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27 gennaio 2013

STASOLLA, QUANDO E' IL REPERTO CHE VIENE A CERCARTI.


di Nicola NATALE
Vincenzo Stasolla, archeologo
Imbattersi in reperti archeologici quando nemmeno li si sta cercando. 
E’ quello che è accaduto a Vincenzo Stasolla, laureando in archeologia e al fotografo Francesco Pignalosa mentre si aggiravano per le campagne di contrada cavese a Ginosa. Stasolla non è nuovo a studi e campagne di scavo, per cui l’occhio è estremamente allenato a riconoscere selci e reperti preistorici, ma qui si è trattata di qualcosa di completamente diverso. 
Due buste di plastica, una delle quali lacera,  di “cocci” risalenti al IV°-V° secolo a.c.. 
Si tratta dei frammenti, di un cratere a campana - un vaso utilizzato per mescere vino ed acqua -  e di un altro tipo di vaso meno elaborato (pelike) nonché di altri frammenti che erano originariamente coppette a vernice nera sovraddipinta e di piattini. Sul materiale sono raffigurati uomini, danzatrici a figure rosse, motivi spiraliformi e grovigli di edere. 
Sono i resti di un corredo funerario apulo con frammenti a figure rosse ed altre di colore bianco e giallino su fondo nero. 
Il materiale rinvenuto è stato prontamente segnalato al nucleo operativo dei beni culturali ed artistici di Bari ed al comando carabinieri di Ginosa. 
L’abbandono sembra essere avvenuto di “recente” (meno di cinque anni fa) ma per il nucleo operativo barese è impossibile al momento individuare l’origine e le motivazioni dell’abbandono, a parte il disfarsi di un corpo di reato quale è l’impossessamento di beni culturali. Per Stasolla il materiale è “piuttosto integro nei pezzi e molto probabilmente restaurabile”. Il corredo è di ottima fattura, con probabilità appartenente ad un defunto di posizione agiata. Forse proviene da una o più sepolture e costituisce tipicamente l’insieme di oggetti che accompagnava i morti nel loro viaggio nell’oltretomba. I reperti attualmente sono negli uffici della Soprintendenza Archeologica di Bari e si apprestano ad essere studiati. L’insieme dei frammenti è stato subito battezzato “Filomena Orlando” in ricordo di una cara amica di Stasolla scomparsa di recente.
Ginosa  -reperti archeologici denominati "Filomena Orlando" ritrovati da Vincenzo Stasolla e Francesco Pignalosa



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