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sabato 29 luglio 2017

PARCO DELLE GRAVINE & HERITY: "ESSENZIALE MOTIVARE LA CITTADINANZA".


Panoramica della Gravina di Ginosa (Taranto) come osservabile  da via Matrice.

di Nicola NATALE

Incontro in Provincia di Taranto venerdì scorso (tra Herity Italia e 6 comuni del Parco della Terra delle Gravine. 
Da sx. Pasquale Persico (Università di Salerno) e
Maurizio Quagliolo (segretario generale di Herity Italia)
Si è trattato di un incontro che ha visto protagonisti il prof. Maurizio Quagliolo, segretario generale di Herity e il prof. Pasquale Persico, docente di economia dei beni culturali all’Università di Salerno. 
L’obiettivo finale di questi incontri è ottenere la certificazione internazionale riconosciuta dall’Unesco denominata HGES (Herity global evaluation system) per sei siti definiti “luoghi pilota per la Puglia”.
Vale a dire in ordine alfabetico le Grotte del vallone a Crispiano, il villaggio Rivolta a Ginosa, il Museo della Ceramica a Grottaglie, la Chiesa di San Nicola ed il Villaggio Petruscio a Mottola, il Castello Stella Caracciolo a Palagianello ed infine il Frantoio Normanno di Taranto.

Il villaggio de "La Rivolta" nella parte della gravina di Ginosa che prende lo stesso nome.
A questa certificazione HGES sono state destinate in passato 500mila euro ma sembra che “la Regione li abbia utilizzati diversamente, mentre altri interessamenti come quelli di Lecce e Barletta non hanno ancora raggiunto una maturità”. 
Ma quali sono le novità emerse? 
Innanzitutto un questionario che sarà distribuito ad enti pubblici privati nonché ai portatori di interessi (stakeholders) interessati ad un Parco delle Gravine inteso “come potenzialità non come limite”. 
L’incontro è avvenuto dopo la visita di questi siti da parte di esperti Herity per i quali si “è in presenza di un valore elevato anche se si pecca in conservazione, comunicazione e servizi offerti”. 
La minaccia principale è lo scoraggiamento” ha detto il prof. Quagliolo “ma l’obiettivo è arrivare ad una carta territoriale con 26 luoghi certificati che partendo da Matera arrivino fino alle Gravine”. 
Con un punto che ormai è divenuto un mantra: “le richieste di fondi vanno avanzate per area territoriale e non per comune, sia pure indicando siti specifici”. 
A fine settembre il rapporto definitivo da inviare dovrebbe essere completo con le reazioni del pubblico e le osservazioni degli stakeholders. 
Un percorso impegnativo illustrato anche da Persico per il quale “bisogna pubblicizzare anche un sito diverso dal proprio per sviluppare identità creativa”. 
Un’identità che passa anche dall’identificazione obbligatoria del proprio “capitale naturale prevista dalla Carta della Naturamentre si deve porre mano alla cura e manutenzione dei siti individuati
Riflessioni quelle del prof. Persico a cui sono seguite quelle di Salvatore Marchionna e Mina Castronovi dei Lions di Massafra. 
La loro presenza utile a ricordare l’altro grande patrimonio rupestre costituito dal villaggio di Santa Maria, praticamente nel centro urbano. 
Poi l’esperienza di Crispiano raccontata dallo stesso sindaco Vito Ippolito: “visitare la Cappadocia ha consentito al mio Comune di essere partner in un progetto Interreg”. 
E’ un percorso che potrà durare da tre ai 5 anni per arrivare a definire un ecosistema rupestre dalle molte sorprese, a partire dalla imponente massa di aneddoti. 
Folta la delegazione ginosina tra cui il cons. com. con delega ai beni culturali Angelo Moro. 
Ma per non perdere quanto hanno fatto esperti, appassionati ed influencer” ha concluso Quagliolo “bisogna motivare la cittadinanza”.


QUOTIDIANO DI PUGLIA 29 LUGLIO 2017
Edizione di Taranto pag.18

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