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mercoledì 2 ottobre 2019

QUEL PALO IN PIU'.....Cronaca di un Consiglio "fuori bilancio."

QUOTIDIANO DI PUGLIA 2 OTTOBRE 2019*

di Nicola NATALE

MARINA DI GINOSA -
Viale Trieste e Piazza Stazione
Anche un consiglio comunale apparentemente privo di punti critici riserva sempre qualche sorpresa.
E’ il caso del debito fuori bilancio pagato dal comune di Ginosa per un palo piantato nel bel mezzo della sede stradale e preso in pieno da un’automobilista nel luglio del 2016. 
Oltre 5mila euro che sarebbero divenuti più di 11mila se il giudice non avesse appurato (sulla base di una perizia tecnica d’ufficio) che le ernie discali dello sfortunato erano precedenti all’impatto. 
Il palo era montato a sostegno di un palco eretto in piazza stazione a Marina di Ginosa. 
In apertura, la presidente del consiglio avv. Antonella Rizzi ha informato innanzitutto di una serie di movimenti contabili relativi sia al fondo di riserva ordinario che a quello dedicato ai debiti fuori bilancio. 
Spese che hanno riguardato - assieme ad altre voci - la protezione civile (22mila euro) e il nolo parcometri per 9mila euro, ma che lasciano ancora a 196mila euro le riserve, fissando a 43mila euro la quota vincolata. 
Anche la vicenda della mancata manutenzione ordinaria dello stadio Teresa Miani è venuta nuovamente a galla con l’interrogazione dell’avv. Patrizia Ratti per forza italia e la maggioranza 5 stelle che ha ammesso “i ritardi sia pure su lavori già programmati”.

GINOSA - La seduta di consiglio comunale del 30 settembre 2019
Così come pure i chiarimenti richiesti dal consigliere pd Paolo Costantino hanno riacceso i riflettori su uno dei principali nei dell’amministrazione, soprattutto rispetto alle promesse iniziali di assoluta trasparenza: la lacunosità dei fascicoli sottoposto all’esame dei consiglieri di minoranza.
Una lacunosità che in questo caso non ha impedito che venisse fuori “la costituzione tardiva da parte del Comune di Ginosa” evidenziata dalla consigliera Ratti  o la “totale assenza di controllo della viabilità” come ha fatto notare il consigliere Cristiano Inglese. 
Va detto che la costituzione tardiva ha impedito che il Comune potesse poi rivalersi sui corresponsabili della poco accorta installazione.
L'attenzione del Consiglio Comunale si è spostata poi ad altre tre sentenze che hanno visto il Comune di Ginosa soccombente, anche quando si è trattato di tombini dell’Acquedotto pugliese mal collocati o fuori sede, come è ancora oggi per molti altri, compreso quello della rete gas in via Matteotti.
GINOSA Consiglio comunale.
Da sx i consiglieri Amedeo Clemente,
Nunzio Ricciardi ed il capogruppo Sergio Basta.
A poco sono servite quindi le rassicurazioni sui prossimi lavori di ripavimentazione (data non specificata) fatte dal consigliere comunale 5 stelle Nunzio Ricciardi.
Una ripavimentazione rimandata già ad inizio consiliatura (luglio 2016) per “rispettare il patto di stabilità e poi ritardata ancora per la revisione dei progetti che avevano spessori stradali inferiori a quelli tecnicamente sufficienti”.
Una rivisitazione che comunque lascerà fuori uno dei quattro progetti di ripavimentazione di Ginosa e Marina di Ginosa, costrette a sopportare da almeno 5 anni pessimi fondi stradali, anche nelle vie centrali.
Il consiglio del 30 settembre si è soffermato anche su ulteriori debiti fuori bilancio del 2018 non inseriti nel normale ciclo cronologico di pagamento delle fatture.
Debiti per la manutenzione degli scuolabus e dei mezzi dei Vigili Urbani che potrebbero registrare a breve un’altro ennesimo cambio al vertice: il comandante Luigi Vella arrivato appena a marzo del 2019  starebbe già per trasferirsi.
Il consiglio si è chiuso con l’approvazione del bilancio consolidato del 2018. 
Anche qui con la maggioranza che tiene e la minoranza che o abbandona l’aula (pd e forza italia) o non partecipa al voto (lista inglese). 
Numeri principali i 47,8 milioni di euro di stato patrimoniale attivo e i meno 2,3 milioni di euro di risultato negativo, con debiti in aumento per ente e controllate (Ctp e farmacia comunale).

* versione integrale
QUOTIDIANO DI PUGLIA 2 OTTOBRE 2019 edizione di Taranto.

martedì 24 settembre 2019

LA DENUNCIA CORRE SUL WEB. L'amministrazione reagisce: "Facciamo il possibile dopo vent'anni di oblio".

MARINA DI GINOSA - Fontana di piazza San Pio, estate 2019.

di Nicola NATALE

QUOTIDIANO DI PUGLIA 25 settembre 2019

Mimma Colella,
planetarista.
Millecentotredici iscritti in poco meno di un mese. 
Ha catalizzato l’attenzione dei ginosini il gruppo facebook fondato da Mimma Colella per segnalare disservizi e situazioni spiacevoli presenti in città. 
“Ginosa segnala ed agisce” ha prodotto dal 25 agosto 2019 una impressionante mole di foto per testimoniare non tanto il mancato intervento dell’amministrazione comunale e delle varie ditte appaltanti, quanto l’oggettivo degrado causato dall’abbandono non corretto dei rifiuti. 
Strade e luoghi pubblici altrimenti dignitosi ridotti a ricettacolo di immondizie di ogni tipo, puntualmente ripulite e puntualmente re-insozzate o vandalizzate dopo qualche tempo. 
Quello che emerge è la mancanza di un’educazione generalizzata al conferimento dei rifiuti ed al rispetto dei luoghi pubblici, favorita anche dall’abbandono della raccolta differenziata negli anni tra il 2000 e il 2012, dopo che alcuni tentativi erano stati provati in tempi non sospetti. 
Pochissimi infatti ricordano i raccoglitori in strada e le buste distribuite in Comune già negli anni novanta per separare carta, plastica, vetro e lattine. 
Abitudine che venne subito cancellata e dimenticata, quando la raccolta differenziata non fu più una priorità politica oltre che ecologica. 
Da ultimo uno dei temi più dibattuti è stato il posizionamento di uno dei tre ecocompattori ReGreeen City per la raccolta di plastiche e lattine, sulla piazzetta all’inizio di via padre Damiano Tuseo, alle spalle dell’ufficio postale di via della Pace.
GINOSA - La piazzetta ai margini di via Padre Damiano Tueso scelta come sede per l'ecocompattatore. 

Gli altri due sono previsti presso l’isola ecologica di Ginosa nella zona artigianale di contrada Bandiera e a Marina di Ginosa, tra via Dalmazia e via Istria. 
Il gruppo ha fatto da cassa di risonanza alla contrarietà mostrata da subito dalla stessa fondatrice del gruppo cui è seguita quella di un’altra comune cittadina, Emilia D’Attoma. Posizioni poi confluite nel comitato quartiere Pierri, gruppo quanto mai attivo che, di fronte a lavori già iniziati, ha chiesto ed ottenuto un incontro urgente con l’amministrazione comunale. 
Ing. Filomena Paradiso,
assessore all'ambiente
del Comune di Ginosa.
Un incontro in cui, l’assessore all’ambiente Filomena Paradiso, il consigliere comunale Amedeo Clemente delegato al decoro urbano e l’ing. Giovanni Zigrino dell’ufficio tecnico si sarebbero detti disposti a rivedere la scelta del sito individuato, purtropppo a betonelle divelte e scavi di fondazione già effettuati. 
Questo almeno stando al comunicato diffuso dal comitato (sempre via social) nel quale sono riportati anche i luoghi alternativi all’eco-compattatore, suggeriti all’amministrazione. 
Potrebbe essere piazzale padre Pio alle spalle della scuola Deledda o ancora il parcheggio al termine di viale Palatrasio. 
O, come già suggerito, lo slargo centralissimo in piazza novembre alle spalle dei due chioschi (forse troppo piccolo) o altri in via del Pozzillo.
Tutto per evitare di deturpare la piazzetta e lasciarla al gioco dei bambini e magari riqualificarla, dopo anni di relativo abbandono. 
Ma quest’ultimo è solo uno dei tanti temi sollevati. 
L’ultimo in ordine di tempo è la disastrosa condizione dei bagni pubblici sotto piazza IV novembre. 
Una denuncia cui è seguita la replica del consigliere Nunzio Ricciardi. 
Non si faceva manutenzione da oltre vent’anni e abbiamo istituito un apposito capitolo anche per i bagni pubblici”. 
Nunzio Ricciardi,
consigliere comunale di Ginosa con delega 

a patrimonio immobiliare e manutenzione.
Secondo Ricciardi tutte le opere previste dall’amministrazione cinque stelle sono contenute nel “documento unico di programmazione, anche se le risorse a disposizione non sono sufficienti a risolvere le criticità presenti e non bastano tre anni di amministrazione per recuperarne venti”. 
Tra le opere pubbliche sono indicate con più bassa priorità, quindi meno urgenti, i lavori alla scuola Leone di Marina di Ginosa, compreso l’ampliamento della palestra e la pavimentazione di strade a Ginosa nord e Marina di Ginosa Sud. 
Come è noto però, l’elenco è molto suscettibile a variazioni.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 25 settembre 2019
edizione di Taranto pag.21

venerdì 14 giugno 2019

CENTRO STORICO, PROTETTI DAL RISCHIO. MA TRA QUANTO?

GINOSA - Piazza Sant'Antonio il 13 giugno 2019, giorno della ricorrenza del santo con la benedizione del pane. La piazza si trova all'inizio del percorso transennato di via Matrice.
(photo courtesy Visit Ginosa&Marina)

QUOTIDIANO DI PUGLIA 14 GIUGNO 2019

di Nicola Natale

Evidentemente piacciono i simbolismi. 
Via Matrice parte proprio da piazza sant’Antonio, nel cui giorno di festa arrivano altri 2,9 milioni di euro per la mitigazione del rischio geomorfologico nella zona a del centro storico.
BARI - Da sx l'assessore al centro storico Emiliana Bitetti
ed il sindaco di Ginosa Vito Parisi (movimento 5 stelle)
Sono entusiasti il sindaco Vito Parisi e l’assessore al centro storico Emiliana Bitetti per i quali si tratta di “un giorno importante per la comunità di Ginosa”. 
Un obiettivo raggiunto grazie alla collaborazione “di questi mesi” con la regione Puglia, nelle persone dell’assessore regionale ai lavori pubblici Giovanni Giannini e del dirigente sezione difesa del suolo e rischio sismico Gianluca Formisano. 
E’ uno step fondamentale per il recupero del centro storico” gli fa eco Bitetti “e per mettere in sicurezza tutta quell’area”.
Il sindaco aggiunge poi che “sono in corso interventi per riportare acqua e fogna in alcune zone del centro storico, mentre il nucleo di coordinamento sta valutando i progetti che sono arrivati ai privati”. 
Per il primo cittadino “ci sono iniziative che porteranno a breve a rivedere il tutto”. 
GINOSA - L'area di crollo di via Matrice e della sottostante via Burrone.

A più di cinque anni dal crollo, questo nuovo progetto, di cui si sa poco, viene dalle stesse amministrazioni coinvolte definito “urgente, indifferibile, prioritario”. 
Il vago comunicato chiarisce solo l’esistenza di un cronoprogramma che prevede l’affidamento dei lavori entro otto mesi dalla firma del disciplinare, cioè a febbraio del 2020. 
Ma affidare non significa affatto concludere i lavori nei tempi e con gli importi previsti.
Tutto dovuto alle difficoltà di intervento in un’area interessata da tantissime cavità e cantine? 
Architetto Nicola Parisi, Politecnico di Bari
Difficile dirlo. In ogni caso è l'architetto Nicola Parisi, professore del Politecnico di Bari nel suo “Un progetto per Ginosa-il parco delle eccellenze artigiane di Puglia” del 2017 a parlare esplicitamente di “noncuranza e pessima gestione del territorio”. 
Ad ogni modo, precisa l’assessore Bitetti “con questa sottoscrizione ci impegniamo a rispettare scadenze tassative”. 
Anche le precedenti programmazioni dotate di altri finanziamenti della regione Puglia stanno procedendo a pieno regime secondo l’amministrazione 5 stelle. 
Non possiamo permettere” proseguono Parisi e Bitetti “che tutti questi sforzi e risultati di tre anni di lavoro vengano vanificati dagli strumentali osteggiamenti che questa amministrazione sta subendo”. 
A chi e a cosa si riferiscano non si capisce, nemmeno se si riferiscano in particolare al cantiere-bradipo di via Matrice per il quale solo a fine maggio del 2019  ci si è decisi a fare la prima cosa che andava fatta: un’indagine geognostica e geofisica dell’area di crollo. 
Insomma, al di là della facile propaganda affidata a clip di un minuto e 18 secondi e dei generosi contributi europei, statali e regionali per il recupero del centro storico, va certamente stigmatizzata una gestione non sempre chiarissima dei passaggi per riottenere via Matrice com’era e dov’era.
Anzi la riqualificazione è tutta da scrivere perché siamo evidentemente ancora “alla mitigazione del rischio geomorfologico”, questo è bene chiarirlo al di là di facili trionfalismi e senza sminuire il lavoro svolto da amministrazione e struttura tecnica comunale.
QUOTIDIANO DI PUGLIA Edizione di Taranto del 14 giugno 2019 - 
Finanziamento della Regione  Puglia per la mitigazione del rischio idrogeologico 
per la zona a del centro storico di Ginosa.

martedì 21 maggio 2019

PARCO, RIAPERTURA A FINE MAGGIO. Con molte incognite.

MARINA DI GINOSA- Parco Comunale
(photo courtesy of Francesco Pignalosa)
QUOTIDIANO DI PUGLIA 21 MAGGIO 2019

di Nicola NATALE

L’insostenibile chiusura del parco comunale di Marina di Ginosa potrebbe essere parzialmente risolta con una gestione provvisoria. 
Non ci sono grandi stravolgimenti perché, fino a quando non saranno completati i lavori al chiosco esistente, si potranno solo vendere alimenti e bevande stazionando con un mezzo idoneo all’interno del parco. 
Gli introiti fino a dicembre del 2019 dovranno coprire i 5.950 euro richiesti a titolo di canone, le utenze e le spese per la pulizia dell’area assegnata e dei bagni. 
Tra le altre condizioni di affidamento c’è l’apertura e la chiusura dalle 8 alle 24 (non è specificato se tutti i giorni) e la raccolta differenziata dei rifiuti dell’intera area. 
Da sx Vito Parisi, sindaco di Ginosa e
il consigliere comunale Giorgio Acquasanta,
con delega a verde pubblico ed agricoltura.
Il consigliere delegato Giorgio Acquasanta ha fatto sapere inoltre che i lavori di messa in sicurezza, consistenti nel taglio di 92 pini  termineranno entro fine maggio per “garantire a tutti l’accesso e rendere fruibile il parco”. 
Il tutto in attesa che i lavori finanziati con il piano di sviluppo rurale (fondi europei) rimettano a posto il chiosco, l’area antistante ed i bagni vandalizzati. 
Anche il sindaco Vito Parisi ha confermato che l’amministrazione “è felicissima di come si sta agendo sul parco comunale”. 
All’annuncio è seguita subito la replica del segretario del pd marinese Antonio Pupino, secondo il quale le condizioni imposte terrebbero lontano qualsiasi operatore interessato. Di fatti non è la prima volta che gli avvisi per il parco comunale andrebbero a vuoto, data l’evidente difficoltà di conciliare la natura comunale del parco e le regole per la sua concessione con la necessità di ottenere un guadagno per chiunque ne acquisisca la gestione. 
Anche quello dello scorso anno andò a vuoto, con il risultato di vedere i tre cancelli del parco comunale di Marina di Ginosa ancora ostinatamente chiusi.
La grande e felice intuizione di destinare l’area a parco, manifestata dal comune di Ginosa già dal 1952, rischia quindi di essere vanificata, nonostante l’alternarsi delle amministrazioni.
Il tutto avviene a dieci anni dalla pubblicazione di una documentatissima ed appassionata opera di Roberto Perrone “Il parco comunale, dalle origini all’attualità di Marina di Ginosa”. 
L’architetto e professore non solo consigliò già dieci anni fa la messa in sicurezza del parco ma invitò anche ad un suo pieno recupero con “le moderne tecniche di architettura del paesaggio”. 
Tanto più che il centenario della fondazione di Marina di Ginosa, coincidente con la costruzione del casello ferroviario numero 25 (nome un tempo usato dagli anziani) si avvicina. 
Il 2020 contiene molte sfide per Marina di Ginosa, che passano proprio per l’ambiente urbano, paesaggistico e marino consegnato a residenti e turisti.

venerdì 3 maggio 2019

SCEMPIO AL PARCO REGINA. UN MILIONE DI EURO PER NULLA?


MARINA DI GINOSA -Il piccolo anfiteatro del parco regina nel gennaio 2016 (sx) e a maggio 2019 (dx).








QUOTIDIANO DI PUGLIA 3 MAGGIO 2019

di Nicola NATALE

MARINA DI GINOSA. 
Le aiuole dell'orto botanico
Un colpo al cuore invece aggirarsi ora, tra l’orto botanico vandalizzato e il percorso avventura già cadente. 
Danneggiati anche il piccolo anfiteatro in legno ormai inagibile, i cartelloni esplicativi che recavano anche le scritte in braille, divelte alcune panchine, abbattuti anche i cestini per rifiuti mimetizzati da coperture in legno. E non è la prima volta. 
Già a febbraio del 2017 erano stati documentati e denunciati i primi danneggiamenti con le panchine in legno divelte e scaraventate sui fichi d’india. 
Perché si chiedono tutti? 
Noia patologica, conflitti per la sua gestione, interessi legati alla sua manutenzione ordinaria e straordinaria, concorrenza con l'altro polmone verde? 
Difficile dirlo, perché nonostante di telecamere e sicurezza si parli spesso, non si è mai riusciti ad individuare e sanzionare un vandalo o un gruppo di vandali. 
O perlomeno a far sapere alla cittadinanza che i responsabili fossero stati realmente individuati e condannati a risarcire i danni. 
Peccato, perché per quel parco, che occupa circa quattro ettari della vastissima pineta Regina, sono stati spesi quasi un milione di euro (951mila per l’esattezza) di fondi del piano di sviluppo rurale 2007-2013. 
Il bel progetto, ideato dalla dottoressa forestale Wanda Galante, andava a concorrere efficacemente al “miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale e alla valorizzazione turistico ricreativa dei boschi”. 
Ma si è trattato di una breve parentesi per Marina di Ginosa, quasi assuefatta a vedere le sue grandi bellezze deturpate o abbandonate. 
Si può parlare del tabacchificio di proprietà regionale, erede dell’architettura rurale del primo novecento o della torre mattoni cinquecentesca o del lungomare, tutto porta i segni della decadenza, dell’incuria o della difficoltà di accesso. Nemmeno i recenti rifacimenti, vedasi quello della delegazione comunale, spiccano per coerenza e gusto architettonico. 
E per il verde pubblico marinese, non sono finiti i guai. 
Perché il parco comunale, al centro dell’esteso abitato marinese, è ancora chiuso da mesi per le difficoltà nell’appaltarne la gestione.


MARINA DI GINOSA -L'entrata del parco comunale come si presentava a maggio 2019.

Già il pd all’inizio dell’anno aveva incalzato l’amministrazione, invitandola ad assegnare almeno il chiosco all’interno, anch’esso vandalizzato dopo la cessazione del precedente affidamento. 
Ma non sono emersi fatti di rilievo, a parte l’abbattimento iniziato ieri dei pini che, secondo perizia, potevano ancora costituire pericolo per la pubblica incolumità. 
La messa in sicurezza del parco comunale di Marina di Ginosa, ha comportato da ultimo un ulteriore esborso di 33mila euro per affidamento diretto. 
Ad aggiudicarsi i lavori la ditta La Ginestra di Cella Davide con sede a Marina di Ginosa, regolarmente iscritta all’albo fornitori della centrale unica di committenza Unione dei comuni di Montedoro, essendo Ginosa priva di sistema autonomo di negoziazione telematica.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 3 maggio 2019 Edizione di Taranto pag.20