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sabato 28 luglio 2012

LATERZA DALLA PROGEVA ANCORA PUZZE. TARDANO I LAVORI DI ADEGUAMENTO


di Nicola NATALE
Un particolare della stabilimento Progeva di Laterza
Due immagini contrastanti. 
Da un lato la gastronomia più vicina al territorio, dall’altro la puzza più urtante. 
E’ Laterza, comune di quindicimila abitanti che punta tutto sul pane formidabile, sulla carne al fornello, sulla Gravina più profonda e selvaggia, ma installa a pochi passi dalla città la Progeva, che raccoglie rifiuti organici non pericolosi e li trasforma in fertilizzanti. 
Non si può in effetti rinunciare a niente negli anni della disoccupazione galoppante, ma quello della Progeva, attiva fin dal 2006, rischia di essere il muro su cui si infrange la sbandierata volontà di costituire un’economia del turismo. 
E’ vero d’altra parte che raccogliere la frazione umida proveniente dalla raccolta differenziata è a sua volta un’operazione altamente sostenibile ed indifferibile,  tuttavia è insostenibile la puzza con la quale convivono i laertini e gli ospiti della cittadina pre- murgiana.  
Proprietà e direzione della Progeva
Il Sindaco Gianfranco Lopane ha avviato uno stretto contatto con l’azienda pur specificando che gli investimenti di adeguamento non avrebberopotuto essere realizzati in pochi mesi. 
Si tratta di  munirsi di biofiltri potentissimi e di coprire ed isolare le superfici nelle quali avviene il processo di decomposizione.
Ma le emissioni odorigene, continuano ad arrivare a zaffate portate dal vento di tramontana e in relazione al tipo di rifiuto organico trattato. 
L’anno scorso proprio durante la sagra dell’arrosto ci furono zaffate e questo provocò il rinfocolarsi delle polemiche. 
La pazienza dei laertini potrebbe arrivare al culmine, anche se l’azienda occupa 15 dipendenti e nessuno vuole metterne in pericolo il futuro. 
Tuttavia così continuando si mina fortemente la credibilità del percorso di economia alternativa scelto da Laterza.
 L’azienda Progeva fondata dalla biologa Lella Miccolis, originaria di Noci è stata finanziata da Invitalia. E’ una delle poche al sud ad occuparsi del recupero dei rifiuti organici e della loro trasformazione in fertilizzanti. 
Il suo amministratore unico è Marino Mongelli ed è con lui che l’Amministrazione Comunale ha attuato un tavolo tecnico ancora troppo lontano dal fornire risultati apprezzabili.

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