DIGITA LA TUA MAIL QUI PER GLI AGGIORNAMENTI

mercoledì 28 luglio 2010

A CASTELLANETA STOP ALLA SOFFERENZA PSICOLOGICA Un progetto guidato dalla dr.ssa Domenica Caforio prende in carico i malati oncologici

di NICOLA NATALE

La cupola a piramide nell'atrio dell'Ospedale di Castellaneta

CASTELLANETA – Curare un paziente significa curare anche la sofferenza psichica determinata dalla sua malattia. Su questo assunto è partito nel Marzo del 2009 il progetto “Oltre la cura …il riconoscimento” che affianca l’assistenza psicologica ospedaliera alla cura delle patologie in senso stretto. Un successo dell’Ospedale di Castellaneta ottenuto grazie alla motivazione dalla dr.ssa Domenica Caforio, dirigente psicologo, alla collaborazione esterna di psicologi tirocinanti, ai volontari di Avuls, Pastorale della Salute e Unitalsi. E naturalmente della Dirigenza Asl, del Dr. Remo De Carne, dirigente della Struttura Complessa di Medicina Interna e del dr. Antonio Rinaldi, responsabile dell’Unità Operativa di Oncologia Medica, senza la cui approvazione e collaborazione il progetto non sarebbe mai potuto essere realizzato. I risultati sono stati straordinari, specie con i pazienti oncologici. I metodi utilizzati sono quelli classici della psicologia (colloquio clinico, test, riabilitazione, psicoterapia) ma i punti di forza sono stati il coinvolgimento della famiglia come sistema e come risorsa e l’utilizzo del gruppo di pazienti come risorsa terapeutica umana. Lo scopo finale pienamente raggiunto è stato l’accettazione del percorso di cura, il sostegno reciproco che gli ammalati hanno iniziato a darsi. Il nascere di nuove amicizie suggellato da una festa auto-organizzata, il ritorno della gioia di vivere, pur nella persistenza della malattia. La psicologia clinica inoltre ha aiutato a dissotterrare i tesori sepolti delle esperienze personali fornendo ulteriori nuove prove alla teoria di Dominique Lapierre, autore della Città della Gioia, circa lo straordinario che è in ogni vita. La psicologia in Ospedale non è una novità e nemmeno una sperimentazione, è il risultato dell’approccio bio-psico-sociale che viene man mano a sostituirsi a quello biomedico. Lo dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità che indica tra le caratteristiche di qualità degli Ospedali la collaborazione di uno psicologo nella pratica quotidiana di Reparto. Lo dice il nuovo Piano Regionale della Salute, pur stravolto dai tagli. Questo è tanto più vero nei pazienti oncologici, così come nei pazienti che devono affrontare altre malattie invalidanti e di difficile cura. La malattia oncologica viene paragonata ad un fulmine. L’immaginario collettivo rabbrividisce alla parola cancro. I progetti di vita personali ne escono ridimensionati. La prova esistenziale è sconvolgente ed impatta su tutti gli aspetti della vita: dal rapporto con il proprio corpo agli affetti, alla professione. E questo nonostante gli indubbi progressi raggiunti dalla medicina e l’ottimo livello di cure raggiunto dai dipartimenti di Medicina ed Oncologia di Castellaneta. A queste si è aggiunto il supporto psicologico, la creazione di gruppi espressivo-supportivi di provata validità non solo in ordine alla sofferenza psicologica dei pazienti - aspetto finora ingiustamente trascurato - ma anche rispetto allo stesso decorso clinico della loro malattia. Con qualità della vita in netto aumento, anche negli esiti infausti. La prossima sfida è aggiungere l’arte terapia come supporto psicologico alle donne con carcinoma mammario, in un miglioramento continuo degli approcci terapeutici che ri-umanizza il percorso di cura all’interno dei nostri Ospedali. (worldpress riproduzione riservata)

venerdì 23 luglio 2010

Il Governo, la Miroglio, Fitto e Vendola. La Puglia se c'è tempo.

di Nicola Natale
Il Ministero dello Sviluppo Economico, quello dove vanno a protestare i lavoratori della Miroglio SPA (e tantissimi altri) è stato spolpato.
La protesta degli operai ad Alba (CN) Piemonte
presso la sede legale del Gruppo
I futuri investitori, se seri e ben informati, dovrebbero saperlo.
Ma a quanto pare i tedeschi che stanno dietro a questo mega-investimento nel fotovoltaico non vogliono soldi, che avrebbero già,  ma autorizzazioni e garanzie.
Occupando però solo una cinquantina di addetti nella fase di avvio dell'iniziativa, secondo qualche voce dal sen fuggita. Difficile che la Regione autorizzi un parco fotovoltaico di dimensioni monstre con prospettive occupazionali così modeste e soprattutto con un uso del territorio contrario all'ultima vulgata dell'ARPA in materia di impianti fotovoltaici e impatto ambientale.
In un convengo tenutosi a Valenzano il 1° Luglio scorso Massimo Blonda è stato molto chiaro circa l'incidenza negativa del mix tendoni-impianti fotovoltaici in ordine alla desertificazione dei territori. E spingendosi molto a favore del recupero di coltivazioni storiche come le mandorle. Con cosa dovrebbero fare reddito gli agricoltori ancora non si è capito, ma giustamente le considerazioni dell'ARPA non sono o non dovrebbero essere di tipo socio-economico. L'ambiente è importante tanto quanto il reddito, ma purtroppo non lo sostituisce.
E' una cosa di cui un certo tipo di ambientalismo tende facilmente a dimenticarsi, facendo così un pessimo servizio all'ecologia ed al concetto stesso di sostenibilità.
Ma andiamo al sodo: da questo Governo non c'è niente per il Sud.
La presenza della Lega al suo interno - che tiene per il collo l'intera maggioranza - è di ostacolo netto a qualsiasi ipotesi di finanziamento.
Inoltre la gestione dei Fondi UE e Fas è passata a Fitto, al quale non va probabilmente di aiutare il rivale Vendola.
Nemmeno in nome del - si presume comune - amore per la Puglia.
In due anni di Governo il Piano per il Sud, che avrebbe dovuto essere la prima emergenza, non solo non è operativo: non è nemmeno uscito. E' andata solo qualche briciola alla Sicilia.
Abbiamo visto invece molto attivismo intorno a lodi, leggi bavaglio e legittimi impedimenti.
L'iniziativa di Tremonti relativa alla Banca del Mezzogiorno (come se non ce ne fossero) è, nella migliore delle ipotesi, un altro modo per vendere denari al Sud provenienti dallo stesso Sud e statalizzare i profitti, poggiandosi sulla rete immobiliare reale di Poste e Bcc.  
I risparmi del Mezzogiorno attualmente vengono raccolti e venduti, leggi impiegati, al nord.
In realtà non si vuole nessuna azione di sostegno al Sud a livello governativo poichè vengono ritenute tutte riedizioni della Cassa per il Mezzogiorno dei fatidici anni '60.
In cui però ci fu un balzo eccezionale delle condizioni generali del Meridione.
Si vuole che gli imprenditori meridionali facciano da soli, con i loro fondi.
Cosa improbabile perchè si finisce per investire laddove si può ricavare di più. E' un dato che i nostri paesi sono in spopolamemnto per la lenta ma costante emigrazione, questo significa meno mercati floridi.
Quello che si tace è che anche tutta l'industria del Nord è aiutata, da leggi e finanziamenti ad hoc.
Persino ambiti molto vicini al PdL hanno ritenuto una offesa la nascente Banca del Mezzogiorno.
Di fatti una concorrenza sleale, poggiata come sarebbe stata sulle Poste e sulle Bcc. Senza sportelli reali. Cosa si voleva ottenere con la Banca del Mezzogiorno?
E che bisogno c'è n'è visto che sono già cosi tante?
Ma soprattutto dopo due anni di crisi e del terremoto in Abruzzo - in cui non c'è ancora traccia di ricostruzione ma solo gestione delle emergenze a conti non ancora pagati - non c'è ancora niente per il Sud, chiamato a raccogliere i cocci della sua agricoltura e di una economia che nonostante tutto non riesce mai a decollare.
Stretta tra vincoli autorizzativi di vario genere e da soluzioni che si trovano solo per qualcuno non per tutti.
Se un imprenditore meridionale avesse voluto fare una fabbrica in area non industriale si sarebbe varata una legge per lui?
La ricordiamo la Legge Regionale n°34 varata dalla Regione Puglia nel 1995 con l'ausilio di Fusillo? (worldpress riproduzione riservata)

martedì 20 luglio 2010

VENDOLA, LA PUGLIA E PALAZZO CHIGI


di Nicola Natale
Innanzitutto in Puglia c'è ancora da fare un lavoraccio tremendo.
Lo provano i disoccupati, i giovani senza lavoro e senza futuro, l'agricoltura agonizzante ed in mano ad autentici delinquenti, a sindacati corrotti.
Nel mio paese,  Ginosa in provincia di Taranto, una intera generazione, quella degli anni '70 ed '80 è stata cancellata.
I miei coetanei -  ho 39 anni - sono dispersi dappertutto, scappati da una Provincia che non gli offriva altro che disoccupazione e sfruttamento. Persino nelle farmacie, persino negli studi commerciali ed a maggior ragione negli altri ambiti meno fortunati vige il contratto in nero, l'assenza di contributi e di una paga dignitosa. A volte perchè impossibile tenendo conto del fatturato dell'azienda, a volte perchè "ci sono tanti altri che lo farebbero al tuo posto".
Una vera diaspora che continua oggi in maniera ancora più forte, nel deserto di iniziative pubbliche e private, nel deserto di concorrenza reale tra le imprese e tra le persone.
Ma una Regione non può cambiare solo grazie ad un Presidente, deve cambiare tutta se vuole resistere alla forza devastante del globalismo multinazionale.
Tuttavia la fragilità della economia del Sud e le sue dimensioni lillipuziane non sono la sola emergenza. L'attacco come sempre viene da Nord, dal Governo che ha dichiarato guerra ai cialtroni della Puglia, della Campania, della Calabria, della Basilicata, della Sicilia. 
Ma la STORIA è diversa dalla vulgata ufficiale.
Il Sud è stato assassinato più e più volte a Roma, come Cesare.
Non è stato solo Bruto-Berlusconi a colpirlo ma una cricca di congiurati.
Di fronte alla crisi economica mondiale per la quale i responsabili al solito non hanno pagato nulla, hanno deciso che non si poteva smantellare il Nord ma si poteva colpire il già colpevole Sud.
Togliendogli Ospedali, Strade, Autostrade, Porti, Ferrovie, Industrie strategiche, facendo crollare a prezzi da fame i suoi prodotti agricoli d'eccellenza in questa terra pur sempre benedetta da Dio e dal sole.
Spingendo le sue parti migliori ad emigrare pur di non perdere la propria vita in una eterna attesa, come è accaduto a me.
Non mi piace chi non conclude un mandato saltando ad incarichi sempre più prestigiosi, ma credo che in questo caso dovremo fare una eccezione.
Il Sud deve stringersi attorno a Nichi e mandare finalmente al Governo un uomo del Sud che al Sud ci vuole vivere.
Abbiamo nella testa New York, Dubai, domani forse Pechino e New Delhi, forse addirittura Mosca ma il domani è nelle nazioni un tempo sfruttate.
Tuttavia Nichi può fare il leader nazionale solo se riesce a cambiare sul serio la Puglia, ritengo più che logica la conclusione dell'Assessore Regionale ai Trasporti Guglielmo Minervini.
Intanto io sono per la seconda volta alla ricerca di un lavoro. Cominciamo allora ad occuparci delle persone comuni, non dei dirigenti pluripremiati della Regione.

mercoledì 14 luglio 2010

FELICE BITETTI, PARTE DA GINOSA LA DIFESA DELL'OSPEDALE DI CASTELLANETA

di Nicola Natale
"Si può far finta di nulla ma non è il mio stile. Si possono invece sfruttare i tagli imposti in maniera diseguale da Tremonti per razionalizzare l’offerta sanitaria pubblica" dice Felice Bitetti, consigliere comunale del PD di Ginosa.
E’ il momento, dopo aver per difeso gli Ospedali del territorio jonico, tutti indistintamente compreso il “Pagliari” di Massafra, di rilanciare e difendere l’Ospedale di Castellaneta per le stesse ragioni per le quali è stato fondato. Perché è baricentrico rispetto al bacino servito e perché è l’unico che già nel Piano Sanitario approvato viene definito intermedio.
E’ il momento di capire che gli Ospedali piccoli, benché vicini, non danno le garanzie delle strutture che in maniera continua, su campioni significativi, lavorano sulle impreviste complessità anche di interventi di routine.
"L'aumento di utenza derivante dalla riqualificazione o dal ridimensionamento dei nosocomi minori
(Massafra, Mottola, Grottaglie) - continua Bitetti - non potrà che riversarsi sugli Ospedali rimanenti, in primis quello di Castellaneta, che devono essere adeguati alla domanda. Cosa impossibile se si decide di tagliare i posti letto."
Senza contare il probabile peggioramento della mobilità passiva, la scelta sistematica di Ospedali fuori regione o ASL ritenuti più affidabili, con ulteriore peggioramento degli indici di bilancio della Asl di Taranto.
La politica di tagli al Sud e calcoli affettuosi per il Nord toglierebbe alla Puglia – in caso di non rispetto del Patto di Stabilità imposto come una tagliola dal Governo in carica - 500 milioni di € nel 2010. Sono a rischio gli stipendi del personale sanitario, non solo i posti di letto!
"E’ una mattanza, che deve far riflettere tutti, soprattutto sulle noiosissime cifre".
La Sanità pugliese costa in termini assoluti meno di quella emiliana.
"La Puglia paga profumatamente il prezzo del saldo di mobilità interregionale (circa -175 milioni), a fronte dell'Emilia Romagna che invece dalla mobilità interregionale guadagna (+327 milioni). Sono i ricavi derivanti dalla mobilità quelli che salvano il bilancio emiliano, e, di contro, sono proprio i costi della mobilità che uccidono il bilancio sanitario pugliese. Tanto per fare un esempio tra Regioni con numero quasi pari di abitanti"
A questo punto sarebbe opportuno valutare a quale delle due Regioni andrebbe l'appellativo di “parsimoniosa”, “virtuosa”, o tutte le altre qualifiche che spesso vengono attribuite alle Regioni settentrionali, quando si discute di gestione della sanità, laddove si fa rientrare la Puglia nel novero delle Regioni culle della malasanità e degli sprechi".

lunedì 12 luglio 2010

PIERDAVIDE HA IL MOOD GIUSTO Concerto al Caffè del Borgo Antico di Ginosa il 9 Luglio

di Nicola Natale

Con Pierdavide Carone si vede la potenza della televisione.
Le teen-ager accalcate all’entrata del Caffè del Borgo Antico ironizzano ma sono lì. Qualcuna anche con padre e madre, anche loro fans del cantautore di Palagianello balzato ad un improvviso successo grazie ai suoi testi ed alla sua partecipazione ad Amici.
Come da copione consolidato c’è già un gruppo spalla, gli Aralco di Conversano, città natale del network Telenorba. Gli Aralco cantano qualche pezzo già noto dei Litfiba, Tiromancino, un omaggio a Lucio Battisti e naturalmente qualche loro canzone visto che fanno un pop-rock d’autore. Strappano qualche applauso ed è lì la forza dei gruppi spalla, il duro percorso che li matura in un mestiere mai facile, soggetto all’ispirazione, al talento, allo show system, ad una competizione bestiale ed ai gusti del pubblico. Bella l’umiltà con la quale accettano un pezzo di notorietà che non è la loro. "So che volete Pierdavide ma ascoltate anche noi" sembra dire il leader Michele Ciavarella e la sua band.
Tutti infatti vogliono Pierdavide il quale compare sul palco solo intorno a mezzanotte. La band è affiatata, monta e prova velocemente ma la neo-star si fa decisamente attendere. Bloccato nelle stanze al piano superiore di Palazzo Tarantini da ammiratori, fans, curiosi e fotografi scatenati che in fondo inseguono in lui il sogno di tantissimi. Passare dall’anonimato all’essere riconosciuti ed apprezzati, dai conti correnti risicati alla tranquillità finanziaria. Dalla noia quotidiana al mondo luccicante delle Tv e degli spettacoli.
Finalmente inizia il concerto e scivolano via le canzoni del suo primo CD “Una canzone pop”. Inizia con Trullarero trullalà, va avanti con Mi piaci ma non troppo, Jenny, Superstar fino ad arrivare alle più note e soprattutto a quelle che gli hanno dato il successo soprattutto La ballata dell’Ospedale e Di Notte. Senza dimenticare il successo composto e firmato per Valerio Scanu Per tutte le volte che vincitore del Festival di Sanremo 2010.
Sostenere un concerto non è cosa facile, ci vuole ancora mestiere e Pierdavide si impegna cercando di coinvolgere il pubblico, di flirtare quasi. Ma ad emozionare sul serio il pubblico locale non ci riesce quasi nessuno, nonostante gli entusiasmi adolescenziali siano impressionanti.
Cori, bambini che cantano a squarciagola le canzoni, non c’è dubbio: Pierdavide è entrato nel cuore di molti. Infatti già macina record di vendite, cosa stupefacente per l’abitudine ormai diffusissima - benché illegale - a scaricare tutto lo scaricabile da internet, complice l’alto prezzo dei cd originali.
Al Borgo Antico il merito di avere organizzato una serata con un cantautore vero, assolutamente in linea con lo spirito del tempo e molto probabilmente destinato ad una carriera duratura. E’ una bella storia quella di Pierdavide, perché racconta che talento e tenacia a volte possono essere premiati. Anche se vengono dal sud e da Palagianello, ormai nota per la storia del casellante che diventa cantante. E di un ragazzo che ha passato decisamente troppo tempo in ospedale. (worldpress riproduzione riservata)

venerdì 2 luglio 2010

PIERDAVIDE CARONE A GINOSA Si esibira’ il 9 Luglio al Caffe’ del Borgo Antico

di Nicola Natale
Dopo aver vinto un premio nazionale - il 2Night Award 2010 - il “Borgo” inizia la stagione estiva con un grande evento. Il 9 Luglio Pierdavide Carone, il ventiduenne cantautore di Palagianello, ormai noto in tutta Italia, suonerà il repertorio tratto dal suo primo CD “Una Canzone Pop”. Singolare la storia di Pierdavide che da Roma scende al Sud. Era il 1999 e Pierdavide ha 11 anni: i genitori decidono di risiedere nella natìa Palagianello in provincia di Taranto. Fin da piccolo però predilige la musica, scegliendola ogni volta, fin dalle elementari che frequenta a Roma, dove impara a suonare il flauto. Alle medie incontra la chitarra grazie al suo primo professore di musica e di lì a farsi le ossa con un gruppo folk creato dai professori. Poi segue la sua passione, prende lezioni private e sceglie il “Don Milani” ad Acquaviva delle Fonti, un Istituto Psico-Pedagogico ad indirizzo musicale che diverrà un Liceo Musicale. Ma è la passione a sostenerlo. Vuole fare il musicista, e si accontenta di suonare nei locali più disparati con vari gruppi rock, i cui leader spesso non gli fanno suonare le sue canzoni giudicate troppo melodiche. La vita di Pierdavide si divide poi fra il lavoro di casellante all’Autostrada e i concerti con i “Terraross”, menestrelli della Bassa Murgia dice il padre Angelo, autore della sua micro-biografia su FB. Una esperienza che “va ad aggiungersi al suo bagaglio di artista poliedrico che spazia dalla classica alla popolare e che lo forma come uomo ed abituandosi ad una vita frenetica senza soste”.
Manda le sue canzoni a tutte le etichette discografiche ma sono in tantissimi a farlo: quelle incisioni rimangono inascoltate o non destano interesse. Lui allora tenta facendo ben 5 provini per Amici, la seguitissima trasmissione musicale di Maria De Filippi su Canale 5, ma non trascura lo studio e si iscrive al corso di chitarra jazz sperimentale Conservatorio di Bari. Il 15 Settembre 2009 lo chiamano e quei brani che lui aveva composto per “tenerli pronti” sono l’inizio della sua personale scalata. L’idronefrosi con calcolo e la lunga degenza all’Ospedale di Castellaneta di fatto costituiscono l’ispirazione per il suo vero primo successo: “La Ballata dell’Ospedale”. Ora è in tour per tutta l’Italia e il Caffè del Borgo Antico, tenendo fede alla volontà di organizzare un evento di grande portata all’anno, valorizzare i talenti del territorio e rilanciare il Centro Storico di Ginosa ha scelto lui, confermandosi punto di riferimento per iniziative culturali e musicali di grande richiamo.■