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domenica 27 aprile 2014

MIROGLIO, LA DIFFICILE EREDITA’. 25 APRILE DI “MANUTENZIONE”.


QUOTIDIANO DI PUGLIA 26 APRILE 2014
di Nicola NATALE
Rastrelli, motoseghe, decespugliatori. Molti ex miroglini hanno festeggiato così il loro 25 aprile, curando quel bene ormai pubblico che sentono loro. 
Anche in vista della festa del 1° maggio che si terrà  non a caso presso lo stabilimento di contrada girifalco dalle 9 alle 20. 
Da più di un mese infatti l’immenso stabilimento sede della tessitura di Puglia è divenuto proprietà del comune di Ginosa. 
L’ente ha rinunciato a circa 260mila euro di entrate fiscali annue ma ha ottenuto di dire la sua sul processo di riconversione partendo da una posizione di assoluta preminenza: la proprietà degli stabilimenti.
L’operazione ha avuto il plauso dei circa 180 miroglini ormai quasi tutti al loro ultimo anno di mobilità, dei sindacati, della task force regionale ed infine del ministero che da Roma ha arbitrato la complessa vertenza.
Naturalmente detenere un’area così ampia di circa 44 ettari e con strutture coperte ed attrezzate per 55mila metri quadri non è uno scherzo. C’è la siepe lungo il viale che entra nel cuore dello stabilimento, i prati esterni, l’ulivo monumentale simbolicamente piazzato al centro dello stabilimento e una fascia di ulivi lungo uno dei due lati perimetrali.

Di qui l’idea della giornata ecologica del miroglino, alla quale hanno partecipato i più volenterosi del gruppo che ha saputo trasformare una delle ordinarie storie di dismissione industriale in un caso nazionale. 
Come ha tutto il diritto di essere, visto che l’investimento fu finanziato con 40 miliardi a fondo perduto e 56 miliardi di prestito a tasso agevolato proveniente dal fondo per la reindustrializzazione per le aree di crisi siderurgica delle legge 181 del 1989. 
Leggi che sembrano un miraggio ora, considerando il modo con cui è stata gestita la crisi tuttora devastante: cioè con casse integrazioni in deroga e poca o nulla visione del futuro.
Ma queste sono considerazioni che vanno molto oltre la rudezza del presente con lo stabilimento preda di continui furti e assalti per rubare il rame residuo delle migliaia di metri di cavi elettrici che lo attraversano. 
Uno degli ex operai ci accompagna per lo stabilimento ormai desolatamente vuoto a vedere come i malviventi, acciuffati poi dai Carabinieri di  Marina di Ginosa, avevano ridotto in pezzi i grossi cavi di alimentazione del reparto orditura. 
E’ accaduto appena due settimane fa ma la preoccupazione è che queste continue incursioni possano continuare mentre è assolutamente indispensabile che lo stabilimento torni a funzionare, perché la sua manutenzione sarebbe estremamente antieconomica per il Comune. 
25 aprile dei miroglini, l'articolo del Quotidiano di Puglia
E a sottolineare come la questione miroglio sia in cima all’agenda politica c’erano ieri in visita allo stabilimento il consigliere regionale Pietro Lospinuso, il sindaco Vito De Palma e l’assessore al turismo ed ambiente Leonardo Galante. 
A loro uno dei coordinatori del gruppo miroglini ha comunicato l’intenzione di tornare in gruppo quanto prima a Roma presso il ministero dello sviluppo per avere notizie sulla affidabilità delle proposte finora giunte. 
Il tempo stringe e se davvero ci sono delle proposte serie è il tempo di renderle note. 
Nel frattempo però contatti informali sono stati avviati con alcuni imprenditori e forse almeno uno  di questi avrà un incontro con il sindaco De Palma già nei prossimi giorni. La grandezza dello stabilimento, del suo magazzino automatizzato e di quelli laterali in realtà interessa a molti. 
Il nodo fondamentale resta quello dell’inquadramento contrattuale di questi lavoratori. Che non ci tengono ad essere precarizzati in nome di progetti senza futuro.

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