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martedì 10 febbraio 2015

CASTELLANETA / GUGLIOTTI: “PER L’IMU MI DIMETTO SE ME LO CHIEDONO DAL PARTITO”.


Uno dei momenti dell'incontro di Castellaneta (Taranto) sull'IMU agricola.
QUOTIDIANO DI PUGLIA 10 FEBBRAIO 2015
Versione integrale
di Nicola NATALE
Il pagamento dell’imu agricola scade oggi, ma gli agricoltori di Castellaneta non ci stanno. 
E’ questo il messaggio emerso ieri mattina dall’incontro con l’on. Gianfranco Chiarelli di forza italia. Un incontro che ha visto l’auditorium “7 febbraio 1985” pieno e a cui è seguito in serata altro incontro del tavolo verde a Laterza con l’ass.reg. all’agricoltura Fabrizio Nardoni sullo stesso tema.
Il sindaco di Castellaneta Giovanni Gugliotti ha precisato che per quanto riguarda il suo comune l’aliquota sarà a livello minimo per il 2015 (4,6 per mille) mentre resta al 7,6 per il 2014. 
Per il primo cittadino “è ridicolo chiedere soldi agli agricoltori, per questo sospenderemo con delibera la riscossione fino alla data del 17 giugno quando si pronuncerà il Tar del Lazio”. 
Gli fa eco l’ass. com. all’agricoltura Gianrocco De Marinis: “mentre prima avevamo tutta la nostra fascia alta esente, vale a dire i fogli di mappa dall’1 al 78, ora tutto il territorio comunale è soggetto ad imu, è necessario che si rivedano almeno le tabelle istat usate dal Governo”. 
Gli importi medi” continua l’assessore “si aggirano intorno a 2-300 euro ad ettaro* e spostano tutto il peso fiscale sui terreni in  pianura che non sono esenti da dissesti idrogeologici e crisi di mercato, gli agricoltori mi hanno detto di sentirsi traditi dalle associazioni di categoria e mi hanno chiesto di non invitarle”. 
E’ seguita poi una teoria di interventi di imprenditori agricoli. 
Da Bartolo D’Amico di Castellaneta (“con 490 euro di pensione devo continuare ancora a lavorare”) a Franco Semeraro di Palagianello (“ho costituito  un comitato con 200 agricoltori; abbiamo raccolti che, per il prezzo propostoci, non vale nemmeno la pena raccogliere, questo è il premio per la cura del territorio”). Interviene anche Giuseppe Rochira (patto per la città) della minoranza consiliare: “voteremo la sospensione dell’esazione propostaci dalla maggioranza, ma l’invito è a non pagare fino all’esaurirsi del contenzioso amministrativo, interessi e sanzioni sono minimi, vogliamo però che il Comune si impegni a non procedere, pur rispettando la legge”. 
Brucia il confronto con altre realtà, anche pugliesi, esentate saltando a piè pari anche il discutibile principio dell’altitudine: Andria 151 metri sul livello del mare non pagherà imu al pari di Massafra con altezza compresa tra i 115 del centro abitato e i 480 metri del suo punto più alto (cd. Cicerone). 
A tirare le fila ci pensa l’on. Chiarelli non prima di aver precisato che “non ho mai votato la fiducia a questo governo e sono tra i 40 che assieme a Fitto ha votato contro tutti i provvedimenti di natura economica”. 
Anche l’on. ricorda esclusioni discutibili in Puglia come Peschici e Vieste ma l’invito è “ad unire la voce di tutti i comuni nel fronte anti-imu agricola, coinvolgendo anche le amministrazioni di centrosinistra”. 
Purtroppo il Tar non ci ha dato una grossa mano, ma garantisco la mia presenza nelle commissioni e mi impegno a presentare interpellanze, interrogazioni ed ordini del giorno come il vostro”. 
Interviene a sorpresa anche Gugliotti sollecitato provocatoriamente  a dimettersi: “posso rassegnare le dimissioni, se il coordinamento provinciale lo ritiene, credo di trovare sponda anche in colleghi del centrosinistra”.  
I sindaci di un’intera provincia che minacciano di dimettersi, questo sì che farebbe eco e interromperebbe la macchina ormai avviatosi di un colpo che è quello definitivo al mondo agricolo”. Una misura i cui effetti sembrano andare in direzione esattamente contraria alla riforma agraria del 1950, cioè costringere alla svendita dei terreni finora acquisiti. Senza dimenticare che l’imu viene chiesta anche a chi ha aziende ormai all’asta.
GINOSA (Taranto) Un oliveto in contrada Difesa.
Gli agricoltori non professionali pagheranno l'imu per intero come da decreto legge n°4 del 24 gennaio 2015 in modifica del D. Lgs. 30 Dicembre 1992 n°504.
* ad una successiva verifica gli importi più alti sono invece quantificabili in circa 70€ per ettaro. Non è così poco come sembra.

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