al senato". Resta tuttavia il nodo di un territorio, quello di Taranto e della sua provincia, che fatica a trovare posti di rilievo nei partiti maggiori.

mercoledì 23 gennaio 2013

TARANTO CASSINTEGRATI MIROGLIO, IRRUZIONE ALL’INPS: PAGATECI LA CIGS


QUOTIDIANO DI PUGLIA 22 GENNAIO 2012
di Nicola NATALE
L'Inps di Taranto dove hanno manifestato i "miroglini"
Detto fatto: i 220 miroglini cassintegrati ad un passo dalla mobilità-licenziamento, avevano già promesso all’inizio di gennaio di manifestare presso l’inps di Taranto.  
Da ottobre scorso non ricevono più  i ratei della cassa integrazione di cui usufruiscono ormai da oltre tre anni. 
Ieri (lunedì 21 gennaio) circa un centinaio di operai ha raggiunto con propri mezzi la sede provinciale dell’inps ed ha manifestato in via Golfo di Taranto. A loro si sono uniti anche 20 dipendenti della ITN di Martina Franca, azienda di confezioni legata al marchio Nardelli. 
Ma il mancato versamento della cassa integrazione non riguarda solo i lavoratori che manifestavano: i cassintegrati in deroga privi degli ammortizzatori sociali sarebbero 14mila in tutta la Puglia secondo fonti non confermate, ma comunque di provenienza inps. 
All’origine di questo estremo disagio ci sarebbe un deficit di molti milioni di euro nelle casse dell’inps relativo al 2012: addirittura 200 secondo alcuni. 
I blindati con i poliziotti accorsi all'Inps
L’istituto di previdenza sociale non avrebbe ricevuto gli impegni formali del ministero, il quale sarebbe alle prese con la “contabilità” della crisi pregressa che ha prosciugato le risorse.
L’inps è ente pagatore e vorrebbe chiamarsi fuori dalle responsabilità che attengono ad altri livelli dell’organizzazione statale. 
La Regione Puglia a sua volta, sulla base di accordi con l’inps, doveva procedere a coprire gli importi delle casse integrazioni straordinarie in deroga e la direzione regionale dell’inps in mancanza di queste coperture e versamenti ha interrotto i pagamenti.
Questo è ciò che è emerso dall’incontro ottenuto dai lavoratori dopo aver fatto un’irruzione che ha provocato l’immediato intervento delle forze dell’ordine.
Massimo Gravina,
sindacalista ed operaio miroglio
In men che non si dica due blindati sono arrivati in via del golfo ed un funzionario della digos (divisioni investigazioni generali e operazioni speciali) ha ammonito i manifestanti: “per un’eventuale incontro vediamo cosa possiamo ottenere, ma una cosa deve essere chiara avete invaso questo edificio”.
Poi l’incontro c’è, ma non rivela nulla di significativo ed ufficiale circa questo nuovo disagio che si abbatte sui lavoratori già esasperati. All’incontro con i vertici provinciali dell’inps tarantino hanno partecipato l’on. Ludovico Vico, Giuseppe Massafra della filctem cgil e alcuni rappresentanti sindacali aziendali tra cui Massimo Gravina ed una delegazione dei manifestanti. 
Ora l’attenzione si sposta a Bari, presso la direzione  regionale in via Putignani diretta da Giovanni Di Monde per capire dove si è inceppata la macchina governativo-burocratica  che sovrintende all’erogazione dei sussidi, ed eventualmente, inevitabilmente a Roma. 
Per molte famiglie la cassa integrazione, pur concessa dal ministero in deroga a quelli che all’inizio erano i suoi presupposti di legge, resta l’unica ancora di salvataggio nel mare della crisi che sembra invincibile. 
I sindacati tuttavia non avevano in alcun modo sollecitato la manifestazione, pur comprendendola. L’esasperazione tra i miroglini è massima, alcuni si chiedono come mai politica e sindacati non si siano occupati per tempo del problema. 
La tensione è alimentata anche dal fatto che le alternative lavorative si intravedono solo per pochissimi e i numerosi tentativi di reindustrializzazione dell’ex “filatura e tessitura di puglia” finora sono andati tutti a vuoto. Prossima mobilitazione annunciata dai cassintegrati a Bari. 
Insomma una miscela più che esplosiva, che mette a dura prova la pazienza e l’estrema correttezza con la quale lavoratori e i cittadini stanno subendo gli effetti della crisi. “I lavoratori cominciano a non voler più sapere di stare in mezzo ai tavoli” dichiara Giuseppe Massafra, sindacalista della filctem cgil da tempo impegnato nelle tante e pesanti crisi aziendali che hanno messo in ginocchio la provincia jonica.