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27 gennaio 2013

MARINA DI GINOSA ALLUVIONE 2011, LO STATO SE NE RICORDI. DE PALMA "NON SIAMO FIGLI DI UN DIO MINORE"


QUOTIDIANO DI PUGLIA DEL 26 GENNAIO 2013
di Nicola NATALE
Marina di Ginosa, l''alluvione del Marzo 2011
(nei pressi del Blue Moon tratto terminale di Viale Jonio)
Marina di Ginosa, alluvione del Marzo del 2011. 
Il Consiglio Comunale approva all’unanimità una delibera che impegna la Presidenza del Consiglio a rimediare alla clamorosa esclusione della Puglia e della Basilicata dagli interventi autorizzati sul fondo della protezione civile. 
Si tratta di 105 milioni di euro dal 2013 al 2015 decisi come incremento di spesa con la legge di stabilità del 2013 in precedenza chiamata “finanziaria”,  sempreché quelle cifre non siano ritoccate. Stando così le cose ne beneficeranno sette  regioni italiane.
Vito De Palma,
sindaco di Ginosa
Ma noi non siamo figli di un dio minore” ha argomentato il sindaco Vito De Palma per il quale “i parlamentari uscenti si sono dimenticati del territorio”. 
Nella delibera si chiede anche agli eletti sicuri di prendere un impegno ufficiale per far rientrare nelle somme stanziate anche i territori di Marina di Ginosa in Puglia  e Metaponto in Basilicata. 
Il consigliere di maggioranza Vincenzo Di Canio, delegato ai lavori pubblici e funzionario regionale ha stigmatizzato la “mancata attenzione della Regione, forse una dimenticanza”. 
Sulla stessa linea i consiglieri Notarangelo e Perniola. 
I due si chiedono qual è stato il ruolo del commissario straordinario individuato dal Governo nella figura del presidente della Giunta Nichi Vendola, il quale ha, a sua volta,  delegato il dirigente Luca Limongelli. L’ultimo atto della Regione è stato l’approvazione del piano degli interventi per il superamento dell’emergenza a Luglio del 2012. 
Con quell’atto le risorse individuate dall’ordinanza del presidente del consiglio n.3988/2011 in 4,6 milioni di euro sono state così ripartite: 
100mila euro al Comune di Ginosa per i primi interventi, 
1,1 milioni di euro per il rimborso degli altri comuni ed enti partecipanti ai primi interventi, 
1,2 milioni di euro per un contributo del 15% rispetto ai danni subiti dalle “prime case” dei residenti e dalle imprese prive di copertura assicurativa, 
2 milioni di euro per interventi alle infrastrutture compreso il rifasamento elettrico delle idrovore del Gàlaso. 
23mila euro infine sono andati al funzionamento del soggetto attuatore dell’ordinanza costituito da dipendenti regionali. 
I danni dell’alluvione, secondo stime del comitato terre joniche che si è battuto per la messa in sicurezza e i risarcimenti,  ammontano a 180 milioni di euro per la Puglia e 300 per la Basilicata. 

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