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martedì 29 aprile 2014

RIAVREMO UN POLMONE VERDE. 105 mila euro per salvare un bosco.


QUOTIDIANO DI PUGLIA 29 APRILE 2010
di Nicola NATALE
Potrebbe essere il primo reale esempio di tutela dei boschi di Ginosa.
Tutti ricordano la pinetina che si vede arrivando da Laterza lungo la ex statale 580, ma non sono in molti  a frequentarla.
Con il progetto esecutivo firmato dal dottore agrario Maurizio Sorrenti ed approvato con delibera di giunta dall’amministrazione comunale (d.g.c. n°75 del 10/4/2014) le cose potrebbero cambiare.
La pinetina visibile poco prima dell'arrivo a Ginosa da Laterza.
La strada è la ex 580.
La rinaturalizzazione dell’area “San Falco-Murge San Pellegrino”, finanziata con 105mila euro di fondi comunitari, mira a “tutelare gli elementi caratteristici del paesaggio, contrastare l’erosione e la perdita di sostanza organica, ridurre, tramite la gestione silviculturale, la vulnerabilità agli incendi”.
In altre parole si diraderà la folta vegetazione della pineta artificiale. Gli interventi sono tagli intercalari per regolare la densità del bosco e guidare la selezione naturale degli elementi più vigorosi e spalcature per eliminare i rami più bassi. Il tutto per l’intera estensione di 21 ettari pari a 210mila metri quadri cui il Comune di Ginosa è proprietario.
La zona è  sottoposta a vincolo  idrogeologico e paesaggistico nonché ricade nella zona di protezione speciale “area delle gravine” e nell’area naturale protetta regionale del Parco Terra delle Gravine.
Molto interessante la storia della pinetina:  la piantumazione con pino d’aleppo, pino domestico e cipresso, risalente intorno agli anni ’50, fu realizzata per consolidare le sistemazioni dei vari versanti (san Giuseppe, Grottaturge, torrente Lognone).
Ora invece le cose stanno lentamente cambiando e le essenze arboree locali stanno prendendo il sopravvento. Per cui scrive Maurizio Sorrenti “stiamo assistendo ad una forte rinaturalizzazione” con lecci  e ornielli nel canale di san Giuseppe e con quercia trojana e roverella nella zona murgia san Pellegrino.
L’intento quindi è di aiutare questo processo ed evitare che incendi come quelli verificatisi nel recente passato (2007-2011) contribuiscano ancora ad assottigliare la già scarsa superficie boschiva del comune di Ginosa (non considerando naturalmente la pineta Regina che si estende per lunghi tratti a Marina di Ginosa).
Curiosità da non trascurare in alcune zone il materiale legnoso sarà trasportato con muli, non essendoci forse altro mezzo in grado di operare su quei versanti.
Maurizio Sorrenti, dottore in Agraria
Il bosco di latifoglie che si andrà così a ri-formare (un patrimonio per le future generazioni) sarà composto da lecci, fragni, roverelle, aceri minori e campestri, frassini minori per un totale di 4.800 piante. 
Le piantine saranno messe a dimora a gruppetti con sesti (cioè distanze) irregolari e si aprirà un viale parafuoco.
Il tutto dovrebbe avvenire tra settembre prossimo e marzo del 2015.
L’intervento conclude Maurizio Sorrenti nella sua relazione è “senza dubbio in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile che, al giorno d’oggi, qualsiasi comunità evoluta dovrebbe perseguire”.
E ricostituirà l’unico polmone verde a disposizione in una città che di verde, per molte ragioni, ne ha davvero poco.

domenica 27 aprile 2014

SPOPOLA SU YOU TUBE IL VIDEO "HAPPY (?) FROM GINOSA" DI LOCOMOTIVA.



QUOTIDIANO DI PUGLIA 26 APRILE 2014
di Nicola NATALE
Fa veramente sorridere il “we are happy” dei “Locomotiva” di Ginosa. 
L’associazione culturale ha realizzato un suo contro-video in cui, oltre a far ballare soci e amici sulle note dell’allegro motivetto di Pharrel Williams, si è presa la briga di andare sui tanti luoghi critici ginosini.
 Come dire: si può essere felici in mezzo a tutto questo ma non è bello. 
Ne dobbiamo avere cura, dobbiamo riflettere su come l’abbiamo ridotta e dobbiamo impegnarci, tutti, perché diventi qualcosa di meglio” scrivono sul loro profilo facebook i Locomotiva. 
Ed in effetti non trascurano nulla fin dall’inizio: la gravina, il ponte di san Leonardo, il castello normanno, il “pilaccio”, piazza Atanasiu, via matrice con i resti della casa crollata e le macerie pericolosamente in bilico, l’anfiteatro non finito dell’ancor più incompiuto parco alfieri, le bottiglie lasciate vicino ai cassonetti del vetro anziché dentro, le case pericolanti sostenute con assi di legno, piazza orologio con la sua torre aggredita dall’erosione dopo un restauro di una trentina di anni fa, il costruendo ponte sulla s.s.580….. 
Si potrebbe continuare per pagine, giacché Ginosa non si limita ai quattro chilometri circa di abitato che si snoda soprattutto in lunghezza, ma contiene anche i ventuno chilometri che la separano da Marina di Ginosa e dal litorale.
Un paesaggio altrimenti bellissimo se non fosse per il “vergognoso stato dei luoghi pubblici falcidiati da immondizia, sporcizia, vandalismo, incuria, mala gestione”. 
Come si può tacere dei luoghi di verde pubblico che dovevano essere curati in cambio della concessione all’apertura di un piccolo chiosco e alla fine del verde è rimasto poco o nulla oppure del parco Baden Powell sfregiato ed oltraggiato e chiuso per lavori?
E dei pastori che devono pur vivere del loro lavoro, ma di fatto con i loro armenti cospargono di preziose pallottoline via san Giovanni restaurata con i fondi del piano operativo regionale. 
La pastorizia è utile certo, rappresenta una delle attività tipiche della vita rupestre, ma possiamo far camminare i turisti (non importa di quale nazionalità) e gli stessi ginosini che vogliono godere della gravina sulle cacche? 
Calabrese e sullo sfondo il castello normanno
Il video testimonia coerentemente la presa di coscienza dei tanti giovani ginosini che consci della difficoltà di fare agricoltura o industria sanno che con turismo e cultura si può vivere, ma si deve avere un ambiente adeguato alla sfida. 
Infatti dicono da Locomotiva: “noi tutti abbiamo il dovere di essere happy per tutta la vita, non solo per una volta davanti a una videocamera”. 
Dappertutto infatti è un sorgere ed un fiorire di iniziative letterarie, culturali, sociali. 
Di riscoperta del patrimonio paesaggistico ed architettonico a Ginosa, come a Laterza e Castellaneta. A Ginosa i ragazzi dell’istituto S.G. Bosco illustravano giovedì scorso le opere d’arte contenute nella semisconosciuta chiesa di san Giuseppe in imminenza delle feste patronali, a Laterza camperisti dal Salento, gruppi da Bari, turisti dalla Campania scoprono il palazzo marchesale, la cantina spagnola e la gravina oasi lipu, a Castellaneta il caffè letterario si fa crocevia di esperienza culturali e letterarie da ogni dove.
Insomma tutti promotori del territorio, anche con eccellenti risultati. 
Ma cosa faremo da grandi? 
Si può vivere di volontariato e dei suoi magri rimborsi e di “vedo gente, faccio cose”? 
Il video se il racconto vi ha stimolato è all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=0LVJLdluWv0
(cliccate qui sotto per vederlo):
IL VIDEO HAPPY DI LOCOMOTIVA
IL VIDEO "HAPPY ? FROM GINOSA" DI LOCOMOTIVA SU QUOTIDIANO DI PUGLIA TV
L'articolo del Quotidiano di Puglia

MIROGLIO, LA DIFFICILE EREDITA’. 25 APRILE DI “MANUTENZIONE”.


QUOTIDIANO DI PUGLIA 26 APRILE 2014
di Nicola NATALE
Rastrelli, motoseghe, decespugliatori. Molti ex miroglini hanno festeggiato così il loro 25 aprile, curando quel bene ormai pubblico che sentono loro. 
Anche in vista della festa del 1° maggio che si terrà  non a caso presso lo stabilimento di contrada girifalco dalle 9 alle 20. 
Da più di un mese infatti l’immenso stabilimento sede della tessitura di Puglia è divenuto proprietà del comune di Ginosa. 
L’ente ha rinunciato a circa 260mila euro di entrate fiscali annue ma ha ottenuto di dire la sua sul processo di riconversione partendo da una posizione di assoluta preminenza: la proprietà degli stabilimenti.
L’operazione ha avuto il plauso dei circa 180 miroglini ormai quasi tutti al loro ultimo anno di mobilità, dei sindacati, della task force regionale ed infine del ministero che da Roma ha arbitrato la complessa vertenza.
Naturalmente detenere un’area così ampia di circa 44 ettari e con strutture coperte ed attrezzate per 55mila metri quadri non è uno scherzo. C’è la siepe lungo il viale che entra nel cuore dello stabilimento, i prati esterni, l’ulivo monumentale simbolicamente piazzato al centro dello stabilimento e una fascia di ulivi lungo uno dei due lati perimetrali.

Di qui l’idea della giornata ecologica del miroglino, alla quale hanno partecipato i più volenterosi del gruppo che ha saputo trasformare una delle ordinarie storie di dismissione industriale in un caso nazionale. 
Come ha tutto il diritto di essere, visto che l’investimento fu finanziato con 40 miliardi a fondo perduto e 56 miliardi di prestito a tasso agevolato proveniente dal fondo per la reindustrializzazione per le aree di crisi siderurgica delle legge 181 del 1989. 
Leggi che sembrano un miraggio ora, considerando il modo con cui è stata gestita la crisi tuttora devastante: cioè con casse integrazioni in deroga e poca o nulla visione del futuro.
Ma queste sono considerazioni che vanno molto oltre la rudezza del presente con lo stabilimento preda di continui furti e assalti per rubare il rame residuo delle migliaia di metri di cavi elettrici che lo attraversano. 
Uno degli ex operai ci accompagna per lo stabilimento ormai desolatamente vuoto a vedere come i malviventi, acciuffati poi dai Carabinieri di  Marina di Ginosa, avevano ridotto in pezzi i grossi cavi di alimentazione del reparto orditura. 
E’ accaduto appena due settimane fa ma la preoccupazione è che queste continue incursioni possano continuare mentre è assolutamente indispensabile che lo stabilimento torni a funzionare, perché la sua manutenzione sarebbe estremamente antieconomica per il Comune. 
25 aprile dei miroglini, l'articolo del Quotidiano di Puglia
E a sottolineare come la questione miroglio sia in cima all’agenda politica c’erano ieri in visita allo stabilimento il consigliere regionale Pietro Lospinuso, il sindaco Vito De Palma e l’assessore al turismo ed ambiente Leonardo Galante. 
A loro uno dei coordinatori del gruppo miroglini ha comunicato l’intenzione di tornare in gruppo quanto prima a Roma presso il ministero dello sviluppo per avere notizie sulla affidabilità delle proposte finora giunte. 
Il tempo stringe e se davvero ci sono delle proposte serie è il tempo di renderle note. 
Nel frattempo però contatti informali sono stati avviati con alcuni imprenditori e forse almeno uno  di questi avrà un incontro con il sindaco De Palma già nei prossimi giorni. La grandezza dello stabilimento, del suo magazzino automatizzato e di quelli laterali in realtà interessa a molti. 
Il nodo fondamentale resta quello dell’inquadramento contrattuale di questi lavoratori. Che non ci tengono ad essere precarizzati in nome di progetti senza futuro.

giovedì 24 aprile 2014

DOPO IL MURAGLIONE ANCHE LE CENTO SCALE. MURALES CONTRO IL DEGRADO.


Ginosa, le cento scale tra via Matteotti e via Teano
QUOTIDIANO DI PUGLIA 
23 APRILE 2014
di Nicola NATALE
Da tempo le cento scale erano “osservate speciali”. 
Il collegamento fatto erigere nei primi anni ’90 tra via Matteotti e Via Teano dopo oltre un ventennio si é ridotto ad un luogo poco piacevole da attraversare. 
Scritte vandaliche, rifiuti di tutti i tipi tanto da caratterizzarlo come luogo “di abbandono e degrado”. 
E questo nonostante un intervento di completamento e manutenzione fosse stato già svolto durante la seconda amministrazione Montanaro (2007-2011). 
Volontari arci al lavoro
Contro questo degrado è scesa in campo ancora una volta l’associazione arci-il ponte di Ginosa proponendo al Comune di ripulirla e ridipingerla con “murales”. 
Il tutto con un patrocinio oneroso di millecinquecento euro come da delibera di giunta comunale del 17 aprile scorso*
Da ieri soci e simpatizzanti dell’arci si sono dati convegno presso le cento scale proprio per bissare il successo dell’iniziativa svolta presso “il muraglione” del quartiere popolicchio ormai ribattezzato piazza Tom Benetollo, in onore al presidente nazionale arci prematuramente scomparso nel 2004 a 53 anni. 
La manifestazione presso le cento scale intitolata “liberi di…liberi da” si svolgerà in due giorni, 24 e 25 aprile, con una serie di iniziativa pensate soprattutto per i bambini. 
Non mancherà comunque giovedì 24 alle 19 e 30 un dibattito sulla “attualità della lotta di liberazione” e l’esibizione alle 21 del coro dell’arci
L’iniziativa del circolo presieduto da Stefano Giove riprenderà il giorno successivo (25 aprile) con incontri di calcio a 5 tra le scuole di calcio ginosine, altre attività per i bambini alle 11 ed alle 18, un pranzo in strada con gli artisti, per finire con la proiezione di cortometraggi, arte in strada ed esibizioni di band giovanili
La stessa associazione ha poi chiesto di tutelare nel tempo i murales con l’installazione di telecamere o con altri mezzi validi.
* su questa frase c'è stata una precisazione dell'arci tramite il suo presidente:

CASTELLANETA / INCHIOSTRO DI PUGLIA, IL BLOG RIVELAZIONE SULLA LETTERATURA PUGLIESE.


Il sud é un apecar di Giuliano Pavone
(uno dei brani pubblicati su Inchiostro di Puglia)
di Nicola Natale
Far emergere letterariamente la Puglia. 
E’ quanto si sono proposti Michele Galgano e Marilia Fico curando un blog dal nome “inchiostro di Puglia” nel quale  pubblicano da quattro mesi (ogni lunedì) brani inediti di autori pugliesi. Alla grafica ed al logo ci ha pensato Tiberio Ludovico.
Il fine manifesto “è quello di far conoscere la Puglia anche attraverso i racconti a chi ancora non la conosce e di offrire nuovi punti di vista a chi crede di conoscerla bene”. 
Un ciclo di conferenze ha contribuito nel frattempo a promuovere blog e autori. Ciclo che ha toccato anche Castellaneta martedì scorso (22 aprile) laddove questa idea ha preso forma.
Al caffè letterario nomine rosae si sono incontrati tre autori pugliesi: Davide Simeone di Martina Franca, Nicky Persico di Bari e Cosimo Argentina, tarantino di nascita ma lombardo d’adozione. 
Tutti e tre hanno presentato le loro opere che, pur tratteggiando una Puglia molto diversa, non ne tacciono gli aspetti problematici (in linea comunque con quelli che affliggono l'Italia intera).
Le opere di tre scrittori pugliesi presentate a Castellaneta
Da “Rewind” del 2013 di Simeone dove gli scenari di crisi economica mondiale si fondono con le crisi esistenziali di due trentenni, eternamente votati al precariato a “Spaghetti Paradiso” di Nicky Persico del 2011. 
Nel romanzo dell’avvocato Persico il tema dello stalking e della violenza sulle donne emerge in modo da dare vita ad uno smart thriller, nel senso che non contiene solo “brividi di paura” ma anche “positività, soddisfazione”.
Che è la sensazione che resta secondo l’autore. Tutt’altra storia per Cosimo Argentina (1963) che invece in “Per sempre carnivori” del 2013 dipinge una Puglia truce presa di sana pianta dalla provincia jonica che l'autore ha conosciuto e trasformato in opera letteraria.
Leone Polonia, protagonista della sua opera e insegnante precario "vuole in ogni modo farcela a restare vivo". "E' uno specchio dei tanti sopravvissuti al dolore che danno una risposta sommaria al tema della morte".
Marilia Fico, co-autrice del blog e Renato Nicassio, 
scrittore barese
"Ci sono molti Leone Polonia in giro per il mondo" dice Argentina che massacra letterariamente Ginosa ripetendo a suo modo quanto fece  Nicola Lagioia in “Occidente per principianti” edito da Einaudi per Castellaneta Marina.
Perché la Puglia è sì luogo d’incanto per i turisti, ma anche regione dalle contraddizioni paurose. 
A questo contribuisce quindi "l’inchiostro di Puglia" di Galgano e Fico, a risvegliare l’attenzione su quel capitale immateriale (ma non troppo) che la modernità e le cattive scelte non sono riuscite ad offuscare.
Un capitale fatto non solo di paesaggi, ma anche di una declinazione tutta pugliese su come passare indenni questo primo ventennio post moderno.
Il messaggio è passato in diverse città italiane e Castellaneta é solo l’ultima tappa di un viaggio che ha toccato anche Milano, da sempre terra di arrivo e meta di pugliesi, da Candela a Santa Maria di Leuca.

domenica 20 aprile 2014

LASCIA INTERDETTI LA NEUROPSICOARTE DI PACILIO. MA E’ ORIGINALISSIMA. Al palazzo Perrone fino al 2 maggio.


Alfredo Pacilio, artista ed arteterapeuta
durante un'esperienza di neuropsicoarte
QUOTIDIANO DI PUGLIA 20 APRILE 2014
di Nicola NATALE
I ragazzi di Locomotiva l’hanno combinata grossa.
Ospitare a palazzo Perrone a Ginosa un percorso di neuropsicoarte di Alfredo Pacilio è una sfida diretta alla comune concezione dell’arte.
Del resto lo hanno detto esplicitamente di voler fare “inquinamento artistico”. Innanzitutto bisogna dire che questo artista e arteterapeuta con radici a Lecce ed esperienze e vissuto internazionale, lavora da più di dieci anni ad elaborare la sua originalissima forma di studio e decostruzione delle nostre sensazioni più intime, dei nostri riflessi più elementari. 
In altre parole tradurre esperimenti neuroscientifici e psicologici in esperienze d’arte. 
Ci si sente un po’ cavie, ma ci si apre ad una esperienza che ha pochi riscontri (almeno oggi e nei nostri contesti). 
Con un’occhiata al futuro quando “con gli sviluppi della rTMS (stimolazione magnetica transcranica ripetitiva) si potranno creare delle reti neurali assolutamente diverse da quelle geneticamente programmate”. 
Le cabine, ora nere, che si visitano in maniera guidata servono a farci percepire in maniera distinta la nostra volontà, l’attenzione, l’autoconsapevolezza in una maniera che difficilmente ci si può aspettare. Anche da chi è ormai avvezzo ai messaggi provocatori dell’arte moderna. 
Anzi, Pacilio precisa che non vuole lanciare nessun messaggio ma fare in modo che le esperienze d’arte che derivano siano “autocreazioni della mente”. 
La sua arte fonde neuroscienza, psicologia e psichiatria proprio per “giocare” con le nostre sensazioni e le nostre paure. 
Capire i messaggi posti all’inizio di ogni perfomance (che unisce la tecnologia dei miniproiettori e riproduttori a mezzi assolutamente archetipici come  la sedia o un cerchione di bicicletta) è un’impresa per chi non mastica scienze psicologiche. 
Anche perché nel frattempo ci si chiede, con una certa preoccupazione,  cosa si svolga nelle cabine. E’ un’esperienza piacevole, e solo a tratti inquietante. 
Qualcuna di queste performance vorrebbe risvegliare problemi “filosofici”. 
I primi a fare l’incontro con il singolare percorso artistico/scientifico di Pacilio sono stati i messicani. Nella galleria Apeiron di Cancun nel 2004 ci furono le prime installazioni dove a realizzare  l’opera è di fatto non solo l’autore ma soprattutto il visitatore, il fruitore. 
Il quale interagisce direttamente con scene raccapriccianti senza che queste possano turbarlo oppure sentire buoni odori associati a sensazioni tattili contrastanti.


ARTE INSTABILE A GINOSA
Giuseppe Taccardi (opera di)
La “poetica” di Pacilio è visibile al primo piano di palazzo Perrone in corso v.emanuele a Ginosa dal 17 aprile al 2 maggio dalle 10 alle 12 e dalle 18 alle 21 escluso il giorno di Pasquetta. 
E’ accompagnata da una mostra fotografica sviluppata sulla base di un tema sonoro da diversi artisti/fotografi e da una personale di Giuseppe Taccardi, giovanissimo artista nato a Matera nel 1998.
Taccardi utilizza china, pastelli, acquerello ma si è già diretto verso lo studio del dipinto con colori acrilici. 
Notevole una sua opera che mostra uomini senza volto identificati da un codice a barre, quindi merci, e da lontano una piramide sormontata da un’occhio divino. 
Non c’è che dire, le vie dell’arte contemporanea si sono aperte anche a Ginosa grazie a Locomotiva, associazione che non percepisce contributi pubblici ed ha denominato il trittico di mostre e poetica “arte instabile”.

sabato 19 aprile 2014

RITORNANO GLI AUSTRIACI. E DONANO 3MILA EURO PER LA RICOSTRUZIONE.


Visita al castello normanno di Ginosa. Sullo sfondo corso v. emanuele
QUOTIDIANO DI PUGLIA 19 APRILE 2014
di Nicola NATALE
Gli austriaci ritornano, dal 22 aprile al 26 maggio. 
Saranno ospitati come l’anno scorso a Castellaneta marina, ma Ginosa rimane nelle loro mete. 
E questo anche se un pezzo di via matrice, agevole via di accesso alla gravina, non c’è più. 
Con generosità hanno donato 3mila euro al comune come contributo per agevolare la ricostruzione del tratto di centro storico sbriciolatosi il 21 gennaio scorso, dopo le forti piogge e le alluvioni dell’ottobre scorso di cui hanno avuto puntualmente notizia. 
La conferenza di giovedì scorso in municipio segue quella avvenuta all’aeroporto di Bari qualche giorno prima con l’assessore regionale al turismo Silvia Godelli e gli addetti di puglia promozione. 
Oltre 7000 associati al pensionistenverband Austria scopriranno le bellezze pugliesi toccando Alberobello, Bari, Ginosa, Lecce ed Ostuni. E forse, anche la vicina Matera, distante solo 27 chilometri da Ginosa. 
Ogni settimana circa 1400 turisti si alterneranno nelle strutture alberghiere joniche sulla costa (in primis il nova yardinia), poi si spingeranno a conoscere anche l’interno.
La conferenza stampa dell'amm. comunale e senioren reisen
Ad illustrare i dettagli di un’operazione che per la prima volta nel 2013 ha portato nella provincia jonica un numero consistente di turisti, non solo il sindaco De Palma e gli assessori al turismo Galante e al marketing Cassano, ma anche Gerlinde Zehetner di senioren reisen, l’agenzia viennese specializzata in questi viaggi. 
Gli austriaci arriveranno con voli charter di compagnie austriache aspettandosi di ri-trovare l’ospitalità, il cibo e le bellezze storico-architettoniche e paesaggistiche di cui la rivista Unsere generation ha già parlato in uno dei suoi servizi. 
Per il primo cittadino si tratta di un ottimo esempio di destagionalizzazione: “mi auguro che Ginosa risponda nel migliore dei modi”. 
Di questo si sono detti sicuri i rappresentanti di pensionistenverband e senioren reisen confermando la volontà di far conoscere ai loro clienti non solo la costa ma anche l’hinterland. La speranza di tutti è che gli ottimi riscontri dell’anno scorso contribuiscano a rafforzare l’attrattività turistica della Puglia e della provincia jonica in particolare. 
Non è un mistero che i comuni del sud ormai gareggino nella promozione, convinti che nel turismo ci sia una delle chiavi per favorire la ripresa. Ed anche riscoprire un certo orgoglio per i propri paesaggi, la propria storia e il proprio modo di vita.

venerdì 18 aprile 2014

LATERZA SI CANDIDA ALLA BANDIERA ARANCIONE. PER IL TURISMO D’ECCELLENZA.


Da sx il consigliere delegato al marketing Mimma Stano e
Nicola Zilio (officine culturali Arthemisia)
QUOTIDIANO DI PUGLIA 17 APRILE 2014
di NICOLA NATALE
La parola d’ordine è turismo. 
Anche nell’entroterra e non solo sulle coste di Puglia. 
Per questo Laterza si candida ad essere l’undicesima bandiera arancione in Puglia. 
Ma cos’è la bandiera arancione concessa dal touring club italiano? 
E’ il marchio di qualità turistico ambientale  rivolto alle piccole località dell’entroterra che hanno saputo conservare la loro identità e sviluppare un’accoglienza di qualità. 
Ne hanno parlato in conferenza ieri Mimma Stano, consigliere delegato al marketing e Nicola Zilio delle Officine culturali Arthemisia. 
L’iniziativa è supportata dalla regione Puglia che in convenzione con il Touring (da sempre attento alla promozione del turismo di qualità) finanzia l’istruzione della candidatura. Che deve soddisfare numerosi criteri: facilità di arrivo, eccellente ricettività alberghiera ed extra-alberghiera e ristorazione, presenza di attrattive turistiche, qualità ambientale, arredo urbano e persino l’atmosfera e l’ospitalità. 
Per farla breve: meno del 10% delle località candidate ottengono il vessillo. 
Questo inizialmente ci ha un po’ intimoriti” dice Mimma Stano “ma poi ci siamo resi conto di possedere gran parte dei requisiti richiesti”. 
Il pane di Laterza,
un'eccellenza tra i pani pugliesi
Ad iniziare dai “prodotti certificati come tipici nell’atlante della regione Puglia come pane, carne arrosto, salsicciotti e fegatini non trascurando vini dop e igp”. 
Senza contare l’ultima iniziativa che sta per essere approvata in consiglio comunale relativa al marchio di denominazione comunale di origine. 
Il marchio tende proprio a valorizzare e a far individuare al consumatore le produzioni realmente locali. 
Sulla stessa linea di pensiero l’inseguimento del marchio c.a.t. ceramica artistica tradizionale per la maiolica laertina. Maiolica che ha una grande tradizione a Laterza e sarà esaltata con il museo in via di realizzazione al primo piano del palazzo marchesale.
La cantina spagnola, oggetto di "invasioni digitali" il 25 aprile 2014
Tre le guide turistiche abilitate far conoscere ed apprezzare le bellezze laertine, tra cui la gravina oasi lipu, la cantina spagnola, la fontana medioevale oltre al palazzo marchesale con annessi resti dell’antica cinta muraria. 
Non mancano le criticità rispetto ai requisiti da ottenere ed una delle maggiori secondo Stano è proprio “la mancanza di indicazioni turistiche, con una cartellonistica quasi del tutto assente o in cattive condizioni”. 
Il tutto sarà valutato” dice Nicola Zilio assieme “all’utilizzo prevalente e diffuso di fonti di energia rinnovabile e alla coerenza della strutture ricettive con le caratteristiche del centro antico, a cominciare dal colore”. 
Bandiera arancione a Laterza.
 Quotidiano di Puglia del 17 aprile 2014
Insomma una sfida intorno alla quale raccogliere la cittadinanza per far passare a tutti i livelli il messaggio che “Laterza deve essere sempre al meglio delle sue possibilità”. 
Anche perché non solo dovrà sostenere l’analisi della località e una visita sul campo degli esperti del Touring ma anche (in caso di concessione) ripetere l’esame ogni tre anni. 
Altrimenti (in caso di bocciatura) stilare assieme agli esperti un programma di miglioramento. 
Una prima prova è il progetto di invasioni digitali previsto per il 25 aprile alle 16 con partenza dal palazzo marchesale. 
Si potrà fare un’escursione gratuita alla cantina spagnola (attualmente bene privato in custodia all’amministrazione)  e poi condividere tramite i social l’esperienza. 
E’ primo modo per valorizzare la chicca assoluta di un ambiente del ‘600 che conserva assieme a figure sacre e figure profane, molti misteri sul suo reale uso da parte di don Francesco Perez Navarrete, marchese di Laterza.

LATERZA L’OSMAIRM GUARDA A LOS ANGELES PER LE SPECIAL OLYMPICS.

L'Osmairm incoraggia allo sport i disabili a Laterza.
Una fase della manifestazione pro special olympics.
QUOTIDIANO DI PUGLIA
17 APRILE 2014
di Nicola NATALE
L’Osmairm guarda a Los Angeles. 
Sabato scorso gli atleti del centro riabilitativo hanno incontrato la cittadinanza laertina per un momento di sport e solidarietà. 
Ma anche manifestato l’intenzione di concorrere ai giochi mondiali special olympics. 
La presenza del direttore regionale special olympics Ketty Lorusso ha contribuito a motivare gli atleti e soprattutto le loro famiglie verso questo grande, apparentemente irraggiungibile  traguardo. 
Non bisogna dimenticare infatti che lo scorso anno gli atleti ospiti del centro laertino hanno ottenuto tre ori, quattro argenti e tre bronzi ai campionati nazionali special olympics tenutisi a Lodi. 
Anche il badminton un gioco con racchetta e volano
tra gli sport praticati all'Osmairm di Laterza
Nel palazzo marchesale gli atleti hanno dato vita ad un evento dal titolo “un atleta speciale per uno sport speciale” con partite di pallacanestro e badminton (tennis giocato con un volano) musica e animazione. 
L’incontro che ha coinvolto anche il team olymphia di Acquaviva delle Fonti è servito a ribadire il valore dello sport ai fini riabilitativi. 
Lo hanno ribadito con varie declinazioni il direttore sanitario Cosimo Turi, il direttore medico Roberto Semeraro, il sindaco di Laterza Gianfranco Lopane, il presidente zonale anspi Vincenzo Fumarola e gli operatori del centro diurno di Laterza, una struttura che è un punto di riferimento per le famiglie con disabili di recente dotata di una nuova sede.

MIROGLIO, ANCHE L’EX FILATURA PASSA AL COMUNE DI CASTELLANETA.



Castellaneta - La seduta di consiglio comunale che ha dato il via libera all'acquisizione della ex filatura Miroglio
(ph corrado cenci)
QUOTIDIANO DI PUGLIA 17 APRILE 2014
di Nicola NATALE
E' stato perfezionato ieri pomeriggio, nella residenza municipale, il contratto di acquisizione a titolo non gratuito dello stabilimento Miroglio di Castellaneta al patrimonio comunale. 
Il contratto si è perfezionato alla presenza del notaio Angelo Turco, del dott. Fois, procuratore speciale della Miroglio s.r.l., e dell'arch. De Finis, dirigente della V area del Comune di Castellaneta. 
La consegna delle chiavi.
Da sx l'ass. Giuseppe Angelillo, il direttore del personale miroglio
Alessio Fois ed il sindaco Giovanni Gugliotti.
Dopo la firma del contratto, il dott. Fois ha consegnato al sindaco Giovanni Gugliotti ed all'assessore Giuseppe Angelillo le chiavi dello stabilimento Miroglio di Castellaneta. 
All’incontro è seguita una nota della filctem cgil che fin dall’inizio sta seguendo la complessa vicenda relativa al ritorno al lavoro dei 180 miroglini ormai in mobilità. 
Per la maggior parte di loro il sussidio scadrà tra un anno e tutte le ipotesi di reindustrializzazione del sito di contrada girifalco a Ginosa e dell’ex filatura a Castellaneta  sono finora cadute.  
Per la cgil “la vertenza si sta dimostrando un esempio da seguire” sia per il video promozionale che ha captato l’interesse di alcune trasmissioni della rai sia per il coinvolgimento attivo delle amministrazioni comunali. 
I territori non sono solo scenografie in cui avvengono le lotte tra il lavoro e le dinamiche economiche e finanziarie, ma possono diventare veri e propri protagonisti”. 
Bisognerà “guardare oltre a una soluzione a breve termine, guardando ad uno sviluppo sostenibile ed analizzando in maniera trasparente i progetti di reindustrializzazione”. 
Per questo continua la filctem si tratta di “indirizzare un pezzo del fututo della provincia jonica legandolo al porto di Taranto, all’aeroporto di Grottaglie ed all’autostrada e alle altre infrastrutture logistiche”. 
La scelta quindi di festeggiare il primo maggio a Ginosa nello stabilimento vuoto “ha un valore enorme sia per chi conta di tornarci a lavorare sia per tutto un territorio che è consapevole che il proprio futuro passa anche da lì”. 
Intanto i miroglini ora si aspettano la convocazione a Roma presso il ministero dello sviluppo economico per una comunicazione definitiva sulla validità delle proposte finora giunte. 
Finora non è stata fissata nessuna data proprio perché si aspettava l’acquisizione anche dello stabilimento castellanetano. 
I miroglini sperano come dice Corrado Cenci che “non sia un’ulteriore perdita di tempo”. 
Nel frattempo è stata diffusa in internet  la versione tedesca dell’annuncio dell’offerta di stabilimenti a costo zero in cambio di occupazione stabile con soggetti qualificati. 
Più di qualche speranza è riposta anche nel coinvolgimento attivo della Rai, che prima con tv7 e prossimamente con uno mattina e next racconterà al grande pubblico la vicenda dei 180 ex addetti tessili senza lavoro da cinque anni.
Miroglio - Cessione ex filatura al Comune di Castellaneta. Quotidiano di Puglia 17 aprile 2014

giovedì 17 aprile 2014

AUTOMEDICA, PD CONTRARIO ALLO SPOSTAMENTO. BALZANELLI: "DECISIONE TECNICA".


118 di Ginosa. Un soccorso in via Roma
QUOTIDIANO DI PUGLIA 16 APRILE 2014
di Nicola NATALE
Automedica della asl spostata da Ginosa a Marina di Ginosa. 
Gli ingredienti per riproporre la vecchia polemica tra comune madre e frazione ci sono tutti, del resto il conflitto non si è mai sopito. 
A innescare i malumori ci aveva pensato già qualche ben informato due settimane fa, fino a che il presunto disservizio ha preso le forme di un’ennesima sollecitazione al prefetto di Taranto da parte del pd ginosino. 
Non di quello marinese che invece con Enzo Giannico difende la scelta del servizio emergenza territoriale meglio noto come 118. 
Il pd ginosino guidato da Giuseppe Punzi (29 anni) lamenta di non conoscere le motivazioni di detto cambio e chiede al prefetto di “provvedere con tempestivo intervento al ripristino del servizio nella sede originariamente assegnatagli”. Secondo il partito democratico ginosino questa decisione sarebbe priva di fondamento poiché non solo “è del tutto priva delle necessarie disposizioni” e non rispetta la “delibera di giunta regionale n°2488 del 15/12/2009”. Il riscontro è arrivato a stretto giro non dal prefetto, bensì dal dr. Mario Balzanelli, direttore del 118 jonico e responsabile delle dislocazioni di ambulanze ed auto mediche sull’intero territorio provinciale.
dr. Mario Balzanelli
direttore del servizio emergenza
territoriale 118 di Taranto 
Per Balzanelli “l’obbligo di assicurare un intervento entro gli 8 minuti è alla base di tale decisione”.
Altrimenti continua avremmo “tre medici in sette chilometri e nessuno a poter assicurare l’intervento entro il tempo previsto in una popolazione stabile di circa seimila residenti come quella di Ginosa marina oltre ai residenti di Castellaneta marina”.
Del resto, continua Balzanelli che da tempo conosce le contrarietà politiche alla sua decisione, “la medicalizzazione della postazione di Laterza consente di fornire supporto anche infermieristico a Ginosa entro gli otto minuti in aggiunta al servizio presente h24 dell’autoambulanza con soccorritori addestrati e defibrillatore e al punto di primo intervento con medico ed infermiere”.
Insomma nessuna scopertura di Ginosa a favore dei marinesi ma una più equa distribuzione di uomini e mezzi secondo il direttore che difende “uno dei 118 più veloci d’Italia secondo l’ex ministro Balduzzi” .
Lo spostamento dell’automedica a Marina di Ginosa consente invece “di abbattere significativamente i tempi di intervento in caso di arresto cardiaco”. Infatti il tempo di arrivo da Ginosa distante 21 chilometri con la ex ss580 ancora interdetta rischiava di essere ben superiore agli 8 minuti.
Senza contare che Ginosa ben presto arriverà ad avere un punto di primo intervento che “funzioni per tutte le 24 ore e non solo su 12 ore”.
Insomma nessun intervento politico ma un “intervento finalizzato a garantire pari standard di intervento e protezione ai ginosini che stanno a Ginosa come a quelli presenti sulla costa o ai residenti di Castellaneta marina”.
post scriptum é chiaro però che a questo punto manca un medico che possa intervenire su Ginosa, la coperta forse è troppo corta.
Quotidiano di Puglia del 16 aprile 2014