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lunedì 30 settembre 2013

CASTELLANETA, GUGLIOTTI NON CEDE: LA RISCOSSIONE TRIBUTI AI PRIVATI


QUOTIDIANO DI PUGLIA 28 SETTEMBRE 2013
di Nicola NATALE
I tributi a Castellaneta saranno riscossi da privati. L’amministrazione Gugliotti non recede dal suo intento nonostante un largo fronte contrario, dentro e fuori il consiglio comunale. 
Lo ha deciso ieri il consiglio comunale di Castellaneta a maggioranza.  
Il sindaco Giovanni Gugliotti ha spiegato che “è imprudente sul piano delle entrate comunali sospendere e ancor di più revocare la gara in itinere, attesa la concreta possibilità di far prescrivere o decadere gli accertamenti tributari in scadenza (ici e tarsu 2008), non potendo disporre poi di risorse interne idonee e qualificate per categoria professionale che consentano di assicurare tempestivamente l'assolvimento degli adempimenti”.  
Giovanni Gugliotti,
sindaco di Castellaneta
Gugliotti non ha mancato di criticare le gestioni passate “dove non era tutto oro quel che luccicava” e affermando che invece “il personale interno in servizio è inferiore alla dotazione organica occorrente e che un’eventuale internalizzazione sarebbe troppo onerosa per le casse comunali”. 
Il bando prevede “un lungo termine in modo che la partecipazione sia assicurata a tutte le imprese competenti con il criterio dell’offerta economica più vantaggiosa”. 
La decisione era già intuibile ma ha scatenato l'opposizione, che aveva portato in Consiglio comunale la vicenda con il consigliere Leonardo Rubino della lista emiliano. 
Rubino è poi rimasto in aula solo con il consigliere D'Ambrosio per l'abbandono degli scranni da parte dei consiglieri di minoranza Loreto, Cristini e Ignazzi prima del voto.
La seduta di venerdì scorso, quindi, non ha riservato sorprese: il bando di gara per l'affidamento delle attività di supporto per la riscossione spontanea e di accertamento, in scadenza lo stesso giorno del consiglio comunale andrà avanti. Nonostante la chiara proposta dell'opposizione: annullarlo con revoca. I contribuenti sono avvisati.

sabato 28 settembre 2013

MIROGLINI/LETTERA A CAROLI, SUI PROSSIMI INVESTITORI DETTIAMO NOI LE GARANZIE

Uno dei striscioni esposti durante la protesta
presso lo stabilimento

QUOTIDIANO DI PUGLIA 27 sett. 2013
di Nicola NATALE
La nostra lettera a Vendola aveva un significato più profondo, non certo sminuire il lavoro dell’assessorato”.
I 181 lavoratori ex-miroglio questa volta scrivono all’assessore regionale al lavoro Leo Caroli, dopo aver scritto al presidente della regione Nichi Vendola domenica scorsa. 
Caroli, nella sua nota di martedì all’indomani dell’incontro romano aveva scritto: “c’è stato un continuo ed intenso lavoro preparatorio, che ha coinvolto tutte le istituzioni locali ed ha visto in prima linea la Regione Puglia e le sue tecnostrutture”. Per poi concludere “Vorrei che lo straordinario valore aggiunto rappresentato da questa sinergia venisse adeguatamente considerato dai “miroglini” autori della lettera aperta a Nichi Vendola: il Presidente non li ha abbandonati, né lo farà mai!”. 
I rilievi fatti dall’assessore in via ufficiale non devono essere passati inosservati ed i miroglini hanno preferito ribadire che quella lettera “non voleva essere una critica al lavoro fin qui svolto da parte della sua persona”, cioè del presidente Vendola.
Tuttavia i lavoratori ormai in mobilità scrivono che il fallimento Q.bell (n.d.r. il quinto nei quattro anni di vertenza) ha “gettato nello sconforto totale tutte le famiglie” dopo che avevano iniziato a sperare in un ritorno alla normalità, ad “uno sogno chiamato lavoro, parola rara al giorno d’oggi”. Sogno infranto da “gente senza scrupoli, brava solamente a distruggere il tessuto sociale di un territorio”. Per questo dicono all’assessore chiamandolo per nome: “sai Leo, siamo stanchi, ma stanchi sul serio di essere illusi e subito dopo disillusi, di essere ridicolizzati da persone esterne  brava solo a criticare”.
Leo Caroli,
assessore regionale  al lavoro
Gli operai ribadiscono che ai gruppi subentrati deve essere chiarito subito che il pacchetto d’aiuti (contributo all’assunzione, stabilimento, sgravi fiscali, fondi regionali) é sempre quello dell’accordo del 9 luglio 2012 ma “ma le modalità di cessione degli stabilimenti, della parte economica e di altre forme di garanzia le decideranno i lavoratori con le organizzazioni sindacali  territoriali e con i loro sindaci rapportandosi costantemente con le istituzioni ministeriali e regionali”. 
In sostanza non più deleghe in bianco, se mai ve ne sono state. 
Concetto che viene chiarito meglio dalla frase conclusiva “noi non trattiamo più sul forse, sul vediamo, sul faremo da parte di chi vuole subentrare negli opifici Miroglio, devono fare fatti concreti, devono essere seri come lo siamo noi
Una lettera quindi estremamente diplomatica all’avvio ma chiara fino alla durezza nei toni finali, indizio forse di relazioni tese anche all’interno di un progetto comune: salvare quel che resta della scarsa industrializzazione della provincia jonica. I miroglini si riuniranno ancora una volta nei prossimi giorni per decidere le forme di garanzia da sottoporre al tavolo ministeriale in vista dell’incontro del 21 ottobre.

TICKET MENSA, LUDOTECA E DIMENSIONAMENTO INFIAMMANO L’OPPOSIZIONE


QUOTIDIANO DI PUGLIA 27 SETTEMBRE 2013
di Nicola NATALE
Un accanimento sul ceto medio, altro che aiuti alle famiglie in difficoltà.
Pronta la contro-replica del pd ginosino e marinese sull’aumento dei ticket per la mensa nelle scuole e l’introduzione del ticket anche per la ludoteca “marcovaldo” finora gratuita.
Ad occuparsene Enzo Giannico che aveva concepito con Cosimo Vavallo del pd la nota contro gli aumenti. Nota poi diffusa dal segretario del pd ginosino Giuseppe Punzi. L’amministrazione con una lunga nota, ben argomentata, ha spiegato la logica seguita nel suddividere per fasce di reddito il pagamento del ticket*. 
Pd Ginosa,
la sede di via Camillo Benso,
conte di Cavour
Ma l’opposizione pur ringraziando per i chiarimenti continua a criticare il provvedimento, per il quale si è scatenata la solita puntuale animata discussione su facebook. 
Per il pd l’amministrazione retta da Vito De Palma  ha confermato che dalla posizione 101 in poi nella fascia più debole, quella tra zero e quattromila euro di reddito isee, il ticket si paga 1,5 euro. 
Questo per il pd significa “discriminare le famiglie che hanno le stesse condizioni disagiate”:  non importa che il reddito di questi ultimi sia leggermente superiore ai primi cento. 
Il punto vero dichiara Giannico è che si è colpito pesantemente il ceto medio scaricando su questi ultimi gli aumenti.
Massimo Castria (lista inglese)
Il ragionamento seguito dal pd è che la famiglia media ginosina ha un reddito intorno ai 21mila euro, cosa che la spinge immediatamente nella fascia alta che paga 3,5 euro al giorno. Vale a dire circa 84 euro al mese per 24 pasti. “Quindi abbiamo che chi vive una situazione di disagio ed ha redditi bassi deve subire l'onta della discriminazione, la famiglia media invece viene considerata già ricca e si ritrova nella fascia alta”. “Bella equità” concludono dal pd.
Enzo Giannico,
consigliere comunale
di minoranza
pd marina di ginosa
Ma l’offensiva non finisce qui e, sempre sulle scuole, Enzo Giannico (pd) e Massimo Castria (lista inglese) puntano il dito contro la mancata pronuncia del Comune in merito alla autonomia dei quattro istituti comprensivi.
Istituti sottodimensionati rispetto al piano scolastico regionale che hanno iniziato l’anno scolastico con tre reggenti, solo uno ha le carte in regola per mantenere dirigente e direttore dei servizi generali ed amministrativi(dsga)”. 
Per questo lista inglese ribadiscono che “non possiamo continuare a far finta di non conoscere il problema del dimensionamento scolastico o di ignorarlo, la politica deve assumersi le responsabilità e definire, una volta per tutte, l’organizzazione del “sistema scolastico ginosino”, evitando che in mancanza, sia la Regione a farlo per noi”. 
Il costo dei ticket in altri comuni d'Italia
Per la minoranza bisogna disegnare la nuova configurazione scolastica partendo dall’istituto comprensivo di Marina di Ginosa “Raffaele Leone”. Non basta dire che “deve rimanere autonomo perché distante 21 chilometri dal comune madre ma bisogna invece avere il coraggio di fare scelte nella direzione dell’efficienza, della qualità formativa e che coinvolgano gli attori scolastici e la comunità tutta”. 
Per i consiglieri Enzo Giannico e Massimo Castria, entrambi di Marina di Ginosa che firmano la nota “non si può continuare ad amministrare con provvedimenti transitori e di rimando, bisogna cancellare definitivamente il concetto di provvisorio, specie per le nuove generazioni”.

MALAGNINI: "L’ASSEMBLEA NAZIONALE PD? UN BLUFF"


Carmelita Malagnini,
delegata nazionale pd
QUOTIDIANO DI PUGLIA 27 SETTEMBRE 2013 
di Nicola NATALE
L’unica certezza è il congresso per l’8 dicembre per quanto riguarda il riguardo il pd.
Questa è l’amara conclusione di Carmelita Malagnini, delegata nazionale del partito democratico, di stanza a Ginosa.  
Per il resto una debacle totale, per chi ha investito tanto in questo partito, per chi ha sempre creduto in un partito che non fosse solo nel nome democratico, per chi ha con coerenza ed entusiasmo lottato per il rinnovamento della classe dirigente”. 
Non è andata giù soprattutto la frase finale di Marina Sereni che, nel congedare i delegati nazionali all’auditorium della conciliazione a Roma ha detto: “questa assise non sarà quella che si rivedrà dopo l’8 Dicembre”. 
I delegati erano lì per approvare le modifiche allo statuto e, come spesso accade in politica, per ratificare decisioni già prese dal nucleo organizzativo in seno alla direzione nazionale. Con il risultato secondo la  Malagnini di rendere palese il “dramma di un’Assemblea inesistente e priva di qualsiasi potere”. Quando si è passati alle votazioni "mancava il numero legale". Ciononostante “dopo una serie di rinvii per mancanza di accordi tra le correnti, le raccomandazioni sulle modalità di svolgimento delle primarie (dicono non vincolanti) sono state approvate con 378 voti favorevoli, 74 contrari e 20 astenuti”.
Modalità assembleari ancora più disinvolte per l’approvazione dell’intero pacchetto di modifiche:  in mancanza del numero legale la direzione nazionale in accordo con le raccomandazioni approverà le modifiche statutarie”. 
Vicende che fanno scrivere alla Malagnini: “si chiude così l’esperienza di delegata nazionale; un’assemblea, sovrana, viene snaturata dalla decisione dei soliti noti riuniti a porte chiuse”.  
Per poi concludere: “a distanza di 6 anni dalla sua fondazione, si parla di rifondare il PD,  purtroppo quello che è chiaro a tutti è che la vecchia classe dirigente non è ancora pronta a lasciare spazio ai giovani, che nel frattempo, come diceva Civati stanno invecchiando in attesa che arrivi il loro momento”. La corsa alla segreteria, come molti sanno è tra Giuseppe Civati, Gianni Cuperlo, Gianni Pittella e Matteo Renzi ma la vera corsa corsa dovrebbe essere secondo Malagnini "tesa anche a recuperare la base ed attuare sul serio il rinnovamento atteso dai tanti militanti".

giovedì 26 settembre 2013

NATUZZI ANCORA RINVI AL 3 ED AL 10 OTTOBRE. Non ancora individuate le new.co.


Divani Natuzzi in una promozione pubblicitaria
QUOTIDIANO DI PUGLIA 26 SETTEMBRE 2013
di Nicola NATALE
Natuzzi, dalla due giorni a Roma conclusasi ieri, escono poche notizie, tutte dai contorni confusi.
I livelli della trattativa sono ancora “bassi”. 
Il primo a parlare è Salvatore Bevilacqua, segretario regionale feneal uil per cui l’unico punto certo è che si vuole ridurre il numero degli esuberi utilizzando le newco, cioè nuove aziende che produrrebbero per Natuzzi parte delle commesse reintrodotte in Italia. 
Su questo punto c’è l’assenso delle sigle sindacali maggiori (fillea cgil, feneal uil, filca cisl) ma si è in alto mare per la fissazione di un crono-programma e dei relativi accordi. 
L’unica cosa certa sembrano essere le date del prossimo rinvio, 3 e 10 Ottobre sempre a Roma presso il ministero dello sviluppo economico per la comunicazione degli stadi di avanzamento della trattativa o per dir meglio della vertenza natuzzi. 
Comunicazioni dovute ai lavoratori come ai soggetti istituzionali, tra cui comuni e regione Puglia e Basilicata  da tempo impegnati a cercare di risolvere la vertenza. 
Un fantoccio realizzato
dagli stessi operai
per mostrare la loro
esasperazione
Istituzioni chiamate in causa dallo stesso gruppo di Santeramo, conscio del grave impatto socio-economico provocato da 1726 esuberi. Esuberi che intanto aspettano con angoscia la fine della lunga stagione di cassa integrazione che dura per alcuni da quasi dieci anni. 
La trattativa sembra andare avanti sotterranea mentre il 15 ottobre, data della scadenza della cassa integrazione in deroga, è sempre più vicino. 
Posto che si riesca a comprimere il numero dei lavoratori destinati a lasciare il gruppo, il problema ulteriore sono le garanzie offerte ai lavoratori che rimarranno. 
I sindacati hanno detto chiaramente che non sono disposti a cedere sulla natura e durata dei contratti e sui numeri delle persone da assorbire. 
Salvatore Bevilacqua,
feneal uil
“Se sono cose che nascono per sei mesi non ci interessano, se è una cosa che nasce ex novo ci interessa comunque poco” commenta Bevilacqua “perché è nell’interesse stesso del gruppo affidare lavori ad aziende competenti, in un settore in cui non ci si improvvisa”
A questo punto emerge la nuova richiesta di tempo al ministero del lavoro per cui potrebbero a detta di Bevilacqua “esserci le condizioni qualora le intenzioni espresse nel piano industriale si traducessero in realtà”
L’orizzonte ideale sarebbe un anno secondo i sindacati perché si è ancora a zero per quanto riguarda le aziende da coinvolgere e gli stessi stabilimenti interessati dalla riorganizzazione: “vanno messi tutti i punti e tutte le virgole, siamo ad un’idea a cui bisogna costruire le gambe e le braccia”
“Cosa succede” si chiede Bevilacqua “se le aziende interessate vogliono acquisire sì le commesse Natuzzi ma spostandosi dall’area murgiana e non in Puglia? E’ evidente che non possiamo accettare”. 
Una partita quindi impossibile da risolvere entro il quindici di ottobre, di qui le ragioni della richiesta di ulteriore cassa in deroga. 
Stessa cosa per l’incentivo all’esodo per cui erano circolate delle cifre messe sul piatto (12 milioni di euro) assolutamente non confermate dall’azienda. Anche perché per il momento non è possibile capire quanti usciranno dal gruppo e quanti continueranno nelle o nella newco. L’argomento è quasi tabù. 
Natuzzi, una delle sedi
Il tutto è legato anche alla ripresa in atto in alcuni Paesi, dopo una crisi di portata epocale. Un’iniezione di liquidità consentirebbe di far cassa al gruppo quotato a Wall Street e che fa divani con destinazione mondo di affrontare gli enormi esborsi conseguenti all’uscita di tanti lavoratori. 
Altro argomento il costo del lavoro,  da 90 a 50 centesimi di euro la riduzione attesa dall'azienda   che però rassicura che “i diritti del lavoro non saranno toccati”
Sul punto la linea dei sindacati sembra essere intransigente: “non accetteremo mai di toccare i diritti acquisiti dei lavoratori come si conviene ad una azienda di queste dimensioni”
Pasquale Natuzzi
Trattative difficili quindi, non aiutate dal fatto che il piano industriale non è stato materialmente consegnato ai sindacati anche per i continui cambiamenti dello scenario economico in cui il gruppo si muove e che rendono impossibile pianificare in dettaglio il futuro.
Intanto il presidente ed amministratore delegato del gruppo Pasquale Natuzzi non compare agli incontri romani, consapevole forse che il traguardo della risoluzione della vertenza appare ancora lontano.
Per il momento altri piccoli natuzzi cercasi, per ripetere il miracolo che consentì quelle assunzioni troppo presto rivelatesi esuberi. 
Quanto alle critiche sul piano dei rapporti industriali i sindacati con Bevilacqua fanno notare che “da dieci anni il gruppo denuncia esuberi e ad oggi nessuno è stato licenziato, segno che il nostro lavoro l’abbiamo svolto appieno”.

MIROGLIO LUCI E SPERANZA DA ROMA. Termoform ed altre tre aziende pronte ad investire


I miroglini durante la protesta ad Alba (Cuneo)
QUOTIDIANO DI PUGLIA 26 SETTEMBRE 2013
di Nicola NATALE
La vertenza Miroglio non cessa mai di stupire. Dopo il quinto clamoroso flop con la friulana Q.bell, altre quattro aziende potrebbero prenderne il posto: sia nello stabilimento di Ginosa che in quello di Castellaneta.
La prima di queste è la Termoform, attiva nel campo dello stampaggio plastico:  liberatosi lo stabilimento di Ginosa, non andrà più in quello di Castellaneta poiché quest’ultimo è ormai sprovvisto di impianti e caldaie. Come è noto quest’ultima vorrebbe investire circa 2,5 milioni di euro riassumendo 70 lavoratori in mobilità. 
L’altra di cui non è stato comunicato il nome ne assumerebbe altri trenta portando a tre milioni di euro l’investimento complessivo. 
Non è finita qui perché altre due aziende hanno contattato il ministero dello sviluppo economico. Si sono dette pronte ed interessate ad occupare quel che resta dell’immenso sito industriale allocato in contrada girifalco a Ginosa ed anche a non lasciare “fatiscente” lo stabilimento di Castellaneta, che ospitava la filatura e fu il primo ad essere chiuso.
Insomma un’insospettata svolta positiva dopo che l’addio di Q.bell aveva gettato tutti nel pessimismo più nero. 
Ma anche ora lavoratori, sindacati, Regione e Comune vogliono vederci chiaro e ad una voce dichiarano che le concessioni in merito alla dote occupazionale (circa 9mila euro che andrebbero all’azienda subentrante anziché al lavoratore esodato) ed alla proprietà dello stabilimento saranno concesse “solo dopo fatti concreti” quindi un effettivo insediamento aziendale.
Leo Caroli,
assessore regionale al lavoro
Ad intervenire per primo, già martedì scorso,  è stato proprio l’assessore regionale al lavoro Leo Caroli che incontrerà le aziende in Puglia, presumibilmente a Bari, il 7 e l’11 ottobre prossimi, per poi preparare l’altra tornata la tavolo ministeriale il 21 Ottobre. 
All’orizzonte il disimpegno di Miroglio e della wollo,  la società incaricata dal gruppo tessile di cercare nuovi investitori,  fissato al 31 dicembre. Caroli ha fatto notare che l’impegno del suo assessorato è teso a salvare entrambi gli stabilimenti di Ginosa e Castellaneta e che tutti gli enti locali, regione in primis, hanno contribuito al recupero della vertenza, arenatasi per le continue defezioni degli imprenditori individuati.
L’assessore inoltre, con riferimento alla lettera aperta scritta dagli operai al presidente Vendola con cui chiedevano il suo impegno ha confermato che questi non “li ha mai abbandonati, né lo farà mai”.
Non è mancato nemmeno un cenno alla wollo “un mandato oneroso quanto produttivo” che sottolinea il positivo atteggiamento di Miroglio che ha interrotto la produzione ma non si è opposto al fatto che altri imprenditori subentrino in quelli che sono comunque  i suoi stabilimenti. 
La scommessa, che dura da quattro anni, è non arrendersi alla de-industrializzazione del territorio. 
Una scommessa da vincere soprattutto per i circa 181 miroglini in mobilità dal 24 luglio scorso luglio, per le loro famiglie, ma anche perché quei due stabilimenti sono stati finanziati con i fondi per la reindustrializzazione delle aree di crisi siderurgica. L’ex sottosegretario Romani quantificò le agevolazioni in circa 70 milioni di euro.

NATUZZI, RIPRENDE A ROMA IL CONFRONTO. PREOCCUPAZIONE TRA I LAVORATORI


Pasquale Natuzzi,
presidente ed amministratore delegato dell'omonimo gruppo
Oggi 26 Settembre, sempre sul Quotidiano di Puglia,  articolo con gli esiti del tavolo romano.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 24 SETTEMBRE 2013
di Nicola NATALE
Groviglio Natuzzi. Oggi e domani a Roma, presso il ministero dello sviluppo economico, ennesimo incontro tra l’azienda di divani nota nel mondo e i sindacati cgil cisl e uil per impedire una catastrofe sociale. 
La stessa azienda di Santeramo in Colle ha chiesto esplicitamente dialogo e collaborazione ad istituzioni e sindacati “consapevole dell’impatto sul territorio derivante dalla riorganizzazione”
Una razionalizzazione che porrebbe fuori dalle 9 sedi italiane del gruppo 1726 persone.
La corsa è ad impedire la mobilità già richiesta dall’azienda ma intanto si registra una presa di posizione dei rappresentanti sindacali aziendali. 
Antonello Zicari,
rsu fillea cgil in Natuzzi
A parlare ieri è stato Antonello Zicari, fillea cgil: “i lavoratori sentono la fine della cassa integrazione ma navigano nell’incertezza, noi vogliamo vederci chiaro perché i temi sono tanti”. Una nota inviata dai rappresentanti sindacali aziendali ai loro vertici regionali e nazionali nonché alle regioni Puglia e Basilicata esplicitamente chiede che dopo i due tavoli si dia una risposta certa, pena l’avvio di nuove agitazioni. 
Sul tappeto infatti non c’è solo il numero che tutti tentato disperatamente di ridurre, ma anche l’entità di un’eventuale “buona uscita” come si chiamava una volta l’attuale incentivazione all’esodo. 
I 13 mila euro di cui si vocifera non sarebbero accettati dalla maggior parte dei lavoratori, riducendo così il numero dei collaboratori disposti a mettere definitivamente la parola fine all’esperienza nel gruppo Natuzzi. 
Altro motivo di preoccupazione le new-co, cioè le aziende che andrebbero a sostituirsi al gruppo nelle assunzioni di ciò che rimane del gigante del salotto pugliese, ormai globalizzatosi e spostatosi prevalentemente nei nuovi mercati e nei paesi a basso costo del lavoro ed a bassa tassazione come Brasile, Cina e Romania.
Tuttavia gli ordini ci sono e la situazione finanziaria è solida, quindi gli spazi di manovra ci dovrebbero essere, pur all’interno di una trattativa che gioca sulla pelle viva delle persone.
Altro fronte quello dell’accordo di programma da 101 milioni di euro destinato almeno in teoria ad assorbire una parte di quegli esuberi, non importa se con Natuzzi o con altre aziende, più innovative o in linea con il mercato europeo come vorrebbe le regioni Puglia e Basilicata che quei soldi li hanno nei cassetti da febbraio 2013, senza poterli spendere.
Va ricordato peraltro che secondo alcuni sindacalisti “nessuna manifestazione di interesse riguarda il territorio tarantino”
Silvano Penna,
segretario regionale fillea cgil
Intanto il segretario regionale fillea cgil Silvano Penna ha chiarito in cinque punti lo stato dell’arte della trattativa.
Sostanzialmente dice Penna:
1) il numero dei 1726 dichiarato dalla Natuzzi rimane invariato;
2) la mobilità è aperta;
3) il 25 settembre chiederemo al ministero del lavoro un rinvio;
4) la linea “L.Edition potrebbe ritornare ad essere prodotta in Italia dove potrebbero essere realizzati anche complementi d’arredo;
5) c’è disponibilità della Natuzzi ad un incentivo all’esodo ma non è stata resa nota alcuna cifra.
In parole povere la soluzione è ancora lontana anche se gli appuntamenti di oggi e domani sono decisivi per comprendere “le reali volontà della Natuzzi”.
Ulteriori appuntamenti sono fissati al 27 settembre con la riunione dei delegati al ministero dello sviluppo ed il 3 Ottobre in seduta plenaria. Tuttavia conclude Penna “anche se il progetto dovesse concretizzarsi per intero, un numero troppo alto di lavoratori resterebbe senza collocazione, ciò renderebbe impraticabile qualsiasi accordo”.

mercoledì 25 settembre 2013

LATERZA DAL 1° OTTOBRE FINALMENTE L’AUTO MEDICA. Finora arrivava da Ginosa


Laterza -veduta aerea
QUOTIDIANO DI PUGLIA 25 SETTEMBRE 2013
di Nicola NATALE
Laterza avrà finalmente la sua auto medica dal 1° ottobre.
Finora chiamando il 118 l’ambulanza arrivava dalla postazione di Laterza in via Matera, ma l’automedica arrivava da Ginosa con tutti i ritardi ed i contrattempi che è possibile immaginare.
Con l’impossibilità fisica di gestire le emergenze di un bacino d’utenza che aggiunge ai circa 19mila ginosini,  i circa 15mila laertini. 
Gianfranco Lopane,
sindaco di Laterza
Lo ha dichiarato il sindaco Gianfranco Lopane ieri ricordando come il direttore generale Fabrizo Scattaglia abbia mantenuto fede agli impegni presi nei precedenti consigli comunali e nelle tante conferenze svoltesi sul tema dei servizi sanitari. “E’ un risultato che ci dà grande soddisfazione e dà atto della sensibilità ad un tema centrale per noi laertini”.
La postazione era prevista dal piano delle emergenze, le famose postazioni del servizio di emergenza territoriale ma non erano stata mai attivata. 
La particolarità del territorio di Laterza, che confina con le province di Matera e di Bari,  è tale da richiedere un minimo di servizi di emergenza poiché copre dice il sindaco “ampie zone rurali e di estrema periferia con tempi di raggiungimento maggiori rispetto ad altri centri”. E’ una notizia che finalmente spezza la lunga catena di accorpamenti, soppressioni e ridimensionamenti che hanno caratterizzato la sanità jonica e non solo. Va detto che l’annuncio della dotazione di auto medica era stato dato già dal lontano 2008.

TICKET MENSA E LUDOTECA L’AMMINISTRAZIONE RINTUZZA IL PD


Ginosa, piazza Marconi
ove ha sede il municipio
QUOTIDIANO DI PUGLIA 25 SETTEMBRE 2013
di Nicola NATALE
Ticket mensa per le scuole e ludoteca. 
Non è passato nemmeno un giorno dal comunicato delle sezioni pd*  che puntualmente l’amministrazione ha replicato.
Dal Comune guidato dal sindaco Vito De palma  hanno spiegato che invece si sono introdotte quattro fasce di reddito, esentando dal pagamento della mensa scolastica i cento redditi più bassi e facendo pagare a coloro che hanno un reddito isee compreso tra zero e quattromila euro ma  po’ più alto dei primi cento, solo 1,5 euro al giorno. 
Le esenzioni passano quindi da 70 a 100 e chi si trova nella fascia di reddito più bassa, ma non nei primi cento, pagherà meno, per l’esattezza da 2,5 euro al giorno ad 1,5 euro.
Anche chi è nella seconda fascia rispetto all’anno scorso avrà uno sconto di 0,75 euro a pasto. 
Sono infatti previste altre tre fasce di reddito e cioè da 4000,01 a 8000 euro di reddito un ticket di 2 euro a pasto, da 8000 a 10000 euro di reddito 2,75 euro a pasto, oltre 10000 euro di reddito 3,50 euro a pasto.
Spiace constatare” aggiunge la nota stampa “che il PD non solo non ha compreso il contenuto delle Delibere di Giunta, ma ha anche diffuso malevolmente un messaggio errato nella popolazione”
Il fine dell’amministrazione invece è stato quello di “andare incontro alle famiglie più deboli”, il pd di Ginosa e Marina di ginosa secondo l’amministrazione “non solo non ha compreso il contenuto delle Delibere di Giunta, ma ha anche diffuso malevolmente un messaggio errato nella popolazione”
La ludoteca di Ginosa "marcovaldo"
Stessa cosa per la ludoteca chiamata ufficialmente centro ludico comunale: "il ticket è stato introdotto per consentire di tenerla aperta nonostante i diminuiti trasferimenti nazionali e regionali per la spesa sociale"
Il costo unitario secondo per minore stando alla delibera di giunta comunale è di 295 euro. Anche qui si è scelto di suddividere la contribuzione al servizio per reddito, non facendo a pagare a nessuno, nemmeno ai redditi più alti, il suo esatto ammontare, rientrando probabilmente questi servizi in quelli “a domanda individuale”
Per la ludoteca i ticket sono 4:
  • 29,5 euro per redditi fino a 4mila euro
  • 59 euro per redditi fino ad ottomila euro 
  • 88,5 per redditi fino a 12mila euro
  • 118 per redditi oltre i 12mila euro. 
In conclusione la nota non rinuncia ad una stoccata contro la Regione Puglia in cui il pd é maggioranza: “cosa succederà ad anziani, minori e disabili con l’introduzione dei buoni di conciliazione operati dalla Regione Puglia e che prevedono complesse procedure telematiche per richiedere il contributo”? I buoni di conciliazione sono, secondo l’assessorato al welfare “buoni servizio spendibili nei servizi e nelle strutture socio-riabilitative o socio-educative”.
L’auspicio concludono da piazza Marconi è che “il pd locale riesca a fare politica nell’interesse della popolazione e non solo facendosi guidare dall’odio verso il nemico politico”.
*http://ginosanews.blogspot.it/2013/09/ticket-scolastico-dura-nota-del-pd.html

TICKET SCOLASTICO. DURA NOTA DEL PD ALL’AMMINISTRAZIONE


Ginosa - la ludoteca marcovaldo
QUOTIDIANO DI PUGLIA 25 SETTEMBRE 2013
di Nicola NATALE
Dura nota da parte dei circoli pd di Ginosa e Marina di Ginosa, che segna la ripresa delle ostilità. Sotto tiro "l’aumento dei buoni pasto per le mense scolastiche"
Con un colpo di genio,  il 17 luglio, quando siamo al mare a prendere il sole, questa Amministrazione ha preparato il regalo di autunno: l’aumento del costo dei buoni pasto, per accedere al servizio mensa scolastico, e la introduzione di un ticket per la ludoteca, che prima era completamente gratuita”. Secondo il pd,  la maggioranza pdl “oltre ad introdurre gli aumenti, son capaci anche di introdurre discriminazioni farsesche”.  Che sarebbero queste: “alle famiglie che hanno un reddito ISEE fino ai 4000 euro, solo i primi  100 bambini avranno il ticket gratuito, gli altri seppur in condizioni economiche disagiate debbono pagare il ticket”.
Ginosa il pd alle primarie 
Che differenza c’è, si chiede l’opposizione,  tra i primi 100 e gli altri? 
“Non si sa! Sappiamo solo che il Sindaco De Palma li discrimina e li tassa”. “Anche l’introduzione delle fasce non introduce equità. Andrebbero riviste tenendo in considerazione maggiormente il tessuto economico e sociale del nostro paese e chiedendo una maggiore contribuzione”.
La nota non prende in esame solo i ticket scolastici ma si allarga ad altri temi, con un attacco a tutto tondo. 
Ginosa la sede del pd in via Camillo Benso, conte di Cavour
Così scrivono da via Cavour, dove ha sede la sezione ginosina: “non avendo  migliorato l’offerta turistica, dopo aver scopiazzato all’ultimo momento  quanto preparato dalle associazioni ed ultimato il cartellone culturale il 24 luglio hanno approntato la sorpresa d’autunno”. 
"Se a questo si aggiunge il solito traffico disorganizzato, piste ciclabili solo disegnate, il bus navetta, a gasolio invece che a gas o elettrico, che inizia la sua attività ad agosto ed un’isola ecologica che si incendia e che chiude prima ancora di aprire, abbiamo la perfetta descrizione dell’estate marinese. 
Un fallimento per il sindaco marinese”.
Dalla nota è evidente che le larghe intese, almeno sul piano formale come avvengono al governo, a Ginosa non sono possibili. Almeno per il momento.

martedì 24 settembre 2013

CASTELLANETA INCENDIO AL CANALE MICCOLI: EVITATO UN DISASTRO. La zona è un perla paesaggistica con sorgenti naturali


Castellaneta - canale Miccoli in contrada Gaudella.
Il canale, assieme al canale sant'Angelo  ha vincolo idrogeologico e paesaggistico poiché ci sono sorgenti naturali, macchia mediterranea ed una pineta di 120 ettari

QUOTIDIANO DI PUGLIA 24 SETTEMBRE 2013
di Nicola NATALE
Un vasto incendio ha interessato ieri il canale miccoli, a sud di contrada gaudella, in territorio di Castellaneta. Le fiamme si sono sprigionate da un campo vicino fin da domenica sera, propagandosi per oltre cinque ettari. 
A farne le spese non solo la pregevole macchia mediterranea e le aree boscate (4,2 ettari), ma anche un uliveto e terreni incolti adiacenti per circa un ettaro. 
Corpo forestale e vigili del fuoco di Castellaneta
Efficace il lavoro degli addetti allo spegnimento coordinati dal comando stazione forestale di Castellaneta alla guida dell’ispettore Giovanni Prisciantelli. 
Gli uomini del  corpo forestale dello stato, dei vigili del fuoco e 3 squadre dell’agenzia regionale irrigua e forestale sono riusciti a contenere al minimo i danni e la superficie interessata dall’incendio.
Le operazioni di bonifica sono terminate alle 10 di ieri, ma intorno alle 13 gli uomini erano ancora impegnati nel circoscrivere l’incendio e nell’evitare che le fiamme dal fondo del canale risalissero verso una zona coltivata intensamente ad uva da tavola.
Con molta probabilità è stata la folle e piuttosto radicata abitudine di accendere fuochi per “fare pulizia” di stoppie ed erbacce secche a causare questo ennesimo scempio. 
L'oliveto bruciato con le fiamme. Il 2013 a Ginosa e dintorni
è stato disastroso per numero di incendi.
Percorrendo periferie e campagne le zone bruciate sono innumerevoli:
una vera barbarie
Un’azione incauta non solo perché fatta in presenza di vento, ma anche perché fatta in assenza di “precese” cioè di fasce di terreno arate che impediscono il propagarsi del fuoco.
La mancanza di queste può dar luogo a sanzioni fino a 2500 euro, un incendio boschivo appiccato con dolo o anche solo per colpa comporta la reclusione da 4 a 10 anni: si va dentro. 
Anche perché è una leggerezza che mette in pericolo le persone, costa cara al paesaggio, alle colture ed è fonte di assoluto spreco di denaro pubblico. Un incendio mette in moto una complessa catena di uomini e mezzi. 
Si tratta “per quanto riguarda il canale miccoli di una zona di assoluto pregio assieme al canale sant’angelo” commenta l’ispettore Prisciantelli “perché ci sono sorgenti naturali che convogliano le acque verso il fiume Lato”. 
Non a caso è una zona sottoposta a vincolo idrogeologico e paesaggistico e nella quale vengono spesso “effettuati pattugliamenti anti bracconaggio” e nella quale una decina di anni fa si sviluppò un'altro disastroso incendio. 
In zona e nella vasta pineta comunale circostante di circa 120 ettari é vietata la caccia per effetto della legge 353 del 2000. 
Castellaneta e Ginosa conservano tra i canali più belli” dice l’uomo della forestale. 
Un’area gioiello sconosciuta ai più, che ha rischiato di venire di nuovo sfregiata dopo un altro incendio che la interessò una decina di anni fa.
Sempre ieri a Ginosa, ai margini del paese, in zona cavese un incendio ha interessato il canneto in zona cavese: anche qui è stato interessato prontamente il servizio emergenza radio. Il tema degli incendi e dello scarsissimo rispetto del paesaggio rimane purtroppo di stretta attualità.

MONS. FRAGNELLI VESCOVO A TRAPANI. ARRIVEDERCI COMMOSSO ALLA DIOCESI DI CASTELLANETA


Mons. Pietro Maria Fragnelli,
vescovo della diocesi di Castellaneta
di Nicola NATALE*
La notizia è piombata improvvisa tra i tanti fedeli cattolici della diocesi di Castellaneta: mons. Pietro Maria Fragnelli è vescovo di Trapani. 
Vale a dire che dal 24 settembre 2013 la diocesi dovrà prepararsi a salutare il suo pastore e ad incontrare una nuova guida.
L’annuncio é stato accolto con dispiacere perché nei suoi dieci anni di servizio il prelato aveva stretto un saldo rapporto con tutte le 36 parrocchie disseminate nei 7 comuni e nelle due frazioni che coprono il settore occidentale della provincia di Taranto. 
Dico il mio grazie commosso alla Diocesi di Castellaneta, che mi ha amato molto più di quanto potessi desiderare e tanto meno meritare” questa una delle sue prime dichiarazioni dopo la nomina. 
Sua eccellenza Fragnelli non ha dimenticato di ringraziare non solo tutti coloro che gli sono stati accanto e i monsignori Santoro e Pisanello,  ma anche e soprattutto le mamme ed i papà preoccupati per il futuro lavorativo dei propri figli: “vi dico come papa Francesco non lasciatevi rubare la speranza, spero anzi di averla rafforzata in questi anni”. 
All’una di ieri, la curia di Castellaneta, efficientissima, ha diffuso l’annuncio trasmesso dalla sala stampa del Vaticano.
La cattedrale di Trapani
Mons. Pietro Maria Fragnelli ha inviato due lettere con le quali si congeda dai fedeli della diocesi di Castellaneta e si presenta a quelli di Trapani “cum omni fiducia” con ogni franchezza, come recita il suo stemma che rimarrà tra quelli che ornano il palazzo vescovile mirabilmente restaurato.
Questi alcuni dei passi più significativi del suo commiato: “é gioia pensare che il Vescovo di Roma, papa Francesco – a cui va la mia sincera gratitudine - dà fiducia alle persone e prolunga i suoi gesti sorprendenti, provocandoci alla cultura dell’incontro e invitandoci a ripensare le realtà sociali ed ecclesiali del Sud anche come ponte interregionale di cultura e di fede”. 
Gratitudine espressa al santo Padre anche “per averlo coinvolto nel suo progetto globale di rinnovamento della Chiesa con un’attenzione specifica alle chiese particolari d’Italia”. 
Mons. Fragnelli ha parlato di “strappo doloroso dall’amata chiesa di Castellaneta che ho servito come meglio ho potuto e saputo in dieci anni e mezzo” ma anche di vivere il passaggio come “una potatura il cui senso pieno mi sarà noto in cielo”.  Poi ha aggiunto “considero questa nomina di un pugliese a vescovo di Trapani come sorpresa dell’anno della fede”. 
*domani 25 Settembre sul QUOTIDIANO DI PUGLIA intervista della collega Serena Corrente.

CASTELLANETA / RUBINO: “L’ILLUMINAZIONE E’ INADEGUATA. SOSTITUITELA, VI CONVIENE”


Castellaneta piazza principe di Napoli sede del municipio
QUOTIDIANO DI PUGLIA 23 SETTEMBRE 2013
di Nicola NATALE
Sono veramente poche le armi a disposizione dell’opposizione.
Tra queste ci sono le interrogazioni e il consigliere di minoranza Leonardo Rubino da Castellaneta ne fa un buon uso. L’ultima sua riguarda la pubblica illuminazione e senza mezzi termini consiglia all’amministrazione in carica guidata dal sindaco Giovanni Gugliotti di sostituirla integralmente. 
Rubino parte da un ragionamento semplice che sostanzialmente suona così: “il Comune spende oltre un milione di euro per i consumi di energia elettrica e circa 110mila euro per la manutenzione dei lampioni, adeguando tecnologicamente gli impianti si risparmierebbero circa 300mila euro annui, potendo pagare così un mutuo ventennale di ben 6 milioni di euro”
La cifra potrebbe coprire gli ingenti costi di sostituzione di 3270 punti luce suddivisi tra 1800 a Castellaneta e dintorni e 1470 a Castellaneta Marina. 
I fari, cavi e pali compresi, andrebbero sostituiti perché vecchi di decenni, non a norma e fonte di “gravi pericoli per la privata e pubblica incolumità” per “rischio di elettrolocuzione (scariche elettriche), scarsa staticità e debole illuminazione”.
Castellaneta marina il lungomare in via degli eroi
Ma anche il nuovo chiacchieratissimo impianto del lungomare di Castellaneta marina entra negli strali di Rubino. Secondo il consigliere che è anche un funzionario regionale, l’impianto non rispetterebbe la legge regionale n°15 del 2005 perché determina “sovra-illuminazione, abbagliamento e illuminamento molesto” senza considerare i consumi pari a circa 50mila euro annui per una potenza assorbita di oltre 200mila kilowatt per ora. 
Leonardo Rubino,
consigliere comunale lista emiliano
a Castellaneta
Ma non è finita qui perché l’impianto del lungomare presenta una “scadente estetica dei corpi illuminanti, una interdistanza tra i pali eccessivamente ridotta e una non idonea resa cromatica”.
Per questo il consigliere della lista emiliano propone di realizzare reti capillari che consentano con l’illuminazione anche la videosorveglianza ed il controllo del traffico. 
Una illuminazione adattiva che si attivi in funzione dei flussi di traffico e di persone, con una resa cromatica adatta alle specificità architettoniche ed ai contesti urbanistici.
Il tutto utilizzando lampade a ioduri metallici da 70 watt e alimentatori elettronici con potenza regolabile pari a 7.500 lumen contro i 6.800 attuali. 
Ciò consentirebbe di finanziare senza oneri a carico della collettività la progettazione, l’ammodernamento strutturale degli impianti ed anche i  servizi aggiuntivi come la variabilità della illuminazione. Sarà curioso a questo punto sapere cosa ne pensa l’amministrazione in carica ed anche il segretario generale di Castellaneta Eugenio De Carlo cui l’interrogazione è diretta per conoscenza. Anche perché Rubino fa diretto riferimento alla realizzazione del piano comunale per il contenimento dell’inquinamento luminoso e per il risparmio energetico, prescritto dalla Regione Puglia.