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18 marzo 2020

PUGNO DI FERRO E PAESE RECLUSO. Intanto la giunta approva il pre-bilancio.

GINOSA Vista da ovest.
(photo courtesy of Francesco Pignalosa)
QUOTIDIANO DI PUGLIA 18 marzo 2020*

*articolo in versione integrale

di Nicola NATALE


Stretta ancora più forte per gli spostamenti. 
Vito Parisi,
sindaco di Ginosa
dal 23 giugno 2016.
Molti cittadini ieri, ancora inconsapevoli, passeggiavano per via della Pace, in direzione cimitero e in altre zone. 
Si tratta di disposizioni che se inosservate possono far scattare l’arresto fino a tre mesi e una ammenda fino a 206 euro.
GINOSA - Il tratto finale di via della Pace alla fine del quale è scattata "l'interdizione all'utilizzo dell'area a parcheggio".
Pugno di ferro utilizzato quindi dal sindaco che più volte aveva ammonito i ginosini ad evitare in ogni modo assembramenti. 
Anche i gruppi di persone in strada, formatisi in qualche caso grazie ai flash mob dai balconi, sono stati prontamente segnalati da qualche cittadino ed inibiti dalla polizia locale. E’ accaduto in via Avola. 
Prescrizioni che valgono a Ginosa per i parchi e le aree verdi Baden Powell, Palombaro, Murgia San Pellegrino, Cava di Pietra, Cesine, Morandi. 
Stessa cosa per la Marina dove sono stati inibiti i posti più belli, i due parchi Comunale e Regina, l’area del camping internazionale e naturalmente la spiaggia.
 
MARINA DI GINOSA L'arenile tra i più battuti anche a marzo per sfuggire al distanziamento sociale da covid-19.
La maggioranza cinque stelle di Ginosa ci tiene intanto a far sapere “che il lavoro amministrativo non si ferma”. 
Ieri è stato pubblicato sull’albo pretorio lo schema di bilancio per il triennio 2020-2022, un documento propedeutico ed essenziale all’approvazione del bilancio per l’anno in corso. 
Come molti ricorderanno lo scorso anno il consiglio comunale rischiò lo scioglimento anticipato per non aver rispettato la scadenza del 9 aprile entro la quale approvare in giunta lo schema di bilancio. Prossima data per l’approvazione del bilancio, il 30 aprile prossimo, con l’adunata del consiglio comunale. Speriamo non in videoconferenza, visto che già dal vivo il dibattito si è rivelato spesso sterile ed inconcludente, limitato al gioco delle maggioranze e di eventuali defezioni.
Ma cosa evidenziano per i conti comunali lo schema e la nota di aggiornamento al documento unico di programmazione 2020-2022? 
Domenico Gigante,
assessore al bilancio di Ginosa
(giunta Parisi-Movimento 5 stelle)
Per l’assessore al bilancio Domenico Gigante si tratta “senza ombra di dubbio di un risanamento del bilancio comunale”. 
I dati numerici evidenziano che “il debito residuo dei mutui passa dagli 8,9 milioni di euro del 2016 ai 3,9 del 2020 mentre il risultato di amministrazione passa dai 4,7 milioni di euro del 2016 ai 13,4 milioni di euro del 2020 con un aumento di 2,7 milioni di euro rispetto al dato del 2019”. 
Tutto questo, va detto, in un sostanziale stallo delle opere pubbliche strategiche comunali o delle manutenzioni ordinarie, che hanno subito un ulteriore rallentamento e ridimensionamento in questi anni
Non così la lettura del sindaco Vito Parisi per il quale “se destinare risorse al risanamento riduce le somme destinate alle azioni, sopperiamo con la nostra progettualità ottenendo numerosi finanziamenti sia per le grandi opere più volte illustrate, che per eventi sportivi, turistici e commerciali, anche con il distretto urbano del commercio”. 
Il primo cittadino aggiunge “che tenere i conti in ordine è indispensabile per raggiungere grandi risultati e che grandi soddisfazioni sono venuti dal centenario marinese e dal carnevale”. 
Giuseppe L'Abbate,
sottosegretario alle politiche agricole
(governo Conte- m5s-pd)
Ed a proposito di grandi opere, non comunali, è il sottosegretario Giuseppe L’Abbate a comunicare che il comitato interministeriale per la programmazione economica “ha approvato la ristrutturazione “di venti chilometri di condotta idrica attesa dal 2004”. 
Per una spesa di 32 milioni di euro sarà completato il secondo lotto dell’adduttore idraulico San Giuliano-Ginosa, la stessa somma prevista da una precedente delibera cipe n°113 del 2004 evidentemente mai resa operativa, anche per l’esistenza di contenziosi cui è seguita “la sostituzione dell’assegnatario dopo sentenza del Consiglio di Stato”. 
Il costo è rimasto costante grazie al ribasso offerto in sede di gara, pari a 2,5 milioni di euro.
QUOTIDIANO DI PUGLIA Edizione di Taranto del 18 marzo 2019