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lunedì 31 marzo 2014

RITORNA A CASTELLANETA DOPO 42 ANNI IL PREMIO VALENTINO. Appuntamento all'omonimo teatro il 4 maggio.



A margine della conferenza il sindaco Gugliotti ha parlato del coinvolgimento diretto di Castellaneta nell'Apulia film commission.

ANCORA UN ALTRO MESE PER IL PONTE SULLA "580". OGGI ARRIVANO PILONI ED IMPALCATO.


Ginosa
Il cantiere del ponte sulla 580 come appariva il 28 marzo del 2014
QUOTIDIANO DI PUGLIA 30 marzo 2014
di Nicola NATALE
Costruire  il ponte sulla ex strada statale 580 é meno complicato che liquidare tutte le pratiche connesse. Dai giorni dell’alluvione, 7 ed 8 ottobre 2013 la strada da Ginosa per Taranto e Marina di Ginosa è ancora interrotta e c’è grande attesa per la fine dei lavori. 
Da lunedì prossimo, 31 marzo, tensiter, un'impresa con sede a Torino e stabilimento a L'Aquila incaricata dalla cavecon, l’impresa appaltante, poserà due grossi tronconi prefabbricati ad elle. Ciascuno costituisce rispettivamente pilone e metà dell’impalcato, vale a dire la parte che sorregge il piano viabile. 
La posa di queste strutture principali durerà, salvo inconvenienti e ritardi, due giorni” ci conferma Fabrizio Greco della cavecon. “Un altro mese sarà necessario perché l’intera opera appaltata dalla provincia di Taranto con fondi della regione Puglia possa essere ultimata”. 
Le opere accessorie riguardano naturalmente i rivestimenti, le opere di sicurezza e soprattutto le sistemazioni idrauliche sulle sponde e sul fondo. 
Un canale di poca profondità dove però confluiscono le acque piovane raccolte dalla gravina di Ginosa, le acque in uscita dal depuratore e quelle di una piccola sorgente, chiaramente visibile in questi giorni. Per poter lavorare è stato necessario deviare le acque in uscita dal depuratore e riconvogliarle più avanti nello stesso canale: ciò ha reso evidente la presenza di una falda acquifera, forse riattivatasi dopo questo inverno particolarmente piovoso. 
L'opera ha un'unica campata e allargherà di molti metri la luce sottostante, consentendo ad eventuali altre piene di scivolare via senza difficoltà, soprattutto evitando pericolose strozzature come quella rappresentata dal vecchio ponte. 
Ginosa Il rendering del nuovo ponte sulla ex ss580
Si è scelto di fare una piattaforma di sostegno dei piloni spessa ottanta centimetri in corrispondenza di questi ultimi” continua Greco. 
Per cui i due piloni di sostegno dell’impalcato non sono indipendenti ma raccordati sul greto cementificato del canale. 
Si formerà così una struttura rettangolare che scaricherà i pesi in transito sull’intera piattaforma. L’acqua poi scorrerà settantacinque centimetri sopra al piano della piattaforma, più basso rispetto alla quota precedente di deflusso delle acque. 
E’ stato necessario scavare un po’ prima di trovare terreno solido. 
Il ponte finale sorgerà nello stesso punto di quello sbriciolatosi. Non è ancora possibile pensare all’eliminazione delle curve in quel tratto stradale particolarmente insidioso chiamato il sierro delle vigne. 
L’impresa dal canto suo conferma di essere perfettamente in grado di svolgere nei tempi assegnati (54 giorni) il lavoro previsto. 
C’è da sperarlo, perché nel frattempo le condizioni delle due provinciali n°7 ed 8 e delle comunali utilizzate in alternativa peggiorano sempre più.
L'articolo del Quotidiano di Puglia del 30 marzo 2014

L’INCREDIBILE VICENDA DELLA MIROGLIO. IN 180 SI AFFIDANO AD UNO SPOT SUL WEB.


Il link al video diffuso sul web e ripreso anche dal Quotidiano di Puglia
QUOTIDIANO DI PUGLIA 30 MARZO 2014
di Nicola NATALE
Ancora una volta, sono stati i “miroglini”  a prendere in mano il loro destino. 
E lo hanno fatto con un video realizzato da uno di loro, Massimo Doro, per dire che, se si vuole, si può ancora produrre in Italia e più specificatamente al sud. L’annuncio di un intero grandissimo stabilimento disponibile a costo zero a Ginosa, in provincia di Taranto, ha fatto il giro del web ed è poi approdato grazie a Corrado Cenci, un altro ex dipendente del gruppo Miroglio di Alba (Cuneo) al tg3 nazionale. 
Ora il gruppo di ex dipendenti denominatisi appunto miroglini, si sta dando da fare per cercare traduttori affidabili. Perché gli imprenditori, quelli che davvero hanno la solidità finanziaria, non é detto che parlino italiano. 
L’annuncio è un vero e proprio spot che in meno di tre minuti dà le coordinate principali dello stabilimento che fino al 2009 è stata la sede della “filatura e tessitura di puglia”, un investimento del gruppo piemontese Miroglio finanziato con i fondi della legge 181 del 1989 per la reindustrializzazione delle aree di crisi siderurgica. 
Reindustrializzazione che in cambio di 48 miliardi a fondo perduto e 56 a tasso agevolato promise e realizzò l’assunzione a tempo determinato di circa 450 dipendenti suddivisi tra lo stabilimento di Ginosa più grande e quello di Castellaneta, sempre in provincia di Taranto, più piccolo. 
Anche quest’ultimo è in via di acquisizione da parte del comune di Castellaneta per concorrere al ritorno al lavoro dei circa 180 dipendenti rimasti, quasi tutti quarantenni. 
Dal 1996 anno dell’avvio della produzione al 2009,  le fila si sono assottigliate, alcuni sono passati alla vicina sede ginosina della Tbm, produttrice anch’essa di tessuti greggi, altri hanno deciso di intraprendere altre strade.
Per 180 di loro però la fabbrica è entrata nel sangue, ha costruito la loro identità e in nessun modo hanno voluto perderla, nemmeno quando “la portaerei” come la chiamava Giampiero Calorio uno degli storici dirigenti dello stabilimento è affondata sotto i colpi della globalizzazione spinta e della decisa sterzata del gruppo verso la valorizzazione commerciale dei suoi asset (2mila negozi monomarca, 8 marchi nel settore pret a porter e fast fashion). 
Da allora la politica è entrata a mani basse nello stabilimento (non che prima non ci fosse) ed è stato un susseguirsi di colpi di scena prima con gli annunci tesi prima a ritardare il fermarsi dei telai che producevano a ciclo continuo, poi a cercare nuovi investitori attraverso tutti i canali possibili. 
Ministero dello Sviluppo- Roma
Da quello ufficiale, presso il ministero dello sviluppo attraverso la regia della unità gestione vertenze a quelli informali messi a disposizione dall’azienda piemontese attraverso la Wollo, una società di consulenza specializzata in questo tipo di resurrezioni industriali. 
E sotto gli occhi sempre attenti, dei miroglini sono passati, i progetti industriali di Intini, Be4Energy, Marcolana e Q.bell per parlare solo di quelli avallati ufficialmente anche dalla task force regionale. 
Tutti interrotti clamorosamente quando le verifiche e gli impegni sono andati sul concreto. 
Anche perché c’è da riassumere in maniera prioritaria ed esclusiva (e a tempo indeterminato) i centottanta volenterosi che in tutti i modi hanno difeso lo stabilimento da speculatori di ogni risma, con l’occhio attento agli incentivi regionali piuttosto che a determinare un nuovo indirizzo produttivo di questa ennesima cattedrale non nel deserto, ma nel bel mezzo di terreni agricoli fertilissimi. 
L'articolo del Quotidiano di Puglia
Dal 13 marzo 2014 lo stabilimento è ufficialmente di proprietà del comune di Ginosa, con tanto di atto notarile. Insediarsi in contrada girifalco, area agricola divenuta industriale grazie ad una legge regionale ad hoc, sarebbe un affare suggeriscono gli ex operai, anche per la presenza di una cabina primaria di trasformazione e di un punto di immissione per la produzione di energia elettrica. 
Punto non indifferente lo stabilimento può essere spezzettato in circa dieci unità produttive che potrebbero davvero diversificare la monocoltura tessile senza alcun indotto portata da Miroglio. L’obiettivo é dare una nuova speranza a questi quarantenni tenaci che hanno assicurato record produttivi e turnazioni su ventiquattro ore trovandosi poi nel bel mezzo della loro vita lavorativa a guardare malinconicamente le lettere “filatura e tessitura di puglia” staccate una ad una dal muretto di cinta dell’ingresso. 
E’ una storia che merita di avere un lieto fine. 
Per il momento però è tutto fermo alle “due, tre imprese" che secondo l’assessore regionale al lavoro Leo Caroli "avrebbero i criteri finanziari ed industriali per insediarsi”
Gli altri imprenditori che in maniera informale hanno contattato gli ex operai autori del video non sono usciti allo scoperto ed i primi a tutelare il riserbo sono proprio i miroglini. 
La fase è troppo complicata, le delusioni troppe per dare in pasto ai media nuovi nomi, senza ancora un valido progetto industriale. Perché è a quello che mirano nonostante tutto.

sabato 29 marzo 2014

LATERZA AZZERAMENTO GIUNTA. Bordate dal pd e da forza italia.


Leonardo Pugliese,
capogruppo consiliare
pdl-forza italia a Laterza
QUOTIDIANO DI PUGLIA 29 marzo 2014
di Nicola NATALE
Non cessano le reazioni al cambio di giunta disposto dal sindaco Lopane. 
Il capo dell’opposizione Leonardo Pugliese, suo sfidante alle scorse amministrative dopo il quasi decennio dell’attuale consigliere regionale Giuseppe Cristella è tornato a chiederne le dimissioni. 
Per l’esponente del pdl laertino la rimozione del vicesindaco Sebastiano Stano è “una mera vendetta personale e nulla più”. Nella sua requisitoria (anche se Pugliese nella vita fa l’avvocato) l’amministrazione Lopane è “ferma ed inetta” oltre a “curare gli interessi particolari di pochi, per la soddisfazione di qualche dirigente”. 
Il consigliere non si ferma descrivendo un quadro apocalittico della Laterza governata dal centrosinistra. Secondo la sua visione “non solo sono tutti colpiti da manie di persecuzione mentre la comunità va a rotoli ma i rapporti umani si annullano, l’immondenzaio cresce a dismisura, le poche opere in cantiere sono ferme da anni, il contenzioso aumenta e i servizi servono pochi adepti amici degli amici”. 
La nuova giunta Lopane senza il vicesindaco Sebastiano Stano
Insomma un quadro tragico che approfittando delle indubbie difficoltà in seno alla maggioranza dà la carica al popolo di centrodestra sempre legato a Giuseppe Cristella. 
In altre parole lo scarso rendimento per Leonardo Pugliese non è del solo vicesindaco silurato ma del sindaco e dell’intera amministrazione. 
Visione avallata dal consigliere Vito Minei che ci vede anche una “crisi politica, specie del pd che si somma ai già tanti problemi che abbiamo”. Ci sarebbero però “delle sfumature grige che non emergono”. 
Intanto si consuma anche la guerra interna al pd con la segretaria dimissionaria Lucrezia Laforgia che diffonde il duro documento della direzione provinciale del pd con il quale si rileva “l’assoluta insussistenza di motivazioni alla base della decisione unilaterale di azzerare la giunta”. 
Una sconfessione in piena regola delle mosse del giovane sindaco (34 anni) che rileva “la rottura del patto di coalizione che determinò la vittoria del 2011 con il conseguente indebolimento della maggioranza politica e la lacerazione del gruppo consiliare del pd di Laterza”. 
Da via principe amedeo a Taranto, sede della direzione provinciale viene invece un apprezzamento per l’operato di Stano, il cui “demansionamento” di fatti è stato interpretato come una “bocciatura”. 
Per i dirigenti pd Stano è stato vittima due volte, sia per la vicenda del proiettile recapitatogli in busta sia per “l’inaudita contestuale defenestrazione”. 
Tutto questo sfocerà in un’assemblea degli iscritti domenica prossima 30 marzo (seconda convocazione ore 16:30) che certamente non contribuirà a rasserenare le acque. Il sindaco intanto serafico annuncia i corsi di formazione e le visite di controllo per i dipendenti comunali “cosa che non accadeva dal lontano 1997”.
L'articolo del Quotidiano di Puglia

martedì 25 marzo 2014

NIENTE REATI A MARINELLA: GIOIA PER L'ASSOLUZIONE.


Ginosa - la conferenza stampa indetta il giorno dopo la conferma dell'assoluzione piena. 25 marzo 2014.

di Nicola NATALE
Visi larghi, facce sorridenti, è finito il grande incubo. 
C’è quasi tutta la maggioranza alla conferenza stampa indetta dal sindaco per commentare la sentenza di piena assoluzione in merito alla vicenda degli accessi al mare. 
Ospiti speciali il consigliere regionale Pietro Lospinuso, il vice coordinatore di forza italia Luigi Montanaro e l’avv. Raffaele Strada, componente del collegio difensivo. 
Viene meno una patina” ha commentato il primo cittadino (presidente del consiglio all’epoca dei fatti) poi rivelatisi al vaglio dei giudici tarantini poco più che forzature amministrative. Questo conferma che quella progettazione di 5 accessi al mare “era del tutto virtuosa e mirava solo a far crescere il nostro territorio”. 
Ginosa ha detto il sindaco “è la città della correttezza, dell’onestà e della trasparenza” e lo dimostrerebbe tra le altre cose “il piano anticorruzione varato già nel luglio 2013”. 
Lapidario il consigliere Lospinuso col suo messaggio che è sembrato diretto soprattutto alle minoranze: “se si vuole demolire il centrodestra lo si deve fare solo con il consenso elettorale”. Ringraziando l’intero collegio difensivo ha ricordato “l’insussistenza del fatto e che non c’erano i presupposti nemmeno per iniziarla l’azione penale” basata sull’abuso d’ufficio e sul falso in atto pubblico. 
Non senza stigmatizzare la mancanza di garbo istituzionale “di alcuni consiglieri” ha ricordato quanto “assurda” sia la legge Severino che tratta molto meglio parlamentari e consiglieri regionali rispetto ai comuni amministratori, in caso di condanna.
Una legge incostituzionale anche per l’ex sindaco Luigi Montanaro che già in tempi non sospetti si era detto assolutamente convinto della correttezza dei suoi atti. Se non altro perché “una decina di enti erano stati contatti per realizzare gli ormai famosi cinque accessi a mare in area di riserva integrale assoluta”. L’unico non realizzato in contrada marinella è stato proprio quello che ha dato origine all’esposto del 2008. Quindi un procedimento giudiziario trascinatosi per sei anni “per un esproprio mai avvenuto”. 
E dire che “il proprietario che si riteneva danneggiato avrebbe visto finalmente urbanizzata anche la sua proprietà, perfino con sistema anti-incendio data la presenza di una pineta”. 
Il passaggio in questione è nell'ampia area circostante il Lago Salinella
A concludere gli interventi, l’avvocato Raffaele Strada che ha concordato sulla disparità di trattamento tra cittadini introdotta con la legge n°190 del 2012 meglio nota come legge Severino. 
L’avvocato ha fatto notare che in tutto l’agire dell’amministrazione non c’è stato danno per la pubblica amministrazione o i privati e nemmeno ingiusto vantaggio per alcuno,  cosa che ha contribuito a far decadere il castello accusatorio. Insomma una vicenda che veniva fatta passare come epocale e si è invece risolta con un enorme spreco di tempo e di risorse, anche psicologiche. Resta ora in ballo la questione degli accessi a mare problematici nelle zone periferiche di Marina di Ginosa ma ora “con gioia si può iniziare una fase nuova” ha concluso il sindaco.

domenica 23 marzo 2014

LATERZA / BANDIERA VERDE ED ARANCIONE "CON LA NUOVA GIUNTA".


L'annuncio della nuova giunta sabato 22 marzo 2014
QUOTIDIANO DI PUGLIA 23 MARZO 2014
di Nicola NATALE
Nuova giunta a Laterza, ma con il solo Sebastiano Stano fuori. Diventa chiaro con la conferenza di ieri il bersaglio politico del “confronto” con il circolo pd più volte chiesto dal sindaco Gianfranco Lopane (34 anni). 
Ora Sebastiano Stano avrà la delega all’agricoltura, precedentemente affidata a Francesco Santantonio della cia, una delle principali organizzazioni agricole.
L'architetto Toni Gallitelli
Come già anticipato dal Quotidiano gli ingressi in giunta sono due: l’architetto Toni Gallitelli e il consigliere Mariella Bruno. 
Al primo il compito di impegnarsi a trasformare Laterza in una smart city, ovvero una città intelligente puntando a migliorare ambiente, decoro urbano e trasporti anche con le innovazioni tecnologiche. 
Alla seconda, l’avv. Bruno già impegnata nei rapporti con le associazioni la delega al personale ed all’organizzazione legale degli archivi, della biblioteca e del museo civico delle ceramiche, una delle grosse scommesse dell’amministrazione Lopane. 
Il neo assessore avv.  Mariella Bruno
E sul concetto della svolta necessaria dopo due anni e mezzo il primo cittadino ha incentrato il suo intervento, precisando comunque di voler dare un maggior peso al consiglio comunale. 
Anche perché “il pd è stato restio ad avviare una riflessione interna più volte richiesta, anche per iscritto”. 
Per il resto le deleghe sono state riassegnate agli stessi assessori in alcuni casi aggiungendo competenze in altri cambiandole come nel caso di Oronzo Calella, che passa ad attività produttive e commercio. 
Rimangono Franco Frigiola ai servizi sociali e Giovanni Caldaralo ai lavori pubblici. Questo il rimpasto delle deleghe ai consiglieri: Mimma Stano (marketing territoriale e turistico), Leonardo Matera (politiche culturali e gestione di progetti relativi alla cantina spagnola e fontana medioevale), Francesco Santantonio (impiantistica sportiva e formazione) Antonio Fanelli (polizia municipale, protezione civile). 
La posa del primo albero al parco in via Castellaneta con alcuni degli assessori riconfermati
Lopane ha annunciato una nuova seduta di giunta già per lunedì prossimo avente per ordine del giorno le eterne questioni di via Lombardia e via Falcone ancora senza asfalto e la sistemazione del campetto in via grotte di Giammaria. 
Il tutto promettendo ancora l’apertura di una serie di cantieri nel corso del 2014, apertura continuata del centro diurno e il conseguimento della bandiera verde ed arancione. 
La prima attribuita dalla Cia per tutela dell’ambiente e valorizzazione dei prodotti tipici e del paesaggio anche a fini turistici e la seconda dal Touring Club come marchio di qualità turistico ambientale destinato alle località dell’entroterra. 
Attualmente solo dieci località in Puglia (su 258 comuni) si fregiano di quest’ultimo marchio. 
Il tutto legato all’apertura di numerose strutture ricettive tramite il gruppo d’azione locale “luoghi del mito”. 
Non si ripeterà però l’esperienza con gli austriaci per via dei lavori al palazzo marchesale.  Mentre si intensifica la collaborazione con Castellaneta nell’ambito dei distretti e dei piani per il commercio intercomunali. 
Annunciato anche il nuovo bando per la riprogettazione dello strumento urbanistico (pug) ormai fermo al 2003. 
Insomma Lopane non vuole arrivare a mani vuote all’appuntamento del maggio 2016. 
E che le divergenze sul potenziamento della pulizie stradali affidate ad Ecologica pugliese “non ci sono mai state se non altro perché non abbiamo avviato nessuna discussione”. 
A parte il fatto conclude secco Lopane che “quei cambiamenti sono imposti da leggi regionali questa mi sembra una scusa”. 
Resta vuota al momento non solo la casella del vicesindaco ma anche la guida del locale pd.
Quotidiano di Puglia

AGORA' 5 STELLE CON LIUZZI E SCAGLIUSI


 Una immagine della serata.
Inserendo questo indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=g5p04wnl7xY o cliccando sul titolo della foto
si può vedere il video dell'intervista.

sabato 22 marzo 2014

LATERZA, CON L’AZZERAMENTO DELLA GIUNTA REAZIONI A CATENA. DIMISSIONI SEGRETARIO. IL VICE: “DIVERGENZE NON PERDONATE SULLA RACCOLA RIFIUTI”.


Da sx il sindaco Gianfranco Lopane ed il suo ex vice sind. Sebastiano Stano
QUOTIDIANO DI PUGLIA 22 MARZO 2014
di Nicola NATALE
Una giunta azzerata non può non lasciare strascichi. 
Ed infatti puntualmente arriva la prima grossa conseguenza dell’azione di rilancio dell’amministrazione di centrosinistra a guida Lopane di Laterza. 
Lucrezia Laforgia, segretaria del circolo pd locale, rassegna le dimissioni. Di ieri la lettera inviata al segretario della federazione Walter Musillo e al direttivo. 
A seguire le comunicazioni del vicesindaco Sebastiano Stano che di Lopane era stato lo sfidante interno nelle primarie del 2011. 
Il vicesindaco uscente parla di “slealtà politica rispetto agli accordi e patti elettorali”. 
Mentre fonti vicine al sindaco Lopane parlano di vecchi attriti mai sopiti proprio rispetto alle primarie. 
Ma Stano, concretamente, mette in campo tra i punti di contrasto con il sindaco “l’allargamento dell’appalto relativo alla raccolta dei rifiuti”. Secondo il vicesindaco la diversità di vedute in merito a questo “allargamento” non gli è stata perdonata, anche perché il sindaco continuava a caldeggiarla. 
Un siluramento non meritato da chi “aveva lavorato sempre con assiduità, voglia di fare ed umiltà” come la stessa Laforgia scrive riportando il pensiero dell’ormai ex vicesindaco. 
Lucrezia Laforgia,
segretaria dimissionaria del pd di Laterza
Carica che in effetti riequilibrava il conflitto interno al pd, evidentemente però portandolo in seno alla giunta. 
Su tutta questa materia ancora incandescente è intervenuta la stessa Laforgia ad un giorno dalla riunione di maggioranza conclusasi con una spaccatura sempre più profonda.
Nella stessa lettera di dimissioni si citano proprio l’irrevocabilità del ricambio deciso “a titolo personale dal sindaco Lopane e la estromissione del vicesindaco” tra le ragioni del suo abbandono. 
Anche perché scrive “questa estromissione avviene senza motivazione alcuna e nonostante la richiesta di sospensione proveniente dalla federazione e dallo stesso indirizzo politico del pd locale”. 
Richieste che Lopane ha con tutta evidenza ignorato pur sapendo conclude Laforgia che ciò “avrebbe prodotto un indebolimento della esperienza amministrativa”.
Senza contare rimarca Laforgia in sintonia con Stano che così facendo il sindaco “fa venir meno il patto sancito con i cittadini elettori delle primarie nonché l’accordo politico sottoscritto dal sindaco e da tutti i candidati per cui il più suffragato avrebbe ricoperto la carica di vicesindaco”. Insomma una grossa parte del consenso elettorale che nel 2011 portò alla vittoria se ne va via con Stano. 
Un atto ancora più ingiustificabile “alla luce delle gravi intimidazioni subite dal già vicesindaco”. Sebastiano Stano infatti, appena un mese fa, aveva ricevuto una busta con all’interno un proiettile a salve, su cui non si è riusciti a sapere nulla di più. 
Mutata quindi la condizione politica che reggeva la precedente giunta, minata l’unità interna del pd, non condividendo nulla delle ultime scelte del sindaco Lopane non posso quindi che trarne le conseguenze e dimettermi da segretario di circolo” conclude amaramente Lucrezia Laforgia.
L'articolo del Quotidiano di Puglia del 22 marzo 2014

venerdì 21 marzo 2014

LATERZA SENZA GIUNTA. FRIZIONI TRA PD E SINDACO LOPANE


Gianfranco Lopane,
sindaco di Laterza
QUOTIDIANO DI PUGLIA 21 MARZO 2014
di Nicola NATALE
Sindaco Lopane più tranquillo che mai, nonostante abbia mandato a casa l’intera giunta. 
L’azzeramento è stato ufficializzato lunedì scorso, ma era nell’aria da tempo. Oggi una conferenza stampa indicherà i nuovi assessori per i quali è prevista qualche riconferma. Tra i nomi nuovi ci dovrebbe essere quello dell’architetto Toni Gallitelli (già segretario del pd locale) e quello del consigliere comunale avv. Mariella Bruno, secondo i bene informati. Ieri sera c’è stato un incontro con la maggioranza per testare la rosa di nomi già pronta nella mani del primo cittadino. Che intanto si lamenta di non aver potuto discutere con il direttivo del partito il nuovo repentino cambio di rotta, molto in stile “state sereni”.
Allora sig. sindaco, gli assessori precedenti non hanno retto il giro di boa dei due anni e mezzo?
C’è bisogno di una nuova fase che passa non solo attraverso la ridefinizione delle deleghe ma anche attraverso nuovi impegni per i prossimi cento giorni e per la fine del mandato.
Come gestirà il rapporto con gli esclusi?
Ad ognuno sarà dato uno specifico incarico. Certo poi bisognerà valutare rispetto alla produttività che ognuno sarà in grado di esprimere. Le scelte ripeto sono in funzione del bene locale e non rispondono a strategie di livelli più alti, sono fatte per Laterza.
Questo azzeramento è stato visto male in ambito tarantino?
Sicuramente mi è dispiaciuto non confrontarmi con il direttivo pd locale. Dopo due anni e mezzo è giusto guardare indietro, riesaminare l’operato e rimodulare la propria attività, anche rispetto all’organizzazione della macchina amministrativa. Anche ai dipendenti comunali abbiamo chiesto di avvicendarsi.
Ha pensato che questa decisione la poteva indebolire molto, facendole perdere pezzi di maggioranza?
I consiglieri conservano comunque un ruolo importantissimo. Ci saranno incarichi che consentiranno a tutti di impegnarsi ancora.
Laterza, la sede municipale in piazza V. Emanuele.
Tracciando un bilancio di cosa può essere contento?
Primo fra tutti l’impegno ambientale. Con una raccolta portata dal 9 al 70%. Secondo aspetto i dieci nuovi cantieri di prossima apertura che equivalgono a milioni di euro in termini di finanziamenti recepiti. Tra questi il museo delle ceramiche, un obiettivo che si insegue da anni. Tra venti giorni partirà il cantiere. Terzo aspetto, una vivacità culturale che non si vedeva da anni. E questo nonostante lo stato ci abbia trasformato in esattori.
L’opposizione le rimprovera di spendere soldi per il parco di prossima apertura, poco sostenibile finanziariamente e di trascurare la cantina spagnola e la fontana medievale…
Ho qui nelle mani una determina di giunta regionale che assegna ulteriori 300mila euro per il parco del vecchio stadio. Con questo costruiremo un pozzo artesiano ed un chiosco, perché una delle cose a cui ho sempre pensato è stata proprio il piano di gestione delle nuove opere pubbliche.  L’assegnazione poi avverrà con bando rivolto a soggetti privati, per questo il costo di gestione non sarà alto.  

CROLLO IN VIA MATRICE. ESPOSTI E DENUNCE: LE MOSSE DEL COMITATO.


La prefettura di Taranto vista da viale Virgilio.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 21 MARZO 2014
di Nicola NATALE
Il comitato residenti del centro storico non demorde e consegna un esposto alla prefettura di Taranto sulla vicenda del crollo di via matrice. 
A riceverli mercoledì scorso non c’era il prefetto Umberto Guidato ma il capo di gabinetto Cosima Di Stani. L’incontro è stato tutto teso a denunciare “l’immobilismo dell’amministrazione comunale di Ginosa” e a chiedere che la prefettura intervenga per risolvere la problematica agendo su tutti gli enti competenti. 
Il primo obiettivo rimane quello del restringimento della zona rossa, previo incarico di verifica statica affidata a tecnici “con le giuste qualifiche” e non “in conflitto di interessi” rispetto a quanto accaduto negli ultimi tempi nel quadrilatero via matrice-via burrone. 
In pratica si chiede di annullare le ordinanze comunali di sgombero n°1 e 2 del 21 e 22 gennaio scorso, all’indomani del crollo e soprattutto di coinvolgere la protezione civile nazionale nell’opera di rimozione dei tre massi e della casa rimasta in bilico. 
A due mesi infatti la situazione è rimasta tal quale dopo il crollo. 
Ginosa: lo spiegamento di forze dopo il crollo del 21 gennaio 2014
Le richieste del comitato riguardano anche il presidio della zona, lasciata sguarnita ed esposta a furti e vandalismi e l’avvio di un’inchiesta amministrativa per capire quali e quanti lavori siano stati fatti in quel quadrilatero. Capire cioè se la somma dei lavori di rete idrica e fognante e delle ristrutturazioni sia stata la causa o concausa determinante del crollo. Crollo che ha conseguenze gravissime sulla fruibilità del centro storico e della gravina. Ma non si ferma qui l’esposto del 18 febbraio di 6 pagine e alza il velo anche sul possibile conflitto di interessi in capo al tecnico incaricato del c.n.r.. Il tecnico “in quanto consulente del gruppo di operatori turistici del cosiddetto “consorzio” verrebbe a trovarsi in conflitto per i suoi rapporti con i soci del consorzio”. 
Circostanza aggravata dal fatto che ad operare nell’area del crollo resta solo questa figura senza altri incarichi che siano stati dati, per cui non si capisce “chi o cosa debba coordinare”. 
Insomma un pasticcio all’italiana o, come suggerisce l’esposto, una fine regia, che rischia di rimandare alle calende greche la ricostruzione di via Matrice ed il rientro dei residenti nelle loro case. E di far perdere anche il treno dei finanziamenti disposti dal governo in merito alle zone colpiti da disastri naturali. 
Nemmeno la sospensione della tares disposta dall’amministrazione De Palma è sembrata giusta ai componenti del comitato poiché “rimandando i pagamenti si ha l’effetto di concentrare le rate” mentre si chiede “che la tares venga annullata fino alla data di rientro nelle proprie abitazioni”. Il tutto mentre “l’informazione è assolutamente carente, rasentando la disinformazione”. 
Cosa che potrebbe essere corretta “con l’apertura di una pagina web nel sito comunale”. 
Il comitato insomma è più che mai determinato a riprendersi l’uso delle proprie abitazioni, che considera sicure dal punto di vista della stabilità, ancora prima di qualsiasi responso tecnico. 
Per far questo non esisterà a rimettere ai voti dell’assemblea l’invio di una denuncia alla procura della Repubblica, anche se ciò potrebbe allungare ulteriormente i tempi di un intervento risolutore del crollo che molti “non considerano naturale”. 
Nel frattempo nessun intervento a breve è stato annunciato, nonostante la prefettura abbia garantito “il massimo impegno all’interno delle sue competenze”. 
Il tutto con un occhio alla prossima sentenza sugli accessi a mare del 24 marzo che potrebbe far chiudere il sipario sull’amministrazione De Palma già dai prossimi mesi, per effetto della legge Severino. Se ciò accadesse il commissario prefettizio avrebbe già una somma urgenza di cui occuparsi arrivando a Ginosa: il centro storico e l’accesso alla gravina.
post scriptum: maggioranza ed opposizione sono stati assolti sulla vicenda giudiziaria che riguarda gli accessi al mare in località marinella a Marina di Ginosa, nei pressi del villaggio turistico Torre serena. L'esproprio non è stato mai portato a termine e ciò ha comportato l'assoluzione con formula piena. Oggi, 24 marzo, la lettura della sentenza, si dovrà aspettare per le motivazioni.

MELTING POT: 8 NUOVI LAERTINI PROVENIENTI DA TRE CONTINENTI.



di Nicola NATALE
Costruire qui e ora una società aperta e più tollerante. Anche conferendo la cittadinanza onoraria ad otto figli di immigrati nati a Laterza. 
Risponde a questo imperativo la giornata celebrata ieri, 21 marzo, a Laterza presso la cittadella della cultura nell’ambito del progetto unicef “città amiche dei bambini”. Anche nel ricordo di Ernesto Grassi “padre dell’unicef tarantina”. 
In una sala stracolma di bambini della scuola primaria e di ragazzi del liceo “Vico” i discorsi ufficiali hanno sancito la piena integrazione dei bambini tra i volti commossi dei genitori. 
Sarebbe stato bello ascoltare anche le loro voci, sapere qualcosa in più dell’idea che si sono fatti di Laterza che li ha accolti e dell’Italia, in cui molti sono capitati per caso. 
Il centro di Laterza: piazza vittorio emanuele
Approdando a Laterza da tre continenti come ha spiegato il dirigente dell’istituto Diaz Francesco Lopane, padre del sindaco in carica.  
Ad introdurre il conferimento il neo assessore Mariella Bruno che ha auspicato un intervento del governo per concedere da subito la cittadinanza a chi è nato su suolo italiano in base allo ius loci. 
Da Taranto sono poi arrivate Maria Barberio e Vita Marchitelli a portare il saluto della delegazione provinciale anche per conto della prof. Vita Petrera parlando della giornata come solo “l’inizio” di un percorso che prevede la considerazione a pieno titolo delle esigenze dell’infanzia nelle scelte cittadine. 
A ruota l’intervento di Pasqua Sannelli, dirigente dell’istituto Michelangelo Marconi: “integrazione che non deve significare imposizione dei nostri valori culturali o religiosi, ma rispetto e arricchimento con le reciproche diversità”. 
Un percorso obbligato in quanto “a livello nazionale gli alunni figli di stranieri sono ormai l’8%, con punte molto più avanzate nelle città del nord”. 
E di necessità di contatti internazionali ha parlato anche il dirigente del liceo “Vico” Cristella sottolineando come proprio ieri una delegazione olandese di studenti fosse in visita a Laterza per l’ennesimo scambio culturale
A chiudere la cerimonia con la consegna degli attestati (e qualche lacrima di commozione dei genitori) il sindaco Gianfranco Lopane. “Saremo una comunità matura se sapremo convivere con differenti culture e religioni” ha detto preannunciando che “in municipio ci sarà presto uno sportello anche per i migranti e bisognerà trovare un posto per l’aggregazione”. 
Poi l’inno d’Italia e il congedo del primo cittadino: “vedo qui seduti in ordine sparso i geni della multiculturalità di Laterza, siete i benvenuti”.

SENTIERISVILUPPO, UNA NUOVA VISIONE PER LE IMPRESE.


Agli inizi di marzo, presso il teatro Alcanices di Ginosa, è stata presentata una nuova realtà associativa denominata “Sentierisviluppo”.
Lo scopo di questa aggregazione è "dare supporto ed idee innovative sia a nuove imprese che ad imprese già operanti sul territorio, compresi gli enti locali".
Gli strumenti che l'associazione offre sono finanza agevolata, realizzazione di piani di marketing, business plan e piani di ristrutturazione di posizione debitoria.
La squadra è formata da giovani consulenti, desiderosi di superare un momento indubbiamente critico per l'economia locale.
I punti critici evidenziati dalle imprese operanti sul nostro territorio vertono sulla "forte dipendenza dal sistema bancario" e sulla "mancanza di reti d'impresa e di consorzi".
Lo scopo di Sentierisviluppo è proprio aiutare le imprese locali a superare queste difficoltà sia indicando alternative al finanziamento bancario, sia favorendo una vera connessione tra le imprese attive.
Secondo questi giovani consulenti "queste criticità hanno contribuito, nel tempo, a peggiorare il tessuto imprenditoriale locale, e non solo, ostacolandolo nel suo percorso di sviluppo, limitando la crescita del settore aziendale in genere, a partire da quello agricolo, radicato sul nostro territorio, non permettendo, allo stesso tempo, lo sviluppo di altre realtà diverse dall’agricoltura".
Durante la serata sono stati presentati i dati sull’economia ginosina e di come, fino ad oggi, sono state impiegate le risorse finanziarie.
L’incontro si è concluso con il saluto dell’amministrazione comunale di Ginosa rappresentata dall’assessore alla programmazione culturale e al lavoro Mario Toma e dal consigliere delegato allo sport Piero Lanera.
L'assessore Toma, augurando all'associazione di distinguersi sul territorio, ha auspicato "l'inizio di un rapporto di collaborazione con l'amministrazione con la replica dell'incontro anche con commercianti ed imprenditori marinesi".

giovedì 20 marzo 2014

RESSA: “NON VEDO BOSS A PALAGIANO”. Contrastare il disagio unendo le forze.

Rocco Ressa,
sindaco di Palagiano dal 2000 al 2012

QUOTIDIANO DI PUGLIA 20 MARZO 2014
di Nicola Natale
L’eco nazionale della strage mette in subbuglio Palagiano. E il dolore di tutti che si appunta specialmente sulla perdita del piccolo Domenico deve fare i conti con il significato profondo della strage.
Che ha punito chi portava il nome del braccio destro del boss Domenico Attorre e lasciato illesi gli altri due figli dell’uomo. 
Casualità, miracoloso errore dei sicari? Saranno le indagini a tentare di appurarlo. Il gravissimo fatto di sangue riporta tragicamente d’attualità il tema della droga. E del potere tremendo che promana da chi ha il controllo di quel traffico. Dicono in paese che l’eccidio di Palagiano non si inscrive nello scacchiere della criminalità locale. Questa la tesi che comincia a circolare dopo lo choc emotivo. Uno choc solo attutito dal rinvio del tradizionale falò di san Giuseppe e dalla manifestazione regionale di Libera contro la violenza mafiosa organizzata per lunedì prossimo 24 marzo fin dal mattino
Nel paese delle clementine arriverà don Luigi Ciotti per spronare tutti alla “indignazione non virtuale”. 
In tutto questo Quotidiano ha voluto sentire anche Rocco Ressa, sindaco di Palagiano dal 2000 al 2012.
Palagiano, epicentro della criminalità organizzata?
Non secondo me. Che ci sia a Palagiano come in altri comuni del tarantino, manovalanza per disegni criminosi più ampi è un fatto. Ma qui non ci sono capi.
C’è consenso sociale alla criminalità in qualche strato sociale disagiato?
C’è soprattutto l’inesistenza di una rete intorno a chi esce di galera. Orlando (n.d.r. il pregiudicato ucciso lunedì scorso) esce di galera e ricomincia per vivere a farsi spazio, forse infastendo altri. Palagiano però non ha un tessuto così marcio. Certo, nei giovani c’è abuso di sostanze stupefacenti e di alcool questo sì. Quel tessuto è fuoco che cova sotto la cenere. In quella palude fetida si innesta manovalanza per la criminalità. Ma che ci sia un sistema mafioso a Palagiano francamente mi sento di escluderlo. Singoli episodi sì, ma non tali da costituire la regola.
Quindi le ragioni dell’eccidio vanno ricercate altrove?
Credo che la criminalità organizzata non locale, quella che decide, sfrutti il disagio e la povertà presenti a Palagiano, in sacche storiche peraltro. Non c’è una rete di solidarietà attorno ai giovani, ai giovanissimi ed a chi non lavora. L’universo dei disoccupati, e non solo a Palagiano, è lasciato solo. Se il Comune volesse assumere un assistente sociale o uno psicologo in più non potrebbe farlo. Non che questo risolva il problema, ma certo manca la sinergia tra i diversi enti che del disagio a diverso titolo si occupano.
Cosa si potrebbe fare, cessata l’emozione del momento?
La colpa non è di chiesa, comune, scuola, ma nella mancanza di una strategia d’insieme, di reti più forti. Il disagio cresce ed è solo, penso soprattutto alla condizione di questa donna che ha perso la vita e di cui non è colpevole nessuno. Tranne che della rete che non esiste. Di questo vuoto approfittano altri.
Si è parlato molto di traffico di stupefacenti, poco di chi li consuma…
Non è il consumo locale che fa storia. Ci saranno sicuramente molti consumatori a Palagiano di hashish, marijuana. Tuttavia un omicidio come questo non può inserirsi nell’alveo di una piccola comunità. Quanto può valere il “mercato” di Palagiano per giustificare una strage simile? Io non vedo boss a Palagiano.

mercoledì 19 marzo 2014

PALAGIANO. LE REAZIONI DOPO LA STRAGE.

PALAGIANO (Taranto)

QUOTIDIANO DI PUGLIA 19 MARZO 2014
di Nicola NATALE
Un paese sotto choc, che conosceva benissimo le tre vittime dell’agguato della scorsa notte.  Gli oltre sedicimila abitanti di Palagiano, altrimenti famoso per i suoi mandarini clementine e per la comunità montana a livello del mare, intuivano che qualcosa di grosso sarebbe successo. 
Perché non era solo Cosimo Orlando detto Mimmo, l’unico pregiudicato locale in stato di semilibertà. Altri pregiudicati per effetto di vari provvedimenti erano e sono sempre più spesso in giro, dando così la sensazione che la criminalità locale, scontate o ridotte le pene, si stesse riorganizzando. 
Si temono ora le conseguenze di quest’atto che potrebbe essere l’inizio di una guerra senza esclusione di colpi per il controllo delle principali piazze di spaccio di stupefacenti nel versante occidentale della provincia. Questa la pista più accreditata, anche se gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi sul movente. 
La convinzione, comune in paese e in provincia, è che le donne ed i bambini non possono essere oggetto di vendette e regolamenti di conti, anche se qualcuno fa notare icasticamente: “perché i grandi sì?”. 
Di fatto nel versante jonico della provincia non si sono mai formate “tradizioni” malavitose, poiché sempre puntualmente sventate dalle forze dell’ordine. 
Ma nessuno avrebbe mai immaginato un conflitto così pesante tutto giocato, a quanto sembra,  attorno al controllo dello spaccio di stupefacenti. Con il commando di fuoco che non si è fermato nemmeno di fronte a tre minori. 
La scena del triplice omicidio sulla 106 dir. (fonte avvenire)
All’inizio a Palagiano avevano pensato addirittura ad un incidente sulla statale 106, poi invece i contorni della tragedia si sono fatti chiari, tracimando subito sul web e raccogliendo ondate di pareri e di nastri neri. 
In una massa informe che fa annegare la tragedia nell’oceano di conversazione telematiche che toccano tutti i tasti. 
Dal sociologicamente corretto al politicamente scorretto, senza tralasciare l’ironia pungente sull’”alluvione di latte” cui si daranno “politicanti ed eletti di turno”. 
Tutto questo mentre volanti e sirene spiegate attraversavano la notte di Palagiano, ignara di essere ancora una volta ribaltata alla cronaca nazionale che senza mezzi termini parla come fa rai24news di “strage di mafia”. 
Nessuno pensava però che si potesse giungere a tanto, con la paura che inizia a serpeggiare negli animi più sensibili, timorosi di trovarsi in mezzo ad una nuova esplosione di violenza. Tutte cose che non aiutano l’immagine di Palagiano, per cui si immaginava un futuro certo diverso da quello di crocevia di traffico di sostanze illecite e di tragici fatti di sangue. 
L’annuncio dei 60 uomini in più quindi raggiunge il suo obiettivo solo in parte poiché la sensazione “è quella di trovarsi in mezzo ad una vera spartizione del territorio”.
Una spartizione che non riguarderebbe la sola Palagiano ma la possibilità di muoversi all’interno del territorio, di rifornire senza interferenze (e senza concorrenza) il ricco mercato della provincia jonica. 
A meno che, come in un gioco di specchi, la realtà sia molto più complicata. 
Un rebus che solo magistratura e forze dell’ordine possono sciogliere, impedendo l’instaurarsi di potentati economici capaci di infiltrare l’economia regolare e la politica. E lasciare a terra esangui due giovani vite.