QUALCHE PICCOLA PRECISAZIONE
Nicola NATALE - Giornalista |
IO CI SONO. SEMPRE.
Scorrendo il mio blog Ginosanews, aggiornatissimo tra il 2011 ed il 2014, sento di dover delle spiegazioni ai miei pochissimi lettori circa il suo progressivo abbandono.
Anche alla luce delle mie dimissioni dal Quotidiano di Puglia avvenute formalmente nel luglio del 2021.
Le spiegazioni sono relative soprattutto al mio modo di concepire il giornalismo ed allo spirito con cui l’ho praticato fin dal 1994, quando iniziai a scrivere per il Corriere del Giorno, quotidiano cartaceo con redazione a Taranto.
Ho sempre pensato che il giornalismo dovesse essere svolto in maniera professionale anche a livello locale mentre, come mi sembra evidente, ha preso tutt’altra piega.
Tutto ciò non è avvenuto solo con l’avvento dei social network, la tendenza era già ben presente anche con i soli quotidiani cartacei.
Descrivere con correttezza ed onestà intellettuale i fatti locali presuppone tempo, indipendenza e una certa allergia a compiacere i potenti.
Sia in scala minore che in scala maggiore, quando per volontà o per caso ci si scontri con personaggi ed interessi realmente rilevanti e pericolosi.
Se c’è una cosa che può renderti sgradito o antipatico è proprio dire la verità, figuriamoci quando la scrivi.
Ma è proprio questa la natura del nostro mestiere come aveva efficacemente sintetizzato il giornalista e politologo argentino Horacio Verbitsky: “giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia: il resto è propaganda”.
Ora non vorrei esagerare la portata del mio impegno giornalistico e pubblico, ma chiarire perché ad un certo punto è divenuta inutile sia la continuazione dell’aggiornamento del blog, sia la mia attività di giornalista del Quotidiano di Puglia a copertura del versante occidentale della Provincia di Taranto, in modo particolare di Ginosa, Laterza e Castellaneta.
Il blog Ginosanews, iniziato come continuazione della mia inclinazione professionale, doveva diventare un giornale on-line, ma l’idea di raccogliere pubblicità direttamente non mi ha mai entusiasmato.
Sapevo intimamente che ciò mi avrebbe posto ben presto in conflitto d’interessi con quanto avrei avuto l’obbligo di scrivere.
Sapendolo, ho partecipato sempre con una riserva mentale a tutte le proposte che mi giungevano da più parti di trasformarlo in qualcosa d’altro.
Mi lasciavo stuzzicare dall’idea, ma in fondo sapevo che non era fattibile e non solo per la presenza di altri concorrenti su piazza: non volevo finire con il replicare quel modello.
Allora ho utilizzato il blog Ginosanews nell’unica forma possibile: dare spazio e rilievo ai miei articoli pubblicati sul Quotidiano di Puglia in forma originale, integrale ed aggiornata.
Questo anche per difendermi professionalmente dalle sintesi improprie operate dalla redazione di Taranto, specie nei titoli. Così come da collocazioni defilate nel quotidiano che tendevano costantemente a declassare i fatti avvenuti in Provincia. Fatto fisiologico nella gerarchia delle notizie, salvo eccezioni sporadiche che finivano con il dare luce ad eventi trascurabili, invece che a notizie da me ritenute essenziali.
Ritenevo e ritengo invece che la corrispondenza locale in un quotidiano a caratura regionale fosse uno dei modi di far uscire il versante ovest del Tarantino dall’oblio, di ridargli rilevanza, rinsaldando le sinergie con il capoluogo Taranto e la vicina Matera. Evitando peraltro di fare emergere la Provincia jonica solo nei casi di cronaca nera o giudiziaria.
Nel frattempo la dimensione solo mediatica della politica locale e nazionale aveva preso il sopravvento.
Per questo apparentemente non c‘era (c'è) più bisogno di giornalisti più o meno acuti e controllori critici dell’operato di amministra o governa ma di narratori.
C’è un fatto simbolico che mi piace ricordare: nel rifare la sala consiliare di Ginosa (nei primi anni del 2000….non se ne trova per ora traccia su internet..…) sparì la piccola postazione con scrivania dedicata ai giornalisti.
Non ne facevamo un uso esclusivo noi giornalisti di provincia, si cedeva volentieri il posto quando era il caso.
Tuttavia quell’assenza nel nuovo allestimento della sala consiliare sancì anche visivamente il declassamento di una funzione: “i tuoi scritti, la tua opinione valgono quanto quella di qualsiasi cittadino”.
Rilievo giustissimo in linea di principio, se si omette il fatto che i giornalisti dovrebbero essere non solo più informati, ma anche tenuti al rispetto della verità sostanziale dei fatti, imposta appunto dall’essere iscritti all’Ordine Nazionale dei Giornalisti.
La comparsa e la diffusione dei social network, facebook e twitter (x) in primis, ha reso poi apparentemente superflua la funzione dei giornalisti; con la conseguente pretesa dei politici di narrare loro, in prima persona, le proprie gesta e di farsi aiutare in questo anche da addetti stampa ed uffici di comunicazione. Ed ora dall’intelligenza artificiale.
In questo contesto è scomparsa la critica politica nel merito dei provvedimenti.
Sostituita da una fastidiosissima, inutile, continua campagna elettorale. Tutto è pubblicato per sostenere o denigrare: non c’è una via di mezzo.
Difficile scovare una voce autorevole, così come emergono con difficoltà sempre maggiore nel flusso main stream, analisi più o meno ragionevoli e veritiere sull’effettiva utilità o novità dei provvedimenti legislativi.
Ci si limita, quando va bene, ad una descrizione analitica, senza una valutazione qualificata degli interessi pubblici o solo privati perseguiti dall’azione di governo o dell'amministrazione locale, scambiando questo approccio giornalistico per equidistanza e professionalità dell’informazione.
Una tendenza beninteso da associare al solo mainstream, vale a dire all'informazione più seguita dal grande pubblico.
Invece questo metodo di porgere le notizie è utile solo se l’ascoltatore/lettore medio è immediatamente in grado di riconoscere contesto ed implicazioni della decisione, cosa possibile appunto solo ai ben informati.
Viceversa la mia idea - sicuramente ingenua - di giornalismo sta appunto nella volontà di rendere un servizio necessario a tutti invece di fare da megafono, come avviene spesso, a sponsor e mentori politici.
Per questo, sia pure in mezzo a molti limiti e contrasti, mi sono sforzato di esercitare il mio lavoro di giornalista con rigore e metodo.
Fino a quando è stato possibile e fino a quando non è caduta la goccia che ha fatto traboccare il vaso: lo stravolgimento di un mio articolo apparso il 7 gennaio del 2021 sul Quotidiano di Puglia.
Ci era stato chiesto dal caporedattore un articolo nel giorno dell’Epifania e gli avevo proposto l’intervista ad un collaboratore della Sogin, l’agenzia nazionale per lo smantellamento degli impianti nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi, incaricata tra l’altro anche di individuare la sede e costruire il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi.
In quei giorni la scelta del luogo teneva banco a Laterza (Taranto) perché la cittadina premurgiana era stata individuata tra le possibili sedi, precisamente in una sua contrada confinante con il territorio della vicina Matera e compresa tra le masseria Cipolla e Sant’Agostino.
Avevo già realizzato un’intervista al sindaco di Laterza contro quella localizzazione e mi sembrava giusto ascoltare l’altra campana, anche perché tutta quella grancassa di presunti difensori del territorio mi sembrava sospetta ed artefatta.
Scomodato il tecnico Sogin in un giorno festivo, avevo realizzato l’intervista con tutti i crismi e l’avevo inviata per tempo in redazione: mi sembrava un ottimo lavoro.
Qualche ora dopo il caporedattore mi telefona e mi dice che c’era bisogno di inserire nell'intervista inviatagli le dichiarazioni di un consigliere regionale e dell’allora sindaco di Taranto.
Abbozzo e mi accingo con pazienza a riscrivere l’articolo, conscio che serviva solo a rimarcare la contrarietà dei due esponenti politici peraltro già espressa dal sindaco di Laterza e buona parte della sua popolazione.
Ma tant’è, questi interventi sono la norma in in un giornale e così - chiedendolo prima al caporedattore - lasciai poche battute dell’intervista completa in fondo all’articolo.
Quando consultai però l’edizione telematica del giornale, on-line già dalle prime ore del giorno, le brevi dichiarazioni del tecnico Sogin era sparite, sostituite dalle dichiarazioni ugualmente contrarie all’insediamento da parte dell’allora deputato pugliese di minoranza Marcello Gemmato di Fratelli d’Italia.
Una dichiarazione forse necessaria a completare la contrarietà dell’intero arco politico all’insediamento del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi tra Puglia e Basilicata che però appariva a mia firma e totalmente non concordata.
Espressi veemente via whatsapp le mie ragioni al caporedattore il quale mi rispose che il pezzo lui l’aveva solo commissionato e che l’avevano passato “i colleghi dell’attualità”.
Mi sembrava veramente il colmo che una faccenda importante, su cui avevo un contenuto interessante, fosse poi liquidata da mere dichiarazioni di contrarietà con spiegazioni sommarie, peraltro già espresse e replicate.
Per questo non solo ho lasciato molto a malincuore il Quotidiano di Puglia, ma ho evitato accuratamente di commentare anche sui social - tranne che in pochi casi macroscopici - l’operato delle amministrazioni locali e dei governi.
Di fatto sono state le prove generali di una post verità, slegata dai dati di fatto, aggravata da una sempre minore capacità di ascolto, riflessione e azione, sostituita da un chiacchiericcio incessante, senza soluzioni reali e senza una prospettiva degna di questo nome.
In questo senso partecipare alla propaganda continua non mi allettava e non mi alletta.
La storia non è poi finita con la mia uscita dal Quotidiano di Puglia, ma questo forse sarà oggetto di un prossimo post.
#giornalismo #Puglia