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lunedì 17 ottobre 2016

LE MENSE SCOLASTICHE NON PARTONO. Opposizioni all’attacco dell’Amministrazione a 5 stelle.

GINOSA - Scendono a due i punti cucina. Resta il punto di cottura presso  il plesso "Giuseppe Lombardo Radice" dove la sperimentazione del tempo pieno scolastico era iniziata sul finire degli anni '70.

di Nicola NATALE


Già da qualche settimana il mancato avvio delle mense scolastiche agitava i genitori ginosini e marinesi. 
La questione non poteva non interessare le opposizioni consiliari che in varie forme hanno criticato i ritardi. 
Da sx I consiglieri comunali di minoranza
 Cristiano Inglese e Rosaria Leserri.
Ieri è intervenuta con una nota ufficiale anche la lista civica Inglese che ha ricordato di aver già rivolto un’interrogazione formale all’amministrazione 5 Stelle guidata da Vito Parisi il 13 settembre scorso. 
Il tutto dopo il laconico avviso pubblicato il 13 ottobre scorso per gli alunni del plesso Lombardo Radice a tempo pieno: “possono restare a scuola e consumare un pranzo al sacco concordato con le Docenti”. 
Per tutti gli altri, non più tempo pieno ma una pausa pranzo. Così gli orari: 13:20 con rientro alle 14:30 e uscita alle 16:20. 
Primi a stigmatizzare sui social il ritardo i supporter ed i consiglieri di Forza Italia come l’ex sindaco Vito De Palma. 
Poi il chiarimento dell’amministrazione comunale. 
Ketty Bardinella,
consigliere comunale 

delegato all'Istruzione
Il  consigliere comunale Ketty Bardinella delegata all’Istruzione ribadisce di aver chiesto un incontro sin dal 19 agosto alla cooperativa Mammillaria, gestrice del servizio di refezione scolastica.
Un incontro tenutosi però solo il 12 ottobre scorso. 
Troppo tardi per avviare in tempo qualsiasi servizio, peraltro ancora subordinato alla risposta della cooperativa circa la possibilità di proseguire il servizio in proroga.
Nel mezzo tanti contatti informali con pochi esiti. 
Il problema nascerebbe secondo i 5 stelle anche “dal ridursi negli anni dei bambini che pranzano alla mensa scolastica, cosa che avrebbe generato un costo fisso non proporzionato al servizio erogato”.
Per questo “i punti di cottura si sono ridotti a due con una sola cucina dedicata alle diete speciali” spiegano dall’amministrazione. Ma per la lista civica Inglese le spiegazioni del sindaco Parisi arrivate dopo un mese sono evasive.
Per di più” secondo i consiglieri comunali Inglese e Leserri “si scarica sul dirigente del settore Pubblica Istruzione la responsabilità dei ritardi”.
I dirigenti sono scelti dal Sindaco” aggiungono dalla lista Inglese quindi qualsiasi scarica barile non costituisce una scusante e non diminuisce i disagi di alunni e genitori”.  
La tesi del gruppo di opposizione è che se si doveva prorogare il servizio con la Mammillaria (che lo gestisce da anni) “i mesi di luglio, agosto e settembre, rodaggio e ferie compresi erano più che sufficienti per decidere e organizzare il servizio in concomitanza con la riapertura delle scuole”. 
La battaglia si è combattuta sui social network (soprattutto facebook) ma ribadiscono Inglese e Leserri “auspichiamo che le risposte siano fornite nel Consiglio Comunale, perché dare risposte è un dovere, non una gentile concessione a domanda individuale”.

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